Capitolo.. capitolo? 12? Eh, l'arteriosclerosi che avanza…
Capitolo 12 – Mica pensare che filasse tutto liscio?
Harry P.O.V.
Mercy mi rivolse un sorriso entusiastico
- che forza! Ih ih ma guarda, hai ammaestrato un gufo per portarti le lettere! – ridacchiò, sollevando un'ala del gufo e studiandolo come se non ne avesse mai visto uno.
- Oh… ehm… non è mio, è di un mio amico, che lo ha addestrato apposta… io e lui comunichiamo cos�, per… ehm… per risparmiare sui francobolli – inventai
Certo che le mie scuse fanno davvero pena. Ma al momento non mi veniva in mente nient'altro.
Presi la lettera con circospezione, come se fosse una bomba sul punto di esplodere. Veniva dal Ministero della Magia. L'aprii con mani tremanti.
Non osavo leggerla perché temevo fossero brutte notizie, come sempre quando c'è di mezzo il Ministero. Ricordo di essere stato infinitamente grato del fatto che Draco fosse l� con me, che qualunque cosa fosse accaduta, lui mi avrebbe sostenuto… per un istante incrociai il suo sguardo, e con un impercettibile cenno della testa mi invitò a leggere la lettera;
Signor Harry Potter,
In considerazione dei nuovi sviluppi, la invitiamo a presentarsi il giorno 10 agosto, alle 15.30 al Ministero per deporre la sua testimonianza in merito al caso Black. La sua presenza è pressoché indispensabile. Le raccomandiamo estrema puntualità.
Cordiali saluti,
Cornelius Caramell, Ministro della Magia,
Ordine di Merlino, Primo Grado
ecc.ecc.
Sentii il mondo crollarmi addosso. Il "caso Black"? Stavano processando Sirius? E perché io non ne sapevo niente? Perché Ron ed Hermione non l'avevano scritto nelle loro lettere? Maledii i Dursley che non mi permettevano di avere contatti con il mondo magico, né di ricevere la Gazzetta del Profeta.
Draco mi poggiò una mano sulla spalla
- qualcosa non va? – chiese con cortesia, come sempre quando eravamo in pubblico e non poteva dimostrare i suoi sentimenti. Eppure, mai come in quel momento, avrei voluto che mi abbracciasse.
- N-no, niente… è solo che questo mio amico non… non sta tanto bene – inventai
- Ehm… io… vado di là a fare… ehm… ho lasciato i biscotti nel forno – improvvisò Mercy – Duddy, vieni con me? – gli fece sensualmente l'occhiolino
Dudley, scemo com'era, pensò che lei volesse stare sola con lui e si affrettò a seguirla. Mi appuntai mentalmente di ringraziarla, più tardi; non molte ragazze avrebbero avuto il fegato di fare delle avances a Dudley per lasciarmi un po' da solo con Draco. Appena la porta si chiuse alle loro spalle, mi gettai tra le braccia del mio amore.
Draco P.O.V.
Mentre Harry leggeva la lettera, lo vidi impallidire come un fantasma. Alzò gli occhi dalla carta e cercò il mio sguardo, febbrilmente; capii l'antifona e mi avvicinai a lui, poggiandogli una mano sulla spalla amichevolmente, per fargli capire che io c'ero e ci sarei sempre stato a sostenerlo. Dio, come avrei voluto fare di più… aveva un'aria cos� ferita, che avrei voluto abbracciarlo e tenerlo stretto al mio cuore finché non fosse stato di nuovo felice… Ma non potevamo davanti al cugino di Harry, come al solito, perché il nostro amore è proibito, contro natura… tzk, cosa ci sia di "contro natura" nell'amore non lo capirò mai… Lo amo punto e basta. E detesto vederlo soffrire.
- qualcosa non va? – chiesi cercando di trasmettergli tutto l'affetto possibile da quel fugace contatto
- N-no, niente… è solo che questo mio amico non… non sta tanto bene – rispose, non troppo convinto
Mercy usc� con una scusa e si portò via il grassone, cos� da lasciare campo libero a me e a Harry. L'eco dei loro passi non era ancora svanito che Harry si gettò tra le mie braccia in cerca di conforto.
