Regina la squadrò.
"Dimmi." la incitò a continuare.
"Non scegliere." le disse il drago. Emma spalancò occhi e bocca, intuendo cosa volesse dire.
"Ma sei impazzita?!" le urlò contro.
"Che diavolo significa? Credevo conoscessi un incantesimo o qualcosa che potesse aiutarmi!"
Mal rise, sia per la reazione di Emma che per le parole di Regina.
"Regina, sai bene che non esiste incantesimo contro l'amore, soprattutto quello Vero. Ed Emma ha capito benissimo a cosa mi riferisco. Vuoi spiegarglielo, Salvatrice?" le sorrise ammiccando. Emma diventò rossa come un peperone.
"L'idea è tua, spiegaglielo tu!" sbraitò.
Regina sgranò gli occhi capendo improvvisamente a cosa si riferissero.
"Ma sei impazzita? Che diavolo ti sei fumata mentre eri fuori?"
Malefica rise di gusto.
"Ve l'avevo detto che era una pessima idea..."
"Io non ci vengo a letto con te!" continuò ad abbaiare Emma.
"Non è mica obbligatorio..." le rispose l'altra con una scrollata di spalle.
"Quindi fammi capire tu mi stai suggerendo di stare con te e con lei." indicò Emma. "Di andare... avere rapporti con entrambe?"
Mal sospirò.
"Non è che mi piaccia l'idea, ma non vedo altra soluzione. Col tempo, potrei abituarmici. In fondo, anche se stessi solo con me, continueresti a pensare a lei. Almeno così saresti felice."
Regina la guardò come se fosse impazzita.
"Ma tu non lo saresti e neanche lei! Quindi no, non lo farò. Non porterò altro dolore nelle vostre vite."
"Io lo sarei." le rispose il drago guardandola negli occhi. "Mi basta averti accanto." mormorò poi.
Gli occhi di Regina si inumidirono.
"Cosa ho fatto per meritarti?" chiese aggrappandosi a lei. Mal la strinse a sé.
"Oh, ti è bastato entrare nel mio castello a chiedermi lezioni di magia." mora sorrise tra le tue braccia.
"Sarei dovuta rimanere con te nel tuo castello."
"Questo è certo..."
Regina la baciò con dolcezza
Mal rispose al bacio. Emma distolse lo sguardo, imbarazzata. Si schiarì piano la voce.
La mora si staccò da Mal e rivolse la sua attenzione all'altra bionda.
"Scusa non è stato corretto nei tuoi confronti dato i sentimenti che mi hai confessato di provare."
Emma la guardò con le sopracciglia inarcate, vagamente stupita dal suo tono formale.
"Eerrr... okay. Non... non fa niente. Comunque... ehm..." arrossì di nuovo. "... anche se è una follia..."
"Vuoi provare?" chiese il sindaco alzando la voce.
Emma arrossì ancora di più e alzò le mani.
"Dico solo che, se tu ci stai, io ci sto." La guardò negli occhi poi, seria. "Farei qualsiasi cosa per avere una seconda possibilità con te."
Regina fece saettare lo sguardo tra le due bionde.
"Voi siete pazze lo sapete? E cosa dovremmo dire a Henry? O ai tuoi genitori?"
Emma rimase di sasso per un istante. Non ci aveva pensato. Si rese conto, proprio per questo, che non le importava. Sorrise.
"Henry ha accettato di essere tuo e mio figlio, il nipote di Biancaneve, di Tremotino, di Peter Pan... può accettare anche questo. E per quanto riguarda i miei, gli spiegherò la situazione. Alla fine vedrai che lo accetteranno anche loro."
"Sei troppo ottimista..." sospirò la mora scuotendo il capo. Le guardò, mordicchiandosi nervosamente il labbro inferiore mentre rifletteva. "Non lo so, credo che potremmo provare..." acconsentì infine.
Emma deglutì, nervosa, ma sorrise.
"Solo se lo vuoi veramente." le disse Mal.
"Dico che possiamo provare, non è detto che funzioni."
La strega annuì.
"Lo so. È davvero una follia..." sorrise.
"Quindi ti trasferirai qui anche tu?" chiese poi la mora ad Emma, la quale si strinse nelle spalle.
"Se a te va bene.."
"C'è una stanza libera."
"Ho dormito in posti peggiori." scherzò la Salvatrice.
Regina le lanciò un'occhiataccia.
"Immagino che sarà anche più comodo con l'arrivo della piccola."
"Sì!" esclamò, gli occhi che le brillavano.
"Bene, è deciso, andrò a preparare la stanza, se vuoi andare a prendere la tua roba..."
