Nota della traduttrice: E' passato un bel po' di tempo, lo so, ma questa storia è talmente lunga che potete immaginare il tempo necessario per tradurla. Il tempo a disposizione è quello che è, ma farò il possibile per far arrivare nuovi capitoli al più presto. Tuttavia prometto ancora una volta che questa storia, come tutte le altre, verranno concluse. Chiedo scusa in anticipo se trovate errori ma il capitolo non è stato betato. Grazie a chi ha avuto la pazienza di aspettare silenziosamente questo nuovo capitolo e a chi continua a scriverci e a lasciare recensioni. Buona lettura,

Evey


Capitolo 10: Fuochi d'artificio

Lunedì 4 luglio 1898: Ackley, Iowa

Santana si sente estranea a se stessa quando si sveglia, come se il suo corpo e la sua mente fossero lontani da lei e i suoi ricordi della notte prima appartenessero a qualcun altro. Le ci vuole quasi un minuto per comprendere che non si è addormentata da sola: Puck è steso sotto di lei, spaparanzato come un cagnolone pigro, con il viso sepolto sotto la manica della camicia di Santana.

Nella sua confusione, Santana ricorda vagamente che Puck non riusciva a srotolare il suo materassino dopo essere tornati in tenda la notte prima. Ricorda anche di aver avuto pietà della sua goffaggine, offrendogli di dividere la branda con lui in cambio della promessa che si comportasse da gentiluomo fino al mattino.

Per quanto Santana ne sappia, Puck ha mantenuto la sua parola: sia lui che Santana sono completamente vestiti e Santana non sente il sapore delle labbra di lui sulle sue.

(Solo mele e alcol e baci da sirena di Brittany.)

Puck si muove nel buio.

"È ora di alzarsi, coccinella," grugnisce stirandosi la schiena.

Il suo petto si solleva contro la schiena di Santana, sbuffando mentre si stiracchia. Ogni punto in cui il suo corpo tocca quello di Santana sembra madido di sudore e bollente. L'oscurità pervade la tenda e a Santana sembra di non aver dormito affatto. La sua testa galleggia.

"Non possiamo prendere un treno successivo?" si lamenta, scherzando solo a metà.

Si sente scottata dal sole e dolorante ovunque, la gola secca per aver riso e strillato e parlato troppo forte, gli occhi asciutti e le labbra screpolate dall'intenso calore di ieri. La sua pelle puzza di acqua di lago e di sudore, i suoi capelli sono arricciati intorno al viso e al collo, ancora umidi per il bagno. Più si sveglia, più si rende conto del suo stato pietoso.

Puck sembra altrettanto indisposto. Si pulisce il sudore dalla faccia e si schiarisce la voce sonoramente.

"Il circo non aspetta nessuno," dice con voce rauca, "e nemmeno il caffè di Ma Jones."


Sia Puck che Santana si muovono goffamente e arrancano attraverso la loro routine mattutina.

Santana dedica un quarto d'ora a districare i nodi nei capelli ed è sul punto di piangere per tutto il tempo, battagliando con più grovigli di quanti ne riesca a contare. Puck si taglia radendosi e impreca così rumorosamente che Santana si domanda se il signor Adams non impari qualche nuova bestemmia dal suo lontano hotel di Storm Lake.

Quando Santana e Puck escono dalla loro tenda alla luce della luna, nessuno dei due sembra incline verso nulla. Puck è accigliato mentre smonta la tenda e Santana lo è guardandolo all'opera.

(Puck non si disturba nemmeno a prendere Santana sotto braccio per condurla alla mensa.)

I loro complici della sera precedente non stanno molto meglio.

Gli occhi di Finn Hudson sono così gonfi che sembrano a malapena aperti. Blaine sembra verde, a dispetto dalla luce rossa del fuoco. Rory si tiene la testa fra le mani e grugnisce, mentre Kurt punzecchia le uova con la forchetta come se non avesse mai visto niente di più repellente nel suo piatto. Anche il normalmente solare Sam sembra spento e assonnato. Sbadiglia largamente e affonda il viso contro il gomito sul tavolo.

Brittany non si vede da nessuna parte.

Santana si lamenta e si siede sull'erba mentre Puck va a prendere il caffè, tira le ginocchia contro il petto e osserva in direzione della tenda dei Pierce, sperando che Brittany stia bene, o almeno ancora addormentata.

Quando Puck torna da Santana con la sua bevanda, lei annuisce e lo ringrazia ma non dice niente. Puck si siede accanto a lei ed entrambi sospirano, incredibilmente stanchi anche se la loro giornata è solo appena cominciata.


Santana e i ragazzi fanno colazione in silenzio, nessuno parla all'altro o a chiunque altro intorno a loro. Mangiano con gli occhi bassi e le teste pesanti, già stremati da un sole che deve ancora sorgere. Quando la campana della partenza suona, il gruppo fa smorfie e Rory si lagna. Si alzano dai loro posti, trascinandosi verso i carri.

Solo quando raggiungono i veicoli Brittany appare fra la baraonda, scivolando accanto a Santana come se sbucasse dal nulla, capelli umidi e occhi stanchi, ma il resto bello come sempre. Sbadiglia dietro la mano e poi avvolge il braccio intorno ai fianchi di Santana, posando il mento sulla sua spalla, accarezzandole la pelle col naso.

Santana ansima appena al contatto, ancora non abituata ad avere Brittany così tanto intorno a lei, pur trovandosi in quel tipo di situazioni abbastanza spesso ultimamente e nonostante adori ogni volta che lo fa. Mette il braccio su quello di Brittany, legandola a lei.

"Ti siederai con me sul treno?" le chiede, cercando di non essere troppo speranzosa che Brittany dica di sì, in caso Brittany preferisca, per qualsiasi ragione, non farlo.

Brittany non parla. Si limita ad annuire, strofinando naso e bocca sul collo di Santana in un quasi bacio.

Santana rabbrividisce al tocco. "Beh, è la prima cosa buona di oggi," dice onestamente.

Le labbra di Brittany si sollevano in un sorriso contro la sua pelle.

Anche Santana sorride. "Non parli molto quando hai sonno, vero?" la prende in giro, accarezzandole i polsi coi pollici.

Brittany si accoccola ancor di più a lei, scuotendo il capo. Le sue labbra si arricciano contro la pelle di Santana e il cuore di Santana si scioglie per la sua dolcezza.

"Non fa niente," dice Santana, sollevando la mano per accarezzarle i capelli. "Nemmeno io parlo molto la mattina. Sul treno possiamo dormire."

Brittany sospira, felice, e Santana la ama.


Alla stazione Puck si allontana da Brittany e Santana senza dire una parola, andandosene assonnato, imbronciato o entrambe le cose contemporaneamente. In ogni caso, Santana non può che sentirsi lieta nel vederlo allontanarsi.

Dopo che Puck scompare dalla vista, Brittany e Santana salgono su una carrozza quasi vuota e si sistemano in un angolo. Santana si siede per prima e Brittany si accoccola accanto a lei, con la testa posata sulla sua spalla. Brittany non si è svegliata del tutto fin da quando ha incontrato Santana al campo, e non ha nemmeno detto una parola in tutta la mattina.

Quasi immediatamente, il respiro di Brittany si fa profondo e regolare, come le onde del lago la sera prima sotto la luna piena, e Santana si domanda se si sia già addormentata. Ma poi Santana sente la sua bocca distendersi in un sorriso felino contro la sua pelle.

"Che c'è, Britt?" le domanda, accarezzandole distrattamente i capelli con le dita.

Il sorriso di Brittany si allarga una smorfia divertita che Santana può sentire ma non vedere. "Oggi non è più domani," dice Brittany trasognata. "Oggi è oggi."

E all'improvviso Santana ricorda.

La sera precedente dopo che hanno nuotato nel lago, Santana ha promesso a Brittany di dirle il suo segreto.

Per un momento, la mano di Santana si ferma fra i capelli di Brittany e Santana esita, domandandosi se non abbia fatto un enorme errore da ubriaca di quelli che si leggono nei libri, promettendo di rivelare il suo amore a Brittany in un momento in cui tutto sembrava facile.

Ma poi Brittany espira contro la pelle di Santana e le stringe le braccia intorno alla vita, affondando in lei, e all'improvviso Santana scopre di non aver fatto proprio nessun errore.

E tutto ciò che è successo ieri fra lei e Brittany—lo spavento durante la passeggiata in centro, il lancio di coltelli nel bosco, il bacio segreto di Brittany sulla spiaggia—Santana sa che la ama così tanto che non riuscirebbe a trattenersi dal dirlo nemmeno un altro giorno, anche se non glielo avesse promesso affatto.

Sa anche che Brittany ricambia il suo amore.

Brittany si muove contro Santana, accoccolandosi ancor più a lei e, quando lo fa, Santana è risoluta: dirà a Brittany il suo segreto quando arriveranno al campo. Attenderà fino a che saranno sole prima di pranzo una volta concluse le loro faccende della mattinata, poi lo farà.

(Quando Santana è arrivata al circo, Puck le ha detto che la verità non ha più importanza, ma Santana ora sa che si sbagliava.)

(Importa più di ogni altra cosa.)

Solo pochi giorni fa, Santana aveva temuto di confessare il suo amore a Brittany, ma ora quasi non vede l'ora di farlo perché sa quanto Brittany desideri sentire quelle parole, e Santana adora donare cose a Brittany.

Mette un po' della dolcezza che prova in un bacio sui capelli di Brittany. "Presto," le promette, anche se Brittany si è già addormentata e non la sente.

Quando il treno fischia sopra la stazione, Santana rabbrividisce e si rannicchia giù chiudendo gli occhi. Quando il treno inizia a muoversi sui binari, continua a pettinare i capelli di Brittany, sprofondando nella loro seta, nel calore di Brittany, nei suoi respiri regolari, poemi sulla sua pelle.

(Quando Santana sogna, si trova con Brittany sulle spiagge della Carolina, anche se non le ha mai visitate da sveglia.)

(Il cielo sopra di loro è coperto e il mare sembra il lago Storm. Brittany saltella lungo la riva, gettando monete nella sabbia dietro di lei, come se fossero briciole di pane e lei e Santana si trovassero in una fiaba. Quando Santana si ferma per raccogliere le monete, si accorge che invece sono carte dei tarocchi.)

(Anche se ci prova, non riesce a leggerle.)


"Vi sarebbe stato bene se il treno se ne fosse andato senza di voi, sapete."

Una voce acuta sveglia Santana dai propri sogni. Non sembra affatto un mugugno assonnato di Brittany e soprattutto è qualcosa che Santana non vuole sentire.

Santana si muove e sente Brittany fare lo stesso contro al suo petto. Il treno si è fermato, ma Santana si sente ancora in movimento—visto tutto quel viaggiare in treno, fra le onde e il dover sempre andare da qualche parte senza fermarsi mai a lungo. Santana apre gli occhi e si trova Rachel Berry in piedi sopra di lei, con le braccia conserte davanti ad un grembiule bianco. Rachel non sembra affatto contenta.

Appena vede di aver catturato l'attenzione di Santana, continua.

"So che vi siete alzate per combinare guai ieri notte, e sono determinata a scoprire che cosa. Non credere che non abbia notato che voi, Sam e Puck e Finn siete arrivati a colazione con facce stravolte dal sonno come dei mendicanti davanti alla chiesa."

Proprio allora, Brittany si raddrizza fra le braccia di Santana. "Ma io e Santana non andiamo in chiesa, Rachel. E nemmeno i ragazzi. Nessuno al circo ci va," dice, proprio così, senza batter ciglio. La sua voce è rauca per il sonno.

Serve un secondo a Rachel per reagire.

La sua bocca si apre e un'emozione che sembra dolore passa sui suoi occhi, che poi sparisce in un istante. Chiude la bocca e scuote il capo, schiarendo qualsiasi confusione che Brittany possa averle causato. Fissa Brittany con un'espressione illeggibile.

"Mio padre dice che il signor Adams dovrà iniziare a licenziare membri della compagnia se il signor Fabray non firma in fretta i documenti," dice Rachel con voce bassa e seria. "Brittany, qualsiasi cosa abbiate in mente, dovresti davvero considerare il tuo ruolo al circo e quanto significa per te rimanere nello spettacolo." Dopo un secondo di pausa, Rachel aggiunge, "E anche tu, Santana," prima di voltarsi in direzione della porta della carrozza e lasciarsi alle spalle Brittany e Santana senza dire una parola di più.

Il signor Berry e il suo servitore attendono Rachel fuori dal treno, stando l'uno vicino all'altro con i gomiti che si toccano. A Santana pare che abbiano un'espressione triste. Aiutano Rachel a scendere sull'erba accanto a loro, tenendola stretta mentre salta giù dal treno.

Brittany si muove, staccandosi da Santana per alzarsi, ma Santana rimane accovacciata nell'angolo della carrozza, con un nodo di tensione alla bocca dello stomaco. E se Rachel scoprisse che Santana, Brittany e i ragazzi hanno rubato i liquori dalla mensa? O, ancora peggio, se lo scoprisse il signor Adams? Se il signor Adams volesse licenziare qualcuno del circo, Santana sarebbe la prima ad andarsene. E poi? Santana potrebbe non vedere mai più Brittany. Deglutisce a fatica.

"Forza, tesoro," dice Brittany, stendendo la mano in direzione di Santana per aiutarla ad alzarsi.

Santana rimane inchiodata sul posto. Si bagna le labbra. Quando solleva lo sguardo su Brittany, percepisce quanto sono spalancati i propri occhi e sente la paura nella propria voce, "Brittany, credi… il circo è nei guai?"

Brittany fissa Santana con uno dei suoi lunghi sguardi indagatori, sbirciando verso il basso come un bambino che cerca di vedere il fondo di un pozzo. Aggrotta la fronte mentre pensa alla risposta. "Il papà di Quinn firmerà i documenti," dice lentamente. "Il matrimonio è sabato."

Ma non sembra molto allegra, però.

(Santana ha una fitta.)

(Non si dovrebbe estrarre la Morte all'uomo che vuole comprare il circo.)

Il fischio della stazione risuona forte e sia Brittany che Santana sobbalzano. Brittany offre di nuovo la mano a Santana e questa volta Santana accetta, permettendole di aiutarla ad alzarsi in piedi. Dopo aver sistemato le loro gonne, le ragazze si affrettano ad uscire dal treno, saltando a terra mano nella mano. Per la frazione di secondo in cui restano sospese in aria, lo stomaco di Santana fa un balzo. La nuova cittadina sembra già diversa da Storm Lake—come un luogo dove tutto accade in fretta.

Se normalmente la compagnia del circo si aggira intorno alla stazione mentre i supervisori attrezzano i carri per la parata in città, oggi tutti si radunano sul prato in file e colonne ordinate. All'inizio Santana non capisce perché, poi vede Ken saltare su una cesta di legno ribaltata per rivolgersi alla folla riunita.

Brittany conduce Santana col mignolo: prendono posizione accanto alla famiglia dei nani e alla Famosa Gigante di Akron che fanno parte dei fenomeni da baraccone. Brittany solleva un sopracciglio rivolgendosi a Santana, evidentemente anche lei ignara sulla natura della convocazione improvvisa.

"Va bene, gente!" Strilla Ken, agitando la mano per attirare l'attenzione di tutti in modo da poter parlare. "Ieri sera è stato un disastro, quindi oggi dobbiamo recuperare le perdite! Il signor Adams vuole tutti in perfetta forma, senza errori! Dice che chiunque farà un passo falso non riceverà la sua prossima paga. Dice che chiunque rovinerà lo spettacolo sarà messo in prova e il suo nome potrebbe essere depennato dal circo."

Alle parole di Ken, Santana rabbrividisce, all'improvviso più nervosa che mai. Guarda Brittany con la coda dell'occhio. La vede agitare i piedi, ansiosa, contro l'erba e sa perfettamente perché.

"Quindi," prosegue Ken, "dato che oggi è il Giorno dell'Indipendenza—"

Santana non si era resa conto della data. Ha perso la cognizione del calendario da quando si è unita al circo.

(Tutti i suoi giorni girano intorno a Brittany ora.)

"—metteremo in scena uno spettacolo Americano per la brava gente di Ackley. Il signor Adams ha ordinato centocinquanta sacchi di rotoli di carta per la parata di oggi, che verranno dati alle signore affinché li gettino alla gente, mentre voi uomini continuerete a fare i clown e a dare spettacolo. Oggi dovremo tenere la parata molto vivace, avete capito? Se qualcuno vi augura un felice Glorioso Quattro Luglio, voi risponderete 'Dio benedica l'America!'"

"Sì, signore," risponde la compagnia in coro.

Ken fa un sorrisetto. "Bene," dice. "Ora, signore, sarà meglio che razionate i rotoli di carta. La strada attraverso Ackley non è lunga, ma non sia mai che gettiate via tutto il divertimento prima di arrivare al campo. Tenete d'occhio la strada."

"Sì, signore," rispondono le donne in coro.

Dopo che Ken scende dal suo trespolo, lui ed un gruppo di supervisori distribuiscono i sacchi alle signore della compagnia, ciascuno dei quali contenente qualche rotolo di carta. Quando Brittany apre il sacco per controllarne il contenuto, Ken la vede e le strilla di non farlo, come se guardarli fosse come sprecarli. Sia Brittany che Santana voltano le spalle a Ken e roteano gli occhi all'unisono.

"E' solo invidioso perché non può lanciarli," si lamenta Santana.

"Beh, fa bene," dice Brittany sorridente. "Perché sarà divertente, tesoro."


Come da previsione di Brittany, la parata si rivela molto divertente.

Brittany e Santana se ne stanno sedute sul retro di un carro a lanciare coriandoli di carta al vento e salutando gli abitanti della città.

Ackley sembra più piccola e sparsa rispetto ad altre città che Santana ha visitato col circo, ha solo pochi negozi imbiancati e due chiese di pietra lungo la strada principale, oltre ad alcuni mulini e case sparse situate proprio dietro la ferrovia. In qualche modo, nessuno degli edifici sembra occupare molto spazio.

La struttura più grande in vista è un hotel a quattro piani che si leva in distanza: a Santana sembra quasi solitario, data l'assenza di altri edifici alti nei dintorni a contrastare la sua imponenza.

(Santana suppone e che le famiglie Adams e Fabray alloggino lì per la notte.)

Nonostante le minute dimensioni di Ackley, c'è una discreta folla alla parata, a riempire le passeggiate lungo la strada e a sventolare bandierine. La banda del circo suona "Huzza! 'Tis the Fourth of July!" e "Up with the Flag" a ritmo vivace, e la gente canta in coro con voci alte e fiere.

Oh! Come, boys, come, with a merry heart and will
(Oh! Venite, gente, venite, con cuore e animo lieto)

Up with the flag
(Su la bandiera)

Up with the flag
(Su la bandiera)

And bear it onward to victory still
(E sostenetela verso la vittoria)

Up with the flag and away!
(Su la bandiera e via!)

Alcuni bambini agli angoli delle strade stringono fischietti e kazoo. Quando suonano gli strumenti per accogliere la processione del circo, Santana si sente immensamente grata a loro.

Anche se Ken ha ammonito le donne del circo di gestire i rotoli di carta con parsimonia per evitare di rimanere senza, sembra che invece ce ne siano in abbondanza. Strisce di coriandoli bianchi scendono dall'alto come fossero neve senza il freddo, riempiendo l'aria e appiccicandosi alle labbra umide delle persone o ai capelli delle signore, radunandosi sulle falde dei cappelli degli uomini.

Brevemente, Santana ricorda di tanto tempo fa quando suo padre l'aveva portata sulla Quinta Strada per guardare la parata a celebrazione della costruzione della Statua della Libertà al porto. I suoi ricordi dell'occasione sono scarsi—più immagini fugaci che altro. Era una delle poche volte in cui suo papà l'aveva portata fuori dal cottage. Arrivarono troppo tardi per vedere i coriandoli ma troppo presto per vedere persone importanti. Papà l'aveva tenuta in braccio così che potesse vedere oltre i cappelli e le acconciature. Ricorda il forte profumo di acqua di colonia nel collo del suo cappotto più di ogni altra cosa che abbia visto.

Il solo sfiorare quel ricordo provoca a Santana una fitta nel petto.

Combatte la tristezza, concentrandosi sul momento presente, sulla parata che può davvero vedere, su un ricordo che sarà per sempre un ricordo felice e che non sarà mai rovinato o oscurato da altre cose.

La luce del sole filtra attraverso i nastri e Santana ondeggia la mano nell'aria ridendo. All'inizio non capisce perché una tale quantità di coriandoli sembri cadere su di lei piuttosto che sulle persone vicine, poi si accorge che Brittany sta gettando carta di proposito proprio dietro la sua testa.

"Ehi!" strilla, cercando di raggiungere il sacco di Brittany.

"Santana!" grida Brittany, con coriandoli che cadono sulla sua gonna mentre cerca, senza riuscire, di schivare la mossa di Santana. Ride, dorata, e si allontana dal tocco di Santana. "Non è giusto! Ken ha detto che dobbiamo razionarli!"

Vedere Brittany sorridere, così vivace e splendente sotto la luce del mattino, fa muovere qualcosa nel petto di Santana e il suo filo invisibile ha uno strattone. Per la prima volta dal viaggio in treno, Santana ricorda che entro una mezzora confesserà il suo amore a Brittany. Quando arriveranno al campo e avranno un momento da sole, lo farà.

Ride, di gusto, e spinge le dita contro i fianchi di Brittany per farle il solletico. Brittany strilla di nuovo e cade sul retro del carro. Ride e ride e Santana fa lo stesso.

"Felice—Glorioso—Quattro—Luglio—Santana!" Brittany ridacchia, incapace di sfuggire al tocco di Santana.

Santana ride e raddoppia i suoi sforzi nel solletico. "Dio benedica l'America!" risponde.


Brittany passa il resto della parata a togliere carta dai capelli di Santana e scusandosi per il disastro. "Non sapevo che si sarebbe impigliata così tanto, tesoro," dice facendo il broncio.

Santana fa spallucce. "Se significa che continuerai a far scorrere le dita fra i miei capelli, non mi dispiace affatto," dice sincera, abbandonandosi al tocco di Brittany, chiudendo gli occhi e godendosi la sua delicatezza.

Poi aggiunge, "E poi, non è colpa tua se i miei capelli sono così ingombranti," nello stesso momento in cui Brittany dice, "I tuoi capelli sono così belli."

Entrambe inciampano sulle parole e si sorridono, imbarazzate, grate e innamorate.

Un rossore evidente sboccia sulla pelle di Santana. Vorrebbe dire qualcos'altro—Grazie, per esempio—ma non ne ha l'opportunità prima che il carro si fermi proprio dietro la città bianca e Shane faccia cenno a Brittany e Santana di scendere.

Mentre salta giù dal cassone, Santana si accorge di quanto sia ad un passo da rivelare a Brittany la verità. Entro pochi minuti, saranno sole e poi Santana potrà dirlo. Le rivolge uno sguardo e Brittany se ne accorge con la coda dell'occhio.

"Che c'è?" domanda Brittany col suo sorriso felino.

Santana fa spallucce. "Possiamo andare da qualche parte da sole, magari?"

Non ne hanno l'opportunità.

"Radunatevi, gente!"

Questa volta la chiamata viene dal signor Adams in persona. Se ne sta sul retro di un carro come se fosse giorno di paga, con aspetto elegante nel suo cappotto blu con bavero di seta, con cravatta a righe blu e verde, con gemelli e fermacravatta d'oro ed un cappello di feltro. Il suo completo non sarebbe fuori posto a Rockfeller o ad un pranzo da Vanderbilt.

(Qualcosa però sembra sbagliato al momento.)

(Non ha ancora tenuto fede al pagamento delle buste paga.)

La finezza del vestito del signor Adams attira talmente Santana che le ci vuole un po' per accorgersi che non è da solo sul carro: un uomo alto con mento largo, capelli pettinati e sorriso condiscendente si trova accanto a lui. L'uomo sembra avere uno sguardo corrucciato. Il suo abbigliamento non è elegante quanto quello del signor Adams—ha un cappotto grigio e una cravatta semplice, senza cappello—e ha in mano due oggetti familiari.

Un piccolo taccuino ed una matita.

Proprio come quelli di Quinn.

Quando Santana guarda Brittany in cerca di una risposta in merito alla strana identità dell'uomo, trova Brittany con la fronte corrugata, evidentemente ignara quanto lei. Santana imita la sua espressione e le due si uniscono all'assemblea davanti al carro del signor Adams. Si mettono accanto a Rory ed alcuni dei suoi amici clown. Il signor Adams sorride raggiante ai suoi dipendenti.

"Signore e signori, permettetemi di presentarvi il signor Roderick Remington della Associated Press!" esclama. "Il signor Remington è uno stimatissimo giornalista che è venuto da noi dalla grande città di Chicago. Intende scrivere un articolo sul nostro grande spettacolo per il Giorno dell'Indipendenza.

Quindi, ho dato al signor Remington libero accesso al campo per tutta la giornata, per permettergli di farsi un'idea sull'operazione di grande spessore che conduciamo qui al Circo e Zoo Itinerante di J.P. Adams e Figlio. Il signor Remington intende raccogliere materiale per il suo articolo durante la giornata e assisterà sia al nostro spettacolo della mattina che quello della sera, in prima fila. La sua storia sarà una vera esclusiva! Solo materiale eccellente.

Vi chiedo di aiutarmi a far sentire il signor Remington come a casa. Vi prego di trattarlo con la nostra migliore ospitalità ed essere disponibili nelle vostre interazioni con lui. Se il signor Remington vi chiede un'intervista, concedetegli tutte le risposte che cerca. Siamo un libro aperto per i nostri buoni amici della Associated Press.

È un enorme piacere per noi avere come ospite il signor Remington. Dategli il benvenuto al circo insieme a me!"

Anche se il signor Adams applaude sonoramente e incoraggia i suoi dipendenti a fare lo stesso, Santana nota che i membri della compagnia sembrano molto meno entusiasti alla prospettiva di accogliere nel campo il signor Remington. Quelli che applaudono lo fanno pacatamente. Tutti gli altri sono impietriti e immobili.

