Un colpo al cuore

Capitolo 12

Il tenente Flynn e il capitano Raydor rientrarono verso casa dei genitori di Sharon. Quando arrivarono, lui scese dalla macchina e andò verso la strada senza dire una parola. Lei scosse la testa. Flanagan seguì Andy, questa volta da lontano. Lei rientrò in casa insieme all'agente Jordan.

Dopo un'oretta Andy rientrò in casa, seguito dall'agente Flanagan. Andy si sedette in veranda.

"Potresti lasciarmi da solo per un po' Jonny e darmi un po' di respiro?" Chiese Andy infastidito.

"Certo tenente." Disse Flanagan rientrando in casa. Quando Sharon lo vide rientrare disse: "Vado in veranda a parlare un po' con Andy." Disse lei uscendo.

"Certo capitano." Disse l'agente Jordan.

Sharon si sedette accanto ad Andy e rimasero in silenzio per un po'.

"Vuoi parlare con me?" Disse lei.

"No."

"Andy, così non sei di aiuto."

"Sto parlando con il capitano oppure con la mia fidanzata?"

"Andy!"

"E' già successo, Sharon! Parlo con te e il capitano mi tratta come se fossi un criminale! Cosa ho fatto di male?! Ti ho solo voluto proteggere e salvare! Eppure non ti va bene! Cosa vuoi che faccia?!" Urlò lui.

"Andy calmati."

"Pensi che mi sia piaciuto vederti con gli incubi per settimane, non riuscire a tranquillizzarti, non essere in grado di farti sentire al sicuro con me? Vederti spaventata mentre facevi le flebo per eliminare quella tossina che ti ha drogata? Pensi che sia stato facile per me?" Silenzio. "Ho dovuto dare la mia parola a quel bastardo, ero senza via d'uscita! Voglio solo vederti serena e al sicuro, sto forse chiedendo troppo?" Urlò lui alzandosi e allontanandosi da lei.

"No, Andy non stai chiedendo troppo, però lui potrebbe ..."

"Ok! Gli ho dato la mia parola! Cosa avrei dovuto fare?! Dimmelo tu!"

"Non lo so cosa avresti potuto fare … "

"Non avevo altra scelta, Sharon." Mormorò lui.

"Quel bastardo ha sfruttato la situazione Andy per metterti nella condizione che non lo avresti più cercato. Questo potrebbe in futuro ritorcersi contro di te."

"Non mi importa, volevo solo che tu fossi salva."

"Andy non ti sto giudicando per come hai agito, dico solo che …"

"Mi stai giudicando invece! Bè non sono un santo, ma questo lo sapevi, cosa ti aspetti da uno come me?! Sono un alcolizzato, ho rovinato la mia famiglia, sono un pessimo amico …" Lei gli andò incontrò e l'abbracciò.

"Sssttt… basta Andy, basta."

"Perché stai con me, ti meriti di meglio Sharon ..." Mormorò lui.

"Perché ti amo Andy e voglio solo te." Silenzio.

"Da quando c'è successo questa cosa, non facciamo altro che discutere e litigare. Speravo che qui, dai tuoi genitori, potessimo tirare il fiato. Invece continuiamo a litigare."

"Abbiamo bisogno entrambi di tirare fuori quello che abbiamo dentro, tutte quelle emozioni che ci stanno consumando, tutto quello che pensiamo, tutto quello che ci ha colpito e ci ha fatto male." Silenzio.

Dopo qualche minuto arrivò Marion era preoccupata per la loro ennesima discussione, i toni si erano alzati parecchio e si sentiva la tensione che c'era tra loro.

Con la scusa di chiedere aiuto per preparare per la cena, Marion si intromise per calmare un po' gli animi. Andy si propose volentieri per aiutarla, aveva bisogno di staccare un po' e pensare ad altro. Lasciarono Sharon in veranda e andarono in cucina, quando Philip li vide entrare uscì in veranda da Sharon. Accese la sua pipa e si sedette vicino a lei. Mise la sua mano su quella di Sharon, voleva solo che sapesse che la sua famiglia era lì con loro.

Marion e Andy prepararono la cena e la serata passò tranquillamente, Andy non aveva detto molte parole a cena. Philip e Marion sentivano che Sharon e Andy avevano ancora bisogno di confrontarsi, li lasciarono soli in soggiorno e con i ragazzi della scorta uscirono in veranda.

"Posso chiederti cosa ti ha chiesto il sergente Eliot?" Chiese lei.

"Lo sai."

"Andy ho letto il tuo rapporto. Era pieno di non ricordo, non so. Sapevi che prima o poi sarebbero tornati alla carica, il sergente Eliot non è uno stupido."

"Certo lo hai addestrato bene, il tuo caro sergente Eliot!"

"Andy!"

"Non gli ho raccontato di aver dato la mia parola a quel bastardo in cambio della tua incolumità. E non intendo dirlo ad altri che a te."

"Quindi cosa gli hai detto?" Chiese lei.

"Quindi niente. Non ho aggiunto nulla di più di quello che avevo già dichiarato."

"Eliot come l'ha presa?"

"Non mi interessa come l'ha presa, ok?" Silenzio.

"Di cosa hai paura?" Chiese lei. Silenzio.

"Ho solo paura di essere ancora vivo. Ho paura di perderti e di non riuscire a proteggerti. Ho paura di quello che ci sta succedendo. Io ti amo Sharon e sarei morto ancora e ancora, pur di saperti viva. Eppure siamo ancora qui a discutere di quel bastardo, di Eliot e di tutta questa maledetta storia!" Silenzio. "Tu, di cosa hai paura?"

"Per colpa mia ti hanno picchiato davanti ai miei occhi e abbiamo rischiato di morire tutti e due. Ero convinta di averti perduto, Andy e non voglio più provare una sensazione simile. Ho ancora paura e non voglio farti del male."

"Tu hai paura di amarmi e non vuoi più toccarmi."

"Sei ancora ferito Andy."

"Le mie costole guariranno e anche la spalla. Il mio cuore, se tu lo spezzi, non guarirà mai più." Disse lui.

"Andy io ti amo, non voglio farti del male."

"Tu non mi farai mai del male. Tu mi fai solo bene."

Poi videro Marion e Philip rientrare in casa velocemente e andare da loro in soggiorno. Philip cominciò a chiudere tutte le finestre.

"Tutto bene mamma?"

"I ragazzi della scorta ci hanno detto di rientrare e di aspettarli dentro e di chiudere tutte le finestre."

"Cosa sta succedendo?" Chiese lei allarmata.

"Vado a vedere." Disse lui.

"Tu non ti muovi!" Disse lei risoluta.

"Pensi che dovrei rimanere qui ad aspettare?" Chiese lui.

"Esatto! Ci sono loro apposta per la nostra sicurezza."

"Non sono d'accordo, posso essere d'aiuto e poi non sappiamo neanche cosa sia successo!"

"Tenente lei non si muove e questo è un ordine!" Disse lei risoluta. Lui scosse la testa e si allontanò da lei.

In quel momento entrò l'agente Jordan: "Capitano c'è una macchina che ci ha insospettito, l'abbiamo vista girare varie volte qui intorno. E' la stessa che gira da due giorni, pensavamo fosse un vicino, ma ora crediamo che sia qualcosa di più. Per favore rimanete qui, tutti insieme."

"Con una pistola in più forse potremmo difenderci meglio." Disse Flynn.

"Perché hai un'altra pistola?" Chiese lei sorpresa.

"Certo, sono un poliziotto. E' nella mia borsa, sotto il cambio asciugamani."

"Vado a prenderla io." Disse il capitano.

"Ma Sharon … "

"Tu non ti muovi, rimani qui con loro, è un ordine tenente!" Disse lei e salì su in camera per prendere la pistola.

"Flanagan sta facendo un giro di controllo qui fuori, intanto avviso il tenente Provenza." Disse Jordan prendendo un'altra pistola dalle sue cose. "Comunque sono d'accordo con lei, una pistola in più fa sempre comodo, le do anche questa, l'ho portato in caso …. Ha capito."

"Grazie agente Jordan, finalmente qualcuno che mi ascolta." Disse Flynn e prese la pistola e la controllò. Intanto Sharon era scesa con la pistola di Flynn. "L'agente Jordan è stato previdente quanto me." Disse Andy mostrando a Sharon la pistola che gli aveva dato Jordan.

Lei scosse la testa e ammiccò un sorriso. Rientrò anche l'agente Flanagan: "Fuori sembra tutto tranquillo, però preferirei che nessuno uscisse per stasera."

"Ho avvisato il tenente Provenza, manderà un paio di auto senza insegne a fare qualche giro qui intorno." Disse Jordan dopo aver chiuso la chiamata con Provenza.

"Come ci organizziamo?" Chiese Flynn.

"Facciamo in questo modo: stiamo tutti insieme, Jordan con i suoi genitori e io con voi due. Jordan fai un controllo delle camere."