"Torno subito!" esclamò la bionda scappando poi fuori dalla casa. Malefica guardò Regina. Lasciò che passasse qualche attimo di silenzio prima di parlarle.
"Stai bene?"
Il sindaco diede una scrollata di spalle.
"Sinceramente non lo so. Non era nei miei progetti questo...Ma a quanto pare nulla lo è nella mia vita. Tu stai bene?"
"Voglio solo che tu sia felice." le disse mettendole le mani sui sorrise e la strinse per poi baciarla.
"Devo andare a sistemare la stanza di quell'idiota e poi preparerò la cena." mormorò sulle sue labbra.
"Penso io alla stanza. E mi assicurerò che Logan dorma con lei." ghignò la bionda.
Regina sorrise divertita e dopo averle dato un altro bacio si diresse in cucina.
Emma tornò meno di cinque minuti dopo, un solo scatolone in mano.
"Sono tornata!"
"Hai già fatto?" chiese la mora andandole incontro mentre si asciugava le mani su uno strofinaccio bianco. "Solo uno scatolone?"
Emma la guardò.
"Sì. È tutto qui." rispose facendo spallucce.
"Mal ti ha preparato la stanza. Avrai anche un compagno." aggiunse Regina ridendo.
"Noooo! Logan no!" esclamò capendo al volo. "Mi sbaverà la faccia mentre dormo!"
"Sarà divertente. Per me ovviamente."
"Vi odio!" borbottò lo sceriffo andando verso la stanza degli ospiti. Non che le andasse a genio dormire lì mentre Malefica, sicuramente, dormiva con Regina. "Regina, il prossimo acquisto è un letto gigante!" urlò per farsi sentire mentre entrava nella stanza. Malefica la guardò con sufficienza.
"Perchè credi che voglia dormire con te?" rispose la mora con lo stesso tono di voce per poi tornare in cucina per preparare la cena. Emma spalancò gli occhi. Malefica uscì dalla stanza ridendo.
"Perchè hai accettato!" le rispose con una nota si isterismo nella voce.
"Non ho mai detto che sarei di nuovo venuta a letto con te." replicò apparendo alle sue spalle.
Emma sobbalzò. La guardò stranita.
"Veramente l'hai detto..." la corresse "Comunque non è per quello, è una semplice questione di equità."
"Quindi metti il broncio perché Mal può dormire nel letto con me e tu no?"
"Io non metto il broncio!"
Regina trattenne una risata.
"Direi di non affrettare troppo le cose, già è tanto se riusciremo a stare tutte nella stessa casa."
"Okay." le rispose poggiando lo scatolone a terra. "Grazie, comunque."
"La cena è pronta. Dove diavolo è finito Henry?"
"Sta arrivando, stava guardando un film con Violet..."
"Bene, allora iniziamo a metterci a tavola."
"Certo." Emma si tolse la giacca e la lanciò sul letto.
Mentre Regina stava sistemando i piatti con le lasagne davanti a Mal ed Emma arrivò Henry scusandosi per il ritardo.
Emma salutò il figlio e si sedette, vagamente imbarazzata dalla situazione. Gli sorrise.
"Allora, com'è andata la serata con Violet?" gli chiese.
Malefica si sedette accanto a Regina, che le sorrise e poi si concentrò su suo figlio.
"Tesoro sai che devi avvisarmi fai quando fai tardi." lo rimproverò.
Henry sorrise ad Emma.
"Bene! Abbiamo guardato un film e mangiato pop corn!" Guardò poi Regina. "Scusa mamma, non mi ero accorto che fosse così tardi.."
"Va bene Henry." lo scusò la donna. "Mangiamo adesso prima che si freddi."
"Ma perché sei qui?" chiese di colpo Henry ad Emma, come se si fosse accorto solo in quel momento che stavano cenando tutti insieme. Emma sbiancò.
"Ehm, uh... tua... tua madre ha deciso... insomma..." balbettò.
"Tua madre si trasferirà qui visto che la bambina sta per nascere." spiegò Regina
Emma la guardò fissa per qualche istante, tanto che a Henry non poté sfuggire.
"E..?" chiese, confuso e stupito.
"Sì, visto che vuole essere partecipe della vita della piccola era naturale che si trasferisse qui."
Il ragazzo guardò Malefica.
"E tu sei d'accordo?"
La strega si strinse nelle spalle.
"Mai contraddire una donna incinta." gli fece l'occhiolino.
Emma divenne rossa in viso.
"Non era un altro il piano?" sussurrò a Regina.
"Diglielo tu allora, io non ho intenzione di parlare della mia vita sessuale con mio figlio." le sussurrò a sua volta. Emma spalancò gli occhi, anche perché Henry le guardava sempre più confuso.