"Quindi dovremmo tenere lo straniero nella bambagia, eh?" si lamenta Rory accanto a loro.

Uno dei clown risponde con un sogghigno e fa un gesto osceno in direzione dei signori Adams e Remington. Gli altri clown se la ridono e Santana indietreggia, all'improvviso agitata per la loro cattiveria. Dà un'occhiata a Brittany, che ancora ha la stessa espressione corrucciata.

"Grazie molte!" dice il signor Remington in risposta al debole applauso ricevuto.

La sua voce è alta quanto quella del signor Adams e suona decisamente spaccona. Sembra ignaro del fatto che nessuno sia particolarmente lieto di accoglierlo al campo, ad eccezione del signor Adams. Fa cenno alla compagnia di fare silenzio, e viene subito accontentato.

"Grazie per il caloroso benvenuto! Non vedo l'ora di parlare con voi oggi. Forse non ne siete a conoscenza, ma un'operazione come la vostra è avvolta da misteri per alcuni estranei. La considero un'ottima opportunità giornalistica avere la possibilità di toccare con mano cosa succede dietro le quinte di un circo itinerante come il vostro—di conoscere i vostri segreti, se mi consentite."

Il signor Remington si ferma per accogliere un altro applauso, che nessuno gli offre.

(Santana si agita sul posto, a disagio senza sapere esattamente il perché.)

Il sorrisetto del signor Remington vacilla appena, ma quando parla, continua con lo stesso tono vanaglorioso di prima, "Mi piacerebbe anche avere una foto da mettere insieme all'articolo! Ho portato con me un fotografo, così se voi brava gente potreste mettervi in fila, la scatteremo subito. Il signor Halberstadt è proprio qui dietro—"

Il signor Remington indica in direzione di un giovane dall'aria stanca con capelli marroni, pantaloni larghi e occhi gonfi. Il giovane se ne sta dietro la compagnia, appoggiato ad una carrozza che Santana non riconosce. Ha una borsa con l'equipaggiamento appoggiata su una spalla e in mano alcuni bastoni che Santana riconosce essere treppiedi per fotocamere. Sembra evidentemente poco entusiasta di trovarsi al circo.

(Nessuno si muove.)

"Avete sentito il signore!" sbotta il signor Adams.

(Tutti si muovono, in una volta sola.)

"Non sono mai stata fotografata," ammette Santana a Brittany mentre le due ragazze si prendono per il mignolo e si dirigono verso il signor Halberstadt.

"Nemmeno io," risponde Brittany. C'è una debole eccitazione nella sua voce.


Per essere un gruppo di persone che hanno eseguito una parata con coreografie elaborate durante la giornata, la compagnia sembra non riuscire a sistemarsi per il fotografo. Ken strilla a tutti quanti di mettersi qui o la, ma nessuno lo sta davvero a sentire.

Molti dei ragazzi più alti, come Sam e Finn, s i affrettano a posizionarsi davanti al gruppo, direttamente di fronte alla fotocamera, entusiasti all'idea di avere i loro volti stampati sul giornale, le cavallerizze Sylvesteri e altre signore più piccole insistono per stare sul retro del gruppo, disgustate dalla volgarità di tutta questa faccenda della fotografia.

All'inizio non si capisce se il signor Remington preferisca che nella fotografia ci siano solo gli artisti del circo oppure se voglia chiunque sia alle dipendenze del signor Adams. Ma Jones protesta sonoramente dicendo che non ha tempo da perdere per "questa sciocchezza", ma Sam insiste che una fotografia del circo senza Ma Jones non è una vera fotografia del circo, e alcuni altri ragazzi dicono Sì! Sì! fino a che Ma e le sue ragazze non possono fare altro che unirsi al resto della compagnia.

Una volta che le ragazze della cucina si sono messe in fila, i supervisori, le cucitrici, la banda ed altri membri dello staff fanno lo stesso, fino a quando tutte le cinquecento anime del Circo e Zoo Itinerante J.P. Adams e Figlio si trovano in sei file ordinate davanti alla fotocamera. Con qualche incitamento dal malaugurato signor Halberstadt, la compagnia inizia a mettersi in fila per altezza, con i più alti sul retro e i bambini davanti.

Santana si trova spinta e sballottata da ogni lato. Cerca di tenere la presa su Brittany ma comincia a perderla in mezzo ad un tale movimento e confusione. Le loro mani si separano.

"Stai qui!" strilla Ken, afferrando Santana per le spalle e mettendola al suo posto esattamente al centro della congrega.

Per un istante, Santana perde le tracce di Brittany, incapace di vedere biondo raggio di sole o blu oceano in ogni dove. Il panico la pervade ed inizia a sentirsi come quando era bambina nelle poche occasioni in cui chiamava suo padre o sua nonna ma nessuno rispondeva.

Arranca, odiando il dover stare senza Brittany in un tale evento, ma poi un corpo caldo scivola accanto a lei.

"Ehi, tesoro!"

"Brittany!"

Le ragazze non hanno molto tempo per parlarsi prima che il signor Halberstadt si metta davanti alla compagnia e faccia cenno a tutti di fare silenzio.

"Va bene, va bene!" dice allargando le braccia. "Ascoltatemi tutti! Conterò fino a tre prima di scattare la fotografia. Quando inizierò, ho bisogno che restiate perfettamente fermi per un minuto intero, fino a quando vi darò il segnale per potervi muovere ancora. Mentre scatto la fotografia, dovete stare fermi e in posa oppure rovinerete l'immagine, avete capito?"

"Sì, signore."

"Molto bene."

Il signor Halberstadt rivolge alla compagnia un assenso deciso e si porta alla sua attrezzatura. Gli ci vogliono alcuni minuti per sistemare il treppiede e la fotocamera in modo che gli aggradi: guarda attraverso le lenti, borbotta fra sé e sé, fa un aggiustamento e poi guarda di nuovo nelle lenti, ripetendo il procedimento almeno cinque volte mentre il circo attende. Mentre lavora, Brittany e Santana si guardano e Brittany sorride.

Sono felice di poter fare la mia prima fotografia con te, mima Brittany con la bocca.

Santana annuisce perché prova lo stesso.

Per essere una ragazza senza certificato di nascita, registrazione battesimale o altro, è stranamente esilarante sapere che, per la prima volta nei suoi quasi diciannove anni, avrà finalmente una qualche prova tangibile della sua esistenza, oltre alla sua presenza attuale ed alcune fugaci tracce di piedi lasciate sull'erba del Midwest. Lei e Brittany si raddrizzano per mettersi in posa, i visi si fanno solenni mentre diventano statue umane, come Ermioni di Shakespeare.

Loro e le altre persone del circo trattengono il fiato mentre il signor Halberstadt fa gli ultimi ritocchi al suo treppiede e si mette il mantello della fotocamera sulle spalle, preparandosi allo scatto. I signori Remington e Adams stanno dietro di lui, in silenziosa approvazione. Il signor Halberstadt alza tre dita ed inizia a contare ad alta voce.

"Uno."

(Santana sente un tonfo allo stomaco.)

"Due."

(Si raddrizza.)

"Tre."

Brittany allunga la mano e, all'ultimo istante utile, afferra la mano destra di Santana con la sua sinistra. Le dita si intrecciano e Brittany tira entrambe le mani fino a posizionarle davanti al suo ombelico, in piena vista della fotocamera.

Santana sente un altro tonfo per un motivo completamente diverso. Non può fare a meno di sorridere anche se sa che sarà difficile mantenere l'espressione per un minuto intero senza muoversi. Brittany incontra i suoi occhi e sorride allo stesso modo.

La fotocamera fa un flash, accecando la visuale di Santana di bianco e lustrini. Santana fa del suo meglio per non sussultare al suono e alla luce. Il retro della sua mano è caldo contro la pancia di Brittany. Guardando Brittany negli occhi, Santana trova più facile del previsto mantenere un sorriso genuino. In qualche modo, sembra giusto che la prima prova della loro esistenza debba avvenire al circo—debba avvenire con Brittany.

(Fin troppo presto, il signor Halberstadt permette alla compagnia di muoversi.)


Alla parola del signor Halberstadt, le sei file del circo cadono velocemente nel caos, con tutti a spingere e farsi largo per tornare al lavoro e liberarsi del signor Remington e delle sue intrusioni. Santana stringe la mano di Brittany. Non ha dimenticato cosa intendeva fare prima che il signor Adams radunasse la compagnia. Nemmeno Brittany sembra aver dimenticato: osserva Santana nel suo modo che vede tutto e attende che Santana la conduca da qualche parte.

Santana non sa dove condurla per avere un po' di intimità, ma i suoi piedi sembrano saperlo: si avviano in direzione del bosco dietro al campo, quasi avessero una volontà propria.

(Il bosco è un buon posto per fare una confessione d'amore, suppone Santana.)

I nervi si agitano nello stomaco di Santana, ma deglutisce per scacciarli, rivolgendo a Brittany un sorriso. Cerca di prepararsi a mente un discorso approfittando dell'occasione ma si ritrova a non riuscirci.

Non è mai stata capace di organizzare un piano quando c'è di mezzo Brittany, quindi pare difficile riuscirci proprio ora.

Solo sé honesta, Santana.

Le ragazze scivolano fra il mare di spalle e di gomiti, schivando un supervisore qua e una ragazza della cucina là, ma raggiungono a malapena il limitare del parcheggio dei carri prima che succeda.

"Santana Puckerman! Brittany Pierce! Dove credete di andare voi sfaticate?"

(La signora Schuester ha il dono di sbucare sempre nei momenti peggiori.)

Santana non si disturba a trattenere il suo grugnito. Avrebbe dovuto sapere che la signora Schuester e qualsiasi potere ci sia nell'universo non le avrebbero permesso di parlare facilmente con Brittany oggi—e soprattutto quando in ballo c'è una questione così importante. Digrigna i denti.

(Deve essere sempre così difficile dire la verità?)

La signora Schuester marcia verso Santana e Brittany, tenendosi la gonna sopra le caviglie. La sua espressione sembra più disgustosa del latte andato a male da tre giorni. Sfodera il suo indice della vergogna in direzione di Santana e Brittany.

"Avete schivato il vostro dovere ieri, ma non oggi!" sibila.

"Stavamo giusto andando a chiedere a Ma Jones se aveva bisogno in cucina!" Brittany mente, con così tanta disperazione nella voce che Santana si domanda se Brittany non sappia esattamente perché Santana volesse intimità prima dell'interruzione della signora Schuester.

Un sorrisetto maligno incurva le labbra della signora Schuester. "Beh, non le servite," dice compiaciuta. "Gliel'ho appena chiesto. Ha detto che posso prendervi a lavorare per me"—Brittany apre la bocca per protestare, ma la signora Schuester non le permette di parlare—"Voglio che tu ricami le coperte degli elefanti che non avete finito ieri, Brittany." Poi si rivolge a Santana, "E invece ho bisogno di te per fare l'inventario dei costumi. Devo contare quanti costumi da cowboy e da indiano abbiamo per lo spettacolo di oggi, e ho bisogno che tu scriva i numeri per me. Sai scrivere, vero Santana?"

Santana strofina i piedi sull'erba. "Sissignora."

La signora Schuester sorride ancor più malvagiamente di prima. "Bene," dice. "Proprio come mi ha detto Ma Jones."

(In qualche modo, Santana non si sente affatto come se fosse un bene.)


Esistono ben poche cose peggiori della sensazione di aver lasciata incompiuta una cosa incredibilmente importante—ed è esattamente come si sente Santana quando la signora Schuester conduce lei e Brittany via dalla città bianca e verso le tende camerino.

Santana avrebbe dovuto fare la sua confessione a Brittany questa mattina sul treno, o ieri notte sulla spiaggia, o persino dopo essersi toccate in tenda l'altro giorno, ora sembra quasi che non avrà mai più la possibilità di farlo.

Brittany sembra delusa, non da Santana ma dalle circostanze, e Santana non può fare altro che sentirsi allo stesso modo.

Entrambe sono imbronciate mentre la signora Schuester carica Brittany con le coperte degli elefanti e ancor più quando le ordina di allontanarsi dalle tende camerino perché non vuole che Brittany "crei scompiglio" con Santana nei paraggi.

"Ho bisogno dell'attenzione totale di Santana," dichiara la signora Schuester.

(Onestamente Santana dubita che la otterrà.)

Brittany rivolge a Santana un sorriso triste prima di andarsene, "Mi mancherai, tesoro," mormora.

La signora Schuester rotea gli occhi. "Per l'amor di Dio!" dice. "Vi rivedrete a pranzo!"

In qualche modo, il pranzo sembra tremendamente lontano.

"Addio, Britt," dice Santana imbronciata salutandola con la mano dall'apertura della tenda.

"Fate i vostri lunghi addii da qualche altra parte!" brontola la signora Schuester. "Il signor Adams non può permettersi di avere due perdigiorno che passano le ore a fare le svenevoli l'una con l'altra!"

Prende Santana per il gomito trascinandola dentro la tenda.


Lavorare per la signora Schuester senza Brittany rende Santana avvilita per un infinito numero di ragioni.

Innanzitutto, la signora Schuester sembra trovare delizia nel criticare Santana—niente di quello che Santana fa è fatto bene o abbastanza veloce, e tanto meno al livello degli assurdi canoni della signora Schuester.

In secondo luogo, il lavoro sembra non finire mai: la signora Schuester passa almeno un'ora a farsi aiutare da Santana a organizzare innumerevoli costumi da indiani, cowboy e contadini, per poi sistemarli in file, e poi si inventa un altra cosa da fare—cioè usare Santana come segretaria, a farsi seguire per le tende camerino per scrivere tutti i nuovi tessuti che vorrebbe farsi ordinare dal signor Adams sul Catalogo Sears Roebuck, per aggiustare tutti i costumi per la stagione.

"Credo che qualche nuovo foulard da usare come cravatta per i clown potrebbe andare ma, ovviamente, dovrò contrattare. Se chiedessi al signor Adams meno camicie di quante avevo previsto potrebbe considerare la richiesta ragionevole. Ooh, ma odio dovergli chiedere meno camicie, però! Ne ho bisogno," si lamenta la signora Schuester, e Santana si limita ad annuire, impotente e sapendo che nessuno dei suoi consigli sarà mai la cosa giusta da dire alla signora Schuester.

Ovviamente, la parte peggiore è l'assenza di Brittany.

Santana non riesce a smettere di pensare e lei.

Brittany è sempre bellissima, ovviamente, ma oggi Brittany sembra ancor più bella del solito. Era così calda mentre dormiva appoggiata al petto di Santana sul treno. Persino adesso, con Brittany Dio-sa-dove a ricamare coperte e Santana qui a registrare costumi nella tenda, Santana si sente così dolce per Brittany che non sa cosa farci.

Onestamente, Santana cerca di non passare troppo tempo a immaginare come Brittany possa sorridere o a cosa Brittany possa dire quando Santana ammetterà finalmente di amarla. Eppure, non può fare a meno di sperare di vedere la luce negli occhi di Brittany e forse ricevere persino un bacio o qualche carezza.

(Santana non si è mai sentita così amata come quando ha le mani di Brittany sulla pelle.)

Santana si strugge di speranza, desiderando e sapendo esattamente cosa. Il tempo non può passare abbastanza in fretta per liberarla dalla signora Schuester e farla tornare in presenza di Brittany.

Solo dopo altri alcuni minuti di sogni ad occhi aperti su Brittany, Santana si accorge che la signora Schuester sta ancora parlando con lei, dibattendo su qualcosa.

"—una steccatura al polso per tenere fermo il pollice per sei mesi fino a quando mia sorella non è più stata mancina. Dovresti provarci. Santana! Mi stai ascoltando?"

Santana risponde, "No, signora—cioè, sì signora!"

Onestamente, Santana non ha la più pallida idea di cosa stia parlando la signora Schuester. Deglutisce, improvvisamente molto a disagio. La signora Schuester la guarda male. I suoi occhi da pazza la guardano dall'alto in basso, dai piedi scalzi alla punta dei capelli. La signora Schuester ha un'espressione bizzarra, come se stesse vedendo Santana per la prima volta.

"Tu e il signor Puckerman non—?" inizia la signora Schuester. Ma non finisce e si morde il labbro inferiore. "E' solo che Ma Jones ha detto che non ti sentivi molto bene l'altro giorno e—"

Santana non capisce a cosa si riferisca.

Si bagna le labbra. "Oggi sto bene, grazie signora Schuester," riesce a rispondere.

Il viso della signora Schuester ha un tic, come se volesse fare un'espressione compiaciuta senza sapere come. "Io e il signor Schuester abbiamo pregato a lungo," commenta pensierosa, come se Santana dovesse sapere di cosa stia parlando e per cosa abbiano pregato. Si ferma un paio di secondi prima di far cenno a Santana di seguirla. "Forza, andiamo! Basta perdere tempo. Segna altre tre risme di calicò."

Santana fa ciò che la signora Schuester le dice di fare.

(Non sa come fare qualsiasi altra cosa.)


La signora Schuester detiene Santana per altri venti minuti prima di dichiarare il loro lavoro concluso. Tuttavia, affida a Santana un ultimo compito da svolgere prima di lasciarla andare.

"Consegna questi registri al signor Adams alla sua tenda affari," la istruisce la signora Schuester, indicando le liste di tessuti che Santana ha appena scritto. "Chiedi per favore e ringrazialo da parte mia."

(Anche se Santana deglutisce e annuisce, non crede che dirà proprio nulla al signor Adams quando sarà il momento.)

(Le regole sono regole, dopo tutto.)

Anche se non possiede un orologio da taschino per controllare l'ora, Santana pensa che possano essere più o meno le undici di mattina, il che significa che la campana del pranzo suonerà fra un'oretta. Pensa anche che, se si sbriga a consegnare i registri al signor Adams alla sua tenda, potrebbe restarle tempo per trovare Brittany e farle la sua confessione prima che la compagnia debba radunarsi per il primo spettacolo.

Ovviamente, Santana non vuole affrettarsi nel dire qualcosa di così incredibilmente importante—sacro, persino—a Brittany, ma allo stesso tempo non vuole farla aspettare a lungo prima di dirle la verità.

Si allontana dalle tende camerino, incamminandosi lungo il confine esterno del campo, sotto le ombre delle tende. La sua eccitazione la spinge a muoversi in fretta. Così di rado ha la possibilità di portare buone notizie a qualcuno, per non parlare del suo unico grande amore, per la quale farebbe qualsiasi cosa per renderla felice.

(Nella sua mente, riesce già a vedere il sorriso di Brittany.)

(Si sente meravigliosamente elettrizzata.)

Santana cammina sull'erba più calda, alla diretta luce del sole, e si affretta verso il confine con l'insegna del circo che divide la zona spettacolo dalla città bianca. Una cascata di colori scivola sulla sua pelle, illuminandola di giallo, rosso, blu, viola e turchese. Tutto in una volta, si ricorda di quel primo giorno in cui Brittany le ha mostrato tutti i bellissimi luoghi segreti del circo—tutti i suoi nascosti raggi di sole—e si sente in qualche modo senza confini e sul tragitto verso qualcosa di meraviglioso.

Però.

Un pianto.

Santana lo sente appena passa sotto l'insegna che pubblicizza 'Mister Jesse St. James il domatore di leoni e le sue mirabolanti avventure nell'affrontare morte quasi certa per le mandibole di bestie selvagge e dei più pericolosi carnivori'. All'inizio, Santana non riconosce il pianto per quello che è—sembra solo uno strano suono, fuori posto in mezzo al relativo silenzio del sentiero—ma poi Santana vede, e infine Santana capisce.

Quinn Fabray è seduta contro uno dei grandi piloni di legno che sostiene l'insegna, col suo bel viso nascosto fra le mani. Le sue spalle si scuotono e la gonna sventola intorno a lei come fosse un fazzoletto caduto a terra. Il taccuino da giornalista e la matita stanno a pochi centimetri da lei: ha scritto la prima pagina con tratti infuriati e confusi.

Singhiozza e sembra una statuina di cristallo sul punto di frantumarsi.

Senza volerlo, Santana ricorda quella parte nel libro del signor Carroll quando Alice si siede e inizia a piangere, versando talmente tante lacrime quasi da annegarci. Ora, Santana pensa che Quinn sia un po' come Alice: una ragazza con un problema così grande e profondo che non riesce a vedere nulla oltre ad esso e non riesce a prender fiato.

(Santana sa come si sente Quinn—o almeno lo sapeva due settimane prima di unirsi al circo e incontrare una persona come Brittany Pierce.)

Immediatamente, Santana si ferma sul posto: non può continuare a correre nemmeno volendo. Rimane sul posto ad alcuni metri dove Quinn è seduta, facendo pausa sotto una lunga ombra di luce arancione e rossa. Quinn sente Santana, ovviamente, e solleva lo sguardo, il suo bel viso distorto nell'espressione più tragica che Santana crede di aver mai visto.

Siede sotto una chiazza di luce azzurra, come acqua accanto al fuoco di Santana.

Prima di potersi fermare, Santana si lascia scappare, "Mi dispiace che dobbiate sposare Arthur Adams."

Santana infrange le regole a dire una cosa del genere—è sciocco e non dovrebbe essere così ardita.

Per una volta, a Quinn sembra non dispiacere l'impertinenza di Santana. Fa una risata amara, senza gioia. "Anche a me," ammette, cercando di mandare indietro i suoi singhiozzi.

(Potrebbe essere la cosa più sincera che Quinn abbia mai detto a Santana.)

(O persino a chiunque, forse.)

Ora che Santana si è fermata, può osservare meglio Quinn, i cui occhi sono rosa e piccoli per le lacrime e il viso è bagnato e teso per il dolore. Mentre Quinn parla a Santana, cerca di raddrizzare la bocca, ma non sembra riuscire a impedire alle sue labbra di tremare.

Quinn è una delle ragazze più belle che Santana abbia mai viso, anche mentre piange.

Se Santana la conoscesse meglio, potrebbe offrirsi di abbracciarla, come ha fatto Brittany ieri nel bosco. Non essendo così, Santana trascina i piedi sull'erba, visibilmente a disagio. Non ha alcun conforto da offrire a Quinn Fabray. Dopo tutto, se un padre dice che la figlia deve sposarsi, che scelta ha questa se non accettare? Deve farlo.

"Non è solo il matrimonio, però."

Santana è sorpresa che Quinn continui a parlare. Si spaventa al suono della voce di Quinn ma non dice nulla, lasciandola continuare. Quinn solleva lo sguardo in direzione delle insegne sopra di loro, cercando di intralciare le lacrime, e lascia uscire un'altra debole e sfortunata specie di risata.

"So che non dovrei preoccuparmi perché non ha importanza," dice, afferrando la sua gonna con furia nelle mani, "ma quel cane di Remington mi sta rubando la storia!"

Quinn guarda Santana come aspettandosi che Santana dicesse qualcosa, ma Santana non sa cosa dire. Fissa Quinn fino a quando questa non ritrova altre parole.

"Ho sempre saputo che papà mi avrebbe fatto sposare uno dei suoi colleghi d'affari," ammette Quinn. "E' solo che avevo sperato di poter"—la sua voce si rompe come una linea interrotta—"di poter dimostrare qualcosa prima—per—"

Le sue parole si dissolvono in nuovi singhiozzi, e dondola in avanti stringendosi il petto. È un tipo di singhiozzi da far sembrare che si stiano deglutendo dei pezzi di vetro—Santana li conosce perché li ha provati quando papà e abuela sono morti, e anche al pensiero che Brittany Pierce potesse non ricambiare il suo amore.

"Potete intervistare me."

Santana sorprende se stessa con la sua audacia. È un gesto vuoto, lo sa, ma che altro può fare? Odia vedere qualcuno che piange, specialmente una ragazza tanto bella come Quinn Fabray. In qualche modo, Quinn sembra come qualcuno che deve essere intoccabile.

(Non è giusto che la ragazza che nemmeno lavora al circo debba provare la malinconia del circo.)

Quinn solleva lo sguardo dalle proprie mani. Osserva Santana con occhi disperati.

Sotto l'attenzione di Quinn, un rossore si dipinge sulla pelle di Santana. Santana non avrebbe dovuto essere così sfrontata—non quando qualcuno come Quinn è tanto più in alto di lei, non quando ci sono delle regole, non quando Quinn non ha voluto intervistare Santana, quando ne ha avuto la possibilità.

"—se vi va, cioè," borbotta Santana, incerta su dove guardare.

Anche se Santana si aspetta che Quinn rigetti la sua offerta, Quinn non lo fa. Invece, offre a Santana un sorriso triste, annuendo col capo in segno di gratitudine.

"Grazie," dice Quinn, raddrizzandosi un poco, "ma temo che non servirebbe a niente." Si pulisce il naso lungo la manica. "Anche se riuscissi a pubblicare un articolo con la Associated Press, non avrei mai l'opportunità di pubblicarne un altro, sai. Se sposo Arthur a questa età, non c'è altro per me se non—," la sua frase si interrompe. Dopo un secondo, le sue labbra tremano di nuovo e scuote il capo, schiarendosi le idee. Fissa Santana con uno sguardo molto serio. "E' meglio non avere mai la cosa che desideri di più, piuttosto che averla solo una volta per poi vedertela strappare via, non credi?"

Parla in modo distaccato, come se avesse fatto una domanda superflua, tipo Supponi che il Territorio dell'Oklahoma diventerà mai uno stato dell'Unione? oppure Perché un corvo somiglia a uno scrittoio?—il genere di cose di cui si potrebbe blaterare con un'amica davanti ad un tè.

La sua però non è solo una domanda superflua.

Santana soffre per lei. Sa cosa Quinn vuole che dica, ovviamente, ma in qualche modo non crede di poterlo dire perché dopo aver incontrato Brittany—dopo aver baciato Brittany e averla abbracciata e aver fatto tutto quello che hanno fatto insieme al circo—sarebbe quasi come una bugia dire a Quinn che c'è una specie di valore nel non conoscere la felicità, a prescindere da quanto breve possa essere.