"Ok." Rispose Jordan e andò a controllare che le camere fossero a posto.

"Bene e noi cosa facciamo?"

"Tu non fai nulla, sei ferito e in convalescenza." Disse Sharon.

"Per fortuna mi hanno dato una pistola, qualcuno crede ancora che io sia in grado di usarla…"

"Tenente!"

"Capitano!"

"Calma, signori. Calma. E' solo una precauzione. Il tenente Provenza ha detto che manderà delle auto per controllare la zona e poi valuteremo se rinforzare la vostra scorta."

"Come rinforzare la scorta? Non siamo già abbastanza?" Protestò Flynn.

"Andy smettila!"

"Non finirà mai questa storia …" Disse lui sconsolato e si sedette sul divano.

Intanto Jordan aveva fatto il giro di tutte le stanze ed era tutto quanto a posto. Marion e Philip prepararono del thè caldo per tutti sperando che non capitasse nulla di pericoloso. Riordinarono e si ritirarono nella loro camera, lasciando il soggiorno a loro. La televisione era accesa, ma nessuno la stava guardando.

"Andiamo a riposare, Andy."

"Ok."

"Uno di noi rimarrà qui di turno sveglio, in qualsiasi caso."

"Va bene, grazie." Disse lei.

Il capitano e Andy si ritirarono nella loro camera, non era stata una gran serata, erano tutti nervosi e preoccupati, speravano solo che il giorno dopo tutto potesse andare meglio.

Andy era a letto già da un paio di ore, ma non riusciva a prendere sonno. Era agitato e continuava a pensare a tutto quello che era loro successo e alle discussioni con Sharon. Si alzò e scese in soggiorno. Trovò Flanagan di turno, era sveglio, seduto sul divano.

"Posso farti compagnia Mark?" Chiese lui.

"Ma allora sa il mio nome?"

"Certo che lo so, me lo hai detto la prima volta che ci siamo incontrati. Eravamo in ospedale, ricordi?" Disse Andy tranquillamente.

"Sì mi ricordo, ma lei non mi ha mai chiamato per nome?"

"Beh adesso puoi chiamarmi Andy e io ti chiamo Mark, così siamo a posto."

"Va bene Andy. Però non speri che non le stia più addosso tenente, io ho i miei ordini."

"Certo Mark, so come funziona. Senti, lo vuoi un thè caldo?"

"Sarebbe magnifico." Rispose Mark.

Andy andò in cucina seguito da Mark e preparò il thè per entrambi.

"Senti Mark mi voglio scusare per come mi sono comportato. Tu non c'entri nulla e hai i tuoi ordini. Sono solo un po' nervoso ad avervi in giro, tutto qui. Sono sempre stato abituato a difendermi da solo e tutta questa situazione è nuova per me."

"Non ci sono problemi tenente … ehm Andy. E' tutto ok. Anch'io sono stato ferito in guerra e ho perso dei compagni. Sono rimasto due mesi in ospedale, la capisco benissimo."

"Due mesi in ospedale?"

"Mi sono preso due colpi alla gamba e uno alla spalla. La capisco e so anche quanto faccia male la riabilitazione."

"Mi dispiace. Hai perso dei compagni?" Chiese Andy, intanto l'acqua si era scaldata e l'aveva messa nella teiera con il thè. Prese due tazze e lo zucchero.

"In guerra è così. Non siamo tornati tutti vivi. Io sono stato fortunato."

Sentirono dei passi, si girarono e videro Sharon entrare in cucina verso loro.

"Sei qui? Ti stavo cercando." Disse lei.

"Non riuscivo a dormire e non volevo svegliarti, così sono venuto a scambiare due parole con Mark."

"Stiamo migliorando Andy …. Adesso lo chiami per nome." Disse lei sorridendo.

"Sì, lo chiamo per nome, però mi sta sempre in mezzo alle balle, …. La mia scorta!" Disse ammiccando a Mark.

"E' un piacere Andy, è un vero piacere!" Rispose sorridendo Mark.

"Gradisci del thè Sharon?" Chiese Andy.

"Perché no? Tanto non ho molto sonno nemmeno io." Andy versò del thè in un'altra tazza e la porse a Sharon.

Continuarono a chiacchierare tranquillamente per il resto della notte. Poi Jordan scese per dare il cambio a Flanagan. Andy e Sharon rimasero ancora un po' a parlare serenamente e poi decisero che era meglio andare a riposare un poco. Quando rientrarono in camera erano più rilassati e riuscirono prendere sonno quasi subito.

Continua …