Dopo la guerra
Un mondo in cambiamento richiede flessibilità!
Due settimane dopo la fine della Quarta Grande Guerra Mondiale dei Ninja, in un luogo non specificato vicino al confine nord-ovest del Paese della Pioggia.
"D-dove mi trovo...?"
Il ragazzo si portò una mano alla testa, un dolore sordo gli pulsava nel cranio impedendogli di concentrarsi. Dove si trovava, cosa stesse facendo – non riusciva a pensarci.
Si guardò intorno, faticando a dare un senso a ciò che lo circondava. La sua vista era sfocata, confondendo i dettagli più fini e rendendoli indistinti. L'unica fonte di luce erano alcune piccole torce sparpagliate in giro, tuttavia il loro bagliore non dava al giovane alcun conforto. Fiutò l'aria; odorava di sangue, e un misto di prodotti chimici. Il ragazzo sentì una sensazione d'ansietà attraversarlo da capo a piedi.
Ricordi confusi riaffiorarono in lui: un combattimento, dolore atroce, e poi oscurità. Doveva essere morto? Si trovava ora all'altro mondo?
No, pensò il ragazzo. Se fosse stato morto, i suoi muscoli non sarebbero stati così doloranti. Allungò il braccio per smorzare un po' del dolore – e si rese conto solo allora del ferro attorno al suo polso, la fredda pietra dietro alla sua schiena nuda.
Era prigioniero.
Il giovane cercò di divincolarsi dalle sue restrizioni, tastando la loro forza. Si arrese dopo poco; non c'era modo per lui di spezzarle nelle sue condizioni. Fu allora che si rese conto della figura che lo stava fissando, osservandolo in silenzio. Era ancora molto buio, ma il ragazzo poteva vedere il ghigno soddisfatto sul volto del suo osservatore.
"Hai finalmente ripreso conoscenza – è un bene. Temevo di perdere una risorsa preziosa quale sei tu, e dopo tutti i rischi che mi sono preso, sarebbe stato davvero deludente. Non lo credi anche tu... Sasuke?"
L'Uchiha riconobbe la voce dell'uomo all'istante, e cominciò a divincolarsi nuovamente contro le catene.
"Cosa vuoi da me, Kabuto?" domandò, la sua voce grondante disprezzo. "Non dirmi che miri ancora allo Sharingan? O vuoi forse ritrovare il tuo vecchio maestro, Orochimaru?"
"Davvero ingenuo da parte tua, Sasuke..." Kabuto rispose a voce bassa. "È inutile che tu mi dica ciò che già so."
Indicò alla sua destra, e altre due torce si accesero all'improvviso illuminando un'altra figura incatenata al muro. Il respiro di Sasuke gli si strozzò in gola.
Orochimaru, uno dei tre Ninja leggendari nonché uno degli shinobi più potenti attualmente in vita, era appeso al muro come un pezzo di carne.
"E per quanto riguarda lo Sharingan..."
Sasuke si voltò di nuovo verso Kabuto, il quale aveva fatto un passo nella luce, e un fulmine di paura colpì il suo intero corpo. Scintillante nella penombra vi era una coppia di Sharingan; gli Sharingan di Sasuke.
Questa paura si fece largo nel suo intero corpo mentre cercava di attivare la sua arte oculare, cercando di rassicurarsi di aver visto qualcos'altro, o che stesse sognando tutto quanto. Ma non successe nulla; il suo Sharingan non si attivò, né Sasuke si risvegliò.
La paura cominciò a placarsi, rimpiazzata da un sentimento fin troppo familiare all'Uchiha: odio.
"Che cosa hai fatto?" Domandò, un respiro brusco gli sibilò tra i denti. "Perché hai tu il mio Sharingan?"
"Per essere precisi, Sasuke-kun, questi sono gli occhi di tuo fratello," Kabuto disse con un sogghigno. Chiaramente si stava divertendo. "Ma quello è solo un piccolo dettaglio. Sarei più che felice di mostrarti ciò che è successo al tuo prezioso Sharingan."
Si avvicinò ancora di più all'Uchiha, e attivò il suo nuovo Mangekyō Sharingan.
"Tsukuyomi," disse sottovoce con spietata calma. Sasuke cercò con tutto sé stesso di resistere all'illusione che stava arrivando, ma senza il potere del suo clan, era senza speranze contro un Genjutsu così potente.
Fu costretto a rivivere l'operazione che Kabuto gli aveva fatto per prendersi i suoi occhi, costretto a sopportare un dolore lancinante e inimmaginabile. Non voleva dare a Kabuto la soddisfazione di sentirlo urlare, ma il suo orgoglio poté fare ben poco per aiutarlo, e alla fine il serpente poté sollazzarsi delle urla di agonia dell'Uchiha.
"Non è stato facile trovare un modo per aggirare l'enorme consumo di chakra necessario per utilizzare propriamente questi occhi, ma la mia conoscenza del sistema circolatorio del chakra mi ha aiutato grandemente, specialmente con l'aiuto di quei cloni del Primo Hokage che Tobi ha coltivato per così tanto tempo. Con le loro abilità, sono stato in grado di perfezionare il mio controllo su questi occhi, forse con ancora più maestria di quanto ne possedessi tu, Sasuke." Rise pacatamente tra sé e sé, compiaciuto dei suoi traguardi.
