Author's note: Finalmente un nuovo capitolo! Mi ci è voluto davvero tanto per scriverlo ed è stato anche un po' difficile - ho sempre paura di non riuscire a muovere bene i personaggi, specialmente i tre dello SHIELD! -, ma alla fine eccolo qui! E' anche abbastanza lungo, quindi spero apprezzerete ;)
Nella prima parte, Lydia canta "Forever & Always" di Taylor Swift: sentitela (la versione al pianoforte), renderà meglio l'atmosfera :3
Qualche informazione prima che iniziate a leggere:
-Posterò contemporaneamente sia la versione italiana che inglese, di questa storia! (So, if you're not italian but you would like to read this story, go check in my profile and you'll find there the english version!)
-Il titolo della storia, "Anything but Ordinary" l'ho preso dall'omonima canzone di Avril Lavigne. Il testo è citato all'interno del primo capitolo e molte frasi verranno utilizzate come nomi dei capitoli. Se non l'avete mai ascoltata, andate a cercarla su youtube: io la adoro e poi è la cosa che ha ispirato questa storia!
-Ovviamente (e purtroppo!) Dean Ambrose o qualsiasi altra Superstar WWE che verrà nominata all'interno della storia non appartengono a me, ma a loro stessi! Solo la protagonista, Lydia, è di mia invenzione e quindi ne detengo i diritti. Sono miei anche altri personaggi secondari, ma capirete da voi chi essi siano. E, ovviamente, l'intera storia, che è frutto della mia fantasia!
-Presenti linguaggio forte, violenza e scene di sesso.
-Questa storia si svolge dopo l'ultimo tour europeo a Novembre, precisamente qualche giorno prima di Surivor Series 2013.
-Userò indifferentemente i nomi Dean e Jon per riferirmi ad Ambrose; la differenza è nel punto di vista: quando è di Dean, mi riferirò a lui come Jon, e quando è di Lydia, mi riferirò a lui come Dean, giusto per spiegarvi perché uso entrambi i nomi!
-Se qualcuno è curioso di sapere come io immagino Lydia, la vedo come Holland Roden.
Ed è tutto: buona lettura!
11. Trying so hard not to get caught up
«Ultima possibilità: sei sicura di non voler venire con noi?»
Lydia, già appallottolata sul divano, si girò a guardare Dean e scosse la testa.
«No, grazie: voi andate e divertitevi.» rispose, sventolando la mano in segno di saluto.
«Per qualsiasi cosa…»
«Sì, lo so: vi chiamo. Ho i vostri numeri, ora andate, su!» rise lei, tornando a guardare la televisione.
«Incredibile…» sentì Roman mormorare, mentre uscivano di casa «Sta vivendo con lo SHIELD e resta dentro casa il venerdì sera per guardare SmackDown. E' proprio una fan, non c'è che dire.»
La porta si chiuse e Lydia ridacchiò, sprofondando di più nel divano e mettendosi comoda.
Dean, Seth e Roman erano andati al "The Discordant Note", ma lei aveva deciso di rimanere in casa. Quando le avevano chiesto se era a causa del posto, proponendo tra l'altro anche di andare da un'altra parte, se la cosa poteva farle cambiare idea, lei aveva negato, dicendo che era semplicemente stanca per l'allenamento.
E poi, era pur sempre venerdì sera e SmackDown andava in onda.
Se doveva essere sincera, loro ci avevano visto giusto: non era voluta andarci principalmente perché aveva paura… l'ultima volta che era tornata in quel locale, aveva avuto una crisi di nervi, mentre i ricordi la colpivano confusi, uno dopo l'altro, facendola stare male. Non era pronta a rivivere quell'esperienza, nemmeno con i tre membri dello Shield a farle… beh, da scudo.
Così, dopo essersi fatta la doccia, si era fatta prestare un paio di pantaloni di una tuta da Seth – prima o poi avrebbe dovuto rimediare a quella sua mancanza di vestiti, anche se non sapeva proprio come – e una felpa da Dean e si era appallottolata sul divano, telecomando alla mano.
Il profumo dei loro vestiti era quasi intossicante e riusciva a sentirlo ad ogni minimo movimento.
SmackDown non era ancora iniziato, così Lydia prestò poca attenzione al televisore e si guardò intorno, sentendo lo stomaco contorcersi in un nodo di emozioni: ancora non riusciva a credere di essere a casa del vero Dean Ambrose. Ed ora, insieme al vero Seth Rollins e al vero Roman Reigns.
Le sembrava tutto un sogno stranissimo.
Un incubo, da una parte, quando ricordava di aver perso la memoria.
Ma un sogno, quando pensava alla fortuna sfacciata che aveva avuto nell'incontrare proprio loro tre, come suoi angeli custodi.
Sì, loro erano il suo Shield, ora.
Lydia ridacchiò e nascose il viso tra le mani, scuotendo il capo con un gridolino eccitato.
Fu solo quando riaprì gli occhi che notò che Dean, in salotto, aveva un pianoforte. Non si era mai soffermata a guardare l'appartamento di Dean nei minimi dettagli – non che ne avesse mai avuto davvero il tempo, in fondo erano stati quattro giorni intensi – ma la sorprese parecchio vedere lo strumento musicale lì, poco distante dal tavolo. Abbassò il volume della televisione e si alzò, andandosi a sedere sulla morbida panchina del pianoforte; alzò il coperchio di legno e rivelò i tasti bianchi e neri. Quasi timidamente, ne schiacciò uno: suonava.
Le sue mani si mossero istintivamente sulla tastiera e cominciò a suonare.
«Acc… ragazzi, aspettate.»
Jon e Joe si girarono a lanciare uno sguardo perplesso a Colby, che si era fermato dietro di loro.
« Ho dimenticato il cellulare in casa, voi andate pure avanti io vi raggiungo subito!»
«Prima o poi ti dimenticherai la testa da qualche parte, Col.» lo schernì Roman.
«Non la perde solo perché è ben attaccata al suo collo.» rise Jon, lanciandogli le chiavi di casa.
Colby ignorò i loro commenti, afferrò le chiavi al volo e fece dietro-front.
Di certo, quando aprì la porta di casa tutto si sarebbe aspettato, tranne di trovare Lydia seduta al pianoforte, che suonava e cantava.
« Once upon a time
I believe it was a Tuesday
When I caught your eye
And we caught onto something
I hold on to the night
You looked me in the eye and told me you loved me
Were you just kidding?
'Cause it seems to me
This thing is breaking down
We almost never speak
I don't feel welcome any more
Baby, what happened?
Please tell me
'Cause one second it was perfect
Now you're halfway out the door
And I stare at the phone and he still hasn't called
And then you feel so low
You can't feel nothing at all
And you flashback to when he said
Forever and always.»
Colby chiuse piano la porta dietro di sè, cercando di non fare rumore, e la osservò silenziosamente; un sorriso gli piegò spontaneamente le labbra.