- è Sirius… - spiegò con voce spenta – lo stanno processando…oh, Draco… ce la farà? – si sciolse dal mio abbraccio e mi guardò negli occhi, con estrema serietà
- ma certo che ce la farà, amore – risposi per rassicurarlo, ma in fondo neanch'io ero molto convinto. Il caso Black era una vera incognita: avrebbero riconosciuto la sua innocenza? Sperai ardentemente di si. – Dimentichi una cosa fondamentale, Harry: Sirius è innocente. E abbiamo Minus. Vedrai che a verità verrà a galla. E poi, ci sei tu… testimonierai a suo favore… -
- non so se Caramell mi crederà – rispose sconsolato
- non dire sciocchezze – lo rimbrottai bonariamente – la tua credibilità è risalita alle stelle dopo quello che è successo all'Ufficio Misteri –
- Sarà… ma io ho paura, Draco. –
"Saresti uno sciocco a non averne" pensai, ma ribadii che sarebbe andato tutto bene. In realtà, niente si poteva dare per scontato; avremmo saputo il verdetto solo il giorno del processo.
Harry POV
Quella sera ricevetti un'altra lettera. Era di Hermione e Ron.
Harry, ti stiamo scrivendo di nascosto. Ci hanno proibito di dirtelo e non so perché. Sirius è sotto processo! Probabilmente ti chiameranno a testimoniare, non preoccuparti, lo assolveranno per forza! Anche noi testimonieremo, e anche Silente, fidati che andrà tutto bene! I primi di agosto verranno a prenderti per portarti alla sede dell'Ordine.
Ricordati di fare i compiti questo da parte di Hermione
Ron
Hermione
PS: Ginny ti saluta
Tre firme scarabocchiate chiudevano la lettera. Si notava che era scritta in fretta: non mi avevano neanche chiesto come stavo, e la busta era affrancata col magi-scotch. Come se non bastasse, era stata affidata ad Errol, che di sicuro si era perso. Sono certo che i miei amici avessero voluto avvertirmi per tempo… ma la lettera aveva un'aria un po' vissuta, come se fosse stata bagnata dalla pioggia e poi asciugata. Decine di volte.
A proposito di pioggia; non accennava a smettere, pioveva ormai da ore, cos� forte che riuscivo a stento a vedere la casa di fronte. Inconsciamente, cercai con lo sguardo la finestra della camera di Draco, ma non ricordavo quale fosse.
Quei giorni furono tremendi. Continuavo a vivere nell'ansia del processo, e il fatto di non ricevere notizie da nessuno mi logorava i nervi. Sarei impazzito di sicuro se non avessi avuto Draco al mio fianco. Faceva di tutto per distrarmi e per farmi sentire meglio.
Avevamo legato cos� bene con i "vicini di casa" che per il compleanno di Dudley, il 23 luglio, i Dursley organizzarono un pigiama party e invitarono anche Draco e Mercy, oltre a tutti gli amici deficienti di mio cugino. Mi fu perfino permesso di partecipare, per paura che combinassi qualcosa di "strano" per ripicca. Armati di sandwich, coca cola, patatine e torce elettriche, ci barricammo in camera di Dudley. Mercy era l'unica ragazza, ma questo non sembrava metterla a disagio.
Mio cugino e i suoi amici si scambiarono spacconate ridendo con aria ebete, e ingozzandosi fino alla nausea. Abbiamo guardato la tele un paio d'ore (film horror alle undici di sera; che tristezza. Queste cose vanno fatte alle tre di notte, quando si è troppo abbioccati per capire qualcosa) e alla fine, abbiamo spento tutte le luci e al lume delle torce abbiamo giocato alla bottiglia; cioè, era sempre Mercy e far girare la bottiglia e a baciare chi capitava. Il mio ragazzo fu esonerato in quanto fratello di lei, e io fui esonerato a forza da Dudley. Ma sapendo con esattezza chi lei fosse, devo dire che non ero cos� ansioso di baciarla.
Io credo che quella ragazza manchi del senso dell'orrido, o che abbia molto coraggio. Quando alla fine furono tutti nei sacchi a pelo a russare (e ci assicurammo con meticolosità che cos� fosse) io e Draco sgusciammo di nascosto in camera mia.
Il mio ragazzo mi passò un braccio intorno alle spalle e mi baciò sulla guancia.
