Capitolo 14 – Beccata

Buio. E' tutto ciò che riesci a vedere intorno a qualche ombra di rosso e marrone. Ti domandi cosa stia succedendo. Ci sono voci intorno a te ma sembrano distanti e attutite. Cerchi di muovere un muscolo del viso ma sei troppo stanca persino per quello, in realtà sei comoda anche se non sai cosa stia succedendo. Forse dovresti riaddormentarti.

Le voci si fanno più alte e più chiare però. Vorresti quasi che stessero zitti. Una è di un uomo e l'altra è di una donna. Ti suonano familiari.

"Non so cosa sia successo, a te ha detto qualcosa? Sembrava stesse delirando o roba simile," dice una voce profonda.

Ti sembra sentire le tue sopracciglia aggrottarsi per la confusione: è Sam che parla?

"Sai che non posso parlarne, Sam," replica un voce più delicata.

Brittany?

Perché Brittany è qui? Perché tu sei qui? Ma dove sei?

"Per favore, Brittany," giunge la voce di Sam che sembra la stia supplicando. "E' tornata a casa ubriaca, ha detto che non dovremmo sposarci e poi l'ha colta il panico ed è svenuta..."

"Non era ubriaca," interviene Brittany.

"Cosa?" chiede Sam Confuso. "Come fai a saperlo?"

Oh, merda. All'improvviso come un'onda ti torna tutto alla mente e i tuoi sensi sembrano risvegliarsi. Ti ricordi all'improvviso di essere stata al bar con Brittany, che lei era ubriaca, che l'hai accompagnata casa, e che eri decisa a dire tutto a Sam una volta tornata. Le cose non sono andate proprio così. Ricordi l'orribile sensazione di panico prima di perdere i sensi: ti sembrava di affogare. Non vuoi sentirti così mai più.

"Grrr," Sam emette una specie di grugnito come se fosse infastidito, "Scusa, continuano a chiamarmi dal lavoro, mi sa che oggi dovrò rientrare, non gli interessa se San è all'ospedale, a meno che non sia questione di vita o di morte mi vogliono là. Perdonami, devo richiamarli," dice Sam seccato e percepisci del movimento, il suono di tende che vengono chiuse e quello dei passi che si allontanano.

Inspiri un po' e ti sembra di sentire odore di ospedale. Dio. Non ce la fai ad affrontare questa cosa: potresti far finta di dormire fino a che non ti riaddormenterai di nuovo.

"So che sei sveglia," ti giunge la voce consapevole di Brittany.

Il tuo stomaco scatta all'azione.

E' davvero qui.

Apri lentamente gli occhi, la luminosità delle luci sopra di te ti acceca, confondendoti la visuale. Sbatti le palpebre alcune volte e osservi ciò che ti circonda: sei stesa in un letto d'ospedale, c'è una tenda blu tirata intorno a letto così da tagliar fuori il resto della stanza. Puoi sentire altre persone, magari visitatori, che parlano e camminano, ma tu sei da sola con Brittany dietro la privacy della tenda.

Sbatti di nuovo le palpebre e la tua vista diventa più limpida. Giri la testa di lato e vedi Brittany con un sorriso debole e comprensivo sulle labbra. Indossa jeans azzurri ed una camicia bianca, i suoi capelli ondulati le cadono con grazia sulle spalle e i suoi occhi brillano, anche se lasciano trasparire un po' di stanchezza. Tu perdi per un attimo il respiro: sembra quasi un angelo.

"Ciao," la saluti debolmente.

"Ehi," ti sorride con aria sollevata.

"Come facevi a saperlo?" le chiedi e senti un sorriso stanco fare capolino sulle tue labbra.

"Ti ho guardata dormire per ore e il tuo respiro è cambiato circa tre minuti fa," ti spiega sorridendo.

"Aspetta... per ore?" le chiedi aggrottando le sopracciglia, confusa. "Per quanto... cioè... che ore sono?" chiedi intorpidita.

"Quasi mezzogiorno," risponde Brittany sbadigliando.

"Ah," sospiri, facendo cadere le spalle. "Non so cosa sia successo," mormori in preda alla vergogna, "Sono collassata."

"Hai avuto un attacco di panico," ti spiega Brittany con tono formale. "Credo che stessi provando a dire a Sam di noi e... beh..." lascia la frase in sospeso e ti guarda imbarazzata.

"Ah," ripeti di nuovo e pian piano iniziano a tornarti i ricordi. "Gli ho detto che non potevamo sposarci e... aspetta, mezzogiorno? Dovrei essere al lavoro," affermi guardandoti intorno, cercando qualcosa senza sapere bene cosa.

"Santana, rilassati," ti invita Brittany gentilmente posandoti il suo palmo caldo sul braccio.

Guardi la sua mano sulla tua pelle sbattendo le palpebre ed espiri, sentendoti già più tranquilla grazie a quel semplice tocco. Balbetti un po', perché il suo pollice ti sta accarezzando il braccio e ti sei dimenticata quello che stavi dicendo.

"E' venuto il medico e ha detto a me e Sam che sospetta tua abbia avuto un attacco di panico, ha detto anche che stai bene a parte la glicemia bassa e la pressione alta. Hai preso anche una piccola botta in testa ma niente di serio, comunque per sicurezza vuole tenerti in osservazione fino a domani."

La mano di Brittany si allontana di scatto dal tuo braccio quando le tende si aprono e Sam ritorna da voi.

"Santana?" sospira con occhi spalancati sia per la sorpresa che per il sollievo. "Sei sveglia? Stai bene? Parlami," ti dice posizionando una sedia dalla parte opposta del letto rispetto a Brittany.

"Sto bene Sam," rispondi debolmente, sforzandoti di mostrargli il miglior sorriso possibile.

"Argh, non posso crederci ma devo tornare al lavoro, piccola," ti informa facendo il broncio. "Ma che si fottano, non mi importa se mi licenziano, io resto qui," afferma con determinazione, passandosi una mano fra i capelli biondi per farli stare indietro. Ha un'aria stanca come Brittany.

"Sam," gli dici seriamente, "Non perderai il tuo lavoro solo perché sono svenuta, okay? Vai, va tutto bene."

Ha un'espressione colpevole e preoccupata e si volta verso Brittany come se cercasse un suo cenno, tu non la stai guardando quindi non sai quale sia la sua risposta.

"Okay," borbotta, "Ma tornerò appena finito il lavoro, il dottore ha detto che resti qui stanotte. Dobbiamo parlare," ti informa con sguardo deciso. "Tu pensa solo a stare meglio, okay?" ti dice dandoti un colpetto sulla mano mentre si alza e ti posa un bacio delicato sulla fronte.

I tuoi occhi schizzano immediatamente di lato verso Brittany, ma i suoi sono fissi sul pavimento come se non riuscisse a guardare: quello, oppure per terra c'è qualcosa di molto interessante.

Sam ti dà un altro bacio sulla guancia e ti guarda come per dire 'mi dispiace', prima di rivolgersi a Brittany. "Mi faresti il favore di stare con lei?" le chiede con un sorriso supplicante.

"Oh... sì... certo," gli risponde goffamente.

Per la miseria, non ce la fai più ad andare avanti così.

Fai a Sam un cenno di saluto che lui contraccambia tristemente prima di sparire dietro la tenda e lasciarti sola con Brittany. Dai suoi occhi tristi traspaiono un evidente senso di colpa ed altre cose che non riesci a decifrare, ti guarda ed è come se non sapesse cosa dire. Cosa che ti spaventa, perché lei sa sempre cosa dire.

La nausea ti assale, come ieri sera. Ti sporgi in avanti, mettendoti seduta e ti stringi lo stomaco.

"Non ce la faccio," dici stordita e spaventata.

Oddio, sta succedendo di nuovo.

"Non ce la faccio più, devo dirglielo... io... devo andarmene, non riesco a stare qui. Portami via da qui," la supplichi disperata.

Subito la sua mano è nella tua, la stringe con delicatezza intrecciando le dita con le tue. "Ehi," ti dice dolcemente e la sua voce sembra fluttuare serena alle tue orecchie, il tuo stomaco smette immediatamente di contorcersi e tu ti limiti a fissarla in quei sempre placidi occhi azzurri come il mare. "Non preoccuparti di niente, non pensare a niente, okay? Se non vuoi stare qui va bene, farò in modo che ti lascino uscire al più presto, e nel frattempo io starò qui, okay? Andrà tutto bene, non devi fare o dire niente che tu non voglia, finché sono qui."