"Ehm.. mamme... va tutto bene?" chiese il ragazzo arrossendo. Aveva ovviamente sentito quello che Regina aveva detto.
"Sì...È successo una cosa...O meglio abbiamo preso una decisione, che forse a te e a tutto il resto del mondo potrà sembrare strana...E se hai dei problemi con quello che sto per dirti voglio che tu me lo dica."
Henry annuì, visibilmente preoccupato.
"Okay." rispose. Emma gli strinse la mano tra le sue e guardò Regina.
"Io e tua madre... stiamo cercando di vedere se le cose tra noi...possono funzionare..." cercò di spiegare.
Il viso di Henry si illuminò per un attimo, ma poi guardò Malefica. Emma guardava Regina come se le fossero spuntate un paio di ali da angelo sulla schiena.
"Ma..." obiettò il ragazzo.
Mal si sporse appena sul tavolo.
"Io sono d'accordo. Tua madre non sarà la mia cena, te lo prometto."
"Sì, Mal resterà qui...Continuerò a stare con lei..." intervenne Regina.
Henry era sempre più confuso.
"Ma come...?"
Emma strinse appena la presa sulla sua mano.
"Tutte insieme, Henry. Sappiamo che è folle, ma è l'unico modo."
"Immagino sia difficile da accettare e capire per te...Ma non abbiamo trovato un altro modo e non è detto che funzioni, dato la propensione di tua madre a farmi diventare matta..." commentò la mora. Emma rise piano.
"Fosse solo quello il problema..." mormorò.
Henry alternò o sguardo tra le tre, quindi lo puntò su Malefica.
"Quindi avrò tre mamme?!" esclamò, vagamente terrorizzato all'idea.
Emma e Regina si scambiarono un'occhiata divertita.
"In un certo senso...Anche se Mal con te è molto permissiva, così come Emma."
Henry la guardò, spaventato.
"Non credo proprio..."
"Henry, io non sono tua madre e non lo sarò mai... ma amo tua madre. È semplice." si intromise il drago, cercando di tranquillizzare il ragazzo.
"Hey, ragazzino..."
Henry si voltò verso Emma, che gli sorrideva rassicurante.
"... guarda il lato positivo: avrai tre regali invece che due al compleanno." scherzò, riuscendo a farlo ridere almeno un po'.
Regina si sporse verso di lui, un'espressione preoccupata in viso.
"Henry, se la cosa è troppo strana per te devi solo dirlo e tua madre tornerà a casa."
Henry e Emma si guardarono negli occhi, a lungo.
"Non decidere per me." gli disse la madre. "Decidi per te. A me basta che tu stia bene." gli sorrise.
"No." rispose lui deciso "Per me va bene. Ho solo paura che non funzioni..." rispose lui lanciando un'occhiata veloce a Mal.
"Henry vuoi che sia Mal ad andare via?"
Henry guardò sua madre, poi di nuovo Malefica, che lo fissava con un'aria decisamente poco minacciosa e molto, molto spaventata.
"No. No, mamma, io voglio che tu sia felice." le rispose. "Che tutte lo siate." aggiunse subito dopo.
"Quindi ti va bene se cerchiamo di far funzionare questo rapporto?"
Henry annuì.
"Sì." sorrise. "Va bene."
Regina gli sorrise sollevata.
"Grazie tesoro."
Henry le sorrise di rimando. Emma e Mal trattennero a stento un sospiro di sollievo.
"Che ne dite di una fetta di torta?" chiese Regina dopo qualche istante.
"Alle mele?" chiese Emma, vagamente preoccupata.
"Mi sembra ovvio Miss Swan."
Emma le sorrise.
"Tanto in caso mi svegli tu, no?"
Henry trattenne una risata.
Regina le lanciò un'occhiata.
"Se avessi davvero avvelenato la torta...crede che poi perderei il mio tempo a svegliarla?"
"Prima o poi ti verrebbero i sensi di colpa..."
"Potrebbe volerci molto, molto tempo..." intervenne Mal sorridendo, divertita.
"Tipo... ventotto anni, in media?" aggiunse Henry, sorridendo a sua volta.
"Posso aspettare." rispose tranquilla Emma, sorridendo poi a Regina.
"Potrei anche non farlo mai. Non avrei motivo." rispose la mora andando in cucina a prendere il dolce.
Emma sospirò.
"Tua madre non sa stare al gioco..."
Henry si strinse nelle spalle.
"Dipende dai giorni."
"Vi ho sentiti." replicò la donna tornando. Tagliò la torta a fette e le mise nei piatti.
Henry le rivolse un sorriso colpevole, totalmente identico a quello della madre biologica.
"Quel sorriso non vi aiuterà." disse mettendo i piatti davanti a loro per poi sedersi. Una smorfia di dolore si formò sul suo viso per un paio di secondi.
