Nuovo capitolo. Paddy Doyle è arrivato ad una decisione importante, uccidere Jane Rizzoli. Nicky la compagna di Tonino inizia a non sopportare la devozione che l'uomo ha verso Jane e ricomincia a mettere i bastoni fra le ruote. Maura sarà pronta a confessare il suo amore verso Jane a Hope? Leggete e lo saprete.

Paddy era a pranzo con un amico nella sua dimora, perché dopo la morte del suo fidato braccio destro il boss preferiva restare a casa, almeno fino a quando le acque non si fossero calmate.
"Hai avuto risposta dopo l'avvertimento dato a quella ragazza?" disse l'amico seduto di fronte a Paddy, mentre stavano pranzando su un lunghissimo tavolo dell'800.
"Nulla, avranno capito chi comanda qui!" rispose Paddy tagliando la carne.
Paddy Doyle figlio di immigranti irlandesi iniziò la sua carriera contrabbandando alcolici. Nel giro di un anno diventò l'unico punto di riferimento per il commercio di liquori a Boston. Dopo la fine del proibizionismo Paddy spostò il suo interesse verso i traffici di droga e armi. Questo lo portò ad avere importanti contatti con il Messico e Cuba, facendolo diventare il boss incontrastato di Boston.
"Paddy, devi farla fuori, lo sai".
"Sì lo so, ma é una donna, come si fa?" disse l'uomo rammaricato. Uccidere donne e bambini non faceva parte della sua indole ed inoltre non era una cosa d'onore.
"Ha ucciso il tuo braccio destro, sappiamo che è stata lei" disse l'amico incalzandolo. "Ha freddato anche la sua amante, che vuoi ancora?"
Paddy su queste ultime parole si alzò e si avvicinò ad un quadro che gli regalò Constance, era un ritratto di Maura di quando aveva 16 anni. Osservò l'immagine della figlia e pensò che sarebbe morto se le fosse successo qualcosa...
"Paddy?" l'uomo lo richiamò. Gli occhi di Paddy incrociarono quelli dell'amico, un uomo tutto d'un pezzo cresciuto per strada, fisicamente forte e caratterialmente deciso.
"Come arriviamo a lei?" domandò Paddy.
"Uno dei miei clienti abituali è un suo caro amico, tu lo sai che la polvere bianca non delude mai" disse con un sorriso beffardo.
"Perfetto, allora tendiamole una trappola e facciamola fuori" rispose Paddy chiudendo il discorso.

Jane finì di parlare al telefono con suo padre, il quale le comunicò che suo fratello Tommy, anche grazie all'aiuto Michael, aveva vinto il primo turno delle elezioni. Poi si sedette sul divano massaggiandosi le tempie stancamente.
"Jane pranzi qui?" le chiese Sara vedendola ancora in vestaglia.
"Sì Sara" le rispose facendo dei movimenti con il collo tentando di alleviare la tensione accumulata. Sara le si avvicinò appoggiando le mani sulle spalle della bruna incominciando a massaggiarla delicatamente.
"Ti aiuto a sbloccarti" le disse Sara a bassa voce.
"Ohhh! Grazie Sara, sono troppo tesa e questo dolore alle spalle mi sta uccidendo" rispose abbandonandosi nelle mani della donna.
"Ieri sono andata a fare un colloquio sai?" le disse senza smettere di lavorare sui muscoli indolenziti della sua compagna.
"Cos... Un colloquio? E perché?" rispose Jane meravigliata.
"Jane tu non ci sei mai, io ho bisogno di fare qualcosa e poi lo sai che amo insegnare".
Jane si alzò e si avvicinò a lei "Lo so che insegnare è la tua grande passione e se ti fa stare bene, allora sono contenta" le disse sorridendole.
"Cosa vuoi mangiare?" continuò Sara, la sua scelta di restarle accanto come una semplice amica non era stata facile, soprattutto perché vederla raramente e dormire in stanze separate la faceva stare male. Ma aveva deciso di provare a riconquistarla, perchè sapeva che c'era qualcun'altra e perciò non si sarebbe arresa facilmente.
"No oggi cucino io, Korsak sta per arrivare e pranza con noi" esclamò Jane.
"Va bene Jane" disse Sara sedendosi sul divano.