Deglutisci e annuisci, le ondate di panico nel tuo stomaco si stanno calmando un po'. Le stringi forte la mano, probabilmente le fai male, ma non puoi farci niente. Sei così felice che sia qui.

Restate sedute in silenzio per un po', mentre lei accarezza il dorso della tua mano col pollice. Osservi il movimento e ti senti di nuovo stanca, ti sta calmando e non credi che se ne renda nemmeno conto.

Ti agiti un po' quando la tenda si apre di nuovo e lasci andare all'istante la mano di Brittany, mentre un'infermiera si avvicina per controllare la tua cartella ai piedi del letto.

"La paziente, la signorina Lopez, fra poco firmerà l'uscita di sua spontanea volontà, ho pensato che voleste saperlo," si rivolge Brittany all'infermiera.

Lei la guarda confusa. "Il medico del reparto ha specificamente chiesto che rimanga in ospedale stanotte, per sicurezza."

"Non è possibile, la signorina Lopez ha disturbi di salute mentale e restare qui li sta accentuando e le sta provocando stress."

L'infermiera sembra ignorare Brittany e invece guarda te facendo una smorfia. "Senta signorina, io sto solo facendo il mio lavoro, se non è d'accordo dovrebbe parlarne col medico, ma è molto occupato al momento."

Brittany interviene di nuovo. "Se la paziente desidera andarsene è nel suo pieno diritto firmare l'uscita. La paziente non ha bisogno di esami psicologici, non ha attentato alla sua vita e non rappresenta una minaccia per sé stessa o per gli altri. Ha avuto un brutto attacco di panico dal quale ha bisogno di riprendersi, è già in terapia e sotto cura farmacologica, non c'è bisogno che passi la notte qui senza motivo: che sia fisico, mentale o entrambi."

Tu e l'infermiera restate immobili a fissare Brittany.

Sei colpita.

"E lei sarebbe?" chiede l'infermiera accigliata.

"Mi scusi," sorride Brittany educatamente, si piega per cercare qualcosa nella sua borsa. Estrae un tesserino e lo mostra all'infermiera. "Qui ci sono tutti i miei dati e la mia licenza, può controllare le mie credenziali e il mio numero di matricola online, sono una psicoterapeuta abilitata e lavoro privatamente. La signorina Lopez è mia paziente e non vedo alcuna ragione professionale per cui debba restare qui se non vuole, le state solo causando ancor più stress e se sarà necessario prenderemo provvedimenti legali."

L'infermiera sposta lo sguardo fra te e Brittany completamente impallidita. Osserva di nuovo il tesserino e lo agita come se in quel modo potesse controllarne la validità. "Bene," sospira infine, rassegnata, come se sapesse già che è autentico, "Può firmare l'uscita appena sarà pronta, signorina Lopez," ti dice l'infermiera, "Penserò io a spiegarlo al dottore più tardi."

L'infermiera si congeda dietro la tenda e ti lascia di nuovo sola con Brittany.

La guardi a bocca aperta.

"Okay, è stato forte," ti ritrovi a commentare sorridendo.

"Lo so," ricambia il sorriso e alza una spalla con modestia.

Ridacchiate entrambe a poi ritornate a guardarvi in silenzio. E' un piacevole silenzio. Il solo fatto che Brittany sia qui ti rassicura.

"E' venerdì," commenta Brittany sottovoce come se questo giorno fosse importante.

Sollevi un sopracciglio, "E...?"

"E' il mio ultimo giorno di ferie, ritorno al lavoro lunedì."

"Significa che potrò tornare da te?" le chiedi, riuscendo a stento ad evitare che il sollievo traspaia dalla tua voce.

"Non lo so," sospira Brittany, "vuoi continuare la terapia con me?"

"Certo!" affermi decisa, sorridendole. "Avevi ragione, parlare con Emma di... beh, te... è stata una buona idea ma mi manchi."

Inspiri rapidamente perché ti sei appena accorta di quello che hai detto.

"Santana, è molto dolce," risponde Brittany spostando timidamente lo sguardo in basso e giocherellando con l'orlo della coperta. "Ma non può essere quello il motivo per tornare da me."

"No, lo so," ti affretti a rispondere, "Mi manchi sia come persona che come terapista, credimi," affermi con decisione.

Le labbra di Brittany si increspano in un sorriso e ti guarda negli occhi per un secondo. "Vedremo," sospira. "Però adesso non pensiamoci, ti lascio sola per vestirti. Ti accompagno a casa."

Ti ci vuole mezzora per infilarti gli stessi abiti che indossavi ieri notte e non hai intenzione di guardarti allo specchio, probabilmente hai un aspetto orribile. Brittany ti raggiunge in accettazione e ti aiuta a firmare alcuni moduli, non sai cos'avresti fatto senza di lei.

"Ho dovuto farmi prestare l'auto dai vicini," ti spiega mentre lasciate l'ospedale, l'aria fresca che ti colpisce il viso ti dà uno strano senso di sollievo. "Gli ho detto che era un'emergenza."

"Mi dispiace," le dici sentendoti in colpa, "Non era poi una gran emergenza."

"Eri in ospedale, priva di sensi, per me è piuttosto serio," replica tranquillamente mentre raggiungete l'auto blu che Brittany ha aggiustato quel giorno fuori dal suo garage.

Entrate in auto e vi allacciate le cinture. Resti a fissare il cruscotto in una specie di trance, e ora cosa dovresti fare?

"Glielo dirò, sai," dici sottovoce e guardi Brittany che si lecca le labbra ed annuisce. "Lo farò appena rientra dal lavoro, non ce la faccio più a stare così," continui e ti viene da piangere.

Però non vuoi piangere, odi piangere, soprattutto davanti a lei.

"Okay," risponde semplicemente Brittany, avvia il motore e fa retromarcia per uscire dal parcheggio. "Dovresti andare a casa e dormire un po', comunque."

"Non voglio andare a casa," rispondi bruscamente, "Almeno non ancora, per favore... portami da qualche parte, ovunque," mormori sentendoti completamente fuori di testa.

Non ti va di parlare, non ti va di andare a casa o di stare dove sei, non ti va di mangiare o dormire, non ti va niente.

"Ho un'idea," interviene Brittany e quando la guardi trovi il suo piccolo sorriso rassicurante, anche se i suoi occhi sono fissi sulla strada davanti a lei.

E poi il tuo cuore batte e te lo senti in gola e ti viene da piangere ancora e vorresti rannicchiarti contro di lei. Ogni volta che non provi niente, ti fa provare qualcosa.

Ti ricorda che sei viva.

Brittany sta guidando ormai da mezzora e gli alti edifici e le strade iniziano ad esserti familiari. E' all'incirca la strada che conduce sia al tuo ufficio che a quello di Brittany.

"Mi riporti a lavorare?" le chiedi facendo una risatina.

"No, sciocchina, ti porto a fare una bella passeggiata nel parco," sospira felice.

Tu sbuffi e incroci le braccia, "Non voglio andare al parco," borbotti.

"Ti farà sentire meglio, fidati," ti rassicura.

Sei arrabbiata perché è ovvio che ti fidi di lei, ma una cavolo di passeggiata nel parco non cambierà certo le cose, non cambierà la situazione, tuttavia non è che tu abbia di meglio da fare, così ti mordi la lingua.

Brittany si ferma davanti ad un gruppo di negozi e si slaccia la cintura di sicurezza.

"Non siamo al parco, dove stai andando?" le chiedi.

"A prenderti qualcosa, torno subito," ti informa facendoti l'occhiolino e dopo un attimo chiude la portiera.

Ti lamenti e ignori il leggero sussulto che ha avuto il tuo stomaco quando ti ha fatto l'occhiolino. Magari potresti piangere mentre non c'è, ma hai paura di non riuscire a fermarti, quindi affondi le unghie nel palmo della mano e ti sforzi di guardare le persone che camminano sul marciapiede.

Alcuni minuti dopo ritorna con una pagnotta di pane in una mano ed un cono gelato nell'altra.

La guardi perplessa.

"Tieni," ti sorride porgendoti il cono, "E' menta al cioccolato, la menta aiuta a sistemare lo stomaco."

