QUATTORDICI
Kate era seduta sul suo letto, con in mano i fascicoli che le aveva dato Esposito, li aveva già letti, alcune pagine anche due volte, per essere sicura d'aver compreso bene
Frank Nolan 27 anni, 16 all'epoca della morte della sorella Emily Nolan
Entrato e uscito da cliniche psichiatriche per disturbi ossessivi compulsivi aggravatisi dopo la morte della sorella
QI spiccatamente alto
"viene descritto come un ragazzo taciturno e schivo, ma i suoi disturbi sono esplosi dopo il ritrovamento del corpo di Emily, è diventato ossessionato dal suicidio, all'inizio li simulava su di sé, senza mai andare fino in fondo. I medici dicono che aveva escogitato metodi per arrivare vicinissimo alla morte, bruciava dal desiderio di capire cosa si provasse in quegli ultimi istanti, si è tagliato le vene due volte, ha assunto veleni e si è anche appeso con una corda, ma è sempre sopravvissuto…" Ryan provò a condensare in poche parole quello che era racchiuso in una decina di referti psichiatrici, mentre Kate cercava faticosamente di ricollegare tutte quelle informazioni a ciò che aveva appena vissuto, era difficile pensare a quel timido ragazzo in un'ottica così diversa
"allora non l'ho sognato, quando ho visto che pendeva da quella trave… ho pensato si fosse impiccato…"
"era una delle sue simulazioni Beckett, non sappiamo ancora perché lo faccia… comunque i medici che lo hanno avuto in cura sono tutti d'accordo nel definirlo un abile manipolatore, soprattutto di menti più deboli, dovevano tenerlo separato dagli altri pazienti. È sospettato di aver portato al suicidio almeno tre altri ricoverati" Esposito continuava a snocciolare tutto quello che avevano scoperto, rammaricandosi del ritardo con cui erano venuti a conoscenza dell'esistenza di Nolan, quando ormai Rick e Kate erano già da ore nelle sue mani
"Siamo stati nel suo appartamento Beckett, è chiaro che con voi due ha fatto una specie di salto di qualità"
"E come fate a dirlo?" deglutì, ogni frase aggiunta dai loro colleghi era un colpo al cuore
"Beckett, vi hanno seguito per mesi"
"Cosa?"
"C'è un'intera parete tappezzata di vostre foto prese in diverse parti della città, le più vecchie risalgono a circa otto settimane fa, e le ultime… sono del giorno della sparatoria, era una trappola, ma non come pensavamo noi. J.D. doveva fare una specie di prova, Frank aveva bisogno di capire se… foste disposti a sacrificarvi l'uno per l'altra, altrimenti le sue fantasie non avrebbero potuto prendere corpo…"
"E tutto questo lo avete capito da alcune foto?" non era pronta a sentir parlare di lei e Rick in quei termini
"No, lui ecco… Ha filmato tutti gli omicidi, tutte le fasi che hanno portato alla morte delle vittime. Confrontando i diversi filmati è chiaro che con voi hanno dovuto cambiare le regole e poi ci sono delle parti, in cui parla direttamente in camera, pianifica e commenta… fa il profilo psicologico delle sue prossime vittime…"
"per questo J.D. sapeva così tante cose su di noi…" lo disse fra sé, ricordandosi l'agghiacciante interrogatorio fatto a J.D. quando avevano dovuto lasciarlo andare, tutto stava assumendo nuovi contorni, meno sfumati, ma assolutamente più inquietanti
"lo psicologo del distretto ritiene che in questo modo poteva rivivere tutte le sensazioni provate sia mentre preparava gli omicidi, sia quando J.D. li metteva in atto"
"e poi… questa mattina…è arrivata questa"
Ryan mostrò a Kate una busta con dentro una chiavetta USB, "è indirizzata a te"
"Voi avete già visto il contenuto?"
