Un colpo al cuore
Capitolo 11
Due giorni dopo il tenente Provenza aveva chiamato il capitano per aggiornarla sui loro progressi nell'indagine e per sapere come stavano lei e Andy.
Sharon sperava che il tenente Provenza avesse qualche buona notizia, l'aveva chiamata chiedendo loro di andare nel pomeriggio in Centrale, inoltre il sergente Eliot aveva chiesto di poter fare ancora qualche domanda ad Andy e vedere se volesse aggiungere qualcosa alla sua dichiarazione precedente.
Dopo pranzo, si organizzarono con la scorta e andarono in Centrale. Entrarono da un'entrata sul retro, in modo che meno persone li potessero vedere. La squadra li stava aspettando e li salutò calorosamente. Dopo i convenevoli, Provenza li aggiornò sugli sviluppi dell'indagine: avevano trovato l'ultimo luogo di detenzione nel quale avevano trovato i loro distintivi e la pistola di Flynn. La borsa del capitano con la pistola l'avevano già recuperata. Avevano trovato le tracce del sangue di Flynn e Provenza solo allora, si era reso conto del brutale pestaggio che Andy aveva subito e capiva tutta la rabbia del suo amico. La pistola di Flynn era stata usata per sparargli alla spalla, la balistica aveva confermato che il proiettile mancante era quello estratto dalla spalla del tenente.
Dopo l'aggiornamento, li portò all'obitorio, dove voleva che vedessero i corpi degli uomini della banda che li aveva sequestrati. C'era stato uno scontro a fuoco, finito con la morte dei cinque componenti del gruppo e due feriti, non gravi, nelle forze dell'ordine.
Entrarono insieme a Provenza nell'obitorio e il dr. Morales fece loro vedere i corpi. Quando Flynn vide i corpi di quegli uomini si irrigidì e si bloccò per un secondo, particolare che non sfuggì al capitano e al tenente Provenza.
"Riconosci tra questi l'uomo che ti ha portato in ospedale?" Chiese Provenza a Flynn.
Lui guardò i cinque corpi, si fermò davanti ad un corpo. Alzò il sopra ciglio destro. "Lui." Indicò il corpo.
"Sei sicuro?"
"Sì è lui."
"Fai con calma, Flynn."
"Ti ho detto che è lui!" Disse Flynn spazientito.
"Ok. Non ti agitare." Silenzio. "Ok, quindi a questo punto ne mancano altri sette. Bene li prenderemo, abbiamo già alcuni riscontri, appena so qualcosa vi aggiornerò. Ora possiamo andare."
Andarono fuori dall'obitorio e si tolsero i camici. Provenza decise di accompagnare Flynn alla Disciplinare, dal sergente Eliot. Quando furono davanti alla porta della Disciplinare, Provenza gli disse: "Stai calmo Andy. Allora scambi due parole con Eliot e poi ci raggiungi alla Crimini Maggiori."
"Non ho nulla da aggiungere a quanto già detto, non capisco il perché di questa ulteriore convocazione."
"La tua dichiarazione precedente era piena di non ricordo, non mi pare. Forse qualcosa in più la potevi dire, non credi?"
"Ho detto quello che dovevo, cosa vuole sapere di più quel bastardo?!"
"Calmati Flynn, racconta ancora quanto accaduto e vedrai che si chiude tutto quanto."
"Speriamo." Disse Flynn sconsolato ed entrò alla Disciplinare. Chiese del sergente Eliot, che lo stava aspettando e lo accompagnò in una saletta per parlare più tranquillamente.
"Prego si accomodi tenente Flynn, come sta?"
"Sto meglio, grazie."
"Allora senta volevo solo farle qualche domanda per chiarire alcuni punti ancora oscuri."
"Va bene."
"Tenente secondo lei, perché dopo che l'hanno picchiata e hanno ottenuto il codice dal capitano Raydor, perché l'hanno voluta portare in ospedale?"
"I sequestratori continuavano a discutere, forse non c'era un accordo tra loro su come fare certe cose."
"Cosa intende per certe cose?"
"Intendo come uccidere un poliziotto. Se volevano uccidermi mi avrebbero sparato in mezzo agli occhi e non alla spalla. Continuavano a discutere e sentivano la pressione dell' arrivo della polizia."
"Secondo lei perché volevano il codice del capitano Raydor, lei ha accesso solo ad un codice di livello 2, non avrebbero potuto accedere a dei livelli superiori?"
"Perché non lo chiede a loro, li può trovare all'obitorio." Rispose Flynn seccato.
"Lei non si è fatto un'idea?"
"No, non mi sono fatto alcuna idea. So solo quanto ho già dichiarato."
"Ok. Ho ancora qualche domanda. Quando era sul furgone che l'ha portato in ospedale, cosa le ha detto il sequestratore?"
"Mi ha detto di rilasciare un comunicato alla stampa e ai media in cui si affermava che io ero morto."
"E poi?"
"E poi cosa?"
"Le ha detto qualcos'altro?"
"Ero ferito, non mi ricordo se avesse detto altro."
"Avete fatto parecchia strada sul furgone, non le ha detto altro?"
"Non che io ricordi."
"Ne è sicuro?"
"Senta sergente Eliot, ero ferito e pensavo di morire, mi ha solo detto di rilasciare il comunicato e così ho fatto."
"Infatti, lei era ferito e pensava di morire, perché non l'ha uccisa tenente? Lei lo ha visto in faccia, era una minaccia per lui, perché l'ha lasciata andare? Cosa le ha chiesto in cambio?" Lo incalzò il sergente Eliot.