Emma e Mal scattarono in piedi.
"Che succede?"
"Stai bene?" chiesero all'unisono.
"No..." fece dei respiri profondi cercando di calmare le fitte.
"Andiamo in ospedale!"
"Raggiungeteci lì." esclamò Malefica trasportando Regina in ospedale, direttamente su una barella. "Serve un medico!" urlò.
"Mal sta arrivando..." disse spaventata.
La donna le strinse la mano.
"Sta' tranquilla, andrà tutto bene." le sorrise, tesa. Whale accorse.
"Che succede?" chiese.
"Credo che mi siano rotte le acque..." gridò la donna
"Portatela in sala parto!" ordinò il medico agli infermieri. Guardò Malefica.
"Mettiti un camice se vuoi entrare."
Emma apparve accanto a loro in quel momento, Henry al suo fianco.
"Sta..?"
"Sì!" Malefica mosse la mano e cambiò d'abito entrambe. "Andiamo." disse prendendola per mano e trascinandola verso la sala parto, seguendo il tragitto già percorso da Regina e Whale.

Le contrazioni si fecero più forti, facendola gridare.
"Whale dammi qualcosa." Ringhiò.
"Vuoi l'epidurale?" le chiese mentre si infilava i guanti e la mascherina.
"Qualsiasi cosa." gridò la donna
"Okay..."
Il medico fece come richiesto mentre Emma e Mal entravano nella sala.
"Che diavolo stai facendo?!" esclamò Emma.
"Ha richiesto l'epidurale, faccio solo quello che vuole.."
Si misero ai lati di Regina, Emma una mano sulla sua spalla, Mal stringendo la mano della mora.
"Ti ucciderò per questo Emma." ringhiò la donna mentre un'altra contrazione la faceva gridare
La Salvatrice spostò la testa di lato.
"Sì, be' se può consolarti, so esattamente cosa stai provando."
"Non mi interessa e non era colpa mia mentre questa è colpa tua." un altro urlo "Non ce la faccio." disse stringendo la mano di Mal.
Il drago le sorrise.
"Tesoro, pensa che partorire un bambino è sempre meglio che partorire un uovo." cercò di consolarla.
Emma trattenne un'espressione di disgusto.
"Non dirai sul serio?"
"Oh sì..."
Un'altra contrazione più forte delle precedenti la fece gridare nuovamente.
"Whale falla uscire!" urlò al dottore.
"Regina respira." le disse calmo lui. "Ancora non vedo la testa. Ora cerca di calmarti e respira. E spingi."
Regina spinse urlando.
"Non mi avevi detto che faceva così male!"
"Nessuno lo dice mai!" si giustificò Emma prendendole anche lei la mano.
Regina sentì una leggera scossa quando strinse la mano di Emma, il dolore sembrò diminuire. Iniziò a spingere.
"Brava, così. Continua a spingere." la incoraggio Whale.
La mora continuò a spingere stringendo da un lato Emma e dall'altro Mal.
Emma pensò seriamente che Regina le avrebbe rotto la mano, ma non se ne curò. La sua attenzione era tutta per la nascitura.
"Vedo la testa, spingi ancora, ci siamo quasi!" esclamò il medico, la voce che tradiva un briciolo di emozione.
Regina spinse più forte urlando.
Whale afferrò la testa e tirò piano, aiutandola nel parto. La bambina uscì alla spinta successiva. Piangeva rabbiosamente, ma stava bene. Tagliò il cordone ombelicale e si alzò per pulirla e avvolgerla in una coperta. Si riavvicinò a Regina e gliela passò.
Emma guardava la scena con le lacrime che scendevano libere sul suo viso, il cuore quasi fermo dall'emozione. Malefica sorrideva, accarezzando i capelli di Regina.
Regina si lasciò cadere esausta sul lettino, il respiro affannato. Quando la bimba fu tra le sue braccia la strinse piangendo.
"È bellissima." sussurrò cullandola
Emma continuava a fissarla, immobile a parte le lacrime che continuavano a scorrere.
"È perfetta vero?" disse la mora continuando a guardare la bambina tra le sue braccia.
"Sì." le rispose Mal. "Ti assomiglia..."
Regina le diede un bacio sulla fronte.
"Mia" sorrise.
Emma si riscosse a quel suono. Guardò Regina.
"...Mia?" chiese con un filo di voce tremante.
"Sì." le disse sorridendo. "Mia Swan Mills."
Emma spalancò gli occhi.
"S-Swan..." balbettò, incredula. Mal alzò gli occhi al cielo.
"Distruzione era più bello..."
"Il suo soprannome sarà Distruzione se ti fa felice" sorrise la donna.
