File…03.04.00 – Capitolo 11 – La Forza di Gravità della Terra

Il cielo era cambiato.
Non più coperto da nubi, sporco, oltraggiato dal fumo delle battaglie.
Prima di registrare gli altri cambiamenti, era stata questa consapevolezza a farsi strada nel suo nucleo.
Il cielo era diverso. Non aveva avuto bisogno di richiamare le carte stellari per calcolare la posizione; ormai conosceva abbastanza il Pianeta per trarre le conclusioni corrette.
La Terra era sua.
Senza più un posto dove tornare, dopo milioni anni di anni uguali, uguali, e uguali, quello era il luogo dove mettere un punto.
Distruggere e ricostruire. Il suo impero.
Questa volta non se lo sarebbe fatto strappare tra le dita. Non ci sarebbe stato un altro ciclo identico ai precedenti.
Nessun'altra perdita di tempo.
Nessuno spreco di metallo ed energia.
Questo pianeta gli apparteneva di diritto; e se il comando non poteva riceversi in dono, così, senza lotta, allora lo avrebbe preso da sé.
Come era arrivato lì, chi aveva dato l'ordine? Lo scherzo era stato organizzato perché qualcuno lo aveva tradito. Molto semplice e molto ironico: Megatron aveva scoperto gli accordi che aveva continuato a prendere alle sue spalle ed aveva prevenuto il suo gioco.
Probabilmente sbatterlo nel corpo sintetico, dall'altra parte del mondo, era stata un'idea di Soundwave. Quel bastardo si nascondeva dietro una totale assenza di senso dell'umorismo, quando ne aveva uno completamente deviato.
Il fronte lealista unito contro l'unico che ci vedeva abbastanza bene per capire come sarebbero andate le cose.
Ma lui era il maestro del terrore, e sarebbe tornato indietro.
Questo inutile scherzo non avrebbe avuto nessun peso, alla fine. Megatron poteva aver rimandato l'inevitabile, ma la sua visione datata e fuori tempo delle cose lo aveva già condannato.
Starscream sollevò lo sguardo al cielo.
- Sì, il tempo rende tutte le cose possibili! – sibilò – Ed io posso attendere!
Le stelle sarebbero state testimoni del suo giuramento.
L'intera galassia congiurava perché tutto si muovesse nel verso giusto, per dare forza alla sua missione.
- Anche se dovessi essere l'unico rimasto nell'universo… io lo dominerò!
Ah, il sapore della vittoria da venire era dolce.
Però, però…
Maledetti parassiti spaziali!
Starscream si infilò le mani nei capelli e assestò un calcio ad un bidone dell'immondizia. Due gatti randagi ne saltarono fuori soffiando e inarcando la schiena.
- State zitti, sottospecie di scorie arrugginite! – sibilò – Come osate rivoltarvi contro il dominatore dell'universo? Io sono il grande Starscream e sto pianificando la mia vendetta!
Una finestra sopra di lui si aprì con fracasso – Ma la vogliamo finire lì sotto? Vatti a drogare da un'altra parte, imbecille!
Starscream ci mise un istante per switchare lingua e tradurre le parole del corpulento umano.
- Vuoi suicidarti, microbo? Rinchiuditi nella tua scatoletta e ritieniti fortunato. - sibilò
- Ah, sì, eh? – il tizio scosse la testa. Poi si ritirò, scomparendo nel vano della finestra. Lasciando nuovamente il Decepticon da solo, immerso nelle sue riflessioni.
Starscream si guardò intorno. Il miserabile, angusto e fragile ammasso di edifici umani sarebbe crollato in un soffio per uno solo dei suoi gesti, se Megatron non lo avesse esiliato a tradimento, riducendolo a tornare indietro con mezzi umani. Umani, per favore! Questo era stato l'ultimo errore di un tiranno alla fine dei suoi giorni.
Pensare di domarlo con così poco: pazzia!
- Megatron, me la pa… - le sue parole furono interrotte da un poderoso scroscio d'acqua. Annaspando, Starscream sollevò le mani per ripararsi, ritrovandosi grondante ed umiliato.
Il terrestre dalla sua maledetta finestra stava ridendo – Beh, microbo a chi, adesso, Paperino? Sta arrivando la polizia, imbecille!
Con lo sguardo annebbiato da una foschia rossa Starscream afferrò le prime cose a portata di mano, delle buste dell'immondizia, iniziando a tirarle verso la finestra, tra le imprecazioni del terrestre.
Poi si diede alla fuga, attraverso strade strette e labirintiche. Tentando disperatamente di ritrovare un briciolo di dignità.
Come diamine avrebbe fatto a tornare indietro? Da qualche parte Soundwave si era chiuso in una stanza e stava ridendo in segreto, immaginando a quale livello di degradazione Starscream fosse andato incontro.
Reprimendo un moto d'orgoglio il Decepticon tentò di sintonizzarsi con gli altri. Ma non c'era nessuno online. Oscurarlo per Soundwave non doveva essere stato un problema.
Thundercracker e Skywarp non potevano essere stati coinvolti. A meno che quello non fosse proprio uno scherzo di Skywarp; ma no. Starscream imprecò, no, Warp non era così intelligente.
Quanto li odiava tutti.
Come avevano osato ancorarlo al terreno? Privarlo della sua forma, strappandogli le ali, lasciandolo… lì. Starscream, un dio.
E perché, perché nell'intero universo era sempre lui a doversela cavare, e ad essere circondato da idioti? Perché, per una sola volta, il destino non sceglieva di stare dalla sua parte?