Lydia era concentrata e non lo aveva notato, così lui si prese del tempo per guardarla attentamente: era una ragazza molto graziosa, che sembrava ridicolmente minuta dentro i vestiti suoi e di Dean, che le sarebbero entrati comodamente due volte; aveva quei capelli che erano lunghissimi, lisci nella parte superiore e che si avvolgevano in morbidi boccoli sulle punte; e poi aveva un nasino piccolo e quelle labbra carnose, di un rosa scuro in contrasto con la pelle pallidissima, che quasi sembrava indossare sempre il rossetto; i suoi occhi poi, erano dolci e tristi al tempo stesso, di quella tonalità che andava dal marrone al verde, circondati da quelle folte ciglia nere… non l'aveva mai vista con del trucco, ma anche così al naturale, Lydia era bellissima, secondo lui. E poi, aveva quell'aura malinconica intorno a lei che gli faceva provare l'irrefrenabile desiderio di proteggerla.
Ora capiva perché Jon si fosse affezionato a lei da subito.
« And it rains in your bedroom
Everything is wrong
It rains when you're here and it rains when you're gone
I was there when you said
Forever and always
Was I out of line?
Did I say something way too honest
That made you run and hide like a scared little boy?
I looked into your eyes, thought I knew you for a minute
Now I'm not so sure
So here's to everything
Coming down to nothing
Here's to silence that cuts me to the core
Where is this going?
Thought I knew for a minute
But I don't any more.»
Lydia sollevò lo sguardo e solo in quel momento si rese conto della presenza di Seth Rollins: i suoi occhi si spalancarono e lei fece per fermarsi, quando lui scosse la testa, le mostrò un sorriso e le fece cenno di continuare.
Lydia abbassò timidamente lo sguardo sulla tastiera, ma fece come lui le aveva silenziosamente detto.
Colby la raggiunse e si sedette accanto a lei, guardandola mentre continuava a suonare e a cantare.
« And I stare at the phone and he still hasn't called
And then you feel so low
You can't feel nothing at all
And you flashback to when he said
Forever and always
And it rains in your bedroom
Everything is wrong
It rains when you're here and it rains when you're gone
I was there when you said
Forever and always
You didn't mean it, baby
I don't think so.»
Lydia si voltò a guardare Seth e gli sorrise, con quella dolcezza disarmante che sapeva scaldargli il petto. Istintivamente, lui sollevò una mano e le spostò una ciocca di capelli dietro l'orecchio, facendola arrossire lievemente.
«Oh, back up, baby, back up
Did you forget everything?
Back up, baby, back up
Did you forget everything?
'Cause it rains in your bedroom
Everything is wrong
It rains when you're here and it rains when you're gone
'Cause I was there when you said
Forever and always
And I stare at the phone and he still hasn't called
And then you feel so low
You can't feel nothing at all
And you flashback to when we said
Forever and always
And it rains in your bedroom
Everything is wrong
It rains when you're here and it rains when you're gone
'Cause I was there when
You said forever and always
You didn't mean it, baby, you said forever and always, yeah…»
Quando anche le ultime note si dispersero nella stanza, il silenzio li avvolse, piacevole e al tempo stesso quasi assordante. Lydia fissò le proprie mani, ancora posate sulla tastiera, sentendosi improvvisamente a disagio. Fortunatamente, fu Seth a rompere il ghiaccio e a parlare per primo, anche perché lei non avrebbe proprio saputo che cosa dire.
« Però… bella canzone.»
Lydia si voltò verso di lui con un sorrisino dimesso.
« Dobbiamo ringraziare Taylor Swift, per quella. La canzone è sua.»
« Non sapevo che sapessi suonare il pianoforte.»
Lydia si strinse nelle spalle e Seth si ritrovò a pensare che quel gesto la faceva sempre apparire ancora più tenera.
« Nemmeno io, l'ho appena scoperto. E, a quanto pare, sono anche una fan di Taylor Swift, chi lo avrebbe mai detto.» ridacchiò, portandosi una ciocca di capelli dietro l'orecchio e spostando lo sguardo, evidentemente a disagio.
Seth la osservò per un silenzioso istante, poi poggiò le dita sulla tastiera e cominciò a suonare una melodia a sua volta. Lydia si girò di nuovo a guardarlo, con gli occhi sbarrati per la sorpresa.
« La conosci, questa?» le domandò.
Lydia ascoltò le note, poi annuì.
« Dovrebbe essere… You're not sorry, sempre di Taylor Swift.»
Seth annuì con un sorrisino.
« Canta.»
Lydia arrossì a disagio, ma lui le fece cenno di cantare e lei cominciò timidamente a farlo.
Quando anche questa canzone fu finita, Lydia fissò Seth con sguardo sbalordito e lui le rivolse un sorrisino dimesso.
« Io non sapevo che tu sapessi suonare il piano.» osservò, sbattendo ripetutamente le palpebre.
« Sì, beh…» rispose lui, grattandosi la nuca « La mia ragazza lo suona e mi ha insegnato qual cosina.» spiegò.
La sua… ragazza?
Chissà perché Lydia sentì una strana fitta al petto, a quelle parole.
Ma sì, ora che ci pensava, lo sapeva che Seth era fidanzato… con una certa Layla, Leighton… Leighla! Leighla Shultz!
Cielo… come faceva a ricordare dettagli così insignificanti per lei e non riuscire a ricordare la sua famiglia? Doveva esserci decisamente qualcosa che non andava, nel suo cervello.
Beh, almeno era riuscita a ricordare di saper suonare il piano e di essere una fan di Taylor Swift… che grande consolazione.
« …dia? Lydia?»
La voce di Seth la riportò alla realtà, rendendola consapevole di essersi estraniata solo in quel preciso istante.
«Uh?» chiese lei disorientata, scuotendo la testa per cercare di tornare alla realtà.
«Tutto bene?» le domandò Seth preoccupato, poggiandole una mano sulla spalla «Ti sei… come spenta, all'improvviso.»
Lydia corrugò la fronte.
« Uhm… sì, credo di sì. Era solo un ricordo.»
«Cosa hai ricordato?»
Lydia scrollò le spalle: non aveva voglia di parlarne con lui. Forse, se ci fosse stato Dean al suo posto, magari… scacciò quel pensiero dalla mente subito dopo averlo formulato.
«Niente di importante per me, davvero. Piuttosto, tu che ci fai qui? Non dovresti essere al "The Discordant Note" con Dean e Roman?»
Seth sembrò ricordarselo solo in quel momento, perché spalancò gli occhi e si grattò la nuca. Si alzò e raggiunse il tavolo, prendendo il suo cellulare.
« Avevo dimenticato questo.» spiegò, sventolandolo.
Lydia schiuse le labbra in un'espressione strana, poi annuì. Si alzò a sua volta e si rimise appallottolata sul divano.
«Beh, allora vai: ti avranno dato per disperso a quest'ora!» ridacchiò lei, rialzando il volume della televisione: c'era la pubblicità, ma di lì a qualche minuto sarebbe iniziata la puntata di SmackDown.