Annuirono, era ovvio e l'espressione preannunciava che il contenuto non fosse duro da digerire, sospirò mentre inserivamo il dispositivo in un portatile che avevano portato appositamente per lei, l'unica consolazione per lei fu che almeno Castle si sarebbe risparmiato quella visione
Il video partiva bruscamente con due primi piani, prima quello di Rick, poi il suo, erano entrambi privi di conoscenza, Kate rabbrividì nel vedersi completamente in balia di quei due pazzi. Frank dava gli ordini e J.D. eseguiva, salvo poi trasformarsi in timido e taciturno quando entrambi erano svegli, giocava con loro, lo aveva sempre fatto, li aveva ingannati e ci era riuscito benissimo!
Dovette assistere ai tentativi di Rick di convincere J.D. che avevano preso un abbaglio, "lei mi detesta te l'ho detto, stavolta la vostra folle messa in scena non funzionerà, se potesse mi sparerebbe lei!"
"e tu? Scrittore? Non faresti nulla per salvarla?" Kate vide J.D. che si spostava lentamente verso il suo corpo disteso, era ancora priva di conoscenza, lo vide sfiorarle i fianchi provocando la reazione immediata di Rick che non tollerava quella vista "non toccarla, non ti azzardare maiale!"
"uhm, allora ti interessa la detective?"
La telecamera si spostava nervosamente dal viso di Castle a quello di J.D., la mascella contratta di Rick faceva da contraltare all'espressione divertita di J.D., Kate fissava il display senza riuscire a respirare, mentre le immagini le raccontavano, inesorabili, tutto quello che era successo mentre lei era incosciente, Castle non si sarebbe risparmiato nulla perché aveva vissuto tutto in prima persona, era lei quella che, fino a quel momento non conosceva quel pezzo della storia e Nolan era stato così premuroso da fargliela recapitare.
Rick si ostinava a non rispondere, la sagoma imponente di J.D. coprì tutto il campo visivo dell'inquadratura, si era messo davanti a Castle, che lottava per rimanere lucido, ancora preda della droga che dovevano avergli dato "come fai a negare di amarla? Allora non sei Amleto e lei non è Ophelia? Se è così… Frank… mi avevi detto che loro erano perfetti" una voce fuori campo pronunciò poche parole con un tono calmo e distaccato "vai avanti, fai come ti ho detto, vedrai"
J.D. annuì e tornò a guardare la sua vittima "svegliati, ehi! devi essere lucido altrimenti il gioco non può andare avanti!" la voce dell'uomo tuonava mentre lo strattonava, per riportarlo alla coscienza. Poi la voce impastata di Castle tornò a farsi sentire "ok… allora io… sono Amleto ma, perché tu saresti Laerte?" poi l'inquadratura si strinse sul volto di Castle che sembrava guardare in camera, in realtà stava osservando Nolan "Frank… tu sei il fratello di Emily… non dovresti essere tu Laerte? Mi sa che siete un po' confusi ragazzi…" si lasciò sfuggire una smorfia di scherno che fece andare su tutte le furie J.D., mentre la reazione contrariata di Nolan si manifestò con un secco movimento della telecamera che venne poggiata a terra. Castle doveva aver incrinato ancora di più la debole trama psicotica dei due uomini e ne pagava le conseguenze, da quel momento trenta secondi di filmato, diventarono il racconto sonoro di una lotta impari tra due folli contro un uomo inerme, armato solo della sua intelligenza.
"Non può essere, io non mi sbaglio mai, voi vi amate… tu la ami, allora dillo! O vi taglio a pezzettini e vi butto nelle fogne!"
"Perché, non lo farai lo stesso? Che t'importa se ci amiamo veramente o no? Tanto è una tua fantasia distorta… ouch… prendendomi a pugni non risolvete nulla…"
"NO! perché io potrei farvi scegliere… uno dei due potrebbe rimanere in vita… ammettilo e forse lei potrebbe salvarsi…"
"Potrebbe… è questo che promettevi alle altre vittime? tu sei matto Frank, più fuori di testa di J.D.! ouch a cosa… ser-vi-re-bbe dirlo a voi…lei non credo sia interessata…"
Solo colpi e lamenti, colpi e lamenti, poi la voce di J.D. "lei si sta svegliando… che facciamo?"