"Hai avuto ciò che volevi; perché sono ancora vivo?" Sasuke volle sapere, ancora scosso dall'illusione. "Perché mi hai dato nuovi occhi?"
Kabuto sembrò insultato. "Non dirmi che il grande Sasuke Uchiha non riesce a vedere l'ovvio? Sei troppo prezioso da vivo per me, perché io possa semplicemente eliminarti. Così tanti esperimenti da fare... riesci ad immaginare tutte le possibilità che il tuo corpo potrebbe scoprire?"
Si avvicinò ancora di più, così Sasuke poteva vedere chiaramente il suo ghigno. "Volevo anche vedere il tuo sguardo quando tu ti fossi svegliato. Vedere come avresti reagito nello scoprire che i preziosi occhi di tuo fratello ti erano stati rubati, e usati contro di te. Dimmi, come ti fa sentire?"
Un odio incommensurabile pervase il corpo di Sasuke, mentre questi fissava il suo carceriere. Tutto il resto, tutti gli altri sentimenti e emozioni erano spariti dal suo corpo per lasciare spazio al suo odio. Kabuto avrebbe sofferto per l'eternità per questo; Sasuke avrebbe fatto scendere l'inferno su di lui, gli avrebbe fatto implorare la morte fino a quando non avrebbe più avuto forza di parlare. Allora, e solo allora, Sasuke gli avrebbe strappato il cuore e posto fine alla sua miserabile esistenza.
La sua rabbia lo rese cieco e sordo alla situazione in cui si trovava, e provò così di nuovo ad attivare il suo Sharingan, cercando di bruciare vivo Kabuto con l'Amaterasu. Era un atto di disperazione, dato che i suoi occhi gli erano stati chiaramente portati via, ma per una frazione di secondo, i suoi occhi parvero illuminarsi della rossa luce del Mangekyō Sharingan eterno ancora una volta, prima di scomparire in un nulla di fatto. Con sé, aveva portato un dolore tale che il corpo di Sasuke non poté più sopportarlo, tanto da farlo svenire in pochi secondi.
Kabuto, che aveva osservato lo svolgersi degli eventi da una distanza di sicurezza, fece attenzione a nascondere il proprio interesse. Ma c'era una luce soddisfatta nei suoi occhi, appena prima che una voce gracchiante si palesasse nell'oscurità attraverso un altoparlante appeso al muro.
"Tutto quanto è stato monitorato proprio come avevate richiesto, Kabuto-sama," Disse la voce. "Tutti i dati saranno disponibili nel giro di un ora, se vorrete controllarli."
"Bene. Mandatene una copia al mio laboratorio il prima possibile," Rispose Kabuto, allontanandosi dall'Uchiha. "Questo ragazzo si sta dimostrando più prezioso di quanto potessi immaginare. Grazie, Sasuke-kun."
Rise sommessamente tra sé e sé, prima di concentrarsi sull'uomo che un tempo era stato suo maestro e confidente.
"È un tale peccato vedere un uomo un tempo grande ridotto in questo stato, ma proprio come Sasuke-kun, voi siete troppo prezioso per me per lasciare che la morte vi porti via. Perdonate la mia mancanza di rispetto, ma per raggiungere i nostri obbiettivi, questo deve essere fatto."
Strisciò fuori dalla stanza, lasciando soli i suoi due prigionieri. Ma senza che lui lo sapesse, uno dei due aveva udito ogni parola. Una lingua debole scivolò fuori, leccando via il sudore dalla proprie labbra. La vendetta sarebbe stata sua, in un modo o nell'altro.
Nel Pese del Ferro, Riunione dei 5 Kage, 10 giorni dopo l'inizio della conferenza, e due giorni dopo la partenza di Naruto e del suo team dal Villaggio della Foglia.
I cinque Kage si erano riuniti ancora una volta per discutere del futuro dell'Alleanza Shinobi, ora che la minaccia comune dell'Akatsuki e di Madara Uchiha era stata neutralizzata.
Ogni Kage aveva portato con sé tre tra i propri subordinati più fidati, i quali avevano la funzione di consiglieri. Tsunade aveva portato Shizune e Sakura, le sue due più grandi allieve, insieme a Shikaku Nara, il quale era stato inestimabile durante la guerra, avendo addirittura preso il posto di comando quando sia A, sia Tsunade avevano dovuto lasciare il centro di comando.
Infatti, al momento era Shikaku a parlare a tutti i presenti. Stava discutendo sulla produttività di ognuno dei cinque villaggi, nello specifico riguardo alla loro potenza militare ed economica. Stava inoltre illustrando come la guerra avesse spostato gli equilibri di potere tra le varie nazioni, e un rapporto dettagliato avrebbe dovuto essere redatto per stabilire con certezza le vittorie e le perdite.
"Il totale dei caduti in battaglia o a causa delle ferite ammonta alle 53.428 unità, portando il numero di Shinobi ancora abili al 100% ad un totale di 24.982. Quelli che hanno subito ferite debilitanti, ma che possono ancora lavorare come insegnanti o in missioni minori sono 3.464 persone."