Come se l'avessero sentita, il cellulare di Seth squillò.
«Ehi, dude: che fine hai fatto?» Lydia riuscì a sentire la voce di Dean dall'altra parte della linea.
« Uhm… sì, sì: sto arrivando, voi ordinate pure!» rispose Seth.
Lydia gli rivolse un sorriso, mentre lui si incamminava verso la porta. Stava per aprirla, quando il suo sguardo si posò di nuovo sulla ragazza appallottolata sul divano.
«Colby? Sei ancora lì?»
«Jon senti, voi prendete pure da bere. Io vi aspetto qui a casa, non ho molta voglia di uscire.» gli disse.
Lydia si girò a lanciargli un'occhiata incuriosita.
«Che cosa? Ti senti bene, Col? E' successo qualcosa con Lydia?»
«No, no: lei sta bene.» altra occhiata incuriosita da parte della ragazza «Sono solo stanco e non ho molta voglia di venire in un pub, con la musica e le luci e tutto. Voi divertitevi, sono sicuro che non avrete problemi senza di me.»
Lydia non sentì che cosa rispose Dean, ma quando Seth chiuse la conversazione, lei fece finta di niente e tornò a guardare la TV: la sigla di SmackDown era appena iniziata.
Seth si guardò intorno, poi la raggiunse e si sedette sul divano accanto a lei.
Dopo qualche istante, Lydia si girò di nuovo a guardarlo con quell'espressione curiosa.
«Perché non sei andato con loro?»
Seth scrollò le spalle.
«Ero stanco. E poi…» si girò verso di lei e le rubò il telecomando, alzando il volume «Stasera c'è SmackDown.» sorrise.
Lydia lo fissò con un'occhiata stupita.
«Chi è la fan adesso?» lo prese in giro.
«Io non ho mai negato di esserlo, sweetheart.» rispose lui, facendole l'occhiolino.
Lydia ridacchiò e scosse la testa.
Erano già dieci minuti che avevano lasciato Colby e altri cinque ne erano passati da che erano entrati al "The Discordant Note". Casa sua non era così lontana, ci volevano meno di dieci minuti per raggiungere il locale a piedi, così Jon si domandò mentalmente che diavolo di fine avesse fatto Lopez.
«Magari si è perso.» rise Joe, divertito all'immagine di Seth che girovagava nei sobborghi di Las Vegas senza avere la minima idea di dove andare.
Jon si grattò un sopracciglio con fare nervoso.
«Provo a chiamarlo.»
Prese il cellulare e compose il numero di Colby, che rispose dopo tre squilli.
«Hey, dude: che fine hai fatto?»
Colby ci mise un po' a rispondere, come se fosse indaffarato.
«Uhm… sì, sì: sto arrivando, voi ordinate pure.»
Jon corrugò la fronte.
«Colby, ma dove sei?» gli chiese; continuò a sentire dei rumori di sottofondo, ma Seth non rispose, così Jon provò ancora «Colby? Sei ancora lì?»
Ancora, un silenzio prolungato: gli stava facendo venire il nervoso. Si può sapere che diavolo stava facendo?
«Jon senti, voi prendete pure da bere. Io vi aspetto qui a casa, non ho molta voglia di uscire.»
Quindi, era ancora a casa sua.
Con Lydia.
Jon spalancò gli occhi e Joe gli rivolse un'occhiata perplessa.
«Che cosa? Ti senti bene, Col? E' successo qualcosa con Lydia?» gli domandò, già pronto a scattare dalla sedia e tornare a casa immediatamente.
Se le era successo qualcosa…
Questa volta Colby rispose subito.
«No, no: lei sta bene.» Jon rilasciò un sospiro di sollievo e le sue spalle si rilassarono immediatamente « Sono solo stanco e non ho molta voglia di venire in un pub, con la musica e le luci e tutto. Voi divertitevi, sono sicuro che non avrete problemi senza di me.»
Il secondo dopo, Colby aveva attaccato.
Jon fissò il telefono, sbattendo ripetutamente le palpebre.
«Okaaay. Questo è stato proprio strano.» mormorò.
«Che è successo?» chiese Joe che, data la musica alta del locale, non era riuscito a sentire le risposte di Seth.
«Credimi, non ne ho la più pallida idea.» rispose Jon, scuotendo il capo «Ha detto di essere stanco e che sarebbe rimasto a casa.»
«Qualcosa a che fare con Lydia?»
Jon voltò il viso di scatto, lanciandogli un'occhiata sospettosa.
«Che intendi dire?» gli chiese, con tono improvvisamente gelido.
«Intendo dire… lei sta bene?» chiarì Joe, perplesso da quella reazione strana di Ambrose.
Che gli prendeva adesso?
Jon non era mai stato completamente sano di mente e a volte aveva delle reazioni spropositate anche per cose che non avrebbero dovuto nemmeno sfiorarlo per sbaglio ed ormai, dopo più di un anno di stretta conoscenza, aveva imparato a conoscerlo ed accettarlo… ma quel repentino cambio di atteggiamento ora era proprio fuori luogo.
Jon sbuffò, si passò una mano tra i capelli e annuì.
«Sì, Colby ha detto che lei sta bene.»
«Che cosa pensavi?» gli chiese Joe, assottigliando lo sguardo.
«Riguardo?» disse Jon, il suo accento di Cincinnati più forte di prima.
Quando Jon era nervoso o arrabbiato, il suo accento si sentiva decisamente di più.
Fece un cenno alla cameriera perché li andasse a servire. Ordinarono – Joe un Gin Tonic e Jon una birra – e solo quando la cameriera si fu allontanata, il samoano riprese il discorso.
«Perché hai avuto quella reazione?»
«Quale reazione?»
«Ti ho chiesto se il fatto che Colby avesse deciso di rimare a casa dipendesse da Lydia e tu sei diventato tutto teso. Che cosa pensavi?»
Jon gli lanciò uno sguardo strano, poi scrollò le spalle.
«Niente, che cosa dovrei aver pensato?»
«Mah, non lo so: che magari Colby fosse rimasto a casa per rimare con lei?»
Di nuovo, la mascella di Jon si serrò e un nervo teso affiorò sulla sua guancia, dettagli che non sfuggirono all'occhio attento del samoano.
«E se anche fosse?» ribatté, con tono non curante «Non ci vedo nulla di strano. Magari lei non voleva rimanere sola.»
«No, nemmeno io ci vedo nulla di strano, infatti.» concordò Joe con un sorriso «Sarei rimasto io stesso, a casa con lei, se Lydia non avesse insistito tanto perché noi andassimo comunque a divertirci. Chissà che cosa le ha fatto cambiare idea…»
Era evidente che Joe lo stava provocando: aveva intravisto qualcosa negli occhi di Dean Ambrose, sin da quella mattina, durante l'allenamento. C'era un nervo scoperto che lo stesso Jon ancora non aveva capito di avere, ma non era suo compito indicarglielo. Questo non gli impediva di stuzzicarlo a dovere per farglielo notare, comunque.