"proseguiamo… andiamo a prendere le nostre sacre reliquie e tutto si compirà"
Le voci si avvicinarono alla telecamera, vennero inquadrati i piedi di Frank, mentre in lontananza la voce di Rick ripeteva la prima frase che lei aveva sentito appena sveglia "Ottimo tentativo, davvero 'non può funzionare è sbagliato! E io a scervellarmi per capire cosa avevo fatto di male!" poi il segnale s'interruppe, pochi secondi e il volto in primissimo piano di Frank Nolan con segni rossi sul collo, ricordo della sua finta impiccagione si rivolgeva direttamente a Kate
"Ti piace la mia arte? È un regalo per te. Però sono un po' pentito, avrei dovuto essere più duro con il tuo Amleto! Ho saputo che è sopravvissuto, prima ero arrabbiato, Amleto muore, deve morire perché la sua storia possa essere raccontata da Orazio, ma poi ho pensato che ci sarà utile! Lo hai capito? Hai capito che ti ho lasciato vivere, vuoi sapere perché? Tu sei la mia Lizzie Siddal, ti ho trovata finalmente! Tu farai molto per la mia arte, devi obbedirmi o molti altri moriranno!"
"Chi è questa Siddal ora?" chiese Ryan grattandosi la testa, leggermente perplesso
"È la musa dei pittori preraffaelliti Elizabeth (Lizzie) Siddal…la modella che prestò il suo volto all'Ophelia di Millais"
Tutti si girarono verso la voce che nessuno si aspettava di sentire
"Castle, cosa fai qui, dovresti essere nella tua stanza, a riposo!"
"e perdermi una sessione di congetture come questa? Va bene anche senza lavagne… mi mancavate"
"dove l'hai rubata quella?" Kate indicò la carrozzina su cui sedeva, non servì rispondere, arrivò un'infermiera trafelata e decisamente contrariata che apostrofò il ladro con un repertorio completo di "lei è impazzito… ha staccato il monitor cardiaco… se la scopre il dottor Brown… i suoi punti potrebbero aprirsi…" Castle si prese la strigliata chiudendo gli occhi per gli acuti con cui venne redarguito, ma, alla fine, con il suo solito savoir-faire, ottenne di poter rimanere dici minuti seduto, poi di filato a letto.
Il tutto condito, da Beckett che scuoteva la testa sconsolata, salvo poi rimanere gelata sul posto dalla battuta finale della povera infermiera che, lasciando la stanza, le si rivolse compatendola per quanto doveva farla penare il suo fidanzato, e furono inutili i tentativi di negare quell'affermazione dall'aria apodittica che chiuse la discussione sotto gli sguardi divertiti degli altri presenti
"cosa le hai raccontato Castle, eh? Poi facciamo i conti"
"io non le ho raccontato proprio un bel niente, evidentemente tutti quelli che ci vedono credono che lo siamo, magari è per come mi guardi…"
"io non ti guardo in nessun modo!"
"ehm…possiamo tornare a Nolan?" Esposito cercò di riportare tutti in binari più consoni, in altre circostanze li avrebbe fatti continuare, era uno spasso assistere alle loro schermaglie, ma purtroppo quello non era il momento
"cosa stavate guardando così interessati? C'era un silenzio di tomba…" cercò lo sguardo di Beckett che sembrò non avere il coraggio di guardarlo negli occhi, la sentì mormorare una spiegazione a mezza bocca "un messaggio di…Nolan… per me… mi ritiene la sua Lizzie…" poi gli passò i documenti, Castle li scorse velocemente facendosi un'idea della rinnovata minaccia
"ti vorrebbe come musa? Glielo hai detto che sei già occupata in quel senso? Se la deve vedere con me!" Rick voleva solo alleggerire l'atmosfera ma sembrò peggiorare lo stato d'animo di Kate che invece lo incalzò "Cosa sai della Siddal, perché dovrebbe essere così importante per Nolan?"
