Capitolo 11 – Non posso

Guardi l'orologio sul comodino: sono le 9:47 del mattino. Sei sveglia ormai da un paio d'ore a dire il vero, e hai sentito del movimento in corridoio e al piano di sotto, ma per qualche motivo non hai voglia di muoverti. Immagini che prima o poi dovrai farlo, dato che la tua vescica inizia a farsi sentire, magari potresti fare una corsa in bagno e tornare al volo senza che nessuno se ne accorga. La giornata di ieri continua a scorrerti in testa. La storia di Brittany, il suo aprirsi con te, baciarla. Brittany aveva ragione: state avendo una relazione, ed ogni volta che ci pensi il tuo stomaco si contorce e ti viene la nausea per l'ansia e il senso di colpa.

Nella tua mente però, se chiudi fuori tutto e tutti, immagini Brittany che ti sorride, le sue labbra che ti baciano, la sua confessione. Hai un tuffo al cuore e vorresti rannicchiarti su te stessa e sorridere semplicemente come una scema. Cazzo. Che diavolo significa? Significa quello che pensi voglia dire? Okay, quindi potresti considerare la possibilità di non essere etero ma non puoi farci niente, vero? Non devi mica... uscire allo scoperto... o roba simile. Non c'è niente per cui uscire allo scoperto, perché hai Sam, giusto? Forse, ora che hai baciato Brittany, il lato curioso di te si placherà. Non ci sono altri sentimenti, niente più misteri, niente più tensione, non dovrebbe essere più facile? E' successo solo una volta e non succederà mai più. Sì, deve essere così.

Fai una smorfia e fai per uscire dal letto controvoglia, perché ora hai davvero bisogno di andare al bagno, non ce la fai più a tenerla.

Non sai perché, ma stai camminando in punta di piedi in corridoio verso il bagno e fai per aprire la porta, ma qualcuno ti anticipa dall'altro lato. Sbatti le palpebre e scuoti il capo quando una ventata di vapore ti colpisce in viso.

"Ops, scusa sono appena uscita dalla doccia," dice una voce.

Una volta che il vapore svanisce e i tuoi occhi si aggiustano alla luce spalanchi la mandibola alla vista che hai davanti. Brittany è in piedi di fronte a te, con un asciugamano avvolto sulla testa ed un altro intorno al corpo. Noti la sua pelle bagnata che luccica sulle sue spalle e sul suo viso ed ha un'aria quasi angelica.

"Oh," dice quando capisce che sei tu, "Ciao," ti saluta teneramente facendoti un sorriso.

"Ehm... ciao," sospiri.

Alla faccia del 'niente più tensione'.

"Sono venuta per andare in bagno," dici stupidamente, fissando la parte superiore del suo torace. Non hai idea del perché le stai dicendo questo.

"Immaginavo," sorride e i suoi occhi sembrano pieni di gioia quando incontrano i tuoi, come se le piacesse quando la guardi. "Normalmente la gente va in bagno per usarlo."

Osservi una goccia d'acqua scivolare lentamente sul suo petto e scomparire sotto l'asciugamano, infilandosi nell'incavo del suo seno. Sbatti le palpebre e la guardi negli occhi e ti senti arrossire.

"Ehm... giusto," rispondi goffamente. "Ehi, ehm, partirò fra poco, voglio rientrare prima di cena."

"Ah," risponde lei sembrando un po' delusa ma non sorpresa. Le sue spalle si infossano un po'.

"Già," ti strofini dietro al collo in imbarazzo e il tuo cuore inizia a batterti forte nel petto. E' come se non riuscissi a gestire nemmeno dieci fottutissimi secondi in sua presenza. "Quindi mi chiedevo se potessimo parlare."

"Okay," annuisce con aria comprensiva. "Vado nella tua stanza ad asciugarmi i capelli, possiamo parlare dopo che hai finito qui in bagno se vuoi."

"Okay," annuisci.

Ti sorride e ti passa di fianco, tu chiudi gli occhi e cerchi di non scioglierti per quanto sembri calda e bagnata e meravigliosa, o per il suo profumo delizioso, che questa volta sa di fragole.

La senti fare una risatina mentre si allontana e pensi che stia ridendo di te. Il tuo stomaco si agita in risposta.

Dopo che hai finito col bagno ritorni nella tua stanza e ti chiudi la porta alle spalle. Brittany è seduta sul pavimento, con l'asciugacapelli in mano e un pettine nell'altra, di fronte allo specchio dell'armadio. Tu resti in piedi e la guardi attraverso lo specchio.

"Spero che non ti dispiaccia, lo specchio qui è più grande."

"Niente affatto," rispondi e inizi a giocherellare con le mani.

Ti guarda sospettosa, "Stai bene? Suppongo che tu voglia parlare di ieri."

Deglutisci a fatica, improvvisamente incapace di formulare una frase.

"Ehm..." Brittany sospira e ti fa un sorriso timido attraverso lo specchio. "Beh, mi è piaciuto molto baciarti, è stato... è stato bello per te?" ti chiede ed è la prima volta che sembra insicura di sé.

"Oh, ehm... sì, è stato bello per me," rispondi lentamente, stentando a credere di stare avendo questa conversazione, "Cioè," fai una risatina sforzata, "E' stato il cavolo di bacio più bello che abbia mai ricevuto, se devo essere sincera."