Lo prendi dalla sua mano e osservi il cono ed i suoi esitanti occhi azzurri che ti stanno guardando come se stessi per esplodere. Sembra quasi che abbia paura di te. Non vuoi che abbia paura di te. Mai.

"Grazie," mormori sforzando un sorriso.

"Prego," ti sorride con aria un po' più sollevata e un attimo dopo ha già ripreso a guidare verso il parco.

Una volta arrivate, Brittany parcheggia l'auto poco fuori, vicino al marciapiede e ti raggiunge dal lato del passeggero per aprirti la portiera.

Le fai una smorfia scherzosa, "Ce la faccio ad aprirla da sola," le dici leccando il tuo gelato.

Questo gelato è davvero buono.

Brittany si mette al tuo fianco, tiene il sacchetto del pane in una mano e intreccia l'altro braccio intorno al tuo mentre ti guida dentro al parco.

Le tue gambe all'improvviso sembrano gelatina perché non riesci a smettere di guardare il suo profilo. E' così carina. Ti ha appena presa a braccetto e cammina accanto a te, come se per lei fosse la cosa più naturale del mondo. Magari è così?

Avanzate sul sentiero di ghiaia per circa cinque minuti in assoluto silenzio. Ancora una volta è un silenzio piacevole ed inizi ad avvertire una sensazione di felicità e sollievo dentro di te. C'è il sole ma anche un vento fresco che ti sta calmando i nervi, Brittany li sta calmando. Senti un'ondata liberatoria percorrere il tuo corpo mentre la brezza passa fra i tuoi capelli e Brittany stringe un poco la presa sul tuo braccio, ti sta facendo sentire strana e orgogliosa. Sei sollevata in un certo senso, tipo come quando ti fai un bel pianto, cosa che però non hai fatto.

"E' stata una buona idea," commenti pacificamente.

"Te l'avevo detto," ti risponde con naturalezza.

Non sai bene perché, ma hai la sensazione che non abbia intenzione di parlarti a meno che non sia tu ad iniziare una conversazione. E' carino da parte sua, ma in realtà daresti qualsiasi cosa per sederti ed ascoltarla parlare di qualsiasi argomento. Abbassi lo sguardo e vedi che Brittany sta ancora dondolando il sacchetto nell'altra mano.

"Okay, devo chiedertelo: a cosa ti serve il pane?" le chiedi sorridendo, dandole un colpetto col braccio per stuzzicarla.

"Per le papere, no?" ridacchia lei.

"Perché ti piacciono così tanto?" le domandi.

Ti va di chiederle un mucchio di sciocche cavolate, perché in questo momento daresti qualsiasi cosa per scherzare con lei e dimenticarti i tuoi problemi.

"Da bambina nella fattoria dei miei genitori avevamo uno stagno dietro casa, beh era più che altro una palude, ad ogni modo c'erano sempre alcune papere che starnazzavano ogni mattina esattamente alle sette e un quarto. Mi svegliavano sempre, erano praticamente la mia papera-sveglia personale," spiega scrollando timidamente le spalle.

Tu le sorridi come una stupida mentre camminate verso il centro del parco.

"Se mai dovrò svegliarti saprò cosa fare," scherzi.

Lei fa una risatina, dandoti un colpetto col sacchetto del pane. "Andiamo," ti dice indicando col mento una panchina di fronte allo stagno. Credi che si tratti proprio del luogo in cui l'hai vista la prima volta, quando portava Lucy a fare una passeggiata.

Vi sedete e ti lasci scappare un profondo sospiro. Ti senti ancora stranamente rilassata, i tuoi problemi ti sembrano distanti chilometri o almeno non ti sembrano così importanti.

"Scusa se ti ho seguita fin qui, quella volta," dici frettolosamente, prima di riuscire a fermarti.

Brittany sorride come se tu fossi sciocca e sospira. "Sono curiosa, perché l'hai fatto? Non mi conoscevi nemmeno."

"Non so," replichi, continuando a leccare il tuo gelato che inizia a sciogliersi. "Non avevo mai fatto una cosa del genere, credo che tu mi abbia attirata, affascinata... è ancora così..."

Sei troppo imbarazzata per guardare la sua reazione ma senti il suo sospiro soddisfatto, come se la cosa le facesse piacere. Ti sforzi di non sorridere.

Siete sommerse da un altro momento di silenzio e ti limiti a sbattere le ciglia pigramente, osservando alcune papere sguazzare nello stagno.

Osservi il parco intorno a te e non senti altro che il fruscio delle foglie mosse dal vento. Puoi ancora sentire in lontananza il rumore delle persone e delle auto, ma sembrano distanti, specialmente quando c'è questa donna seduta di fianco a te.

"Grazie," le sussurri portandoti il cono alla menta alla bocca per leccarlo. La sensazione fresca che si è creata nello stomaco è incredibilmente confortante.

"Non ho fatto nulla," risponde Brittany sottovoce, muovendosi leggermente di fianco a te sulla panchina.

Ti volti per controbattere ma rimani senza fiato. Brittany ti sta guardando con aria timida, il suo naso e le sue guance sono rosati, ma quei maledetti occhi sono così azzurri oggi, più del solito. Cattura il suo labbro inferiore con i denti e lo mordicchia, ti guarda con apprensione come se tu stessi per biasimarla per tutto quanto. Non dovrebbe sentirsi in colpa per niente, e non ti piace quell'espressione su quel suo bel visino.

"Che c'è?" ti chiede incurvando le labbra in un debole sorriso, "Il gelato ti ha congelato la lingua? A me succede sempre e mi manca il fiato," ti spiega facendo una risatina.

Il tuo stomaco sobbalza e scuoti il capo guardandola inebetita, "non è stato il gelato a farmi mancare il fiato... sei stata tu..."

Distogli subito lo sguardo e ti senti le guance avvampare e lo stomaco contorcersi. Per una volta ti piacerebbe non sembrare così idiota con lei. "Ieri sera, perché hai bevuto?" ti affretti a chiederle, in parte per distogliere l'attenzione da te stessa e in parte perché vuoi davvero saperlo. "Cioè, sembrava che volessi proprio sbronzarti... non pensavo che fossi una bevitrice..."

Ti volti verso di lei e ti sta guardando pensierosa, mentre si attorciglia una ciocca di capelli intorno al dito. "Mh, stavo solo pensando a questa situazione," risponde sottovoce, storcendo la bocca di lato con ansia.

"Non è colpa tua," affermi risoluta, "Ho bisogno che tu lo sappia."

Brittany fa una risatina sarcastica e una smorfia, distogliendo lo sguardo da te e portandolo sullo stagno davanti a sé. "E' in gran parte colpa mia, invece," sospira tristemente, osservando alcune papere che vi passano vicino. "Lunedì dovrei tornare al lavoro, ma non credo che potrò farlo."

"Perché no?" le chiedi preoccupata.

"Non credi che sia un po' sbagliato tornare a fare il mio mestiere dopo quello che ho fatto a te e a Sam?" ti chiede lasciando cadere entrambe le mani in grembo e abbassando lo sguardo. "Voglio dire," fa una pausa e si volta per guardarti, riesci a vedere il senso di colpa nella sua espressione. "Sono una terapista di coppia, per anni ho avuto a che fare con vite rovinate dall'altra persona. Sai, la persona con cui il partner tradisce. Ho visto matrimoni di quarant'anni finire nel proverbiale cesso perché qualcuno ha tradito, ed ora sono io l'altra persona. E non mi sento nemmeno in colpa, per niente. E' questa la parte peggiore. Ora mi sento in colpa a dare consigli alle persone sulle relazioni perché, beh, perché ne ho rovinata una io stessa e ho oltrepassato ogni limite per farlo, eppure non mi sento per niente in colpa per come le mie azioni influiscano su Sam. E poi ci sei tu, così sopraffatta dalla colpa da svenire? All'improvviso mi sembra che ci sia qualcosa di sbagliato in me... non sono mai stata così..."

"Britt," le dici dolcemente, avvicinandoti in modo che le vostre gambe si sfiorino. "Sei una bellissima persona, sei la persona più bella che io abbia mai incontrato, ma come hai detto tu sei umana. Fai degli sbagli, degli errori di giudizio, ma non cambia il fatto che tu sia una persona splendida e altruista ed una terapista dannatamente brava. Ti prego, non pensare che io o la nostra situazione possano cambiare queste cose."