- C'è qualcosa che non va, eh? – mi fece sedere sul letto e cominciò a farmi un massaggio rilassante
- Sono nervoso per il processo di Sirius – ammisi
- Che, sei preoccupato? Ma sei fuori? Avrai l'occasione di offendere spudoratamente Caramell e non potranno dirti niente! – esclamò entusiasta, cercando di tirarmi su il morale
- Hmm… grazie per tutto quello che fai per me – poggiai la testa alla sua spalla – amore, so quanto deve pesarti questa situazione. Non sono molto di compagnia in questi giorni. –
- Non dire cos�. Sai che se hai bisogno potrai sempre contare su di me, e mi piace starti vicino. Sarei terribilmente egoista se pretendessi di averti tutto per me, incurante dei tuoi problemi. So che hai bisogno di supporto. E poi, è a questo che servono i fidanzati, no? –
Passammo la successiva mezz'ora a parlare, abbracciati stretti. Alla fine, Draco riusc� a rassicurarmi un po'.
- c'è solo una cosa che non mi spiego – disse infine – Voldemort. Che fine ha fatto? –
- La lezione dell'altra volta deve essergli bastata – supposi
- che lezione? –
- non te l'ha detto, Mercy? –
Scosse la testa, interessato. Raccontai, trattenendo a fatica una risata
- prima arriva l� sbucando dal nulla e mi salva la vita… poi prende Voldemort per il colletto e gli dice: So dove abiti, stronzetto… -
Draco rise di cuore
- no… sul serio? e poi mi faceva tanti discorsi sulla neutralità e sull'importanza del suo lavoro… -
Ridemmo e scherzammo ancora per un po', l'inquietudine di poco prima relegata in un angolo; questa notte volevo solo godere della sua compagnia…
- Harry, hai sonno? – domandò dopo un po'
- No… avevo sonno due ore fa; adesso mi è completamente passato. –
- Già, a volte capita. Ti va di fare… qualcosa? –
- "Qualcosa" tipo? – chiesi malizioso, chinandomi a sfiorare le sue labbra
- Quanta fretta, Potter – mi rimproverò – Lascia che te lo dica… prima ci sono rimasto male che ci abbiano escluso dal gioco. – tirò fuori la bottiglia vuota che avevano usato Dudley e i suoi amici – ti va di fare un giro? –
Sorrisi entusiasta
- perché no? In fondo è molto più interessante che baciare Mercy –
Ridacchiò sottovoce
- hai ragione, ma non dirglielo mai –
ci sedemmo a terra, uno di fronte all'altro. Presi in mano la bottiglia, e con uno scatto del polso la feci girare. Draco la fermò in modo che il collo puntasse verso di lui.
- mi devi un bacio, Potter – sussurrò
Con un mezzo sorriso, mi chinai su di lui e lo baciai a fior di labbra, deludendo il mio amore che voleva di più
- beh? Cos'è 'sta roba? – esclamò, infastidito – aspetta che tocchi a me, e ti faccio vedere io come si bacia! –
Fece girare la bottiglia, che poco a poco rallentò e si fermò ad indicare il nulla alla mia destra.
- niente da fare, peccato. Tocca di nuovo a me –
- davvero? – prese la bottiglia e la girò verso di me – sei cieco per caso? Vieni qui… -
- no no no. Tu hai barato –
- no? Allora mi toccherà venire a prenderti – si sporse verso di me e mi afferrò per il bavero, ma senza violenza.
Mi tirò verso di lui e quando le nostre bocche si incontrarono, prese a succhiare e mordicchiare le mie labbra, per poi infilare la lingua tra i miei denti. La mano che poco prima era stretta intorno al colletto del mio pigiama, ora mi accarezzava la nuca con movimenti lenti e sensuali. Cominciai a rispondere a quel bacio passionale, passando una mano nei suoi capelli e cingendogli la vita con l'altra. Ci baciammo a lungo e con passione, fino quasi a soffocare. Draco mi guardava malizioso, con quel sorrisino provocante.