Ti osserva e poi si mordicchia il labbro inferiore e inizia ad accarezzarsi il collo come se fosse in imbarazzo. Invece di rispondere si toglie l'asciugamano dalla testa ed i suoi capelli bagnati le cadono sulle spalle. Tu resti a fissarla. Dovresti parlare.

"Non può succedere ancora," ti dice.

"Giusto," concordi, ma ti esce come se fosse tutto il contrario.

"Ieri sera però hai detto che volevi baciarmi ancora, quindi stai dicendo che ora non vuoi più baciarmi?" ti chiede arricciando il naso.

"Ora? Nel senso di adesso?"

"Adesso," risponde fermamente e ti guarda seria.

Cazzo. Non riesci a respirare.

"T-t-ti diverti ad essere così incoerente con me? Voglio dire, mi stuzzichi e ti avvicini ma poi-"

"Il bue che dà del cornuto all'asino, eh?" ti interrompe e ti sorride. "Anche tu sei un po' incoerente con me Santana," ti dice con aria triste sollevando le spalle.

Scuoti il capo perché non riesci davvero discutere di questo e ti incammini verso il letto. Questa situazione è un vero casino.

"Senti, Brittany," sospiri impaziente e ti siedi sul letto. I suoi occhi azzurri ti guardano desolati attraverso lo specchio mentre continua a spazzolarsi i capelli bagnati, sempre seduta sul pavimento. "Un attimo prima dici che è sbagliato, e subito dopo mi chiami e mi dici che sei nuda e che mi stai pensando, cosa dovrei pensare?"

"Ti ho detto che flirtare è tutto quello che possiamo permetterci," ti dice inflessibile.

"Ma guarda cosa mi ha portato a fare!" sibili e ti volti verso la porta per accertarti che sia chiusa, "Ci siamo baciate, ieri."

Brittany fa una risata sarcastica, "Santana, farò finta che non ti ricordi bene, ma non è stato il mio flirtare che ci ha fatto baciare. Tu hai baciato me. Io stavo piangendo e volevo stare sola, sei stata tu a voler restare, e sei stata tu quella che ha voluto baciarmi nonostante ti avessi avvertito di non farlo."

Trovi difficile deglutire e ti limiti a fissarla. Porca vacca, ha ragione. "Io..." inizi ma non hai idea di cosa dire, "Volevo solo che smettessi di piangere," mormori.

"E la prima cosa che si fa quando qualcuno piange è baciarlo? Sai, gli amici normalmente si abbracciano, o mangiano un gelato, o roba simile."

Fai una smorfia, "Lo sai come mi fai sentire, però..."

"A dire il vero non lo so," risponde brevemente, posando il pettine e guardandoti nello specchio. "Che cosa sono per te Santana? Eh? Un'amica? Un'amica con benefici? Amica di flirt? Terapista? Cosa? Com'è che ti faccio sentire esattamente?"

Il tuo cuore batte forte contro la tua cassa toracica e speri che la smetta di parlare, perché non riesci a pensare. Cazzo. Ti viene da piangere. Già. Senti gli occhi che ti pungono e sbatti le palpebre diverse volte e irrigidisci la pancia per impedire alle lacrime di cadere. "Tu... uh... mi fai sentire..." sussurri e senti la tua voce che si rompe.

L'espressione sul viso di Brittany si ammorbidisce e si volta sul pavimento per poterti guardare direttamente.

"Ti... ti ho detto che nessuno mi fa sentire come mi fai sentire tu. Mi fai sentire così grande, eppure così piccola. Così speciale e importante eppure fottutamente insignificante, mi fai sentire come se stessi cadendo anche se sono in piedi e, quando non ci sei, mi manchi così tanto da farmi male. Mi sembra di dormire quando non sono con te, di non aver mai vissuto fino a che non ti ho incontrata. Ogni volta che ridi o mi sorridi giuro mi sembra di morire e mi andrebbe anche bene."

Sbatte le palpebre e contrae le labbra, distoglie lo sguardo timidamente, e tu continui a sentire il tuo cuore pulsare e credi di essere sul punto di per vomitare.

"Okay," commenta rassegnata. "Smetterò di flirtare con te, se ti rende la vita più semplice."

Deglutisci a fatica e annuisci, "Grazie."

"Però, Santana?" ti dice sottovoce guardandoti dritta negli occhi. "Questo non ti impedirà di continuare a innamorarti di me."

Il tuo cuore si ferma e avverti una strana sensazione correrti giù per la schiena.

"C-c-cosa? Io non sono..." farfugli squadrandola allibita. Il tuo cuore accelera ancora di più e riesci quasi a sentire il sangue accumularsi sul tuo viso e sulle tue orecchie. "Come ti permetti di presumere..." farfugli e ti interrompi di nuovo perché non sai proprio cosa dire, tutto il tuo corpo è in uno stato di panico come se stesse alternando freneticamente imbarazzo, consapevolezza e collera.

Decidi di optare per la collera.

"Non... non mi sto innamorando di te," sbotti guardandola imbronciata. "Cavolo, ma come fai ad essere così arrogante?"

Gli occhi di Brittany affondano sul pavimento e improvvisamente ha un'aria desolata. "Quindi non ti stai innamorando di me?" sussurra senza nemmeno guardarti. Non riesci a capire se stia provando pietà per te o se sia davvero ferita. "E' solo che da come hai appena descritto i tuoi sentimenti sembra molto come..." conclude lasciando la frase in sospeso.