Stringe le labbra e distoglie lo sguardo come se stesse soppesando le tue parole, ma sul suo viso c'è ancora un'espressione accigliata. Probabilmente non ti crede.

"Credo che tu abbia delle aspettative troppo alte di te stessa," commenti coraggiosamente. "Sai, a volte fare errori può essere un bene. Ti rende una terapista migliore ed anche una persona migliore," concludi. "E per quanto riguarda Sam, beh... lui per te è un estraneo, non lo conosci e sapevi già che c'erano dei problemi fra di noi, quindi forse potrebbe essere questo il motivo per cui non ti senti in colpa?" ipotizzi. Poi rabbrividisci, perché non sei per niente brava a dare consigli.

Ti guarda stringendo gli occhi e sulle sue labbra appare un debole sorriso. "O forse," risponde lei, "Mi piaci così tanto che ho chiuso fuori tutto il resto."

Fai una risatina e annuisci lentamente, "Conosco la sensazione," concordi, prendendo un'altra boccata dal tuo cono gelato.

Lei sospira e le sue spalle si abbassano in comune accordo con il suo umore. Inizia a dondolare le gambe avanti e indietro sulla panchina come una bambina. "Credo di sentirmi in colpa a dare consigli sul sesso e sul matrimonio quando io sono in parte responsabile della fine di uno."

"Non sei una gran fan dell'ironia, eh?" le sorridi scherzosamente, dandole un colpetto spalla contro spalla.

"Mi prendi in giro, Lopez?" ricambia il tuo sorriso e si avvicina tanto da poter sentire il confortante calore dei vostri corpi.

Riesci solo a balbettare perché la tua abilità di parola sembra peggiorare man mano che si avvicina, e a volte ti lascia senza parole anche senza dire niente.

Continua a sorriderti ma poi il sorriso scompare e si schiarisce la voce come se stesse per chiederti una cosa importante. Mandi giù un po' di gelato e il tuo stomaco si agita quando sembra che Brittany lo osservi scivolare giù per la tua gola, come se fosse distratta.

"Hai davvero intenzione di farlo, no?" ti chiede come se non riuscisse a crederci, i suoi occhi sono ancora fissi sulla tua gola mentre deglutisci.

Non devi chiederle di spiegarsi meglio, hai già capito di cosa sta parlando.

"Sì," le dici tremando e annuendo. "Mentirei se dicessi che non ho paura e non pensi che sia un errore."

"Ah," sospira Brittany e scorgi un po' di delusione nei suoi occhi azzurri, ed è quello sguardo che non vedevi da un po'. Avevi dimenticato quanto odi quell'espressione e quanto ti metta a disagio.

Fai una risatina nervosa, "Non volevo dire che stare con te sia un errore, è solo che... devi capirmi, sto con Sam da quando sono una ragazzina, francamente non riesco a immaginare come sia stare senza di lui. E' praticamente il mio migliore amico."

"Mhmm," mormora Brittany, "Fare un salto nel buio è difficile, specialmente quando hai paura di cadere," ti sorride astutamente. "Ma vuoi davvero guardarti indietro, fra dieci anni, con nient'altro che rimpianti e 'se'?

"Lo so," le concedi. "Devo farla finita, lo so che devo, è solo che ho paura e... sono incerta sul futuro, questa cosa influirà su tutta la mia vita."

"Se devo essere onesta, ti direi che se senti qualcosa per lui allora dovresti stare con lui e cercare di far funzionare le cose."

Rimani di ghiaccio e la guardi allibita.

Lei ride ironicamente tra sé, "Intendevo che è quello che direi... è ovvio che preferirei che stessi con me, però... io..." mormora e sembra avere delle difficoltà a trovare le parole. Sorridi davanti alla tenera espressione confusa che ha sul viso.

"Quello che sto cercando di dire," ti sorride e si strofina il mento imbarazzata, "Se con lui senti gli unicorni nello stomaco allora dovresti provare a far funzionare le cose," dice e fa una pausa per farti un sorriso complice, "però so che non è così," aggiunge. "Quindi, ehm... invece... dovresti decisamente... ehm... venire da me," conclude sbattendosi le mani sulle cosce e facendo una risatina nervosa.

Il tuo cuore si ferma e rimani a fissarla ancor più allibita. Sembra incerta e timida e i suoi occhi stanno andando in ogni direzione tranne che al tuo viso, come se non riuscisse a guardarti: non l'hai mai vista così turbata.

Ti senti la gola secca, "Io... ehm... intendi... mi stai chiedendo di trasferirmi da te?" riesci a dire con voce tentennante, il tuo stomaco è un vortice di euforia e ansia.

Forse hai capito male. Il gelato si sta sciogliendo dai lati ma niente può distrarti in questo momento.

"Beh, è solo che se stai per lasciare Sam avrai bisogno di un posto dove stare, no?" riflette con voce acuta per l'agitazione. E' così tenera: ti si spezza quasi il cuore da quanto è tenera e da quanto sembra nervosa. "Cioè, non intendevo trasferirti da me nel senso di trasferirti da me, se hai capito cosa intendo..." si ferma lasciando la frase in sospeso.

"Già... ehm... no," scuoti il capo. Non la segui.

"Voglio dire, non sono contraria all'idea che tu ti trasferisca da me," si affretta a dire cercando di allontanare ogni connotazione negativa che possa essere trapelata dalle sue parole, "E' solo che... puoi venire a stare da me... fino a che non trovi un posto tutto tuo... solo se vuoi," mormora sollevando una spalla.

C'è un lungo silenzio durante il quale lei dondola le gambe incessantemente avanti e indietro e tu ti limiti a osservarle i piedi. Sei un po' scioccata. "Ehm..." inizi dopo essere riuscita finalmente a trovare la tua voce, "Mi sento stupida perché non ho quasi pensato a quello che verrà dopo... beh... tutto quanto," esiti, "Cioè, avevo pensato di andare da Quinn e fermarmi da lei per un po'. Dio, non ho mai vissuto da sola prima, non sono mai stata single o... sola..." borbotti iniziando a capire quanto non-indipendente tu sia veramente.

"Ah," sospira Brittany e sembra un po' delusa.

"Ma preferirei venire da te," ti affretti ad aggiungere, il tuo cuore batte forte e trepidante.

I suoi occhi azzurri piombano sui tuoi e il suo viso si illumina, sfoggiando un sorriso smagliante. "Davvero?" sospira come se non riuscisse a credere alla sua fortuna.

"Beh... sì," rispondi come se fosse ovvio e ti accorgi di avere sul viso un sorriso altrettanto stupido. "Stare con te? Vivere con te? Sembra persino troppo bello per essere vero," commenti e poi fai una smorfia per quanto ti senti umiliata.

C'è un altro momento di confortevole silenzio e Brittany fa una risatina timida e ti guarda con le guance arrossate. Il tuo stomaco si agita in risposta e sei costretta a guardare altrove per raccogliere i tuoi pensieri. Stai per trasferirti da Brittany, stai per metterti con Brittany. La tua pancia è in trambusto: la paura, la tristezza e l'autentico panico al pensiero di dirlo a Sam più tardi sono affiancati da quest'altro biondo raggio di sole per il quale tutto sembra valere la pena. Dio, sei così incredibilmente felice che vorresti quasi alzarti in piedi sulla panchina e fare qualche stupida danza della felicità. Invece ti limiti a leccare il tuo gelato che è sgocciolato dai lati sulla tua mano e ti costringi a cambiare argomento prima di esplodere dai sentimenti.

"Britt, ieri notte hai detto una cosa," le dici mentre il tuo cuore continua a battere forte.

Lei arriccia il naso e socchiude gli occhi con aria colpevole, "Ricordo quasi tutto di ieri notte," ammette lentamente, "Ho fatto qualcosa di stupido?" ti chiede facendo il broncio.

Ugh. Che tesoro.

"Ehm... no," le sorridi e inclini il capo guardandola con affetto. "Io stavo parlando della nostra prima volta e ti ho detto che ti avrei portata fuori a cena e poi di nuovo da te e... beh... che sarebbe stata una cosa appropriata e romantica."

"E io ho risposto che era noioso," sorride e annuisce. "Resto della mia idea, cena e letto con candele o roba simile non è per niente come ho immaginato la nostra prima volta."

"Ma," controbatti sentendoti quasi infastidita, tu ci hai pensato tanto e lei sembra invece così indifferente. "Ma dovrebbe essere romantico," replichi, come se dovesse essere sufficiente per convincerla.