"non so lui cosa abbia nella testa, ma Elizabeth fu più che una musa per il gruppo di pittori di cui faceva parte, era pittrice anche lei, e finì per sposare Dante Gabriel Rossetti, uno dei più importanti… rischiò la vita quando posò per Millais… la fece immergere in una vasca piena d'acqua per ore, nell'Ottocento il riscaldamento non era il massimo, insomma rischiò di morire di bronchite… e comunque… fece una fine simile ad Ophelia, nel senso che probabilmente si suicidò, ma la cosa venne messa a tacere perché all'epoca le morti di suicidio provocavano uno scandalo che ricadeva su tutta la famiglia e non avrebbe potuto avere degna sepoltura… insomma 'morte accidentale', come Ophelia, appunto"
Kate aveva ascoltato la 'lezione' di Castle quasi senza respirare, cercava disperatamente di capire cosa volesse Nolan da lei e quella storia non chiariva, ma di certo, aumentava il senso di inquietudine che non l'aveva più lasciata da quando erano stati rinchiusi in quella cripta. Alla fine ritrovò un po' di fiato per chiedere "e… come si sarebbe suicidata?"
"con il laudano… sapete cos'è?"
Ryan ed Esposito scossero la testa, ma Lanie aveva pronta la risposta "Laudano o tintura di oppio, è un composto a base di alcol e oppio, potente narcotico… oddio potrebbe…"
"cosa Lanie?"
"ecco ho ricontrollato personalmente tutti i dati dell'autopsia su Emily… c'erano tracce di un potente narcotico a base di oppio, il medico di allora pensò che l'avesse ingerito per facilitarsi il compito di uccidersi, ma la dose era troppo alta per permetterle anche solo di muoversi… "
Beckett capì al volo dove volesse arrivare l'amica "pensi che sia stato lui a dare il laudano alla sorella… che l'abbia uccisa lui?"
"è più disturbato di quanto pensassimo!" Rick scuoteva la testa
"quindi, cosa vorrebbe fare Nolan? Farti posare dentro una vasca?" sbottò Esposito
Castle diede la sua interpretazione cercando di nuovo un contatto visivo con Beckett che però si ostinava a fissare i display spento del notebook che aveva sulle gambe "no, credo sia molto più complicato di così… è probabile che la ritenga l'unica capace di dare forma alle sue fantasie sul suicidio, deve aver sovrapposto Ophelia e Lizzie, è questo che vuole rivivere, e la prima volta lo ha fatto con la sorella …Quindi, tutta la storia del concorso di Shakespeare… non era quello che pensavamo…"
"Sì e no, il concorso è vero così come le vincitrici e l'esclusione di Emily, ma probabilmente Frank ha usato quella storia per giustificare la morte della sorella e manipolare J.D. che ne era segretamente innamorato"
"Ma perché dieci anni dopo? E perché Beckett e me?" a Rick mancavano alcune coordinate che Ryan si affrettò a colmare
"È stato in una clinica fino a qualche mese fa, poi è uscito, 'malattia sotto controllo', hanno detto i medici che lo avevano in cura. In quegli anni deve essere rimasto in contatto con J.D. che non ha mai sospettato che fosse stato lui ad uccidere Emily, lo deve aver riempito di parole, sulla vendetta verso chi, secondo lui, era responsabile della morte della sua amata collega"
"J.D. serviva a Nolan per i veleni e perché era decisamente più robusto di lui… era J.D. il succube e non il contrario e così ha più senso… non capivo perché J.D. facesse quei miscugli letterari colti ma comunque sembravano presi a caso Ovidio, Baudelaire… , voleva stare sullo stesso piano di Nolan, al quale interessava solo Amleto e Ophelia, tutto il resto se l'era inventato J.D." Castle sembrò ragionare a voce alta, e continuava a tenere gli occhi su Kate che, stavolta lo guardò e proseguì il suo ragionamento, "E probabilmente Nolan lo lasciava fare per confondere le acque, per lui era importante rivivere quelle scene, che J.D. gli portasse gli 'attori'… ma nessuna delle vittime faceva quello che lui voleva" poi di nuovo Castle "e non credo di sbagliarmi se dico che a Nolan piaceva assistere più che interpretare le sue fantasie… l'ho fatto uscire dai gangheri quando ho messo in discussione i ruoli che si erano dati"
"sì… lo sappiamo… Nolan mi ha mandato un video di quando… eravamo nelle sue mani" