Ser Davos trovò Catelyn Tully già sveglia. Durante la notte dei facinorosi sgrammaticati avevano scatenato la loro fantasia imbrattando i muri della città.

Gli anti-Stark avevano disegnato la testa d'un lupo –piú o meno bavosa a seconda dell'autore- che si mangiava il Continente occidentale, oppure scritto qua e là "io concimo gli antichi dèi"; molto originale la caricatura di un pescatore colla testa di lupo (Robb) che portava un paniere pieno di pesci (i Tully) con dei gatti (i Lannister) che lo seguivano affamati.

Gli anti-Renly, invece, avevano dipinto un cavaliere con dei fiori che lo metteva in quel posto ad un uomo coronato col commento "la Verra reggina de rRenli" oppure una parodia fallica del trono di spade accompagnato dalla spiegazione "Jl thruono de i cassi" od ancora –e questo era il piú originale- la giostra fra un cavaliere su di un deretano gigante dotato di gambette che correva contro un altro cavaliere su di una verga gigante, anch'essa dotata di buffe gambe in movimento, col commento "Tuorneo dAltoggiardino".

Il tema della sodomia e dei peni era stato abbondantemente usato anche per i dornesi, a partire da oscene variazioni sulla lancia di Oberyn Martell.

Gli anti-Baelish avevano disegnato striminziti membri virili sopra i quali era appollaiato un falco oppure un tordo beffeggiatore, accompagnato dal commento "Il uccelo della Wallle" (di solito il numero di 'l' era crescente). Numerose illustrazioni di uomini nudi o coi calzoni calati spiegavano l'origine del nome 'Ditocorto'.

Gli anti-Stannis si erano limitati all'ubiquitaria scritta "stanni addora ai diabboli". Era comparso anche qualche graffito contro gli uomini delle Isole di ferro, che venivano raffigurati come pescati e fritti; Balon Greyjoy appariva con un polipo in testa a mo' di corona.

Ma la parte del leone (era proprio il caso di dirlo) nella satira spettava agli anti-Lannister, che s'eran sbizzarriti con una mano che prendeva un membro col commento "Madona Cersi impugnetta la spadda di sor Giami" oppure due leoni che si accoppiavano con variazioni sul tema quali "Sarevaste tuti invitatti al matrimognio de mircella e Tommenn" o "Ciersey dacciela pure a noi" od ancora "Tivvyn vieni qua/tua filia cie la debe dà". Una banda di buontemponi aveva perfino vestito di rosso dei gatti in calore che erano andati ad accoppiarsi proprio sotto le finestre della Fortezza rossa. Piú banali le ingiurie e le contumelie su questo o quel Signore legato ai Lannister in combinazione ad epiteti che tradivano l'origine geografica (e l'illetterazione) dello scrivente, come "besugo", "picio", "bolgirune", "kanaja", "busone", "boiassa", "bisqero", "froxio", "malu'omo", "kuakchuaracquà" e "fetusso". Alcuni guitti avevano improvvisato una farsa nella quale Tyrion, Joffrey, Tywin ed i due Clegane comparivano come 'il mezzo porco, il porcellino, il porco, il porcone ed il segugio che li annusa' e nel finale venivano tutti impiccati con una corda piú o meno lunga a secondo delle loro altezze, di modo che i loro piedi arrivassero tutti allo stesso livello.

Sembra addirittura che delle guardie che avevano fatto irruzione in un bordello all'inseguimento d'un ladro, avessero assistito ad una (diciamo così) rievocazione del concepimento di Goffredo Baratheon con tanto di assise lionata per l'impersonatore di Jamie. I due 'partecipanti' erano stati arrestati.

"Domani li rimando a casa dopo qualche nerbata." Concluse madonna Catelyn.

"Sembra che la fantasia non manchi ai nemici dei Lannister." Commentò Davos Seaworth.

"Si vede che han lasciato il segno, qui ad Approdo del re."

Catelyn si mise a ridere. Era la prima volta che ser Davos vedeva l'arcigna signora del Nord farlo ed era sicuro, doveva esser stata la prima da quando lord Eddard era stato decapitato. Anzi, forse da quando suo figlio era caduto da una torre.