"Perché? Chi ha stabilito la regola che la prima volta debba sempre essere un enorme vortice di romanticismo? Non è realistico, hai guardato troppi film, Santana," ti dice aprendo il sacchetto del pane, poi lo sbriciola e ne lancia un pezzetto nello stagno.

Per un attimo sei distratta da alcune papere e qualche piccione che si avvicinano. Le papere nell'acqua sbattono le ali e agitano la testa mentre lottano per i pezzi di pane.

"La natura della nostra relazione non è stata molto romantica fino ad ora, non so perché tu voglia d'un tratto trasformarci in una specie di fantasia," ti spiega mentre si mette in bocca un pezzo di pane e ti osserva con espressione preoccupata e determinata allo stesso tempo.

"E' solo che..." inizi sottovoce e non riesci nemmeno a guardarla, "Quello che provo per te è romantico, quindi..." mormori e sollevi le spalle sentendoti in imbarazzo per l'ennesima volta.

Ti sorride e i suoi occhi sembrano quasi lucidi, brillano di adorazione. Resti di nuovo senza fiato. Si muove di lato, così è proprio di fianco a te, le sue gambe accavallate sfiorano le tue e appoggia un braccio sullo schienale della panchina portandolo dietro al tuo collo.

Si avvicina per sussurrarti nell'orecchio, "Sei dolcissima," poi fa una risatina e il suo fiato ti solletica l'orecchio e ti fa venire la pelle d'oca su tutto il collo. Stringi forte il cono gelato e senti le guance avvampare, non sai cosa dire. La realtà del momento ti colpisce all'improvviso e inizi a guardarti intorno ansiosamente, non è che non ti piaccia avere il braccio di Brittany intorno a te, è solo che non vuoi che gli altri vedano. E se ci fosse qualcuno che conosci?

"Non preoccuparti," ti sorride scostandosi all'indietro, tenendo comunque il braccio dietro al tuo collo e iniziando a tracciare piccoli cerchi sulla tua spalla. "Non ci vede nessuno, il parco è quasi vuoto, e poi se qualcuno dovesse vederci non gli importerebbe."

"Scusa, è solo che non sono pronta per quel genere di annuncio pubblico."

Brittany sospira, toglie il braccio e si allontana da te, la guardi con aria addolorata. Ti manca già il suo calore.

"Capisco," dice sottovoce, "e se vuoi che la nostra prima volta sia lenta e romantica a me va più che bene," ti sorride rassicurante. I suoi occhi azzurri si spostano di lato e un sorriso malizioso compare sulle sue labbra. "Vorrà dire che rimanderemo il sesso sfrenato con me che ti prendo da dietro con lo strap-on fino a che non riuscirai più a sentire le gambe ad un'altra volta," commenta con nonchalance sollevando una spalla.

Cazzo.

La tua morsa sul cono gelato si fa più stretta. Il cono si rompe e ti si sbriciola in mano, la metà superiore si stacca e cade spiaccicandosi al suolo.

"Merda," sibili spostando le gambe appena in tempo.

Il tuo stomaco sta impazzendo perché Brittany sta ridendo compiaciuta e più furbetta del solito.

Stava scherzando, vero?

Cazzo.

"E' solo che mi aspettavo che la nostra prima volta fosse appassionata e spontanea," commenta continuando a ridacchiare e tu sei in un vortice di imbarazzo ed eccitazione.

Porca vacca, perché continua a torturarti?

"Spontanea," mormori, quella parola ti riporta al giorno in cui hai incontrato Brittany e Quinn ti ha detto di fare qualcosa di spontaneo e vedere una terapista.

E' tutta colpa di Quinn.

"Spontanea... come?" le chiedi. "Spontanea tipo di pomeriggio nel bel mezzo di un parco?" scherzi facendo una risatina nervosa.

Gli occhi di Brittany, che luccicano di malizia, sembrano spostarsi verso il lato della panchina su cui siete sedute. Ti volti per seguire la direzione in cui sta guardando e vedi un grande ammasso di cespugli poco lontano.

La guardi e ansimi un po' quando vedi che i suoi occhi si stanno muovendo freneticamente fra i tuoi e i cespugli. "Se hai spirito d'avventura," ti sorride.

La osservi sbigottita.

Sta scherzando, vero? Non sai mai se dice sul serio o no.

Cambia discorso. Alla svelta.

"Vedi, è per questo è che una pessima idea trasferirmi da te," balbetti osservando miseramente il gelato per terra che ora sembra attirare le formiche. "Innanzitutto farei dei casini, probabilmente ti brucerei la casa o roba simile," commenti facendo una risata sarcastica.

"Allora forse dovresti smetterla di farti distrarre così facilmente," sussurra Brittany con un'espressione spavalda e un sopracciglio sollevato.

Scuoti il capo, "E' dura quando sei nei paraggi," mormori sorridendole.

Brittany fa una risata estasiata e poi ti fa scorrere la mano sulla coscia mentre si alza. Ora la tua gamba è tutta un formicolio. Probabilmente passare così tanto tempo in sua compagnia ti sta facendo diventare matta e il tuo cuore è incontrollabile, ma non vuoi che questa sensazione sparisca. Mai più. Resti seduta e sorridi, mentre la osservi chinarsi sul bordo dello stagno e iniziare a gettare altro pane alle papere.

Cavolo, quei jeans le fanno un sedere magnifico.

Alzi gli occhi al cielo e scuoti il capo. Ti alzi e ti avvicini, decidi di sederti sull'erba di fianco a lei in riva allo stagno, speri che non sia arrabbiata con te, è solo che non sei pronta per fare le cose in pubblico, già sei pronta a malapena per quelle private.

Continui a sorriderle mentre lei schiocca dei bacetti e fa dei suoni dolci per attirare le papere, e tutte quante sembrano precipitarsi da lei come fanno gli animali con le principesse nei film della Disney. Non puoi biasimarli. E' comunque una principessa ai tuoi occhi.

"Piantala," ti dice dolcemente e si volta per guardarti negli occhi.

"Di fare cosa?" borbotti, avendo quella familiare sensazione che riesca a guardarti dentro.

"Di guardarmi così," ridacchia e il tuo stomaco fa le sue solite acrobazie. "Mi stai fissando, sembra quasi che tu stia per piangere... con quegli occhi lucidi... è tenero," sorride divertita.

"Io... ehm..." balbetti, "Scusa, mi piace guardarti."

Le tue guance sembrano roventi, a questo punto, perché non stai facendo altro che balbettare e umiliarti davanti a lei. Non riesci a capire come riesca a farti essere sempre così sincera.

"Ah," dice come se si fosse appena ricordata qualcosa, "Ho deciso che tu sei il mio nuovo portafortuna," ti guarda in attesa come se tu dovessi sapere di cosa diavolo stia parlando.

"Eh?"

Dio, è così adorabile che uno di questi giorni ti scioglierai in una pozzanghera.

"Sai," spiega sollevando una spalla e sorridendoti in confidenza, "sarai il mio nuovo portafortuna, le cose d'ora in poi saranno diverse. Voglio che tu venga con me in Tennessee fra due settimane, probabilmente staremo al ranch degli Evans per un po', ma non è questo il motivo per cui voglio che tu venga."

"Al ranch?" ti lamenti, e il familiare senso di colpa e di nausea ora ti pervade spiacevolmente lo stomaco. "Due settimane? Britt, per quel momento... Sam saprà... sua madre lo saprà... non posso tornare là... non voglio vedere la delusione sulle loro facce."

Brittany ti guarda accigliata e inclina il capo con compassione. "E quindi hai intenzione di non vederli mai più? Santana, non puoi scappare dalle conseguenze dei tuoi problemi."

Deglutisci. Sai che ha ragione.

"O non ti ho insegnato niente?" ti chiede con un sorriso sfacciato.

Fai una risatina e ti schiarisci la voce perché probabilmente ti sta venendo da piangere, ma sei stanca di piangere davanti a lei, sei stanca di essere un'emotiva senza speranza. "E' che..." inizi sottovoce, la tua voce trema, "Sono molto protettivi con Sam, quando scopriranno la ragione per cui ci siamo lasciati non mi perdoneranno mai... e nemmeno te, per quel che vale..." mormori.