Nel frattempo, a pochi isolati di distanza.
La sola cosa che lo impensieriva era il fatto di non averci pensato.
Aveva calcolato ogni dettaglio.
Si era aspettato il tradimento in ogni forma possibile, avendo ben chiari in mente i nomi di chi avrebbe partecipato al tentativo di rovesciarlo.
Ma non aveva calcolato questo.
- Starscream… - sibilò – Mi hai deluso ancora una volta.
Stupido, magniloquente ammasso di bulloni.
Aveva davvero pensato di riuscire a liberarsi di lui, di Megatron, forzandolo in un corpo sintetico e spedendolo lontano dal fronte?
L'uomo scosse la testa e scoppiò in una risata.
La vendetta sarebbe stata solo più dolce, non appena fosse tornato indietro.
Molto probabilmente Soundwave stava già maneggiando per rintracciarlo; sebbene non riuscire a connettersi con l' Ufficiale addetto alle Comunicazioni fosse fastidioso, e lasciasse presagire scenari complicati, Megatron sapeva di essere invincibile.
Un piccolo ritardo, era un piccolo ritardo. Nulla più di questo. La distruzione della Terra era imminente, e così un altro ciclo di guerra e battaglie.
Stupido, folle Starscream; era così vicino ad essere il perfetto esemplare di Decepticon, ma non lo sarebbe mai stato del tutto.
Megatron sorrise, stringendo i pugni e preparando la strategia del proprio ritorno.
L'impiccio di un corpo umano non avrebbe rallentato il passo di una mente superiore. Gli esseri di carne non lo avrebbero fermato.
Il fatto che la Terra fosse popolata da quelle creature non era altro che un incidente di percorso, un incidente facilmente risolvibile.
La stessa Terra sarebbe stata, alla fine, un incidente di percorso.
Megatron pregustò il piagnucolio di Starscream quando gli avesse strappato anche quest'ultima illusione di cambiamento.
Era questo che Starscream non avrebbe mai capito: non c'era una fine. Non c'era mai stata. Non ci sarebbe stata mai.
Si guardò intorno, mettendosi in marcia.
Aveva bisogno di un computer per cominciare. I Decepticon avevano abbattuto le reti di comunicazione degli umani, ma Megatron sapeva cosa cercare e dove guardare.
- No! Attento! – l'urlo risuonò da qualche parte sopra di lui, ed il leader dei Decepticons si preparò a difendersi e ad eliminare gli avversari che avrebbero osato osteggiarlo.
Qualcosa gli cadde addosso dall'alto, mandandolo in tilt. Una gabbia di metallo racchiuse la sua testa in una morsa.
Megatron ringhiò, furibondo. Ingaggiando battaglia con un nemico ancora invisibile.
- Vile, mostrati!
Avvertì appena l'altro grido, poi il suo corpo impattò contro qualcosa di solido, e la gabbia di metallo risuonò come se lui fosse stato costretto all'interno di una campana.
Megatron caricò, distruggendo l'ostacolo che aveva davanti.
Un paio d'occhi terrestri, spalancati per la sorpresa e per il senso di colpa, lo videro dibattersi e lottare contro il vecchio muro, mandandolo in pezzi.
- Signore, mi dispiace per la pentola… giuro! Si fermi… – la voce lo colse di sorpresa, obbligandolo a voltarsi pur senza vedere. Il movimento gli fece perdere l'equilibrio, mentre qualcuno gli afferrava il braccio per tirarlo indietro – No, no! L'edificio è pericolante!
Era già sbilanciato, e la presa della voce troppo debole. Megatron cadde, imprecando mentalmente contro le fragili costruzioni degli umani.
Il suo corpo affondò tra travi marce e mattoni sbriciolati. Il pavimento crollò sotto di lui, sotto di loro.
- Stavo solo annaffiando i geraneeeiii! – la voce lo accompagnò verso il fondo del pozzo. Prima che il suo sistema collassasse.

Una tazza di Energon in un bar di Cybertron.
Starscream socchiuse gli occhi, tentando di dimenticare il mondo degli umani. Cercando di tirare fuori dai suoi più lontani ricordi un frammento di pace, di tranquillità.
Il desiderio dimenticato di un luogo al quale appartenere.
Le strade di quella stupida città, illuminate fiocamente da luci gialle e rosse, scorrevano rapide ai margini della sua visuale.
Si sarebbe dovuto fermare. Perché avrebbe dovuto fermarsi?
La sua determinazione lo avrebbe tirato fuori comunque, anche adesso. Anche adesso, mentre desiderava nient'altro che trasformarsi e volare al di sopra degli edifici, e più lontano.
Rallentò.
Anche le luci della città si erano fatte più deboli.
Stava scappando dagli umani? No, ovvio che no. Stava scappando solo da un altro fallimento. Stava correndo per immaginare di volare.
Il fatto di aver lanciato immondizia in una finestra terrestre non c'entrava nulla.
Controllo recuperato al novantotto per cento.
Si fermò. Aveva bisogno di pensare con calma, senza lasciarsi influenzare da niente.
Davanti ai suoi occhi si stendevano rovine che gli ricordavano cosa sarebbe stato della Terra. Saltò un basso muretto e poi scivolò oltre un parapetto, lasciandosi cadere nel parco con le sue vestigia del passato.
L'odore della pietra e dell'erba era forte.
Ed anche l'odore, il sentore di qualcos'altro, qualcosa di confuso.
I suoi occhi misero a fuoco una flebile luce; qualcuno si stava muovendo nel parco.
Starscream si voltò per allontanarsi, percependo in lontananza il suono di pietre che scorrevano le une sulle altre, e poi quel sentore inesplicabile e senza nome tornò a confonderlo, ad inebriarlo.
Incuriosito, puntò verso il punto in cui la luce era sparita.
Non visto da occhi umani poteva correre più in fretta di quanto avrebbe fatto qualunque terrestre, ed i suoi occhi vedevano nel buio tanto quanto facevano nella luce.
La traccia di calore lasciata dal terrestre era ancora visibile, semplice da seguire. E lo condusse tra due colonne che sorreggevano un muro di mattoni. Al centro del muro una stele di marmo bianco si era ribaltata in avanti, mostrando un ingresso.
Mm.
Non gli importava nulla degli affari delle cose di carne. Qualunque cosa si stesse svolgendo oltre la stele non era affare suo.
Se solo non avesse avuto quella sensazione.
Se solo non avesse percepito quell'aroma.
Starscream scoccò un'occhiata al cielo. Doveva tornare alla base. Doveva dimostrare di essere più forte e più furbo di Megatron.
Gettò un'occhiata nel buio oltre il passaggio; scale di pietra affondavano nella terra. Decisamente quelli non erano affari suoi.
E, tuttavia…
Un'eco del passato gli portò il ricordo di un promettente scienziato incuriosito da ogni aspetto dell'universo.
La stele scricchiolò, iniziando a spostarsi, mentre il meccanismo a tempo che l'aveva mantenuta aperta la faceva richiudere.
E Starscream saltò all'interno.
Quando lo sportello di marmo si chiuse alle sue spalle, il Decepticon trattenne il fiato: all'interno erano state scolpiti simboli nell'antica lingua dei Prime.
Così, messi alla rinfusa e incisi da una mano incapace, non avevano senso. Ma qualcuno li aveva visti, e qualcuno li aveva replicati. Non poteva essere un caso, un'intuizione umana.
Starscream si prese la testa tra le mani, cercando di mettere ordine nei pensieri che sfrecciavano impazziti nella sua testa.
Che posto era quello?
E se il destino per una volta, per una sola volta, lo avesse preso per mano per metterlo a parte di qualcosa di fondamentale che lo avrebbe guidato nell'impresa di detronizzare Megatron?
Non erano sulla Terra per puro caso.
Non erano arrivati lì solo a causa della guerra.
- Chi diavolo? – la voce lo obbligò a girarsi. Starscream caricò nel buio, rotolando con la spia terrestre lungo le scale. Giù, nel cuore di Roma.

(continua…)

Noticina alla fine del Capitolo.
Piccolo consiglio musicale per il capitolo: il Main Theme della colonna sonora di Tomb Raider (del videogame, non del film)… xD
L'idea di questo capitolo è… beh, se in uno dei suoi film Indiana Jones ha potuto trovare il petrolio a Venezia, i nostri potranno ben trovare qualcos'altro di interesse a Roma, no? Cosa? Lo scopriremo solo vivendo.
E così, finalmente, si sono inseriti nella storia anche Megatron e Starscream! Sebbene, per adesso, la loro sia stata più una veloce comparsa che altro… presto li vedremo alle prese con i veri problemi della vita. E ne sapremo di più.
Ma, intanto, sarà meglio andare a dare un'occhiata in America, dove un Decepticon sotto mentite spoglie è stato portato in un campo di sopravvissuti, insieme a qualcuno di nostra conoscenza…