Ryan ed Esposito erano tornati al distretto già da qualche ora, avevano raccontato alla Gates del criptico messaggio di Kate, il capitano, dal canto suo, li avvertì che era stato annunciato l'arrivo, di lì a qualche ora, di un agente speciale che avrebbe preso in mano l'indagine sul rapimento di Richard Castle. Erano coscienti che sarebbe successo prima o poi ma era comunque demoralizzante sapere di non poter far più nulla, ufficialmente, per il loro amico, e per Kate la cui assenza ancora non si era notata dato il coinvolgimento emotivo della detective, il problema era che nessuno sapeva dove fosse finita e se l'avessero cercata per interrogarla si sarebbe aperto un altro caso di scomparsa. Solo Ryan, Esposito e la Gates sapevano del messaggio con cui li avvertiva di stare con i contras, ma neanche loro avevano la più pallida idea di cosa significasse veramente.
Ryan si sedette stancamente sulla sedia, con lo sguardo cupo, perso nei suoi pensieri, vide Esposito agitarsi al telefono, si drizzò sulla sedia e si protese verso la postazione del compagno che stava annotando una serie di informazioni sul taccuino – no mi rendo conto che rientra nella giurisdizione del 18°, vorremmo solo venire a dare un'occhiata perché forse è collegato ad un nostro caso…- ok a tra poco – e riagganciò rivolgendosi con urgenza a Ryan – qualche ora fa c'è stata una sparatoria di fronte ad un magazzino nei docks, , tante pallottole, troppe per un regolamento di conti fra malviventi comuni e pare che alcuni testimoni abbiamo visto dei suv neri allonatnarsi sgommando dal luogo, c'è molto sangue ma nessun corpo… andiamo a dare un'occhiata Ryan, ho la sensazione che non sia un caso che sia avvenuto davanti ad un magazzino….-
Una volta arrivati sul posto vennero scortati da un agente in divisa oltre le transenne che delimitavano il luogo della sparatoria. Notarono subito una quantità notevole di bossoli e tracce lasciate da ruote molto larghe. Esposito raccolse un bossolo infilandolo nella punta di una penna per non toccarlo – ehi Ryan guarda qui, stessa arma...sono gli stessi, sempre gli stessi, siamo costantemente un bel pezzo indietro rispetto a loro…- andarono dal detective che si occupava delle indagini a chiedere notizie ma non ce ne erano molte, a parte il sangue di qualcuno che, a giudicare dalla quantità, se non era morto in quel punto di certo era morto poco dopo chissà dove, i due detective sperarono che non si trattasse di quello di Castle, chiesero di essere aggiornati sui riscontri ematici.
Si spostarono verso il magazzino che era rimasto aperto a metà, entrando notarono scaffali pieni di scatole di cartone allineate e polverose, tutte tranne una che sembrava essere stata spostata di recente, la presero ma risultò vuota l'unica cosa che si notava era un'impronta rettangolare che marcava il fondo, come se un oggetto grande quanto una scatola di scarpe ma molto più pesante, vi fosse stato conservato per molto tempo – potrebbe essere l'impronta della cassetta di cui parlava Kate nell'sms, Rick era qui !