Capitolo 11

Durante il tragitto per tornare a casa non avevano detto nulla, Haruka si era limitata a sfiorarle il viso con delicatezza per poi baciarla. Il silenzio aveva fatto da padrone in auto e stranamente la cosa le era piaciuta così. Non avevano acceso la radio, non avevano parlato di quello che era successo, si erano limitate a tornare a casa nel completo silenzio.

Quando aveva aperto la portiera e si era seduta al suo fianco non aveva avuto il coraggio di guardarla negli occhi, aveva avuto paura di quello che avrebbe potuto leggerne dentro. Si limitò a sedersi e appoggiare la custodia del violino ai suoi piedi, quando le dita di Haruka le sfiorarono delicatamente la guancia. Sentì il calore di quel semplice gesto riscaldarle il cuore, voltò il viso verso di lei e le dita della bionda si posarono sulle sue labbra, accarezzandole delicatamente.

Chiuse gli occhi quando la bionda sostituì le dita con le labbra, donandole un bacio carico d'more.

Lo stesso bacio che lei le aveva dato prima che andasse via…

Lo stesso che le aveva dato quando le aveva detto Ti amo

Sempre in silenzio scesero dall'auto, Haruka usò le sue chiavi per aprire la porta, tenendola aperta per farla entrare.

Sapeva che avrebbe dovuto dire qualcosa, che doveva capire cosa pensasse l'altra ma non aveva il coraggio di farlo. Non sapeva spiegarsi questo suo timore, non quando avevano già affrontato l'argomento per telefono.

Si voltò verso la bionda decisa a spezzare quel silenzio quando il suo telefono iniziò a squillare. Con un sospiro, prese il telefono dalla tasca per controllare chi fosse.

-Toy- sussurrò, alzando il viso verso la bionda.

-Rispondi io vado a farmi una doccia-

Non ebbe modo di replicare, accettò la chiamata mentre l'altra si allontanava.

-Pronto? -

-Ehi… scusa se ti chiamo solo ora, ma sono andato subito in ufficio appena atterrato-

-Lo avevo immaginato- mentì, in realtà non si era proprio preoccupata di ricevere una sua chiamata -come è andato il viaggio? -

-Bene è stato l'arrivo a essere pesante-

-La situazione è così complicata? - chiese, fingendo interesse mentre si dirigeva in camera sua, fermandosi per un attimo accanto alla porta di Haruka.

-Diciamo che di sicuro sarò molto impegnato-

-Oh- si limitò a dire, non sapendo cos'altro aggiungere. Si liberò delle scarpe e aprì l'anta dell'armadio per depositare il violino sulla mensola in alto.

-Tu cosa mi racconti? -

-Nulla di speciale, sono stata a pranzo con i miei-

-Lo so, mi ha chiamato tuo padre-

-Mio padre? E cosa voleva? -

-Mi ha solo chiesto quando avevo intenzione di tornare. È successo qualcosa? -

-Da quando mio padre ti telefona? -

-Da oggi? Non so perché lo abbia fatto Michiru e sinceramente non mi interessa. Ti ho chiamata perché hai detto che volevi parlarmi-

Si sedette sul letto ricordando la telefonata di quella mattina.

-Non è nulla di importante-

-Sicura? Mi sei sembrata così dispiaciuta. Puoi dirmi qualsiasi cosa-

Lo sapeva benissimo, si era sempre mostrato attento ad ogni suo umore, si era sempre mostrato disponibile e comprensivo.

Non aveva mai avuto problemi a manifestarle i suoi sentimenti e, se fino a poco tempo prima, questo suo lato l'aveva sempre fatta sentire amata, ora la faceva sentire una persona orribile.

-Sicura, sono solo stanca-

-Cosa stai facendo? -

-Sono in camera, stavo per fare una doccia

-Beh allora ti lascio, così puoi riposarti. Ti richiamo domani-

-A domani-

-Buonanotte Michiru-

-Notte-

Restò a fissare lo schermo sentendosi una persona orribile per come lo aveva trattato, per la facilità con cui gli aveva mentito, senza sentirsi minimamente a disagio.

Sospirò, appoggiando il telefono sul letto per poi alzarsi e dirigersi in bagno: aveva bisogno di una doccia per liberarsi da tutti quei pensieri che si stavano impossessando della sua mente.

