Capitolo 11
Upstate New York, estate di 5 anni prima
Brittany non era accanto a lei quando si svegliò. Per un secondo temette che la notte precedente fosse stata soltanto un sogno. Si sedette avvolgendosi le coperte attorno alla pelle nuda e si guardò in giro. Un lieve disagio le strinse il petto.
"B?" gridò. Udì uno scalpiccio e la testa di Brittany spuntò dal buco sul pavimento dove si trovavano le scale.
"Buongiorno!" Brittany si precipitò sul materasso e baciò Santana sulle labbra. Lei si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo.
"Grazie a Dio," esalò. Brittany piegò di lato la testa, perplessa. "Per un attimo ho pensato che la scorsa notte fosse stata soltanto un sogno," Brittany scosse la testa con veemenza.
"No, no, ci puoi giurare!" disse. Santana avvolse le sue braccia attorno al collo di Brittany.
"Ti amo," sorrise, "Giusto in caso avessi sognato di avertelo detto." L'effetto che le sue parole ebbero su Brittany fecero domandare a Santana se fosse possibile morire per un'overdose di tenerezza. Brittany arrossì e le regalò uno dei suoi sorrisi più meravigliosi. Si sistemò i capelli dietro le orecchie e guardò con espressione timida il pavimento. Santana non riuscì davvero a capire perché non gliel'avesse mai detto prima.
"Ti amo," ripeté, sentendosi in dovere di recuperare tutto il tempo perso e tutte le volte che avrebbe voluto dirglielo ma non ne aveva avuto il coraggio. Stavolta Brittany scoppiò di gioia e la abbracciò soffocandola di baci. Santana la avvicinò a sé lasciando che il lenzuolo le scivolasse sui fianchi. Proprio nell'istante in cui stava per trascinare Brittany sul letto con tutto l'intento di rivivere la notte appena trascorsa, lei si liberò dalla sua stretta.
"San, indovina!" canticchiò.
"Cosa?" replicò Santana, un po' irritata e un po' troppo su di giri per poter badare a quello che stava dicendo.
"DeScala ha partorito!" esclamò Brittany. Santana sogghignò spalancando gli occhi.
"Scherzi?" Brittany fece segno di no con la testa.
"Sembrano più tipo dei topi, però. Pensi che abbia tradito Mounty?" Santana scoppiò a ridere immaginando le strane implicazioni di una tale relazione.
"Crescendo diventeranno più grandi," la rassicurò.
"Vuoi vederli?" suggerì Brittany. Santana uscì dal letto e iniziò a cercare i propri vestiti per coprirsi prima di scendere. Brittany afferrò la sua maglietta e la aiutò ad infilarla mentre Santana indossava i suoi shorts. Una volta vestita, scesero al piano di sotto, facendo attenzione a camminare in punta di piedi per evitare di svegliare anche gli altri. Era piuttosto tardi, ma Santana immaginò che fossero tutti molto stanchi dalla notte precedente. Max doveva essersi svegliato nel cuore della notte ed essere rimasto alzato a guardare la sua nuova piccola sorellina addormentarsi. Brittany le fece cenno di seguirla in cantina e nell'istante in cui Santana vi mise piede udì un pianto leggero alzarsi da un angolo. Aspettò che i suoi occhi si abituassero all'oscurità e solo allora notò un paio di occhi luminosi guardare verso di lei. DeScala era accucciata in un angolo con tre minuscoli cuccioli distesi accanto al suo stomaco. Il volto di Santana si addolcì di colpo e quando guardò Brittany notò che condivideva la sua esatta espressione.
"Sono adorabili, B," bisbigliò Santana. Brittany fece scivolare le sue dita fra quelle di Santana e le strinse in risposta. Rimasero ferme ad osservare i cuccioli dimenarsi e contorcersi nella cesta mentre DeScala li leccava uno ad uno.
"Lasciamoli soli," suggerì quindi Santana e così salirono al piano terra. A quel punto Bruce si era alzato e stava goffamente tentando di imbastire una colazione. A giudicare dal fumo e dal tristissimo aspetto bruciacchiato dei pancake, non era decisamente sulla strada giusta.