Malefica gongolò allegramente.
"Felicissima." confermò, chinandosi a baciarla poi. Regina ricambiò con dolcezza. Emma era ancora traumatizzata, non riuscì nemmeno ad ingelosirsi.
"Io..." La donna non riuscì a dire altro: perse conoscenza.
"Regina!" esclamò Emma. Prese Mia dalle sue braccia prima che cadesse. "Whale, che succede?"
Il medico si affrettò a controllarla, Mal passò una mano illuminata da una luce verdognola su di lei.
"Sta..."
"... Benissimo ora. Deve solo riposare." rispose calma la strega, fulminando il medico con lo sguardo. "Di certo non grazie a te."
"Oh, scusa se non sono uno stregone io!"
Emma si calmò un po', abbastanza da rendersi conto che teneva sua figlia tra le braccia. Abbassò lo sguardo su di lei. Le si mozzò il respiro dall'emozione. Malefica aveva ragione: assomigliava a Regina. Sorrise, le lacrime che minacciavano di nuovo di scendere. Intorno a lei, medici e infermieri si mossero per portare Regina nella sua stanza.
Mal la guardò per un istante.
"Io vado con lei." disse a Emma.
Emma si riscosse di colpo. Annuì a Mal mentre si accorgeva dello sguardo insistente di un'ostetrica.
"La dia a me. La metteremo nella nursery."
"Posso tenerla ancora un po'?"
"Prima ci faccia controllare che stia bene."
Emma sospirò, poi cedette e, come se fosse di cristallo, porse Mia alla donna. Quando l'ebbe portata via si tolse il camice e andò da Regina.
Regina dormiva stesa sul letto; era pallida, quasi immobilre.
Emma entrò. Scambiò un'occhiata veloce con Malefica, seduta accanto al letto di Regina, poi si avvicinò e la guardò con preoccupazione.
"Starà bene, vero?" chiese con voce tremante.
"Ha avuto un emorragia, se non fossi intervenuta sarebbe morta." disse accarezzando la mano della mora.
Emma la guardò con le lacrime agli occhi.
"Grazie.." sussurrò.
"Non l'ho fatto per te. Non posso perderla adesso."
"Lo so." rispose la Salvatrice "Lei ha bisogno di te."
"Ma anche di te."
Emma le sorrise. Si guardò intorno. Non c'erano altre sedie, quindi ne fece apparire una e si sedette accanto a lei, vicino a Regina.
Regina si mosse nel letto. Aprì lentamente gli occhi.
Entrambe la guardarono.
"Regina..." la chiamò dolcemente Malefica.
"Mmm...Dove sono? Mia...Dov'è? Sta bene?" chiese allarmata.
"Sta bene, si stanno prendendo cura di lei..." la rassicurò subito Emma. "Appena posso la vado a prendere. Tu come stai?"
"Bene credo, sono solo molto stanca." rispose "L'avevo in braccio… che è successo?"
"Sei svenuta. Mal ti ha salvata, avevi un' emorragia.."
Malefica le rivolse uno sguardo sorpreso, ma Emma era concentrata su Regina.
"Grazie." disse la mora sorridendo a Mal, prima di perdere nuovamente conoscenza.
"Merda!" esclamò Emma. Le prese la mano mentre Malefica passava di nuovo la sua sul suo corpo.
"È solo debole. Le serve un po' di tempo." la rassicurò. "Oppure..." si sporse finché il suo viso non fu a pochi centimetri da quello di Regina.
"Che fai?" chiese Emma. Malefica soffiò piano sul viso di Regina. Uno strano fumo tra il verde e il grigio uscì dalle sue labbra, ed entrò nelle narici della mora appena inspirò.
"Le ho dato un po' di forza. In quanto drago, ne ho in abbondanza." spiegò a bassa voce la strega, rivolgendo poi uno sguardo sicuro alla Salvatrice. "Starà meglio ora."
Il viso di Regina prese colore, il respiro si fece più forte, ma continuò a dormire.
Emma la guardò ancora con preoccupazione.
"A me non è successo..."
"Non tutti i parti vanno allo stesso modo. E di certo questo ospedale non è all'avanguardia, non c'è neanche un vero dottore."
Emma inarcò le sopracciglia.
"Quello della prigione era peggio, te l'assicuro. Sarà che tu… voisiete abituati ai parti non in ospedale della Foresta Incantata..." borbottò poi. Si alzò. "Vado a vedere come sta Mia."
"Io resto qui. Porta qui la bambina appena puoi, vorrà vederla non appena si sveglierà."
Emma annuì e uscì dalla stanza, dirigendosi a grandi passi verso la nursery.
Mal strinse la mano di Regina.