Aprì l'acqua della doccia, posizionando la manopola sul caldo, si spogliò fissando il proprio corpo riflesso nello specchio. Ripensò a quello che era accaduto con Haruka, alle risposte istantanee che il suo corpo aveva dato al solo sfiorare delle dita di Haruka. Aveva provato sensazioni che non aveva mai provato, aveva sentito parti del suo corpo reagire e desiderare sempre di più.

Lasciò uscire un gemito dalle labbra schiuse, quando l'acqua calda le bagnò la pelle, mentre con la mente cercava di ricordare quelle sensazioni che l'avevano fatta sentire viva.

Ti fai scopare da lei?

Le parole del padre, il suo disgusto, ritornarono prepotenti a invadere i suoi pensieri, portandola di nuovo a pensare a quello che era successo. Si era sentita inutile e impotente di fronte all'atteggiamento del padre.

Avrebbe tanto voluto avere la prontezza di rispondergli, di difendere il sentimento che provava per Haruka, e invece…

Le assicuro che sua figlia non si fa scopare da me

Lei era stata più lucida, più razionale era riuscita a difendere il loro amore.

Chiuse l'acqua chiedendosi come avrebbe dovuto comportarsi: non avevano affrontato l'argomento e la telefonata di Toy era arrivata proprio in un pessimo momento.

Aprì la cabina della doccia afferrò l'accappatoio e lo indossò, mentre continuava a chiedersi cosa avrebbe dovuto fare. La sera prima era avvenuto tutto così velocemente e spontaneamente che non si era preoccupata di chiedersi cosa fare o meno.

Ora però era completamente diverso.

Non sapeva quale fossero i sentimenti di Haruka in quel momento, non sapeva fino a che punto le parole del padre l'avevano ferita.

Si era ritirata in camera sua con la scusa di fare una doccia, la verità era che la telefonata di Toy l'aveva un po' infastidita. Sapeva che era stupido, Michiru gliela aveva detto che lui l'avrebbe chiamata, ma era stato più forte di lei.

Dopo aver fatto la doccia, lasciandosi cullare dall'acqua con la speranza di riuscire a lavar via anche quella tensione che non l'aveva abbandonata per tutto il pomeriggio, si era sdraiata sul suo letto rimuginando sulla situazione in cui si trovavano. Riuscendo solo a procurarsi un fastidiosissimo mal di testa, che non aveva nessuna intenzione di lasciarla riposare.

-Haruka? -

La voce di Michiru le arrivò come un sussurrò.

-Entra- bisbigliò, continuando a tenere il braccio destro appoggiato sugli occhi.

-Stavi dormendo? -

-No- rispose, alzando di poco il braccio per guardarla, stupendosi quando la vide ancora immobile accanto alla porta -cosa aspetti? -

-Non voglio disturbarti-

-Dai vieni qui- disse, allungando un braccio per indurla ad avvicinarsi. Indossava una canotta bianca con dei pantaloncini minuscoli, che portarono la sua mente a ripensare al suo corpo nudo tra le sue mani. Quando le fu vicina le afferrò la nuca e l'attirò a sé, baciandola con desiderio.

-Cos'hai? - mormorò Michiru, staccandosi dalle sue labbra.

-La testa…- rispose, lasciando scivolare la mano dai suoi capelli fino ad accarezzarle il viso -…fa male-

-Vuoi un antidolorifico? -

-Già preso, sto aspettando che funzioni-

-Vuoi che…-

-Ti sdrai qui accanto a me-

La vide sorridere alle sue parole, scivolare lentamente verso il basso e sdraiarsi al suo fianco, appoggiando la testa sul suo petto. Le circondò le spalle con il braccio, mentre Michiru l'abbracciò, stringendosi a lei.

-Hai un buon odore- mormorò la bionda, con il viso affondato nei suoi capelli.

-Ho appena fatto la doccia- rispose, stringendosi ancora di più al suo corpo.

Rimasero in silenzio, godendo della presenza l'una dell'altra, del loro reciproco calore.

-Stavo pensando una cosa- affermò all'improvviso la bionda, accarezzandole i capelli, impigliando le dita tra di essi.

-Se continui a pensare non ti passerà mai il mal di testa-

-Ho notato che non ci sono foto di te e lui-

-A cosa ti riferisci? - le chiese, staccandosi per alzarsi e guardarla negli occhi.

-A casa dei tuoi ci sono un sacco di foto… in camera tua c'è anche una nostra, ma non ho visto nessuna foto di lui-

-Questo perché non ho mai voluto esporle- ammise, distogliendo lo sguardo da quello della bionda.

-Le conservi? -

-Ne ho qualcuna sul telefono… non ne abbiamo fatte tante…solo quando la situazione lo richiedeva-

Percepì il disagio nel suo tono di voce, nel suo tentativo di evitare i suoi occhi e l'ultima cosa che voleva era vederla in difficoltà. Quando aveva accettato di stare con lei, lo aveva fatto con la consapevolezza della presenza di un altro nella vita di Michiru e non voleva in nessun modo farla sentire a disagio.

Appoggiò la mano sulla sua guancia, l'accarezzò delicatamente per poi spingerla verso di sé, unendo di nuovo le labbra alle sue. Fu subito invasa dal calore delle sue labbra che si schiusero per accoglierla, offrendole il completo controllo. Avvertì il corpo di Michiru stendersi sul suo, aderendo completamente

Le gambe nude sfiorare le sue e il seno schiacciarsi al suo.

-Mi stai eccitando- ansimò, afferrandole il labbro inferiore e succhiandolo.

La sentì gemere mentre muoveva impercettibilmente le gambe, sfiorandole la pelle nuda delle sue.

-E il mal di testa? -

Aveva il respiro pesante e le guance arrosate.

-Non c'è mal di testa che tenga a questo- affermò decisa, afferrandole le natiche con entrambe le mani e stringendole, attirandola a sé.

-Devo esserne lusingata? -

-Direi proprio di sì- dichiarò, stampandole un bacio rapido sulle labbra -non è da poco riuscire a sconfiggere un mal di testa- scherzò la bionda, stringendole di nuovo il sedere.

-Posso farti una domanda? -

-Spara-

-Mi sono sempre chiesta cosa ti abbia colpito di me-

-Spiegati meglio-

-Quando ci siamo conosciute eri circondata da tante ragazze, forse non tutte sapevano esattamente cosa volessero da te- bisbigliò, sfiorandole con le dita la pelle appena sopra il seno -ma sono sicurissima che qualcuna si sia concessa più che volentieri-

-Sei gelosa? - chiese, guardandola maliziosa.

-Non è questo il punto, Haruka. Mi sono solo chiesta cosa ti abbia spinta ad accettare la mia amicizia, anche quando questa rappresentava un ostacolo per te-

Tolse le mani dal sedere, riflettendo sulle sue parole. Non si era mai fermata a pensarla da questo punto di vista. Si era ritrovata a sentirsi attratta, non solo fisicamente, da quella ragazza, e si era limitata a lasciarsi andare, infischiandosene dell'impressione che avrebbero potuto dare.

-I tuoi occhi- affermò con decisione, ricordando l'effetto che le facevano quegli occhi ogni volta che la fissavano.

-I miei occhi? -

-Non nego di aver puntato prima questo- dichiarò, tornando a stringerle il sedere -però poi quando ti guardavo negli occhi…- lasciò andare la presa sul suo sedere per portare le dita sul suo viso -hai un modo di guardarmi che ha sempre avuto la capacità di rendermi vulnerabile e questa cosa mi piace-

Ora poteva affermarlo con sincerità: sentirsi vulnerabile davanti ai sui splendidi occhi azzurri le piaceva.

-Con quante ragazze sei stata, Haruka? -

-Cosa? -

-Dai dimmelo-

-Non credo proprio-

-Non vuoi dirmelo? -

-Ti dico solo che non sono così tante come tu credi-

-Non vuoi dirmelo- affermò, staccandosi dal suo corpo per sdraiarsi al suo fianco.

-Non farne una tragedia, non è importante Michiru-

-A che età hai perso la verginità? -

-Ma che hai? -

-Rispondimi almeno a questa! - insistette, mettendosi seduta.

-Beh tecnicamente non l'ho ancora persa-

-Vuoi farmi credere che prima di ieri non hai mai fatto sesso? -

-Sei più intelligente di così- rispose la bionda, portando entrambe le mani dietro la testa. Rimase a guardare lo sguardo confuso dell'altra riconoscendo l'attimo esatto in cui riuscì a capire il vero significato delle sue parole dai suoi occhi che si spalancarono leggermente.

-Non sei mai stata con un…uomo…-

-L'ho sempre saputo che sei intelligente- replicò, guardandola mentre l'altra sembrava improvvisamente a disagio. Rimase in silenzio continuando a fissarla, non sapendo bene come affrontare la cosa. Era la prima volta che parlavano di sesso e, se si fermava a pensare che meno di ventiquattro ore prima lo stavano facendo, era un po' buffo.

-Dai vieni qua- l'afferrò per il braccio e l'attirò a sé, facendola sdraiare sul suo corpo, proprio come poco prima.

-Oddio scusami Haruka, non volevo essere così indelicata-

-Non è successo niente- cercò di tranquillizzarla, anche se l'imbarazzo che si era creato non le piaceva -cerchiamo solo di non renderlo più complicato di quello che sembra- sussurrò, avvicinando le labbra a quelle di Michiru. Ogni volta che le sfiorava il suo cuore aveva sempre la stessa reazione e la cosa le piaceva un sacco.

Le sfiorò il labbro inferiore con la lingua, sospirando di piacere quando Michiru schiuse subito le labbra per permetterle di approfondire il bacio. L'altra notte avevano entrambe ceduto alla passione, senza darsi la possibilità di godersi appieno questi momenti di complicità e di intimità e ora aveva tutta l'intenzione di rimediare. Le afferrò il viso con entrambe le mani, continuando a baciarla con passione, allargando le gambe per permetterle di posizionarsi tra di esse.

-Posso aiutarti Haruka- ansimò Michiru, staccandosi dalle sue labbra -possiamo…-

-Ecco era a questo che mi riferivo- protestò la bionda, lasciando il suo viso.

-Ho pensato solo che…-

-Lascia perdere Michiru, okay? -

-Non vuoi nemmeno sentire cosa volevo proporti? -

-Cosa? Un gigolò? Vuoi pagarmi un uomo? -

-Non proprio…non credo di riuscire ad accettarlo, ma possiamo sempre comprare uno di quegli affari…- la vide improvvisamente arrossire e abbassare lo sguardo -…sai un…-

-Vuoi comprarmi un cazzo di plastica? -

-Oddio non essere così volgare-

-Io sarei volgare? - protestò, trattenendo a stento una risata davanti al viso paonazzo dell'altra -tu mi proponi un…coso di plastica e io sarei volgare? -

-Volevo solo…-

-E dimmi lo compreresti tu? -

-Possiamo sempre ordinarlo online-

-E lo useresti tu? -

-Ovvio-

Le sfiorò delicatamente il viso, sorridendo allo sguardo convinto dell'altra -sei arrossita- mormorò, fermandosi con le dita sulle sue labbra -non mi è mai venuta voglia di provare quei cosi, né di carne né di plastica, ma devo ammettere che l'idea che sia tu a farlo mi intriga molto. Mi chiedo solo se sei abbastanza esperta da saper come fare-

Si pentì delle ultime parole subito dopo averle dette.

-Una sola volta, Haruka- mormorò, staccandosi di nuovo da lei -è successo solo una volta-

-Michiru non volevo…stavo solo scherzando-

-Non era mia intenzione, non l'ho mai desiderato però quella sera…-

-Davvero Michiru non devi dirmi niente…-

Non voleva sentire nessuna spiegazione, non era in grado di sopportarlo. Per molto tempo il tarlo di saperla con lui, l'aveva distrutta e ora che le cose si erano in qualche modo aggiustate, non aveva nessuna voglia di tornare a tormentarsi con quei pensieri.

-Ti avevo cercato per tutto il giorno…mia madre era in ospedale…non è una giustificazione-

-Forse è meglio dormire- dichiarò, voltandosi, dandole le spalle.

Forse stava esagerando, forse doveva semplicemente spiegarle come stavano realmente le cose. Forse avrebbe dovuto semplicemente dirle che aveva sempre saputo che alla fine avrebbe ceduto, che aveva già capito dal non voler rispondere alla sua domanda, ma che nonostante lo sapesse, non era pronta a sentirla parlare della sua prima volta con lui.

Spense la luce, allungando il braccio verso l'interruttore e restò in silenzio, cercando di percepire qualsiasi movimento dell'altra.

Sembrava tutto così complicato, eppure c'erano momenti, quando riuscivano a lasciare tutto fuori, dove sembrava tutto perfetto. Stava succedendo tutto così velocemente che a volte le sembrava di essere in balia delle molteplici sensazioni e di non essere in grado di controllarle.

-Cosa ci sta succedendo, Haruka? -

La sentì sussurrare con voce angosciante che le fece male al cuore.

-Mi sembra di sbagliare sempre tutto- continuò l'altra, muovendosi senza mai sfiorarla -soprattutto con te-

Senza dire nulla, si voltò trovandola girata si spalle, si avvicinò a lei, le circondò la vita con il braccio e si appiccicò al suo corpo, affondandole il viso nel collo.

-Sei arrabbiata? - le chiese, appoggiando le mani sulle sue.

-No, non sono arrabbiata- rispose, lasciandole baci sul collo -semplicemente non sono pronta a sentirti parlare di te con lui- ammise, stringendosi a lei, piegando le ginocchia, incastrando le gambe tra quelle dell'altra -è un po' come se io adesso ti raccontassi come è stato la mia prima volta, perché ho deciso di farlo. Credi che riusciresti ad ascoltarmi? -

Dal suo silenzio intuì che aveva capito, che anche per lei era difficile immaginarla insieme ad un'altra persona. Si strinse forte a lei, affondando il viso tra i suoi capelli, lasciandosi cullare dal loro profumo e dal calore del suo corpo.

Era la seconda volta che accadeva e la cosa non le piaceva molto: svegliarsi in un letto vuoto, dopo aver trascorso la notte avvinghiata al suo corpo, non era molto piacevole.

Se poi ripensava a quei sogni che l'avevano svegliata con un desiderio pazzesco, era ancora peggio. Dopo la proposta di Michiru, il suo inconscio aveva iniziato a dar sfogo all'immaginazione, costringendola a svegliarsi in un bagno di sudore e con un desiderio da sfogare. Era stata tentata a svegliarla, solo per fare l'amore con lei e appagare così il suo istinto, però lei stava dormendo così bene, sembrava finalmente rilassata e non aveva avuto il coraggio di farlo. Non dopo la pessima giornata che avevano trascorso.

Si era così imposta di tornare a dormire, perché ora che l'aveva avuta, cercare di rimediare da sola non sarebbe stata la stessa cosa.

Aveva cercato di allontanare le immagini del sogno dalla sua mente, pensando ad altro, mentre inconsciamente non vedeva l'ora di svegliarsi al suo fianco e di realizzare, almeno in parte, il suo sogno.

-E invece…- mormorò, allungando il braccio verso il lato di Michiru -…sei di nuovo andata via-

Sospirò di frustrazione, rassegnata ormai a veder sfumare tutti i suoi progetti.

Richiuse gli occhi e subito il ricordo del sogno la invase, risvegliando in lei quel fuoco che, con difficoltà, aveva domato quella notte. Strinse le dita intorno al lenzuolo mentre il bisogno di toccarsi per darsi sollievo diventava impellente.

Cercò di riportare alla mente la sensazione del suo corpo caldo tra le sue gambe…

La pelle sbattere contro la sua ad ogni spinta…

I suoi ansiti…

I loro corpi muoversi seguendo lo stesso ritmo…

Si alzò di scatto con l'unico scopo di trovarla e farla sua. Uscì dalla camera, restando per un attimo in allerta per captare qualsiasi rumore che le indicasse dove si trovasse.

Si diresse in cucina quando sentì il rumore dell'acqua scorrere: la trovò di spalle, accanto al lavabo, intenta a fissare al di là della finestra.

Aveva i capelli raccolti in uno chignon disordinato, che le lasciava il collo completamente scoperto; si era sbarazzata dei pantaloncini e della canotta che aveva indossato per dormire e aveva messo un vestitino troppo corto e troppo scollato. Senza fare il minimo rumore si avvicinò a lei, fermandosi a pochi centimetri dal suo corpo.

-Ti sei svegliata- la sentì mormorare mentre continuava a fissare al di là della finestra.

-E tu non eri al mio fianco-

Non era stata sua intenzione sembrare così patetica, ma la sua voce l'aveva tradita.

-Avevo bisogno di usare il bagno-

-Avresti potuto usare il mio- sussurrò, appoggiando le mani sui fianchi -e poi tornare al mio fianco- continuò, facendo aderire i loro corpi.

-Non volevo invadere i tuoi spazi- la sentì risponderle, mentre cercava di voltarsi.

-Non avresti invaso proprio nulla-

-Stavi dormendo, Haruka non volevo svegliarti solo per chiederti di usare il bagno-

-Non devi chiedermi il permesso, Michiru- affermò, stringendola e lasciandole un bacio sulla spalla scoperta -siamo una cosa sola, adesso. Quello che è mio è anche tuo-

Non le sfuggì la reazione istantanea del corpo di Michiru alle sue parole.

-Ho solo creduto che… non volevo invadere i tuoi spazi…tutti hanno bisogno…-

-Quando avrò bisogno di spazio farò in modo che tu lo capisca- la interruppe, lasciandole un altro bacio sulla spalla nuda. Si sentiva incapace di staccarsi da quella pelle candida -non mi piace svegliarmi da sola- ammise, risalendo con le labbra lungo il suo collo -e questa è già la seconda volta che lo fai-

Per la seconda volta in meno di cinque minuti la sua voce l'aveva tradita, facendola sembrare una patetica adolescente.

-Dormivi così bene-

-Lo sai perché stavo dormendo? - bisbigliò, lasciando scivolare le mani per avvolgerle la vite -perché la tua proposta di ieri sera mi ha fatto passare una nottata in bianco, mentre tu dormivi beatamente- continuò, senza aspettare una risposta dall'altra.

-A cosa ti riferisci- ansimò, quando le dita della bionda iniziarono a risalire.

-Non ho fatto altro che sognarti tra le mie gambe- ansò, spingendo il bacino in avanti, incastrandola al lavabo, mentre le mani si posarono sul seno -mi sono svegliata con una voglia matta di sentirti- sussurrò, accarezzandola, rendendosi conto che non indossava il reggiseno -tu però dormivi e io non ho potuto fare altro che osservarti-

-Haruka? - voltò il viso e subito la bionda s'impossessò delle sue labbra, impedendole di dire qualsiasi cosa avesse intenzione di dire. Non esitò ad intrufolare la lingua tra le labbra schiuse dell'altra, approfondendo il bacio: tutti quei sogni l'avevano portata al punto di non ritorno.

Le appoggiò una mano sulla spalla, facendola voltare senza però staccarsi, continuando a restare appiccicata al suo corpo.

-Cosa hai sognato? - ansimò, quando le labbra della bionda si staccarono dalle sue.

Non rispose a quella domanda, non era sicura di riuscire a parlare senza ansimare come un cane, le afferrò le spalline dell'abito tirandole verso il basso, fino a sfilargliele completamente e lasciarla con il seno scoperto. L'afferrò con decisione con entrambe le mani, stringendolo per poi abbassare il viso su quello destro e afferrarlo con le labbra. La sentì inarcarsi sotto le sue labbra mentre il respiro le diventava pesante.

Le passò la lingua sulla pelle bollente del seno, mentre stuzzicava l'altro con il pollice e l'indice. Le piaceva sentirla respirare in quel modo…

Le piaceva la reazione del suo corpo che si tendeva in cerca di lei…

Avvolse il capezzolo tra le labbra, succhiandolo prima lentamente e poi con avidità, riempendosi d'orgoglio quando la sentì inspirare con difficoltà.

La sensazione di quelle labbra che la succhiavano con passione…

La lingua che lambiva con parsimonia quel piccolo lembo di pelle…

Avvertì il sangue scorrere velocemente nel suo corpo, concentrandosi nel bisogno che aveva di lei, di sentirla di nuovo dentro di sé.

Chiuse gli occhi affondando le mani tra i suoi capelli, spingendole la testa verso la sua pelle, mentre s'inarcava inseguendo le sue labbra.

Si appoggiò con il sedere al mobile dietro di lei, allargando le gambe nel vano tentativo di sentirla di più.

Era tutto così intenso e nuovo e ogni volta le sembrava di provare sensazioni sempre più forti.

-Ti piace proprio afferrarmi per i capelli- scherzò la bionda, alzando il viso e rimanendo affascinata dagli occhi carichi di desiderio dell'altra. Senza pensarci un istante in più, afferrò l'orlo del vestito, alzandolo giusto quanto le serviva per arrivare agli slip dell'altra.

La vide afferrare il labbro inferiore tra i denti e stringerlo quando spostò di lato il tessuto per toccarla.

La trovò completamente pronta per lei.

-Non mi deludi mai- ansimò, penetrandola con un dito -sempre pronta per accogliermi-

Fu accolta dal calore bagnato dell'altra che ebbe il potere di mandarla in confusione.

Con la mano libera le afferrò la gamba, spingendosi in lei, continuando a fissarla negli occhi.

Non era più padrona dei suoi gesti, era tutto troppo da tenere a bada.

Iniziò a spingersi forte in lei, accompagnandosi con un secondo dito, mentre Michiru chiuse gli occhi, inarcò la schiena e schiuse le labbra.

Quei gemiti di puro piacere, che uscirono dalle sue labbra, annullarono qualsiasi altro rumore potesse esserci intorno a loro.

Le afferrò il labbro inferiore tra i denti, continuando a spingersi in lei.

-Oddio…Ha…ruka…-

La vide tenersi salda con le dita al ripiano dietro, mentre il suo seno si alzava velocemente sotto le sue spinte.

Non smise per un attimo di fissarla, nemmeno quando iniziò a muoversi, rincorrendo ogni sua spinta.

Nemmeno quando si aggrappò alle sue spalle, mentre cavalcava l'onda di quel desiderio che stava arrivando al suo culmine. La vide abbandonare ogni controllo, muovendo il bacino freneticamente, fino a quando il piacere esplose nel suo corpo, facendola gemere e tremare.

Sentiva le gambe tremare mentre il piacere esplodeva, spandendosi in tutto il corpo. Respirò a bocca aperta mentre la bionda appoggiò la testa sulla sua spalla, lasciandole andare la gamba, permettendole di mettere il piede a terra. Il cuore le batteva freneticamente nel petto, mentre il corpo continuava a tremare e a bruciare, ancora scosso dalla potenza del piacere.

Non sapeva come aveva fatto tutto questo tempo a farne a meno, sapeva solo che ora che lo aveva assaggiato, non ne era mai sazia. Appoggiò la mano destra sul fianco della bionda, ancora con dita tremanti.

Avvertì le dita della bionda afferrarle la mano sinistra per avvicinarla al suo inguine, per poi introdurla con decisione nei pantaloncini e negli slip.

-Oh! Sì- la sentì gemere quando la toccò intimamente -vuoi prendere parte attiva o preferisci che provveda da sola? - le mormorò, con le labbra attaccate alla pelle nuda della spalla.

Il tono della sua voce la riscaldò subito, procurandole un brivido lungo la schiena. Senza rispondere, iniziò ad accarezzarla, stupendosi del calore che emanava.

Stupendosi nel constatare che era per lei che il suo corpo bruciava.

-Non esitare…- ansimò, muovendo il bacino con movimenti circolari -ho trascorso tutta la notte…-

Mosse lentamente le dita lungo tutta la sua intimità, sentendola sospirare pesantemente.

-Ti ho sognata…-

Mosse le dita con movimenti circolari, facilitata anche dai movimenti del bacino della bionda.

-Eri tra le mie gambe… e spingevi…spingevi-

Intensificò le carezze, senza però penetrarla.

-Michiru? - la sentì ansimare, staccando le labbra dalla sua spalla per poi appoggiarle sul suo orecchio -fallo…entra…ora-

E lo fece…

La penetrò, spingendosi in lei, aiutandola a raggiungere il culmine proprio come aveva fatto lei poco prima. Avvertì il corpo di Haruka aggrapparsi alle sue dita, mentre si avvinghiava a quel piacere che prepotente esplose in lei, facendola irrigidire e tremare, gemendo senza vergogna.

Restarono appiccicate fino a quando il respiro non si regolarizzò.

-Impari in fretta- bisbigliò la bionda staccandosi da lei, sorridendo quando la vide arrossire.

-Devo rifare la doccia- affermò, staccandosi dal ripiano dietro di sé, sentendo i muscoli indolenziti

-La facciamo insieme? - chiese, afferrando le bretelline del vestito, aiutandola a coprirsi

-Ma sei insaziabile-

Per tutta risposa la bionda le afferrò il viso con entrambe le mani e la baciò: un bacio lento e profondo.

Un bacio che riaccese in lei la fiamma del desiderio

Perché la verità era un'altra…

Non ne aveva mai abbastanza…

Non di quella donna che ora la stava afferrando e trascinando in bagno, per dare inizio allo stesso gioco che avevano appena finito.