In tutta la tua vita la rabbia non ti è mai passata così in fretta. Senti i muscoli rilassarsi ed espiri permettendo alla collera di lasciare il tuo corpo. Ti alzi dal letto e ti chini sul pavimento per metterti seduta di fronte a lei.

"Non conosco la risposta a quella domanda," dici onestamente.

Fa un cenno di assenso col capo e ti guarda; i suoi occhi azzurri, solitamente placidi, ora sono scuri e tempestosi.

All'improvviso ti ricordi che ieri era molto triste: sei così egocentrica che te ne sei scordata.

"Stai meglio oggi? Ieri sembravi piuttosto turbata."

"Oh, credo di sì. Hai solo riaperto vecchie ferite, suppongo," sussurra guardando altrove.

"Mi dispiace," mormori sentendoti sinceramente in colpa.

Riporta gli occhi su di te e il suo sguardo sembra più luminoso, mentre le sue labbra si inarcano in un ampio sorriso. "Non preoccuparti, hai baciato via la tristezza."

Fai una risatina nervosa ed è come se il tuo cuore avesse messo le ali e ti stesse svolazzando nel petto. Porca miseria.

"Sarà meglio che tu vada," ti dice con aria un po' più triste. "Fai colazione e parti, hai un lungo viaggio che ti aspetta."

"Già," rispondi inespressiva. Non vuoi andartene. "Vorrei che tornassi anche tu," ammetti, il tuo cuore sta battendo di nuovo in un modo che inizia a farti sentire a disagio.

"E' così," risponde semplicemente e ti sorride cordialmente.

"C-cosa?" le chiedi stupita lasciandoti scappare un sorriso. "Stai tornando? Torni e riprendi la terapia con me?" le chiedi entusiasta.

"No."

"Come? Perché no?" la guardi, imbronciata per la confusione.

"Tecnicamente sono ancora in ferie, ma non ho intenzione di riprendere le nostre sedute di terapia, Santana, come ho detto, voglio che tu continui con Emma per un po'."

Borbotti qualcosa sentendoti stupida e respinta. "Ma torni in città, vero?"

"Già, la signora Evans non ha bisogno che l'aiuti per tre settimane," dice Brittany sorridendo.

"Quando potrò rivederti?" le chiedi immediatamente. Okay magari non sarà la tua terapista, ma non sarà più in un altro stato, questo è decisamente un bene.

Brittany inclina il capo e sposta gli occhi come se stesse pensando, "Hai il mio numero, per il resto... credo che sarò nei paraggi," risponde ambiguamente.

Ti limiti ad annuire e alzarti in piedi. Percepisci che la conversazione si è conclusa e ti avvii lentamente alla porta. Ti volti per aggiungere, "Ehi, Britt? Sono davvero felice che non sarai più così lontana da me."

Cazzo. Cos'è tutta questa onestà di sentimenti ultimamente?

"Oh, non saprei Santana. Continuo a credere di essere ancora piuttosto lontana da te," sospira.

Senti le ali del tuo cuore spezzarsi e crollare, aggrotti le sopracciglia e apri la bocca per replicare, ma lei accende l'asciugacapelli il cui rumore invade tutta la stanza.

Te ne vai confusa su quello che abbia voluto dire.

Dopo aver fatto colazione, Brittany dice che porterà Lucy a fare una passeggiata e a controllare un paio di cose alla fattoria. I signori Evans sono andati in città quindi non puoi partire subito. Vai di sopra e inizi a raccogliere le tue cose e non puoi fare a meno di sentirti un po' giù. Passi davanti alla stanza di Brittany e ti accorgi che la porta è aperta. Lasciandoti trasportare dalla curiosità, controlli che in corridoio non ci sia nessuno e ti infili dentro.

Sorridi guardando il letto sfatto, vorresti rientrarci e dormirci di nuovo, di fianco a lei. Ci giri intorno e dai un'occhiata al comò, ti ricordi di non guardare nel primo cassetto come l'ultima volta. Ti rendi conto di nuovo che non ci sono foto, cosa che non è particolarmente strana, dato che questa non è casa sua. Eppure non ne ha nessuna nemmeno nel suo appartamento. Ti domandi se abbia qualche ricordo di famiglia, dato che è cresciuta praticamente come un'orfana. Hai una stretta al cuore, hai una gran voglia di abbracciarla, ma lei non è qui.

Un raccoglitore rosso che sbuca da sotto il letto attira la tua attenzione. Ti chini e lo trascini verso di te. Guardi la copertina:

Appunti di Terapia

2012-2013

Brittany S. Pierce

Numero di Matricola: 48709 Stanza: 47

Lo osservi meravigliata e inizi ad essere nervosa. Forse ci sono i tuoi appunti qui dentro? Ti mordicchi un'unghia e passi alcuni minuti spostando lo sguardo dalla porta al raccoglitore che hai in mano. Al diavolo.

Apri il raccoglitore che è organizzato in ordine alfabetico, scorri rapidamente le pagine per paura di essere scoperta e arrivi alla sezione 'L'.

"Lopez, Lopez, Lopez... ah," mormori quando finalmente trovi i tuoi appunti.

Sei sicura di volerlo fare?

Estrai i fogli dalla busta a foratura e leggi la prima pagina, ha la data del vostro primo incontro.

