14 Luglio 1789
"Comandante … Andrè è stato ferito Comandante!"
"Andrè non morire ...ANDRÈ NOOO ..."
Andrè si portò la mano al petto che in brevissimo tempo si intrise di sangue. Qualche passo, André si accasciò al suolo .
Oscar fu presa dall' angoscia, sentiva le gambe tremare, raccolse tutto il suo coraggio, mormorò: Andrè, ti prego resistiti! ... Alain, presto, portiamolo al riparo!"
" Ci penso io Comandante! ... Su amici, mettiamolo in sella sul mio cavallo. Aiutatemi!"
Oscar fuori di sé, si mise alla testa dei suoi uomini, non lasciò nulla di intentato, sfidò qualsiasi ostacolo riuscendo ad oltrepassare lo schieramento nemico. L'ordine era di proteggere Alain, su cui cavallo c'era Andrè.
Riuscirono a raggiungere le barricate. Andrè fu sdraiato su un lettino, in breve tempo la divisa si intrise di sangue. In ginocchio al suo capezzale, Oscar prese la sua mano e la strinse a sé, copiose lacrime rigarono il suo viso. Intorno ai due giovani si riunì una piccola folla,tra cui c'erano: Bernard e Rosalié.
Oscar mormorò singhiozzando:"Vi prego cercate un dottore! ... Ti prego Andrè resisti."
Bernard a grandi falcate, si arrampicò su un mucchio di legnacci che fungevano da barricate, a gran voce disse: "Amici ascoltate! Uno dei soldati della guardia che si è battuto con noi, è stato ferito, c'è bisogno di un dottore!
"Io sono un medico!"-Esclamò il primo avanzando.
"Anch'io sono un dottore!" - Disse avanzando un secondo.
Tra la folla c'erano diversi dottori, tutti si presero cura di Andrè.
Oscar era sopraffatta dal dolore. Piegata sulle ginocchia, non si allontanò dal suo capezzale.
"Oscar, ti prego non piangere …. ti prego pensa al nostro bambino .."
"Ti amo Andrè, ti prego resisti, non arrenderti."
il primo dottore disse: "Comandante Oscar calmatevi, dobbiamo visitarlo." .
"Dottore, Vi prego salvatelo!" Delle mani grandi e forti si posarono sulle spalle, una voce sussurrò: "Comandante venite con me, in questo momento siamo solo di intralcio ... venite con me."
"Si, va bene Alain."
"Prendete il mio fazzoletto e asciugatevi gli occhi Comandante. Dovete calmarvi! .. Prima ... ho sentito che aspettate un bambino, ora dovete pensare anche a lui.
"Grazie Alain!"
Dopo aver visitato Andrè, i medici le si avvicinarono e uno di loro proferì: "Comandante, dobbiamo parlarVi."
"Dottore, come sta Andrè?"
"La ferita è molto profonda, dobbiamo estrarre immediatamente la pallottola,non c'è tempo da perdere!"
"André si salverà vero?!"
"Comandante, faremo del nostro meglio! .. Presto, che qualcuno porti dell'acqua, dobbiamo intervenire, non c'è tempo da perdere!"
Oscar, gli si avvicinò nuovamente ad André, e carezzandogli il viso mormorò: "Andrè, fatti coraggio! André cosa ti succede, perché non parli!... Dottore cos'ha Andrè, perché non mi risponde?!"
"Non preoccupatevi Comandante, ha perso conoscenza, dobbiamo intervenire presto!"
Un secondo medico disse: " Marcel è tutto pronto, possiamo cominciare."
Ancora uno sguardo, ancora lacrime. Oscar lentamente si allontanò dal capezzale del suo Andrè.
Era una calda notte di luglio, la pioggia battente scendeva copiosa. Sulla città in tumulto era sceso il silenzio: niente spari, niente grida.
Andrè come tutti gli altri feriti, fu trasportato in una baracca adibita in ospedale da campo. Oscar non si allontanò un solo istante dal suo capezzale. Tirò fuori dallo zaino le coperte che la nonna tanto premurosamente le aveva dato, le stese sul pavimento accanto alla branda del suo Andrè.
"Andrè, sono qui accanto a te, ti prego, fatti forza ... reagisci! Desidero di rivedere il tuo sguardo,il tuo sorriso .. ti prego Andrè!"
Il giovane era ancora in stato di incoscienza. Oscar si sdraiò accanto per vegliarlo ma poco dopo, si abbandonò al sonno.
Era ormai l'alba, quando alcune fitte la svegliarono di soprassalto, si sollevò e piegandosi sulle ginocchia carezzò il ventre nel tentativo di alleviare il dolore.
Udì dei passi, tra le brande dei numerosi feriti, vide avanzare una figura scura, una voce familiare disse: "Comandante Oscar, vi ho trovato finalmente!... Come sta Andrè?" "Sei tu Alain! André non si è ancora svegliato." "Il mio amico è forte, vedrete che si riprenderà presto! ... Ma Voi cosa fate su quella coperta, nelle vostre condizioni!? Posibile che non abbiate trovato una sistemazione adeguata,dato la vostra condizione?"
"Io sto bene Alain e poi le brande servono ai feriti, io sto bene."
"Potevate trovare posto da un'altra parte anziché rimanere qui!"
"Io non lascio Andrè da solo! ... Cosa c'è Alain perché mi stavi cercando?"
"Bernard e Robespierre vogliono parlare con Voi."
"Con me? Cosa vogliono?"
"Non lo so ma dovete venire con me."
"Dove sono?"
"Sono con gli altri nella baracca accanto."
"Va bene, Alain, adesso arrivo." -
Ancora uno sguardo al suo Andrè prima di allontanarsi. Oscar e Alain si fecero strada tra tutti i lettini posti ordinatamente l'uno accanto all'altro, tra lamenti e imprecazioni dei feriti, fino a raggiungere l'uscita.