Anche se ogni Kage presentava un'espressione di pietra, i loro cuori e le loro menti erano in agonia per tutte le vite perse durante la guerra. Una tale perdita di vite umane non dovrebbe essere mai sperimentata da nessun popolo. Lo stesso però non si poteva dire delle loro scorte, e Sakura Haruno stava tentando a fatica di trattenere il proprio orrore dentro al proprio stomaco, invece di lasciarlo versare al suolo. Essendo un medico, aveva visto cose che avrebbero fatto impallidire un gran numero di shinobi esperti, ma di fronte a certe realtà brutali, anche lei riusciva a contenersi a fatica.
Mentre parlava, Shikaku camminava lentamente intorno al tavolo a cui erano seduti i Kage (ed il Generale Mifune, il quale presiedeva nuovamente al meeting), lasciando di fronte ad ognuno un blocco di fogli sui quali erano specificati i dati di cui lui stava parlando.
"Come potete vedere, le perdite di ogni villaggio hanno un valore compreso tra i 4.919 della Nuvola, e i 6.374 dei vari paesi neutrali che hanno deciso di supportarci. Nessuna delle reliquie di valore è andata perduta, e quattro dei Tesori del Saggio delle Sei Vie, che erano andate perdute, sono state finalmente ritrovate, siamo anche stati in grado di recuperare tutte le sette spade della Nebbia."
Mei Terumi, l'attuale Mizukage, sembrò compiaciuta di quell'ultima notizia.
Il volto di Shikaku si rabbuiò. "Tuttavia, alcune delle perdite più gravi durante la guerra, sono stati quelli presi di mira nei nostri accampamenti dalle creature conosciute come Zetsu; principalmente, medici esperti e quelli con esperienza in tecniche di sigillo avanzate. Con il Jūbi morto, tutto il chakra dei Cercoteri catturati è stato rilasciato, e molto probabilmente ritorneranno a portare devastazione una volta in grado di riformarsi. Senza questi uomini e donne, sigillarli nuovamente sarà molto più complicato."
Killer Bee, che A aveva portato con sé, fece una smorfia disgustata. Naruto gli aveva raccontato cosa gli era successo nello spazio delle coscienze condivise delle bestie con le code; l'idea che gli uomini pensassero di sigillare nuovamente i Cercoteri non era affatto una cosa piacevole.
Ogni Kage comprendeva la gravità della notizia, e avrebbe discusso la faccenda più a lungo, ma c'erano ancora molti argomenti che dovevano essere presentati prima di poterlo fare, così che una soluzione non implicasse l'annullamento di un'altra.
"Dalle poche informazioni che siamo stati in grado di raccogliere, abbiamo ragione di credere che ci siano ancora almeno 2.000 Zetsu Bianchi attivi, e che essi siano sotto il controllo di Kabuto Yakushi, il quale è stato in grado di evitare tutte le nostre squadre di inseguimento e ricerca, sin dalla fine della guerra."
Guardò uno dopo l'altro il Kazekage, il Raikage, e lo Tsuchikage prima di proseguire.
"Abbiamo anche ragione di credere che Kabuto sia direttamente coinvolto nelle evasioni di massa avvenute nelle prigioni nei Paesi del Fulmine, della Terra, e del Vento. Il numero degli evasi ammonta a circa 6.000, 20 dei quali sono da considerarsi criminali di classe S."
Sakura lanciò uno sguardo perplesso in direzione di Tsunade per vedere come la sua mentore stesse reagendo alla notizia. Tsunade sembrava essere decisamente calma, nonostante i rapporti turbanti, e la cosa rese Sakura ancora più preoccupata; Tsunade solitamente sembrava annoiata a questo genere di eventi, ma ora se ne stava seduta e con la schiena dritta sul suo sedile, prestando molta attenzione ad ogni dettaglio.
"Infine, c'è il caso di Sasuke Uchiha. Dalle informazioni forniteci da Naruto Uzumaki, dopo essere stato sconfitto, Sasuke ha affermato che avrebbe rinunciato al suo obbiettivo di distruggere Konoha, fin quando sarebbe stato lasciato solo senza squadre che mirassero alla sua cattura o la sua morte." Shikaku chiuse il suo rapporto, traendo un profondo respiro. "Se i cinque di voi mi permettono di esprimere un mio parere personale, proporrei di fare dell'equilibrio tra le Cinque Grandi Nazioni la vostra più alta priorità."
Ōnoki, lo Tsuchikage, si alzò dal suo seggio. "Parlerò per primo, se per voi è accettabile." Nonostante le difficoltà a tenere il passo durante la guerra, Ōnoki era ancora un uomo orgoglioso e forte.
Gli altri quattro annuirono in consenso, dandogli il permesso di proseguire.
"Prima di tutto, vorrei ringraziare Shikaku Nara di Konoha per averci fornito queste informazioni così dettagliate e elaborate. Penso di parlare per tutti i qui presenti dicendo che se vogliamo mantenere la pace, l'alleanza deve continuare. Ero un vecchio testardo e stupido prima dell'arrivo di questa guerra, e mai prima d'allora avevo visto così tanti shinobi di paesi diversi lavorare insieme, vivere insieme, e morire insieme. Tuttavia, questo non è avvenuto per molte delle nazioni minori. Il nostro potere si è indebolito notevolmente, se queste altre nazioni fiutassero l'occasione di facili conquiste, ci costerebbe caro proteggere ciò che è nostro."
