Capitolo 12 – Tempo

Ti sposti sul divano sul quale credi di esserti seduta oramai mille volte prima di alzare lo sguardo verso un paio di grandi occhi in attesa. Non sono quelli di cui ti sei innamorata, ma sono gli occhi premurosi di Emma nella stanza 47, cosa che al momento è la seconda prospettiva migliore. Hai parlato ancora un po' della tua sessualità ma hai dato risposte brevi e vaghe, ancora non vuoi parlarne o nemmeno pensarci, infatti credi che oggi stia parlando soprattutto lei. Sei ancora sconvolta per quello che è successo ieri sera. Brittany ti ha aperto la sua anima e tu ti sei spaventata come una poppante e sei corsa da Sam. Fare sesso con lui è stato...

"Santana?"

Emma ti risveglia dai tuoi pensieri.

"Hai detto di aver avuto un rapporto sessuale con Sam, ti ho chiesto cos'hai provato."

"Ah," sospiri perché evidentemente devi esserti persa mentre cercavi una risposta. "Ho provato... niente," rispondi semplicemente e alzi le spalle come se stentassi a credere alla tua risposta.

"Niente?" ripete lei.

"Già... niente. Inizio a chiedermi se ho mai provato qualcosa ed è come se me ne rendessi conto solo ora," borbotti, completamente persa nei tuoi pensieri. La verità è che hai la testa fra le nuvole da ieri. "Non è stato bello o brutto... è successo e basta. Volevo solo venire e ho pensato solo a quello, avevo la mente completamente vuota. Non ho pensato a Sam e nemmeno alla donna per la quale ho dei sentimenti."

Emma sospira e sembra un po' combattuta, "Ascolta Santana, so che si tratta di Brittany, okay?"

I tuoi occhi escono quasi dalle orbite e resti lì a fissarla, sentendoti in imbarazzo. Hai dipinta sul viso l'espressione che si ha quando si viene beccati.

Ti sorride rassicurante comunque, "Me l'ha detto lei, a dire il vero credo fossi l'unica collega con la quale si fidasse a condividere questa informazione. Non sono per niente d'accordo con questa situazione, ma non prenderei mai provvedimenti contro di lei, per diverse ragioni che non approfondirò. Ad ogni modo, vai pure avanti," ti dice con un tono pacifico che, comunque, non riesce a calmarti i nervi.

"Io... come... quando te-"

Emma solleva una mano per fermarti, "Non è così importante, no? So che si tratta di Brittany, l'unica ragione per cui te l'ho detto è perché così puoi smettere di dire 'quella donna'," ti sorride con fare scherzoso.

"Okay," rispondi e deglutisci, cercando di relegare nel più remoto angolo della tua mente il pensiero che sappia di Brittany. "Non ho sentito niente, perché quando Brittany mi tocca, anche se solo... un leggero tocco con la mano o qualcosa del genere, hai presente? Mi sento viva, e quel semplice tocco mi dà molto più di quello che mi dà Sam, persino quando facciamo sesso. Quel livello di sentimenti e di intimità non c'è con Sam, è come... è solo sesso. E' tutto solo sesso e dopo mi sento praticamente vuota, non ho voglia di coccole o di fare altre cose con lui, immagino di svegliarmi con Brittany e mi sento al settimo cielo al solo pensiero, starei a letto con lei per sempre, parlerei con lei per sempre, e mi sento stupida per non aver capito di non provare lo stesso per Sam. Con Sam è tutto monotono e uguale, non ci sono alti, non credo ci siano mai stati."

Ti sembra di essere sul punto di avere un'altra rivelazione e, francamente, ti senti terrorizzata e vulnerabile.

"Capisco," commenta Emma gentilmente, "Quindi dici che ti ha preso il panico per quello che ti ha detto Brittany: a quale parte specifica ti riferisci?"

"Non lo so," rispondi sforzandoti di pensare: non riesci davvero a concentrarti, al momento. "Quando ha descritto come sarebbe stato stare con me io... mi sono allarmata perché avrei mollato su due piedi tutta la mia vita per quello che ha detto. Per una frazione di secondo stavo per farlo, avevo già immaginato di fare le valige e andare a casa sua. Ero così felice in quel momento."

"Capisco," replica Emma di nuovo, "e a quel punto sei andata al bar," conclude.

Annuisci dato che le hai già raccontato l'intera storia.

"Parlarne oggi ti fa sentire un po' meglio?"

Fai un cenno di assenso con la testa.

"Senti l'esigenza di fare qualcosa per cambiare la tua situazione o sei felice di dove ti trovi in questo momento?"

"Ovviamente non sono felice," commenti con una smorfia. "Non lo so, mi sento come se ieri e stanotte avessero cambiato le cose, e sono sicura di una cosa."

"Ah sì? E cos'è?" ti chiede Emma con curiosità.

"Non posso andare avanti così," rispondi semplicemente.

"Così come?"

"Facendo finta," rispondi sottovoce.

Quando arrivi a casa ti senti esausta, hai dormito poco e riflettuto tutto il giorno. Ti fa male la testa da quanto hai pensato e ti fanno male i piedi per la camminata.

"Ehi, tesoro," Sam ti saluta mentre entri in corridoio, poi si avvicina e ti dà un bacio sulla guancia.

Chiudi gli occhi e cerchi di non fare una smorfia sofferente. Ti domandi come e quando è cambiato tutto e se le cose torneranno mai come prima. "Sei tornato presto," noti togliendoti le scarpe.

"Già," Sam sorride felicemente e indica la cucina, "Ho anche preparato la cena."