Santana ora sa che è diverso.

Quindi prende una decisione.

Fa alcuni passi avanti, con cautela, come se si avvicinasse ad un animale impaurito, sostenendo lo sguardo di Quinn per tutto il tempo. Una volta avvicinatasi, si china, coprendo la mano di Quinn con la sua sopra l'erba.

È la prima volta che tocca Quinn. È una cosa che Santana non dovrebbe fare, non senza permesso, non in quel modo. Le persone come lei e le persone come Quinn non si toccano.

Il battito di Quinn è veloce e incostante sotto il palmo di Santana. Anche se non dovrebbe sorprendersi di scoprire che anche Quinn è fatta di carne e ossa esattamente come ogni altra persona, in qualche modo è così. Quinn è solo una ragazza spaventata. Né lei né Santana respirano gran che.

Le loro dita si intrecciano, chiare e scure, contro la terra.

Santana offre a Quinn quello che spera possa essere il suo sorriso più rassicurante. Osserva gli occhi castani di Quinn provati dalle lacrime e non esita quando parla.

"Sapete," dice sottovoce, "solo perché qualcuno dice che siete sposata, non significa che lo siete. Dovete volerlo anche voi. Me l'ha detto una persona molto intelligente."

L'ombra di un sorriso incurva le labbra di Quinn, ma solo per il più breve degli istanti prima che Quinn crolli in altri singhiozzi. Tiene stretta la mano di Santana e piange e piange.

Santana non si muove.


Esistono poche cose che fanno sentire le persone impotenti come osservare un estraneo che piange.

Santana tiene stretta la mano di Quinn, la osserva, ma non si azzarda a toccarla più di quanto non stia già facendo, o tanto meno a parlare alla povera ragazza. Santana sa che se Brittany fosse lì, potrebbe accarezzarle i capelli o la schiena, ma Santana non è Brittany e ci sono regole e altre cose—e forse è questo il motivo per cui, dopo quello che le sembra un bel po', Quinn si raddrizza e si asciuga furiosamente gli occhi.

Deglutisce quello che deve essere un enorme nodo in gola. "Mi dispiace," dice, forse più a se stessa che a Santana. "Non volevo—non avrei dovuto—"

"Va tutto bene—," prova a dire Santana, ma apparentemente non è così.

Quinn scuote il capo e allontana la mano da quella di Santana. Continua a strofinarsi furiosamente gli occhi e allunga il braccio verso il suo taccuino e la sua penna abbandonati.

"Sono certa che tu abbia del lavoro da fare," dice Quinn con voce atona.

(Non guarderà Santana.)

(È intrappolata dietro quella stessa alta parete, come la Bella Addormentata di Perrault è rinchiusa dalle spine.)

Quinn strappa i suoi possedimenti dall'erba e si costringe ad alzarsi, incespicando nella sua bellissima gonna Gibson. Si sistema i capelli e si asciuga gli occhi un'ultima volta. Il suo viso è ancora lucido, umido e arrossato dalle lacrime: la sua bocca sembra arrabbiata, ma i suoi occhi sembrano tristi. Stringe al petto il suo taccuino.

"Non dovresti bighellonare," sbotta Quinn, e Santana avrebbe paura di lei, se non fosse che la sua mandibola trema mentre parla.

Santana non si alza ancora dall'erba. "Sì, signorina," dice, abbassando lo sguardo sulla sua mano ancora sul prato.

Quinn annuisce, soddisfatta dalla deferenza di Santana, voltando i tacchi e andando via in direzione della città bianca. Potrebbe sembrare strano che una ragazza che cerca di apparire così grande e potente sia in verità così piccola e indifesa, ma Santana comprende la contraddizione, crede.

(Lei vede e lei sa, lei sa.)


Quando Santana consegna il registro della signora Schuester a Ken—lui le prende la lista all'entrata della tenda, così Santana non vede affatto il signor Adams di persona—scopre che le rimane solo una mezzora prima di pranzo, tempo che non è sufficiente per dichiarare il suo vero amore alla ragazza più perfetta del mondo, pensa.

Ora che non ha un segreto da rivelare subito, Santana si ritrova in una strana buffa sensazione: metà del suo cuore è in alto e fluttua come un palloncino, carico di pensieri per Brittany, e metà è ancorato in basso, ancora turbato dall'espressione angosciata sul viso di Quinn Fabray quando l'ha trovata sotto le insegne.

(In un mondo dove una ragazza può vedersi strappare in un istante le cose che—in segreto—desidera di più, Santana promette di stare vicina a Brittany, sempre e per sempre, ad ogni costo.)

Santana è confusa dal fatto che così tanta felicità e tristezza possano accadere allo stesso tempo, e particolarmente in un luogo così circoscritto come il circo. Sembra strano che possa sentirsi così spensierata quando qualcun altro—e specialmente una persona così importante come Quinn Fabray—si sente così infelice nello stesso momento.

Parte di Santana si domanda se lei e Quinn non abbiano avuto una specie di scambio di fortuna, la principessa e la povera, come nel libro del signor Twain.

Santana è colpita da come possa non essere così terribile che Quinn debba sposare Arthur se solo il signor Remington non si fosse fatto vivo per rovinare la storia di Quinn. Se Quinn potesse avere solo una cosa perfetta, forse non starebbe così male per tutte le altre cose ben lungi dall'essere perfette.

(Per una fortunata coincidenza, Santana ha trovato la sua cosa perfetta—la sua persona perfetta—senza averla dovuta cercare affatto.)

Persa nei suoi pensieri, Santana non bada a ciò che la circonda.

Va a sbattere contro qualcuno, forte, proveniente da dietro l'angolo di una tenda, diretto verso la mensa.

"Attenta, coccinella!"

Puck.

Puck tutto bagnato.

Sorprende Santana la sensazione della pelle scivolosa di Puck e il vedere gocce d'acqua impigliate nei suoi capelli come la rugiada sui fili d'erba la mattina. All'inizio Puck la guarda con una specie di circospezione animale, con negli occhi irascibilità e distanza, ma poi sembra vedere il viso di Santana, corrucciato per la confusione, e qualcosa nel suo atteggiamento cambia.

Metà del suo sorriso idiota si insinua sul suo viso.

"Sei tutto bagnato," dice Santana.

"Oh," risponde Puck, "Sono appena tornato dalle docce. È giorno di bagno, coccinella." Le dà un colpetto sul gomito e all'improvviso sembra più maligno. "Suppongo che tu non abbia ancora avuto il tuo turno."

Santana scuote il capo. "No," ammette. "Ma magari lo farò prima di pranzo."

Puck annuisce. "Non c'era nessuno quando l'ho fatta io poco fa," la informa. "Dovresti sbrigarti, però."

"Lo farò," Santana assicura, certa di riuscire a farsi la doccia in meno di mezzora ora che ha memorizzato la routine. Un pensiero la sfiora. Poi, "Per caso non abbiamo un asciugamano, vero?"

La sua domanda, seppur semplice, sembra cogliere Puck di sorpresa e dissolvere le ultime tracce di diffidenza. La sua postura cambia. Sussulta, si raddrizza e osserva Santana, curioso per qualcosa in lei, come se fosse una nuova creatura davanti ai suoi occhi. Poi quando parla, la sua voce sembra dolce come il miele.

"No," ammette. Si bagna le labbra, tentennante. "Vorresti che ne comprassi uno per noi, però?"

(Ora è Santana che è colta di sorpresa.)

"Oh," dice, imbarazzata dal fatto che Puck le chieda un parere. Nessuno ha mai chiesto la sua opinione sull'acquisto di qualcosa. "Solo se non è troppo disturbo."

Qualcosa si accende dietro gli occhi di Puck—qualcosa che sembra stranamente gratitudine. All'improvviso, Puck sembra sia ragazzino che uomo allo stesso tempo. "Possiamo metterlo in lista, se ti va, coccinella," propone. "Posso mettere a disposizione un nichelino dai miei risparmi e poi possiamo metterci un penny ciascuno dalle nostre prossime paghe."

Sembra stranamente eccitato alla prospettiva di acquistare un asciugamano per la loro abitazione, come se la sola idea lo entusiasmasse. Il suo sguardo passa dagli occhi di Santana alle sue labbra, le labbra di lui si incurvano in un sorriso genuino d'attesa.

"Quando il signor Adams firmerà le nostre buste paga," dice Santana, scherzando solo a metà.

Puck annuisce, ancora sorridente. "Giusto," dice.

(Santana non ha mai visto un ragazzo così felice di separarsi dal proprio denaro.)


Da qualche parte fra Puck e le docce, Santana ritorna a pensare a Brittany. È Brittany mentre slaccia le cinte e le fusciacche, Brittany quando si alza sulle punte sullo sgabello di legno, Brittany mentre riempie d'acqua il colino, Brittany mentre si insapona, e Brittany mentre si risciacqua.

Santana canta fra sé e sé mentre si lava.

I'm in love with a sweet little girlie
(Sono innamorata di una dolce ragazzina)

Only one
(Solo una)

Only one
(Solo una)

I meet her each morning nice and early,
(L'incontro ogni mattina presto,)

rain or sun,
(pioggia o sole,)

rain or sun
(pioggia o sole)

To work we go walking together,
(Al lavoro camminiamo insieme,)

just as gay as can be
(felici più che mai)

We're truly two birds of a feather,
(Siam davvero due fringuelli,)

just my one little girl and me
(solo la mia unica ragazzina ed io)


Felice di non puzzare più di acqua di lago, Santana si pettina i capelli, si veste e si dirige verso il campo. Non ha ancora sentito la campana del pranzo e si domanda quanto tempo rimanga prima che suoni.

Mentre cammina, canticchia la stessa canzone che cantava nella doccia e cerca, di nuovo, di pensare a quello che potrà dire a Brittany dopo il primo spettacolo, ricordando tutti i migliori discorsi che ha letto dai signori Scott e Shakespeare riguardo all'amore.

È così persa nei suoi pensieri, immaginando come terrà la mano di Brittany e come la guarderà negli occhi mentre le farà la confessione, che quasi pensa di aver immaginato Brittany seduta sotto ad una quercia solitaria.

Brittany ha una coperta sul grembo e altre due dietro di lei. La miriade di pezzi di un kit da cucito sono sparsi intorno a lei. Prima di vedere Santana, è corrucciata guardando il suo operato, quasi disperata. Dopo aver visto Santana, sorride, di gusto e sincera.

"Ehi, tesoro!"

(Riuscirà mai Santana a non arrossire a quel vezzeggiativo?)

"Ciao, BrittBritt," risponde sorridente Santana mentre si avvicina. "Come va il lavoro? Hai quasi finito? Sarà presto ora di pranzo, credo."

L'espressione di Brittany crolla nell'istante in cui Santana cita il cucito. Sposta lo sguardo fra Santana e il ricamo, con l'ago a metà strada fra il velluto pesante della coperta.

"Non ho finito quello che avrei dovuto," confessa Brittany. "Il signor Remington mi ha fermata mentre mi allontanavo dalla tenda camerino e ha voluto intervistarmi per il suo articolo." Fa il broncio. "Mi ha trattenuta a lungo e mi ha lasciata libera solo pochi minuti fa."

"Caspita, Britt," dice Santana. "Mi dispiace."

Imita il broncio di Brittany, comprensiva, e siede sull'erba di fronte a lei. Ombre di foglie dai rami della quercia si riflettono sulla sua pelle e l'erba è fresca sotto le gambe. Senza pensarci, allunga la mano e la posa sul ginocchio di Brittany, massaggiandolo.

Brittany solleva una spalla. "Non è colpa tua," dice onestamente.

"Lo so, ma mi dispiace comunque per te," risponde Santana, accarezzando il ginocchio di Brittany col pollice. Un pensiero la coglie. "Non sei l'unica a cui non piace avere il signor Remington al circo, sai. Ho appena incontrato Quinn Fabray. È sconvolta perché il signor Remington è venuto a rubarle la storia per la Associated Press."

"Davvero?" domanda Brittany, interessata ma non sorpresa.

Santana annuisce. "Non credo che mi piaccia qualcuno che ti rende così irritabile, Britt," dice, preoccupata di come Brittany sembri non riuscire a smettere di corrucciarsi di fronte al suo lavoro. Continua ad accarezzarle il ginocchio. "Stai bene?"

Brittany solleva di nuovo una spalla, come a dire che non lo sa. "La signora Schuester dirà a papà che non ho finito le mie faccende," dice sconsolata. È sempre corrucciata mentre guarda la coperta in grembo trovando il ricamo parecchio incompleto.

"Oh, Britt," dice Santana, sempre più imbronciata.

Può vedere la preoccupazione dipingersi sul viso di Brittany e avverte una fitta perché, in qualche modo, i problemi di Brittany la feriscono più dei propri. Sa che Brittany ha ragione: se la signora Schuester scopre che Brittany non ha concluso il suo lavoro, saranno guai per lei, di un tipo che Santana non osa nemmeno immaginare.

Se Santana potesse, farebbe tutte le faccende di Brittany al posto suo. Sfortunatamente, Santana non riuscirebbe mai a finire il ricamo prima di pranzo, a prescindere da quanto possa andare veloce la sua mano. Si agita, volendo più di ogni altra cosa aiutare Brittany ma senza sapere come. Odia quando Brittany è preoccupata o triste o—ancor di più—quando non si sente all'altezza.

(Che una persona meravigliosa come Brittany non riesca a vedere quando meravigliosa sia in realtà, spezza il cuore di Santana.)

Santana si affretta a cercare una soluzione per farla sentire meglio.

I suoi occhi si soffermano su qualcosa di familiare sull'erba.

Un rocchetto di filo rosso.

"Chiudi gli occhi," dice senza fiato.

Brittany fa ciò che le viene detto, fidandosi completamente.

Santana si guarda intorno fra gli attrezzi da cucito, cercando fra altri rocchetti di filo, un sacchetto di perline e persino un lungo ago di metallo infilato nel terreno, fino a quando non avvista quello che stava cercando e lo solleva dall'erba.

Che Santana sia ancor più dannata di quanto non sia già se le forbici per persone destre non sono state inventate dallo stesso diavolo che siede sulla sua spalla.

Fatica a manovrare le forbici intorno al filo e poi ancora di più a maneggiarle correttamente. Alcune volte, le forbici scivolano e non riesce a tagliare il filo, le lame inefficaci nella sua presa goffa.

Quando Brittany ha tentato lo stesso trucchetto per il bene di Santana, è riuscita così facilmente. Per quanto si sforzi, Santana non riesce a imitare la grazia speciale di Brittany.

Brittany deve sentire Santana rovistare perché dopo un momento domanda, "Va tutto bene lì fuori, tesoro?" con un tono buffo nella voce.

"Solo un secondo, Britt," le promette Santana, solo ora riuscendo a tagliare il filo. Sorride, compiaciuta di se stessa. Il suo sorriso si riflette nella voce. "Dammi la mano."

Brittany ansima.

(Sembra sorpresa.)

L'ombra di un sorriso inizia a dipingersi sulle labbra di Brittany, anche se ovviamente Brittany cerca di mantenere la sua espressione impassibile e non sembrare troppo speranzosa, per timore di aspettarsi la cosa sbagliata.

Non si aspetta la cosa sbagliata, però.

Quando Brittany solleva la mano destra, Santana è quasi certa che lo faccia di proposito perché è intelligente e meravigliosa e la persona più preziosa del mondo.

"L'altra," la istruisce Santana, adorandola.

Brittany ora sorride largamente, a tal punto da mostrare i denti, e il suo intero essere sembra risplendere. Quando offre a Santana la mano sinistra, le sue dita tremano.

Con molta meno destrezza di quanta Brittany ne abbia avuta quando le ha dato un anello di filo, Santana avvolge il filo intorno all'anulare di Brittany, facendogli fare alcuni giri prima di fare un nodo, tremando per un istante. Sistema il nodo al suo posto, sentendosi goffa e stupida ma anche d'oro per il solo modo in cui Brittany le sorride.

Ti amo, pensa.

"Ecco fatto," dice.

Alle sue parole, Brittany apre gli occhi, spostando lo sguardo fra il proprio dito e il viso di Santana. Brittany piega il dito, testando l'elasticità del suo nuovo "gioiello". Tutto di lei sembra acceso.

"E questo per che cos'è, tesoro?" domanda riverente.

Santana cerca. "E' una promessa," dice sincera.

Si aspetta che Brittany le domandi che genere di promessa—sinceramente, Santana non lo sa, o almeno non del tutto, non quando si tratta di qualcosa di così importante e duraturo—ma Brittany non lo fa. Invece, si limita a sorridere e i suoi occhi si fanno dolci.

"Grazie," dice Brittany.

Non fa mai quello che Santana si aspetta.

(Santana non aveva capito quanto amasse le sorprese fino a quando non ha capito quanto ami Brittany.)

Il filo invisibile legato al cuore di Santana le da quelli che le sembrano mille strattoni in una volta sola e le guance di Santana si scaldano. La sua testa si abbassa come di sua volontà. "Posso baciarti, Britt?" chiede, già a metà strada verso le sue labbra.

"Sì, ti prego," risponde Brittany.

E così Santana lo fa.

Brittany sorride nel bacio e Santana fa lo stesso e, nel momento in cui le loro labbra si incontrano del tutto, Santana non crede di essere mai stata così felice o gioiosa. Strofina il naso e il mento con Brittany, modellando la forma del bacio e le sue angolazioni, sentendo Brittany in modi del tutto nuovi. La sensazione delle labbra di Brittany contro le sue scatenano un brivido caldo lungo il corpo di Santana. Il sorriso di Brittany si allarga fino a quando lei e Santana si separano, stordite.

"Ti aiuterò col ricamo dopo pranzo," le promette Santana, prendendo la mano di Brittany con l'anello e posandosela in grembo. "Non mi importa cosa dirà la signora Schuester."

Brittany sorride. "Davvero?" dice, dando a Santana un altro bacino sulle labbra.

Santana annuisce. "Se si arrabbia, le dirò 'non dire sciocchezze e arrangiati'," dichiara, perché in quel momento sente che sia vero—potrebbe dire quelle cose alla signora Schuester senza pensarci un attimo.

(Potrebbe fare qualsiasi cosa per Brittany.)

"Grazie," dice di nuovo Brittany, senza fiato.

Le ragazze si sorridono e la campana del pranzo suona.

(Onestamente, Santana non avrebbe potuto avere tempismo migliore.)


Santana aiuta Brittany a raccogliere gli strumenti da cucito e le coperte degli elefanti prima che le due tornino verso il cuore del campo. Depositano il materiale fuori dalla tenda dei Pierce, ma Brittany non vi entra perché non vuole svegliare suo padre. Con i mignoli intrecciati, lei e Santana saltellano verso l'area mensa e vi entrano dal sentiero posteriore che passa accanto al carro dispensa.

Quasi immediatamente, incontrano Ma Jones e Ken, con la prima che riprende il secondo, brandendo il suo cucchiaio di legno con una tale autorevolezza che persino il Generale Grant sarebbe stato impressionato da lei, se oggi fosse ancora vivo e presente al circo del signor Adams.

Ma sembra un arcangelo, piena di giustizia, bellissima nella sua ferocia.

Ken, in confronto, sembra il più umile dei vermi dell'Inferno.

Diventa piccolo di fronte a Ma Jones, con la sua bombetta minuscola stritolata fra mani rammaricate, con le spalle chine come se volesse sprofondare sotto la superficie della terra. Sussulta ad ogni parola di Ma Jones e si mostra ancor più pietoso di quanto Santana non si sia sentita quella mattina appena sveglia.

Ma punta il cucchiaio di legno alla pancia sporgente di lui.

"Ho capito cos'hai detto," lo ammonisce, "ma non mi sorbirò nessuna delle tue chiacchiere nella mia cucina! Sei ancora ubriaco fradicio, Ken, e puzzi di alcol, ma questo è fra te e il Signore Gesù—quello che mi importa è che tu dovevi fare la guardia alla dispensa, invece hai deciso di bere birra come fosse acqua e gratis come piscio, e ora dal carro mancano due mezze botti e dieci biscotti! Non so come abbia fatto il signor Adams a metterti a capo di qualcosa, dato che sei un enorme sciocco e più egoista di qualunque uomo della tua stazza abbia il diritto di essere!"

"Sissignora. Mi dispiace, signora."

Santana potrebbe quasi dire che Ken sia sul punto di piangere.

Brittany e Santana procedono in punta di piedi lontano dalla discussione, attente a non farsi vedere da Ma Jones e sforzandosi di tenere un'espressione neutra in caso Ken guardasse verso di loro. Santana evita di guardare Brittany perché sa che, se lo facesse, si metterebbe a ridere e le metterebbe nei guai. Dovrebbe sentirsi in colpa che Ken venga ripreso per colpa sua, ma sinceramente non le importa un gran che.

Le ragazze giungono salve alla mensa prima che Brittany inizi a ridacchiare, seguita da Santana.

Stanno ancora ridendo quando prendono posto sull'erba di una collinetta proprio dietro ai tavoli. Brittany stringe il mignolo di Santana.

"Mi sento come se dovessi fare penitenza," dice Santana. Cerca di mostrarsi sincera, ma non riesce a smettere di sorridere.

Brittany canticchia una melodia allegra, sorridendo a sua volta. "Ma come mai, Santana? Hai sentito Ma Jones: è Ken quello che ha sbagliato," mormora, con aria più innocente di quanto una qualsiasi combina guai possa avere.

Santana si mette a ridere. "Vado a prenderci qualcosa da mangiare. È una penitenza sufficiente?"

"La migliore," concorda Brittany, solo che sembra qualcos'altro.

Il sangue affluisce alle guance di Santana. Dà un'occhiata all'anello di filo sul suo dito e su quello di Brittany, il proprio leggermente sbiadito, quello di Brittany rosso acceso, entrambi perfetti, specialmente insieme. "Va bene," dice. "Torno subito—te lo prometto."

Brittany aiuta Santana ad alzarsi in piedi, anche se lei rimane seduta sull'erba. "Okay, tesoro. Ti aspetto," risponde.

(Quello che dice sembra un milione di cose, in realtà—tutte quante, tutte buone.)


Santana ritorna da Brittany con due piatti di ravioli al sugo, verdura, due bicchieri ed un'unica forchetta. Ritrova Brittany sdraiata a pancia in giù sulla collinetta, con la schiena rivolta a Santana e i piedi per aria.

All'inizio, Santana pensa che Brittany stia prendendo il sole—come un gatto—ma poi si accorge che qualcosa sul prato ha attirato la sua attenzione. Mentre Santana si avvicina, vede cos'è quel qualcosa: due bellissime farfalle con ali colorate che fluttuano sopra un gruppetto di fiori gialli.

Le farfalle guizzano l'una intorno all'altra, cozzando a mezz'aria mentre sorvolano i fiori. Quando Santana ascolta più da vicino, sente Brittany sussurrare.

"Spero non stiate litigando," dice Brittany con fervore. "Dovreste essere gentili fra voi. Le farfalle conoscono le buone maniere? Forse vi state baciando," suppone. "E' bello baciarsi—beh, è bello baciare Santana. Bellissimo, a dire il vero."

(Santana sente uno strattone al cuore.)

(Santana ansima senza rendersene conto.)

Brittany avverte Santana dietro di lei e solleva il capo. Anche se qualcun altro potrebbe esserlo, Brittany non sembra affatto in imbarazzo, nonostante Santana l'abbia colta a chiacchierare trasognata alle farfalle. Accoglie Santana con un sorriso e dondola i piedi per aria, distratta.

"Ehi, tesoro," dice, ancora stesa a terra.

"Ehi," risponde Santana, sciocca.

Per un momento, entrambe si fissano, stordite dall'affetto ma, dopo alcuni secondi, Brittany si morde un labbro. "Che c'è?" domanda scaltra.

Il cuore di Santana galleggia. Cerca di spiegare cosa esattamente rende questo momento con Brittany così tenero per lei. "E' solo che—," inizia. "E' solo—non c'è quasi nulla che ti sorprende, vero?"

Brittany sorride e si morde il labbro. Annuisce. "Quasi nulla, eccetto te," risponde. Osserva l'espressione di Santana. "Perché? Cosa ti passa per la testa, tesoro?"

"Il mio libro preferito," ammette Santana. Quando Brittany la guarda, desiderando che dica altro, Santana elabora, "E'—parla di una ragazzina che va a vivere in un collegio. La preside si chiama Miss Minchin." Santana fa una pausa prima di aggiungere, "A dire il vero Miss Minchin assomiglia molto alla signora Schuester."

Brittany arriccia il naso. "Intendi che è felice solo quando è seccata?"

(Santana avverte una dolce fitta al petto, come una nota alta e acuta del pianoforte.)

Ride, ancora in piedi davanti a Brittany distesa. "Seccatissima," conferma.

Brittany solleva lo sguardo su Santana, apprendendo il libro preferito di Santana allo stesso modo in cui si potrebbe imparare la topografia di una stanza che si visita per la prima volta—vale a dire, accuratamente e prestando attenzione a tutto ciò che rende la stanza diversa da ciò che è familiare.

(Brittany è il tipo di persona che gioisce nella meraviglia della quiete di una nuova stanza, pensa Santana.)

Lo sguardo di Brittany si sposta fra i due occhi di Santana e poi giù sulla curva del suo sorriso timido, e poi ancora sugli occhi.

"Beh, e la ragazzina del libro?" domanda, infinitamente curiosa.

Santana arrossisce e si siede sull'erba accanto a lei. Le farfalle svolazzano per l'intrusione ma stanno ancora vicine ai fiori gialli. Santana offre a Brittany il suo piatto e l'unica forchetta affinché inizi a mangiare, poi fa spallucce, in imbarazzo.

"Beh," comincia, "il padre della ragazza la ama moltissimo e provvede generosamente per lei—è un ricco giovane ufficiale dell'esercito—solo che perde la sua fortuna e muore in India, lasciando sua figlia senza un quattrino o amici al mondo. Dopo di ciò, Miss Minchin si comporta in modo terribile con la ragazzina, che prova a sfuggire dalla realtà grazie ai libri che legge e alla sua immaginazione. Immagina così spesso e così fantasticamente che niente la sorprende quando accade davvero, a prescindere da quanto sia strano."

Brittany sfoggia un dolce e adorante sorriso. Non ha mai smesso di guardare Santana. "La ragazzina è un po' come te, non credi, tesoro?" domanda Brittany pensierosa.

Le orecchie di Santana arrossiscono. "Lo pensavo anche io," ammette, abbassando il capo, "ma ora credo che sia molto più come te." Il suo segreto le sale fino in gola e le sue parole successive ci girano intorno. "E' per questo che m-mi piace così tanto."

Ora è Brittany ad arrossire. Sorride e infila la forchetta nei ravioli, senza addentarli per il momento—solo distoglie lo sguardo da Santana per timidezza e qualcos'altro.

"E cosa succede?" Brittany domanda dopo un minuto passato a punzecchiare il suo cibo. "Alla ragazzina, intendo."

Santana fa spallucce, ancora accaldata in viso, anche se né lei né Brittany si guardano ora. "Incontra un'amica che si prende cura di lei," mormora.

Brittany allora solleva lo sguardo su Santana, con la sua peculiare perspicacia nascosta negli occhi azzurri fiordaliso con striature dorate. "Non hai mai parlato del tuo libro preferito," dice sottovoce. Sembra grata che Santana ne parli, come se Santana le avesse fatto una specie di dono.

Santana si sente molto calda dentro. Si agita sul posto. "A quanto pare no," concorda.

"Perché no?" domanda Brittany, non accusatoria ma interessata.

Anche se Santana non ci ha mai pensato prima, alle parole di Brittany cerca dentro di lei e trova la risposta all'istante. Raccoglie un ciuffetto d'erba e inizia a giocherellarci nervosamente, cercando di formulare la frase.

"Ti sei mai affezionata a qualcosa che poi hai avuto troppo spesso e ha smesso di piacerti come prima?" domanda. Brittany annuisce e Santana continua, "Beh, suppongo di non averti parlato del mio libro preferito o di averci pensato troppo perché non volevo smettere di essere speciale," confessa. Dare voce alla sua preoccupazione la fa sembrare sciocca. Alza gli occhi dal prato e guarda Brittany, imbarazzata da se stessa. "Non è così che funziona la magia, però, vero BrittBritt?"

Brittany pensa alla deduzione di Santana, contemplativa e serena. Non ha ancora iniziato a mangiare il suo pranzo. Dopo lunghi istanti, dice, "La magia del circo, forse—ma la magia vera no."

"Magia vera?" domanda Santana con espressione confusa.

Brittany annuisce. "Il nostro tipo di magia," spiega, raggiungendo la mano di Santana sull'erba.

(Filo rosso si sovrappone a filo rosso.)

(Il cuore di Santana si stringe nel petto.)

Al tocco di Brittany, il momento si fa urgente, e Santana scopre di non volere altro che baciare Brittany, lenta e profondamente. Sa che Brittany vuole la stessa cosa dal modo in cui gli occhi di Brittany si fanno di un tono più scuro. Il desiderio pulsa fra loro.

Allo stesso modo, per quanto Santana desideri scrivere amore sulle labbra di Brittany e nel calore della sua bocca, non può—non quando lei e Brittany sono sedute a pochi metri dal resto della compagnia, dove tutti possono vederle baciarsi—quindi, invece di farlo, Santana le offre il suo miglior sorriso, che Brittany ricambia.

"Possiamo leggere insieme il tuo libro preferito un giorno?" domanda all'improvviso Brittany.

La gola di Santana si stringe al solo pensare a un giorno con Brittany. Quando Santana parla, la sua voce è precaria. "Ti insegnerò a farlo, BrittBritt," le promette.

Brittany dà una stretta alla mano di Santana. "Mi piacerebbe molto," dice.

(Brittany è il tipo di persona che non dimentica mai le cose importanti e, quando Santana è con lei, anche Santana è quel tipo di persona.)


Brittany e Santana riescono a mangiare appena qualche boccone prima che la campana della mensa suoni, ed entrambe sussultano, confuse.

È troppo presto perché la pausa pranzo sia già finita.

Sollevano gli occhi dai piatti per vedere cosa succede intorno al focolare. Quasi subito scoprono la fonte del disturbo: Ken in piedi su una cassetta di verdura. Ma Jones attende accanto a lui, tenendo in mano il gancio che usa per suonare la campana. La compagnia borbotta, sorpresa che Ken interrompa il loro pasto—specialmente dato che oggi lo ha già fatto una volta.

"Silenzio!" urla Ken, con aria compiaciuta di se stesso. Attende affinché tutti obbediscano al suo ordine. Solo dopo che lo hanno fatto si rivolge alla folla, "Ascoltate! Oggi è il Quattro Luglio e abbiamo un grande spettacolo da mettere in scena! La signora Schuester ha passato tutta la settimana scorsa a cucire nuovi costumi per voi, e oggi li indosserete al posto di quelli da cavalieri. La coreografia durante la scena sarà la stessa, eccetto che i cavalieri neri saranno indiani e i cavalieri blu saranno i pionieri. Le signore saranno donne di frontiera e principesse indiane. Capito?"

"Sì, signore," risponde la compagnia in coro, non sembrando particolarmente entusiasta.

"Bene," dice Ken, soddisfatto come se l'avesse appena spuntata in un dibattito. "Poi, il signor Adams ha organizzato un ballo nel tendone dopo lo spettacolo di stasera e non ci saremo solo noi ma anche i cittadini di Ackley. Ha invitato tutta la città. Dopo il ballo ci saranno fuochi d'artificio. Per i miei ragazzi, sapete già chi di voi è incaricato di occuparsene. Allora, cosa ne pensate?"

Questa volta, la compagnia esulta, entusiasta alla prospettiva di tale diversivo.

Il cuore di Santana balza nel petto.

(Non può fare a meno di ricordare l'ultima volta in cui al circo c'è stato un ballo e di come lei e Brittany si siano trovate bene, a fare piroette—)

"Bene, dunque," grugnisce Ken, indicando alla compagnia a fare di nuovo silenzio. "Prima che chiunque di voi si faccia strane idee, state bene a sentire: il signor Adams ha detto chiaro e tondo che chiunque tratti gli ospiti scortesemente o importuni le signore sarà depennato dalla lista più veloce del calcio di un mulo, intesi? Date ai cittadini il loro spazio e non cercate di mischiarvi a loro."

"E chi mai vorrebbe farlo?" domanda una voce che sembra molto quella di Puck.

La compagnia ridacchia, ma Ken sembra seccato.

"Niente scherzi!" ammonisce, scuotendo un dito cicciottello alla folla.

"Sì, signore," gli viene risposto in coro.

Brittany e Santana si guardano e sorridono.

"Mi concederai un ballo stasera, tesoro?" domanda Brittany.

Il sorriso di Santana si allarga. "Tutti i balli che vuoi," risponde sincera, anche se quello che intende davvero è "Tutti i balli che ci saranno," ovviamente.


Dopo che Ken ha finito il suo discorso, la compagnia inizia a disperdersi per il primo spettacolo, anche se è ancora molto presto. Brittany e Santana restano sulla loro collinetta ancora un po' più a lungo—mangiando qualche altro boccone del pranzo e passando qualche altro minuto godendo della reciproca compagnia—prima di portare i loro piatti ai lavabi, pronte a prepararsi per lo spettacolo.

Mentre si allontanano dalla mensa, passano accanto al signor Remington che si avvicina al signor Evans.

"Scusate, buon signore," dice il signor Remington con la sua voce, profonda, altisonante e vanagloriosa. "Sareste magari disposto a sedervi con me per un'intervista—?"

"Non ho tempo," risponde il signor Evans frettolosamente. "Poi, un laconico, "Che Dio vi benedica."

E si allontana.

Il signor Remington sembra preso in contropiede dall'atteggiamento del signor Evans: le labbra sono serrate e stringe forte il suo taccuino. La sua già corrucciata fronte lo diventa ancor di più. È un uomo non abituato a ricevere un rifiuto.

Immediatamente, il signor Remington si mette alla ricerca di un altro potenziale intervistato, guardandosi intorno fra la gente che gli passa vicino, ma nessuno sembra cogliere il suo sguardo—nemmeno Brittany e Santana, che lo schivano come tutti gli altri.

Certo, il signor Adams ha istruito la compagnia di far sentire il signor Remington benvenuto al circo e di rendersi disponibili alle sue domande per l'articolo. Tuttavia, il signor Adams ha anche istruito la compagnia—tramite Ken—di mettere in scena uno spettacolo perfetto e ha minacciato di licenziare chiunque faccia un errore.

Anche a Santana, che sa ancora così poco del circo rispetto alla maggior parte degli altri membri della compagnia, sembra che il secondo ordine sia più importante del primo.

(Allo stesso tempo, Santana non può fare a meno di pensare che la mal disposizione della compagnia nei confronti del signor Remington sia dovuta più al rispetto della propria vita privata che all'obbedienza.)


Fra la fine anticipata dello spettacolo di ieri e l'essere rimasta alzata fino alle prime ore del mattino, a Santana sembra passato un sacco di tempo dall'ultima volta in cui si è esibita nel suo gazebo. Di certo Santana non può dire che le sia mancato. Al contrario, avverte una grande agitazione al pensiero di sedersi per la fiera—o forse, più precisamente, di sedersi da qualsiasi parte che non sia vicino a Brittany.

Anche se il signor Adams ieri ha detto a Ken di aver ordinato un nuovo mazzo di tarocchi, la consegna sembra non essere ancora arrivata: l'insegna di Santana annuncia ancora "MADAME ROSSETTI, CHIROMANTE GITANA: Lettrice di entrambi i palmi."

Ken non dice niente a Santana mentre lei si accomoda sulla sua sedia. Sembra piuttosto preoccupato per lo spettacolo imminente e continua a guardare verso il tendone in lontananza.

Da parte sua, Santana decide di raccontare il futuro in modo molto dettagliato, sperando che così il tempo che la separa dal primo spettacolo possa passare più in fretta.

"Profetizza" ad un giovane contadino di cercare una mucca con un particolare tipo di macchie—"Deve avere una stella, una nuvola di pioggia ed un cerchio non più grandi del tuo pugno," gli dice, "e tutti sul fianco sinistro"—poi di allevarla per la fiera contadina, dandole da mangiare solo le cose migliori, se vuole vincere il primo premio.

Il contadino ascolta le parole di Santana con rapita attenzione, ripetendole ad una ad una un secondo dopo di lei, cercando di memorizzarle. Suo fratello maggiore è in piedi dietro di lui, intento ad annuire con decisione, ugualmente concentrato.

Poi, Santana "vede" nel palmo di un gioviale uomo d'affari che se cercherà in ogni angolo del suo ufficio e sotto il suo letto a casa e nella sua valigia e in tutte le sue tasche e sotto la panca della sua carrozza, troverà un taccuino smarrito—specialmente se cerca in ogni luogo due volte e con grande attenzione.

"Quindi quando dovrei cercare nella carrozza?" domanda con uno scintillio negli occhi.

"Dopo le tasche," ripete Santana, con forte accento di sua nonna, "—e assicuratevi di cercare in ogni tasca dei vostri pantaloni e giacche."

"E i miei panciotti?" chiede.

Santana finge di pensarci su per un momento. Stringe gli occhi guardando il palmo dell'uomo—noiosamente rosa e indefiniti come ogni altro palmo che ha letto al circo—fingendo di doversi sforzare per cercare la risposta in quel panorama.

Dopo un minuto, scuote lentamente il capo.

"Solo quello blu," dice saggiamente.

"Il mio panciotto blu?"

"Sì."

(L'uomo sembra particolarmente impressionato che Santana conosca il colore di un panciotto che possiede.)

Dopo questa lettura, lui si allontana di dieci passi da Santana prima di accorgersi che oggi indossa un panciotto blu e ride cupamente.

Si volta verso di lei puntando l'indice nella sua direzione. "Tu, astuta ragazzina malvagia!" dice. "Bon spectacle, Madame Rossetti!"


Dopo il suo scherzo di successo, Santana si sente molto compiaciuta di se stessa, ma solo fino a quando una familiare e sgradita persona appare davanti alla fila: niente meno che il signor Roderick Remington, che sfoggia un sorrisetto compiaciuto.

"Buon pomeriggio. Come va, Madame?" domanda con la sua voce altisonante. Tocca la falda del suo cappello in segno di saluto e si siede davanti al tavolo senza che lei lo abbia invitato a farlo. "Ho visto la vostra ultima lettura e devo ammettere di essere molto impressionato. Che personcina ben educata siete," dice, più beffardo che sorridente.

La sua voce suona molto melliflua e Santana capisce che, pur avendole fatto un complimento, quello che ha detto non è affatto tale. C'è una parola che non ha detto, anche se Santana l'ha sentita molto bene.

Santana lo guarda sospettosa ma non gli risponde. Il signor Remington sembra non notare il suo silenzio e prosegue.

"Allora," dice sonoramente. "Vorrei farle qualche domanda per la Associated Press. Niente in contrario, giusto?"

All'inizio, Santana è sorpresa che qualcuno come il signor Remington chieda il suo permesso per qualcosa—le regole dicono che lui non è obbligato a farlo—ma poi capisce che il signor Remington sta rivolgendo la sua domanda a Ken, il quale sta appena dietro di lui. Una strana espressione passa sul volto di Ken. I suoi occhi si assottigliano e la sua bocca si fa tirata. Sembra considerare la domanda del signor Remington molto attentamente prima di rispondere.

"S-suppongo di no," dice infine.

Alle sue parole, qualcosa sembra cambiare nell'aria e persino il piccolo gruppo di passanti che si trovano nei pressi del gazebo di Santana sembra notarlo. Si radunano, il loro interesse catturato. All'improvviso, Santana si sente immensamente agitata.

Ken fissa Santana, brusco, una certa urgenza scritta sulla sua espressione. Di solito non è così quando vuole solo che Santana vada avanti con la lettura, per la miseria. Infatti, sembra quasi l'opposto—come se volesse che Santana non facesse qualcosa. Non vuole che Santana parli con il signor Remington, anche se ha appena dato il suo permesso?

Se è così, allora per una volta Ken e Santana potrebbero desiderare la stessa cosa, dato che la stessa Santana di certo non vuole rilasciare un'intervista al signor Remington, uomo del quale non si fida affatto.

Certo, Santana capisce che è strano per lei non fidarsi del signor Remington, dato che non gli ha mai parlato e non sa niente di lui, eccetto quello che il signor Adams ha detto alla compagnia quella mattina.

In realtà, il signor Remington sembra quanto meno falsamente gentile, soprattutto nel modo in cui a volte si rivolge alle ragazze come Santana—è tutto secondo le regole, dopo tutto.

In realtà, Santana non ha motivi per non fidarsi del signor Remington.

Però.

Quella mattina, il signor Remington ha detto alla compagnia che vorrebbe conoscere i loro segreti.

Ma non è quello il modo in cui opera il circo.

Non quando si tratta di estranei.

Non quando si tratta di forestieri.

Santana ricorda lo sguardo duro che Rory e gli altri clown avevano quando il signor Adams ha presentato il signor Remington alla gente del circo e qualcosa si indurisce nella sua pancia. Scopre che non vuole raccontare segreti al signor Remington—né i propri né quelli di chiunque altro della compagnia.

Il circo è un luogo in cui talmente tanti segreti si impilano uno sopra l'altro che è quasi impossibile dire la verità su una cosa senza compromettere qualcos'altro o qualcuno.

Nessuno fa domande, tutti raccontano bugie.

(Santana non può tradire il circo senza tradire anche se stessa.)

Mentre questi pensieri le passano per la testa, Santana si rende conto che Ken non è l'unica persona del circo che osserva le sue interazioni con il signor Remington. Kurt Hummel si è fermato al gazebo di Santana mentre passava: se ne sta in uno spazio vuoto fra il pubblico, tenendo fra le mani i suoi birilli da giocoliere. Osserva Santana con occhi spaventati e preoccupati. Il suo pomo d'Adamo va su e giù nella sua gola.

Anche se Santana osserva spesso Kurt passeggiare avanti e indietro lungo il percorso della fiera, non lo ha mai visto fermarsi così a lungo o così deliberatamente.

Indossa un gilet color porpora e calzoni verdi decorati con perline ricamate nelle cuciture e sopra il taschino e sembra quasi una marionetta o una bambola di porcellana proveniente dall'Europa. Sembra anche terrorizzato che Santana possa dire la cosa sbagliata al signor Remington.

All'improvviso, tutto sembra troppo e troppo accecante.

"Molto bene!" tuona il signor Remington, voltando la prima pagina del suo taccuino e preparando la sua matita per scrivere. Fissa Santana con sguardo viscido. "Dunque, Madame, vorreste cortesemente dirmi la vostra occupazione al circo?"

È una domanda profondamente sciocca—è questo il primo pensiero di Santana. È anche una domanda a cui è poco propensa a rispondere, anche se sa che le regole le impongono di farlo.

Dà un'occhiata a Kurt e Ken, entrambi in piedi dietro al signor Remington. Capisce che nessuno dei due vuole che risponda alle domande del signor Remington, ancor più di quanto lo voglia lei. La sua gola si secca.

Dà un'occhiata all'insegna fuori dal gazebo ma non dice niente.

Il signor Remington segue la sua linea visiva e la sua espressione crolla.

Prende un appunto sul taccuino.

(Santana si domanda se il signor Remington sia un buon giornalista.)

"Quindi siete una chiromante che legge… entrambi i palmi… giusto?" chiarisce il signor Remington, evidentemente un po' confuso sul significato del cartello. Stringe gli occhi.

Santana lo guarda, mordendosi il labbro. Riesce praticamente a sentire Kurt e Ken che le chiedono silenziosamente di non parlare. Sapendo che deve rispondere ma senza volerlo, si limita ad annuire senza elaborare.

Il signor Remington sembra ancor più confuso di prima. Aggiusta la sua posizione sulla sedia. "Quindi, Madame," prova di nuovo, "da quanto tempo siete al circo? Non devono essere molti anni che vi esibite."

Mentre le prime due domande del signor Remington hanno fatto venir voglia a Santana di roteare gli occhi, questa invece la coglie di sorpresa—soprattutto perché qualsiasi risposta darà sarà sbagliata.

Da una parte, le regole impongono a Santana di dire al signor Remington la verità.

(Solo nove giorni.)

D'altra parte, se Santana gli dice la verità, tutte le persone dietro di lui la sentiranno e rovinerà la magia del circo che avvolge di fascino il personaggio di Madame Rossetti.

(Nessuno vuole che l'ultima arrivata al circo legga loro il futuro, dopo tutto.)

"Cosa volete dire?" domanda Santana, facendo la finta tonta.

Enfatizza l'accento della nonna e inciampa un po' sulle parole, come se fossero per lei poco familiari. È la prima volta che Santana finge di non comprendere bene l'inglese quando qualcuno parla con lei, e si sente come estranea a se stessa.

Il signor Remington stringe gli occhi. "Da—quanto—tempo—siete—al—circo?" ripete. Parla ad alta voce e scandisce ogni parola nello stesso modo in cui fa Rachel a volte quando parla con Brittany. "Sembrate—molto—giovane."

Santana si agita.

Dovrebbe continuare a fingere di non capire cosa stia dicendo il signor Remington? Ken è nervoso accanto al signor Remington. Non costringe Santana a fare qualcosa che lei non vuole fare, come invece avrebbe fatto in qualsiasi altra occasione, ma sembra anche a disagio nel vederla non riuscire a compiacere il giornalista.

Proprio allora, una voce acuta e di seta interrompe la conversazione.

"Viene dalla più rinomata famiglia gitana di Roma."

(Santana aveva quasi dimenticato la presenza di Kurt.)

"E' molto esperta," aggiunge Kurt, scegliendo con cura le parole, parlando con leggero tremore nel fiato, come lo sfarfallio delle ali d'uccello.

Con la massima cautela, Kurt fa un passo in avanti avvicinandosi al tavolo di Santana, fermandosi al lato sinistro del signor Remington, mentre Ken è alla sua destra. Kurt sposta lo sguardo su Santana, Ken e il signor Remington con occhi spalancati e grigi, controllando che lui gli stia prestando attenzione. È così. Santana non può fare a meno di notare come Kurt trasporti i suoi birilli: due nella mano destra, due nella sinistra e uno sotto l'ascella, tutti dimenticati nel suo momento di coraggio ma intorno a lui come fossero un'armatura.

Il signor Remington osserva Kurt in attesa, ma Kurt si limita a fare spallucce e un sorriso dispiaciuto, come a spiegare che non sa molto più.

Non sa cosa dire oltre a quello, considerando che non sa niente di Santana oltre alle scritte sul cartello, che Ken strilla su e giù nella zona fiera ogni mattina e ogni pomeriggio.

(Solo dopo alcuni altri secondi Santana si rende conto che Kurt non ha risposto veramente alla domanda del signor Remington.)

Quando questi guarda di nuovo Santana, sperando che lei possa elaborare, Santana solleva le spalle a sua volta. Il signor Remington scrive una nota sul taccuino. Apre la bocca per fare un'altra domanda ma poi Ken lo interrompe.

"Ora vorrete recarvi al tendone per vedere lo spettacolo," dice burbero. Posa una mano decisa sulla spalla del signor Remington, il quale sussulta al suo tocco. "La campana dello spettacolo suonerà da un momento all'altro ormai."

Il signor Remington sembra offeso dalla notizia di Ken. "Oh," dice disorientato, sbattendo più volte le palpebre. "Oh. Ma certo," e, dopo un nuovo sollecito da parte di Ken, si alza dalla sedia.

Nell'istante in cui lo fa, la campana suona.


Ken scorta il signor Remington al tendone, lasciando Kurt a controllare Santana, come se avesse bisogno di una bambinaia, per i pochi minuti che mancano allo spettacolo. Assecondando gli ordini di Ken, Kurt rimane nei paraggi mentre Santana raccoglie la sua colorata tovaglia e il suo tamburello. Sembra incerto sul dove stare o dove guardare.

Quando Santana ha tutte le sue cose in mano, Kurt le fa un cenno. "Vogliamo andare?"

Nonostante la poca distanza fra il gazebo e la loro destinazione, è strano passeggiare fianco a fianco con Kurt. Anche durante i bagordi della notte precedente alla spiaggia, non si sono mai detti una parola e non ne dicono nessuna fino al dietro le quinte. Invece, si scambiano strani sguardi con la coda dell'occhio e mantengono un passo goffo e asincrono.

Anche se Santana è certamente grata a Kurt per essere intervenuto durante l'intervista con il signor Remington, non è ancora certa se Kurt le piaccia o no.

(Come potrebbe esserlo se nessuno dei due sa niente dell'altro?)

Quando arrivano al dietro le quinte di Santana, Kurt le rivolge uno strano e rapido cenno col capo prima di allontanarsi in direzione del suo posto designato. Santana lo osserva disperdersi nella calca. È uno strano ragazzo spaventato da qualcosa, anche se Santana non sa da cosa. Ovviamente, Santana non ha molto tempo di pensare a Kurt o a qualsiasi altra cosa prima che qualcuno strilli qualcosa proprio dietro di lei.

"Ehi, signora!"

È una delle cucitrici della signora Schuester.

All'inizio, Santana non è certa che la ragazza si rivolga a lei—anche oramai è un mese che Santana finge di essere sposata con Puck, contando il tempo trascorso nel distretto di Tenderloin, non è abituata al titolo che viene con quella messa in scena—così si ferma sul posto e attende che la ragazza si avvicini a lei, se è quello che intende fare.

Lo è.

"Ehi, signora Puck! Venite qui così possiamo prepararvi per lo spettacolo!"

La ragazza indica a Santana di sbrigarsi a raggiungere lei ed altre cucitrici che si trovano ai margini del dietro le quinte.

"Non abbiamo tutto il giorno!"

Dopo un secondo di esitazione, Santana fa come le è stato detto e si affretta a raggiungerla. Quasi subito, la ragazza che ha chiamato Santana e altre due sarte prendono Santana per i gomiti e la portano verso la tenda camerino delle signore. Le ragazze hanno sorrisi che non sembrano né felici né gentili. Si scambiano sguardi complici sopra la testa di Santana.

Santana non è stata in presenza di queste ragazze fin dal suo primo giorno al circo e ora scopre che non le piace particolarmente.

Le ragazze le fanno fretta ad entrare nella tenda e la conducono verso alcune scatole di costumi aperte al centro della stanza.

"Qui," comanda una delle cucitrici, indicando quello che sembra un punto qualunque sul suolo.

Le altre spingono Santana in posizione e lei rimane sul posto, senza osare muoversi. Tensione scorre nel suo corpo e osserva, preoccupata, mentre le cucitrici iniziano a rovistare fra i mucchi di costumi nelle scatole, ancora ridacchiando fra loro mentre lavorano.

Mentre Santana le osserva, le viene in mente che non sa niente di loro e nemmeno i loro nomi. Le viene anche in mente che quelle ragazze, a loro volta, non conoscono il vero nome di Santana.

(Non è la "Signora Puck.")

(Lopez, Lopez, Lopez.)

La verità è che, nelle rare occasioni in cui Santana pensa a loro, la maggior parte delle ragazze della signora Schuester e di Ma Jones si mischiano nella sua mente, indistinguibili, tutte vestite con abiti logori e impegnate in compiti a lei estranei, come potrebbe essere per loro il cottage in cui Santana viveva.

Brevemente, Santana si domanda come queste ragazze siano arrivate al circo—se sono nate lì, come Brittany, oppure se lo hanno fatto perché padri o fratelli o mariti o persino finti-mariti come lei, le hanno portate a lavorare al circo del signor Adams.

Onestamente, Santana non riuscirebbe a distinguere una ragazza dall'altra, se non per il fatto che alcune hanno carnagione più scura e una—Santana scopre ora—che ha una pigmentazione molto simile alla sua.