Tutti quanti annuirono nuovamente in approvazione; vedere gli sforzi fatti per proteggere la pace venire rovinati da coloro che erano consumati da avidità o vendetta sarebbe stata sicuramente una tragedia.
"Alcune informazioni raccolte da Konoha, Suna, e Kumo hanno rivelato ingenti spostamenti di truppe nella Terre dei Fiumi, delle Foreste, dell'Argilla, e dei Grandi Laghi. La più piccola, ma ricca, Terra delle Miniere ha a sua volta iniziato ad ammassare truppe ai confini sia del Paese della Terra, sia del Paese del Vento, nonostante la loro apparente 'neutralità'. Attività sospette sono state registrate da tempo nel Paese della Pioggia, specialmente nella capitale Amegakure, rapporti di spostamenti di strani macchinari dal confine col Paese del Fuoco, circolano ormai da settimane."
Le spalle di Ōnoki si incurvarono in avanti. "Questi sono tutti paesi che hanno subito grandi perdite durante le guerre del passato contro le nostre nazioni. Sembra che non abbiano dimenticato il passato, e abbiano iniziato a muoversi contro di noi appena ne sono stati in grado."
"Avvoltoi!" Kurotsuchi sibilò da dietro suo nonno. Ōnoki poteva essersi ammorbidito dalla guerra, ma sua nipote sembrava ancora serbare rancore verso le nazioni più piccole.
Fu un commento curioso. Fino a pochi mesi prima, Ōnoki sarebbe stato il primo a suggerire di approfittarsi di coloro che avevano perso di più durante la guerra, cercando del guadagno dalle loro disgrazie.
"Non contesto le vostre affermazioni Ōnoki-dono," Gaara intervenne con il suo solito tono stoico. "Ma i Daimyō delle nostre nazioni hanno anche la loro voce in capitolo riguardo questa alleanza. Cosa si farà se loro non desidereranno continuare con essa?"
A si sporse in avanti sulla sedia. "Tuttavia, se siamo onesti con loro e diciamo ai Daimyō le nostre vere intenzioni, la paura di nuovi conflitti dovrebbe farli propendere dalla nostra parte. Concordo sul fatto che l'alleanza debba essere preservata se vogliamo mantenere la pace."
Tutti quanti parvero accettare il suo ragionamento, ma Mifune sentì di dover avanzare alcune condizioni. "Accetto i vostri termini, ma devo informarvi che noi prenderemo una posizione neutrale-difensiva su tutti i futuri conflitti. Praticamente, se verrete attaccati o invasi, interverremo in vostro aiuto, ma se vi muoverete contro un paese vicino, noi ne rimarremo fuori per preservare la nostra sicurezza. Non è molto ciò che chiediamo."
La sua opinione domandava rispetto, e nessuno dei Kage riteneva irragionevole ciò che stava chiedendo. Ōnoki sembrò leggermente scettico, cionondimeno accettò.
A si alzò. "Ora che abbiamo un'idea generale, ho diversi suggerimenti riguardo l'organizzazione di questa alleanza, specialmente riguardo-"
"Scusatemi per l'interruzione, Raikage-sama," Mei disse all'improvviso. "Ma ritengo sia più appropriato che noi abbiamo un idea generale su tutte le questioni prima di iniziare a scendere nei dettagli e nelle specifiche. Questo dovrebbe darci una visione più d'insieme su ciò che bisogna fare, d'accordo?"
Il Raikage borbottò qualcosa tra sé e sé, ma si risistemò indietro sulla sua sedia. Tutti quanti si rivolsero nuovamente a Shikaku per sapere cosa avrebbe suggerito come prossimo argomento da coprire.
"Credo che la minaccia rappresentata da Kabuto Yakushi sia la prossima a dover essere esaminata. Le evasioni e gli Zetsu rimasti dovrebbero anche essere discussi insieme ad esso, dato che le tre cose sono molto probabilmente collegate l'una alle altre."
"E riguardo al pericolo dei Cercoteri quando si riformeranno?" Domandò Gaara, preoccupato. "Essendo io un ex-Jinchūriki, comprendo meglio di chiunque altro la minaccia che potrebbero rappresentare una volta riformati."
"Si è ipotizzato che il numero di anni necessari ad un Cercoterio per riformarsi sia direttamente correlato al suo numero di code," Spiegò Shikaku. "Anche quando questo avverrà, senza un ospite adatto, la loro capacità distruttiva sarà ridotta. Kabuto invece è un problema più immediato, e in quanto tale, richiede la nostra immediata attenzione."
Gaara si appoggiò allo schienale dietro di sé, pensando. "Molto bene. Propongo di organizzare alcune squadre di ricerca in ogni paese. Credo inoltre che le misure di sicurezza debbano essere rafforzate per proteggere le prigioni non ancora prese di mira. Gli Zetsu erano molto abili nell'infiltrarsi nei nostri accampamenti, quindi precauzioni adatte devono essere prese se vogliamo assicurarci la loro sicurezza. Questa informazione deve essere protetta a tutti i costi."