"Mi sta interrogando come se fossi un criminale?!" Disse Flynn.
"Risponda alle mie domande!" Disse il sergente Eliot alzando la voce.
"Ho già risposto, l'ho già detto, se vuole credermi. Altrimenti faccia come meglio crede!" Urlò Flynn.
Silenzio.
"Calma tenente, non la sto interrogando come se fosse un criminale, dico solo che ci sono delle domande, che non hanno risposta, tutto qui." Disse con calma Eliot.
"Bè se ne faccia una ragione sergente, non ho più nulla da dire. Posso andare?"
"Certo tenente Flynn. Può andare, grazie per il suo tempo." Disse Eliot scuotendo la testa.
Flynn si alzò e uscì dalla Disciplinare, andò diritto alla Crimini Maggiori con il volto scuro. Il capitano Raydor stava parlando con la squadra, stavano valutando altri indizi per prendere gli ultimi uomini del gruppo che li aveva rapiti. Quando entrò, lei gli andò incontro.
"Bene tenente Flynn, ha concluso con la Disciplinare." Chiese lei.
"Sì capitano, tutto ok." Disse lui abbozzando un sorriso.
"Bene signori vi lasciamo al vostro lavoro e speriamo di vederci presto in circostanze migliori." Disse lei sorridendo.
"Ci vedremo presto capitano è solo questione di tempo." Disse Provenza.
"Grazie a tutti per il vostro impegno. Signori, vogliamo andare?" Disse lei rivolgendosi prima alla squadra e poi ai due agenti di scorta. Con un cenno si avviarono tutti verso l'uscita laterale dalla quale erano entrati.
"Senti Provenza, mi potresti accompagnare ad un incontro. Non voglio andarci con Jonny."
"Ok, vedo cosa posso fare. Tu stai tranquillo Flynn, niente idiozie!"
"Sono attaccati a noi 24 ore su 24, non potrei fare un'idiozia neanche se volessi, maledizione!"
"La convivenza con la scorta ci sta un po'stretta tenente ..." Disse lei.
"Cercheremo di chiudere il caso prima possibile capitano." Disse Provenza.
"Grazie tenente. Se ci fossero novità ci contatti pure."
"Sì, capitano." Disse Provenza.
Salirono in macchina e insieme alla scorta, rientrarono verso la casa dei genitori di Sharon. La giornata era soleggiata e calda. Lungo il tragitto Andy non aveva detto una parola. Era teso e guardava fuori dal finestrino.
"Questa mattina come è andata la tua sessione di fisioterapia?"
"E' andata bene, dovrei recuperare in fretta."
"Ti ha detto quante ne devi fare?"
"Di sicuro ancora quattro."
"Ti ha fatto male?"
"Sì. Mi ha fatto molto male." Silenzio.
"Andy tutto ok?"
"Perché me lo chiedi?"
"Perché sei silenzioso. Vuoi dirmi qualcosa?" Chiese lei.
"No." Silenzio.
"Sei sicuro?"
"Mi stai interrogando Sharon?"
"No. Voglio solo sapere perché all'obitorio eri nervoso."
"Ero nervoso e basta."
"Eri nervoso perché quelli erano gli uomini che ti hanno picchiato?"
"Forse." Silenzio.
"All'obitorio, quell'uomo che hai riconosciuto non era chi ti ha portato in ospedale, vero?"
"Perché dici così?"
"Perché non eri convinto." Disse lei.
"Come fai a dirlo."
"Ti conosco."
"Ero ferito. Magari mi sono sbagliato."
"Hai preferito dire fosse lui."
"E se anche fosse …"
"Perché hai indicato quell'uomo?"
"Mi stai interrogando?" Urlò lui. Silenzio. Lei fermò la macchina a bordo strada.
"Voglio sapere perché hai detto che era quell'uomo?" Silenzio. "Andy!" Silenzio. "Risponda alla domanda tenente!" Disse lei alzando la voce in modalità Darth Raydor. Silenzio.
"Vuoi davvero sapere il perché? Bene! Perché ho dato a quel bastardo la mia parola che non lo avrei più cercato! Perché mi ha salvato la vita! Perché ha salvato la tua, di vita! E perché farei anche un patto con il diavolo per tutta l'eternità se questo dovesse salvarti! Sei Soddisfatta capitano!?" Urlò lui. Silenzio.
"Non avresti dovuto farlo." Mormorò lei.
"Eppure l'ho fatto. Non mi pento di nulla."
"Perché non me ne hai parlato prima?"
"Avevamo già abbastanza motivi di discussione, non volevo aggiungerne un altro."
"Andy è un discorso che dovremo affrontare prima o poi."
"Ti sento lontana anni luce." Silenzio. "Pensi che mi importi di quel bastardo o di quello che può pensare chiunque altro?"
Intanto la macchina della scorta si era fermata dietro di loro, Flanagan era sceso per controllare che fosse tutto in ordine. Si affacciò al finestrino dal conducente. "Tutto a posto capitano?"
"Sì, sì. Tutto ok. Adesso riprendiamo la strada." Flanagan annuì e tornò in macchina. Sharon ripartì e la scorta li seguì.
"Va bene Andy. Ne riparliamo." Disse lei risoluta.
"Se proprio ci tieni." Disse lui e continuò a guardare fuori dal finestrino. Silenzio.
"Alla Disciplinare come è andata? Ne vuoi parlare con me?"
"No."
"Va bene."
Continua…
