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Andai ben presto in ospedale per dare il buongiorno a Mary e visitare le mie pazienti prima dell'operazione del bambino e della mia amica.

"Dottoressa arriva o se ne va?" domandò l'oncologo.

"Arrivo."

"Tempismo perfetto!" esclamò.

"Ha tempo per un caffè?"

"Certo."

Andammo nel bar per prendere il caffè e notai Derek e Mark che facevano colazione. Feci finta di non vederli e continuavo a dialogare con il collega.

"Perché non ci diamo del tu?" domandò porgendomi una bustina di zucchero.

"Va bene." Risposi

"Mi chiamo Matthew!"

"Io Addison."

Parlavamo del bambino affetto da fibrosi cistica, quando fummo interrotti da Derek.

"Addison, che fai?" domandò indicando Matthew accanto a me.

"Stavamo parlando dell'intervento che dovrò fare." Risposi calma.

"Al bar fate i consulti?"

"Si fanno ovunque." Risposi.

Mi stava facendo una scenata di gelosia davanti a tutti?

"Possiamo parlarne dopo?"

"Se mi eviti!"

"Derek per favore ne parliamo dopo"

Uscii dal bar e mi scusai con il collega per il comportamento di Derek. Ero nel mio reparto cercavo delle cose in infermeria e a un tratto sentii chiudere la porta, pensavo che fosse l'infermiera e senza voltarmi le chiedevo delle cose.

"Il catetere dov'è?" domandai.

Non ci fu alcuna risposta così mi voltai e notai Derek.

"Chi era quello?" domandò.

"L'oncologo di Mary." Risposi continuando le mie ricerche.

"Chi era quella che ti abbracciava l'altra sera?" domandai con aria di sfida.

"Quando?"

"La sera della festa."

"Nancy, mia sorella."

"Sì come no!" esclamai iniziando di nuovo le ricerche.

"Tu avevi visto mia sorella che mi abbracciava e pensavi che avevo un'altra?" domandò prendendomi per un braccio.

"Per questo sei andata nel Connecticut?" continuò.

"Derek ho da fare!" esclamai cercando di fargli mollare la presa.

"A me non importa ora siamo qui e parliamo." Ordinò.

"A me importa delle mie pazienti!" esclamai

"Addison ti prego, spiegami cos'hai."

"Ok ti prometto che ti spiego tutto ma non adesso."

"Alla fine del turno ti vengo a prendere!" esclamò stampandomi un bacio su una guancia.

Andai a visitare il bambino con la fibrosi cistica prima dell'intervento e arrivò anche Matthew.

"Addison!" esclamò andando vicino al bambino.

"Ciao Paul, hai dormito stanotte?" domandò dolcemente al bambino.

"Sì, ho anche sognato l'oceano." Rispose accennando un sorriso dolorante.

"Solo l'oceano?" domandò Matthew con la sua voce calma.

"No, c'eravamo io, Kate e Simon sulla spiaggia a giocare con la palla." Rispose senza spegnere quel suo sorriso.

Sentivo un velo di malinconia addosso, sentii gli occhi riempirsi di lacrime.

"Scusate!" esclamai uscendo.

Andai di corsa in bagno e le lacrime iniziarono a scendere indisturbate. Mi dispiaceva molto per quel bambino. Perché dovevano soffrire già da un età che doveva essere dedicata ai vari giochi fra amici. Aveva solo 4 anni e già sapeva cos'era il dolore fisico e anche psichico poiché passava giorni interi nelle stanze pallide come quelle dell'ospedale.

Cercai di calmarmi e uscire dal bagno.

"Addison cos'hai?" domandò una voce.

Mi voltai e vidi Derek con un'espressione preoccupata. Mi avvicinai a lui e mi lo abbracciai.

Avevo bisogno un po' di coccole.

"Calmati." Mi sussurrò dolcemente.

"Cos'hai?" domandò accarezzandomi i capelli.

Mi staccai pian piano da lui e mi asciugai le lacrime.

"Sono troppo emotiva." Sbuffai.

"Tesoro fa parte di te, stai così per Mary?" disse tirandomi a lui.

"No, ma per un bambino di 4 anni." Risposi cercando di non far ritornare le lacrime.

"Sono qui con te."

"Ti amo!" sussurrò.

Alzai il viso per guardarlo bene negli occhi.