Brittany lancia un altro pezzo di pane nello stagno e si siede sull'erba di fianco a te. "Dovranno accettarlo e basta," commenta disinvolta.

"Non è sempre tutto così facile come lo dipingi," sbotti.

I suoi occhi tremano e distoglie lo sguardo nervosamente.

Cazzo. Non intendevi essere ostile, è che...

"Scusami," sussurri quasi immediatamente, "E' che dici sempre che andrà tutto bene e io a volte non ne sono così sicura, okay? Non conosci nemmeno gli Evans, non ci lasceranno tornare là."

"E' la mia proprietà e sta a me decidere chi può frequentarla," afferma con decisione e con la mandibola serrata. "E poi," prosegue, "è meglio togliersi il dente il prima possibile, anche se desideri di non vederli mai più. Devo andare in Tennessee e non ho intenzione di stare nella mia proprietà e sentirmi di troppo, okay? E non dovresti farlo nemmeno tu."

Un sorriso fa capolino sulle tue labbra, "Wow, sei sexy quando sei... decisa..." commenti prima di riuscire a fermarti.

Sembra un po' sorpresa e lusingata dal tuo commento e ti sorride compiaciuta.

"Okay," annuisci lasciando uscire un lungo sospiro, "Posso farcela," dici tentennante.

"Possiamo farcela," ti corregge Brittany sorridendo.

"Giusto," ricambi pigramente il sorriso, il tuo cuore batte forte. "Possiamo farcela," ripeti le sue parole. "Però non capisco," continui lentamente, "Perché devi andare in Tennessee?"

"Thunder Valley," risponde come se fosse una spiegazione sufficiente.

La osservi in silenzio sbattendo le ciglia.

Fa una smorfia come se fosse contrariata dal fatto che tu non l'abbia capito, "Thunder Valley è una pista da motocross. Devo andare ad allenarmi," annuncia entusiasta, "E devo anche prendere peso," mormora come se lo stesse ricordando a se stessa.

"Ehm... cosa?" le chiedi lentamente.

Adori quando è nel suo piccolo dolce mondo, ma deve anche tradurre per quelli che non ne fanno parte: te.

"Devo prendere un po' di peso perché non scendo abbastanza velocemente," ti spiega mordicchiandosi l'interno della guancia.

"Britt," sospiri cercando di trattenere un sorriso, "Sei adorabile, ma devi spiegarmelo nella mia lingua."

"Ah... ehm... scusa," mormora e china il capo, sorridendo timida. "Sono un pilota di motocross. Mi sono qualificata per il Campionato Nazionale di Motocross Amatoriale, ho vinto il campionato provinciale e anche quello regionale, ma era solo per qualificarsi per la gara più importante di motocross amatoriale a livello mondiale: al Loretta Lynn Ranch, in Tennessee," ti spiega raggiante e sta quasi scuotendo le gambe dall'eccitazione e credi che non possa essere più tenera di così.

"E'... incredibile," commenti lentamente, "Quindi perché esattamente vuoi che venga con te?"

Ti fissa come se dovesse essere ovvio. "Non hai intenzione di essere la mia ragazza quanto prima?" ti chiede inclinando il capo.

Cazzo.

"Io... ehm..." balbetti e all'improvviso non riesci a parlare.

Ti sorride come se si stesse divertendo a vederti litigare con le parole. "Perché sarà divertente," ti dice dolcemente salvandoti dal dover rispondere, "Quando ci sarà il campionato potremo andare al Loretta Lynn Ranch, che è un elegantissimo ed enorme resort di villeggiatura, con piscina e tutto il resto. Ci divertiremo da morire e potrai guardarmi correre ed essere il mio portafortuna, okay?"

Ti maledici perché il tuo cuore si era appena calmato ed ora ha ripreso a batterti forte nel petto per l'ennesima volta. La guardi estasiata. "Mi sembra meraviglioso, Britt," le dici timidamente, "Tutto è meraviglioso con te ma mi fa piacere che tu mi coinvolga nelle tue... cose..."

"Beh," risponde lentamente ed un sorrisetto compare sulle sue labbra e tu ti distrai perché sta strappando dei fili d'erba dal terreno. "Questa sarà la mia prima relazione seria, devo farti conoscere il mio lato folle e sperare che non mi lasci."

Le sorridi inebetita, "Non ti lascerei mai," le dici prima di riuscire a fermarti.

Devi sul serio smetterla di parlare. Ti domandi se smetterà mai di farti sentire così, come se le tue viscere fossero fatte di cera e lei fosse una fiamma gigante in grado di scioglierle così in fretta.

Ti guarda e poi sposta rapidamente lo sguardo sullo stagno, ridacchiando come una scolaretta timida. Il tuo cuore e il tuo stomaco vibrano e all'improvviso fai fatica a respirare e a deglutire.

"Non hai mai avuto una relazione seria?" balbetti curiosa.

"Non proprio, ma tu non hai mai avuto una relazione non seria, quindi non vedo la differenza. In effetti per il tuo bene forse dovremmo fare finta di non fare sul serio, credo che essere single per un po' potrebbe farti bene."

La fissi stentando a credere a quello che senti.

"Ovviamente," prosegue con un sorrisetto, "potresti essere una di quelle persone single che... si vedono esclusivamente con una persona per un po' e che sono ancora single...ehm... e che fanno un mucchio di roba non seria come passeggiate nel parco e... ehm... un bel po' di sesso non serio, già soprattutto un bel po' di sesso," ti sorride maliziosa.

Ricambi il sorrisetto e i tuoi occhi cadono sulle sue labbra, noti eccitata e divertita che lei sta facendo lo stesso. Sai cosa sta cercando di dire, come terapista crede che ti farebbe bene prenderti una pausa dalle relazioni per un po', specialmente dopo essere appena uscita da una importante e dato che non sei mai stata single in tutta la tua vita adulta. Ma, allo stesso tempo, Brittany ti sta dicendo che i suoi sentimenti sono seri. Fa sul serio con te. Cazzo.

Anche tu fai sul serio con lei.

Adori questo di te e Brittany. A volte siete sulla stessa lunghezza d'onda e fa paura e altre volte non la capisci affatto, cosa che la rende ancora più affascinante da conoscere.

La osservi senza fiato mentre i suoi occhi sembrano abbassarsi ulteriormente e lentamente sul tuo corpo. Non riesci a smettere di sorridere.

"Quindi... ehm... come mai questa cosa del peso? Vuoi che ti compri un chilo di barrette al cioccolato?" scherzi sentendo la necessità di spezzare la tensione. E' una tensione piacevole, a cui ti sei abituata, però ora non riesci ad affrontarla. E' lo stesso tipo di tensione che ti ha spinto a fare qualcosa di stupido, come baciarla, che poi si è trasformato accidentalmente nella cosa più intelligente che tu abbia mai fatto.

"Vedi, quando fai motocross," ti spiega come se si stesse preparando a spiegartelo con dei paroloni, credi che sia adorabile quanta passione ci metta. "Sei in gara, no? Fai delle acrobazie in aria e sembra tutto bellissimo ma non è un bene per la corsa. Quando salto su una collinetta e sono in volo devo atterrare rapidamente per recuperare la velocità che ho perso, e per farlo bisogna spingere il peso sulla moto e credo che lo farei più in fretta se prendessi un po' di peso."

"Vuoi essere grassa?" la guardi corrucciata.

Lei ridacchia e fa una smorfia scherzosa, "No, sciocchina, devo acquistare peso in muscoli, preferibilmente nelle cosce e nelle braccia."

La osservi sbattendo le palpebre. "Ehm... sei già messa... piuttosto.. ehm... bene in quel reparto."

"Ho sempre detto che non l'avrei mai fatto, ma credo che mi iscriverò in palestra," dice ignorando il tuo commento.

Le sorridi, "Potremmo farlo insieme, anche io avevo intenzione di tornare in palestra. Una volta ci andavo sempre."

"Ah sì? E come mai hai smesso?" ti chiede appoggiando la testa sul palmo della mano, guardandoti incuriosita.

"Oggi non sei la mia terapista, Britt," le dici con falsa voce severa.

Lei ti sorride come se fosse felice che tu abbia notato il suo cambio di atteggiamento. "Beh, qualunque sia il motivo dovresti farlo e dovremmo andarci insieme, l'esercizio fa benissimo per la depressione, rilascia nel cervello le endorfine positive che la depressione sopprime, e poi ti fa anche stancare, così alla notte dovresti riposare più facilmente," ti sorride.