'Santana Lopez. 25. La paziente attualmente non assume farmaci e non ha precedenti di malattie mentali o di trattamento psichiatrico. In prima analisi la paziente sembra soffrire di stress, ansia ed episodi di depressione. Pericolo di malattia a lungo termine se non trattata adeguatamente. Il ciclo di sonno è disturbato e l'umore appare incostante. Sembra avere una facciata arrogante per nascondere la sua bassa autostima. La paziente non è felice della sua situazione personale a casa o al lavoro e sembra essere amareggiata dall'ambiente in cui si trova. Al momento non è necessario intervento psichiatrico. Il programma terapeutico consiste in trattamenti cognitivo-comportamentali regolari, cure antidepressive e metodi di rilassamento, così come affrontare determinati argomenti e costruire obiettivi sia a corto sia a lungo termine...'

Volti la pagina e sei un po' infastidita. E' questo ciò che vede in te?

Scorri altri appunti delle sedute successive, la maggior parte sembrano complicati ma alcuni paragrafi attirano la tua attenzione.

'...La paziente sembra avere un complesso dell'alter ego: elevate aspettative su se stessa che si sono trasformate in un circolo vizioso di aspettative in contrasto con la realtà, impedendole così di soddisfarle. Pressioni interne ed esterne possono esserne entrambe la causa. La paziente è testarda e consapevole di sé, riuscire a farle modificare il suo stile di pensiero negativo potrà richiedere approssimativamente 8-10 sedute, forse di più...'

Ti chiedi se tutti i suoi appunti siano così freddi. Volti un'altra pagina ed un altro paragrafo attira la tua attenzione.

'...La paziente sembra confusa sulla sua identità sessuale. Sembra essere combattuta sui suoi sentimenti romantici e probabilmente sessuali verso individui del suo stesso genere. La sua esperienza in fatto di relazioni sembra limitata e carente di profondità. La paziente potrebbe aver confuso o romanticizzato una stretta relazione platonica col suo fidanzato fin dalla giovane età ed averla scambiata, o essersi costretta a credere, che si trattasse di una relazione romantica per definizione...'

La carta ti scivola dalle mani e guardi nel vuoto, la tua bocca è socchiusa. Sei tremendamente confusa e arrabbiata con lei. Come si permette di presumere quelle cose? E' questo ciò che pensa di te? Come osa sminuire la tua relazione con Sam, non è affatto così. Non può essere. Si sbaglia di grosso.

Stai per rimettere via gli appunti quando vedi che in fondo ad ogni pagina ci sono un paio di frasi indicate con il titolo 'note personali'. Torni rapidamente alla prima pagina e leggi la nota personale del tuo primo incontro con Brittany.

'Nota personale: Non ho mai creduto nell'amore a prima vista ma ora sto iniziando a metterlo in dubbio. Quella che ho incontrato oggi è la donna più bella sulla quale abbia mai posato gli occhi.'

Ti viene da ridere e il tuo cuore ha un sussulto di felicità. Arrossisci e scuoti il capo. E' questo che ha pensato quando ti ha conosciuta? Ugh. Ti senti sollevata perché credevi che la connessione istantanea che hai provato fosse unilaterale. Volti rapidamente le altre pagine e leggi con impazienza le altre note:

'Nota personale: Oggi la seduta è andata bene. Santana però mi ha seguita al parco dopo il lavoro. Sono davvero lusingata, ma non ho idea di quali siano le intenzioni di questa donna. Potrebbe essere etero e, anche se non lo fosse, temo di stare leggendo troppo fra le righe e probabilmente ha solo maturato per me un grande legame di fiducia. Spero solo che non si affezioni troppo rapidamente, potrebbe causare dei problemi. Comunque uno scherzo del destino ci ha fatte incontrare, è saltato fuori che il ranch che ho acquistato appartiene alla famiglia del suo fidanzato.'

Senti lo stomaco affondare e fai una smorfia con te stessa. Sapevi che perseguitarla in quel parco era una pessima idea. Vai avanti e ne leggi un'altra:

'Nota personale: Ho controllato il ranch e sembra in buono stato. Essere là con Santana però ha reso una cosa piuttosto evidente: è decisamente attratta da me, e io sono attratta da lei. Spero solo si tratti di una sciocca cotta per una donna 'etero'.'

'Nota personale: Questa donna mi fa scorrere l'adrenalina più forte di quando vado in moto, cosa che sai, è piuttosto forte. Devo stare attenta, non mi è mai successo prima.'

'Nota personale: Abbiamo decisamente oltrepassato il limite: credevo che potessimo ronzarci intorno senza troppi rischi ma noi, anzi no, io ho passato il limite. Potrei perdere il mio lavoro per questo se mi denunciasse. Vorrei che non mi piacesse così tanto. E' fidanzata e sta per sposarsi, ma è come se non potessi stare lontana da lei.'

Continui a leggere e sorridi come un'idiota mentre la sua attrazione e i suoi sentimenti diventano sempre più evidenti man mano che scrive. Arrivi all'ultima pagina e deglutisci perché dice semplicemente:

'Nota personale: Le cose che vorrei fare a questa donna...'

Beh.

Ti senti un po' in colpa perché hai completamente invaso la sua privacy, ma non hai potuto trattenerti. Metti via le note e fai scivolare il raccoglitore sotto al letto dov'era prima.