(Santana si domanda della ragazza e di se stessa.)

"Okay, abbiamo qualcosa per voi," dichiara una delle cucitrici, alzandosi per mostrare a Santana il suo costume per lo spettacolo mattutino.

Santana vede solo una macchia di marrone ed un lampo di colori arcobaleno prima che tre ragazze la circondino, invadendo i suoi sensi. Sente le loro mani sul corpo, che la misurano e le sistemano il costume. Sente le ragazze parlarsi fra loro—parlare di lei e intorno a lei—e continuare a ridacchiare. Odorano di talco e di gesso da sarta. Le loro dita si muovono distrattamente su di lei.

Qualcuno comanda a Santana di aprire le braccia e lei obbedisce, impotente. Qualcun altro solleva i capelli di Santana dal collo e li tiene su mentre un'altra persona le infila qualcosa di ruvido e fatto di pelle sulle braccia e sulle spalle. Prima che Santana si renda conto di ciò che succede, un'altra persona—la prima ragazza, forse—le sistema qualcosa sulla testa, tirandola un po' troppo forte sulla fronte. Qualcosa le si stringe in vita, una specie di fascia. La ragazza più alta, quella che ha trascinato Santana dietro le quinte, la guarda e fa un sorrisetto.

"Mettetevi dritta così che possiamo vedervi," la istruisce.

Le tre cucitrici si allontanano abbastanza da poterla guardare: valutano il loro operato dall'alto in basso.

"Uhm-hm," dice una di loro, tenendosi il mento con le dita e annuendo lentamente.

"Sembra proprio una principessa indiana," dice un'altra.

"Hai origini indiane?" domanda un'altra.

Santana non fa in tempo a rispondere prima che i lembi della tenda camerino si aprano ed un altro gruppo di cucitrici della signora Schuester entrino con qualche cavallerizza Sylvesteri.

"Ehi, sarà meglio che riportiate fuori la signora Puckerman prima che la signora Schuester se la prenda con voi," dice una delle nuove arrivate indicando il dietro le quinte.

"Non le abbiamo ancora dipinto il viso," protesta una delle ragazze.

"Beh, fatelo in fretta."

"Dipinto il viso?" domanda Santana.

Nessuno le risponde, invece, le ragazze la portano via dalle scatole di costumi e la conducono in un angolo davanti ad uno specchio, fermandola di fronte ad esso.

Anche se Santana ha letto molti libri in cui c'erano personaggi indiani—al signor Fenimore Cooper sembrava piacere molto scrivere sugli indiani—non si era mai soffermata a pensare a come potesse essere l'aspetto di una principessa indiana, a parte domandarsi se fossero carine, come il signor Fenimore Cooper le descriveva. Ora le ragazze della signora Schuester dicono che Santana sembra una principessa indiana e Santana non sa cosa pensare.

Si limita a guardare il suo riflesso nello specchio e a osservare.

Il pesante abito di pelle che le ragazze le hanno messo sulle braccia e sulle spalle sembra quasi un abito normale, salvo, ovviamente, per il materiale di cui è fatto. L'abito pesa parecchio ed è fatto di pelle di daino grezza e marrone. Ha frange sulle braccia e all'orlo. Anche se l'abito scende sotto le ginocchia di Santana, non arriva alle caviglie come la sua gonna. Ha delle perline e persino piccoli frammenti di ossa cuciti sul davanti, in un disegno elaborato che in qualche modo ricorda a Santana un campo di vibranti fiori selvatici.

Non sembra venire dalle mani della signora Schuester, anche se avesse avuto tutto il tempo del mondo per ricamarlo.

(Santana si domanda se allora non sia autentico.)

Nonostante il suo disegno elaborato, l'abito non è la parte del costume di Santana che attira di più la sua attenzione—principalmente perché impallidisce al confronto della fascia che ha intorno alla fronte.

È davvero incredibile quello che la signora Schuester ha fatto con delle piume di gallina essiccate.

La fascia è fatta di tessuto rigato stretto a quello che Santana pensa possa essere la struttura di un cappello. Sul retro c'è una fila di lunghe penne d'oca sistemate come fossero piume di pavone, ciascuna lunga quasi come l'avambraccio di Santana e tinta di un colore diverso dall'altra: blu, rosso, arancione, verde, giallo e viola. Così vivaci che persino i clienti seduti in ultima fila saranno in grado di vedere Santana il secondo stesso in cui entrerà in scena, né è sicura.

(La nonna di Santana sverrebbe per la volgarità della fascia, se fosse ancora viva per poterla vedere.)

La bocca di Santana si socchiude non appena vede il suo aspetto nello specchio, ma non ha tempo per dar voce al suo stupore perché una delle ragazze della signora Schuester le mette le mani sul viso chiudendole la mandibola. La ragazza ha in mano una piccola boccetta di pittura nera.

La pittura ha sia l'aspetto che l'odore di lucido nero da scarpe.

"Non muovetevi, signora," la istruisce la ragazza, mettendosi davanti a Santana in modo da poterla vedere bene in viso.

Nel secondo successivo, la ragazza usa un pennellino non diverso da quello che Sam e Blaine usano per colorarsi il viso, raccogliendo nero sulle sue setole. Poi lo strofina sulle guance di Santana e inizia a pitturarle con colpetti veloci.

Il pennello le fa il solletico sulla pelle e la vicinanza della ragazza agli occhi di Santana la innervosisce enormemente. Non è mai stata così vicina ad una ragazza oltre a Brittany: scopre di non sapere dove guardare questa estranea—oppure se non guardarla affatto, come in realtà avviene. Intreccia le mani davanti a sé così strette che quasi non riesce a sentire le proprie dita.

"Rimanete ferma," la istruisce la ragazza.

Santana si irrigidisce, trattenendo il fiato che le rimane incastrato in gola. Cerca di non deglutire troppo forte e di non pensare a niente in particolare. Appena inizia a domandarsi come le stiano dipingendo il viso, la ragazza fa un passo indietro e la controlla dall'alto in basso.

"Ecco fatto," dice infine. Si allontana da Santana permettendo a chiunque di darle un'occhiata approfondita tramite il suo riflesso nello specchio.

Due linee corte e parallele adornano entrambe le guance di Santana, ciascuna lunga circa sei, sette centimetri. Fanno sembrare Santana austera e in qualche modo diversa da se stessa. Sono anche palesemente irregolari.

"Non siate lenta," dice una delle ragazze di Santana.

Apparentemente intende dire che Santana non dovrebbe indugiare perché, nell'istante successivo, lei e l'altra cucitrice spingono Santana verso l'entrata della tenda camerino, facendola uscire di nuovo alla forte luce del sole e in direzione del grande tendone.

Anche se Santana non l'aveva capito all'interno della tenda camerino, la campana dello spettacolo è già suonata: le altre donne del dietro le quinte sono tutte riunite nei pressi dell'entrata del tendone, già vestite nei loro costumi per lo spettacolo. Qualcuno infila un fiore in mano a Santana: è piccolo e rosa chiaro e Santana non ne conosce il nome.

"Vieni qui!" strilla Ken, vedendo Santana poco lontano.

(Santana a malapena sa dove deve andare, per colpa delle ragazze della signora Schuester che l'hanno tenuta nella tenda camerino troppo a lungo.)

Santana aggrotta la fronte.

Alle parole di Ken, le ragazze della signora Schuester mollano Santana fra la folla, noncuranti e fra una selva di risatine. "Non lasciate che quegli indiani cattivi vi catturino," dice una delle cucitrici, solo che non sembra affatto un consiglio. Santana barcolla fra le altre donne che devono esibirsi, disorientata.

(Ackley è un luogo dove tutto avviene troppo in fretta.)

Prima che Santana lo sappia, si ritrova nel parapiglia e nello spingi spingi del tendone, gomiti e spalle e un gran rumore la circondano. Qualcuno evidentemente ha riparato le grandi lampade appese al tendone che hanno creato un tale caos la notte precedente, perché ora sembrano brillare ancor più di prima e quasi accecano Santana con la loro luce. La banda del circo suona un'allegra melodia che pare molto evidentemente americana.

A Santana viene vagamente in mente che lei e Rachel e le due ragazze dei Draghi Chang sono le uniche vestite da principesse indiane di tutta la compagnia—tutte le altre sono donne pioniere e sono vestite nei loro soliti abiti da spettacolo—ma ci pensa solo un istante prima che una mano familiare si infili nella sua.

"Ehi, tesoro," la saluta Brittany, col sorriso nella voce. "Fatti guardare."

Brittany le fa fare una piroetta e Santana si mette a ridere, la sua gonna e il suo abito di pelle fanno la ruota intorno alle sue gambe in una graziosa cascata. Sorride il suo sorriso più ampio per Brittany. Nel secondo in cui ha le spalle rivolte a lei, si domanda come sia il costume di Brittany, ma poi quando se la ritrova faccia a faccia vede che Brittany è davvero perfetta.

Ovviamente, Santana non è affatto sorpresa, nemmeno un poco.

Mentre Santana è una principessa indiana, Brittany è una colona, con indosso un cappello di feltro a falda larga ed un fazzoletto intorno al collo di colore rosso acceso. Brittany oltre a quei due dettagli indossa il suo solito costume, ma in qualche modo sembra perfetta per il numero che devono mettere in scena.

Prima che Santana possa dire qualcosa, Brittany passa il pollice sulla guancia di Santana, proprio sotto dove Santana sente le linee pitturate sulla pelle.

"Ti hanno sporcato il viso proprio dopo che hai avuto il tuo turno per lavarti," nota Brittany, arricciando il naso e dando una stretta alla mano di Santana.

(Santana avverte una dolce fitta al petto, come una nota alta e acuta del pianoforte.)

"Come fai a sapere che ho avuto il turno per lavarmi?" domanda Santana, sapendo di non aver mai dato a Brittany tale informazione.

Brittany fa spallucce, noncurante, e fa fare a Santana un'altra piroetta, senza preoccuparsi del fatto che non stanno danzando allo stesso modo delle altre donne intorno a loro. "Avevi i capelli bagnati prima di pranzo. E," cantilena, "profumi di sapone."

Santana arrossisce. "L'hai notato?" domanda, sollevando un sopracciglio.

Brittany annuisce a modo suo. "Mi piace notare cose che ti riguardano," dice con un sorriso felino.

(E' una cosa talmente da Brittany da dire.)

(Il filo invisibile di Santana dà uno strattone.)

Prima che Santana o Brittany possano continuare la loro conversazione, la musica cambia e la solita orda di cavalieri neri—ora vestiti da guerrieri indiani—si affretta ad entrare in scena, facendo un vigoroso urlo e caricando le donzelle. Come da loro abitudine, Santana e Brittany si mettono a ridere e Santana strilla, e poi si tengono strette per mano per affrontare l'imminente assalto.

Santana vede Puck in mezzo all'orda quasi istantaneamente. Ha un copricapo da capo indiano con le piume, ma per il resto indossa il suo solito costume da gitano, e in mano ha un tomahawk, così come alcuni degli altri uomini. Tutti insieme sembrano molto feroci, con strisce bianche e nere dipinte sulle guance e sul naso.

Gli occhi di Puck incontrano quelli di Santana dall'altra parte del cerchio. Brevemente, lui sorride il suo sorriso idiota, anche se solo per un breve istante prima che i cavalieri blu, ora trasformati in cowboy e pionieri, entrino in scena per salvare la situazione. Ma non a piedi, come sono soliti arrivare quando tocca a loro, ma a cavallo e sopra carri, con Sam in sella ad un destriero pezzato.

Durante il numero dei cavalieri, i cavalieri blu e quelli neri si sfidano a duello sullo stesso terreno impugnando spade di legno. Oggi, i guerrieri indiani e i pionieri non combattono ad armi pari per la loro finta violenza: gli indiani sono a piedi e hanno solo tomahawk di legno e archi senza frecce, mentre i pionieri arrivano a cavallo con finti fucili e pistole, alcuni di legno, altri di metallo.

Santana crede di aver visto la pistola finta che ha impugnato Brittany quel giorno in cui lei e Santana hanno combinato un disastro mentre giocavano nella tenda camerino con la fondina di Blaine.

Per un secondo, Santana non sa cosa succederà e si nasconde dietro Brittany, nervosa e incerta su cosa debba fare, ma poi il percussionista della banda suona un forte battito sul suo tamburo nello stesso istante in cui uno dei cowboy finge di aver appena sparato con la sua pistola. Gli indiani urlano e uno di loro cade a terra, fingendosi morto.

È l'acrobata maschio, nota Santana.

Ha ancora il braccio steccato.

Alla vista del loro compagno caduto, gli indiani cercano di correre in avanti con i loro tomahawk, ma proprio nell'istante in cui lo fanno, il rullare del tamburo aumenta di velocità ed iniziano a cadere uno dopo l'altro. Il pubblico acclama deliziato mentre i cowboy puntano le loro armi prendendo la mira. Immediatamente il batterista suona altri colpi, di fuoco rapido e altre indiani cadono a terra.

Anche se Santana nota che questa versione dello sketch è molto divertente da guardare—è il meglio dell'azione da circo, confusa e caotica ma ben coreografata—si ritrova anche stranamente a disagio nel vedere i ragazzi che recitano la loro parte, anche se non sa dire precisamente perché.

(E' solo una recita, vero?)

Registra il suo disagio solo per un attimo prima che la musica cambi di nuovo ed un rullo finale di "spari" venga suonato, abbattendo gli ultimi guerrieri, Puck compreso, che si erano testardamente rifiutati di cadere fino all'ultimo istante.

Santana osserva mentre Blaine prende la mira verso Puck con la pistola finta di Brittany e il batterista fornisce il colpo finale—un unico forte battito contro il tamburo.

Puck "accusa il colpo", contorcendo il viso in una smorfia comica che sembra più costipazione che mortale. Si stringe il cuore e fa una piroetta su un piede come se la forza del "colpo" lo avesse fatto girare in tondo. Con tutta la grazia di Matusalemme che fa un balletto, Puck si getta a terra, dando un ultimo tremore coi piedi.

Il pubblico acclama e ride a gran voce in risposta alla sua performance, anche se in qualche modo a Santana non sembra che Puck abbia voluto rendere la sua "morte" comica di proposito. Tuttavia, sia Santana che Brittany ridono assistendo alla scena.

Quando gli indiani "risorgono" per arrendersi ai cowboy e ricevere i favori dalle donzelle, Santana sente Rachel riprendere Puck per la sua interpretazione non all'altezza e non può fare a meno di ridere di lui, per la terza volta.

"—e, davvero, Noah, la tua interpretazione è stata terribile. Se mi permettessi di insegnarti almeno le basi di una più fine gestualità, forse migliorerebbe la tua presenza scenica e il pubblico smetterebbe di trovare le tue improvvisazioni così infelicemente ridicole."

("Non ti sei unito davvero al circo del signor Adams fino a quando Rachel non ti critica.")

Santana passa oltre Rachel per donare a Puck il suo fiore.

(E' pallido e rosa e non ne conosce il nome.)

Puck fa un sorrisetto e accetta il favore di Santana. "Non credi che io sia un cattivo attore, vero coccinella?" le chiede, infilandosi il fiore nel gilet.

Santana rotea gli occhi e ritorna accanto a Brittany. "Non credo che tu sia un cattivo attore," dice onestamente. Poi lo fissa con uno sguardo serio. "Credo che tu sia il peggior attore mai esistito."

"Io credo che tu abbia fatto tutto bene," commenta Brittany alzando le spalle e prendendo Santana per mano.

(Anche lei sembra molto onesta.)

(Una volta Puck ha detto a Santana che la verità non ha importanza, ma si sbagliava di grosso.)


Il pubblico continua ad applaudire fragorosamente per lo sketch, anche quando gli artisti escono dal cerchio e William Schuester il presentatore dà a tutti il benvenuto allo spettacolo per il Giorno dell'Indipendenza del Mr. J.P. Adams.

Santana è quasi tentata di seguire Brittany nel suo dietro le quinte, ma non ha la possibilità di dirlo a Brittany perché la signora Schuester le interrompe.

"Brittany Pierce! Sarà meglio che tu vada al tuo posto o Dio mi aiuti dirò a Ma Jones di non darti la cena per una settimana!" dichiara la signora Schuester, sventolando il dito in faccia a Brittany.

Brittany fa un sospiro ma non protesta. "Sì, signora," risponde solenne.

Solo quando Brittany inizia ad allontanarsi Santana si rende conto che oggi sarà il primo numero del lancio di coltelli dopo lo spettacolo mattutino a Storm Lake.

Il suo stomaco sprofonda.

Pensa a tutto quello che Brittany le ha detto ieri nel bosco, del segreto di Brittany e del segreto della cecità di suo padre, e ricorda quanto l'abbia provata mettersi davanti al tabellone, pur sapendo che Brittany non le avrebbe mai e poi mai fatto del male.

"Brittany!" dice Santana senza pensare.

Brittany si volta immediatamente, con un'espressione sia intensa che curiosa. Santana vuole dirle un migliaio di cose: ti amo, stai con me, stai attenta, vorrei che non dovessi fare lo spettacolo, ci andrò io al tuo posto; ma non sembra riuscire a gestirne più di una. Le regole premono intorno ad entrambe, legandole strette.

"Ti prego, sta' attenta," la implora Santana, senza fiato.

(A volte Santana non potrebbe essere più sciocca.)

(Dopo tutto, in questa situazione l'attenzione di Brittany conta fino ad un certo punto.)

Brittany incontra gli occhi di Santana nello stesso modo di quando Santana stava davanti al tabellone, circondata dai coltelli, come se vedere Santana le ricordasse in qualche modo qualcosa di sacro. Annuisce col capo, lenta. "Te lo prometto, io—" risponde, ma non ha la possibilità di terminare la frase.

"Santana Puckerman, vieni subito qui!" sbotta la signora Schuester. "Dobbiamo toglierti quell'abito prima che lo rovini. Il signor Adams non ti paga per parlare con Brittany!"

Anche se Santana vorrebbe replicare che da quando si è unita al circo non ha ancora visto un centesimo dal signor Adams, Brittany le impedisce di farlo, spostando lo sguardo velocemente fra Santana e la signora Schuester, sorridendo imbarazzata e arrossendo sulle guance e sulla punta delle orecchie.

"La trattengo sempre," confessa, prendendosi la colpa. "Ora vado."

E, con un altro sguardo significativo a Santana, Brittany se ne va.

"Ci vediamo dopo, tesoro. Promesso."

(Brittany non ha mai mentito a Santana.)

(Santana si sente coinvolta in qualcosa più grande e più profondo e così tanto più vasto di lei.)


Oltre al fatto che l'acrobata maschio non si esibisce con gli altri Draghi Volanti Chang sul trapezio, tutto si svolge come da programma durante lo spettacolo mattutino. Nessuno ritarda l'uscita, nessuno sbaglia un numero e il pubblico acclama deliziato ad ogni occasione. Santana dovrebbe esserne confortata, ma non è così. Non può fare a meno di preoccuparsi per Brittany.

Quando viene il turno del numero dei gitani, Santana si sente distratta ma si esibisce senza sbagliare, tenendo il giusto tempo col tamburello e muovendosi in sincrono con la coreografia di Rachel. Mentre lei, Puck e Rachel stanno al centro del cerchio prendendosi l'ovazione entusiasta del pubblico, le viene in mente che esibirsi è diventata per lei quasi una seconda pelle: i suoi passi sono ormai scritti nel suo sangue e nelle ossa, e il suo corpo li aspetta con impazienza, come una volta al cottage, quando doveva eseguire i suoi compiti quotidiani.

Mentre la voce di Rachel raggiunge le più alte travi del tendone durante il numero della Piccola Malibran, Santana resta sul retro, nell'ombra, cercando di capire se oggi è una giornata fortunata o sfortunata, strofinando l'anello di filo intorno al suo dito.

Rachel frantuma il calice al primo tentativo.

(Santana trattiene il fiato.)

"Grazie, grazie! La nostra Piccola Malibran, signore e signori!" Will Schuester istruisce il pubblico. "Ora che abbiamo sentito un po' di musica, che ne dite di un po' di pericolo? Signore e signori, permettetemi di presentarvi un pioniere abile nell'arte del lancio dei coltelli, la cui precisione è senza pari in tutti gli Stati Uniti! Vi presento il signor Daniel S. Pierce e la sua bellissima figlia Brittany, direttamente dal cuore degli Appalachi al Circo Itinerante J.P. Adams e figlio!"

Gli inservienti entrano nel cerchio con il tabellone e l'attrezzatura e i Pierce dietro di loro, con Brittany ora senza cappello e foulard e con la sua tracolla appesa alla spalla, mentre suo padre ha la andatura burbera di sempre. Santana forse lo immagina, ma sembra che Brittany dia un'occhiata verso dove si trova lei, nelle ombre.

Santana trattiene il fiato mentre Brittany sistema tutto per il numero e poi prende posto davanti al tabellone. Ora le sembra diverso osservare il numero dei Pierce, dato che conosce il trucco, quasi come se ne facesse parte anche lei, solo che, ovviamente, non è così.

Razionalmente, Santana sa che assistere al numero, attendere nelle retrovie, non influirà in alcun modo nel suo esito finale. Il signor Pierce colpirà il bersaglio oppure no, e nemmeno tutta la speranza e le preghiere di Santana cambieranno la sua performance.

Allo stesso tempo, in qualche luogo segreto di lei, Santana sa che il suo fato, quanto quello di Brittany, dipende da quanto succederà durante il numero. Un filo invisibile le lega insieme e qualsiasi cosa succeda ad una di loro succederà anche all'altra.

E quindi Santana deve guardare.

Proprio in quel momento, anche se Santana si impone di non farlo, non riesce a fare a meno di pensare al peggio e vede, nella sua mente, Brittany a terra davanti al tabellone, con un orribile rigagnolo rosso a strisciare sul suo bel vestito bianco. L'immagine distrugge Santana e la rende tutta sudata. Cosa potrebbe fare, però? La figlia di un chirurgo non può salvare una vita quanto una figlia di un lanciatore di coltelli non può proteggersi da sola.

Non per la prima volta da quando è arrivata al circo, Santana desidera sapere come pregare, o meglio, sapere come credere in qualche forza che possa proteggere Brittany da ogni male.

Darebbe qualsiasi cosa per proteggere Brittany.

Il signor Pierce incontra gli occhi di Brittany, e padre e figlia si guardano intensamente, concentrati. Will il presentatore conta i passi per il signor Pierce e il signor Pierce li compie, senza togliere lo sguardo da Brittany. Quando il signor Pierce compie il suo decimo passo, pianta i piedi e attende. Come sempre, pochi secondi dopo, Brittany annuisce. Sorride il suo sorriso da spettacolo al pubblico e saluta con la mano ma mantiene gli occhi fissi su quelli di suo padre per tutto il tempo.

È pronta.

(Santana non sa se lei stessa è pronta. Non ha scelta che esserlo, suppone.)

Il signor Pierce lancia.

Uno.

Santana conta i suoi lanci come se fosse lei quella davanti al tabellone. Controlla la sicurezza del braccio del signor Pierce e la velocità del suo sguardo e trattiene il fiato insieme a Brittany, senza sbattere le palpebre, come se la sua irremovibilità contasse quanto quella del signor Pierce e di Brittany.

Il primo lancio del signor Pierce è salvo.

Due.

E anche il secondo.

Tre.

Quattro.

Cinque.

Sei.

Anche se il signor Pierce esegue i suoi lanci quasi istantaneamente, Santana sente come se ci impiegasse un'eternità perché Brittany si ritrovi circondata dai coltelli, sana e salva e ancora senza batter ciglio. Il pubblico applaude e Santana fa qualche rapido respiro.

Sa che c'è dell'altro, tuttavia.

Brittany estrae i coltelli dal tabellone e li restituisce a suo padre. Poi raccoglie la mela dalla tracolla e se la mette sul capo, tenendola in equilibrio con grande delizia del pubblico, e poi danza di nuovo al suo posto davanti al bersaglio.

Come da programma, si sistema nella prima posizione, come se fosse una delle ballerine del signor Degas, bellissima con la pelle rosa pastello ed una gonna floreale svolazzante. Sorride mentre Will chiama suo padre Guglielmo Tell. La banda inizia a suonare l'ouverture del signor Rossini e il pubblico ride allo scherzo musicale, ma poi il maestro arresta svelto la musica quando il signor Pierce prende la mira.

Come se non ci fosse niente di più semplice, Brittany solleva la sua gamba destra in una spaccata, con la punta del piede che punta la cima del tendone e il corpo piegato appena per accomodare la posizione. Sta perfettamente ferma e incontra lo sguardo di suo padre. Con un suo assenso, lui lancia.

Il coltello si infila profondo nel tabellone.

Salvo.

Uno.

Brittany fa un arabesco e il signor Pierce tira ancora.

Salvo.

Due.

La mela resta perfettamente in equilibrio sopra la testa di Brittany. Il secondo coltello di suo padre si incaglia sul tabellone, solo a pochi centimetri dal suo naso. Brittany si sposta in un'altra posizione di danza.

Tre.

Salvo.

Quattro.

Salvo.

Cinque.

Salvo.

Brittany si raddrizza contro il tabellone e si mette con entrambi i piedi a terra per il lancio finale. La mela si presenta da sola, rossa e lucida, contro il bersaglio bianco. Will il presentatore dichiara che il signor Pierce farà un ultimo tiro e il pubblico applaude ma poi torna subito in silenzio. Il signor Pierce estrae la sua benda rossa dalla cintura e tutto il corpo di Santana si irrigidisce mentre se la lega davanti agli occhi.

Lei ascolta e all'inizio ode silenzio ma poi un debole bussare.

Brittany bussa sul tabellone.

Oltre al signor Pierce e Brittany, e forse Will, Santana è l'unica persona in tutto il tendone che sa di doverlo sentire: il segnale di Brittany. Cerca negli occhi di Brittany e vede Brittany glaciale, posata, che ancora guarda suo padre attraverso la sua benda, guardandolo anche se lui non può vedere lei.