– dissero all'unisono, poi si guardarono straniti, quella connessione gli ricordava troppo mamma e papà…- ok tutti fuori di qui gridò una voce potente e ferma dall'ingresso del magazzino, ora questa scena del crimine la prediamo in gestione noi, un uomo alto e muscoloso mostrò un distintivo federale, poi si rivolse direttamente ai due detective – sono l'agente Riddle, il mio superiore vi aspetta in quella macchina lì in fondo, io non lo farei aspettare se fossi in voi – e così dicendo indicò loro un auto nera con i vetri oscurati, parcheggiata a qualche metro dal molo. Ai due poliziotti era capitato spesso di dover fare capo a qualche agente federale ed abbandonare le loro indagini in mano team specializzati, ma di solito il copione non comprendeva un faccia a faccia con un superiore dentro una macchina, si guardarono stupiti e si avviarono. Non appena furono saliti la macchina si mise in moto e partì, si trovarono di fronte ad un uomo ben vestito che aveva sicuramente passato la settantina, aveva degli occhiali scuri che non lasciavano trasparire nulla dei suoi occhi, - benvenuti detective Ryan ed Esposito se non erro…penso che i nostri interessi in questa faccenda siano convergenti… - i due detective erano sempre più sconcertati, non erano abituati a questi tipi di discorsi da parte di agenti governativi, normalmente arrivavano, dicevano che il caso era loro, requisivano tutte le indagini e sparivano senza collaborare…quest'uomo invece stava per proporgli una collaborazione! – voi state cercando Richard Castle e Kate Beckett, io ho bisogno di un oggetto che doveva essere in possesso del signor Castle, ma dopo i fatti di questa notte credo che sia caduto nelle mani sbagliate, insieme ai nostri comuni conoscenti. Esposito non era convinto da quel discorso c'era qualcosa che non gli tornava – perché chiedere aiuto a noi lei è un federale avete i mezzi per fare le vostre indagini da soli … sicuramente mezzi più sofisticati dei nostri… - l'uomo si sistemò sul sedile dell'auto li guardò dritti negli occhi, entrambi e concluse – in questa faccenda è meglio non usare canali ufficiali, sono costretto a muovermi in autonomia, ho bisogno di appoggio esterno e voi avete bisogno di aiuto per salvare i vostri colleghi, l'agente Riddle vi affiancherà è incaricato del caso di Richard Castle e riferirà a me tutto quello che scoprirete, d'accordo? – Ryan ed Esposito non erano del tutto convinti, c'erano troppe lacune, incertezze, cosa avrebbero dovuto fare? Decisero di fidarsi non avevano altro per andare avanti. Scesero dall'auto e Riddle andò con loro al distretto.
Qualche ora dopo Rick aprì lentamente gli occhi, aveva dolori ovunque, gli sembrava di avere il corpo schiacciato in una pressa, non riusciva a muovere un muscolo, sentiva ancora la droga in circolo, per un istante pensò di trovarsi ancora seduto su quella sedia nello scantinato in attesa della dose successiva..., poi la vide seduta accanto a lui che lo osservava in un misto di preoccupazione e sollievo, era così bella, avrebbe voluto baciarla se solo il suo corpo avesse voluto collaborare un pò... Fece per parlare ma Kate gli pose le dita sulla bocca e gli porse un piccolo foglio, ci mise qualche secondo a mettere a fuoco, poi lesse e fu tutto chiaro.
– dove sono, sono morto e questo è l'inferno vero? Ci sei tu quindi è l'inferno come hai potuto…farmi questo…Kate o devo chiamarti Aalina? - si è vero mi chiamo Aalina, mi dispiace di averti mentito, all'inizio era solo lavoro ma io ti amo veramente ti prego credimi…-
Il giochetto a favore di microspie continuò per diverse ore, quanto bastava per far credere che l'ingenuo agente S.D. fosse caduto di nuovo nelle reti amorose di Aalina. Da quel momento chi li ascoltava si convinse che la russa fosse una grande ammaliatrice!