"Ti serve una mano?" domandò Brittany. Bruce le lanciò un'occhiata implorante. Era piuttosto chiaro che era Janice ad occuparsi quasi totalmente della cucina. Brittany gli prese di mano la spatola e lui mollò la presa con gratitudine. Quindi annuì un paio di volte per ringraziarla e senza aggiungere altro salì di nuovo le scale per raggiungere sua moglie e sua figlia al piano di sopra. Brittany si avvicinò al tegame prima che Santana le strappasse la spatola di mano.
"Non ci provare," la ammonì Santana. Brittany mise il broncio finché lei non gliela restituì. Poi, però, piuttosto che lasciarla combinare qualche disastro da sola, le venne un'idea migliore. Si sistemò dietro Brittany e afferrandole i polsi guidò con precisione i gesti delle sue mani. Brittany stavolta non trovò nulla da ridire.
"Mi piace così," ammise Santana. Brittany si voltò all'indietro verso di lei e la baciò sulla guancia.
"Anche a me."
Quando terminarono di cucinare la colazione (compresi i pancake di Bruce), portarono tutto di sopra. Janice era seduta sul letto che cullava la piccola. Santana sistemò il vassoio sul comodino. Max era ancora accoccolato accanto a sua mamma fra le braccia di Morfeo, così le due ragazze tentarono di essere il più silenziose possibile.
"DeScala ha partorito!" bisbigliò Brittany. Janice alzò lo sguardo verso di lei, sorpresa.
"Davvero? Beh, allora mi sa che avremo un bel po' di compleanni da festeggiare lo stesso giorno!" disse indicando sua figlia con un cenno del capo.
"Come la chiamerete?" domandò Santana.
"Laney," replicò Bruce. Santana annuì con gesto d'approvazione. Era una bellissima bimba coi capelli castani e ricci.
"È bellissima," commentò poi.
"Ehi, Bruce, non dovresti star aggiustando la loro auto?" gli si rivolse Janice. Bruce reagì come un cucciolo preso a calci e cacciato fuori a fare il proprio lavoro. Santana e Brittany lo seguirono giù dalle scale e fino alla macchina. Sembrava così triste che Santana non poté non uscirsene con un "Puoi sistemarla anche dopo. Tua figlia è più importante della mia macchina."
Bruce la fissò incredulo, i suoi occhi si spostarono dall'auto alla casa. Santana sospirò, "Non c'è fretta, davvero, và!" Bruce non se lo fece ripetere un'altra volta. Chiuse con un botto il cofano della macchina e si affrettò a tornare dentro. Santana si voltò verso Brittany.
"Ma… Il campo per cheerleader?" domandò Brittany. Santana scrollò le spalle.
"Fanculo," ed entrambe scoppiarono a ridere. Brittany prese Santana per mano e insieme tornarono al granaio.
"Vorrei avere una fattoria," sentenziò Brittany una volta oltrepassato il fienile.
"Sai quanto lavoro richiede una fattoria?" rispose Santana cercando di allontanare una capra che le stava mordicchiando gli shorts. Brittany scrollò le spalle.
"Ma gli animali sono così carini!" Santana scosse la testa ma non riuscì a nascondere un sorriso. Camminarono fino ai meli del frutteto che stava accanto al fienile e iniziarono a muoversi al zig-zag fra i tronchi.
"Ehi, San."
"Sì?"
"Quand'è che ti sei innamorata di me?" chiese Brittany. Santana si fermò e si mise a pensare.
"Penso la prima volta che ci siamo baciate," ammise. Brittany sgranò gli occhi verso di lei.
"È stato un sacco di tempo fa!" esclamò ricominciando a seguirla. Santana rise e si accucciò dietro una frasca, Brittany le fu subito accanto. Sentì i brividi correrle lungo la schiena non appena percepì le sue dita afferrarle l'orlo della maglia, così scappò dall'altro lato. Corse per circa 30 metri prima di realizzare che nessuno la stava inseguendo. Così si voltò e vide Brittany immobile con lo sguardo basso.
"Cos'hai B?" indagò tornando indietro.