Daniela passò da Tonino per poi dirigersi al solito bar dove avrebbero incontrato Jane e Korsak.
"Dammi cinque minuti Dany" le disse Tonino. La ragazza si sedette sul divano, davanti a lei c'era una bella quantità di cocaina sparsa sul tavolo. La donna scosse la testa e pensò che questa cosa non poteva continuare.
Daniela era la donna di fiducia di Jane. Una che aveva sempre obbedito senza fare mai domande. "Meno sai più campi" era il suo motto. Non amava relazionarsi molto con le altre persone, preferiva rimanere spesso sola. Mentre aspettava sentì il suo amico litigare ancora una volta con la sua compagna. Le urla erano forti e chiare.
"La devi smettere, io non mi faccio comandare!" gridò Tonino.
"Dovevamo uscire, ma tu mi pianti in asso perché Jane ti chiama e tu corri scondinzolando? Sei un buono a nulla, senza palle!" disse la ragazza lanciando a terra alcuni oggetti.
"Maledetta donna mi stai stufando ora! Smettila! " Tonino uscì dalla stanza infuriato, incrociando lo sguardo dell'amica. "Andiamo" disse sbattendo la porta dietro di loro.

Korsak era a pranzo con Jane e Sara.
"Vino?" chiese Jane.
"Sì grazie. Tutto buono, complimenti Sara" continuò l'uomo pulendosi la bocca.
"Veramente ha cucinato Jane" sorrise Sara.
"Ma davvero?" disse sorpreso.
"Ti stupisco eh Korsak ?" ridacchiò Jane.
"Complimenti Jane, hai un futuro come cuoca lo sai?" esclamò l'uomo.
"Lo so..." disse la mora con falsa modestia.
"Preparo il caffè?" disse Sara.
"Ottima idea! Noi andiamo in salone, vieni Korsak" e si accomodarono sul divano per parlare di affari.
"Allora Jane, novità?" chiese l'uomo.
"Stasera mi vedrò con il capo della polizia di Boston, ho con me 1000 dollari" rispose la donna.
"Funzionerà? Non sarà facile corrompere un capitano" disse Korsak.
"Ho i miei metodi" le rispose Jane sicura di se.
"Il giorno che Paddy porterà la figlia fuori si scatenerà l'inferno, quindi meno sbirri ci saranno meglio ci potremo muovere" rispose accavallando le gambe.
Sara arrivò con il caffè. "Ecco a voi" appoggiò il vassoio sul tavolino e li servì. Dopo aver finito fece un sorriso a Jane "Vi lascio soli" disse girandosi per tornare in cucina.
"Grazie Sara" rispose Jane.
"Prima che tu vada Sara, volevo invitarvi a cena fuori. Mia moglie ed io il prossimo mese festeggeremo 23 anni di matrimonio" disse Korsak con un sorriso.
Sara guardò Jane. Mentre Jane guardò l'uomo "Certo Korsak". Non avrebbe mai rinunciato, aveva molta stima di lui.
"Mi hai fatto davvero felice Jane, sei come una figlia per me" disse Korsak con gli occhi lucidi.

Hope passò da Maura per un saluto, doveva partire per Los Angeles.
"Figlia mia, ma quando li appenderai questi ritratti?" disse la donna prendendone uno da terra.
"Non ho mai tempo, ma ti prometto che al tuo ritorno li vedrai appesi!" rispose Maura sorridendole.
"Ti prendo in parola!" disse la donna.
"Stai andando da tuo padre?" continuò Hope.
"In effetti non lo vedo da un bel pò, tanto dovrò andare alla sua importantissima cena di compleanno" disse Maura in tono sarcastico.
"Maura! E' tuo padre!" la rimproverò Hope.
"Un boss che uccide le persone? Che mi costringe ad uscire con chi vuole lui, senza chiedermi nulla?"
"Maura..." la redarguì la madre.
"No mamma! Non aggiungere altro" ribattè la ragazza.
Hope accarezzò la figlia, in fondo la capiva. "Ho lasciato tuo padre proprio per questo motivo, ma se vuoi un consiglio non mettertelo contro".
"Lo so, una volta laureata voglio andarmene via da qui! E' sempre mio padre e gli voglio bene, ma... È un assassino! Per non parlare di tutte le persone che sono scappate a gambe levate non appena hanno scoperto che ero la figlia di Paddy Doyle" le rispose Maura sospirando.
Hope annuì, conosceva bene la situazione. Avere legami con un boss era decisamente una situazione non facile da comprendere per chi non faceva parte dell'ambiente.
"Quindi la tua nuova conquista non sa nulla di te?" chiese la madre
"Cosa? Chi?" balbettò Maura imbarazzata.
"Maura dai! La busta di lingerie dell'altro giorno" incalzò Hope.
Maura arrossì e abbassò la testa... Come poteva dire alla madre che quella persona era una lei? Anche se forse le sarebbe piaciuta perché Jane era brillante ed affascinante.
"Mamma io..." poi si fermò.
Hope capì che a sua figlia non andava di parlare.
"Va bene Maura, quando vorrai raccontarmi qualcosa ci sarò". Le diede un bacio sulla fronte e l'abbracciò forte.
"Grazie!" sussurò Maura.
"Appena torno ci organizziamo, faremo una bella cena tutta di sole donne. Chiamerò anche Constance." disse Hope strizzandole l'occhio.
Maura amava il rapporto che le due donne avevano instaurato e passare una serata con loro era sempre stato divertente. "Wow, lo chiederò anche a Susie! Con voi due si diverte sempre" rispose Maura contentissima.
"Va bene cara, adesso devo andare, Cailin mi sta aspettando, riguardati" disse dandole un bacio sulla guancia.
Maura l'accompagnò alla porta e poi si rimise a studiare.

Jane e Korsak raggiunsero i ragazzi al bar, non parlarono molto.
"Hai deciso di arrenderti?" disse Tonino mangiando delle noccioline al banco.
Jane lo guardò fulminandolo. "Ogni cosa al suo tempo" rispose con calma poi si voltò verso l'amica "Vieni con me". Si sedettero un paio di sedili più in la.
"Che succede?" chiese Daniela.
"Dimmelo tu" rispose Jane mettendosi le mani in tasca.
"Sta peggiorando e la sua compagna non mi piace" sussurrò Daniela.
Jane annuì ma non disse nulla, doveva riflettere. Poi un ricordo tornò vivido nella sua mente.
Conosceva l'amico dai tempi delle scuole elementari e quando Tonino le chiese di poter entrare nella banda, per capire se poteva fidarsi di lui Jane lo mise alla prova. Doveva essere sicura che l'uomo fosse un tipo duro, che non avrebbe ceduto in cambio della polvere bianca.
Lo bendarono legandolo e lo tennero chiuso in un garage nel cuore del quartiere di Santa Lucia. Non poteva vedere chi lo pestava e non poteva incrociare gli occhi spietati dell'amica che con un guanto di pelle lo picchiava duramente e senza pietà. Il ragazzo però superó la prova. Ma Jane non riuscì lo stesso a fidarsi completamente di lui, qualcosa nel suo istinto le diceva di andare cauta.
"Va bene, tienilo d'occhio" disse Jane. "Ah un'altra cosa, io e Sara non stiamo più insieme, mi sembrava giusto dirtelo" concluse guardandola negli occhi.
"Dov'è adesso?" chiese Daniela con un tono preoccupato.
"Vive sempre con me, lo sai che le voglio bene. Riprenderà anche a lavorare" Daniela fece un cenno, ma decise che avrebbe poi parlato di persona con la sorella per capire come stava realmente.
Korsak interruppe le due donne "Jane dobbiamo andare".
"Ok arrivo" la bruna guardò di nuovo Daniela. "Mi raccomando non perderlo di vista".
Poi uscì con Korsak per recarsi all'appuntamento con il capo della polizia di Boston.