"Grazie," gli sorridi con gratitudine.

Poi ritorna in cucina.

Il telefono sul tavolo in corridoio squilla e lo raccogli.

"Pronto?" rispondi.

"Ah, Santana, immagino tu stia bene," ti giunge la voce di tua madre.

Fai una smorfia e per un attimo allontani il ricevitore dall'orecchio. "Sì, mamma," rispondi indifferente, "Avevi bisogno di qualcosa? Sono appena tornata e sono un po' stanca-"

"Sei sempre stanca, Santana," sbotta tua madre, "Ascoltami, io e tuo padre veniamo a cena da voi la prossima settimana, facciamo giovedì?"

Fai un'altra smorfia, odi il modo in cui si intromette nella tua vita solo quando è conveniente per lei. La verità è che un po' detesti i tuoi genitori, adorano Sam ma sono freddi verso di te, e lo sono sempre stati, anche quando eri piccola. Tua madre fa la volontaria e dà spesso una mano in chiesa, mentre tuo padre è un medico; non sono stati molto presenti e hai dovuto arrangiarti per molte cose, quando eri adolescente potevi fare affidamento solo sugli amici. Sam, per la precisione. Nemmeno ora li vedi spesso, si interessano a te solo se tu (ai loro occhi) hai realizzato qualcosa, e apparentemente sposarsi con un ragazzo bianco di successo conta come realizzarsi.

"Va bene, mamma," dici a denti stretti.

"Santana Diabla Lopez, sono tua madre, quante volte devo dirti di cambiare atteggiamento? Non hai più 15 anni, ne hai 25," ti sibila nell'orecchio e ti viene voglia di sbatterle il telefono in faccia.

"Sì, mamma," ripeti monocorde. "Giovedì prossimo, ho capito. C'è qualche motivo particolare a cui dobbiamo il piacere?"

Ti sforzi di non lasciar trapelare il sarcasmo nel tuo tono di voce.

"No, io e tuo padre vorremmo solo discutere di cose riguardanti il budget del matrimonio, ed avremmo anche alcune idee."

Il tuo stomaco si contorce dalla paura e dal senso di colpa e balbetti.

"Parla," ti ordina tua madre.

"Io... ehm... va bene, senti mamma devo andare, ci vediamo la settimana prossima okay?"

"Bene, ciao, salutami Sam."

La linea si interrompe.

Butti giù il ricevitore, "Ti voglio bene anch'io," dici seccamente.

Appena riagganci il tuo cellulare inizia a vibrare nella borsa.

"Gesù Cristo infame," sospiri mentre lo recuperi e getti la borsa sul pavimento vicino alle tue scarpe. Controlli lo schermo e vedi che si tratta di Quinn.

"Ehi, Q," rispondi.

"Santana," sbotta lei.

Ma che cazzo succede? E' la giornata della cattiveria con Santana?

"Che c'è?" dici sulla difensiva.

"Oh niente... dovevi solo invitare Brittany per lo shopping questo week-end."

Guardi nel vuoto e ti sforzi di pensare, hai inconsciamente relegato i ricordi della serata di ieri in un angolo. All'improvviso ti ritorna tutto in mente e ti accorgi che sei andata da Brittany per invitarla allo shopping e hai finito per non chiederglielo affatto.

"Scusa Quinn, ci... siamo distratte..."

"Beh non c'è problema, le ho mandato un messaggio e ha detto che ci sarà."

"Aspetta, cosa? Vuoi dire che il suo telefono funziona?" le chiedi confusa.

"Certo, perché non dovrebbe?"

"Oh, niente," borbotti. Non ha risposto al tuo messaggio ieri sera, magari ha capito cosa intendessi dire: magari è arrabbiata con te e ti sta evitando.

"Okay, beh, le ho detto che sabato ci vedremo allo Starbucks e poi andremo al centro commerciale."

"Okay, grazie Quinn."

Vi salutate e spendi il resto della serata a sonnecchiare sul divano. Sai che non dovresti dormire durante il giorno perché influisce sul tuo sonno notturno, ma non puoi farci niente. Hai iniziato ad assumere i farmaci da un paio di settimane ma non senti alcuna differenza.

Arrivati a sabato è passata un'altra settimana dall'ultima volta che hai visto Brittany e sei infelice senza di lei, ma per la prima volta credi di non volerla vedere, se non altro per il modo con cui vi siete lasciate l'ultima volta. Magari potresti mentirle, potresti dirle che il messaggio era per qualcun altro e che gliel'hai inviato per sbaglio? No, non funzionerebbe, di solito riesce a scrutarti nell'anima. Sei un fascio di nervi mentre ti prepari e tremi al pensiero che sia arrabbiata con te, così decidi di sfruttare i doni che Dio ti ha dato. Ti metti il tuo vestito a righe nere e verdi che abbraccia la tua figura divinamente, chiudi la zip dei tuoi stivali alti che ti fanno sembrare le gambe appena depilate ancor più slanciate. Ti guardi allo specchio e respiri un po'. Il trucco e i capelli sono perfetti, le gambe sono una bomba e questo vestito è una meraviglia. Sei sexy, non hai niente di cui preoccuparti, e questo vestito funziona sempre per attirare l'attenzione dei ragazzi. Brittany però non è un ragazzo. Magari per le donne è diverso?

"Santo cielo, Santana, Brittany deve piacerti davvero, sei discreta come un mattone in faccia," ti dice Quinn mentre entrate allo Starbucks e vi sedete ad un tavolo. "Lo sai vero che stiamo andando a fare shopping e non in un ristorante di classe?"