E.

Sei.

Salvo.

(Santana non registra il fragoroso applauso del pubblico, solo il fatto che Brittany ha mantenuto la promessa perché Brittany lo fa sempre. Sempre.)


Dopo lo spettacolo, Santana passa le sue cose a Puck e poi corre, no, vola, più veloce che può alla fila di tende delle famiglie, a piedi scalzi sopra l'erba dell'Iowa, coi pensieri e col cuore e la speranza mescolati, concentrata sulla promessa che ha fatto e sulla immensa gratitudine che pulsa attraverso di lei perché Brittany è sana e salva.

Trova Brittany fuori dalla tenda, chinata a rovistare nell'armamentario da cucito che lei e Santana hanno lasciato impilato vicino alla tenda. Brittany sente Santana dietro di lei e fa per raddrizzarsi, ma non prima che Santana si avvolga su Brittany da dietro, aggrappandosi intorno ai suoi fianchi e affondando il viso sulle spalle di Brittany.

I loro capelli si mescolano, il più scuro dei neri contro il sole pomeridiano che quasi li fa sembrare blu, con biondo che va dall'oro al bianco, come monete di un tesoro che scintillano. Le costole si incastrano fra loro e Brittany avvolge le braccia su quelle di Santana, intrecciandosi a lei mentre infine si raddrizza.

"Ehi, tu," dice Santana, adorando il battito del cuore di Brittany che può sentire contro la sua pelle.

"Ehi," risponde Brittany, dondolando all'indietro, fingendo equilibrio precario. Cerca oltre la sua spalla per posare una mano sulla guancia di Santana. "Stai tremando," osserva.

Santana annuisce. "Ti ho promesso che avrei fatto una cosa," dice, spostandosi per tenere Brittany più stretta.

"E' vero," concorda Brittany. "Hai promesso che avresti fatto due cose."

Santana avverte un fremito perché Brittany se n'è ricordata.

Se Santana dovesse essere onesta con se stessa, dovrebbe ammettere che si sente nervosa e tremante, come biancheria stesa spazzata dal vento. Non ha mai detto un segreto così importante a nessuno e in qualche modo la verità le sembra troppo grande per essere racchiusa da parole, persino per i signori Shakespeare e Scott con tutti i loro discorsi. Farebbe qualsiasi cosa per rendere felice Brittany, però, a prescindere dalla sua agitazione e da dove il vento possa trasportarla.

"Quale vuoi che faccia per prima?" borbotta Santana, lasciando a Brittany la scelta.

Brittany ci pensa su per un momento, ancora fra le braccia di Santana, anche se il suo cuore batte forte come il ticchettio di un orologio caricato al massimo. Deglutisce e Santana lo sente.

"Terminiamo il ricamo," dice infine, "così la signora Schuester non ci disturberà più una volta finito. E poi—"

"—ti dirò il mio segreto," conclude Santana.

Brittany abbraccia Santana ancora più stretta. "Ti sta bene?" domanda, con uno strano tremolio nella voce.

"E' perfetto," la rassicura Santana, posando un rapido bacio sulla spalla di Brittany. "Ora prendiamo le coperte degli elefanti."

Brittany ride. "Okay, okay," dice, allontanandosi da Santana.

Quando i loro occhi si incontrano, Santana promette.

(Brittany sa esattamente che cosa.)


Dopo aver raccolto l'attrezzatura, le ragazze decidono di lavorare nella tenda di Santana in modo da non svegliare il padre di Brittany, seduto davanti all'entrata. Oltrepassano appena la mensa prima di imbattersi in Puck e Sam. Quest'ultimo ha un cesto sulla spalla.

"Ehi, coccinella!" dice Puck, scaltro.

"Ma salve, signora Santana! E salve anche a voi miss Brittany!" Sam sorride, ampiamente e amichevole.

"A voi donzelle non andrebbero per caso dei panini?" domanda Puck indicando il cesto di Sam.

Brittany solleva un sopracciglio. "Panini?"

Sam annuisce. "Ma Jones ci ha preparato uno spuntino per aiutarci a sopravvivere al noioso lavoro di preparare i fuochi d'artificio del vecchio Kenny," spiega.

(Santana non può fare a meno di notare come la voce di Sam si alzi quando menziona Ma Jones—come se gioisse anche solo per aver detto il suo nome.)

"Allora non sono solo per voi e gli altri operai?" domanda Santana, incerta se Puck e Sam abbiano il permesso di offrire il cibo così liberamente.

"Beh, certo," risponde Puck, "ma, coccinella, ciò che è mio è tuo."

"E nemmeno a me dispiace condividere il mio panino con te o Brittany," aggiunge Sam.

"Potremmo fare un picnic," cantilena Puck. Solleva le sopracciglia in direzione di Santana, famelico.

Santana incrocia lo sguardo di Brittany, controllando cosa voglia fare. Anche se Santana non dubita che Sam voglia solo essere gentile con i suoi amici, non crede che Puck non abbia più meschine intenzioni del condividere panini di contrabbando.

Onestamente, Santana non vuole passare più tempo con Puck di quanto non sia costretta: vuole andare via con Brittany in modo che possano finire il ricamo e raccontarsi segreti. Quando si trattiene, attendendo che sia Brittany a parlare, Brittany coglie l'indizio.

"Non fa niente, ragazzi," dice Brittany facendo spallucce. "Non siamo affamate e abbiamo del lavoro da fare." Solleva le coperte degli elefanti, mostrandole a Puck e Sam se per caso prima non le avevano viste.

"Grazie comunque," dice Santana, ricordando l'educazione.

Sam inclina il cappello. "Beh, d'accordo," dice amichevolmente. "Se cambiate idea, saremo lungo la via centrale."

Puck si limita a grugnire, contrariato.

"Non ci permetteremmo mai di sottrarti i panini di Ma Jones, Samuel," lo punzecchia Brittany, iniziando ad allontanarsi dai ragazzi, prendendo un altro sentiero.

"Certo che no!" Santana rincara la dose. "Come potremmo, visto che ti piacciono così tanto?"

Brittany fa un sorrisetto. "Non sarebbe cortese da parte nostra."

"E odieremmo essere scortesi," prosegue Santana.

Sam ride e arrossisce un poco intorno alle orecchie. Inclina il cappello alle signore e indica a Puck di seguirlo mentre si infilano in un sentiero fra alcune tende bianche. Mentre i ragazzi si allontanano, Santana sente Puck borbottare qualcosa, ma non riesce a capire che cosa.

(Ne ha una vaga idea, comunque.)


Non ci vuole molto prima che Brittany e Santana arrivino a destinazione. Si infilano nella tenda di Puck e Santana e appoggiano gli attrezzi da cucito, pesanti, sul terreno. Anche dopo aver posato l'armamentario, entrambe ansimano, accaldate. L'aria dentro la tenda è pregna d'estate e di umidità, tanto da far dimenticare a Santana che esista una stagione come l'inverno o la sensazione di avere freddo.

"Whew," dice Brittany, sedendosi a terra e picchiettando l'erba accanto a lei affinché Santana ci si sieda.

Così fa Santana, a gambe incrociate ad osservare il loro compito. "Tu tagli e io ricamo?" propone.

Brittany annuisce. "Quello che preferisci," risponde.

Santana sorride. "E' solo che non mi piace quelle stramaledette forbici per destri," dice altezzosa, allungando la mano per prendere un ago e un sacchetto di perline.

Dopo aver rovistato nel sacco delle perline, Santana solleva lo sguardo e vede Brittany che la sta osservando. Brittany sfoggia il suo sorriso curioso e deliziato, come se qualcuno le avesse appena offerto una caramella perché è carina. Le guance di Santana si scaldano sotto il suo sguardo e Santana si ritira un poco, improvvisamente preoccupata che Brittany possa disapprovare il suo atteggiamento.

"Che c'è?"

Brittany sorride e raccoglie le forbici. "Sei dolce," dice, disinvolta.

Santana solleva un sopracciglio, incerta sul perché. "Dolce?" domanda? "Ma ho appena detto una parolaccia, Britt."

Brittany fa spallucce. "Beh," dice nel suo modo strascicato, "l'hai detta dolcemente."

Ha ancora il suo sorriso curioso. Sembra sempre più che abbia un segreto. Santana arrossisce ancor di più.

"Che c'è?" domanda ancora, abbassando il capo.

Gli occhi di Brittany si spostano da un occhio all'altro di Santana, come se Brittany stesse valutando qualcosa, come dei pro e dei contro. Brittany si morde il labbro fino a quando non diventa più rosa. Più a lungo guarda Santana, più Santana si agita. Infine, Brittany sembra concludere i suoi ragionamenti con se stessa.

Parla tutto d'un fiato. "Hai ancora del lucido da scarpe sul viso, ed è la cosa più dolce che credo di aver mai visto."

Gli occhi di Santana si spalancano e si mette le mani in volto senza pensarci due volte. "Britt!" squittisce, arrossendo ancor più di prima. "Perché nessuno me l'ha detto? Vuoi dire che ce l'ho avuto per tutto il numero dei gitani e anche dopo lo spettacolo?"

Brittany afferra il polso di Santana, fermandola prima che possa trascinare le dita sopra la tinta nera. "Non spargerlo," la ammonisce, cercando, senza riuscire, di placare il suo sorriso per sostituirlo con un'espressione dispiaciuta. Alla fine le riesce una smorfia buffa, ma non riesce a trattenere una risatina.

Santana grugnisce, "Britt…"

Brittany si impietosisce. "Non so perché nessuno te l'ha detto, tesoro," le confessa, "ma io non te l'ho detto perché eri così bella." Fa il broncio con le labbra. "Non sei arrabbiata con me, vero?"

"Mai," risponde onestamente Santana, sciogliendosi al complimento di Brittany.

Brittany si fa avanti e bacia la punta del naso di Santana. "Bene," dice allontanandosi. Poi, "Posso aiutarti a lavarlo via, se vuoi. O almeno per quanto possa venir via con solo acqua."

Il filo invisibile attaccato al cuore di Santana si tende, tirato dalla bontà di Brittany. "Okay," dice Santana, permettendo a Brittany di aiutarla ad alzarsi e condurla verso la branda. Santana si siede mentre Brittany va all'angolo toletta per inumidire l'asciugamano da rasatura di Puck. Aggrotta la fronte. "Ne dirò quattro a Puck per non avermi detto della pittura."

Brittany dà un'occhiata a Santana da sopra la spalla: ha un'espressione particolare, a metà preoccupata e a metà no. "Beh, forse anche lui ha pensato che fossi bella," mormora. La sua voce timida sembra curiosa a Santana, ma non ha la possibilità di indagare prima che Brittany la raggiunga sulla branda. "Guarda in alto, per favore," dice Brittany, mettendo due dita sotto al mento di Santana e sollevandole il capo.

(Santana attende un bacio invece di un asciugamano bagnato e trattiene il fiato.)

(Le sue labbra si sentono molto deluse quando Brittany inizia a pulirle delicatamente la guancia, mentre tutto il resto si sente grato.)

Brittany lavora con mani attente per pulire la pittura dalla pelle di Santana. Ha inumidito solo metà asciugamano e usa la parte asciutta per togliere tutta la pittura che può prima di lavare via la macchia con quella bagnata.

Alla fine, Brittany sposta il viso di Santana da un lato e le scosta i capelli per avere un angolo migliore. Brittany mormora il motivetto di una canzone del Giorno dell'Indipendenza mentre lavora e sorride a Santana con gli occhi, mentre le sue labbra restano serrate in profonda concentrazione. Anche se non è particolarmente fresco, l'asciugamano bagnato è piacevole sulla pelle di Santana e la delicatezza del tocco di Brittany agita qualcosa dentro di lei.

Santana ricorda l'ultima volta in cui lei e Brittany sono state sedute insieme sul suo letto.

Deglutisce, a fatica.

"Tutto bene?" le domanda Brittany sottovoce.

"Sì," risponde Santana, con un'ondata di calore nel ventre. E poi, "Grazie."

Brittany ride. "Non ringraziarmi ancora," risponde. "Non viene via del tutto solo con l'acqua."

Santana aggrotta la fronte. "Beh, allora che cosa dovrei fare?" domanda, agitata all'idea di avere lucido per scarpe nero sul viso, a prescindere da quante volte si lavi.

Brittany non risponde immediatamente: invece, le posa le mani sulle spalle e indica a Santana di alzarsi. Anche se il corpo di Santana desidera stendersi con Brittany e fare altre cose, Santana esegue ciò che le chiede Brittany e si ritrova in piedi davanti al set da toletta, dove Brittany le bagna le guance e le dà un'altra strofinata.

"I clown hanno un tonico per il viso che rimuove la pittura," dice Brittany placidamente. "Potremmo chiederne un po' a Blaine o Sam più tardi, ma ora sarebbe inutile perché dovranno dipingerti di nuovo per lo spettacolo serale. Comunque ne ho tolta un bel po', tesoro. Puoi vedere le macchie solo se guardi da molto vicino."

Prima che Santana possa dire qualcosa in risposta a questa nuova informazione, Brittany si sporge molto vicina e bacia Santana sulla guancia, proprio dove prima c'era la pittura.

(Il cuore di Santana sobbalza.)

"Fatto?" domanda Santana nella sua vocina per Brittany.

"Fatto," conferma Brittany, guardando Santana per un secondo più a lungo del necessario.

Una risata nervosa e tremolante, come le farfalle di Brittany sulla collina, si solleva dalla gola di Santana e Santana si passa una mano fra i capelli, domandandosi se debba rivelare il suo segreto adesso e togliersi il pensiero. Opta per qualcosa di simile, ma non del tutto.

"Sei meravigliosa, lo sai, Britt?" le dice, ricambiando il bacio sulla guancia.

(Avverte calore sulla pelle di Brittany.)

(Risponde a qualcosa sotto di lei.)

Brittany solleva le spalle, imbarazzata. "Beh, la signora Schuester non la penserà così se non finiamo di ricamare quelle coperte," dice, appendendo l'asciugamano sulla barra di metallo del set da toletta.

Alle parole di Brittany, Santana ricorda l'incarico del ricamo per la prima volta da diversi minuti. "Oh," dice. "Hai ragione. Comunque non pensa mai niente di buono di me, ma penserà ogni sorta di cose tremende se continuo a impedirti di svolgere le tue faccende, specialmente dopo aver promesso di aiutarti."

"Quindi sarà meglio che mi aiuti," dice semplicemente Brittany.

Santana sorride. "Sì, sarà meglio."


Il lavoro delle ragazze trascorre in fretta una volta che ci si mettono d'impegno. Per un po', Brittany si limita a tagliare fili per Santana, ma poi iniziano a ricamare insieme, dopodiché tutto si svolge senza impedimenti.

"Abuela aveva un proverbio su questo?" domanda Brittany quando Santana nota il loro rapido progresso. Santana scuote il capo e Brittany sorride nel suo solito modo, né triste né felice. "Mamma sì," le rivela. "Di solito diceva 'Molte mani rendono il lavoro più leggero.'"

Santana smette di ricamare. "Mi piace," dice sincera, immaginando, solo per un momento, la madre di Brittany, che deve essere stata altrettanto buona e saggia, e forse anche altrettanto bella.

Brittany fa un'espressione curiosa. "Davvero?" domanda sollevando un sopracciglio. "Perché non ha mai avuto senso per me. Non tutti i lavori sono pesanti; queste coperte per elefanti ad esempio non lo sono, e nemmeno le perline, e altri lavori sono pesanti a prescindere da quante persone ci siano ad aiutarti, come montare il grande tendone o trasportare sacchi di bucato."

Santana riflette per un attimo sulle parole di Brittany, ponderandole a mente. "E se fossero gli elefanti ad aiutarti a trasportare i sacchi di bucato, Britt?" domanda. "Allora il lavoro non sarebbe più leggero?"

Brittany la osserva con espressione seria. "Ma gli elefanti non hanno le mani, tesoro," commenta come se dovesse essere ovvio.

"Britt!" dice Santana ridendo. "Non è giusto!"

Brittany sorride, compiaciuta di se stessa, e poi si ferma per un momento. "Sarebbe un proverbio migliore se fosse in rima, come quelli spagnoli," dice pensierosa.

(A volte Santana ama Brittany così tanto che non sa cosa farci.)


Una volta finito il loro compito, Brittany e Santana raccolgono l'attrezzatura ed emergono dalla torrida tenda, dirette verso la tenda camerino e la signora Schuester. Brittany insiste per trasportare le coperte degli elefanti e Santana la segue, tenendo solo il kit da cucito e la sacca con le perline. Ad ogni pesante passo verso la loro destinazione, il battito del suo cuore si fa più veloce e pesante.

(Oggi non è più domani. Oggi è oggi.)

Quando le ragazze raggiungono la tenda camerino, Brittany si ferma appena fuori dalla soglia. Fa un respiro profondo attraverso i denti. "Speriamo che le piaccia il lavoro," dice, separando i lembi della tenda e consentendo a Santana di entrare.

In qualche modo, Santana si era aspettata che la signora Schuester accettasse il lavoro suo e di Brittany senza lamentele, se non una o due delle sue solite frecciatine.

In qualche modo, Santana si era aspettata che la signora Schuester le avrebbe congedate velocemente.

In qualche modo, Santana si era aspettata tutto il contrario.

La signora Schuester sorregge una delle due coperte con il ricamo di Brittany vicino al viso. I suoi occhi pazzi cercano su e giù fra le perline, scrutandole una ad una, e poi si stringono. Le labbra si assottigliano.

(E' allo stesso tempo tanto bella e terribile che Santana odia guardarla.)

Dopo un bel po', i suoi occhi passano dalla coperta a Brittany. Ha un'espressione che è a dir poco acida.

"Avrei pensato," commenta lentamente, con la sua voce al miele e al veleno, "che persino una sciocca come te avrebbe potuto fare una linea dritta. Suppongo di essermi sbagliata, però!" Sbatte la coperta addosso a Brittany, scrollandosela di dosso come se fosse sporca. "Santana è al circo da meno di due settimane e in qualche modo riesce a svolgere i tuoi compiti meglio di te! Credevi che non mi sarei accorta che il tuo ricamo ha più zigzag di tutte le ferrovie che possiede il signor Fabray? Rispondimi!"

"Non deve affatto!"

Santana è sorpresa nel sentire la sua voce così alta nella tenda camerino, oltre che così dura e tagliente.

Le cucitrici della signora Schuester, che erano sparpagliate a fare modifiche ai costumi per lo spettacolo, sollevano lo sguardo dal loro lavoro, allibite che Santana abbia alzato la voce con una persona così tanto più in alto di lei in società. Hanno il terrore per le regole dipinto sui loro visi e occhi bianchi spalancati.

Santana sa che dovrebbe smettere di parlare, ma non lo fa.

"Brittany non deve rendere conto di se stessa a voi! Quando le avete chiesto di ricamare le coperte, sapevate perfettamente come l'avrebbe fatto, e se non vi piaceva avreste dovuto assegnare il lavoro a me o ad una delle vostre ragazze, che lo avremmo fatto di vostro gradimento! Nessuno può vedere i dettagli del ricamo dalle tribune! Sono certa che nemmeno gli elefanti si lamenteranno quando li vedranno, perché Brittany li conosce molto più di ogni altro qui al circo e forse ha proprio fatto il disegno che a loro piace indossare! Brittany è più intelligente di quanto voi possiate mai sperare di essere e la odiate perché non riuscite a tenere il passo con lei in una conversazione!"

È troppo e Santana sa che è troppo.

Potrebbe infrangere meno regole se irrompesse nella tenda del signor Adams e gli dicesse che non gli piace il suo cappello che che ha la paglia al posto del cervello.

Nella tenda tutto è fermo immobile e Brittany ansima da qualche parte dietro le spalle di Santana. Le cucitrici della signora Schuester si fermano tutte, a bocca aperta, con gli aghi che penzolano dalle dita. La signora Schuester guarda Santana, furiosa e sconcertata, occhi carichi di offesa ma solo per un attimo prima che la sua mano si muova di sponte sua.

Il suo palmo collide, aperto, con la guancia di Santana e il suono riverbera nella tenda, i polpastrelli a sfregare contro il lato del viso di Santana, taglienti. La pelle di Santana avvampa di dolore e l'occhio vicino alla mano della signora Schuester lacrima per l'impatto. Avverte il colpo sia nella mandibola che nei denti e in ogni incavo del viso.

Però lo schiaffo la spaventa più che provocarle dolore.

Tutte nella tenda ansimano di nuovo e Santana si raddrizza, tenendosi la guancia.

"Fuori," ordina la signora Schuester, indicando in direzione della porta della tenda camerino.

In qualche modo, Santana è troppo spaventata per obbedire. Anche se non dovrebbe farlo, incontra lo sguardo della signora Schuester e ci vede ferocia ed indignazione, ma anche un'altra emozione: una specie di stanchezza che non si sarebbe mai aspettata, insieme a qualcosa che si avvicina alla vergogna.

Le mani di Brittany si posano sulle spalle di Santana ed inizia a guidarla lontano dalla scena, conducendola oltre le ragazze della signora Schuester e verso l'apertura della tenda alla luce del sole. "Mi dispiace tanto, Santana," mormora più e più volte, come se fosse stata la sua di mano a colpire la guancia di Santana e non quella della signora Schuester. "Mi dispiace tanto. Mi dispiace."

Santana si aspetta che Brittany la conduca via da qualche parte, ma non è così.

(Brittany sorprende sempre Santana, anche con le piccole cose.)

Le ragazze si fermano fra due piccole tende bianche a ovest delle tende camerino delle signore. Anche se le tende sono tutte delle stesse dimensioni e colore e fungono da tende residenziali nella città bianca, occupano il lato operativo del campo, proprio oltre il confine segnato dal cartellone pubblicitario. Santana capisce che ora sono vuote per il modo in cui si muovono al vento senza nulla di più pesante ad ancorarle.

"Brittany, io—"

"Stai bene?" le domanda Brittany con così tanta disperazione nella voce che Santana sussulta. Quando Santana la guarda negli occhi, li trova lucidi di lacrime non versate. "Mi dispiace così tanto che lei—non avrebbe dovuto farlo—," balbetta Brittany, ma non sembra riuscire a finire la frase. Crolla contro un barile vuoto, appoggiato contro un palo di una tenda.

(Anche se la signora Schuester forse non avrebbe dovuto farlo, le regole dicono che le è consentito.)

(E l'ha fatto.)

(Quindi.)

Vedere Brittany così sconvolta provoca una fitta al cuore di Santana. La verità è che altre persone l'hanno colpita prima d'ora ma rivelarlo a Brittany non la farà sentire meglio né placherà i suoi sensi di colpa per essere stata schiaffeggiata dalla signora Schuester per colpa sua. Santana arranca cercando le parole come si potrebbe arrancare cercando una lanterna al buio.

"Brittany," dice, prendendo la mano di Brittany nella sua. Una pausa. "Lo sai, Miss Minchin odiava Sara perché Sara aveva un modo curioso di guardare alle cose."

L'espressione di Brittany passa da disperata a confusa. Incontra lo sguardo di Santana. "Sara è la ragazzina del tuo libro?" domanda con debole vocina.

Santana annuisce ed è sorpresa di ritrovarsi lacrime negli occhi, non per lo schiaffo della signora Schuester o perché è dispiaciuta per se stessa, ma perché, in un modo che non potrebbe mai spiegare del tutto, sa che qualcuno—che Brittany—l'ha trovata e, oltretutto, che qualcuno—che Brittany—la capisce in un modo che nemmeno lei riesce a comprendere se stessa. Le viene in mente che pur conoscendola così a fondo, Brittany non trova niente che non le piaccia, quindi non può fare altro che provare gratitudine.

(Amare il libro preferito di una persona è amare una parte segreta di lei, tenera e nascosta e curiosa.)

"Sì," dice Santana. Poi, "La signora Schuester non dovrebbe dirti cose così orribili, Britt."

Brittany annuisce. Fa spallucce e sorride un sorriso triste. "Se non fossi così negata per il cucito non ti avrei messa nei guai," dice.

(Brittany biasima sempre se stessa per cose che non sono colpa sua.)

"No, Britt, non hai—non dovresti—," arranca Santana, desiderando che Brittany non odi se stessa per via della signora Schuester. "Non hai fatto niente di male! Pensavo ogni cosa che ho detto a quella vecchia cornacchia, che hai ricamato le coperte proprio come a Matusalemme e alle sue signore sarebbero piaciute. Non rimpiango niente di quello che ho detto alla signora Schuester! Ricordi cosa ti ho detto prima? 'Non dire sciocchezze e arrangiati', Britt."

Con Brittany mezza seduta sul barile, lei e Santana sembrano quasi alte uguali per una volta. Brittany osserva Santana, seria, come se non potesse credere che esista una persona come lei. "Davvero non ti dispiace per quello che è successo?" le chiede.

Santana annuisce. "No, non mi dispiace affatto," risponde fermamente. "Theresa Schuester si sbaglia su di te. Sei la persona più intelligente che io conosca e il circo è fortunato ad averti."

Un minimo accenno di vero sorriso inizia ad incurvare le labbra di Brittany. "Come lo sai?" le domanda, a metà fra lo scherzoso e il curioso.

"Perché," inizia Santana, avvicinandosi al viso di Brittany, "fai le battute migliori."

Un bacio svelto sulle labbra di Brittany.

"E sei l'unica persona che mi ha parlato quando sono arrivata al circo."

Un altro bacio.

"E fai sorridere tutti gli spettatori quando ti vedono alla parata o durante lo spettacolo."

Un altro.

"E sei la ragazza più bella del circo e se il signor Adams fosse saggio metterebbe il tuo viso sul cartellone solo perché le persone sappiano che tu esisti."

Questa volta, Brittany ridacchia quando le labbra di Santana incontrano le sue.

"E perché—"

Santana bacia Brittany ancora, perdendo le parole alla sensazione, al gonfiore, meraviglioso e troppo forte che prova nel petto.