- Allora? Spero che tu abbia capito come voglio essere baciato, Potter. –
- Non tanto bene – mi avvicinai sensuale a lui – perché non me lo ripeti? –
Dieci minuti dopo, la situazione era completamente degenerata. Io e Draco eravamo sul mio letto, vestiti solo dei rispettivi boxer, e ci baciavamo senza ritegno; le lingue saettavano e duellavano, le mani scivolavano sul corpo dell'altro, desiderose… sentii una delle sue mani infilarsi birichina nei miei boxer e accarezzare la mia virilità, con la punta delle dita… a mia volta scesi con le mani ad afferrargli i glutei, possessivamente. Draco part� di nuovo all'attacco delle mie labbra
- impari…in fretta…Potter.. – ansimò, col fiato corto
Scivolai con due dita dentro la sua cavità, muovendomi lentamente in lui. Mi piaceva farlo stare un po' sulle spine, prima…
- d-dai Harry… di più… - sospirò, al limite della sopportazione
Mi abbassò i boxer a fatica, per la scomoda posizione, e gemette frustrato quando mi ritrassi da lui per calciare via quell'inutile indumento. Lentamente, molto lentamente, presi a sfilare anche i suoi, accarezzando ogni centimetro di pelle che sfioravo. Mi chinai a baciargli l'incavo del collo mentre con una spinta leggera ma decisa entravo in lui. Draco trattenne il respiro e inarcò la schiena, sospirando di piacere… incrociò le gambe dietro la mia vita, spingendo perché entrassi in lui con più forza. Cominciai ad affondare ritmicamente in lui… dio, era cos� caldo, accogliente… stretto… l'urgenza di farlo mio mi costrinse a velocizzare le spinte, appagato dal suo corpo perfetto e dai suoi gemiti di piacere. Il suo respiro era spezzato e irregolare… gli occhi serrati e le labbra socchiuse in una muta richiesta… era terribilmente, irresistibilmente sensuale
- Draco… - rallentai il ritmo, controllandomi a fatica
- Harry.. che.. che fai? Dai, muoviti… mi fai impazzire! –
Diedi una piccola spinta, strappandogli un altro gemito frustrato
- chiedi "per favore" – sussurrai, provocandolo
- dai..Harry..ti…ti prego… -
- mi ami, Draco? – domandai malizioso, riprendendo a spingere con rinnovato vigore
- si…si! – ansimò, in preda al piacere più intenso
Senza preavviso, con uno scatto ribaltò le nostre posizioni. Mi ritrovai straiato di schiena sul letto, con lui seduto sul mio bacino
- e adesso, come la mettiamo? – sussurrò languidamente, passandosi la lingua sulle labbra
Ero bloccato sotto il suo peso…non potevo fare niente se non subire le sue "iniziative". Cominciò a muoversi su di me, scandendo il ritmo del nostro amplesso.
- Draco… più… veloce… -
- Chiedi "per favore" – ribatté, sorridendo sornione
- Hey… - con un colpo di reni, ribaltai di nuovo le posizioni – ricordati chi comanda – sussurrai all'orecchio, prima di leccarglielo sensualmente
- Hmm.. ok, "capo", ma vedi di darti da fare… - con un colpo di bacino, mi invitò a continuare quello che avevo interrotto
Dopo poche spinte decise, Draco raggiunse l'orgasmo, sospirando il mio nome. Sentii la mia virilità stretta nella morsa di quel culetto divino, e un istante dopo anch'io toccai l'apice del piacere. Mi riversai dentro di lui, con immenso sollievo. Era stato fantastico. Draco è sempre fantastico. Feci per uscire dal suo corpo, ma mi bloccò incrociandomi le gambe dietro la vita.
- oh, non penso proprio – ansimò – resta dove sei! –
- ma dai, Draco… siamo entrambi stanchi… -
uscii da lui, strappandogli un gemito contrariato. Tirai le coperte in modo da coprirci fino alle spalle, lo abbracciai teneramente e appoggiai la testa al suo petto, ascoltando il suo cuore che ancora batteva forte. Draco andò a cingermi la vita con un braccio, accarezzandomi i capelli con l'altra mano. Si addormentò quasi subito, e anch'io, poco dopo, cedetti al sonno, cullato dal suo calore e dal suono rassicurante del suo respiro.
Mercy P.O.V.
Purtroppo, a differenza di Draco ed Harry, non ero in vacanza. Quella notte, mi allontanai per compiere il mio triste dovere. Un tempo non l'avrei definito "triste", ma solo "dovere". La vicinanza di Draco stava risvegliando la mia parte umana più di quanto potessi permettermi.
Al mio ritorno, notai che Draco e Harry non erano più in camera. Notai anche un'altra cosa; Dudley era sveglio. Merda.