Le fai un sorrisetto e una smorfia compiaciuta. Sei sexy, non ti importa.

"Senti," le dici francamente e ti accorgi che la gente si volta verso di te. Ti sembra di essere una cavolo di stella del cinema. "Io e Brittany... ci siamo più o meno baciate... beh... io ho baciato lei," le dici sottovoce.

Quinn si avvicina con la sedia e ti da uno schiaffo sulla nuca.

"Santana Lopez," ti sibila.

"Ahi!" ti lamenti strofinandoti la testa per il dolore. "Perchè l'hai fatto?!"

"Hai una relazione!"

"Lo so," sospiri. "Non so Quinn, inizio a credere che forse il matrimonio è un errore, lo sento nelle ossa."

"Te lo faccio sentire io qualcosa nelle ossa se non la pianti con questa stupida cotta per una ragazza," sibila Quinn come se avesse paura di essere sentita. "Come puoi fare questo a Sam?"

Ti viene di nuovo la nausea per il senso di colpa, e questa volta ti sembra quasi di poterti abituare a questa sensazione, è come se oramai facesse parte di te. "E' che... lei mi piace da morire, mi sa che mi sto innamorando," le dici sottovoce.

Gli occhi verdi di Quinn si addolciscono e la sua espressione corrucciata svanisce. "Mio Dio," sospira, "Dici sul serio, vero?"

E' come se si aspettasse che si tratti di una fase passeggera. E' come se si aspettasse che torni al tuo solito io, quel tuo solito io che è sempre stato con Sam, come se lui fosse parte di te. Lui è parte di te e per la prima volta nella vita inizi a non sopportarlo.

"Credo che forse... voglio stare con lei... non lo so.. sono terrorizzata, se devo essere onesta."

Quinn ti guarda come se fossi una persona completamente diversa e onestamente non la biasimi, perché di solito non parli mai dei tuoi sentimenti, specialmente con lei, quindi dato che sei stata sincera con lei deve aver capito quanto fai sul serio.

"Non posso credere di averlo detto, perché la settimana scorsa lo stavo evitando con tutte le mie forze," le spieghi facendo una risatina amara a te stessa.

Prima che tu possa aggiungere altro Brittany entra dalla porta e vi vedete subito entrambe, accenna un sorriso e si avvicina al vostro tavolo. Indossa dei pantaloni neri con stivali imbottiti e un largo maglione grigio che sembra troppo grande per lei, ha anche una piccola sciarpa verde intorno al collo e il tuo cuore ha un sussulto per quanto è carina.

"Ciao," vi saluta dolcemente mentre si avvicina al tavolo. Allunga la mano verso Quinn che si alza per stringergliela.

"Dio, è passata una vita dall'ultima volta che ti ho vista," afferma Quinn educatamente con un sorriso.

"10 mesi," sorride Brittany ed entrambe si siedono. "Come stai? Ti vedi con qualcuno?" le chiede.

Quinn annuisce, "Non proprio, ma ci sto arrivando."

Brittany inclina il capo di lato e ha un'espressione orgogliosa, "Buon per te Quinn, è magnifico," le dice sinceramente.

All'improvviso ti senti in imbarazzo, come se fossi di troppo, hai quasi dimenticato il fatto che Brittany sia stata anche la terapista di Quinn e che l'abbia aiutata a superare la morte di Puck.

Brittany si volta verso di te come se ti avesse appena notata e tu osservi deliziata la sua bocca che si apre mentre i suoi occhi si spostano verso il basso nella zona del tuo petto.

"Ciao Santana," ti saluta lentamente e non ti sta nemmeno guardando negli occhi, è come se stesse parlando alle tue tette.

Credi di aver appena gonfiato il petto in modo da farle sembrare più grandi ma non ne sei certa. Ti schiarisci la voce e vedi l'imbarazzo dipingersi sul suo viso perché le sue guance si tingono di rosa e i suoi occhi ripiombano sui tuoi.

"Ehi Britt," le fai un sorrisino compiaciuto e accavalli la gamba con fare seducente.

Funziona e gli occhi di Brittany cadono sulle tue cosce appena sotto al tavolo e tu fai una risatina appena li riporta frettolosamente sul tuo viso. Non è male, per una volta, avere il controllo della situazione.

Quinn si schiarisce la voce sonoramente ed entrambe vi voltate verso di lei. Sembra un po' infastidita.

"Volete ordinare qualcosa prima di andare?" vi chiede.

"Ehm... sì, magari un caffè, decaffeinato però," risponde Brittany.

Quinn si alza e si volta verso di te, "E tu?"

"Lo stesso," le rispondi senza nemmeno guardarla, sei troppo occupata ad osservare quanto morbidi sembrino oggi i capelli di Brittany.

"Santana," Quinn ti guarda sollevando un sopracciglio, "Tu odi il decaffeinato."

Ti volti sfacciatamente verso di lei e ringhi a denti stretti, "Beh, allora prendimi qualcosa che sia lungo da preparare."

Brittany sghignazza e Quinn una smorfia prima di precipitarsi in coda alla cassa.

Brittany ride in modo sommesso e ti guarda dritta negli occhi, tu sorridi di fronte alle sue guance ancora rosate e vorresti tanto darle un pizzicotto.

"Ciao," ti dice di nuovo dolcemente, scostandosi i capelli biondi dietro l'orecchio, timidamente.

"Ciao," ti ritrovi a risponderle con una risatina. Forse non è arrabbiata con te. "Non ti sei fatta sentire, tutto okay?"

