Maul tremò un po' mentre aspettava che Kilindi ritornasse. Non sapeva perché lei fosse così gentile con lui, e non si azzardava a chiedere. C'erano delle volte in cui lui aveva paura che lei fosse soltanto un frutto della sua immaginazione, come alcuni suoi sogni mezzi lucidi. Maul faceva così tanti sogni da non riuscire a distinguere quali di questi fossero reali e quali no. C'erano giorni in cui avrebbe giurato che Ashya fosse solo un pensiero indistinto, oppure giorni in cui avrebbe giurato di non avere mai conosciuto un uomo di nome Arion. Sbatté un po' le palpebre nella sua cella, sperando di vedere di più di semplice oscurità. Quando ancora aveva i suoi occhi, era stato più semplice seppellire le urla nella sua testa. Era strano che potesse ancora vedere la Donna Blu. In questi giorni era in compagnia di un Uomo Blu.
Lui li ignorava entrambi, voltandosi su un lato. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era un altro fantasma. Ne vedeva già così tanti di loro che non sapeva se sarebbe mai guarito da quella pazzia. Era sempre stato così forte e sicuro di poter sconfiggere un Cavaliere Jedi? Era davvero tanto forte quanto dicevano le voci? Sbatté ancora le palpebre, ancora tremando. A giudicare dall'odore era, al momento, vicino ad Akeela e Braka. Maul girò la sua testa dolorante, cercando di intercettare la fonte di quel caldo odore. Non poteva dire esattamente che cosa fosse, ma sapeva che c'era. Maul sbuffò frustrato e piantò ciò che era rimasto dei suoi artigli nel suo palmo. Era frustrante!
"Maul." Akeela portò la mano di lui sul pancione di lei e riuscì a sentire qualcosa che colpiva la superficie. Era la stessa sensazione di quando lui aveva Ashya, ma... diversa. E non un brutto diverso. Riusciva a percepire abbastanza nella Forza da sapere che qualunque cosa fosse non stava facendo male Akeela. "Sono tuoi."
"Miei?" Gracchiò Maul. Sbuffò frustrato e si massaggiò la gola. Doveva essere in grado di parlare, ma era difficile per lui. Qualcun altro entrò nella stanza. Dall'odore, Kilindi. Akeela si irrigidì sotto il suo tocco, e lui piangendo chiese. "Miei come Ashya era mia?" Anche se aveva tenuto in braccio sua figlia solo per alcuni minuti, lui aveva bisogno di lei. Lei lo avrebbe salvato, gli avrebbe dato un motivo per uscire di lì. Ma senza di lei... lui si sentiva vuoto. Insensibile. Come se non avesse nessuna ragione per vivere. Un orribile pensiero invase la mente dello Zabrak e lacrime si accumularono ai lati dei suoi occhi rovinati. "Li... li porteranno via?"
Come hanno portato via la mia Ashya?
"Si." Akeela deglutì ed portò uno dei suoi lekku dietro le spalle. "Io non voglio perdere i miei bambini, Maul. Dobbiamo uscire da qui!"
"L'ultima volta che ha provato a scappare, ha perso gli occhi." Kilindi si inginocchiò vicino a lui e gli offrì una ciotola di zuppa. Maul voltò la testa dall'altro lato, il suo stomaco protestò. Non aveva un gattino da nutrire. Non aveva ragioni per mangiare. Kilindi doveva mangiare. Oppure Akeela. La donna Nautolana (?) sospirò e si sedette vicino a lui. "Maul. O mangi, o ti costringo a mangiare. Non puoi restare lì seduto a deprimerti! Se diventi troppo magro, ti uccideranno!" Sembrava arrabbiata e Maul le permise di nutrirlo. Aveva un cattivo sapore, solo brodo di carne, ma lui deglutì. Cose brutte succedevano a schiavi che non obbedivano. Maul lo aveva imparato dal suo Maestro ed il suo tempo passato in questi laboratori. L'ultima cosa che gli serviva era essere punito di nuovo.
"Non puoi farglielo fare." Mormorò Braka. Stava facendo qualcosa a giudicare dal suono, ma Maul non sapeva cosa. Lui sospirò un poco e si appoggiò. Gli piaceva Kilindi. Lei era gentile, e non lo feriva mai. "So che vuoi quei bambini, Akeela, ma è fragile quanto l'acqua. E comunque, gli Zabrak hanno migliori istinti materni che paterni. Farebbero meglio ad allevarle Zabrak che a torturare noi."
"Non si allevano sensibili alla Forza." Rispose Kilindi. "Io sono nata su Zyggeria, dovrei saperlo. Loro abbandonano i cuccioli e li vendono ai macelli."
"Macelli?" Braka sembrava curioso. E troppo come gli altri Chiss per i gusti di Maul.
"È dove vengono portati i corpo dei morti. Fertilizzante, cibo per cani, per maiali, robe del genere." Spiegò Kilindi. "Credimi quando ti dico che loro non si tengono gli Zabrak sensibili alla Forza. È solo una cattiva idea. Le femmine sarebbero troppo difficili da gestire, ed i maschi ucciderebbero le altre persone."
Braka scosse la testa. "Prenditi cura di Big Red lì. Vedi se riesci a mettere un po' di carne su quelle ossa. Sarà anche pazzo, ma non lo voglio morto."
Maul scansò via un po' di zuppa. "Le voci dicono che sono perfettamente sano."
"Sentire le voci vuol dire che sei pazzo." Mormorò Braka. Lui però si voltò, e cercò di prendere un po' di sonno. Lui esalò un sospiro. Il suo stomaco ora protestava, ma doveva mangiare. Quindi aprì la bocca come un bravo bambino ed inghiottì. Se i Chiss avevano mandato lei, avevano sbagliato a scegliere. Kilindi era gentile, non crudele. Lei non lo stava minimamente sfiorando. Allo stesso tempo però, Maul voleva sapere il perché. Lo avrebbe fatto sentire meglio quando alla fine anche lei lo avrebbe tradito.