Mi vide nel mio lungo mantello nero (grazie al cielo non avevo portato con me la falce) e impallid�, tremando come un bambino. Non ha cacciato un urlo solo perché era troppo spaventato per pensarci. Con il sorriso più spontaneo che mi riusc�, mi tolsi il mantello, rivelando la mia cascata di riccioli biondi e il pigiama con gli orsacchiotti blu.
- M-Mercy? – balbettò
- Si? Che c'è, Dud? – chiesi innocentemente, sedendomi al suo fianco
- Che ci facevi, conciata in quel modo? –
- Oh, quella è la mia..mantella per la pioggia – inventai, dopo una brevissima esitazione – mi sono ricordata di aver lasciato la luce del bagno accesa, a casa mia, e cos� mi sono precipitata, se no poi ci arriva una bolletta milionaria e… -
- Ah…- sospirò di sollievo – mi hai fatto quasi paura, sai? –
- Cosa, per il mio look? Lo sai che sono patita di film horror. Ma le babbucce rosa con le orecchie da coniglio rovinano un po' l'effetto, temo. –
- Già, io… hm, non mi hai fatto paura, comunque – ripreso il controllo di sé stesso, tornò ad atteggiarsi a bulletto – ehi, ma dov'è tuo fratello? – guardandosi in giro, si era accorto che Draco non c'era
- Ah, lui… l'ho visto andare in bagno, un attimo fa. –
Tornò a guardarsi intorno. Presto si sarebbe accorto che anche Harry era sparito, e sarebbe stato più difficile trovare una scusa. Decisi di giocare d'anticipo, per distrarlo.
- Dudley? –mi avvicinai di più a lui – mi racconti ancora di quella volta che hai sconfitto cinque ragazzi da solo? –
- Cinque? Erano sette! Grossi come un armadio, e quello più alto aveva in mano una spranga e… -
Harry P.O.V.
Poco prima dell'alba, Draco mi svegliò con tanti piccoli baci.
- Harry? Dobiamo tornare di la, non credi? –
- Hm? Di la dove? Ah, si… -
In camera di Dudley dormivano tutti. Nessuno si accorse di noi, che sgusciammo dentro in punta di piedi e ci infilammo nei sacchi a pelo.
Il tempo passò troppo in fretta. Anche se potevo godere della compagnia del mio ragazzo, anche se sia Draco che Mercy facevano del loro meglio per tirarmi su il morale, mi sentivo nervoso. Temo di essere stato intrattabile, a volte. Temo di aver ferito Draco con il mio comportamento, ma se l'ho fatto, non è stata mia intenzione.
Ogni notte, quando i Dudley già dormivano, andavo di nascosto alla casa di fronte. Passavamo ore a coccolarci, parlare o fare l'amore. E ho il terribile sospetto di aver fatto una cosa orribile a Draco; temo di averlo usato come "canale di scolo" per la tensione. Più di una volta, trovandomi dentro di lui, l'ho sentito gemere di dolore. Più di una volta mi sono lasciato trasportare dall'egoismo, ho cercato di soffocare le mie ansie nel piacere fisico, senza più curarmi di lui, del fatto che con la mia foga potessi fargli del male, o non permettergli di raggiungere il piacere. Quando accadeva, mi vergognavo tantissimo di me stesso, della mia stupidità, della mia bastardaggine. Mi sentivo un mostro, eppure, sempre la volta dopo ripetevo gli stessi errori. Lui mi diceva di non preoccuparmi, che mi capiva, che avevo bisogno di aiuto per sopportare questo momento difficile, e che lui era pronto a darmi tutto quello che gli avessi chiesto. Ma non era felice.
Sopportava.
Sopportava il dolore. Sopportava che gran parte del tempo lo ignorassi, troppo preso dai miei problemi. Sopportava perfino quando, dopo averlo preso tutta la notte, dopo averlo fatto urlare di piacere o piangere dal dolore, me ne andavo senza una parola. Sopportava che non dimostrassi di considerarlo più di un oggetto.
Ma non era vero. Io lo amavo, stavo malissimo a farlo soffrire, ma il più delle volte me ne accorgevo troppo tardi. Avevo la testa altrove, a volte stavo zitto per ore, prima che qualcuno mi richiamasse alla realtà. A volte perdevo la testa e mi arrabbiavo, anzi, venivo travolto da una rabbia cieca che ingiustamente si sfogava su chi mi stava accanto. Di solito Draco.