Brittany annuisce e ti guarda pensierosa, la osservi mentre raccoglie il menù plastificato dal tavolo e inizia a giocherellare con l'angolo. "E' solo che non ho ben capito il tuo ultimo messaggio, quindi ho pensato che fosse meglio non parlarti se non di persona."

"Ad essere onesti anche io non ho ben capito il mio ultimo messaggio," rispondi sottovoce sollevando le spalle. "Dopo la nostra... chiacchierata... mi ha preso il panico, tutto qua."

Brittany si mordicchia il labbro inferiore e annuisce. "Capisco," Non vuoi davvero farne un dramma.

"Sei uno schianto," sospira Brittany e sbatte le palpebre per distogliere lo sguardo da te e posarlo sul menù.

Senti le guance diventare più calde e traffichi con le dita delle mani nervosamente, "Grazie," le rispondi con una risatina.

La giornata si trascina lentamente e vorresti davvero che Quinn non ci fosse. Non è che non apprezzi la sua compagnia, è che passa tutto il tempo a tenerti lontana da Brittany. Quando siete andate al centro commerciale in auto tu volevi sederti dietro con Brittany ma lei ti ha lanciato un'occhiataccia che sembrava gridare 'siediti davanti con me o ti uccido nel sonno'. Tutte e tre trascorrete la giornata passando in rassegna vari negozi a guardare diversi abiti, per decidere quale colore sia meglio. Ogni volta che ti avvicini a Brittany, Quinn si intromette e ti distrae discorrendo del più e del meno. Vorresti ucciderla. Non sai se cerca di proteggerti o se ti stia deliberatamente infastidendo. Non puoi nemmeno camminare due secondi di fianco a Brittany senza che Quinn si infili in mezzo a voi.

Alle fine vi ritrovate nell'ultimo negozio ed è tardo pomeriggio.

"Credo che dovremmo optare per un azzurro chiaro o un color crema per i vestiti da damigella, siete d'accordo?"

Brittany sorride e annuisce, noti che ha già alcuni abiti appropriati appoggiati sul braccio.

"Continuo a dare un'occhiata, sembra che non abbiano la mia taglia," vi informa Quinn come se fosse una cavolo di insegnante che deve tenervi d'occhio durante una gita. "Dovresti provarteli Brittany, sembrano bellissimi," sorride.

Brittany si allontana e tu fai per seguirla ma Quinn ti afferra per un braccio.

"Dove credi di andare?" ti rimprovera seccamente.

Grugnisci e le fai una smorfia, "Voglio stare un po' con Brittany, magari persino parlarle un po', che problema c'è?"

"Stai per sposare Sam, quello è il problema," ribatte.

"Mi è permesso parlare con la mia amica," replichi seccata.

"Come ti pare, stai vicino a me," ti istruisce Quinn mentre si piega per guardare delle scarpe.

Mentre è distratta decidi di allontanarti di soppiatto e quando sei fuori dalla sua vista praticamente ti precipiti nella direzione opposta. Più tardi ti ucciderà. Cerchi l'indicazione per i camerini di prova e cammini velocemente verso di essi. Vedi un fascio di capelli biondi che sta per entrare.

"Brittany," la chiami e quando la raggiungi sei un po' a corto di fiato.

Lei si volta con aria sorpresa, "Ehi," ti sorride, "sei riuscita a liberarti della palla e della catena?" scherza con te.

Tu ridi goffamente e ti senti in imbarazzo, "Ascolta, volevo scusarmi per il comportamento di Quinn, è-"

"Una buona amica," Brittany finisce la frase per te e ti guarda con tristezza.

"Già," sospiri.

Restate per un attimo in silenzio.

"Beh, vado a provarmi questi," ti comunica sollevando i vestiti che ha sul braccio.

"Ti aspetterò qui quando avrai finito," le dici e decidi che forse dopo potrete parlare. Sempre che Quinn non vi trovi prima.

Lei ti guarda imbronciata, "E' per il tuo matrimonio Santana," ti dice brevemente, "Come minimo mi serve la tua opinione."

"La mia opinione?"

"Sì, vieni dentro con me," ti dice come se fosse ovvio.

Tu annuisci e la segui.

La commessa vi sorride e porge a Brittany una tessera prima di poter entrare nel corridoio dei camerini. Brittany decide di andare verso il penultimo. Tu resti fuori e guardi l'orologio. "Okay, fa' presto però."

Brittany fa scivolare la mano sugli abiti che ha in mano e ti guarda confusa. "Vieni dentro con me."

Deglutisci. "C-cosa? Perché dovrei farlo?"

Lei solleva le spalle, "Così potremo parlare, Quinn ha fatto la guastafeste praticamente tutto il giorno," ti sorride maliziosa.

Non puoi fare a meno di ridere nervosamente mentre ti dondoli sulle punte dei piedi e guardi lungo il corridoio con esitazione. Hai l'impressione che Quinn possa spuntare da un momento all'altro e ti possa fare delle storie.

Brittany solleva il braccio per tenere la porta del camerino aperta. "Entra," ti dice facendo un cenno col capo.

Apri la bocca per dire qualcosa ma la tua mente si spegne e ti limiti ad obbedire.

Chiudi gli occhi mentre passi vicino a lei e provi vergogna e rimorso quanto senti che chiude la porta alle tue spalle. Sei terribilmente nervosa perché ci sono un sacco di cose che hai bisogno di dirle. Appende gli abiti al gancio sulla parete e tu ti siedi sulla poltroncina di pelle nell'angolo. Il camerino è piccolo e consiste in un grande specchio rettangolare sulla parete, una lampada a muro e la poltrona su cui sei seduta.