"Ho già iniziato ad indagare sugli Zetsu rimasti, Gaara-sama," Shikaku aggiunse. "Ma fino a quando non avremo dati più concreti da questa confusione, non c'è molto che possiamo fare contro tutto questo. Spostando la nostra attenzione sulla questione delle bestie codate, come suggerito da Gaara-sama poco fa..."
Si mosse ad un'altra pagina sul suo rapporto. "Sigillarli nuovamente, se dovessero dimostrarsi un problema, dovrebbe essere la nostra priorità, ma senza tecniche di sigillo di alto livello, non possiamo sperare di contenerli per più di poche settimane per volta. Una vasta gamma di tecniche potrebbe trovarsi nelle grandi biblioteche situata a Uzushio, ma la maggior parte di esse saranno state distrutte o perse, ormai."
"A dire il vero..." A disse improvvisamente, alzandosi. Tutti quanti si voltarono a guardarlo, intrigati dal motivo per il suo improvviso intromettersi.
"Molti anni fa, un team di shinobi della Nuvola è stato mandato alle rovine di Uzushio nel tentativo di recuperare quante più tecniche possibile, dato che all'epoca alcuni degli anziani desideravano cercare alternative nel caso in cui il controllo di Bee fosse venuto meno. In profondità tra le rovine del villaggio, abbiamo trovato i resti di un sigillo di sangue inaccessibile a chiunque, ad eccezione di un Uzumaki. Abbiamo cercato di aggirare questa barriera, ma proteggeva completamente la stanza. Anche dopo aver passato anni alla ricerca di Uzumaki ancora in vita, e aver raccolto il loro sangue da utilizzare sul sigillo, esso è rimasto intatto, portandoci a concludere che il sigillo sia molto più complesso di quanto pensassimo in origine."
Tsunade si rizzò leggermente sulla sedia. Ancora non aveva accettato la spietatezza con cui la Nuvola aveva cercato di ammassare tecniche potenti. Gaara era rimasto imperscrutabile come sempre, mentre Mei e Ōnoki sembravano aver accettato la cosa; era il passato, e non aveva senso soffermarsi sulla cosa, ora che Kumo non aveva più quella mentalità.
Ma la quinta Hokage aveva qualcosa da dire. "Mia nonna era una Uzumaki, e in quanto tale ha passato a me alcune delle sue conoscenze, tuttavia quasi certamente non abbastanza da poter comprendere come funzioni quel sigillo. Per quanto riguarda Naruto, che possiede molto più sangue Uzumaki, Jiraiya gli ha insegnato solo le basi delle tecniche di sigillo. Probabilmente ha una naturale affinità per quell'arte, ma la complessità di quel sigillo è sicuramente più di quanto noi possiamo insegnare a Naruto."
"Sempai Shizune, perché è così importante che ogni villaggio abbia degli esperti di sigilli?" Domandò Sakura. "Quando eravamo in missione per sigillare il tricoda, saremmo state in grado di sigillarlo con relativamente poco sforzo."
"Quello era perché avevamo l'ausilio di una pergamena recuperata da Uzushio molto tempo fa, Sakura." Shizune sospirò. "L'arte dei sigilli è importante per catturare shinobi pericolosi e Bijū, ed anche per conservare armi e tecniche dentro i rotoli. Anche la maggior parte dei ninjutsu spazio-temporali si basa su tecniche di sigillo. Per non parlare poi della barriera di controllo che circonda il villaggio della Foglia, anche essa è frutto di una potente tecnica di sigillo che è tenuta costantemente in funzione."
Sakura stava per porre un'altra domanda, ma un certo nome catturò la sua attenzione. Avevano cominciato a parlare di Sasuke.
"Riguardo all'Uchiha, Naruto ci ha chiesto di risparmiargli la vita, e permettergli di ritornare a Konoha se dovesse manifestare tale desiderio."
Shikaku si rivolse al Raikage. "Voi siete stato il primo a voler dichiarare Sasuke come criminale internazionale. Avete nulla da dire a questi sviluppi?"
Sakura si sporse inconsciamente in avanti, in attesa con il fiato sospeso per ciò che il Raikage aveva da dire.
"Quell'Uchiha ha attaccato il nostro villaggio, ha ucciso alcuni dei nostri shinobi, e ha cercato di rapire mio fratello sotto ordini diretti dell'organizzazione terroristica Akatsuki. Al primo summit, ha cercato di prendersi le vite di tutti noi senza alcuna ragione se non perché gli è stato detto dall'uomo mascherato. Perdonare crimini efferati come quelli sarebbe come sputare sulle tombe degli amici persi e sulle loro famiglie!"
"Nemmeno io ho dimenticato quanti dei miei uomini quel ragazzo si è preso," Mifune aggiunse, tamburellando le proprie nocche sul tavolo.
Sakura sentì il cuore batterle forte nel petto, una goccia di sudore le colò dalla fronte.