Le ordinazioni arrivarono e Jon prese immediatamente un lungo sorso dalla sua birra.
«Chi ti dice che è stata lei a cambiare idea? Magari è stato Seth a decidere di rimanere di sua spontanea volontà.»
«E non c'è nulla di male, in tutto ciò.» ripeté Roman, nascondendo un ghigno dietro il bicchiere «E poi, Colby è fidanzato…» aggiunse, buttandola lì quasi per caso.
Jon lo guardò di sottecchi.
«Perché lo stai sottolineando?» domandò Jon sospettoso.
«No, così.» fece il vago Joe, scrollando le spalle.
«Non mi piace quando sogghigni in quel modo.» disse Jon «Non mi piace per niente.»
E non ti piace nemmeno che Colby sia rimasto a casa con Lydia, Jon…
Pensò Joe, ma non espresse quel pensiero ad alta voce: non voleva di certo attirarsi le ire del drago.
Jon gli riservò un'ultima occhiata sospettosa, poi finì di bere la sua birra con un solo, altro lungo sorso, richiamò la cameriera ed ne ordinò un'altra… ed anche un bicchiere di whiskey.
«Oh mio Dio! C'è Survivor Series questa Domenica! Non siete emozionati?!» Seth ridacchiò, lanciando uno sguardo divertito a Lydia «Wow! Voi andate contro gli Usos e Rey Mysterio questa sera: si prospetta un gran bel match!» esclamò ancora la ragazza, quando la grafica iniziale mostrò i primi match in programma per la serata «Avete vinto, non è vero?»
«Chi lo sa…» rispose Seth con un sorrisino enigmatico «Guarda e lo scoprirai: sono sempre stato contro gli Spoilers.»
Il primo match in programma era Cody Rhodes e Goldust contro i Real Americans, valido per i titoli di coppia detenuti dai primi due. Lydia si sistemò meglio sul divano, abbracciandosi le gambe con le braccia.
«Mi è dispiaciuto, quando avete perso i titoli.» osservò dopo un po'.
«Già, anche a noi.» rispose Seth, con una scrollata di spalle «Ma siamo ancora i Campioni degli Stati Uniti.»
Lydia corrugò le sopracciglia e si voltò a lanciargli un'occhiata scettica.
«Dean è il Campione degli Stati Uniti.» precisò con un sorrisino.
«La maggior parte delle volte grazie a noi, quindi…» ribatté Seth, incrociando le braccia al petto.
Lydia sollevò entrambe le sopracciglia e aprì le labbra in un'espressione stupita.
«Che cattivo!»
«Beh, non è forse vero?» disse lui, stringendosi nelle spalle.
«Non farti sentire da lui, non la prenderebbe affatto bene.» ridacchiò Lydia, tornando a guardare il match.
Cody stava tentando un Alabama Slam su Cesaro, ma lui fu in grado di riversarla. Tentò di mettere Cody al tappeto con un Roll Up, ma quest'ultimo fu più veloce e gli si sedette sopra, provando a schierarlo, ma Cesaro fu in grado di uscire al contro di due.
«Noooo! Avanti!» si lamentò Lydia, spalancando le braccia con un gesto frustrato.
Seth gli rivolse un sorrisino divertito.
«Per chi stai tifando?» domandò curioso.
«Cody e Goldust, ovviamente.» annuì Lydia, senza mai staccare gli occhi dallo schermo «Te l'ho detto che sono una grande fan di Goldust.»
«Ricordi chi sono i nostri compagni di squadra, domenica, non è vero?»
Lydia si girò per mostrargli un sorrisino malandrino.
«E chi ti ha detto che tiferò per la vostra squadra?»
Seth si portò una mano al petto.
«Hey, questo mi offende, sweetheart. Tu sei la nostra mascotte, è tra i tuoi doveri fare il tifo per noi!»
«M-mascotte?» ridacchiò Lydia «E questo chi l'ha deciso?»
«Io, in questo momento.» annuì Seth.
«E chi ti dice che gli altri saranno d'accordo?»
«Veramente, Lydia?» disse Seth, con espressione ovvia «Devo ricordarti che Roman ha avuto un debole per te prima ancora di conoscerti?»
Lydia rise piano.
«D'accordo per Roman, allora. Ma Dean?»
«Siamo già in due contro uno. E' in minoranza, la sua opinione non conta.»
«Chissà perché sono pronta a scommettere che lui non la pensi proprio così.» rise Lydia.
Guardarono il match in silenzio solo per un minuto, nel quale Lydia ammirò con un "Wooo" entusiastico il doppio attacco dei fratelli Rhodes ai danni dei Real Americans e il fantastico Moonsault dal paletto di Cody su Cesaro.
«Me la toglieresti una curiosità?» domandò Lydia dopo un po'.
«Se posso.»
«Ma perché Antonio Cesaro viene presentato come un Real American? Non è Svizzero?»
Seth ridacchiò.
«Sinceramente, è una domanda che ci facciamo in molti, nel backstage, ma nessuno ha una risposta.» rispose con un sorrisino.
Lydia sollevò le sopracciglia in un'espressione buffissima, ma poi venne distratta dalla fine del match: Goldust aveva appena schienato Jack Swagger, portando il suo team alla vittoria.
«SIIIII!» esclamò Lydia entusiasta, balzando in piedi «Goldust e Cody hanno mantenuto le cinture! Sono ancora Campioni di Coppia!»
«Hey, frena il tuo entusiasmo, sweetheart.» la riprese Seth con un sorrisino, afferrandola per un polso e costringendola a tornare seduta «Devo ricordarti che sono stati loro a toglierci i titoli?»
Lydia mise il broncio e incrociò le braccia al petto.
«Ma meglio che ce l'abbiano loro, i titoli, che i Real Americans, no? Dico anche per voi…»
Seth sollevò un sopracciglio.
«Perché anche per noi? Sono curioso.»
Lydia si strinse nelle spalle.
«Ma sì, pensaci: se a Survivor Series vincerete…»
«Quando a Survivor Series vinceremo.»
«La fiducia nelle vostre capacità non vi manca di certo, eh.» lo prese in giro Lydia e Seth si limitò a mostrarle un ghigno sfrontato «Comunque, se sarete voi a schienare i fratelli Rhodes, potreste vantare un match titolato. Se avessero vinto i Real Americans questo non sarebbe stato possibile, visto che lottate nella stessa squadra.» spiegò.
Seth sollevò entrambe le sopracciglia, in un'espressione colpita.
«Osservazione intelligente. Allora non sei solo una fan girl qualsiasi, capisci davvero qualcosa di wrestling.»
Di nuovo, Lydia corrucciò le labbra.
«Chissà perché siete tutti sempre così sorpresi di scoprirlo.»
