L'amore, che non esiste: Bellatrix

Non so perché, il mio signore ha deciso di dare il comando della missione per recuperare la profezia a quell'incapace traditore di mio cognato.

L'ha comunicato poco fa, durante la riunione.

Io avrei saputo fare meglio! Io potrei sempre fare di meglio per lui… non solo perché sono più dotata, più coraggiosa, più potente e capace di tutti gli altri mangiamorte, ma perché lo amo e per quello farei tutto al meglio per lui.

A volte mi soffermo a pensare (di solito mentre bevo la cioccolata in tazza densa e calda, per mettere su un po' di peso e per scaldarmi un po' dentro l'anima, dopo il freddo gelo soffocante di Azkaban…), guardo la cioccolata e penso che ne mangio e bevo sempre tanta… per compensare la mancanza di affetto… così mi dicevano da bambina: "La cioccolata compensa la mancanza di affetto", perché lui, l'Oscuro Signore non mi ama.

E penso che non dovrei amarlo nemmeno io, perché, la prima cosa che mi ha insegnato, quando sono diventata sua apprendista, per imparare le arti oscure, è che l'amore è un sentimento da illusi, deboli, che non sanno affrontare la vita per quella che è: un' esistenza dove si è soli contro il mondo, e così bisogna sopravvivere, il resto, l'amore, l'aiuto, l'affetto, l'amicizia, se lo inventano i deboli di carattere, per non soccombere davanti a questa cruda verità.

Io non volevo essere una debole, che si immagina l'amore, per non sentirsi troppo sola.

Lo so non dovrei amarlo… "L'amore non esiste", mi diceva, "io non ci credo, nemmeno tu dovresti farlo" insisteva… e io penso: "E allora, mio signore, che diavolo è questa cosa che sento per voi? Che mi fa male, mi consuma, mi fa star bene, mi fa vivere… Cos' è quest'entità, che vive dentro di me, che è una cosa sola con me, che mi fa vorticare lo stomaco e nascere un uragano nel cuore, ogni volta che vi vedo?"

In ogni modo… la sento… questa cosa per lui e sono gelosa, invidiosa, arrabbiata, delusa… Penso, seduta languida e scomposta sulla poltrona vicino al fuoco, giocherellando coi laccetti dei miei vestiti neri e seducenti: "Perché avete dato la missione a Lucius e non a me? Non vi fidate più?"

Mi sono lamentata anche con Rod di questa cosa, ma a lui, sembra importare ormai ben poco del comando della missione, di far felice l'Oscuro Signore, di essere il migliore mangiamorte e cose del genere. Non gli importa più, di nessuna di quelle cose che gli interessavano tanto un tempo, esegue gli ordini e basta… Li esegue con una crudeltà centuplicata, con una spietatezza esagerata, ma non gli importa realmente di cosa fa: io lo conosco bene, lo capisco meglio di chiunque altro.

E pare sempre più contento quando viene lasciato in pace e può fare quello che gli pare al di fuori delle missioni.

E poi… pare preoccuparsi più di quanto io mostri le mie grazie durante le riunioni, piuttosto che pensare a cosa si decide in queste ultime.

Già, le riunioni… continuo a giocherellare coi leccetti del mio vestito seducente, messo di proposito perché c'era la ruinione…

Ha ragione Rod: mostro le mie grazie! Lo faccio in maniera spudorata, senza preoccuparmi di cosa possano pensare gli altri, in maniera sfacciata e provocante. Non so fare altrimenti: mi viene spontaneo, non è nulla di calcolato e preordinato.

Lo amo, lo voglio, vorrei piacergli. Tutto qui.

Non so più con chi parlare realmente, Rod è sempre stato l'unico con il quale potevo farlo, ora che sa, che deve aver capito fino in fondo cosa sento per l'Oscuro Signore, ora, ovviamente, tutto si è complicato e il nostro bellissimo rapporto è diventato più difficile.

E a volte mi ritrovo a pensare… non di solito quando bevo la cioccolata, ma dopo che Rod mi ha passato un whisky incendiario, il suo terzo whisky incendiario della serata, di solito lo passa sempre a me, quando durante le prime ore della notte stiamo insieme davanti al fuoco, in silenzio, senza quasi parlare, abitudine presa certamente ad Azkaban, dove non c'era nessuno con cui parlare.

Lì, anche se sono vicina a mio marito, mi ritrovo a domandarmi cosa pensa invece l'Oscuro Signore: le vede le mie grazie? Piaccio all'Oscuro Signore? Ha mai pensato a me in un certo particolare modo?…

Domande senza risposta, ma il solo pensarci mi fa nascere un sorriso lieve lieve sulle labbra, e a volte mi addormento così: vicina a Rod, pensando al Signore Oscuro.

Oggi questa storia della profezia mi ha inquietata parecchio: quella maledetta profezia è l'origine di tanti guai.

Ricordo come mi faceva paura, come avevo il terrore di perdere il mio padrone a causa di quelle terribili parole. Anche se riguardavano solo un bambino.

Non era per sfiducia in lui, ma perché quando si tiene a qualcuno, la paura più grande è di perderlo. E io l'ho perso.

Ancora oggi non riesco a ripensare a quel periodo, senza stare male, senza risentire, nella mia anima e nella mia memoria, tutto il dolore, il terrore, la solitudine e la disperazione che provai quando seppi che lui era scomparso, che non c'era più, lì con me, io al suo fianco, come sempre.

Ora non voglio perderlo più e farei tutto; di certo recuperargli la profezia! Senza affidarci a quell'incapace, vigliacco, voltafaccia di Lucius.

Ho tentato di dirglielo, una volta, da soli, davanti al fuoco.

Lui siede sulla poltrona, come su un trono, anche lui sempre davanti al fuoco, anche lui deve aver patito molto freddo… Fuori e dentro l'anima; e io mi siedo sul tappeto, ai suoi piedi… sempre appoggiandomi e sfiorando lievemente le sue gambe, le sue ginocchia: mi lascia fare.

Lo guardo adorante (o "come una gatta vogliosa… per non dire una gatta in calore" mi prende in giro Piton, che una volta ha fatto da terzo incomodo per relazionare su Silente. A volte mi pare Piton abbia capito tutto di me… di quel che veramente provo per il Signore Oscuro) e parliamo.

Ormai questo avviene quasi di frequente. Anche se non proprio spesso.

Ho detto, la sera prima che facesse l'annuncio alla riunione: "Mio signore, vi prego, perché non lasciate che mi occupi io della profezia? Saprei fare di meglio, servirvi molto meglio di mio cognato! Sono io la più brava, lo sapete, non vi fidate di me più che di tutti gli altri?"

Lui mi guardava studiandomi serio: "Non contraddire sempre i miei piani Bella, so quello che faccio! Sei provata da Azkaban, non ho intenzione di darti il comando di niente ancora! Ti userò per ben altro e, al momento che io riterrò opportuno, allora sarai al mio fianco".

Non sapevo se essere lusingata o arrabbiata: "Non voglio contraddirvi mio signore, voglio servirvi, combattere per voi, esserci sempre quando voi mi volete, o quando avete bisogno di me!"

Lui: "Scalpiti per queste cose come un bambina, non sei cambiata in questi anni Bella!"

Gli ho sorriso felice: "No, certo che no mio signore, scalpito per potervi servire, per potervi essere utile… perché io vi adoro mio signore".

Dico sempre e solo "adoro" per non dire "amo" e a lui fa sempre un effetto particolare, lo vedo, me ne accorgo.

Da quegli occhi, così strani, così terribili, così espressivi, magnetici, attraenti.

Mi guarda compiaciuto di quella parola, mi guarda in maniera interrogativa e curiosa.

C' è qualcosa dentro di lui, qualcosa che è irrimediabilmente attratta, da quella parola: "vi adoro".

Gli piace, lo affascina, crea una strana atmosfera tra di noi, e crea una strana sensazione dentro di lui, turbamento, misto a orgoglio. Per questo la uso, quella parola "vi adoro" al posto di "vi amo"…

Vorrei solo che, ad attrarlo tanto, fosse il vero significato che io infondo a quella frase: tutto il mio amore infuocato, piuttosto che il semplice significato di adorazione.