Poco dopo saluti i signori Evans, visto che sono rientrati ed hai già i bagagli pronti. Vai in cucina e ci trovi Brittany in piedi di fianco al tavolo che si dondola sulle punte dei piedi con aria nervosa.

Appoggi la valigia sul pavimento e la guardi. Sbatte le ciglia e ti guarda timidamente mentre fa scivolare l'indice lungo il tavolo di legno.

La osservi e ti spunta un sorriso sul viso, "A cosa stai pensando?" le chiedi imbarazzata avvertendo il suo umore dispettoso.

"Stavo pensando che potrei scoparti talmente forte su questo tavolo che non riusciresti a camminare per una settimana," sorride maliziosa.

Il tuo stomaco va sotto sopra e rimbalza su e giù per il tuo addome.

"I-io... ehm..." balbetti avvampando di imbarazzo. "Hai detto che non avresti-"

"Flirtato con te?" sorride, "Già, lo so, scusami, ho pensato di dirti un'ultima cosa sconcia, poi non credo che conti, è quello che stavo pensando davvero, giuro," ti dice con candida innocenza. "Perché poi stavo pensando a come si toglierebbe una scheggia da... certe zone..." ridacchia.

Le sorridi inebetita. Ugh. Quando cavolo è adorabile.

Non ce la fai con lei.

"Credo che ci vedremo presto, o così," le dici alla fine.

"Già."

Ti avvicini per abbracciarla o qualcosa del genere ma ti scuote il capo. "Non vorremmo fare qualcosa di stupido, vero?" ti chiede sollevando un sopracciglio.

Le rispondi con una smorfia scherzosa. "Certo. Ehi, senti Brittany, volevo solo che sapessi che sono stata benissimo questo week-end," le confessi sottovoce.

"Già," concorda dolcemente, "Anch'io," sorride.

Hai l'impressione che dica sul serio e che non sia solo per cortesia.

Durante il viaggio di ritorno non pensi a nient'altro che al giorno precedente, cercando disperatamente di immergertici e di custodire ogni ricordo vivido nella tua mente. Ricordi il sapore delle sue labbra contro le tue, ma è come se cercassi di tenere in mano dell'acqua e quindi alcuni dettagli scivolano via inevitabilmente.

Ed è proprio un'altra ragione per cui vuoi baciarla ancora.

Lunedì rientri dal lavoro e sei lieta che domani potrai vedere Emma: hai bisogno di raccontare a qualcuno del tuo week-end. Quinn oggi era a casa malata, quindi hai potuto goderti il tuo caffè in pace. Dannazione. Dovrai dirlo anche a Quinn. Non ne sarà affatto felice.

Sei accoccolata con Sam sul divano e ti senti un po' insensibile. Ancora non riesci a credere a quanto è successo nel week-end. Ricevi un messaggio da Quinn che dice:

Shopping per i vestiti da damigelle nel week-end, ci stai? Ora suppongo dovrai invitare anche Brittany

Fissi lo schermo e ti chiedi se Quinn sia arrabbiata. Non sei mica stata tu a volere che Brittany fosse la tua cavolo di damigella. Digiti la tua risposta:

Certo, baci

Già. Non sei proprio il tipo da messaggi, e nemmeno troppo loquace.

Però ti domandi se dovresti mandare un messaggio a Brittany per chiederglielo. Ti senti in imbarazzo a chiederlo con un sms. Magari dovresti fare un salto da lei e farlo di persona prima di andare a dormire.

"Qualcosa non va? Chi ti scrive?" chiede Sam svegliandoti dai tuoi pensieri.

"Brittany," menti subito. "Vuole che vada da lei a organizzare lo shopping per il week-end."

Porco mondo infame. Non solo hai mentito spudoratamente, ma l'hai fatto quasi senza pensarci. Sei davvero una bugiarda patentata.

"Ah, sei sicura di volere un'atra damigella?" ti chiede.

"Certo, perché? E' mia amica quindi..." dici sulla difensiva.

Sam fa una risatina e senti il tuo stomaco agitarsi. "Lo so Santana, mi piace Brittany. Stavo solo chiedendoti se andasse bene anche a te."

Ora il tuo stomaco si agita per il senso di colpa.

"Oh okay... mi sta bene..."

Gli dai un bacio sulla guancia. "Starò via al massimo un'ora, non ci metterò molto."

Prendi un taxi e inizi ad essere nervosa mentre sali le scale del suo condominio. E' un problema che tu ti presenti senza preavviso? E' lunedì sera, ma se non fosse in casa? Non è un po' inquietante che vi siate viste ieri e hai già voglia di vederla?

Bussi alla porta e senti del movimento all'interno. Intrecci le dita delle mani e sei nervosissima.

La porta si apre ma davanti non ti trovi Brittany. Bensì Rachel, con indosso nient'altro che una felpa che sembra di Brittany.

Apri la bocca e la fissi, mentre il sangue fluisce via dal tuo viso.

"Santana, giusto? Sei qui per vedere Brittany per caso?" ti chiede arricciandosi una ciocca di capelli intorno al dito con aria infastidita dalla tua presenza. Ti sembra che l'aria non riesca ad entrare nei tuoi polmoni e ti limiti a scuotere il capo prima di allontanarti, sentendoti vuota. Brittany è stata con lei? Come può dopo che...

Ti viene da vomitare.