"Ho capito il tuo gioco," ti comunica fermamente e siete entrambe stipate in questo buco, tanto che riesci ad avvertire il calore del suo corpo.

"Che gioco?" le chiedi confusa.

"Mi dici di non flirtare con te e poi decidi di metterti l'abito più stretto e più corto che hai e che ti spinge le tette verso l'alto, e sembrano così morbide che è come se mi stessero parlando," commenta impassibile abbassando lo sguardo.

Cerchi di trattenere una risata.

"Magari mi sbagliavo, magari non voglio che tu smetta di flirtare con me," sussurri seducente e all'improvviso hai l'impulso di toglierti il vestito. Fa davvero caldo lì dentro. "Mi hai guardato le tette tutto il giorno," ti ritrovi a dirle sorridendo.

"Santana Lopez," ti dice strascicando le parole, mentre compare un sorrisetto sulle sue labbra, "Stai flirtando con me?" ti chiede sottovoce.

"Forse," deglutisci a fatica e ti muovi sulla poltrona. "Sarebbe ora che ti togliessi i vestiti. Lentamente però. Ugh. Non intendevo-"

"Non preoccuparti Santana," risponde Brittany placidamente, con un sorriso impacciato, "Puoi guardare."

Lasci uscire un respiro tremante mentre si toglie la sciarpa e la getta sul pavimento, i suoi occhi non abbandonano i tuoi. E' come se stesse facendo uno spogliarello. Appoggi le mani sudate in grembo, hai bisogno di dirle cosa provi, devi dirle di Sam e devi dirle di non smettere di spogliarsi.

"Sono stata a letto con Sam," le dici sottovoce.

Il suo viso sbianca un po' e la sua bocca si schiude a forma di 'o'. Ora sembra un po' più in imbarazzo e ti guarda con espressione assente.

Ti alzi improvvisamente e non è una grande idea perché ora sei proprio davanti a lei, sei praticamente certa che non ci sia abbastanza spazio per due persone lì dentro. Ti allontani da lei e decidi di voltarti verso lo specchio, i suoi occhi sono fissi nei tuoi e non hai idea di quello che sta pensando. Muove un passo verso di te e si ferma alle tue spalle e, oh, com'è familiare quella posizione. Inclina il capo così il suo viso è proprio sopra la tua spalla e i suoi occhi azzurri studiano i tuoi attraverso lo specchio. Non te n'eri mai accorta ma ti piace la differenza di altezza fra voi due.

"E' stato orribile? L'hai fermato?" ti chiede mordicchiandosi il labbro inferiore in trepidante attesa, in un modo che ti fa sentire ancora più in colpa.

La guardi negli occhi attraverso lo specchio e scuoti il capo lentamente.

"Quindi," continua e la sua voce sembra più debole, "Ti è piaciuto?"

Scuoti il capo di nuovo e ti senti gli occhi umidi, eppure non ti viene da piangere. Credi di essere sul punto di saltarle addosso. Ti senti triste ed eccitata allo stesso tempo ed è uno stranissimo e paradossale vortice di sentimenti che ti pervade dappertutto.

"Lo farai di nuovo?" ti sussurra da sopra la spalla.

Scuoti il capo per la terza volta. "Io... mi sono preoccupata solo di venire, dopo tutte quelle cose meravigliose che mi hai detto su di noi mi è preso il panico e... è successo e basta..."

"Ah," sospira e non riesci a capire se è ferita, delusa o indifferente.

"Non so se posso farlo, stare con te intendo... il solo pensiero mi terrorizza, ma allo stesso tempo andare a letto con Sam mi ha fatto capire che sono cambiate troppe cose, non sembra più giusto oramai, inizio a chiedermi se lo sia mai stato."

Ti volti e avverti una lacrima scivolarti giù per la guancia, eppure non sei triste, ti senti solo in colpa e sollevata allo stesso tempo.

Gli occhi di Brittany ti scrutano come se stessero cercando di leggere qualcosa dal tuo viso. Solleva la mano e ti asciuga delicatamente la lacrima, ansimi al contatto del palmo della sua mano che brucia le cellule della tua pelle.

"E io ti sembro giusta?" ti sussurra.

"Oh sì," sospiri ed esce più come un gemito. Senti le guance avvampare di imbarazzo e Brittany ti sorride, i suoi occhi sono socchiusi e scuri e tu deglutisci a fatica, sentendoti sul punto di scioglierti in una pozzanghera.

"Quindi non ci sarà nessun matrimonio, eh?" ti chiede con voce bassa e profonda. Abbassa la mano ma senti che si sporge verso di te.

"Probabilmente no," mormori e hai caldissimo in quello spazio angusto. Sbatti le palpebre velocemente perché ti si sta appannando la vista.

Solo quando noti che il torace di entrambe si muove capisci che state tutte e due respirando affannosamente, rubandovi la poca aria che c'è lì dentro.

"Allora credo che non ci sia bisogno di provare questi vestiti... a meno che..." lascia in sospeso il suggerimento velato.

La guardi imbambolata mentre fa scivolare la lingua giocosamente lungo il labbro superiore.

"Puoi provarli... se vuoi..." ti ritrovi a dire prima di riuscire a fermarti.

Le palpebre di Brittany si abbassano come fossero più pesanti mentre i suoi occhi si muovono lentamente dai tuoi piedi fino a che non incontrano il tuo viso di nuovo. Ti posa il palmo sulla pancia e ti spinge con forza, così colpisci con la schiena la parete dietro di te che trema leggermente.

"Ugh..." gemi per la sensazione, che non sai se sia di piacere o dolore.

Non riesci a sopportare la tensione e il modo in cui ti guarda.

I suoi occhi brillano di desiderio e ti sorride seducente prima di voltarsi: si alza lentamente il maglione, se lo sfila dalla testa e lo fa cadere sul pavimento accanto alla sciarpa. I suoi capelli biondi le cadono sulle spalle, drappeggiando il suo torace altrimenti nudo. Non indossa nient'altro sotto.

"Fa così caldo qui dentro," dice facendosi vento debolmente. Si scosta i capelli di lato e i suoi maliziosi occhi azzurri ti osservano da sopra la spalla.

"Caldissimo," mormori fissando la sua schiena nuda, i suoi muscoli ondeggiano ad ogni movimento e la luce che raggiunge le sue reni mette in evidenza un leggero strato di sudore.

Hai bisogno di aggrapparti a qualcosa ma le tue mani sudate non riescono a trovare altro che la parete, alla quale ti stai appoggiando disperatamente.

Brittany si volta lentamente con un sorrisetto consapevole.

Ansimi e ti mordi il labbro inferiore mentre i tuoi occhi indugiano sul suo corpo.

Fa un passo avanti, così è proprio davanti a te e ti sembra che si stia muovendo tutto al rallentatore. Respiri affannosamente e avvampi di imbarazzo: penserà che sei asmatica o roba simile.

"Quindi, tipo, non indossi mai il reggiseno?" balbetti stupidamente con gli occhi fissi sul suo seno minuto e i suoi capezzoli rosa che sono leggermente induriti in punta. La sua pelle color latte sembra così liscia.

"Puoi toccare se vuoi," sospira delicatamente e avvolge le sue dita intorno ai tuoi polsi. "Lo... lo vuoi?"

"Sì."

Cazzo.

Hai appena detto sì. Stai per toccare delle tette, le tette di un'altra donna. Il tuo cuore inizia tremare.

Porta lentamente le tue mani verso il suo petto, i suoi occhi non abbandonano i tuoi nemmeno per un attimo e ti sembra che il tuo stomaco stia per cadere sul pavimento.

"Aspetta," le dici rapidamente facendola fermare. "Lascia," le sussurri e lei scioglie la presa dalle tue mani.

Non puoi credere di essere così coraggiosa.

Le tue mani tremano, ma ne allunghi lentamente una e la posi sotto al suo seno sinistro.

"Oddio," sospiri nervosamente ed è così caldo e pieno nella tua mano.

Prima di cambiare idea lo stringi delicatamente nel tuo palmo e muovi il pollice lentamente verso l'alto fino a quando sfiora il capezzolo.

Lei ansima.

Alzi la testa di scatto e avverti l'eccitazione scivolarti fra le gambe quando vedi che la sua testa è tesa all'indietro ma i suoi occhi socchiusi sono ancora incantati su di te, sta ansimando e la sua bocca è leggermente aperta. Porca vacca. Hai davvero questo effetto su di lei?

"Sei la persona più sexy che abbia mai incontrato," esali faticosamente, mentre accarezzi col pollice il suo capezzolo con movimento circolare, meravigliata da quanto rapidamente si sta irrigidendo al tuo tocco.

Lei ti guarda in preda alla meraviglia, la sua bocca è socchiusa, i suoi occhi si spostano dai tuoi alla tua mano. Decidi di spostarla verso il basso e le accarezzi delicatamente la pancia, sorridi quando vedi i suoi addominali contrarsi e tremare al tuo tocco. Prendi nota di tutte le dolcissime lentiggini della sua pelle.

Lei si passa una mano fra i lunghi capelli biondi e ti guarda con desiderio.

E' così...

Con prudenza fai scivolare l'indice verso l'osso del suo bacino e lo accarezzi con movimento circolare, sei come ipnotizzata e credi di poterla toccare per ore. Vuoi toccarla dappertutto e per sempre.

Il tuo respiro si fa ancora più affannoso quando Brittany allontana bruscamente la tua mano e preme il suo corpo contro il tuo: inarca la schiena e senti i suoi capezzoli induriti contro la tua pelle sopra la scollatura del vestito.

"Porca... vacca..." sospiri estasiata e ti sembra di non riuscire a respirare.

Deglutisci di fronte all'evidente desiderio che trapela dai suoi occhi: si avvicina ancora di più, spinge il suo torace contro di te e accosta le sue labbra al tuo orecchio per sussurrarti, "Scommetto che sei bagnata per me."

Fai un gemito e ti si chiude la gola mentre lasci entrare quelle parole dalle tue orecchie e le senti proseguire dritte verso il basso fino a fermarsi ardenti fra le gambe.

Brittany allontana la testa e vedi che le sue guance sono rosa e sembra un po' accaldata, e sai che sta sudando perché anche le tue gambe sono appiccicaticce. L'aria lì dentro è così calda e densa.

Le dita di Brittany iniziano a giocherellare con l'orlo del tuo abito e prima di accorgertene lo sta sollevando, il tessuto aderente è incollato alla tua pelle.

"Oh... mio..."

Non riesci a credere che stia succedendo. Oddio. Cazzo. Cazzo. Cazzo. Sta succedendo davvero adesso. Il tuo cuore batte così forte che ti sembra di non riuscire a sentire bene.