Erano rimasti in silenzio per alcuni minuti, Kate aveva preso la mano di Rick tra le sue e l'aveva accarezzata con tenerezza, ancora non riusciva a credere che fosse vivo accanto a lei, ogni volta che chiudeva gli occhi si ritrovava in quello scantinato e sentiva le urla dello scrittore, rabbrividì e Castle, che aveva gli occhi chiusi, lo sentì, la guardò senza che lei se ne accorgesse, era provata, aveva uno sguardo triste, stese la mano e raccolse una lacrima che le si era posata sulla guancia. Kate si scosse a quel contatto, cercò di sorridere ma non le riuscì molto, avrebbe voluto sapere perché fosse stato in silenzio in modo così ostinato, fino quasi a morirne, lui non era un agente e nessuno gli chiedeva sacrifici mortali, perché?! Ma in quel momento era Aalina e si limitò a domandare – perché non gli hai detto la password, magari potevi vendergliela, ci avremmo guadagnato milioni, ti sei quasi fatto ammazzare, per chi avresti dato la vita Rick, per il tuo Paese? – sono un agente Aalina, lo sai no, lo hai sempre saputo – rispose lo scrittore continuando il gioco delle parti – poi prese un piccolo foglio, scrisse poche parole e lo porse a Kate – per mio padre, Kate, ieri sera è morto per salvarmi, mi ha chiesto di portare a galla la verità-
Kate non poté rispondere come avrebbe voluto, doveva continuare la recita, lo fece con gli occhi pieni di lacrime, ora comprendeva la determinazione di Castle la stessa che lo aveva portato a Parigi per salvare sua figlia, la stessa che era emersa quando aveva massacrato di botte Lockwood per salvare lei–…sto organizzando un piano di fuga, se mi dici qual è la password potremmo usarla come moneta di scambio per le nostre vite! – Rick fece finta di prendere in considerazione la proposta, in questo modo chi li ascoltava avrebbe pensato che il piano di Aalina stesse funzionando e le avrebbero dato altro tempo, che loro avrebbero impiegato ad elaborare un piano, sapevano di dover recuperare la cassetta da Burnov e che l'altro chip era al sicuro nelle mani di John. E dato che dovevano fare gli innamorati, lavorarono molto anche su quell'aspetto…
Riddle si presentò alla Gates, chiese ed ottenne una stanza per seguire le indagini, fece il punto con Ryan ed Esposito, era chiaro che il tempo non era a loro favore. Quando furono solo loro tre Riddle li mise a parte di quello che sapeva:
- come vi ha detto il mio superiore, Castle era in quel magazzino per prendere una cassetta di sicurezza biometrica che solo lui può aprire, la sparatoria di questa notte significa che è stato preso e con lui l'oggetto che ci interessa recuperare …- e non è possibile sapere cosa sia questo oggetto vero? E poi come può essere che Castle abbia una cassetta di quel tipo, è roba in dotazione ai servizi segreti…- lo interruppe Ryan incrociando le braccia mentre si poggiava sul bordo di un tavolo con un'espressione stupita sul volto – non posso dirvi cosa sia l'oggetto e non è importante ora sapere come il sig. Castle sia in possesso di una tale cassetta, non è importante ai fini dell'indagine…mentre credo che troverà interessante quello che abbiamo scoperto sulla vostra detective… Una nostra fonte ci ha segnalato la presenza di una donna, una russa, si sia affiancata al gruppo di mercenari che potrebbero aver preso Castle, le nostre informazioni non sono più precise ma la descrizione, seppure sommaria ci è sembrata essere molto vicina a quella della vostra collega, poi dal suo fascicolo abbiamo appreso che conosce il russo quindi, facendo due più due…riteniamo che Beckett si sia infiltrata tra i contractor. Purtroppo non conosciamo ancora l'ubicazione della loro base, ma se la troviamo riteniamo che lì si trovino entrambi.
Le parole di Riddle aiutarono i due detective a decriptare l'sms di Kate, stava fingendo di essere una spia russa! se la situazione non fosse stata palesemente drammatica Kate si sarebbe meritata battute e scherzi terribili, si augurarono di potersi sfogare quando tutta quella strana storia fosse finita.
- ok poniamo che Kate sia con questi uomini ed abbia una certa libertà nei movimenti, dovrebbe aver trovato il modo di comunicare con noi senza essere rintracciata…- disse ad un tratto Esposito quasi tra se e sé – non abbiamo ricevuto niente dal cellulare dopo l'sms, probabilmente l'avrà dovuto abbandonare…chiedo al centralino se sono arrivate chiamate mute o particolari che non ci hanno passato, magari ha trovato un telefono nel luogo in cui si trova…- ed uscì dalla stanza mentre Riddle e Ryan cercavano di riordinare tutte le informazioni in loro possesso. Ryan accese il computer e gli fece vedere la documentazione che avevano raccolto dal momento della sparizione di Castle fino a quel momento, non era molto, ma era un inizio.