Barcolli lungo il corridoio e senti che ti chiama ma non stai ascoltando davvero. Non sei mai stata così nauseata e gelosa in vita tua. Al diavolo tutto quanto. Il tuo cuore ti batte dolorosamente nel petto e per la prima volta in tutta la tua vita credi che si sia spezzato. Ti sembra completamente vuoto. Senti le gambe pesanti mentre scendi passivamente le scale. Ti viene da piangere perché ti accorgi di non avere il ruolo che vorresti nella vita di Brittany. Quello che hai ora non è abbastanza.

Raggiungi il piano terra e ti rendi conto di dover chiamare un taxi per tornare a casa: stai per lasciare l'edificio quando senti qualcuno precipitarsi giù per le scale dietro di te.

"Santana?" ti raggiunge, preoccupata, la voce di Brittany.

Sospiri e ti volti. Brittany sta scendendo in fretta le scale, indossa un'adorabile cardigan di lana rosa con pantaloncini di jeans e non puoi fare a meno di sorridere quando ti accorgi che è corsa giù per le scale scalza.

"Rachel mi ha detto che eri tu, qualcosa non va?" ti chiede, ora in piedi di fronte a te con aria affannata.

"Oh, sai," rispondi seccamente sollevando le spalle, "Niente, tu e Rachel stavate chiaramente facendo sesso quindi chi se ne importa."

Wow. Siamo acide, eh?

"Aspetta, cosa?" chiede Brittany con aria confusa.

Tu fai una smorfia perché sta facendo la finta tonta.

"Vieni su Santana, credo che dovremmo parlare," ti chiede pacificamente.

"Uh... no grazie, non vorrei interrompere il momento di intimità con la tua nanerottola," ringhi incrociando le braccia davanti al petto.

"Si chiama Rachel," ti riprende Brittany pacatamente, "E se ne stava andando, se ne torna a casa. Non te lo chiederò di nuovo: sali e parliamo."

Fai una smorfia e ti ritrovi a seguirla, perché è piuttosto difficile dirle di no quando ti chiede qualcosa.

Una volta raggiunta la soglia, Rachel ha indosso un paio di pantaloni e fa per uscire. "E' stato bello vederti Santana," ti sorride goffamente.

Okay, ora ti senti un po' in colpa perché ti sembra sincera. Brittany la saluta con la mano e tu entri nel suo appartamento. Al diavolo. Non te ne frega assolutamente niente.

"Senti," sospiri non appena senti la porta chiudersi dietro di te, "So di non avere assolutamente nessun diritto di essere gelosa, io sto con Sam, tu sei single, puoi andare con chi ti pare, ma non posso fare a meno di detestare il pensiero di te con lei, okay? Non mi piace. Ecco, l'ho detto. Sono gelosa, cazzo," sbraiti e concludi incrociando le braccia.

Restate in silenzio e lei ti guarda con espressione seria.

Si schiarisce la gola e si muove sul posto. "Hai finito?"

Ti sembra di essere rimproverata da tua madre come quando eri bambina.

"Oh... già... è tutto," rispondi goffamente e ti appoggi allo schienale del divano.

Brittany si avvicina alla porta della cucina e si appoggia allo stipite, ti guarda nel modo in cui ti guardava nella stanza 47. Come se ti stesse studiando.

"Hai ragione su di me e Rachel, ma hai anche torto. Non che la mia vita personale sia affar tuo, però sì, io e Rachel siamo amiche e quando entrambe non siamo impegnate in altre relazioni facciamo sesso occasionalmente. Non è niente di serio, non ho relazioni serie al momento, e mi piace fare sesso con i miei amici. Detto questo, io e Rachel non abbiamo fatto sesso di recente, è venuta qui perché oggi era libera e siamo state in compagnia senza fare niente. Credo di aver passato almeno metà giornata a parlarle di te. Ha fatto per baciarmi e per la prima volta le ho detto no. Le ho detto che ero troppo presa da qualcun altro, quindi poi ho passato ore a raccontarle di te. Quindi fai come ti pare, Santana, la tua gelosia infantile oggi non era necessaria," conclude con espressione fredda.

"Io... oh..." sospiri cercando di assimilare quell'informazione. "Avresti potuto baciarla se volevi," inizi sentendoti in colpa, "Hai ragione, non è affar mio," concludi sottovoce.

Dovresti andartene e basta.

"Già, beh, non è un problema tuo che non voglia stare con nessun altro per colpa tua."

"Cosa?" le chiedi col cuore che ti si ferma.

C'è un breve silenzio e ti sembra che se cadesse uno spillo lo sentiresti.

"Cosa?" ti fa eco.

"N-n-non vuoi stare con nessun altro?" le chiedi con voce tremante.

Oh cazzo.

"Oh," sospira timidamente e fa scorrere la mano lungo lo stipite della porta, "Ehm, no, non proprio. Voglio stare con te."

"Vuoi stare con me?" ripeti come se non avessi ben assimilato.

"Voglio stare con te," sussurra e i suoi occhi si addolciscono.

"Che vuoi dire? Cioè, cosa significherebbe? Stare con me intendo..." le chiedi e fai una smorfia per la tua domanda.

Hai paura di averla in qualche modo fraintesa.

All'improvviso Brittany non sembra più così fredda e fa una debole risata, inclinando la testa di lato. Lentamente si incammina verso di te e senti il cuore battere più forte ad ogni passo che fa.

"Beh..." risponde ed un sorriso pensieroso le si dipinge sulle labbra mentre solleva gli occhi verso l'alto come se fosse persa nei suoi pensieri. "Significa che potrei tenerti così," mormora dolcemente mentre si ferma davanti a te e ti avvolge le braccia intorno alla vita.

Ti irrigidisci immediatamente appena ti tocca e senti le sue mani intrecciarsi dietro la tua schiena, e senti anche il calore del suo corpo premuto contro il tuo. Non sai cosa fare con le tue mani, così le appoggi sulle sue braccia. Se ne sta lì, con le braccia intorno a te e ti senti vibrare dalla testa ai piedi. Non riesci a respirare. Vuoi scappare a gambe levate ma senti il tuo seno sfiorare il suo e invece ti appoggi a lei, bisognosa di starle più vicino.

"Significa che ti tirerei su il morale quando sei triste, e significa che andremmo a fare delle passeggiate nel parco. Staremmo abbracciate sul divano a guardare film insieme, giocheremmo insieme, andremmo a fare compere insieme e usciremmo insieme," prosegue teneramente iniziando ad accarezzarti la schiena con una mano: ti senti stordita. Quel movimento ti sta facendo cadere in trance e ti senti sciogliere fra le sue braccia.

"Conosceremmo gli amici l'una dell'altra e mangeremmo il gelato insieme, e litigheremmo su chi deve usare per prima il bagno la mattina," ti dice dolcemente e osservi le sue labbra distendersi in un sorriso più ampio. I suoi brillanti occhi azzurri cadono sulle tue labbra e la sua voce si abbassa, "Farei l'amore con te ogni notte, faremmo il bagno insieme e ti farei delle cose che non hai mai nemmeno sognato," sospira vicino al tuo viso ed è ancora più vicina.

Ti senti mancare sul serio e ti aggrappi più stretta alle sue braccia. Sei completamente ipnotizzata.

"Andremo in vacanza insieme, e tu mi spalmeresti la crema solare e io ti terrei indietro i capelli se ti ubriacassi e rimettessi nella tazza," ti sorride maliziosa e i suoi occhi sono di nuovo sui tuoi.

Fai una risatina insicura e ti senti affogare nelle sue parole. Il tuo stomaco sta facendo un milione di cose: sembra che una mano invisibile ci stia giocando come se fosse una palla antistress.

"Ti porterei nei locali carini, e poi litigheremmo perché ti farei portare a spasso Lucy e tu non vuoi alzarti così presto di domenica ma lo faresti comunque perché te lo chiedo io, e a volte ce ne staremmo sdraiate, dopo ore passate a scoparti allo sfinimento, e poi ti bacerei sulla fronte e ti farei i miei super deliziosi waffle," ti sorride ed ora è così vicina che sta praticamente sussurrando contro il tuo viso. "Ti abbraccerei continuamente e ti terrei la mano, e faremo progetti insieme e staremmo... semplicemente insieme..."

Senti il cuore pulsare in tutto il corpo e riesci solo a sbattere le palpebre lentamente, completamente persa in lei. Senti che una lacrima ti scivola giù per la guancia, ti coglie di sorpresa perché non l'hai nemmeno sentita arrivare.

"Wow..." sospiri tremante e lei ferma il movimento della mano sulla tua schiena.

Non sai cosa dire, non credi di aver mai sentito una combinazione così perfetta di parole. Sei completamente infatuata di tutto ciò che è.

"Perché piangi, bellissima?" ti sorride placidamente e con una mano ti asciuga la lacrima che ora ha raggiunto il tuo mento. Ogni volta che ti tocca il sangue e le cellule della tua pelle vibrano eccitate.

"Perché," rispondi sottovoce e non riesci più a contenerti. "Se prima non ero sicura, adesso lo sono, credo che mi sto innamorando di te."

"Mhmm," Brittany mormora deliziata e ti sorride ampiamente e serenamente, "E' un bene perché anch'io mi sto innamorando di te."

Il tuo corpo sembra venire meno e la tua mente si trasforma in una poltiglia di beatitudine. Non credi di essere mai stata più felice in vita tua, e sembra troppo bello per essere vero, quindi ti aspetti che succeda qualcosa che spazzi via la tua bolla di felicità o che Brittany dica improvvisamente di aver scherzato.

Invece Brittany sospira e poi si allontana da te e il suo contatto ti manca istantaneamente. "Ma dovresti andare prima che io faccia qualcosa di stupido," ti sorride e fa una risatina.

"Tu?" le chiedi sorpresa e non puoi fare a meno di sorridere anche tu, "Ma hai detto che non avresti mai preso l'iniziativa."

"Beh, lo sto trovando sempre più difficile," ti sorride maliziosa e si muove timidamente sul posto.

Tu fai una risatina e annuisci. Senti la tristezza della realtà portarti di nuovo sulla terra. "Sam è tutto quello che ho mai avuto," ammetti sottovoce, "Non posso lasciarlo così... sbaglio?"

Non sai se glielo stai chiedendo sul serio o se sia una domanda retorica.

Lei sospira tristemente e allontana lo sguardo, "La decisione è tua, Santana. Sai quello che voglio io, ma cos'è che vuoi tu? Vuoi una vita con me o con lui? Non puoi averle entrambe, non posso averti completamente se stai con qualcun altro, e se non posso avere tutto di te, allora non ne vale la pena."

Cazzo.

Deglutisci faticosamente e ti sforzi di non piangere e ti domandi come hai potuto essere così fortunata da avere una donna del genere che prova tutti questi sentimenti per te.

"Io e Sam stiamo insieme da quasi dieci anni, è stato il primo: il primo con cui ho fatto sesso, il mio primo appuntamento, il mio primo amico, il mio primo accompagnatore per il ballo. Non so cosa farei senza di lui, c'è sempre stato per me," elabori i tuoi pensieri e inizi di nuovo ad avvertire nausea e senso di colpa. "E poi i miei genitori hanno investito dei soldi per il matrimonio, e... e immagino la faccia di Sam se lo scoprisse..." continui sempre più freneticamente e credi ti stia per venire un attacco di panico.

"Santana," la voce delicata di Brittany ti chiama e all'istante ti senti già più tranquilla. Ti morsichi il labbro per l'apprensione e i tuoi occhi studiano il suo viso. "So che sei confusa e la situazione è incasinata e onestamente ti sto chiedendo tanto, però pensaci su. Più di tutto voglio che tu sia felice, se stare con Sam ti rende felice, più felice che stare con me, allora dovrò accettarlo."

Il tuo stomaco è un turbine di confusione perché non credi, specialmente di recente, che Sam ti abbia mai resa felice quanto Brittany. Così tanto da voler stare con lei tutto il dannato tempo. Ti chiedi cosa diavolo sia successo e come tu sia giunta a questo. Ti sei sentita così per Sam all'inizio e poi è svanito tutto? Non credi, o almeno non credi di ricordartelo. Non ricordi di esserti sentita in questo modo per niente o nessuno in tutta la tua dannata vita.

"Mi rendi così felice Britt, mi sembra di delirare dalla felicità... o roba simile..." mormori e ti senti arrossire, così distogli lo sguardo.

La senti fare una risatina.

"Hai molto a cui pensare," dice Brittany e nella sua voce c'è quel che di irrevocabile.

Capisci che è ora di andartene.

Lo fai, però ti ritrovi al bar più vicino invece che andare direttamente a casa. Non sei mai stata qui prima, ma hai bisogno di un drink per calmarti i nervi.

Ordini uno scotch con ghiaccio e lo butti giù tutto d'un fiato. Non puoi lasciare Sam per un'altra donna, vero? Cosa direbbero tutti quanti alle tue spalle? I tuoi genitori andrebbero fuori dai gangheri, nei sei certa. Penserebbero che sei pazza, specialmente se scoprissero che Brittany è la tua terapista. Sei impazzita? Devi esserlo anche solo per prenderlo in considerazione. Eppure non riesci a non pensare alle parole di Brittany, e non hai mai saputo di volere intensamente quelle cose finché non le ha dette ad alta voce. Sembra così giusto. Finito di bere ne ordini un altro. Devi lavorare domani ma non ti interessa. Tanto te ne vuoi andare da quel posto.

"Ehi, dolcezza," dice all'improvviso una voce strascicata.

Continui a fissare il tuo bicchiere ma con la coda dell'occhio vedi che si tratta di uno sfigato che cerca di abbordarti.

"Vattene," gli dici freddamente bevendo un altro sorso.

"Ehi, non ti ho nemmeno chiesto-"

"Non mi interessa," gli dici più sonoramente.

"Beh, merda, non puoi biasimare un uomo per provarci, sei lesbica o cosa?" grugnisce e si allontana.

Il cuore ti si ferma e senti gli occhi che quasi ti escono dalle orbite. Iniziano a tremarti le mani e credi di essere sull'orlo di un attacco di panico. Sembri una di quelle? Come faceva a saperlo? Sapeva qualcosa di te? Emani delle vibrazioni per caso? Ti senti anche offesa, imbarazzata e ti vergogni. Finisci di bere e ti precipiti fuori. Prendi un taxi e durante il viaggio di ritorno a casa l'autista ti osserva nello specchietto. Cazzo. Lo vede anche lui? E se lo vedesse Sam? E se tutti iniziassero a fare domande? Non puoi. Non puoi, cazzo. Quando arrivi fuori dal tuo appartamento ti tremano ancora le mani mentre paghi il taxista che ti guarda strano. Perché continuano tutti a guardarti? Non riesci a respirare. Hai bisogno di andare dentro.

Sali le scale e ancora una volta le tue gambe sembrano pezzi di piombo. Sei così esausta per gli alti e bassi degli ultimi giorni che non sai più cosa fare. Stai perdendo la testa. Non puoi essere gay. Però come mai quel tizio ha detto così? Hai detto ad un'altra donna che ti stai innamorando di lei. Con mani ancora tremanti raggiungi la tasca e afferri il telefono, invii un messaggio a Brittany con due semplici parole:

Non posso

Spegni il cellulare così non potrà richiamarti e ti affretti ad entrare in casa. Sam è sdraiato sul divano a guardare la TV.

"Ehi," ti chiama, "Ho pensato di aspettarti alzato-"

La sua frase si interrompe quando ti affretti verso di lui e gli sali a cavalcioni sulle gambe.

"Wow, Santana cosa-"

"Sta' zitto," lo interrompi bruscamente e inizi ad aprire la zip dei suoi jeans.

"Ma che ti è preso?"

"Ssshh," gli rispondi rapidamente, "Non dire una parola e scopami," dici in un uno stato di stordimento, panico e disperazione.

Non puoi farlo.

Non puoi e basta.