"—e perché—"

Brittany la bacia per prima questa volta, non con un bacio veloce ma con uno profondo, dolce e colmo di gratitudine.

"—e perché sono innamorata di te come nei romanzi."


In tutte le occasioni in cui Santana si è immaginata dire il suo segreto a Brittany, ha sempre supposto che le avrebbe fornito una spiegazione molto dettagliata a riguardo, in modo da far capire a Brittany esattamente cosa le stesse dicendo.

Non voleva che Brittany confondesse il suo amore per semplice amicizia, dopo tutto, e nemmeno voleva che i suoi sentimenti suonassero sdolcinati o confusi perché, ovviamente, lei stessa ci aveva pensato parecchio e sapeva che il suo amore era di tipo più serio e duraturo.

Intendeva fare un discorso ponderato a Brittany.

Intendeva essere in controllo di se stessa quando avesse parlato.

Non intendeva blaterare d'impulso di amare Brittany come nei romanzi mentre si nascondevano fra tende disabitate e mentre stavano ridacchiando e scherzando.

Non intendeva affatto rendersi ridicola in quel modo.


Santana si stacca da Brittany come se il loro ultimo bacio l'avesse scioccata, mettendosi entrambe le mani davanti alla bocca, come se potesse intrappolarvi dentro le parole nonostante le avesse già pronunciate.

Ansima.

(Crede che sia perché è sorpresa.)

Per un istante, non riesce né a respirare né a muoversi e non riesce a pensare a niente ad eccezione di come abbia sbagliato a dire la cosa forse più importante che dovrà mai dire. Se Brittany non la considera la più grande sciocca sulla faccia della terra sarà un miracolo. Arrossisce così tanto che Brittany forse riesce a vedere l'impronta della mano della signora Schuester sulla guancia. Allo stesso tempo, non riesce a sopportare di vedere la reazione di Brittany. Incontra gli occhi di Brittany, impotente, e attende.

Oddio, oddio, oddio.

Brittany fissa Santana con un'espressione indecifrabile sul viso. La sua fronte si aggrotta e la bocca resta appena socchiusa. Sembra una persona che si è appena svegliata da un sogno e non è sicura in quale mondo si trovi—se addormentata o sveglia.

Santana abbassa le mani da davanti alla sua bocca. "Britt… è tutto okay?" squittisce.

Brittany annuisce immediatamente. Non ha sbattuto le palpebre da quando Santana l'ha guardata la prima volta. C'è qualcosa di immobile in lei, totalmente indecifrabile per Santana. "Sì," dice semplicemente.

(Il nodo di preoccupazione nel cuore di Santana si allenta appena un po'.)

(Eppure ha ancora un tremore.)

"Hai… hai capito cosa ti ho appena detto?" domanda Santana, con voce che si fa debole e strozzata in gola. Non sa se si è mai sentita parlare così.

Di nuovo, Brittany annuisce. Osserva Santana nel suo modo attento che vede tutto. "Ho capito," dice sottovoce annuendo di nuovo.

E poi.

Si sporge in avanti, lentamente—così lentamente che all'inizio Santana non capisce cosa stia facendo—e trova le labbra di Santana, premendoci sopra le sue, sia urgente che cauta allo stesso tempo.

Dopo la pressione iniziale, prende il labbro inferiore di Santana fra le sue. Socchiude la bocca di Santana in modo che possano baciarsi più profondamente. La sua lingua scivola lungo quella di Santana e Santana geme senza volerlo.

Le mani di Brittany si intrecciano sulle reni di Santana e la tira a sé così vicina che i loro fianchi diventano tutt'uno. Il suo corpo è caldo e Santana si rilassa al suo tocco. Le sue mani trovano posto alla vita di Brittany. Accarezza il suo fianco col pollice e affonda nel bacio e nel respiro di Brittany e nella sensazione di calore che avvampa dentro di lei, la stessa di qualche ora prima.

Senza volerlo, Santana rotea i fianchi e si stringe ancor di più a Brittany fino a che il loro petto non strofina e i loro ventri non entrano in contatto. All'improvviso Santana sente che i suoi abiti sembrano fastidiosamente stretti e allo stesso tempo superflui. Disegna una scia di baci dalla bocca di Brittany alla sua mandibola e Brittany si lascia scappare un sospiro, lasciandosi sprofondare, impotente, sul barile su cui è seduta.

"Santana," sussurra, bisognosa di qualcosa.

Santana afferra l'orlo della gonna di Brittany e inizia a sollevarlo su per la gamba di Brittany. Incontra gli occhi di Brittany per capire se quello che sta facendo va bene e Brittany annuisce impaziente. Santana sorride, col fuoco che avvampa nel suo cuore.

Ama questo toccarsi perché sa esattamente ciò che significa.

Le sue mani scrivono Ti amo lente sulla pelle di Brittany. Lo scrivono anche sulla gamba di Brittany mentre le solleva la gonna. Santana si ferma con l'indumento sollevato sul bacino di Brittany e lo accarezza, ora nuda senza nessun tessuto a coprirlo. Un brivido scorre attraverso di lei.

"Posso—?" inizia a dire.

Ma poi.

"Oh! Chiedo scusa!" una voce tonante e chiassosa giunge proprio da dietro le tende.

Il cuore di Santana quasi le esce dalla gola. Lascia cadere l'orlo della gonna di Brittany come se l'avesse scottata. Il cuore le batte forte, ma per una ragione del tutto diversa rispetto a prima. Prima che Santana se ne accorga, si volta e si ritrova il signor Remington all'inizio del sentiero fra le tende, con taccuino da giornalista e matita in mano. Stringe gli occhi e fa un cenno col capo in direzione delle ragazze, per scusarsi della sua presenza ma senza spostarsi.

Santana guarda Brittany.

Che cosa ha visto?

Santana non riesce nemmeno a immaginare le cose terribili che possano accadere se il signor Remington conoscesse il loro segreto. Non riesce nemmeno a trovare una parola o una spiegazione o una scusa. La sua mente si svuota e sposta lo sguardo fra il signor Remington e Brittany, in attesa che qualcuno dica qualcosa.

Lo fa Brittany.

"Stavamo facendo pratica per lo spettacolo serale," dice impassibile.

Nonostante tutta l'ansia di Santana, il signor Remington si limita ad annuire. "Oh, buon per voi, ragazze," dice. Se abbia idea di cosa si sia imbattuto, non lo dà a vedere. Sembra fortunatamente e meravigliosamente amichevole—e ignaro.

Brittany sorride una versione falsa del suo sorriso da spettacolo e annuisce deferente al signor Remington. "Forza, Santana," dice raddrizzandosi la gonna e poi prendendo Santana per mano e conducendola in direzione opposta al signor Remington lungo il sentiero fra le tende.

"Okay," dice Santana, totalmente intontita.

Non riesce a smettere di fissare il signor Remington mentre Brittany la conduce lontano.


Le ragazze non si fermano fino a quando non sono ben oltre i confini della città bianca e lontane da Roderick Remington. Si fermano a pochi passi dalla tenda dei Pierce, non prima di aver controllato se sono davvero da sole.

Quasi subito, Brittany scosta la frangia di Santana dalla fronte, attenta. I suoi occhi sono dolci e azzurro limpido come Santana non li ha mai visti. Sorride sia con lo sguardo che non la bocca e sembra particolarmente eccitata per qualcosa, come una persona che aspetta un ospite desiderato per il fine settimana o che ha appena trovato una monetina nella tasca del cappotto.

"Non credo di voler andare da nessuna parte che non sia con te prima dello spettacolo," annuncia Brittany e, nonostante il loro recente spavento, Santana ride perché si sente allo stesso modo.

"Nemmeno io," concorda Santana, ancora un po' senza fiato per quanto è appena successo nell'ultima ora. Accarezza le nocche della mano di Brittany posata accanto al suo viso: il tocco di Brittany è leggero e facile quando nient'altro lo è.

(Ackley è un luogo dove tutto accade in fretta.)

Brittany sposta lo sguardo lontano dal campo. Inizia ad accarezzare la guancia di Santana, lenendo la pelle schiaffeggiata dalla signora Schuester ma anche solo per il gusto di farlo.

"Che ne dici se ci nascondiamo nel bosco fino a quando suona la campana?" domanda, senza scherzare affatto.

La sua proposta fa venire a Santana un'idea.

"Okay," acconsente Santana. Sceglie le sue parole successive molto attentamente. "E cosa ne dici se portiamo anche i tuoi coltelli? Potremmo fare pratica per il tuo numero, se vuoi," propone.

Brittany non sembra convinta. "Sei sicura di volerlo fare?" domanda facendo una smorfia. "Oggi ti sei già messa parecchio nei guai per colpa mia."

"La práctica lo hace perfecto, Britt," dice Santana seriamente.

Brittany aggrotta la fronte. "Questo non fa rima," commenta.

Santana sorride per l'intelligenza di Brittany. "E' perché è un proverbio americano—o inglese, forse—e l'ho solo detto in spagnolo," ammette.

Brittany le accarezza di nuovo la guancia. "Beh, per essere un proverbio spagnolo non in rima, suona comunque carino," commenta sollevando le spalle, placida. E poi, "Lascia che entri a prendere le nostre cose."

Santana è sorpresa di poter convincere Brittany così facilmente a fare pratica, ma non in modo negativo. Dopo aver affrontato la signora Schuester, Santana si sente pronta ad affrontare qualsiasi pericolo, fino a quando Brittany sarà con lei. Annuisce.

"Certo. Ti aspetto qui," dice, più lieta di sentire Brittany dire le nostre cose di quanto potrebbe mai ammettere ad alta voce.

Brittany le rivolge un sorriso, con la stessa eccitazione di prima negli occhi, e saltella verso la sua tenda infilandosi dentro. Apre appena i lembi e poi li chiude rapidamente dietro di lei. I suoi movimenti sono veloci e allenati e felini.

Solo dopo che Brittany si allontana Santana si rende conto per la prima volta dopo la sua confessione che Brittany non le ancora ha detto le parole Ti amo di rimando.

Il suo stomaco profonda.

Quella mattina, Santana si era sentita quasi certa che Brittany l'amasse nello stesso modo in cui lei ama Brittany e aveva immaginato, nel suo modo fantasioso, di sentire Brittany dirlo appena Santana avesse avuto abbastanza coraggio da rivelarle la pura e semplice verità.

Ma ora Santana ha rivelato a Brittany la pura e semplice verità e l'unica cosa che Brittany ha detto in risposta è che ha capito cosa Santana intendesse.

Forse Santana ha sovrastimato i sentimenti di Brittany nei suoi riguardi?

Il panico inizia ad avvolgerla e a spingere via i pensieri razionali. Fatica a mantenere la propria compostezza, cercando spiegazioni razionali dietro le riserve di Brittany. Santana realizza subito che, se non altro, Brittany almeno non la biasima per il suo amore. Dopo tutto, Brittany ha detto che ha capito. E ha baciato Santana subito dopo—appassionatamente e in modo più che amichevole.

Forse Brittany intendeva dire che ama Santana, solo che il signor Remington le ha interrotte prima che potesse farlo, oppure Brittany ha qualche ragione per voler attendere.

Santana fa un respiro profondo e cerca di darsi un contegno. Le piace pensare di aver imparato la lezione sul presumere qualsiasi cosa sui sentimenti di Brittany dopo tutto ciò che è successo la settimana precedente. Ma allo stesso tempo, Santana odia doverlo fare, sa che se Brittany non dirà presto qualcosa a proposito della sua confessione, glielo dovrà chiedere, per il bene del proprio cuore.

Non ha il tempo di pensare ad altro, però.

"Santana! Ragazza, se te ne stai lì in piedi ad aspettare Brittany Pierce, potrei usarti in cucina per pelare le patate. Dio solo sa che la cena non si cucinerà da sola e le mie ragazze è da mezzogiorno che stanno sgusciando ceci."

(Era passato un bel po' dall'ultima volta in cui Ma Jones aveva fatto un agguato a Santana.)

"Io—," Santana inizia a protestare ma non fa in tempo a dire niente prima che Brittany emerga dalla tenda, senza l'attrezzatura da lancio, apparentemente consapevole della presenza di Ma Jones.

"Brittany!" dice Ma Jones, affatto dispiaciuta di vederla. "Se anche tu sei libera, ho mandato Samuel Evans con un cesto di panini così che lui e i suoi amici teste di legno potessero fare uno spuntino mentre preparano i fuochi d'artificio di Ken per lo spettacolo serale. Penso che ora abbiano finito coi panini—o dovrebbero—quindi va' a prendermi il cesto prima che trovino il modo per combinarci una marachella."

Brittany e Santana si guardano impotenti.

"Sì, signora," dicono all'unisono, sapendo di non poter rifiutare gli ordini di Ma Jones ora che le ha colte inoperose nel mezzo della giornata.

Ma annuisce, lieta di vederle deferenti. "Va bene. Andiamo, Santana," disse indicando la cucina.

Santana lancia uno sguardo disperato a Brittany. Ha mille cose da dire ma non ha il tempo di dirle. "Sì, signora," dice di nuovo, osservando mentre Brittany si incammina in direzione del tendone.


Una profonda stanchezza pervade Santana quando si siede per pelare le patate. Si stringe nel suo viso e si appesantisce nelle sue ossa. Santana aveva dimenticato di aver dormito a malapena la notte scorsa, ma ora si sente come se non avesse dormito da settimane e che la sua insonnia sia inevitabile.

Vorrebbe tantissimo fare un sonnellino e non dover pelare patate.

Vorrebbe anche che Brittany contraccambiasse il suo amore.

(Ti prego.)

Anche se Santana si era aspettata che Brittany comparisse prima della campana, Brittany fa ritorno solo proprio mentre suona. Si presenta a corto di fiato, coi capelli arruffati dal vento e scompigliati sul viso, come se avesse corso lungo tutta la via centrale fino alla mensa in pochi minuti. Non vede Santana seduta al tavolo da pranzo e si affretta ad andarsene dopo aver restituito il cesto da picnic a Ma, correndo via a prepararsi per lo spettacolo serale.

Mentre se ne va, perde per un attimo l'equilibrio e Santana sorride.

(Brittany si muove con la stessa quieta eccitazione di prima.)

Al suo gazebo, Santana non può fare a meno di pensare a Brittany, a tal punto che a malapena si disturba a dire qualcosa di intelligente sui palmi dei clienti. Arranca nelle sue letture, promettendo assurdità mentre Ken la guarda in cagnesco da accanto al cartello. Non dice niente di sbagliato, di per sé—però nemmeno niente di giusto.

L'immagine del sorriso silenzioso ed entusiasta di Brittany galleggia nella mente di Santana come se fosse l'ultimo ricordo residuo di un bel sogno.

La tranquillizza più di ogni altra cosa che Brittany possa dirle da un momento all'altro "Anche io sono innamorata di te."

(Santana si fida sempre di Brittany per le cose importanti.)

Vagamente, le viene in mente quanto le sembrava difficile confessare il suo amore a Brittany prima di farlo e poi di come è sembrato facile dopo. Sembra così tanto che Brittany la ami che Santana non riesce a credere che possa non essere così. Forse Brittany ha solo paura di parlare, come la aveva prima Santana. E se è così, allora come potrebbe Santana lamentarsene oppure farle pressioni?

El amor es sufrido, Santana, y es benigno.


In qualche modo, Santana non era si aspettata di rivedere la signora Schuester così presto dopo il loro alterco nella tenda camerino, quindi fa un sussulto quando la vede entrare dietro le quinte. Gli occhi pazzi della signora Schuester trovano Santana da oltre la via e, per mezzo secondo, Santana si domanda se la signora Schuester non le si getterà contro o almeno non si lamenterà di lei con Puck o Ken.

Santana si ferma sul posto, attendendosi il peggio.

Il peggio non arriva, però.

La signora Schuester fissa Santana, ancora con quella cosa simile alla vergogna negli occhi, e poi distoglie rapidamente lo sguardo, facendo finta di non averla vista affatto, forse. Non è il modo più strano in cui la signora Schuester si sia mai comportata con Santana, quindi Santana non ne ne preoccupa.

Senza tardare, Santana si reca verso una delle ragazze della signora Schuester e le chiede il suo costume e il suo fiore per lo spettacolo. La segue nella tenda camerino oltre a dove si trova la signora Schuester, domandandosi nel frattempo che cosa significhi per lei che la signora Schuester abbia deciso di ignorare interamente la sua esistenza.


Santana torna dietro le quinte dalla tenda camerino appena in tempo per unirsi alle donne che entrano nel tendone. Ha le guance dipinte di nero, un abito stretto e penne colorate sulla fascia annodata sul capo. Ha un mazzolino di fiori rosa in mano, pronto per essere donato ad un "uomo di frontiera" alla fine del numero. Rachel evita Santana nella coda e Santana quasi se ne pente, ma solo fino a quando entrano nel cerchio e Santana trova Brittany ad attenderla, a malapena in grado di contenere la sua eccitazione.

Brittany ha apportato migliorie al costume per lo spettacolo. Ora invece di indossare il suo solito abito bianco con un cappello e un fazzoletto da collo, ha anche una bandoliera simile a quella di suo padre e dei bei guanti della stessa tonalità di rosso del suo fazzoletto. Nel suo meraviglioso modo alla Brittany, ha un aspetto affascinante e Santana la applaude così come il pubblico.

Si scopre che Brittany non è la sola ad aver migliorato il proprio costume per lo spettacolo serale, però.

Durante quello della mattina, Puck era vestito da indiano qualsiasi fra tanti, stasera invece sembra un capo indiano, con un magnifico copricapo dipinto di tutti i colori dell'arcobaleno. Santana può solo immaginare quante oche abbiano dovuto essere sacrificate per realizzare tale decorazione per Puck, tanto lungo che gli scorre per tutta la schiena e deve pesare diversi chili, giudicando da come lui sforza il collo.

Puck ha scambiato il suo costume da gitano per un paio di pantaloni di pelle di daino a frange e resta a petto nudo. Qualcuno gli ha dipinto tutta la faccia di bianco con strisce rosse sulle guance, sul naso e sulle palpebre.

Se Santana non sapesse chi fosse, lo scambierebbe sicuramente per un vero indiano.

(Magia del circo.)

Il pubblico grida deliziato e meravigliato quando Puck entra nel tendone a cavallo di un destriero nero senza sella, i suoi "bravi" ad entrambi i fianchi della sua monta. Puck fa un grido di guerra e salta giù dal cavallo per caricare le donzelle insieme agli altri indiani.

(Nessuno sembra notare il sovrintendente che esce furtivamente dall'ombra, portando via silenziosamente il destriero di Puck.)

Santana non deve nemmeno fare finta di strillare quando Puck si lancia verso di lei, perché sembra così selvaggio e diverso che non può fare a meno di dimenticarsi per un attimo lo spettacolo, nonostante il pubblico e le luci di scena.

(E' solo una recita, vero?)

Santana strilla e indietreggia, gettandosi dietro a Brittany. Può solo sperare che i pionieri arrivino presto—con Sam sul suo destriero e Blaine con la sua pistola finta—e intervengano prima che Puck possa mettere le mani su di lei.

Eccetto.

In un batter d'occhio, Brittany estrae una pistola finta come quella di Blaine dalla bandoliera e la brandisce verso gli assalitori. Lancia a Santana il suo più compiaciuto occhiolino e strilla, a pieni polmoni, "Bang!"

D'improvviso, tutti gli occhi all'interno del tendone sono puntati su di lei.

Puck sta già correndo a rotta di collo e non può fermare il movimento, anche se Santana vede un'espressione confusa sul suo viso. Il pubblico acclama.

"E' Annie Oakley!" strilla qualcuno.

Qualcun altro grida, "Yeehaw!"

Da parte sua, Brittany aggrotta la fronte per la concentrazione e "prende la mira" su Puck attraverso la canna della pistola. Si morde un angolo di lingua e chiude un occhio, seria come se la scenetta fosse reale.

Quando Puck arriva a due metri da lei—inciampando nelle sue stesse gambe per fermarsi prima di andare a sbattere contro Brittany—Brittany tira indietro il braccio per un finto rinculo dell'arma e il batterista suona un colpo forte sul tamburo a tempo col suo movimento.

Santana strilla e Puck urla.

Anche se Puck non ha preso bene le critiche di Rachel, Santana e Brittany sulla sua recitazione, almeno qualcuna delle loro prediche sembra averlo influenzato, perché quando Brittany "spara", si ferma come se avesse colpito una parete invisibile—riuscendo a stento a non schiacciare il suo copricapo sotto di lui—e cade a terra "morto".

Santana pensa che nemmeno la vera Annie Oakley avrebbe potuto allietare di più il pubblico se il signor Buffalo Bill Cody l'avesse prestata al signor Adams per lo spettacolo.

L'applauso del pubblico è così grande e fragoroso nell'acclamare che Santana ne è quasi assordata. Nei suoi nove giorni al circo, non ha mai sentito un pubblico così deliziato quanto nei confronti di Brittany. La banda improvvisa una versione di "The Star Spangled Banner", e il pubblico inizia a cantare, molti clienti si alzano dalle panchine per togliersi il cappello e sventolare i loro fazzoletti.

Brittany sembra un po' sconcertata per il successo del suo numero e ha l'aria inquieta alla vista di Puck steso a terra.

"Non mi piacciono le sparatorie, non credo," mormora mentre Santana scivola al suo fianco e i pionieri arrivano al galoppo per pestare gli indiani rimasti e concludere il numero.

Nemmeno Santana può dire che le piacciano le sparatorie, forse nemmeno quelle recitate, anche se di Brittany e anche se solo per lo spettacolo. Fa spallucce, a disagio.

"Però hai fatto ridere tutti, proprio come ti avevo detto," dice sincera. "Non importa cos'altro succederà stasera, sarai la parte migliore del circo."

Brittany arrossisce al complimento di Santana. "Corbellerie, Santana!" dice, abbassando il viso in modo da nasconderlo dietro al suo cappello.

Le sue guance non tornano al loro normale colore fino a molto dopo che i pionieri hanno sbaragliato gli indiani—i quali cadono facilmente senza il loro capo— e le signore danno via i loro fiori.

Santana dà il suo fiore a Sam, che è l'uomo che si trova più vicino a lei, mentre Brittany tiene il suo fiore per sé, infilandolo sotto la fascia del cappello—un'azione per la quale nessuno protesta.

Sfortunatamente per lui, Puck non ha altra scelta che starsene sdraiato a terra a fingersi morto per tutto lo sketch, perdendosi la battaglia che è forse la sua parte preferita. Quando si allontana dal cerchio, Santana ha già dato a Sam il suo favore. Puck fa una smorfia quando Rachel gli porge un ramoscello verdastro e appassito.

(Santana è quasi triste per lui.)

(Eccetto, eccetto, eccetto.)


La scenetta buffa di Brittany nel numero di apertura segna il tono per il resto dello spettacolo.

Dopo che Santana restituisce il suo abito e la sua fascia alle ragazze della signora Schuester, osserva dall'apertura della tenda mentre il maschio dei Draghi Volanti Chang riprende il suo ruolo nel numero al trapezio e si esibisce come se non avesse subito un infortunio.

Quando gli acrobati liberano il palcoscenico, compaiono i clown e improvvisano un numero nel quale cantano "yon San Juan Hill" con voci stonate ed una bandiera a testa in giù che raffigura il viso di un clown pessimamente disegnato. Si arrampicano a metà della scala del trapezio prima di ricordare che tutti quanti sono terrorizzati dalle altezze e dopo tutto non vogliono affatto "saltare dalla collina di San Juan".

All'inizio, Santana non capisce il riferimento, poi Rachel spiega molto rumorosamente a chiunque dietro le quinte la stia a sentire che suo padre ha letto un articolo sul giornale che descriveva come il Generale Shafter venerdì abbia conquistato una collina molto importante dello stesso nome di Cuba come ultimo atto di guerra e che un corrispondente del New York Times ha assistito all'evento coi propri occhi.

(Più Rachel parla, più la testa di Santana gira.)

(Scopre che non le piace il modo in cui Rachel dice il nome del generale spagnolo—Linares—più di quanto non riuscirà mai a spiegare.)

Dopo i clown, entrano le Cavallerizze Sylvesteri attirando una standing ovation per il loro numero e il signor Jesse St. James riesce in qualche modo a far sì che i suoi tre leoni africani e la sua tigre del Bengala ruggiscano allo stesso tempo, per lo stupore e la meraviglia del pubblico.

Puck scompare per un po' durante i numeri intermedi e ritorna con la faccia pulita dalla pittura, con le guance visibilmente arrossate e irritate.

"Sei riuscita ad avere un po' di quel tonico, coccinella?" le chiede indicando il viso di Santana, anche se la risposta alla domanda dovrebbe essere ovvia.

(No.)

"Io, ehm—"

"Ehi, Sammy! Lancia a Rachel il tuo tonico magico per il viso, così che possa aiutare la mia signora a ripulirsi per il nostro numero!" Comanda Puck, puntando il dito a Sam, seduto vicino al fuoco.

Sam rotea gli occhi per la scortesia di Puck ma comunque rovista nella sua sacca di pelle e ne estrae un flacone lungo e verde. "Eccolo," dice alzandosi e consegnandolo a Rachel. "Ne servono solo poche gocce," la avverte, dandole anche uno straccio macchiato.

Rachel fa un sorriso sforzato. "Grazie, Samuel," gli dice, indicando a Santana di seguirla verso le panchine.

Santana scopre che avere Rachel che le pulisce il viso non è nemmeno lontanamente interessante o piacevole come lo è stato con Brittany.

"Stai ferma," la rimprovera Rachel, anche se Santana non si è mossa affatto. Brandisce lo straccio come se le facesse male tenerlo in mano e strofina duramente sulla zona dolente in cui la signora Schuester l'ha schiaffeggiata.

"Ahi," si lamenta Santana.

Rachel sbuffa col naso, indignata. "Oh, mi dispiace, Santana," dice con voce stucchevole. "Qualcosa non va? Forse preferiresti che fosse Brittany a farlo."