Ti limiti a sorriderle a tua volta: quasi ti fa male la faccia per quanto hai sorriso oggi. Stamattina e ieri sera ti sembrava che la tua vita fosse una triste prospettiva, e anche se ci sono ancora molte cose che ti fanno paura, Brittany riesce sempre a tirare fuori il meglio da te, il tuo lato positivo. Ti fa desiderare le cose in un modo che non facevi da anni.

Brittany getta un ultimo pezzo di pane e si alza in piedi: tu fai automaticamente lo stesso perché oramai ti sei abituata a seguire la sua guida.

"Devo portarti a casa, hai bisogno di riposare," ti dice con un sorriso premuroso.

Si avvicina e infila il braccio intorno al tuo e vi avviate lentamente verso l'uscita del parco. Non vuoi che questa giornata finisca.

"Non preoccuparti Santana," ti dice Brittany stringendoti delicatamente il braccio e lasciandosi dietro un formicolio. Si avvicina e ti sussurra come se fossi l'unica persona al mondo. "Voglio che siamo proprio come le tortore."

Sbatti le ciglia mentre Brittany lascia andare il tuo braccio e si avvicina all'auto.

La osservi persa nei tuoi pensieri. Non sai di preciso cos'abbia voluto dire, ma sei certa che sia qualcosa di puro e bellissimo, proprio come lei.

Non passa molto prima che ti ritrovi nel tuo isolato. Brittany apre di nuovo la portiera per te e tu scuoti il capo mentre scendi dall'auto. Camminate in silenzio verso l'entrata dal tuo condominio, ma stavolta non è un silenzio piacevole, ti senti a disagio.

Arrivate ai gradini di pietra davanti alla porta d'ingresso e Brittany si ferma dietro di te, così ti volti per guardarla. Sei nervosa perché non sai cosa succederà adesso, vuoi invitarla a salire ma non sai se sia una buona idea.

"Allora," ti sorride e guarda in basso annuendo un po'.

Ridi debolmente, forse anche lei è nervosa, è strano da parte sua e ti piace vederla fuori dal suo ambiente naturale.

"Allora," ripeti e la tua voce trema.

Ti rende così nervosa. Ti strofini le mani sudate sui fianchi e ti muovi sul posto incessantemente. Ti senti il cuore in gola e osservi le sue labbra, hai davvero voglia di baciarla, non solo perché baciarla è magnifico, ma anche perché non riesci ad esprimere a parole i tuoi ringraziamenti per la giornata di oggi.

"Io... non so cosa avrei fatto oggi senza di te," sospiri e fai un passo per avvicinarti.

Lei mormora qualcosa e solleva le spalle come a dire che non è niente.

Ti avvicini ulteriormente ed ora le punte dei tuoi stivali toccano le sue e il tuo seno preme contro il suo. Lei ansima per un attimo come se non ci fosse abbastanza aria e i suoi occhi restano fissi sui tuoi. Ora ti sembra di affogare di nuovo, ma ti piace questo modo di affogare, non c'è niente di spaventoso o che ti faccia prendere dal panico, è come se stessi fluttuando verso una superficie sconosciuta.

Ti guardi intorno nervosamente, non c'è nessuno sul marciapiede in entrambe le direzioni, quindi decidi di fare la cosa più coraggiosa che mai hai pensato di fare.

"No, dico sul serio," ribadisci senza fiato e ti avvicini fino a che il tuo naso sfiora la sua guancia e la guardi sbalordita iniziare a respirare affannosamente e chiudere lentamente gli occhi. La osservi, il tuo viso è a un centimetro dal suo e sorridi quando i suoi occhi si chiudono in attesa e si inumidisce le labbra con la lingua. Probabilmente la deluderai, ma non ti importa, "Grazie," le sussurri contro la pelle, leccandoti le labbra e premendole languidamente sulla sua guancia.

"Mhmm," ti sfugge un mormorio dal fondo della gola senza avere intenzione di dire qualcosa, mentre premi le labbra contro la sua pelle con un po' più di decisione. Senti un formicolio alle labbra mentre respiri profondamente col naso e hai un brivido, annusi la sua pelle e assapori un aroma cremoso, forse è la sua crema idratante ed è dannatamente inebriante. Allontani le labbra per posare un altro piccolo bacio appena sopra al precedente e ti costringi a fare un passo indietro e limitarti a guardarla.

Lei apre gli occhi lentamente e sbatte pigramente le ciglia. E' talmente carina da non poterci credere, quindi le sorridi e basta. Il sorriso appare anche sulle sue labbra e ti guarda come se l'avessi stupita.

Il tuo cuore batte all'impazzata, credi di sentirtelo persino nella vena del collo.

"Puoi salire se vuoi," le dici frettolosamente prima di cambiare idea. "Per un caffè o due chiacchiere," borbotti.

Fai del tuo meglio per non fare una smorfia alla tua goffaggine.

Brittany abbassa lo sguardo e si dondola sui talloni un po' indecisa. "Non so," sospira e i suoi occhi sono di nuovo sui tuoi, "dovresti riposare, e poi Sam tornerà presto."

"Sam non tornerà prima di due ore... e mi risposerò... p-potresti solo restare con me sul divano fino a che non mi addormento?" le chiedi debolmente.

Lei inclina il capo e ti guarda compassionevole, come se le risultasse impossibile dirti di no. "Va bene," cede infine.

Vorresti che oggi non ti lasciasse mai.

Quando entrate nel tuo appartamento fa un giretto per la casa osservando il salotto.

"E' carino," commenta.

Deglutisci e all'improvviso sei in imbarazzo per il disordine, come l'ammasso di vestiti nell'angolo. Ti vergogni anche per altre cose, come le foto di te e Sam sulla mensola.

"Possiamo guardare un po' di TV, se ti va?" le proponi goffamente, indicandole il divano.

Si passa la lingua lungo i denti con aria pensierosa e poi annuisce. Vi togliete le giacche e vai ad appenderle in corridoio. Espiri, dicendo a te stessa di smetterla di essere sempre così nervosa con lei.

Ritorni in salotto e vedi che Brittany si è già accomodata sul divano e si è messa a guardare un vecchio film in bianco e nero su un canale che non hai mai saputo di avere.

"Ti piacciono i vecchi film?" le chiedi sedendoti dalla parte opposta del divano il più lontano possibile da lei.

"Non particolarmente," risponde, "ma spesso mi aiutano a prendere sonno, quindi..."

"Giusto," commenti imbarazzata, "dormire..."

Dormire è l'ultima cosa che ti passa per la testa dato che Brittany è qui con te, è dannatamente adorabile e la persona più meravigliosa della tua vita. E' l'ultima cosa che ti passa per la testa anche perché continua a leccarsi le labbra e il primo bottone della sua camicia è slacciato, quindi riesci a vedere quanto sembra liscio e sensuale il suo decolleté. A volte vorresti quasi affondarci i denti.

Brittany si schiarisce la gola e tu ti risvegli dal tuo stato di trance notando che i suoi occhi azzurri ti stanno guardando divertiti. Le sue sopracciglia sono sollevate e fa una risatina. Il tuo stomaco si agita come al solito e ti senti arrossire per l'imbarazzo. Ti ha beccata mentre la fissavi.

"Non vieni più vicina?" ti sussurra e non hai idea del perché stia parlando sottovoce, ma il tuo cuore ha appena perso un colpo e ti sembra che il retro delle tue cosce stia sudando. Riesci a sentire il battito cardiaco nelle orecchie quando appoggia il braccio sullo schienale del divano, più o meno come ha fatto nel parco. Ti guarda e poi inclina il capo per indicare lo spazio al suo fianco. Ti sta invitando.

Ti viene la nausea nel modo più meraviglioso possibile mentre scivoli verso di lei e fai un sospiro di sollievo quando ti accoccoli al suo fianco.

Il tuo capo si adagia perfettamente sulla sua spalla e ti appoggi a lei, il tuo corpo vibra come se stesse per avere un sovraccarico. Posi la mano sulla sua coscia e attraverso i jeans avverti il suo calore che ti rende la mano formicolante.

Senti anche i suoi capelli farti il solletico quando si avvicina a te, "Va bene così?" ti sussurra e il suo respiro caldo si scioglie contro il tuo orecchio.

Deglutisci e annuisci.