"Non farmi più spaventare così." sussurrò dandole un bacio sulla fronte.

Emma tornò dopo una decina di minuti con la bambina in braccio. Mia si agitava un po' emettendo qualche vagito di protesta.
"Shh, sta' tranquilla, ti porto dalla mamma..." le mormorò dolcemente mentre entrava. Le sorrise guardando Regina, anche se ancora dormiva. "Eccola qui!" esclamò, ma sempre sottovoce. Tornò a sedersi accanto a Mal, cullando la neonata.
Mal osservò la piccola.
"È davvero bellissima." commentò.
Emma le sorrise. Ci pensò su solo un attimo, la guardò negli occhi.
"Vuoi tenerla?" le chiese, gli occhi che le brillavano ancora.
Mal la guardò scettica.
"Davvero?"
"Certo." le rispose con un sorriso breve. Gliela porse poi, con la massima attenzione.
Mal fece attenzione prendendo la piccola in braccio. Mia rimase serena tra le sue braccia, il drago sorrise.
Emma sorrise guardandole. Spostò poi lo sguardo su Regina, esprimendo con quello tutto ciò che provava, anche se la donna non poteva vederlo.
Regina riaprì gli occhi.
"Emma.." sussurrò notando la bionda che la guardava.
Emma sbatté le palpebre un paio di volte per ricacciare indietro le lacrime e le sorrise.
"Hey, non vorrai prendere il posto di Aurora e fare la bella addormentata..." scherzò a voce bassa per non disturbare la neonata.
Regina sorrise leggermente.
"Dov'è Mia?"
Emma spostò lo sguardo sulla bambina.
"Proprio qui."
La mora spostò la testa e osservò Mal con la piccola, sorrise.
"Avete fatto amicizia."
Malefica le sorrise, felice.
"Sì. Pare che non abbia paura del drago..."
"È mia figlia, non ha paura di niente."
Risero entrambe. Mia emise qualche vagito. Mal la porse a Regina.
"Penso che voglia la sua mamma."
Regina sorrise e prese in braccio la piccola.
"Hai fame tesoro?"
Un bussare timido e leggero fece voltare Emma e Malefica verso la porta.
"Posso?"
Emma sorrise e si alzò per lasciare il posto a Henry.
"Vieni, siediti qui..."
Henry attraversò in fretta la stanza e si sedette, guardando prima la piccola, poi Regina.
"Stai bene? Whale mi ha detto che sei svenuta..."

"Sto bene tesoro." disse Regina avvicinandogli la piccola. "Questa è tua sorella Mia."
Henry si avvicinò e la prese in braccio, attento a non farle male, sostenendole la testa.
"Ciao Mia..." le sorrise.
Regina li guardò con gli occhi lucidi. Dopo qualche minuto tuttavia la piccola iniziò a piangere.
"Mamma…" Henry mise frettolosamente la piccola al sicuro tra le braccia di Regina.
"Tranquillo tesoro ha solo fame."
Emma sorrise stringendo le spalle ormai larghe del figlio.
"Perché Mia?" chiese il ragazzo.
"Tua madre mi ha suggerito questo nome e l'ho trovato appropriato." rispose Regina, sorridendo verso la ricambiò mentre Henry rivolgeva uno sguardo stupito ad entrambe.
"Certo a me non l'avete mica chiesto che nome mi piaceva..." borbottò.
La mora spalancò gli occhi.

"Tesoro mi dispiace, hai ragione." Regina gli strinse la mano con un'espressione piena di rimorso sul viso. "Se non ti piace possiamo parlarne, non l'abbiamo ancora registrato… quale nome ti sarebbe piaciuto?"
Henry scoppiò a ridere.
"Stavo scherzando ma'! Mia è bellissimo!"
"Mi farai impazzire anche tu, non mi bastava tua madre." lo rimproverò con un sorriso la donna.
Risero tutti. Emma abbracciò Henry. Non si era mai sentita così.
"Adesso credo che la piccola debba mangiare, Henry forse dovresti uscire non so se saresti a tuo agio."
"Ehm, no, decisamente no..." rispose lui in fretta arrossendo. Emma rise.
"E tu non saresti a tuo agio se io restassi..." disse a Regina. "...Quindi aspetto fuori con lui."
"Puoi...puoi restare se vuoi...Non che tu non mi abbia mai vista." disse arrossendo. Emma arrossì a sua volta.
"Ehm..." lanciò un'occhiata a Malefica, che la stava fulminando con lo sguardo. Spalancò gli occhi. "Mi piacerebbe, ma penso che qualcuno mi farebbe fuori."
Regina si girò verso Mal.
"È la prima poppata della piccola." le spiegò "Non c'è niente di... sessuale in questo."