"Dico seriamente, San… Perché non me l'hai detto prima?" piagnucolò Brittany.
"B… Dio, B, mi dispiace," disse Santana avvicinandosi a lei, "B, avevo paura. Mi farò perdonare, te lo prometto, non piangere," d'improvviso Brittany alzò la testa, un ghigno furbetto dipinto sul volto.
"Te l'ho fatta!" scherzò, trascinando Santana per terra.
"Vaffanculo! Non posso crederci di averti creduto!" gridò Santana, "No! Smettila!" rise quando Brittany iniziò a farle il solletico sulla pancia, "Basta! Basta! Hai vinto!" Brittany si piegò su di lei e la baciò. Santana allontanò le labbra per poter approfondire il bacio e le prese il viso fra le mani mentre la sua frangetta le solleticava la fronte.
"Ti amo, San," sussurrò Brittany e poi se ne rimasero lì per un po' soltanto a guardarsi negli occhi, finché Brittany non rotolò su un fianco.
"Quindi… Che cosa faremo esattamente visto che non andremo più al campo per cheerleader?" domandò allora. Santana scrollò le spalle.
"Non so, torneremo a Lima," replicò. Brittany si concentrò per un secondo prima di guardarla di nuovo negli occhi con l'espressione eccitata di quando aveva una nuova idea.
"Senti, abbiamo visto l'alba a Cape Cod, andiamo a vedere com'è in California!" Santana sollevò un sopracciglio.
"B, non abbiamo soldi!" ribatté, "Dove potremmo dormire?"
"Non avevi detto di avere tipo dei parenti in California?" suggerì Brittany.
"Sì, ma è, cazzo, un viaggio infinito! Ci servirebbero comunque dei soldi per il cibo, per degli hotel lungo la strada e soprattutto per la benzina!" Brittany le premette l'indice sulle labbra per farla stare zitta e ponderò la situazione.
"Beh, io ce li ho i soldi. Saranno tipo 3000 dollari più o meno?" Santana sgranò gli occhi verso di lei, meravigliata.
"Che?"
"Li ho accumulati nelle varie gare di danza. Ti danno dei soldi se vinci," spiegò Brittany. Santana si schiaffeggiò la fronte. Ovvio!
"B, non puoi spenderli per uno stupido viaggio in macchina. Potrebbero servirti per così tante cose a Lima."
"Ma voglio farlo!" insistette Brittany, "Per piacere."
"No," Santana scosse la testa con fermezza, "Mettili da parte, okay?" Brittany giocò la carta del broncio, ma non c'era verso di discutere con Santana, che prese la mano di Brittany, "Ci andremo un'altra volta, okay? Te lo prometto," e poi la baciò sulla guancia facendo diminuire un po' il broncio.
"Lo prometti?"
"Lo giuro, B. Ci andremo di sicuro," le assicurò Santana. E questo sembrò risollevare decisamente il morale di Brittany, che si alzò in piedi e guardò indietro verso la casa.
"Ehi, c'è Bruce!" L'omone stava camminando verso di loro. Sembrava di nuovo triste, probabilmente Janice l'aveva cacciato ancora una volta.
"Vuole che rimaniate qui," bofonchiò Bruce, "Almeno ancora per questa notte."
"Per me và bene," rispose Santana, sentendosi sollevata perché non era ancora pronta a lasciare quel posto e tornarsene a Lima. Bruce si voltò verso Brittany.
"Anche per me! Adoro questo posto," lui si limitò come al solito ad annuire e fece per tornare indietro da sua moglie, segretamente confidando che non volesse cacciarlo per la terza volta quella mattina. Brittany si rivolse a Santana con espressione incredula.
"Non pensavo volessi rimanere qui ancora!"
"Tanto il campo per cheerleader ormai è andato, no? Devo soltanto chiamare i miei e avvisarli," replicò Santana. Brittany si lasciò sfuggire un gridolino di gioia e sistemò un sonoro bacio sulle labbra di Santana.
"Ti amo!" disse poi saltellando sul posto. Santana sollevò gli occhi al cielo, ma dentro di sé sapeva perfettamente che era la prima volta che si sentiva così felice da un sacco di tempo.