"Tuttavia..." Il Raikage continuò. "Se Konoha intende dare una giusta punizione a quel moccioso, e se c'è ragione di credere che Sasuke Uchiha mostri del rimorso per le vite che si è preso, Kumo non cercherà più di ucciderlo, e lasceremo che la cosa torni ad essere un problema esclusivo di Konoha. Qualcuno non è d'accordo?"
Nessuno disse una parola, e il Raikage si sedette nuovamente sulla propria sedia. Sakura si rilassò con un sospiro di sollievo, cercando di non mostrare oltre le proprie emozioni. Tsunade chiuse gli occhi, soffiandosi via dalla faccia un ciuffo di capelli.
Per lei, Sasuke non valeva più la pena che aveva causato a tutti i presenti, e la frustrava vedere quanto Naruto e Sakura si preoccupassero per la sua salute. Se Orochimaru le avesse dato tale possibilità, Tsunade lo avrebbe ucciso alla prima occasione.
Ma... lei era disposta ad accollarsi questo nuovo fardello come favore a Naruto e Sakura. Se Sasuke fosse stato intenzionato a lasciar perdere, lei avrebbe dato al ragazzo un'ultima possibilità.
Sakura vide con la coda dell'occhio Tsunade rimuginare sulla su decisione, e sperò silenziosamente che la sua maestra permettesse a Sasuke di ritornare se questi lo desiderasse. Sentì come se un grande peso le fosse stato tolto di dosso, tuttavia le parole che Naruto e Sasuke si erano detti dopo la loro ultima battaglia riecheggiavano ancora forti e chiare nella sua mente.
"Va bene. Hai vinto."
Sasuke si reggeva in piedi a malapena, mentre osservava attentamente Naruto. Quelle parole avevano un suono strano nella sua bocca.
"Non posso vendicarmi fino a quando tu ti frapporrai tra me e il villaggio. Potrai anche avere la tua pace, ma non avrai me. Non potrei mai vivere in un posto che trova conforto nel massacro di decine di persone ad opera di uno di loro, solo per mantenere una pace fasulla. Dimmi Naruto, come puoi difendere un villaggio che acclama quegli assassini come eroi, mentre mio fratello, che ha sacrificato tutto e anche di più, è considerato niente più che un criminale e una disgrazia? Non ci si può fidare di quelle persone, e mi accollerò io il compito di liberare il mondo da tale spazzatura, in un modo o nell'altro!"
Fuggì, lasciando Naruto a riflettere sulle sue parole.
"La prossima volta che ci incontreremo... Ti dirò perché li difendo... Ti darò la mia risposta, Sasuke."
Sakura corse da lui, preoccupatissima per le sue ferite. Senza permesso, cominciò a curarlo col poco chakra che le era rimasto, decine di domande le stavano girando per la testa.
"Naruto... cosa voleva dire Sasuke?" Domandò. "Chi è del villaggio che lui ha chiamato assassini? Cosa voleva dire riguardo a suo fratello?"
Naruto scosse tristemente il capo. "Mi dispiace Sakura-chan, ma non posso dirti ancora niente. Non fino a quando non avrò occasione di parlarne con nonna-Tsunade."
"Ma forse posso aiutare!" Sakura insistette. "Non puoi più tenerti tutto per te, Naruto! Ti prego, tu puoi dirmi tutto..."
Lui guardò Sakura cercare di rimanere composta, ed il suo cuore andò a lei. Non meritava di stare all'oscuro. Sasuke era suo amico tanto quanto lo era di Naruto.
"È una lunga storia... ma è iniziato tutto con il massacro degli Uchiha. Vedi, in realtà-"
E a quel punto, immagini di Yamato e Kakashi gli apparvero in mente, ricordandogli che quella delicata questione doveva rimanere tra di loro fino a quando non avrebbero potuto parlarne con Tsunade. Spezzava il cuore di Naruto, ma non poteva parlarne con lei.
Non ancora.
Il giorno seguente, i cinque Kage si stavano riunendo per la seduta pomeridiana, quando uno dei samurai si avvicinò a Mifune e gli bisbigliò qualcosa all'orecchio.
"Ci sono quattro ninja di Konoha che vogliono parlare con l'Hokage. Sostengono sia una questione della massima importanza."
Tsunade inarcò un sopracciglio. "Di chi si tratta?"
"Naruto Uzumaki e Ino Yamanaka, insieme a due kunoichi che devono ancora darci altre informazioni oltre ai loro nomi, Tsushika e Mitzuru. Ci hanno detto di non poter rivelare la loro completa identità a nessuno all'infuori di voi, Hokage-sama."
Sia il Raikage, sia lo Tsuchikage si scomposero leggermente nei loro posti. Avevano certamente udito male... Quei due nomi pronunciati insieme potevano significare...
"Qual'è il loro aspetto?" A esigé.
"I loro volti erano nascosti da maschere e cappucci."
Ōnoki si grattò sotto la barba. "Non suona affatto bene..."
"Potrebbe essere una trappola. Questo è una sorta di punto caldo per obiettivi di alto valore, dopo tutto," Aggiunse Shikaku.
"Ino Yamanaka, che sostiene di essere al comando di questa missione, ci ha dato un rotolo e una lettera da consegnare all'Hokage. Tutto quanto è stato controllato per ora, ma volete che li tratteniamo, Tsunade-sama?"