Ansimi quando le sue dita ti accarezzano le cosce e avverti una sensazione di calore crescere dentro di te, la tua pelle vibra in ogni punto che tocca. Non ti sei mai sentita così esposta in vita tua, il tuo vestito ora è arricciato intorno alla vita e metti in mostra per lei nient'altro che le tue mutandine di raso nere.

E' solo quando l'aria le colpisce che ti accorgi di quanto sei bagnata. Stai praticamente tremando sul posto.

Il viso di Brittany è davanti al tuo e si lecca le labbra ansiosamente, guardando in basso.

Hai le cosce serrate e ti aggrappi ai suoi bicipiti mentre le sue mani sono ferme sulla tua vita. Ti sembra di essere sul punto di collassare.

Ti guarda come se ti stesse silenziosamente chiedendo il permesso e tutto quello che riesci a fare è gettare la testa all'indietro, chiudere gli occhi e respirare per prepararti.

Brittany sposta le dita lentamente verso il basso, tracciando l'orlo della tua biancheria per poi proseguire il sentiero sul tessuto e premere leggermente contro il clitoride.

"Oh... c-cazzo..." ansimi e ti aggrappi dietro al suo collo, le tue unghie affondano nella sua pelle. Ti ritrovi a tirarla ancor più verso di te.

Tutto il tuo corpo è acceso di desiderio. Senti il tuo sesso pulsare contro di lei come se stesse cercando di staccarsi dal tuo corpo per avvicinarsi a lei.

Ti sta decisamente toccando in un modo in cui Sam non ha mai fatto.

Il suo tocco brucia e vibra attraverso il sottile e fradicio tessuto delle tue mutandine. Gemi sonoramente quando inizia a muovere le dita fra le tue gambe, accarezzando la tua pelle dolorante e provocando una sensazione di calore che ti fa girare la testa e annodare lo stomaco.

"Non... respiro... così... bello... cazzo," ansimi contro di lei e stringi la pelle del suo braccio e il retro del suo collo così forte da farla sibilare.

"Guarda quanto sei bagnata per me," geme sulla tua guancia ed inizia a baciarla e mordicchiarla.

I tuoi occhi roteano all'indietro e un gemito basso e gutturale lascia le tue labbra. Le sue dita si muovono senza sosta sul raso appiccicoso delle tue mutandine, che sono già incollate al tuo sesso palpitante come se fossero una seconda pelle. Inizi a dondolare il bacino per incontrare i suoi movimenti e inizi a sentirti un po' disperata. Non ti sei mai sentita così bene in vita tua. Se è questo che si prova con una barriera di tessuto, non puoi nemmeno immaginare come possa essere pelle su pelle, carne su carne.

E' tutto dannatamente caldo e pesante e appannato.

Sei persa.

Graffi il retro del suo collo con più forza.

Le punte delle sue dita si inarcano un po' verso l'alto e le senti penetrare leggermente, il tessuto della tua biancheria sale insieme a loro e la tua pelle bagnata si aggrappa a quella sensazione disperatamente. Gemi perché hai bisogno di sentirla dentro di te, tutta quanta, senza barriere e non solo un po'. La vuoi dentro di te fino in fondo.

Brittany toglie improvvisamente la mano e senti il tessuto delle tue mutandine incollato dentro di te.

"Ahh..." sospiri ad alta voce per la perdita di contatto, "Ti prego."

Brittany ti sorride e si porta la mano sul viso, spalanchi la bocca quando vedi le punte delle sue dita cosparse della tua eccitazione. Ti guarda intensamente prima di mettersene due in bocca e succhiarne le estremità, i suoi occhi socchiusi sono persi nei tuoi.

"Brittany," ansimi e ti senti letteralmente il cuore tremare contro la cassa toracica.

Stai permettendo ad una donna di toccarti nel tuo luogo più intimo e non ti sei mai sentita più naturale o viva in tutta la tua intera esistenza.

"Mhmm," mormora mentre si lecca le dita, tirandole fuori con un leggero schiocco. "Hai un sapore... magnifico..." ti sorride, i suoi felini occhi azzurri mettono a nudo la tua dannata anima.

E' la persona più sexy, più squisita che tu abbia mai avuto il piacere di incontrare.

Restate entrambe ferme e vedi i suoi occhi che si spalancano quando sentite qualcuno che si avvicina al camerino. C'è un impaziente bussare alla porta e ti copri istintivamente la bocca.

"Ehi, com'è che ci vuole così tanto?" vi raggiunge la voce infastidita di Quinn.

Brittany si schiarisce la voce, "Usciamo fra un minuto, ho preso una botta al dito del piede," le dice, la sua voce è pesante e alza le spalle come per lasciare intendere che è la migliore scusa che le sia passata per la mente.

Cerchi di trattenere una risata.

"Bene," dice Quinn brevemente e la senti allontanarsi.

L'atmosfera improvvisamente non è più così soffocante e Brittany sembra quasi tornata timida e ti sorride incerta. Hai un tuffo al cuore e ricambi il suo sorriso.

"Dunque," dice lentamente afferrando l'orlo del tuo vestito per rimetterlo a posto.

"Grazie," sussurri debolmente, incapace di fare altro dato che è ancora così vicina. "Ora sono frustrata e probabilmente sto per esplodere."

"Già, scusami," Brittany storce la bocca, "Ci siamo lasciate trasportare, non voglio... farlo... finché stai ancora con Sam, capisci?"

Annuisci e avverti quel familiare senso di colpa e di realtà che ti turbina nello stomaco. Osservi in silenzio Brittany infilarsi il maglione, i suoi capelli sono un po' in disordine. Si volta verso di te e allunghi la mano inconsciamente per sistemarglieli. La stai toccando senza nemmeno rendertene conto.