Henry arrossì come un peperone.
"Io intanto esco." disse prima di fuggire dalla stanza.
Mal sospirò.
"Va bene, va bene..." si sforzò di dire, ma lo sguardo che rivolse ad Emma era comunque assassino.
"Vedi di tenere gli ormoni a bada..."
Emma arrossì.
"Tu tieni le fiamme a bada!"
Regina alzò gli occhi al cielo. Scostò il camice e accostò la piccola al seno.
Emma distolse lo sguardo solo per un istante, il tempo che ci volle perché la testolina di Mia coprisse il seno di Regina. Mal approvò con soddisfazione, e si rilassò sulla sedia. Emma infilò le mani nelle tasche dei jeans e la guardò, commossa, semplicemente felice di essere lì, di poter almeno assistere alla prima poppata di sua figlia.
Regina sorrise stringendo la piccola, era una sensazione strana ma stupenda allo stesso tempo.
"Fa male?" chiese timidamente Emma. Non aveva idea di come fosse. Non aveva mai allattato Henry.
"Un po', ho il seno ancora molto sensibile e lei è affamata." rispose con un sorriso.
Emma sorrise appena, osservando la scena con un misto di emozioni nel cuore talmente intense che non sarebbe mai riuscite a descriverle. Sapeva solo che era felice.
Dopo un po' la piccola si scostò, sazia. Emma distolse di nuovo lo sguardo, con uno sforzo enorme, per evitare di far innervosire Malefica, poi si riavvicinò al letto. Regina si ricoprì e la cullò.
"Penso che Henry abbia chiamato i miei, di sicuro staranno venendo qui. Se vuoi li placco prima che entrino."
"Non riusciresti a fermarli neanche se li uccidessi… falli entrare ma digli di non esagerare con le smancerie." l'avvertì. Emma ridacchiò.
"Okay, vado ad avvisarli..." disse prima di avvicinarsi ancora e piegarsi per dare un bacio leggero sulla testa a Mia. Uscì poi dalla stanza a cercare Henry.
Regina si rivolse a Mal.
"Come stai?" e chiese accarezzandole la mano.
"Benissimo." le sorrise la bionda. "Tu?"
"Vuoi dirmi la verità?"
Mal aggrottò la fronte.
"Sto bene!" esclamò. "La principessa mi ha anche concesso di tenere vostra figlia in braccio!"
"Non deve concedertelo, è un tuo diritto."
Mal le rivolse un sorriso triste.
"Regina, non è la stessa cosa. Lo sai."
"Non mi importa! È mia figlia e tu puoi tenerla in braccio ogni volta che vuoi."
Mal annuì e abbassò lo sguardo.
"Sì. Tua figlia, vostra figlia. Io non c'entro niente."
"Non dire, così ti prego! Se fosse così anche Henry non sarebbe mio… Non valgono solo i legami di sangue e noi due stiamo insieme... è anche tua."
Malefica tornò a guardarla. Stava per risponderle quando sentì le voci dei due idioti e di Emma avvicinarsi. Si voltò verso la porta mentre facevano il loro ingresso.
Mary Margaret e David si avvicinarono a Regina e Mia con dei sorrisi da imbecilli stampati sul viso. Malefica distolse lo sguardo, nauseata.
"Oh Dio Regina, è bellissima..." disse piano Mary Margaret.
"Come sta?" le chiese David.
"Sta benissimo." rispose Regina, girando la piccola verso di loro in modo che potessero vederla meglio.
"Emma ci ha detto che l'avete chiamata Mia." le disse Snow sorridendo e guardando la neonata.
"È un bellissimo nome."
"Mia Distruzione Swan Mills." si intromise Malefica, un certo astio nella voce.
Regina sorrise guardando Mal.
"Si il nome completo sarebbe questo." replicò divertita
David e Snow si scambiarono un'occhiata.
"Okay, Mia Distruzione..." sorrise David dopo una breve, divertita esitazione. "Benvenuta."
"Volete... prenderla in braccio?"
Il viso di Mary Margaret si illuminò.
"Sì!"
Regina le passò la piccola facendo attenzione a non farle male. Mary Margaret la prese delicatamente in braccio, cullandola piano.
"Ciao, piccola..." mormorò. David si strinse a lei e abbracciò entrambe.
"Hey..."
Regina li guardò per un istante, cercò la mano di Mal e la strinse. Mal le sorrise nonostante fosse infastidita per la presenza dei due.
"Vedete di non gettarla in un portale almeno lei..." li ammonì. I due le rivolsero uno sguardo tra l'oltraggiato e lo scioccato. Regina le strinse maggiormente la mano.
"Non potete darle torto..." la giustificò.
Si scambiarono uno sguardo, poi Mary Margaret sospirò.