Tsunade scosse il capo. "No, non sarà necessario. Li riceverò, mentre Shikaku mi rappresenterà durante la mia assenza. Porterò con me Sakura e Shizune solo per precauzione."
Il samurai che prima aveva portato la notizia all'attenzione di tutti, le scortò fuori dalla sala, dove Naruto e le altre erano in attesa.
Naruto camminava avanti e indietro, impaziente come suo solito, mentre le altre attendevano con calma l'arrivo di Tsunade. Ino e Tsushika stavano chiacchierando pigramente, mentre Mitzuru era con la mente altrove, molto probabilmente al suo clan, e a ciò che avrebbe detto a Tsunade.
La porta si spalancò improvvisamente, e Tsunade, Shizune, e Sakura entrarono.
"Era ora, nonna-Tsunade!" Esclamò Naruto. "Hai idea di quanto abbiamo dovuto aspettare?"
Si rivolse poi a Shizune e Sakura, salutandole felice. "Hey, sorellona Shizune, Sakura-chan! Come è stato essere bloccate qui con la nonna per tutto il tempo?"
Tsunade roteò gli occhi. Non esisteva al mondo che quella fosse una trappola. Questo era Naruto, in carne e ossa.
"Naruto, ti ricordi che stai parlando con l'Hokage, vero?" Sakura lo rimproverò, mani sui fianchi. "Lei è il capo del villaggio, quindi mostra un po' di rispetto!"
Naruto si imbronciò. "Aww, dai Sakura-chan! Non ci vediamo da settimane, e tu sei già arrabbiata con me? Sai essere davvero cattiva a volte!"
"Hai iniziato tu..." Sakura borbottò tra sé, cercando di nascondere un sorriso. Naruto poteva essere un idiota, ma era comunque bello rivederlo.
Questa era la prima volta che Tsushika e Mitzuru vedevano la uh... relazione tra Sakura e Naruto. Inutile dirlo, erano leggermente sorprese.
Ino, che era invece abituata a quel tipo di battute tra i due, fece i propri saluti e consegnò a Tsunade la lettera che avevano portato con loro.
Tsunade la aprì e cominciò a leggere, riconoscendo la scrittura di Kakashi.
Hokage-sama,
mi scuso per essere forzato a interrompere il summit, ma questa questione deve di essere sistemata il prima possibile.
Vi starete probabilmente domandando chi siano le altre kunoichi che stanno accompagnando Naruto e Ino. Una volta erano shinobi di Konoha proprio come lo siamo noi, e partirono per una missione molto importante 17 anni e mezzo fa sotto ordine diretto del Quarto Hokage.
Entrambe furono cancellate da ogni registro a causa della delicatezza della missione, e ogni altra loro traccia fu sigillata dal Quarto con sigilli della memoria. Tsushika ha l'abilità di rimuovere questo sigillo dalla vostra mente, vi chiedo quindi di lasciarglielo fare. Una volta avvenuto questo, Ino può darvi gli altri dettagli.
P.S. Vi prego di non dire a Mitzuru della vera identità di Tobi. Passerà un po' di tempo prima che io possa dirvene il motivo, ma una volta che avrete ricordato tutto, probabilmente lo capirete da sola.
Kakashi Hatake.
Come prova d'autenticità della lettera, Kakashi aveva sigillato la lettera col timbro ufficiale dell'Hokage.
Tsunade rilesse la lettera una volta per assicurarsi che fosse tutto in ordine. Potevano anche essere le parole di Kakashi, ma lei era ancora prevenuta su queste due donne. Era meglio essere scettici, ovviamente.
Tsushika si fece avanti, abbassandosi cappuccio e maschera. "Prometto che tutto avrà senso una volta che il sigillo sarà stato rimosso, Tsunade-sama. Potrà non significare molto per voi ora, ma è bello rivedervi."
Tsunade si sentì stranamente calma nel sentire la voce della donna. Sembrava vagamente familiare, abbastanza per far sentire a suo agio Tsunade, mentre si faceva avanti per rimuovere il sigillo. Ma quando Tsushika avvicinò la sua mano, Tsunade era di nuovo sulla difensiva e fece un passo indietro.
"Questa lettera sembra autentica, ma in quanto Hokage devo essere sospettosa riguardo ad estranei che vogliono armeggiare col mio cervello."
Naruto incrociò le braccia. "Non ti devi preoccupare per quello, nonna! Hanno già rimosso il sigillo da Kakashi-sensei. Conoscevano anche mia madre e mio padre!"
"Kakashi ha già avuto il sigillo rimosso dalla propria mente?" Tsunade domandò.
Naruto annuì.
"E non ti è mai venuto il dubbio che forse lui sia stato sotto un genjutsu sin da allora?" Tsunade lo interrogò.
Gli occhi di Naruto si spalancarono per lo shock. Non poteva essere così... vero? Forse era stato un po' sospetto quando erano appena arrivati al villaggio, dicendo di voler assassinare l'Hokage, ma stavano scherzando! Non potevano veramente cercare di uccidere...