"Scusa," mormori ritraendo la mano. Ti asciughi la fronte perché credi di aver perso ettolitri di sudore e le tue parti intime pulsano ancora fastidiosamente contro la tua biancheria fradicia. Vorresti solo andare a casa e farti subito una doccia.

"Lascio Sam," annunci rapidamente.

Ti fissa come se non credesse alle sue orecchie ma poi annuisce e fa cenno di aver capito.

"Cioè, è da un po' che ci penso, forse in fondo anche prima di conoscerti sapevo che il matrimonio era una pessima idea. E poi sei arrivata tu..." ti fermi e odi il fatto che con lei ti riesca così facile parlare di sentimenti. "Mi sembra come se per tutta la mia vita con Sam mi sia accontentata di..." lasci in sospeso di nuovo sforzandoti di produrre una metafora intelligente per articolare il pensiero su come lei ti abbia svegliato da un lungo sonno.

"Va' avanti," ti sprona gentilmente accennando un sorriso.

Deglutisci quando allunga la mano per prendere la tua, il tuo palmo è sudaticcio quanto il suo e senti la tua pelle incollarsi deliziosamente alla sua.

"Mi sembra di aver vissuto con Sam una specie di dieta a base di cioccolato scadente, cosa che ha un buon sapore perché è cioccolato e tutti amano il cioccolato, tutti si aspettano che ti piaccia e che mangi il cioccolato. E poi arrivi tu, e sei una specie di gigantesco cioccolatino cremoso e prodotto con cura e incredibilmente costoso, è scuro ed è fatto a strati ed ha un sapore così buono sotto ogni punto di vista che quando ne prendi un morso, quel singolo morso è meglio di un'intera vita col cioccolato di prima perché c'è quella sensazione che ti fa dire... ecco... è questo il sapore che dovrebbe avere il cioccolato, è questa la sensazione che deve provocare. Dopo tutto questo tempo non avevo capito che doveva essere così perché ho mangiato sempre lo stesso fottutissimo cioccolato e la gente intorno a me continuava a dirmi che è il migliore che c'è, ma ovviamente non è così perché ci sei tu, sei tu il mio cioccolato."

Smetti di sproloquiare all'improvviso perché capisci che stai parlando di cioccolato. Stringi la sua mano e sollevi le spalle goffamente. "Scusami, probabilmente ti sembrerà stupido, non sono molto brava con le parole o coi sentimenti o-"

Ti interrompe quando le sue labbra morbide si posano sulle tue.

Chiudi gli occhi e mormori felicemente, ti senti come fluttuare mentre ti bacia le labbra dolcemente e si allontana troppo in fretta lasciandole umide e assetate. Apri gli occhi e resti senza parole.

"Di cosa hai bisogno?" ti chiede, il suo sorriso si allarga e i suoi occhi hanno un'aria serena e felice in un modo che ti tranquillizza, nonostante la situazione fra le tue gambe.

Adori il fatto che ti faccia andare in profondità e che ti faccia arrivare direttamente al punto.

"Tempo," rispondi sottovoce. "Ho bisogno di tempo per schiarirmi le idee e tempo per dirlo a Sam, ci vuole il giusto tempismo," mormori agitandoti di fronte ai possibili scenari.

"Che cosa gli dirai?"

"La verità," rispondi seriamente guardandola negli occhi. Probabilmente le stai stringendo la mano come fosse in una morsa, ma dato che non si è lamentata non ti importa.

"E cioè?"

Ti mordi il labbro e senti il cuore accelerare. "Che ho iniziato a vedere qualcun altro, che mi sto innamorando di qualcun altro."

Ti sorride timidamente e guarda in basso, dondolando la tua mano avanti e indietro come una scolaretta.

Non puoi fare a meno di sorriderle. Ti rende così felice.

"Okay," annuisce. "Se è di tempo che hai bisogno, aspetterò, ma sappi che non ne hai tanto, okay?"

Tempo.

Sta iniziando a scadere.

"Lo so," concordi nervosamente. "Ho paura Britt," ammetti debolmente e senti la tua voce che trema. "Mi sembra di essere sull'orlo del precipizio, come se tutta la mia vita stesse per cambiare drasticamente."

Brittany considera le tue parole per un momento e poi ti risponde onestamente, "Sì, Santana, probabilmente sarà così."

Veramente non ti aspettavi quella risposta.

"Ma col tempo, ti sembrerà di nuovo la tua vita normale, e se va tutto bene questa volta sarà una vita più tua ed una nella quale sei più felice."

Non riesci a trovare le parole quindi ti getti addosso a lei, avvolgendole le braccia intorno al collo e stringendola forte. Ti accarezza con affetto la schiena mentre tu ti dondoli un po' nell'abbraccio.

"Grazie," sospiri nel suo orecchio con tutta la sincerità che puoi esprimere. Intendi davvero ringraziarla per tutto. Assapori il profumo dei suoi capelli e ti accoccoli a lei ancor di più. Sorridi quando senti che appoggia la testa sulla tua spalla e credi di non aver mai fatto parte di qualcosa di così perfetto, come se foste entrambe due pezzi di un puzzle che si incastrano alla perfezione e che di fatto sono gli unici due che esistono, quindi costruire il resto del quadro non sembra poi così importante.

"Ho solo bisogno di un po' di tempo," ribadisci di nuovo.

E' vero.

Hai bisogno di tempo per dire addio alla tua vita per come la conosci.

E' solo che non ti senti abbastanza coraggiosa o pronta per farlo.