Credo di averlo picchiato, una volta, perché mi aveva detto che era sciocco preoccuparsi. Credo di essermi arrabbiato perché l'avevo preso come un insulto, mi stava dando dello stupido perché ero in pena per Sirius. Stava offendendo me, stava offendendo il mio padrino, che era morto per me. Gli ho fatto davvero del male quella volta. Non male fisico, in quanto gli ho "solo" dato uno schiaffo… ma ricordo fin troppo bene come è caduto in ginocchio e si è messo a piangere, ferito nell'animo. Credo di avere pianto anch'io, quella volta, credo di averlo preso tra le braccia e supplicato di perdonarmi. Ma io non mi sono mai perdonato di essermi sfogato in quel modo su di lui.
Stavo malissimo perché nessuno dei miei amici si faceva sentire, perché non sapevo nulla del processo, di come andava avanti. Stavo malissimo anche per quello che stavo facendo alla persona più importante della mia vita, che nonostante tutto mi stava vicina e mi aiutava il più possibile.
Sarà stata una mia idea, ma anche lui mi sembrava nervoso, quasi in ansia, ma non sono certo che fosse dovuto al processo di Sirius. Forse era per questa strana piega che aveva preso la nostra relazione… Ad ogni occasione, comunque, cercavo di rassicurarlo, di dirgli quanto lo amavo, di chiedergli perdono per il mio comportamento. Gli dicevo quanto mi vergognassi di me stesso, e che non lo avrei mai più fatto soffrire, e che le mie azioni non dipendevano in alcun modo da lui, o dal fatto che il mio affetto stesse venendo meno, solo che stavo passando un periodo orribile.
E in fondo al mio cuore, supplicavo che non mi lasciasse.
Draco P.O.V.
Avevo paura.
Non paura di Harry. Non paura che mi facesse del male, con la sua violenza involontaria, né che in un attacco d'ira mi schiaffeggiasse di nuovo.
Avevo paura che la mia presenza non bastasse più a rassicurarlo, a proteggerlo, a farlo sentire amato come era stato una volta. Stavo male, perché nonostante tutti i miei sforzi non riuscivo a farlo stare meglio. Soffrivo perché soffriva lui. Mi sentivo inutile, inerme.
Ma soprattutto, avevo paura che si stesse stancando di me.
Cercavo di dirmi che era solo un periodo, che era solo preoccupato per Sirius, che non per questo avesse smesso di amarmi. Anche lui, negli ormai rari momenti di lucidità, mi diceva le stesse cose.
Ma ormai non aveva più il minimo riguardo, per me. Mi usava e se ne andava. Mi sbatteva come e quando voleva, mi ignorava per il resto del tempo… anzi, anche a letto mi ignorava… non sapevo più cosa fare, per tenermelo vicino, per compiacerlo. Perché avevo paura che si fosse stancato del suo "giocattolo", che volesse dare un taglio alla nostra relazione. Soffrivo di tutto questo, ma sapevo che non avrei potuto vivere senza di lui. Non dopo aver sperimentato il nostro amore. Non dopo aver trovato rifugio tra le sue braccia. Non dopo avergli aperto il mio cuore, e saputo che poteva contraccambiarmi. Ma forse non voleva. Forse non mi voleva più.
Io lo amavo ancora, non meno del giorno in cui mi ero dichiarato a lui. So che aveva bisogno di me, ma sentivo di stare fallendo nel mio compito di supporto morale. Solo che non sapevo che altro fare per lui. Avrei dato l'anima per vederlo sorridere… quindi, se usarmi poteva farlo sentire meglio, anche per pochi minuti, io ero disposto a lasciarlo fare… purchè non mi lasciasse… qualsiasi cosa pur di non vederlo andare via… pur di non sentirgli dire che non mi amava più, che non meritavo il suo amore, che non sapeva che farsene di me.
Forse le sue parole erano sincere… o ero io che cercavo disperatamente di aggrapparmi a quelle vuote rassicurazioni, come sull'orlo del baratro ci si aggrappa a un debole filo d'erba?
Forse davvero mi amava ancora, ma non era in grado di controllarsi… forse mi stavo solo preoccupando per niente…
Ma in ogni momento, pregavo con tutto il cuore che non mi lasciasse.