Non riesci a proferire parola.

Sospiri sollevata quando si volta verso la TV e restate entrambe in silenzio per alcuni minuti a guardare il film. Senti il tuo corpo riscaldarsi e l'aria nei tuoi polmoni farsi più rarefatta. Vorresti baciarla e baciarla fino a poter sentire nient'altro che lei. Non sai come approcciarla però, c'è un modo educato per chiedere 'vuoi pomiciare'?

La tua testa è sepolta nella sua spalla e riesci a vedere giù per la sua camicia. Fai un sorrisetto perché oggi indossa un reggiseno bianco. Annusi ancora una volta il buon profumo di crema emanato dalla sua pelle e alzi gli occhi per osservarle le labbra. Sono così rosa e morbide, vuoi baciarla.

"Hai un buon profumo," le sussurri, senti il suo corpo irrigidirsi quando il tuo respiro probabilmente le scivola giù per il collo.

Emette un debole suono gutturale e lo senti riverberare nel tuo corpo. Adori starle così vicina. Non sai cos'abbia voluto dire e trattieni una risata perché non dice altro. Magari anche per lei è difficile concentrarsi.

Devi chiacchierare un po' del più e del meno, magari ti aiuterà a distrarti.

"Allora, ehm... che cos'è esattamente una sessuologa? Che cosa fai?" le chiedi schiarendoti la voce giusto per spezzare un po' la tensione.

Fra tutti gli argomenti fra cui scegliere...

Idiota che non sei altro.

"Do consigli," risponde disinvolta, "Non è così interessante come sembra," continua Brittany sottovoce e si prende il labbro inferiore fra i denti, abbassando lo sguardo su di te con aria affannata e occhi penetranti.

Porca vacca.

La guardi, completamente persa nei suoi occhi.

"Qualche aneddoto divertente?" le chiedi debolmente, cercando di alleggerire l'atmosfera, ma non sta funzionando: l'aria fra voi due si può tagliare col coltello.

"Non posso divulgare quello che mi dicono i pazienti," risponde Brittany, "però," aggiunge sollevando gli angoli della bocca in un sorriso malizioso. "Sono giunta... ad alcune conclusioni... interessanti."

"Ah, sì? Tipo?" le chiedi parlando sottovoce e lentamente. Hai paura che alzando la voce possa succedere qualcosa.

"Ad esempio," risponde lentamente, strascicando le parole e appoggiando la fronte contro la tua, guardandoti intensamente negli occhi. "Le donne impegnate in relazioni dello stesso sesso tendono ad avere vite sessuali più soddisfacenti," sospira sul tuo viso.

"Ah," rispondi senza fiato, "e p-perché... credi... che sia così?" balbetti, cercando di prolungare la conversazione.

"Per molte ragioni," risponde semplicemente, i suoi occhi cadono sulle tue labbra e ritornano rapidamente sui tuoi. "Gli uomini non possono avere orgasmi multipli e per loro il sesso tende ad essere un'esperienza estenuante, al contrario delle donne."

La tua presa sulla sua coscia si fa appena più stretta.

Però sei curiosa.

"Che vuoi dire?" le chiedi inclinando il capo leggermente all'indietro e guardandola trasognata. Credi di non volerti mai più spostare da questa posizione, anche se il tuo cuore sembra che stia per uscirti dal petto.

"Quando gli uomini hanno un orgasmo," inizia a spiegare per poi fare una pausa, sorriderti maliziosa e proseguire sottovoce. "Sai, si danno da fare fino a che non raggiungono il culmine, che è quasi l'equivalente fisico di correre una maratona. Immagina di correre e di doverti fermare improvvisamente per riprendere fiato. Questo è il motivo per cui la maggior parte degli uomini tende ad addormentarsi subito dopo il sesso e a stancarsi intensamente. In molti sport ad esempio il sesso prima delle partite o delle gare è proibito, perché esaurisce le loro energie," conclude sorridente.

"Le donne... sono diverse?" riesci a chiedere con voce tremante.

"In un certo senso, sì," sospira debolmente e ti guarda il viso e il corpo, probabilmente il tuo seno in particolare. Fai un sorrisetto. "Nel senso che le donne possono avere orgasmi multipli e possono durare per periodi di tempo prolungati, un orgasmo ad esempio, anche uno intenso, non ci fa stancare completamente... quindi..." lascia la frase in sospeso e sembra un po' a corto di fiato.

L'altra sua mano raggiunge il tuo viso per scansarti una ciocca di capelli dietro l'orecchio e sfiorarti la guancia. Rabbrividisci al suo tocco.

"Quindi..." ripete come se avesse perso il filo del discorso. "Quindi... ehm... in generale due donne, il più delle volte... possono prendere parte ad appassionati... e sudati... incontri amorosi," sospira affannosamente.

Tu ansimi e trattieni il fiato.

"Tipo... uh... fare l'amore per ore e ore e..." lascia la frase in sospeso e ti guarda inebetita.

Ti sta mangiando con gli occhi.

Senti il cuore in gola e fra le gambe.

Non riesci nemmeno a sentirle, le gambe.

Si schiarisce di nuovo la voce come per risvegliarsi dal suo stato di trance. "In più c'è il vantaggio di avere la stessa anatomia... le donne comunicano meglio... e inoltre è poco comune che gli uomini etero soddisfino le loro partner col sesso orale, cosa piuttosto triste."

Deglutisci a fatica e prima di riuscire a fermarti le chiedi, "Com'è?"

Tieni gli occhi fissi sui suoi e speri di non dover elaborare.

"E' una delle mie cose preferite," ammette quasi timidamente e la guardi ipnotizzata mentre le sue guance si tingono di rosa. "Il sesso orale è meraviglioso, ma farlo con un'altra donna... non c'è niente di meglio..."

"Non hai risposto alla mia domanda," sussurri inclinando il collo per poterla guardare meglio, il tuo viso è ancor più vicino al suo.

"E' come," fa una pausa per darti un colpetto sul naso col suo. Poi solleva lo sguardo con aria pensierosa e lo riporta su di te con un malizioso scintillio negli occhi. "E' come affondare la lingua in una torta calda e deliziosa," ansima contro le tue labbra, le sue palpebre si chiudono e vibrano appena, come se stesse cercando di ricordarne il gusto e la sensazione. "Una torta così buona che vorresti leccarla fino a consumarne l'ultima goccia che c'è dentro."

Emetti un gemito mentre le tue labbra sono a un millimetro dalle sue.

"Mi piace la torta," balbetti e senti il viso andare a fuoco dall'imbarazzo.

Non hai il tempo di pensarci perché le labbra di Brittany si posano sulle tue e piagnucoli contro la sua bocca. Senti il sangue scivolare via dal tuo viso e spostarsi di corsa verso il basso fino a pulsarti fra le gambe.

Subito dopo lei si allontana e ti prende il mento per sollevarlo, ha il tuo viso letteralmente fra le mani. Ti stai sciogliendo al suo tocco. Prima di poterle chiedere cosa sta facendo, avverti il suo respiro caldo sul collo mentre inclina la testa per far scivolare la lingua sulla tua pelle, poi sul mento, poi sulle labbra e poi si infila fra le tue per ingoiare i patetici gemiti che lasciano la tua gola e consumare la tua bocca con la sua.

La tua gola rantola mentre emetti un suono che credi di non aver mai emesso in vita tua, ma viene interrotto dalla lingua di Brittany che affonda furiosamente dentro e intorno alla tua bocca, vortica sinuosa con la tua e ti fa girare la testa. E' calda e caotica e bagnata e ti sembra di essere sul punto di svenire.

"Santana?"

Aggrotti le sopracciglia e gemi mentre Brittany continua a farsi strada nella tua bocca, il suo respiro è pesante e profondo contro il tuo viso.

Se il tuo nome non l'ha detto lei e non l'hai detto nemmeno tu, allora...

Ti scansi da Brittany più in fretta che puoi, le vostre labbra si staccano e, a corto di fiato, i tuoi occhi si posano su una chioma di capelli biondi che ti guarda confusa.

Due, in realtà.

Una ti guarda disorientata seduta sul divano e l'altra è in piedi sulla soglia dell'ingresso, con la bocca aperta e le sopracciglia aggrottate.

E' Sam. Ti ha beccata.

No.

Non doveva andare in questo modo.

Non sta succedendo davvero.

Sei stata beccata.