SmackDown proseguì, tra i commenti di Lydia. Ryback aveva vinto il suo match contro The Great Khali e le Funkadactyles avevano riportato un'importante vittoria ai danni della campionessa delle Divas, AJ Lee.
Il quarto match della serata era…
Sierra. Hotel. India. Echo. Lima. Delta. SHIELD.
«Shhhh! Inizia il vostro match!» esclamò Lydia, agitandosi sul divano.
Seth le riservò un'occhiata divertita: quella ragazza era uno spasso.
«Amo l'entrata degli Usos!»
«Ecco, ora ci manca solo che mi dici che in questo match tifi per loro…» commentò Seth.
Lydia si girò verso di lui, indicando ripetutamente lo schermo.
«Ma hanno Rey Myserio nella loro squadra…!»
«Lydia.» Seth le rivolse uno sguardo serio, totalmente in modalità SHIELD, così lei sollevò entrambe le mani in segno di resa e si distanziò appena da lui.
«Scherzavo, scherzavo!» esclamò con un sorriso.
«Meglio per te che sia così.» disse lui serio, dandole una piccola schicchera sulla fronte.
Per tutta risposta, Lydia gli fece una linguaccia.
Durante tutto il loro match, Lydia rimase stranamente silenziosa, a differenza di quanto era successo per tutti i match precedenti. Fece qualche considerazione di qua e di là, ma niente che portasse ad una conversazione troppo prolungata: la sua attenzione era completamente dedicata allo schermo.
Mentre osservava Dean combattere, Lydia sentì il cuore cominciare a batterle nel petto sempre più velocemente… era qualcosa che non riusciva a spiegarsi, una sensazione strana, che le metteva in subbuglio lo stomaco e le faceva formicolare la punta delle dita. Respirò lentamente, abbracciando nuovamente le gambe, ora strette al petto, e poggiò il mento sulle ginocchia, senza mai divergere lo sguardo dal match: c'era qualcosa di incredibilmente magnetico, in quel ragazzo, qualcosa che l'attraeva inspiegabilmente anche solo attraverso lo schermo della televisione. Il suo corpo si muoveva sinuoso ad ogni movimento, i suoi muscoli si flettevano e si indurivano, mettendo in evidenza la perfezione quasi dolorosa del suo fisico. E poi, i suoi occhi… quell'espressione seria e concentrata, quel guizzo di pura adrenalina e passione che correva nell'azzurro delle sue iridi, riusciva a farle avvertire una sensazione strana nel petto, che vacillava su quel confine tra dolore e piacere, che in nessun altro modo può essere spiegata.
Inspirò profondamente, cercando di contenere le mille reazioni che le stavano esplodendo nello stomaco, ma il profumo che emanava la sua felpa era inebriante… sapeva di lui.
Sapeva di Dean Ambrose.
Oddio… era a casa del vero Dean Ambrose, quello stesso Dean Ambrose che era in grado di farle frullare il cuore nel petto semplicemente dallo schermo televisivo.
Solo ora che guardava SmackDown alla televisione la realtà delle cose la colpì con forza e una sorta di panico cominciò ad allargarlesi nello stomaco, facendola fremere all'interno.
Quando poi Dean diede il tag a Seth Rollins, le cose non migliorarono affatto.
Considerando che Seth Rollins era lì, a pochi centimetri da lei.
Chiuse gli occhi e nascose il viso dietro le ginocchia, colta da un'improvvisa sensazione di euforia e terrore, che generava una reazione decisamente strana nella sua anima.
Era un po' che Colby la osservava di sottecchi, da quando era iniziato il match: era curioso di vedere le sue reazioni, era la prima volta che aveva l'occasione di osservare così da vicino una loro fan che guardava un loro match, ma alla fine era riuscito a convenire con se stesso che Lydia fosse proprio una strana ragazza. Era passata dall'avere uno sguardo di totale ammirazione, all'arrossire senza motivo, fino ad agitarsi sul posto ed ora si era chiusa in se stessa.
Chissà che cosa le stava passando per la testa. Stava forse ricordando qualcos'altro? O era la sua presenza, a metterla così a disagio? Ma perché così all'improvviso, se fino a cinque minuti prima avevano parlato e scherzato tranquillamente?
Lydia era veramente una delle persone più enigmatiche che Colby avesse mai conosciuto – e dire che, avendo girato praticamente mezzo mondo e anche di più, ne aveva incontrare di persone!
Non riusciva mai a capire a che cosa pensasse né a dare una spiegazione razionale ad alcuni dei suoi comportamenti… dipendeva dal fatto che non ricordasse chi fosse? O era proprio una sua caratteristica? Certo, non doveva essere una condizione facile, la sua… specialmente considerando che erano stati loro, praticamente i suoi idoli, a soccorrerla.
Se da una parte ammetteva che doveva essere il sogno di molte fan, dall'altra poteva comprendere quanto non fosse affatto facile ritrovarsi nella sua situazione…
«Tu riguardi mai i tuoi match?»
La domanda di Lydia lo costrinse a distogliere l'attenzione dai proprio pensieri e tornare alla realtà.
«No, solitamente no.» rispose.
«Come mai?» chiese lei curiosa; aveva sollevato il viso e adesso i suoi occhi erano incollati allo schermo.
«Mi fido del parere degli altri. Se mi dicono che ho fatto un buon lavoro, significa che sono stato bravo. Non ho bisogno di rivedermi.» spiegò Seth.
«E se ti dicono che non sei stato bravo?» lo provocò Lydia, regalandogli un sorrisetto distratto.
«Questo non succede mai.» rispose lui, con uno sbuffo.
Lydia ridacchiò, alzò gli occhi al cielo e scosse la testa.
«Se non riguardi mai i tuoi match, come mai hai deciso di rimare a guardare SmackDown questa sera?»
Era sinceramente una domanda che le era girata nella mente da quando lui aveva dato buca a Dean e Roman e si era seduto sul divano accanto a lei. Chissà perché, la risposta la metteva in agitazione.
Seth sembrò pensarci su un attimo, poi un sorrisino enigmatico gli piegò le labbra.
«Per provare l'ebbrezza di guardarlo con una mia fan.» rispose, facendole un occhiolino.
Lydia ridacchiò.
«E come sta andando?»
«Lei è una gran chiacchierona, fa commenti su tutto.»
«Oh…» mormorò Lydia e sembrava esserci rimasta male «Deve essere una tale noia…»
«No, affatto.» disse Seth, con un tono morbido che la costrinse a sollevare il viso per guardarlo con aria velatamente stupita; Seth le sorrise e le diede un buffetto sotto il mento «Mi piace… » ci fu una breve pausa, nella quale il cuore di Lydia perse letteralmente il controllo, fino a che Seth non aggiunge «…il suo entusiasmo. Mi fa tornare ad essere fan a mia volta.»
L'espressione di Lydia si sciolse in quel sorriso disarmante che sapeva scaldargli il petto.