Smise di piovere. Nella piazza antistante, protetti dalle barricate, c'erano persone che si erano accampate per trascorrere la notte. I due entrarono nella baracca adiacente, dove erano riuniti i vari esponenti dell'ordine del terzo stato.
"Buona sera"-
"Buona sera Jarjeyes". – Rispose Robespierre.
"Bernard cosa succede?"
"Oscar ti abbiamo convocato in quanto Comandante dei Soldati della Guardia, vogliamo metterti al corrente di ciò che sta accadendo."
"Bernard spiegati per favore!"
"Vedi Oscar, il Comandante della Bastiglia ha dato l'ordine ai suoi soldati di puntare i cannoni sulla città."
"Cosa? Ma è assurdo!"
Robespierre intervenne: "Già è un assurdità Jarjeyes! Hanno intenzione di bombardare Parigi, evidentemente temono di essere sopraffatti da noi."
"Cosa pensate di fare?"
Alain domandò:"I cittadini sono stati informati della situazione?"
"Si Alain, hanno deciso di attaccare la Bastiglia."
"E come pensano di farcela!? Con le baionette o peggio ancora con i forconi? In questo modo, ci saranno un infinità di perdite umane! "
Bernard ribatté: "Anche noi abbiamo noi i cannoni Alain."
Dopo aver lasciato Bernard e gli altri, Alain e Oscar rimasero a lungo in piazza, rimanendo in silenzio. Oscar alzò lo sguardo al cielo, il sole stava sorgendo.
"Alain, è l'alba del quattordici Luglio, cosa accadrà adesso?"
"Non lo so Comandante ma voi siete particolarmente taciturna, state pensando a qualcuno, vero?"
"Alain ... penso a mio … padre! ... Dimentica ciò che ti ho detto ... Vado da Andrè."
Alain la vide allontanare velocemente, la seguì con lo sguardo fino a che, non entrò nel piccolo ospedale.
Mormorò: "Ti capisco sai! Non sarà stato facile per te prendere una simile decisione: un ex ufficiale della guardia reale, una nobildonna, una contessa, che ha rinunciato a tutto. Che donna! ... Nonostante che sia incinta, ha dormito su una coperta, per vegliare il proprio uomo! ... Sei una donna straordinaria Comandante, Andrè è un uomo davvero fortunato! ... Spero che un giorno riesca a levarti dalla testa, e dal mio cuore!
Sdraiata sul suo giaciglio, si abbandonò al sonno, una voce la destò.
"Oscar …"
"Andrè, finalmente ti sei svegliato!"
Il suo dolce sorriso, interrotto da insistenti colpi di tosse.
"Oscar, ancora quella tosse."
"Sto bene Andrè non è niente! ... Tu invece resta giù, non tentare di alzarti!" "Oscar mi dici sempre che non hai niente … ma io comincio a dubitare che sia così e poi ... tu hai passato la notte a terra ... Oh Dio, Dio che situazione! ... Io non avrei mai voluto tutto questo per te … no … no ... non volevo, ma tu testarda come sempre …" "Basta Andrè, non serve lamentarsi. Te lo già detto, staremo insieme fino alla fine! E poi, non è la fine del mondo dormire qualche ora su una coperta. André ci aspettano giorni migliori, ne sono sicura!"
"Oscar ..."
Appena tutto questo sarà finito torneremo ad Arras e dormiremo nel nostro letto. Sta tranquillo Andrè, io sto bene!"
Una smorfia di rassegnazione, la guardò e disse: "Oscar, osa sta succedendo?"
"André, dalle torri della Bastiglia hanno puntato i cannoni su Parigi." "Cosa! ... Vogliono bombardare la città?" "Sembrerebbe di si …"
Le parole furono spezzate dal primo boato e poi ancora e ancora un altro. Si udirono rumori di vetri in frantumi, di calcinacci: le case dei parigini si schiantarono al suolo.
"Maledizione, Andrè stanno bombardando Parigi!"
Qualche passo verso l'uscita.
"Oscar, dove stai andando? Torna qui!"
"Sta calmo, non ti agitare, non vado da nessuna parte."
Oscar, vide sull'uscio della porta Alain e Bernard discutere.
"Cosa sta succedendo!"
"Oscar stanno bombardando la città e noi non possiamo rispondere al fuoco..."
"Non capisco! Bernard stanotte avete detto. che siete in possesso dei cannoni, perché non sparano?"
"Nessuno sa usarli!"
"Cosa!"
"Gli unici soldati su cui possiamo contare siete voi ..."
Andrè ascoltò trepidante e con un fil di voce, sussurrò: "Oscar …"
"Cosa c'è Andrè?"
"Oscar, so a cosa stai pensando ... non voglio!"
"Andrè so che non approvi e mi dispiace! ... Ma non posso ascoltarti, devo andare, ti prometto che tornerò! ... Bernard non preoccuparti anche i nostri cannoni spareranno... Alain raduna gli uomini …."
"Non andare Oscar, non voglio!"
"Andrè non posso, comprendimi, ti giuro che non mi accadrà nulla! ... Andiamo! "
Oscar uscì, lasciando Andrè nella disperazione assoluta.
Andrè spaventato, con un fil di voce mormorò: "Alain ti prego proteggila, riportamela ... Ti prego Alain!" "Sta tranquillo Andrè, la proteggerò a costo della mia vita. Te lo giuro amico mio!"
"Alain, muoviti, non c'è tempo da perdere! I cannoni della Bastiglia stanno distruggendo Parigi, è una carneficina!"
"Agli ordini Comandante."
Oscar e i suoi soldati erano sotto a quelle maledette torri della Bastiglia.