- non avete un sistema un po' più sicuro per archiviare questi dati…il sistema della polizia può essere bucato da un Hacker in circa 10 secondi lo sapevate?- Ryan alzò entrambe i sopraccigli – bhè questo è quello che passa il convento ma…dato che stiamo operando un po' fuori dagli schemi, noi abbiamo anche un sistema virtuale diciamo così 'privato', potremmo salvarli lì i documenti per il momento, aspetti che accedo all'ftp…ecco ci siamo… vede ci sono dati sensibili che Esposito, Beckett ed io vogliamo te..ne..re al s. .ro – le parole gli morirono in bocca quando lesse il nome di un documento di testo che era apparso in cima alla lista: katehelp - c'è un file di Kate! -Stava per gridarlo ma si fermò in tempo quando vide che l'amico stava rientrando nella stanza – ricadde sulla sedia lesse la data di creazione – è di ieri sera Esposito – bene vediamo cosa c'è scritto presto! – lo incalzò Riddle, Ryan cliccò sull'icona e il documento si aprì :
Ho trovato Rick è vivo anche se ferito. Ora ci siamo separati. Mi hanno trovato i contractor ma sono riuscita a spacciarmi per una specie di agente russa e mi sono fatta accettare da questi uomini, Sono mercenari al soldo di un non ben identificato Capo. So il nome di uno solo di loro, che sembra essere al comando del gruppo e ha parlato direttamente al telefono con il 'Capo' in mia presenza, si chiama Michail Burnov. Stanno cercando Rick perché è l'unico che sa dove si trovi un microchip (storia troppo lunga) e lo credono pure un agente della CIA (!) Mi trovo in una Villa circondata da una grande tenuta vicino a Leewood Golf Club. L'accesso alla villa è controllato da telecamere e ci sono uomini di guardia dentro e fuori lungo tutto il perimetro. Mi hanno lasciata qui e sono andati a 'prendere Rick' così ha detto Burnov, spero che lo portino qui vivo…non sarà facile trovare una via d'uscita.
K.B.
- quindi è confermato che Beckett è con loro e Rick questa notte è stato catturato…quindi dovrebbero trovarsi entrambi nella villa – Ryan cercò di ricapitolare la situazione – e con loro anche l'oggetto che ci interessa! Dobbiamo preparare un piano di azione, agiremo stanotte – Riddle fu lapidario e i due detective non aggiunsero altro sapevano che era una corsa contro il tempo. Riddle si attaccò al telefono, Ryan si mise subito alla ricerca della Villa, Esposito andò ad aggiornare Victoria Gates.
Si erano assopiti entrambi da qualche minuto, stare nelle braccia l'uno dell'altra fu terapeutico, per entrambi; tra di loro s'innescava una connessione quasi magica, potente al punto da consentirgli di annullare tutto ciò che li circondava proiettandoli al centro del loro universo, era successo per qualche secondo anche quando i loro sguardi si erano incrociati nello scantinato la prima volta, e stava accadendo in quel momento; non potevano parlare liberamente stavano portando avanti una commedia grottesca per salvarsi la vita, ma a loro bastava guardarsi per comunicare, era sempre stato così, fin dall'inizio.
La magia fu interrotta da un bussare incessante alla porta – Aalina devo parlarti, subito! – era Burnov chiaramente alterato, sembrava ubriaco da come trascinava le parole, stava per fare una scenata di gelosia, a Kate sembrò una buona occasione per provare a recuperare il microchip – arrivo Michail arrivo! smetti di fare tutto questo chiasso !- Rick capì le sue intenzioni, non provò a fermarla ma l'attirò a sé e le propose un bacio profondo e caldo che lei ricambiò pienamente, poi con un fil di voce le disse solo – stai attenta – Kate si alzò, guardò Castle per l'ultima volta e sparì dietro la porta che venne prontamente chiusa a chiave dall'uomo che era di guardia.