Quel sorriso… quel sorriso era in grado di scatenargli nel petto delle sensazioni che non sapeva definire. Lo metteva in agitazione e al tempo stesso lo faceva sentire nervoso ed in imbarazzo.
Non gli era mai capitato di sentirsi così… nemmeno con Leighla.
Eppure, lui amava la sua ragazza, la amava con tutto se stesso da anni, ormai.
Ma c'era qualcosa, in quel sorriso che sapeva illuminare il viso di Lydia, che lui non aveva mai trovato in nessun altro.
Lei era… speciale.
Colby distolse lo sguardo da quel sorriso intossicante e si alzò di scatto dal divano.
«Vado… vado a vedere se Dean ha qualcosa da mangiare, mi è venuta fame.» sbottò all'improvviso.
Poi, senza guardarsi indietro, si avviò in cucina.
«Avete perso!» esclamò Lydia, balzando in piedi, la delusione evidente sul suo viso «Perché avete perso?!» si lamentò, voltandosi verso Seth, che fece spallucce.
«Abbiamo perso perché Ambrose è stato schienato.»
Lydia spalancò le labbra.
«Ma voi… ma lui… ma… UNF!» sbuffò, tornando a sedersi sul divano e incrociando le braccia al petto «Non tiferò mai più Rey Mysterio!» stabilì, mettendo il broncio.
Seth non riuscì a trattenersi dal ridacchiare: era proprio tenera con quell'espressione arrabbiata.
Di nuovo, quella sensazione strana gli smosse lo stomaco. Di nuovo, si costrinse a non pensarci e la scacciò via.
«Perché?» domandò con un sorriso.
«Sono la vostra mascotte, no?» esclamò lei, allargando le braccia in un gesto di ovvietà «Non posso tifare qualcuno che è contro di voi!»
«Cosa sarebbe questa storia della mascotte?»
Sia Lydia che Colby si voltarono di scatto verso la porta, dalla quale erano appena rientrati Joe e Jon.
«Dean! Roman!» esclamò Lydia con un sorriso enorme sulle labbra, che arrivava ad illuminarle lo sguardo.
Jon le riservò uno sguardo incuriosito, mentre si toglieva il giacchetto di pelle… sembrava felice, come non l'aveva mai vista prima di allora.
Quella constatazione gli fece corrugare la fronte e avvertire una strana fitta al petto.
Ma che gli prendeva?
«Ciao, baby girl.» la salutò Roman, ricambiando il suo sorriso.
Lydia sventolò la mano come una bimba.
«Allora, cos'è questa storia?» domandò ancora Dean.
Lydia si strinse nelle spalle ed indicò Seth.
«E' stata una sua idea!» esclamò subito, sulla difensiva.
Dean prese una sedia e ci si sedette al contrario, incrociando le braccia sullo schienale e riservando uno sguardo di traverso a Seth.
«Ma davvero?» chiese con una punta d'ironia nella voce, che si riflesse nel ghigno che gli piegò le labbra.
«A me piace, come idea.» intervenne Roman con un sorriso divertito, andando a sedersi sul divano accanto a Lydia, che così si ritrovò tra Seth e il samoano.
«Visto? Te l'avevo detto che Joe sarebbe stato d'accordo.» la stuzzicò Seth, dandole una gomitata leggera su di un braccio.
Lydia, che già stava combattendo per non arrossire per il fatto di essere seduta tra loro due, abbozzò un sorriso imbarazzato e fece una smorfia.
«Oh, sta' zitto.» borbottò impacciata, abbassando lo sguardo e torturandosi una ciocca di capelli tra le dita.
Seth e Roman scoppiarono a ridere e Lydia alzò gli occhi al cielo, tornando a concentrare la sua attenzione sullo schermo: era appena finito il segmento tra The Big Show e Randy Orton e il match seguente era un Tag Team Match Curtis Axel e Damien Sandow contro Dolph Ziggler e Big E Langston.
«Ma da dove l'hanno tirata fuori questa coppia Axel/Sandow?» commentò Lydia con una smorfia, cercando di distrarsi per non pensare al fatto di essere circondata da tutti e tre i membri dello SHIELD, gli stessi Dean Ambrose, Roman Reigns e Seth Rollins che aveva visto poco prima sul ring… proprio loro, in carne ed ossa.
Oh no… ci stava ripensando.
Guarda il match, Lydia. Guarda. Il. Match.
Non ci pensare.
Non. Ci. Pensare.
Certo, era difficile non pensarci, specialmente quando due di loro ti sfioravano le spalle e le braccia ad ogni movimento e le loro voci riempivano la stanza.
Il cuore le batteva così velocemente nel petto che, se non le fosse preso un infarto in quel preciso istante, non sarebbe successo mai più.
Lydia cercò di concentrarsi sulla fine della puntata di SmackDown e loro sembrarono rispettare la sua dedizione per lo show, perché rimasero semplicemente a parlare tra di loro, senza disturbarla o interpellarla e, almeno di quello, fu grata: in quel momento non era sicura di riuscire a mettere in fila due parole coerenti.
Era difficile contenere il suo lato da fan, specialmente dopo averli visti in televisione.
Tutto quello aveva reso la sua situazione ancora più surreale e opprimente, aveva bisogno di calmarsi prima di riuscire di nuovo ad avere in mano le sue emozioni e parlare con loro normalmente. Non voleva di certo che la prendessero per una pazza… più di quanto già non la ritenessero tale, ovvio.
Dopo la vittoria di Big E su Sandow, c'era stata un'intervista di Renee Young ad Alberto del Rio, concernente il suo match a Survivor Series contro il Campione dei Pesi Massimi, John Cena, poi era stato tempo di Main Event: Daniel Bryan vs Luke Harper. Era quasi giunta la fine del match, quando…
«WAAAAAAAA!» Lydia urlò, saltando dal divano.
Seth, Dean e Roman smisero di parlare e la guardarono con occhi sbarrati.
«Ma che…?» fece Seth, perplesso.
Bastò loro rivolgere lo sguardo verso il televisore, per capire cosa avesse scatenato quella reazione.
CM Punk.
«Ovvio.» mormorò Dean asciutto, scuotendo il capo.
Roman ridacchiò divertito e Seth sbatté le palpebre disorientato.
Rimasero tutti e tre ad osservare le reazioni di Lydia: dovevano ammettere che era uno spasso guardarla.
Quando Daniel Bryan schienò Luke Harper e si prese la vittoria, cominciò a saltellare sul posto, gli indici puntati verso il cielo, le braccia che si alzavano ed abbassavano al ritmo degli Yes! Yes! Yes! che aveva cominciato ad urlare. Il suo entusiasmo non durò molto, però: Luke Harper atterrò Bryan con un calcio in pieno volto e anche l'intervento di CM Punk ebbe poca vita. I tre della Wyatt Family li sovrastarono e la puntata si concluse con i beniamini del pubblico – e di Lydia – riversi al suolo, con Bray Wyatt e suoi due scagnozzi a torreggiare su di loro.
«Ma… ma… ma…» balbettò Lydia, tornando a sedersi sul divano a peso morto «Ma che è successo?» si lamentò, con voce da bambina «Che schifo di puntata.» commentò, tra sé e sé «Lo SHIELD ha perso. CM Punk e Daniel Bryan le hanno prese. Arriviamo bene a Survivor Series, non c'è che dire!» sbottò, incrociando le braccia al petto.
Solo quando sentì le risate prorompere dagli individui che la circondarono, Lydia tornò alla realtà: si era estraniata così tanto che aveva dimenticato dove fosse… beh, guardare il wrestling le aveva sempre fatto quell'effetto.
Sbarrò gli occhi e trattenne il fiato, le sue guance diventarono rosse e bollenti senza che lei neanche potesse provare ad impedirlo. Guardò prima Roman, che ridacchiava sommessamente, poi Seth, che si stava letteralmente sbellicando dalle risate, infine Dean, che ancora seduto sulla sedia aveva solo un sorrisetto divertito sulle labbra.
«E direi che questo esprime tutto il disappunto dei fan.» commentò Seth, cercando di trattenere le risate.
Dean si alzò dalla sedia.
«Dopo questo, mi serve un'altra birra.» mormorò, scuotendo il capo e sparendo in cucina.
Lydia corrucciò le labbra in un'espressione adorabile e incrociò le braccia al petto, mettendo il muso.
«Sì, bravi…» borbottò «Ridete pure di me: sono convinta che voi non eravate tanto diversi, quando eravate semplici fan.»
«Oh, hai ragione: dovresti vedere Colby quando vediamo qualche vecchia edizione di WrestleMania. Tu, in confronto, non sei così male.» rivelò Roman con un ghignetto.
«Ma davvero?» ridacchiò Lydia, girandosi a lanciare un sorrisetto divertito a Seth.
Si sentì subito più a suo agio nel sapere che, in fondo, non la ritenessero troppo fuori di testa per le reazioni che aveva… in fondo, era stati fans anche loro, prima di diventare dei wrestler, e quella è una cosa che non si dimentica mai.
«Io, almeno, lo faccio solo per i match del passato: Roman si emoziona a riguardare se stesso!» controbatté Seth, incrociando le braccia al petto, tutto soddisfatto.
«Hey, dude: saresti orgoglioso anche tu se fossi in grado di fare una Spear perfetta come la mia!» esclamò Roman, gonfiando il petto con orgoglio.
«Pfff… la tua Spear? Ma non hai visto il mio Black Out? Quella sì che è una mossa originale!»
«Ma tu non eri quello che non riguardava mai i suoi match?» lo schernì Lydia, approfittandone per spostare la conversazione da lei e dal suo lato da fan a quello di Rollins «Sai…» aggiunse, girandosi verso Roman e facendo finta di sussurrargli nell'orecchio, anche se in realtà parlò ad alta voce, così che Seth potesse sentirla «Lui ha detto che non riguarda mai i suoi match, perché è talmente bravo che non ha bisogno.»
«Hey!» la riprese Seth, dandole un leggerissimo schiaffo dietro la nuca «Quello era un segreto!»
Lydia ridacchiò e si portò entrambe le mani dietro la testa, girandosi a rivolgere uno sguardo corrucciato a Seth.
«Mi hai colpita!» esclamò indignata «Roman: Seth mi ha colpita!» si lamentò «Non si colpisce una ragazza, questa è una vera ingiustizia!»
Seth alzò le mani in segno di resa.
«Whoa, ti ho appena sfiorata! Mi hai fatto più male tu oggi in palestra!» disse sulla difensiva.
«Oh, allora lo ammetti che sei stato battuto da una povera ragazza indifesa?» lo prese in giro Lydia, sbattendo ripetutamente le palpebre con fare innocente, il sorriso da gatta che le si allargava da un orecchio all'altro.
Seth fece una smorfia e incrociò le braccia al petto.
«Mai.»
«Ammettilo!» insistette Lydia, pigiandogli l'indice sul petto, con fare intimidatorio che lo fece solo sogghignare.
«No. Perché non è così: io ti ho lasciata vincere, perché sai… io sono un gentiluomo.»
«Ah-ah. Come no.» ribatté lei «Sono sicura che riuscirei a prenderti a calci nel sedere anche se tu ti impegnassi!»
Seth le lanciò uno sguardo strano e Roman rise, afferrandola delicatamente per le spalle e stringendole teneramente tra le dita.
«Buoni, bambini!» li rimproverò Roman.
Lydia finse di agitarsi nella presa di Joe e sventolò i pugni nell'aria.
«Non vengo a prenderti solo perché Roman mi sta trattenendo, eh!» esclamò convinta.
Seth rise e si sporse in avanti, avvicinandolesi. Le sue mani andarono immediatamente a bloccare quelle di lei e le sue dita circondarono quei polsi sottili, tenendola ferma senza nemmeno mettere troppa forza: Lydia poteva avere un background nelle arti marziali – nel JuJitsu, come aveva ricordato lei stessa -, ma era fisicamente fragile e debole, non avrebbe mai potuto combattere ad armi pari con lui.
Lydia cercò di liberarsi, ma ogni tentativo fu inutile e Seth sogghignò.
«Ed ora che fai, sweetheart?»
Per tutta risposta, Lydia gli fece una linguaccia.
Jon, che era appena tornato in salotto e stava già bevendo dalla bottiglia di birra, si fermò ad osservare la scena che gli si presentò davanti: Lydia era ancora seduta in mezzo tra Joe e Colby e si stava agitando, tra le risate degli altri due. Colby l'aveva afferrata per i polsi e la stava tenendo ferma. Lydia aveva tutti i capelli scombinati, le guance rosse, un sorriso felice sulle labbra; i suoi occhi, poi, erano magnetici: sembravano quasi brillare di luce propria ed era la prima volta che la vedeva così.
Jon la osservò con aria assorta: c'era uno strano formicolio che gli si allargava dallo stomaco, fin sul petto. Il suo cuore stava facendo qualcosa che non aveva mai fatto prima d'ora… forse, si disse, è solo colpa della birra.
Quando Lydia girò il viso, il suo sguardo si puntò automaticamente in quello di Ambrose, che continuò ad osservarla con quell'aria assorbita, quasi non la vedesse veramente. Se ne stava lì, in piedi, la birra in mano, un'espressione strana sul viso. Smise di agitarsi e gli riservò un'occhiata perplessa.
«Dean?» lo richiamò.
Seth le lasciò andare i polsi e si girò a sua volta ad osservare l'amico.
«Hey, dude: tutto bene? Sembra che tu abbia appena visto un fantasma.» gli fece notare.
Dean sembrò riscuotersi dai suoi pensieri, perché scosse debolmente il capo e scrollò le spalle, tornando a sedersi sulla sedia, sempre al contrario, con le braccia conserte sullo schienale.
