Capitolo 14 – No Light, No Light
Il detective lancia un'occhiata a Sarah, mentre lei gli cammina davanti
e per la seconda volta, guardandoli ho la sensazione di percepire la presenza di Beth tra di loro.
Gli occhi azzurro scuro di Siobhan incoraggiano Art a parlare.
"Il corpo ritrovato apparteneva ad Alan Nealon, un genetista e chirurgo della DYAD."
Stavolta sono io a saltare sulla sedia.
"Il dottor Nealon?" trovo incredibile la piega che stanno prendendo gli eventi, il che è paradossale di per sé.
"Lo hai conosciuto?" mi chiede Arthur e io non posso che confermare.
"E' il medico che Rachel mi ha messo alle costole dopo aver spedito Delphine oltreoceano."
"E' il medico che, dopo che mi ero consegnata alla DYAD per riavere Kira,
voleva farsi una natura morta collezionando le mie ovaie." commenta Sarah.
"Ok, era un bel tipo. Non posso dire che mi dispiaccia che sia morto."
Chiosa Shay.
Siobhan spegne la moka che nel frattempo ha messo sul fuoco.
Quasi nessuno rifiuta la tazza di caffè che ci offre.
"E' anche il neoluzionista che ha avuto l'idea di scambiare Krystal Goderitch
con Rachel e fare in modo di far sparire quest'ultima in tutta tranquillità."
dice poi appoggiando la macchinetta oramai vuota dentro al lavello.
Sarah la guarda basita.
"Sapevi dell'esistenza di Krystal fino da allora?" chiede
e quando S annuisce, continua "Le è stato fatto del male?"
"No, per fortuna niente di irrimediabile."
C'è qualcosa in tutto questo che non mi torna ma non riesco ad afferrare bene cosa.
Ci sto pensando prima che Arthur aggiunga dei particolari sul corpo.
"Il cadavere di Nealon presentava una ferita mortale da arma da fuoco. Sparata a contatto.
Almeno stando all'esame preliminare del tipo di bruciatura attorno al foro.
Ma quello che interessa noi in questo momento è la ferita che presentava alla guancia.
Uno squarcio lungo circa cinque centimetri. Non gli hanno asportato un pezzo di volto come siamo abituati a vedere."
"E' perché non lo hanno trovato." dico io risvegliandomi dall'immobilità. "E' perché si sono accorti che non era più lì'
"In che senso?" chiede Art. "Qualcuno lo aveva preso prima di loro?"
"Nel senso che era uscito da Nealon di propria volontà." dico
e diverse paia di occhi mi fissano come se stessi iniziando a delirare.
Ma una parte del mio cervello ha continuato ad interrogarsi
sulla funzione di quell'incredibile connubio di organico e inorganico
e ora è tempo che anche gli altri ne vengano messi al corrente.
Con la coda dell'occhio vedo la mano di Sarah che per istinto le sale alla guancia
ma si ferma un attimo prima.
Spaventata da quello che potrebbe succedere.
"Sono sicura che la persona che ha sparato a Nealon
e le persone che hanno fatto ritrovare il cadavere dopo essersi assicurati che il verme non ci fosse,
sono ben distinte tra di loro per motivazioni e modo di agire, vero?"
Chiedo, guardando direttamente Siobhan
perché le tessere del puzzle si sono ricompattate
e ora sono in grado di vedere l'intero disegno con estrema lucidità.
S lentamente annuisce.
"E adesso mi dirai come facevi a sapere di Krystal e Rachel
e del motivo per cui non me lo hai detto finora."
"Chicken, mi dispiace." inizia lei e io capisco di non sopportare più quelle due parole.
Sarah si fa avanti e guarda la madre scuotendo la testa.
"Siobhan..." dice e vedo negli occhi di quest'ultima la decisione prendere corpo.
"Lo so perché Delphine mi contattò in modo che l'aiutassi a salvare Krystal Goderitch
dalla presa dei Neoluzionisti e della DYAD.
Mi chiese di tenerla lontana da tutto questo e visto che Krystal non era consapevole
delle circostanze reali della sua esistenza e di voi, anche io pensai che fosse la cosa migliore da fare.
Mi informò che avrebbe affrontato Nealon per capire quanto fosse coinvolto.
Forse la morte di lui è il risultato di quel confronto."
Serro la mascella perché sento la rabbia iniziare a farsi strada in mezzo a tutto il resto.
"Inoltre..." riprende Mrs S
"fece in modo di garantire che la ricerca sulla cura per la malattia autoimmune dei cloni
andasse avanti comunque.
Il laboratorio, gli strumenti che non avete prelevato alla DYAD
e la disponibilità economica per proseguire provengono tutti dal fondo che mi ha lasciato a questo scopo."
"Come è stato possibile?" chiede Sarah.
"Non glielo domandai." Ammette Siobhan e io non trattengo una risata amara.
"Ovviamente, perché tutti abbiamo sempre preso da lei
e nessuno si è preoccupato di capire che cosa era in realtà che ci stava regalando."
Sospiro e chiedo di nuovo la cosa che mi preme sapere più di tutto il resto.
"perché non me lo hai detto subito?"
La mia voce è chiara ma dentro sto tremando,
potrei dare un'ottima interpretazione della donna elettrica tra pochi secondi.
"Delphine mi disse anche che se non fosse stata qui con te
ad andare avanti con le ricerche ci sarebbe potuto essere un unico motivo."
Chiudo gli occhi perché sono quasi certa che altrimenti potrei sparare fulmini direttamente dai bulbi oculari.
"Quindi hai pensato che fosse meglio darmi una falsa, fievole speranza
piuttosto che una dura e definitiva realtà?"
"Chicken, non possiamo esserne certi..."
Prova a ragionare lei ma io non ho più nessuna voglia di sentire altri discorsi.
"Fanculo tutto." dico e afferro la giacca, decisa ad andarmene.
Inaspettatamente è Scott che mi si para davanti e mi poggia una mano su una spalla.
Per un momento sento il desiderio di mollargli un destro.
"Aspetta, Cosima, non andartene." mi chiede e poi si volta verso la tavola dove gli altri sono ancora seduti
e sceglie di fissare le assi di legno invece degli occhi dei convenuti.
"Sono sicuro di avere visto uno dei Castore parlare con Evie Cho,
durante uno dei momenti di visita alle strutture."
Shay si alza e si mette vicino a me. Interpreto il gesto come un silenzioso supporto.
"Quale era il Castore?" chiede poi al mio amico "Quello con gli occhi da pazzo?"
Scott annuisce.
"Deve trattarsi di Ira." Mrs S mi afferra una mano e io mi sento un filo in trappola.
"Stando a quanto ci ha detto Ferdinand, è impossibile separarlo da Susan Duncan. Quindi se lui è a Toronto..."
"Deve necessariamente esserci anche lei."
conclude Sarah e mi guarda con una fierezza che non le vedevo da tempo negli occhi.
"Andiamo a prenderla, sestra. E' finito il tempo di rintanarsi come animali braccati."
"Andiamo." annuisco.
L'idea di un confronto con la nostra creatrice è proprio ciò che mi serve ora.