Rick rimase a fissare la porta per qualche secondo, per l'ennesima volta da quando era iniziata quella storia, si sentiva impotente e non ne poteva più. Prima il pensiero per la sua famiglia che lo credeva morto, poi vedere suo padre morire tra le sue braccia, ora Kate che stava correndo rischi assurdi a causa sua, e lui, lui era lì chiuso in una stanza, a mala pena in grado di stare in piedi, e di certo tutto tranne che un esperto agente delle CIA. Aveva sempre giocato con le sue assurde teorie, sapeva quanto facessero infuriare Kate e ridere sotto i baffi i Bro, storie incredibili di agenti segreti, CIA, FBI, alieni, erano state la sua fortuna come scrittore, ma non si era mai soffermato realmente a considerare quanto la realtà fosse di gran lunga più cruda e soprattutto avara di conclusioni a lieto fine. Giurò a se stesso che se fosse sopravvissuto a quell'incubo insieme a Kate avrebbe riconsiderato molte cose della sua vita. Chiuse gli occhi e cercò di concentrarsi il più possibile per raccogliere tutte le forze che aveva, sapeva benissimo che di lì a poco gli sarebbero servite tutte.
Burnov era chiaramente alterato dall'alcool voleva risposte e voleva Aalina – eccoti qui donna, sono ore che sei chiusa lì dentro con quel buffone…devi accelerare, fagli dire dov'è il chip al più presto io non ho molta pazienza sai! – Kate cercò di non provocarlo, nelle condizioni in cui era sarebbe stato pericoloso – Michail non devi essere impaziente, ci sono molto vicina, gli ho fatto credere che potremmo fuggire insieme, è quasi convinto a darmi la password, vedrai è questione di poco… a proposito di microchip, spero che la cassetta sia al sicuro…Michail – e così dicendo gli carezzò le spalle cercando di portarlo dalla sua parte, il sergente non si fece pregare, era troppo alticcio e troppo attratto da quella donna per usare un minimo di raziocinio – ma certo mia cara abbiamo una cassaforte a prova di bomba qui, sai ci dormo davanti – Kate imprecò una cassaforte da scassinare! Ma la stupidità del sergente evidentemente non aveva limiti in quel frangente – e la chiave elettronica per aprirla…vedi ce l'ho qui, appeso al collo…mi devono tagliare la testa per sfilarmela ah ah ah - rise sguaiatamente – e anche Kate tra sé, forse c'era una speranza, si augurò soltanto di non doversi spingere molto oltre per riuscire a prendergli la catenina. Burnov prese Kate alla vita e la spinse a sé con una forza prepotente – sei stata troppo con Castle, ora io voglio la mia parte donna – Kate si lasciò guidare nella camera di Burnov ammiccando con complicità, non appena furono entrati si guardò velocemente attorno in cerca di qualsiasi espediente utile a stenderlo.
La sua attenzione fu attirata da un ferma carte piccolo, ma dall'aria estremamente pesante, poggiato su un tavolino della stanza, cercò di afferrarlo ma Burnov la prese per le braccia e la portò verso il letto. Si era tolto la maglietta e stava per fare la stessa cosa con lei, le venne spontaneo opporsi, ma l'uomo parve eccitarsi ancora di più da quel rifiuto, prese i lembi della camicetta di Kate e li strappò con forza, lei cercò di muoversi nella stanza verso il tavolino, alla fine Burnov la spinse contro il bordo del mobile, si protese per baciarla, Kate cedette e mentre riceveva quel bacio nauseante, prese il fermacarte e colpì Burnov sulla tempia.
L'uomo si scostò barcollando, guardò la 'sua' Aalina meravigliato ma non perse i sensi, i suoi occhi si iniettarono di sangue, stava esplodendo d'ira - come osi farmi questo donna! Me la pagherai! – Kate fu colpita in pieno viso da uno schiaffo che sembrò una frustata, batté violentemente la testa contro lo specchio appesa alla parete, le si annebbiò la vista ma resistette. Approfittò di un momento di incertezza di Burnov e lo colpì tra le gambe con un calcio secco, quando l'uomo si piegò per il dolore arrivò il colpo di grazia, un'altra botta in testa con il ferma carte di ghisa. L'uomo crollò a terra svenuto, rivoli di sangue scendevano dalla testa, Kate gli strappò la chiave dal collo e cercò la cassaforte girando per tutta la stanza, alla fine la trovò dentro un armadio a muro, riuscì ad aprirla senza troppi problemi, prese la cassetta e si precipitò alla porta, non aveva molto tempo, si sarebbe svegliato o qualche guardia lo avrebbe trovato, dovevano trovare una via di fuga e subito. Non uscì di corsa, avrebbe potuto destare qualche sospetto, aprì la porta con calma, si accorse di una guardia in fondo al corridoio, non poteva farsi vedere con la cassetta in mano, la nascose in un mobile nell'angolo del corridoio e improvvisò – ci vediamo dopo Michail, riposati, io torno al mio lavoro con D.S… - vide la guardia sorridere, c'era cascato, stava sicuramente invidiando il suo superiore per la bella nottata di sesso che aveva appena concluso. Kate gli passò accanto con noncuranza, tenendosi la camicetta strappata con le mani, si fece aprire la stanza di Castle e s'infilò dentro rapidamente, sperando che in quel momento nessuno fosse in ascolto dall'altro lato delle microspie piazzate nella camera.