All'improvviso scese un silenzio strano nel salotto, interrotto solo dal brusio di sottofondo che veniva dalla televisione. Lydia si sentì a disagio, ancora di più quando Dean tornò a guardarla in quel modo strano: sembrava che la stesse studiando e, quando si portò lentamente la birra alle labbra e bevve senza mai staccarle gli occhi di dosso, lei sentì un brivido di eccitazione correrle lungo le gambe. Distolse lo sguardo, mordicchiandosi nervosamente il labbro inferiore.
«Bene.» disse Roman, rompendo il silenzio; sollevò entrambe le braccia al cielo e si stiracchiò «Credo sia meglio andare a dormire: domani è l'ultimo giorno prima di Survivor Series, dobbiamo essere riposati e concentrati per l'ultimo allenamento.»
Seth annuì, coprendo un grosso sbadiglio con la mano.
Anche Lydia era d'accordo: c'erano così tante emozioni, dentro di lei, in quel momento, che non era sicura che sarebbe riuscita ad addormentarsi… ma era comunque stanca e cominciava a farle leggermente male la testa. Non le sarebbe affatto dispiaciuto coricarsi nel letto e…
Lydia sbarrò gli occhi, mentre un pensiero le attraversava fulmineo la mente.
«Eeehm…»
Roman le rivolse uno sguardo perplesso.
«Sì, baby girl? Perché hai quell'espressione preoccupata ora?»
Lydia si pizzicò il naso e storse le labbra con una smorfia.
«Tu dormi qui sul divano, giusto?» fece, girandosi verso Roman, che annuì «E Seth ha la camera degli ospiti. Dean, ovviamente, ha il suo letto. Quindi… io dove dormo?»
Tutti e tre si voltarono a guardare Dean, che li fissò a loro volta, senza dire nulla.
«Oh beh!» esclamò Lydia spensierata, alzandosi in piedi «La vasca da bagno sarà comodissima.»
Sia Roman che Seth l'afferrarono per un braccio per uno e la costrinsero a tornare seduta tra di loro.
«Hey, ma che…!» si lamentò lei.
Cominciava ad essere stanca del fatto che fosse così debole che loro potessero costringerla a fare qualsiasi cosa volessero.
«Non dormirai nella vasca!» disse Roman contrariato «Puoi dormire con me, baby girl. Per me non è un problema.» propose Roman, stringendosi in una spalla «Solo che, ti avverto, mi hanno detto che russo parecchio.»
Lydia lo fissò, le guance le si imporporarono all'idea di dormire nello stesso letto di Roman Reigns… no, non stava succedendo davvero.
«No, ma davvero, la vasca…» provò lei.
«Oppure puoi dormire con me.» disse Seth, costringendola a voltarsi verso di lui, gli occhi sbarrati e le guance ancora più rosse «Il letto nella camera degli ospiti è grande.»
Lydia scosse il capo: non avrebbe dormito con Seth Rollins, assolutamente no. E nemmeno con Roman Reigns. Non poteva farcela, non avrebbe chiuso occhio.
«No, grazie, davvero, ma sono sicura che…» balbettò ancora lei, totalmente in imbarazzo, scivolando via velocemente dal divano. Se fosse stata abbastanza veloce, forse avrebbe potuto sgattaiolare in bagno e chiudersi là dentro.
Peccato che non avesse considerato il terzo membro dello SHIELD.
Il più imprevedibile.
Indietreggiando, Lydia andò a sbattere contro qualcosa di duro. Non ebbe bisogno di voltarsi, per sapere che alle sue spalle c'era Dean Ambrose.
Le sue mano le si poggiarono sulle braccia, trattenendola, e un brivido le corse lungo la colonna vertebrale. Il contatto con le sue dita le fece sentire uno strano calore sulla pelle, era come se stesse andando a fuoco.
«Smettetela, voi due.» disse, con voce annoiata «Siete entrambi fidanzati, nessuno di voi può dormire con lei.»
Nonostante tutto, Lydia si sentì rincuorata da quelle parole… la stava salvando.
O, almeno, questo era quello che credeva, fino a che…
«Lydia dormirà con me.»
Lydia sbarrò nuovamente gli occhi e questa volta fu tutto il suo viso a diventare rosso come un pomodoro maturo.
«Che?!» esclamò, con voce acuta, girandosi di scatto per fronteggiarlo.
Dean le rivolse uno sguardo serio e penetrante, poi le sue labbra si piegarono in un ghigno sfrontato, che le fece frullare più veloce il cuore nel petto.
«Problemi, little fighter?»
Lydia cercò di articolare una risposta per enunciare tutti i problemi che poteva avere in quel momento, ma lui non glielo permise: si piegò in avanti e, senza convenevoli, se la caricò in spalla.
«Hey, che fai?!» si lamentò lei, agitandosi e tirandogli qualche debole pugno sulla schiena, che lui nemmeno sentì.
Ancora, le stavano facendo quello che volevano e lei non poteva farci nulla per impedirlo.
Ma come avrebbe potuto essere altrimenti?
Erano dei wrestler, loro.
«Smettila di agitarti, Lydia, o mi costringerai a schiaffeggiarti su questo bel sederino che ti ritrovi. E tu non vuoi, vero?»
Lydia arrossì ancora di più.
«Non oseresti!»
«Se ne sei così sicura, mettimi alla prova.» la provocò «Ma ti consiglio vivamente di non farlo, sono un po' alticcio al momento, potrei non rispondere delle mie azioni, se mi provochi.»
Lydia deglutì e un brivido la scosse. Quando lei non rispose, lui capì di aver fatto centro, così sogghignò.
«Di' buonanotte a Seth e Roman.» le disse con un sorriso nella voce, e si girò in modo tale che lei potesse guardarli.
Rossa come ciliegie al sole, gli occhi lucidi e un'espressione strana, Lydia sventolò sconsolatamente una mano verso gli altri due membri dello SHIELD, che ridacchiarono divertiti.
«'Notte, ragazzi…» mormorò con un sospiro, mentre Dean la portava dritto in camera sua.
Seth e Roman si scambiarono uno sguardo strano.
«Con questa scusa che lui non è fidanzato, si prende sempre tutto il divertimento.» sospirò Seth.
Roman ridacchiò e gli diede una pacca sulla spalla.
Ecco qui! Spero vi sia piaciuto (:
Non ho idea se Seth nella realtà sappia suonare davvero il pianoforte, ma ci stava bene nella mia FanFiction, quindi (:
Allora, abbiamo scoperto che Colby è fidanzato, eppure continua ad avere degli strani pensieri nei confronti di Lydia, cosa succederà? Ed anche Dean ha delle strane sensazioni... dove porterà tutto ciò? Per saperlo, vi basta continuare a seguirmi ;)
Nel prossimo capitolo: Lydia deve dormire con Dean, cosa succederà tra di loro, considerando anche che Dean è un po' alticcio? E, il giorno dopo, i membri dello SHIELD hanno delle sorprese in serbo per Lydia: di cosa si tratta?
A presto :3