Santana aggrotta la fronte. "Che vuoi dire?" le domanda, con una sensazione di irritazione alla bocca dello stomaco. Rachel insiste sulla zona dolente, e Santana sussulta.

"Niente, ci mancherebbe," dice Rachel bruscamente. E poi, "Solo che visto che conosci Brittany così bene, ed evidentemente voi due sapete cos'è meglio l'una per l'altra, dovresti chiedere a lei di aiutarti a pulirti il viso, dato che chiaramente io sono completamente inadatta per il compito."

Strofina forte sulla zona dolente, di nuovo.

"Ahi!" strilla Santana facendosi indietro. "Potresti per favore stare più attenta?"

"Non verrà via se non smetti di muoverti!" Strilla Rachel, ma poi getta l'asciugamano sulla panchina e alza gli occhi al cielo, esasperata. "Non posso lavorare in queste condizioni!" dichiara, come se Santana avesse rovinato qualcosa solo per aver mosso la testa. Rachel depone anche il flacone verde di Sam. "Stai attenta con questo," la avverte. Poi, "Noah, dovrai occuparti da solo di tua moglie, a meno che non trovi Brittany per farlo. Sono certa che arriverebbe di corsa."

Rachel poi fa quella che Santana può solo descrivere come un'uscita scenica da dietro le quinte, diretta verso la tenda camerino.

"Ma che è successo?" domanda Puck, ansioso.

Santana cerca la risposta dentro di sé. "Io—io non credo di saperlo," balbetta.

Dopo alcuni istanti, il suono della voce di Rachel che si esercita con le scale raggiunge il dietro le quinte. Giunge limpida e vibrante, feroce, e—se Santana ascolta con attenzione—anche con un po' di malinconia da circo.


Forse sorprendentemente, Puck si dimostra molto più delicato di Rachel nel pulire il viso di Santana, seppure un po' più goffo nei movimenti e più generoso con il tonico di Sam.

Santana trova parecchio scomodo starsene seduta sulla stessa panca di Puck con il suo viso così vicino, specialmente in pubblico, dove tutti possono vederli, ma non ha altra scelta che sottomettersi alle sue cure perché, nonostante le rassicurazioni di Rachel sul contrario, Brittany non compare per finire il lavoro, a prescindere da quanto Santana lo desideri.

Fortunatamente, Rachel ha fatto gran parte del lavoro, quindi Santana deve solo sopportare alcuni imbarazzanti momenti di Puck che le fissa il viso—odia quanto attentamente i suoi occhi tracciano i suoi lineamenti, cercando ogni macchia di nero, e specialmente quando indugiano, predatori, sulle sue labbra e sulla curva del suo collo—prima che possano entrambi rialzarsi e restituire l'attrezzatura a Sam.

Quando è il momento dei numero dei gitani, Rachel ricomprare senza che nessuno la mandi a chiamare. Accende la fiaccola senza guardare Santana e segue Puck nel tendone al fianco di Santana, proprio quando la notte scende su Ackley, violetta, calda e profonda.

Quella sera, Santana si delizia della bellezza della danza gitana, del modo in cui il fuoco di Puck disegna cerchi accanto ai suoi arti, quasi senziente, e del modo in cui il pubblico batte le mani a tempo con la musica. Per la seconda volta quel giorno, Santana sente che i suoi passi sono in qualche modo scritti nel suo sangue e nelle sue ossa e avverte che il suo corpo li aspetta con impazienza.

Vede fiamme arancioni riflesse sugli argentei orologi da taschino e sulle spille delle persone sugli spalti. Le dà l'illusione che tutta la tenda stia andando a fuoco, anche se in un modo innocuo e lieto.

(Santana fa una piroetta e poi un'altra e un'altra, fino a quando non si sente stordita.)


Nonostante l'apprensione di Santana, il numero del lancio dei coltelli dei Pierce si svolge senza incidenti, una grazia per la quale Santana ringrazia il suo demone sulla spalla. In seguito, gli elefanti si esibiscono nei loro maestosi numeri. Matusalemme conclude la serata al suono di tromba prima che Will il presentatore riprenda il suo posto nel cerchio e si rivolga al pubblico.

"Vi ringraziamo per la vostra calorosissima risposta al nostro spettacolo! È stato davvero un piacere avervi come ospiti in questo giorno di festa! Ora, grazie alla cortesia del mio buon amico e superiore, il signor J.P. Adams, vorrei invitare tutti voi, stimabili cittadini di Ackley e delle aree circostanti, a rimanere con noi per una festa, nella quale la nostra eccellente banda musicale vi allieterà con musica e balli. E come regalo speciale per l'inestimabile affetto per la vostra grande città e per la nostra gloriosa nazione, concluderemo la serata con dei fuochi d'artificio. Venite, unitevi a noi nel cerchio! Celebriamo questa nazione, la terra dei liberi e la patria dei coraggiosi! Felice Quattro Luglio a tutti!"

(Mentre ascolta il discorso di Will, qualcosa si stringe nella gola di Santana, forse non per il sentimento nelle sue parole.)

(Se ne sta poco fuori dai festeggiamenti, osservandoli nel buio.)

Gli inservienti fanno scendere il pubblico dagli spalti e, mentre lo fanno, Santana inizia ad accorgersi di un fatto peculiare dietro di lei. All'inizio i teli alle sue spalle iniziano a frusciare e poi, tutti insieme, si sollevano.

Santana ansima quando vede Ken e i suoi inservienti apparire da dietro l'apertura nel tendone. Ciascuno ha in mano un lungo gancio di metallo fissato su un palo, più o meno come quelli che usa Ma Jones per suonare la campana della mensa per chiamare la compagnia ai pasti o agli spettacoli.

Con abilità e movimenti esperti, gli inservienti usano i ganci per raggiungere le corde sui lati del tendone. Poi sollevano i teli come si solleverebbe la gonna di una signora da terra per evitare che si sporchi d'acqua o di fango.

Nell'istante successivo, l'interno e l'esterno diventano un unico luogo.

Anche se il tetto del tendone rimane intatto, i lati spariscono, fino a quando le persone all'interno del cerchio e sulle tribune possono guardare fuori e vedere le stelle e una luna quasi piena quanto quella sotto la quale Santana, Brittany e i ragazzi hanno fatto il bagno nudi nel lago di Storm Lake. Alcuni pianeti punteggiano il cielo—Santana conta Giove, Saturno e Venere e si volta per vederne ciascuno a turno—imperturbabili. Tutto sembra allegro e speranzoso nonostante il manto delle tenebre.

Quasi immediatamente dopo aver sollevato la tenda, Ken chiama Puck, Sam, Finn, Blaine, David, Shane e una manciata di altri ad unirsi a lui per preparare "i pirotecnici". Vanno tutti verso un luogo dietro la tenda camerino degli uomini. Nello stesso momento, le altre persone del circo iniziano a disperdersi dal dietro le quinte dove si trova Santana, lasciandola così da sola.

"Ehi, tesoro."

(E, come se Brittany le avesse dato il via, la banda inizia a suonare.)

Dato che Ken ha avvisato la compagnia di non approcciare gli abitanti del luogo o esagerare coi divertimenti, Santana non sapeva cosa fare quando Will ha invitato tutti nel cerchio, e così è lieta—lieta davvero un sacco, in realtà—quando Brittany la prende per il mignolo e la guida verso la curva del tendone, chiaramente con una destinazione precisa in mente.

"Sei ancora disponibile per quel ballo, tesoro?" sussurra Brittany, con quella stessa eccitazione di prima nella voce così come negli occhi e negli angoli della bocca.

Santana annuisce, troppo eccitata per parlare.

(Le piace davvero tanto quando Brittany la guida in nuove avventure.)

Le ragazze finiscono su un lato del tendone vicino alla via centrale, dove Brittany indica in direzione della parte posteriore degli spalti ora svuotati. Una grata di travi supporta gli spalti da dietro, ma oltre alla griglia e direttamente sotto gli spalti stessi, Santana vede uno spiazzo d'erba, estremamente in ombra e completamente nascosto dal tendone e dal cerchio.

"Possiamo ballare laggiù e nessuno ci vedrà," spiega Brittany e Santana le sorride.

(Qualsiasi persona che dia della sciocca a Brittany dovrebbe farsi controllare il cervello.)

"Attenta," dice Brittany, aiutando Santana ad infilarsi nella griglia senza impigliare la sua gonna da gitana. Santana poi si volta per aiutare Brittany ad arrampicarsi a sua volta nella struttura di legno.

È molto più buio sotto gli spalti rispetto che alla luce della luna piena. Un'ombra blu scende su tutto e l'aria è fresca e immobile. Anche se le canzoni della banda sono perfettamente udibili attraverso gli spalti, il suono delle conversazioni e dei movimenti non sembra così forte a Santana rispetto a quando si trovava nel cerchio.

Tutto di quello spazio sembra in qualche modo come un segreto.

Quando Brittany si infila nel retro degli spalti, esplora lo spazio, abbassando il capo per vedere il "corridoio" alla sua destra e alla sua sinistra. Si muove verso le panche degli spalti e osserva il cerchio da sotto, con le braccia appoggiate sul retro delle panche e proprio sotto al suo mento, col viso a livello dell'apertura fra le sedute. Santana si mette accanto a lei, desiderando vedere cosa sta guardando, mettendosi in punta di piedi per avere una visuale migliore.

Con grande delizia di Santana, scopre che Brittany ha una perfetta vista del cerchio due e del cerchio tre e che, dal loro punto favorevole, possono vedere tutti senza che nessuno possa vedere loro.

(All'improvviso si sente come Harry Birch nel romanzo del signor Fenimore Cooper.)

Ride, non perché ci sia qualcosa che le sembri divertente, ma perché lei e Brittany hanno un segreto insieme, e anche Brittany ride, per lo stesso motivo.

"Puck ha sempre detto che sarebbe facile derubare i clienti se ci sedessimo sotto le tribune durante uno spettacolo," dichiara Brittany.

Santana fa finta di essere scandalizzata. "E' una cosa molto criminale da dire," ansima, e lei e Brittany ridono ancora prima di ritornare in un comodo silenzio.

Osservano, clandestine, per alcuni altri momenti i cittadini formare file, gli uomini e le donne, per poi iniziare a danzare, allegri e vivaci. Osservano ancora quando le persone del circo iniziano ad occupare lo spazio proprio dietro i cerchi e al di fuori della tenda, in quello che era il dietro le quinte, formando file e facendo balli fra loro alla luce della luna.

I cittadini, nota Santana, sono vestiti molto bene, gli uomini in giacca e le donne con vestiti di velluto e merletti. Santana è colpita da come debbano amare questa festa e il loro paese per essere venuti al circo e in un luogo "rurale" con abiti così eleganti. In confronto, la gente del circo non è altrettanto ben vestita: la maggior parte indossa i costumi dello spettacolo ed alcuni hanno ancora anche il trucco.

Però sembrano felici esattamente quanto i cittadini.

Santana osserva l'inizio di quei balli per alcuni minuti, vedendo i cittadini prendersi per mano e domandandosi se alcuni di loro sono innamorati nello stesso modo un cui lei ama Brittany e forse Brittany ama lei.

I suoi pensieri la spingono a guardare Brittany accanto a lei. Quando Santana lo fa, coglie Brittany che sta osservando lei invece delle danze, con un'espressione profonda, pensierosa e forse anche un po' meravigliata. Brittany ha il mento poggiato sulle mani. I suoi occhi sembrano trasognati ma il resto di lei è sveglio. Un'ombra blu le cade sul viso e Santana non sa cosa fare da tanto è bella.

Eccetto.

"Ehi, BrittBritt. Ti andrebbe di ballare adesso?"

"Certo, tesoro."

(E così lo fanno, e così lo fanno, e così lo fanno.)


Brittany conduce Santana via dagli spalti e nel cuore aperto del loro spazio privato. Attendono fino a quando la banda non inizia una nuova canzone e Brittany fa la riverenza a Santana, che ricambia immediatamente. Entrambe si mettono a ridere.

"Permettete?" dice Brittany nel suo falso accento elegante e stendendo la mano a Santana.

"Certamente," risponde Santana, fingendo solennità anche se sa quanto sembrino sciocche.

Senza ulteriori indugi, accetta la mano protesa di Brittany. Un brivido scorre lungo tutto il suo corpo. Il secondo successivo, Brittany la tira avanti, unendo i fianchi e iniziando a ballare allegramente a tempo con la musica, con Brittany a condurre e Santana a seguire ed entrambe ridendo parecchio.

"Britt, come si chiama questo ballo?" domanda Santana, ridacchiando quando Brittany le fa fare una giravolta.

"Si chiama schottische. È passo-passo-passo-salto, passo-passo-passo-salto, passo-salto-passo-salto-passo-salto-passo-salto," canta Brittany, senza fiato e a tempo con il ballo.

"Non sarebbe così difficile se non dovessimo continuare a scambiarci i piedi," considera Santana, stordita.

"Sei mancina anche di piedi?" la prende in giro Brittany, facendole fare un casquet più basso rispetto agli altri. Un altro brivido scorre lungo il corpo di Santana e ride. Brittany sorride. "Mi piace questo ballo," si limita a dire.

(Suona come qualcos'altro.)


Le ragazze proseguono per due reel, un valzer e uno strathspey solo fra loro. Santana scopre che Brittany danza ancora meglio in privato, senza pubblico, rispetto a quando lo fa alla vista di tutti.

Quando Santana le chiede in proposito, Brittany risponde che non lo sa, ma poi ci ripensa. "Tu rendi tutto più facile," osserva, facendo spallucce e tirando Santana più vicina. Brittany respira profondamente e Santana fa lo stesso.

(Santana si domanda se non sia vero che le persone trovano più facile avere successo in qualcosa quando sono vicine a persone che si aspettano che lo abbiano.)

L'erba è fresca e scura sotto i piedi di Santana e la musica risuona attraverso le aperture delle tribune. Alcune piccole falene si sollevano dall'erba e le lucciole brillano come lanterne, verde elettrico, nell'oscurità del nascondiglio di Brittany e Santana.

Brittany balla come un sogno—o forse come se fosse in uno—con su e giù, con ciascun passo perfettamente in sincrono con il fluire dei suoi movimenti, anche se sembra senza rima o senza ragione di per sé. Santana appoggia il capo contro la spalla di Brittany e pensa, per un momento, che non c'è nessun altro luogo al mondo in cui vorrebbe essere, stordita mentre balla con Brittany.

Ne conseguirebbe che la danza dovrebbe eccitare Santana e risvegliare le sue attenzioni, ma in qualche modo non è così. Anzi, si trova così a sua agio da sprofondare ancora di più sulla spalla di Brittany e a rilassarsi dappertutto. Non la sorprende affatto quando Brittany la imita e sbadiglia, a bocca larga, assonnata quanto lei.

"Giornata lunga," dice Santana, e Brittany annuisce concorde.

Senza parlare ulteriormente, Brittany conduce Santana fuori dalle ombre a dove la luce della luna filtra attraverso la struttura di legno, e le indica di sdraiarsi con lei, fianco a fianco, sull'erba. Le ragazze si abbassano lentamente e poi si voltano l'una verso l'altra, stese sul terreno fresco.

"Grazie," dice Santana.

"Grazie a te," risponde Brittany.

(Vagamente, Santana registra che la musica si è fermata dietro di loro.)

(Sente qualcuno parlare da molto lontano ma non ne riesce a capire le parole.)

Le ciglia di Brittany svolazzano sulle sue guance come le ali di farfalla. Sotto una luna così luminosa e argentea, Santana riesce a vedere ogni lineamento del viso di Brittany e si meraviglia dell'oro dei suoi capelli e delle leggere lentiggini che punteggiano il suo naso. Santana è innamorata della ragazza più bella del mondo e si sente incredibilmente, meravigliosamente fortunata, nonostante non abbia mai avuto fortuna fin d'ora nella sua vita.

"Posso baciarti, Britt?" le chiede, assonnata.

Anche se Brittany sembra ugualmente assonnata, i suoi occhi si accendono della stessa eccitazione di prima. Annuisce, impaziente.

Santana non si mette a sedere. Invece si sporge sull'erba, posando la mano sulla mandibola di Brittany, facendola avvicinare pur rimanendo distese. Brittany la asseconda e i suoi occhi si fanno scuri e profondi di qualcosa.

È un bacio lento, uno che inizia con le labbra chiuse e poi a bocca aperta a disegnare pigre pennellate insieme. Entrambe annuiscono al tocco e Brittany chiude gli occhi, con un sorriso che le si dipinge sul viso come qualcuno lo avesse fatto fuoriuscire rovesciando un vaso. Ha già l'odore e il sapore del sonno e Santana ama la sensazione di lei, calda contro l'oscurità blu.

Uno scoppio risuona dall'alto, e una luce si accende, astrale, col primo fuoco d'artificio della notte.

Santana non ha mai visto i fuochi d'artificio prima d'ora, eppure scopre che il loro via e vai nel cielo è molto meno importante di ciò che accade fra lei e Brittany sulla terra.

Scoppiano altri fuochi e più luci si accendono, di bianco luminoso nell'oscurità. Bruciano per un momento sotto le stelle facendo a gara con la luna, prima di spegnersi e svanire, lasciandosi alle spalle nient'altro che fumo scheletrico, come fossili che costellano la volta celeste, stecchiti e rattrappiti.

"Felice Quattro Luglio, Brittany," mormora Santana, non essendo più sicura se è sveglia o se sta sognando.

Brittany la accarezza sul torace. "Felice Quattro Luglio, Santana," mormora in risposta.

Si baciano e si baciano fino a quando entrambe non sono sull'orlo del mondo dei sogni. Brittany mormora, "Grazie," contro le labbra di Santana e Santana dice allo stesso tempo, "Brittany, non è che—non è che forse—tu mi a—?" ma entrambe le loro voci svaniscono all'unisono.

(E all'improvviso si sono addormentate.)


Santana si sveglia per un colpetto alle costole.

"Britt—?" dice, arrancando fra il sonno e la veglia, la sua mente ancora pesante per l'ultimo sogno, qualsiasi esso fosse.

Apre gli occhi e scopre se è molto più buio di quando si è addormentata. Le nuvole hanno coperto la luna e le luci del tendone si sono spente. Le tribune sopra di loro gettano ombre scure su tutto quanto. Santana riesce a malapena a vedere qualcosa, nemmeno Brittany, ma sente il suo corpo appena sopra il suo, con le braccia di Brittany a ciascun lato di Santana a sostenerla.

"Shh," dice Brittany muovendosi—presume Santana—per mettersi un dito davanti alle labbra.

I pensieri di Santana vagano. Cerca di ricordare dove si trova e cosa sta facendo ma non le viene in mente niente ad eccezione di sapere di essere stata con Brittany tutta la notte.

"Che c'è?" dice disorientata.

"Shh," la ammonisce Brittany una seconda volta. "Ascolta."

E Santana lo fa.

I grilli friniscono nell'erba e si sentono deboli fruscii—misteri—attraverso l'oscurità. Il vento soffia basso ma leggero sulla terra. E poi, voci. Voci maschili. Non sono molto lontane e sono rauche. Una di esse sembra gutturale e alta.

Ken.

Santana non riesce a capire cosa dice, ma sa che è contrariato. Guarda in direzione della sua voce attraverso gli spalti e oltre a dove sa che si trova il cerchio. Gli spalti e un buio profondo oscurano la sua visuale. Tuttavia non dubita delle proprie orecchie.

Brittany annuisce, i suoi capelli sfiorano il viso di Santana, a confermare quello che Santana sente. Silenziosamente, Brittany sposta il suo corpo da quello di Santana e si alza in piedi. Quando ha riacquistato l'equilibrio, allunga la mano verso Santana e l'aiuta ad alzarsi. Il sangue va alla testa di Santana e si sente incredibilmente stordita ma, fortunatamente, non cade: Brittany la tiene stretta.

La schiena di Santana le fa male per aver dormito per terra e scricchiola mentre si raddrizza, ma altrimenti resta in silenzio. Nell'istante successivo, lei e Brittany si prendono per mano e camminano leggiadre verso la struttura di legno che sostiene le tribune. Brittany ci si infila con l'agilità e la destrezza di un'esperta sarta che infila l'ago, con movimenti fluidi e felini, e poi offre la mano a Santana, aiutandola a percorrere il suo sentiero, aiutandola a sostenere la gonna.

Una volta che sono entrambe dietro le tribune e al tendone, Brittany controlla a destra e a sinistra e poi resta ferma, ascoltando in direzione da cui lei e Santana hanno sentito provenire la voce di Ken. Santana trattiene il fiato e conta dieci battiti a mente. Non riesce più a sentire Ken o il suo compagno da nessuna parte, e apparentemente nemmeno Brittany.

"Andiamo," sussurra Brittany, offrendo a Santana la sua mano. Si avvia in direzione sud-ovest intendendo, comprende Santana, scortarla verso la sua tenda.

Ma Santana la ferma.

"Britt," sussurra, "dovremmo prima andare da te." Brittany apre la bocca per protestare ma Santana non glielo permette. "Tuo padre," dice Santana con fermezza, e qualsiasi riserva Brittany abbia si scioglie. Senza un'altra parola, Brittany cambia direzione e si dirige verso nord-ovest e verso la propria tenda. Santana dà una strizzatina alla sua mano e Brittany la ricambia.

Quando le ragazze oltrepassano il confine segnato dal cartellone, che sembra più stregato e più bello all'oscurità della notte, si rilassano entrambe e Brittany fa dondolare le mani fra loro.

"Vorrei che non dovessimo separarci," dice facendo il broncio, voltando l'angolo dietro la tenda d'affari del signor Adams.

"Anch'io," concorda Santana.

(Comprende che entrambe intendono molto di più di quanto possano dire.)

Si fermano dietro la tenda dei Pierce, tenendosi per mano. Senza parlare, si fanno entrambe avanti e si baciano, dolci e lente—un vero bacio della buonanotte e uno che aiuta Santana a ricordare di tutti gli altri baci che si sono scambiate durante la serata. Brittany accarezza col pollice il palmo di Santana e la guarda molto attentamente, anche se è ancora troppo buio per vedersi con chiarezza. Le labbra di Brittany restano all'angolo della bocca di Santana, così vicine che Santana respira il respiro di Brittany.

"Buonanotte," dice Brittany, anche non sembra affatto una cosa così semplice.

"Buonanotte," ripete Santana.

Si separano riluttanti come due magneti, tenendosi le mani il più a lungo possibile fino a che Brittany non indietreggia ed entra fra i lembi della tenda. Santana si allontana di qualche passo, non volendo disturbare mentre Brittany entra nel suo letto. Ma poi qualcosa si muove nel cuore di Santana e scopre che non riesce a trattenersi.

"Britt," sussurra impotente. "Britt, io—io ti amo."

Santana riesce a malapena a vedere il viso di Brittany al buio, ma in qualche modo sente quando Brittany inizia a sorridere. Calore si diffonde fra loro, radiante come un rossore d'imbarazzo. La mano di Brittany si muove dai teli della tenda per toccarsi il cuore e Santana si sente dolce dentro, come se avesse appena fatto qualcosa di buono.

(Come le cose buone che verranno a lei.)

Riesce a sentire il sorriso curioso e segreto nella voce di Brittany quando parla.

"Lo so. Grazie."

Anche se alcuni giorni o persino alcune ore fa Santana avrebbe potuto essere presa dal panico per una risposta così semplice, ora invece si sente in pace e anche grata. Annuisce e fa per allontanarsi.

"Buonanotte, Brittany."

"Buonanotte, Santana."

(El amor es sufrido. Cosas buenas vienen a aquellos que esperan.)

(Las mejores cosas, realmente.)


Mentre Santana cammina verso la sua tenda, canticchia parti di canzoni patriottiche che la banda del circo ha suonato durante lo spettacolo, inframezzate da quel motivetto sulla dolce ragazzina. Si sente assonnata e stupida e meravigliosa e non riesce a smettere di sorridere il sorriso più acceso. Sa che forse dovrebbe preoccuparsi che Brittany non le abbia detto che contraccambia il suo amore, eppure non è così.

Brittany sa che Santana la ama e ne sembra felice, e Santana sa le sensazioni che le provocano i baci e le carezze di Brittany e di come suonano le parole di Brittany e per ora è abbastanza per Santana.

È perfetto, a dire il vero.

Canta quando arriva alla sua tenda.

To be married, we're old enough, plenty,
(Per sposarci siamo grandi abbastanza,)

she and I,
(lei ed io,)

she and I
(lei ed io,)

She's eighteen and I'll be twenty,
(lei ne ha diciotto e io ne farò venti,)

by and by,
(fra poco,)

by and by
(fra poco)

Although we are short as to money,
(Anche se siamo a corto di denaro,)

what care we,
(che ce ne importa,)

what care we?
(che ce ne importa?)

There are just two flies in the honey
(Ci sono solo due mosche nel miele,)

just my one little girl and me
(solo la mia unica ragazzina ed io)

Ci vuole un minuto a Santana per aprire i teli della tenda, con le dita stanche e i movimenti goffi, ma alla fine riesce ad aprirli ed entrare nella tenda, più pronta che mai a mettersi a dormire. Inizia a togliersi i braccialetti, odiando come le pizzicano i polsi, e poi si strofina gli occhi facendo uno sbadiglio.

È solo quando guarda verso il letto che vede.

Lì, una sagoma al buio, è seduto Puck, sveglio e composto. È solo un'ombra, i suoi lineamenti sono nascosti dal nero profondo. La sua postura è rigida. Meschina.

Quando parla, lo fa a denti stretti.

"Buonasera, coccinella."


Traduzioni dallo spagnolo:

Solo sé honesta, Santana : Sii onesta, Santana

"La práctica lo hace perfecto, Britt" : "La pratica lo rende perfetto, Britt"

El amor es sufrido, Santana, y es benigno : L'amore è paziente Santana, l'amore e gentile

(El amor es sufrido. Cosas buenas vienen a aquellos que esperan) : (L'amore è paziente. Le belle cose accadono a chi attende)

(Las mejores cosas, realmente) : (Le cose migliori, in realtà)