- ho la cassetta Rick! Dobbiamo filarcela da qui e subito! Come ti senti ce la fai a camminare? – lo scrittore era in piedi di fronte alla finestra, poggiato al davanzale stava cercando di capire come fosse la situazione all'esterno – si si ce la faccio, devo farcela! – poi si girò verso di lei non appena la vide ebbe un balzo al cuore, la camicetta strappata e un livido sulla guancia che sembrava molto doloroso che sfiorò con delicatezza – Kate mio dio che ti è successo! Che ti fatto quel bastardo – la detective cercò di minimizzare, sorrise a Rick, - nulla che non mi sia già successo Rick…dobbiamo andare, tra un po' quell'energumeno si sveglierà e darà l'allarme seguimi, è pieno di guardie ma quando sono arrivata qui ho notato una zona del giardino che non è molto controllata, dobbiamo arrivare fin lì e poi… - e poi improvviseremo – aggiunse lui. Poi la prese all'improvviso e la baciò come se fosse l'ultimo bacio che si sarebbero dati, con un'intensità e una passione che lasciarono Kate senza fiato, lei si staccò, comprese, e ricambiò da par suo, poi uscirono nel corridoio. La guardia che girava su quel piano era appena passata, ripresero la cassetta. Ancora nessun allarme, evidentemente il fatto che lei fosse uscita dalla stanza di Castle chiamata da Burnov aveva fatto prendere una pausa ai tecnici che monitoravano le microspie. Presero delle scale secondarie e scesero al piano terra, dovettero appiattirsi ad una parete trattenendo il respiro quando un gruppetto di uomini armati passò ad un palmo da loro, Castle fino a quel momento aveva retto bene ma si chiedeva se avesse avuto la forza di correre una volta che fossero giunti all'aperto. Si spostarono all'interno di una specie di giardino d'inverno che si frapponeva fra loro e un piccolo boschetto che li avrebbe nascosti egregiamente, stavano per lanciarsi verso il nuovo nascondiglio quando sentirono scattare l'allarme. La voce di Burnov tuonava più alta delle sirene – TROVATELI! QUELLA PUTTANA MI HA GIOCATO, CHI ME LI PORTA AVRÀ UN PREMIO EXTRA! NON POSSONO ESSERE LONTANI TROVATELI! – Kate e Rick tentarono comunque di uscire dal giardino d'inverno, non potevano rimanere nascosti, una guardia li intercettò sparò una raffica che sfiorò le loro teste, si buttarono dietro un bancone di attrezzi appena in tempo per evitare un'altra pioggia di proiettili che frantumò tutti i barattoli poggiati sugli scaffali sopra di loro. Ci furono alcuni secondi di silenzio poi sentirono dei passi che si avvicinavano, erano almeno quattro o cinque, frantumavano i detriti della sparatoria con le suole dei loro anfibi, erano sempre più vicini, Rick strinse la mano di Kate poi la lasciò e si lanciò allo scoperto da solo. Sperava di attirare su di sé l'attenzione così da permettere a Kate di scappare, ma Kate non ne aveva nessuna intenzione e lo seguì, si ritrovarono faccia a faccia con gli uomini di Burnov, alzarono le mani e pregarono in cuor loro che non facessero fuoco, sentirono le armi ricaricarsi, era finita.