"In effetti..."
"Ma non avevamo..."
Snow lo azzittì con un'occhiataccia.
"Non è il momento."
David sospirò.
"Giusto."

"Io sono un po' stanca adesso, dovrei riposare…" disse dopo qualche minuto la mora.
"Ma certo..." Mary Margaret le restituì la bambina. "Ti lasciamo in pace." sorrise.
"Credo che domani torneremo a casa, potrete vederla lì... Chiamando prima, ovviamente."
"Ovviamente." replicò David. "Riposati, hai fatto un ottimo lavoro." disse prima di uscire con la moglie dalla stanza dopo aver salutato Emma.
"Fai portare una culla qui, non voglio perderla di vista." chiese ad Emma.
Emma aggrottò la fronte.
"Non credi sia un po' esagerato? Sarà nella nursery..."
"Non lo è, voglio che stia con me." replicò la mora.
Emma acconsentì nonostante fosse perplessa.
"Okay. Vado a sentire le infermiere."
Regina si rilassò e si stese nuovamente tenendo la piccola stretta a sé.
Emma le lanciò un'ultima occhiata e poi uscì dalla stanza. Andò alla nursery, e alle proteste dell'infermiera dapprima cercò di convincerla pregandola, inutilmente, poi le disse che era la regina a chiederlo e che era meglio non farla innervosire, e l'infermiera si convinse all'istante. Tornò trionfante nella stanza.
"Arriva la culla."
"Perfetto. Grazie." rispose poi si voltò verso Mal. "Dovresti andare a casa a riposare."
"Non sono stanca." le rispose il drago. Entrò una squadra di infermieri per portare la culla. Lanciarono occhiate timorose verso Regina, ancora più preoccupate a Mal, poi si defilarono.
Regina passò la bimba a Mal in modo che la mettesse nella culla.
"Qui sarai scomoda..." poi si rivolse a Emma. "Anche tu dovresti andare."
"Io posso dormire anche sul pavimento. Non sarebbe la prima volta." la rassicurò, a suo modo, la Salvatrice.
"Volete restare entrambe?" chiese stupita la mora.
Emma e Mal si scambiarono un'occhiata, poi guardarono Regina.
"Sì." risposero all'unisono.
"Voi due iniziate a spaventarmi." commentò la donna sistemandosi meglio nel letto.
Emma rise, Mal sorrise soltanto.
"Quando Distruzione sarà maggiorenne e potrà ascoltare un linguaggio scurrile senza rimanere traumatizzata, allora ricominceremo ad odiarci." commentò Malefica.
Emma spalancò gli occhi chiari.
"Scherzi? Potrà ascoltare un linguaggio scurrile molto prima! C'è la tv qui, lo sai?"
"Henry è cresciuto bene e lo stesso farà Mia, sei tu che gli hai sempre dato il cattivo esempio..." intervenne il sindaco, rivolta a Emma
"Ma che dici!" esclamò.
"La verità." rispose ridendo la mora.
Emma sbuffò.
"La tua, la mia è ben diversa!"
Regina sollevò le spalle per poi mettersi su un fianco. "Non fare rumore."
Emma sorrise guardandola. Solo dopo un po' si accorse dello sguardo di Malefica fisso su di lei. Con stupore tuttavia si accorse che non sembrava volesse ucciderla. Accolse il suo sguardo strano, quasi triste con un vago senso di colpa. Sospirò e distolse il suo, per poi riportarlo subito su di lei.
"Non odiarmi per qualcosa che non posso controllare." disse sottovoce.
Il viso di Malefica si tinse di sorpresa, poi, incredibilmente, di rispetto.
"Ci proverò." le rispose con un sorriso. Emma le sorrise, poi si sdraiò a terra. Malefica sbuffò.
"Sei proprio un'idiota..." mormorò prima di far apparire due letti singoli accanto a lei. Emma arrossì.
"Giusto..." mormorò. La guardò poi. "Grazie."
"Non avrei mai sopportato i tuoi lamenti domattina per il mal di schiena..." le rispose la strega.
La bambina protestò un po' nella culla ed Emma si alzò di scatto per andare da lei. Mia si calmò appena la madre le prese la manina e le sussurrò che andava tutto bene.

Quando Mia si fu calmata, Mal spense la luce della stanza. Emma avvicinò silenziosamente il letto alla culla e vi si sdraiò sopra, il viso rivolto alla figlia. Malefica prese posto nell'altro letto.
"Se vuoi sto io lì. Non ho bisogno di dormire molto." si offrì il drago. Emma si voltò a guardarla nella penombra.
"Faremo a turni se si sveglia."
Mal rimase un secondo in silenzio, poi annuì.
"Va bene."