"Sei fortunato che Tsunade-sama consideri tutto, Naruto," Sakura lo rimproverò. Si era messa in una posa difensiva, in caso la situazione degenerasse. "So che tu ti affezioni alle persone facilmente, ma devi stare più attento quando Tsunade-sama è coinvolta!"
La tensione nella stanza aumentava velocemente. Naruto saltò di fianco a Sakura, pronto ad aiutare in caso Tsushika e Mitzuru stessero davvero cercando di uccidere la sua adorata nonna.
E Ino, che sapeva che quell'idea era una fesseria bella e buona, si diede uno schiaffo in fronte.
"Sei troppo cauta, Fronte Spaziosa!" Sibilò Ino, usando il vecchio soprannome della sua amica per attirare la sua attenzione. "Naruto ed io abbiamo passato più di tre giorni con queste due persone; non sarebbero state in grado di imbrogliarci, specialmente con ciò che io sono in grado di fare."
Si rivolse poi a Naruto. "E come potrebbe lei essere una cattiva persona, se conosceva tutte quelle cose riguardo a tua madre? Sembravano migliori amiche a dir poco!"
"E se lei avesse mentito?" Naruto domandò con calma. "Anche se... quelle foto sembravano parecchio reali."
"Forse perché erano reali?!"
"Hey, non devi prendertela con me! Sto solo cercando di essere cauto, come ha detto Sakura-chan!"
"Sì, bhé Sakura-chan si sbaglia!"
"BASTA!" Tsunade urlò. "Tutti quanti!"
La tensione calò all'istante. Naruto diede dei colpi nervosi col piede al pavimento, mentre Ino si girò dall'altra parte, sbuffando. Tsunade li osservò entrambi, il fastidio evidente sui suoi occhi bronzei.
"Nel caso ve lo foste dimenticati, il mio tempo è limitato. Quindi che ne dite di fare una scommessa per risolvere la faccenda una volta per tutte?"
Shizune fiutò i guai immediatamente. "Tsunade-sama, non penso che sia davvero una buona idea. Davvero il gioco d'azzardo è un buon modo per decidere se queste due persone sono degne di fiducia?"
"Non preoccuparti, Shizune! So quello che sto facendo." Tsunade si mise una mano in tasca, estraendo poi una moneta. "Lanceremo questa; se io vinco, Naruto dovrà lavorare per il resto della sua vita con la paga dimezzata perché ha rischiato di farmi subire un lavaggio del cervello. Se vince lui, lascerò che questo 'sigillo' venga rimosso."
Naruto era senza parole. Okay, cancellate quest'ultima cosa. Aveva fin troppo da dire. "MA CHE DIAVOLO? PERCHÉ È LA MIA PAGA AD ESSERE MESSA COME POSTA IN PALIO?"
Tsunade sorrise felice. "Perché, sei tu quello che sembra non riuscire a decidersi se fidarsi di queste persone oppure no. Come pensi che mi senta io quando uno dei miei shinobi porta una tale indecisione al mio cospetto?"
'D'altra parte... Odio doverlo ammettere, ma sono fin troppo conscia della mia fortuna. Se dovessi vincere questa scommessa, sentirei puzza di guai immediatamente.'
Era il tipo di logica contorta alla quale avrebbe normalmente fatto ricorso Naruto, e nessuno sembrava essere propenso verso la sua 'brillante' idea, men che meno Naruto.
"Io prenderò testa. Speriamo che tu abbia ragione, Naruto!" Prima che Naruto potesse replicare, Tsunade aveva lanciato la moneta in aria, e tutti osservarono con apprensione il suo vorticoso roteare. Disegnò una parabola in aria e ritornò in mano a Tsunade. Cadde tra le sue dita, per poi essere rigirata un'ultima volta sul dorso della sua altra mano. Tutti le si avvicinarono per vedere...
"Croce!" Tsunade annunciò, mostrando il risultato a tutti quanti.
Naruto trasse un respiro di sollievo. Il suo mezzo di sostentamento era salvo. Tsunade borbottò qualcosa riguardo l'aver perso il suo nuovo 'fondo per i liquori', mentre tutti gli altri erano stupiti da ciò che stava accadendo.
Tsushika si schiarì la voce. "Bene, immagino che significhi che posso procedere? Siete pronta, Tsunade-sama?"
"Lo sono. Se provi qualcosa di strano, perderai quel braccio," Tsunade era mortalmente seria, ma Tsushika sembrò non preoccuparsene. Fece un passo avanti, posizionò due dita sulla fronte dell'Hokage, e concentrò il proprio chakra in esse.
"Rilascio!"
Nota dell'autore
Ed eccovi il capitolo 11 nella sua nuova e sgargiante veste corretta , come avrete notato, ho cercato di condensare tutte le informazioni sulla fine della guerra, al fine di rendere tutto più scorrevole e meno pesante, risultando di più facile lettura.
Inoltre, c'è la parte su Sasuke... ammetto che forse mi sono accanito un po' su di lui, ma non preoccupatevi, lo rivedremo relativamente presto, forse non in salute ed in forma come i suoi fan vorrebbero, ma che dire? Per rendere le cose un po' più interessanti, qualcuno deve pur soffrire un po'.
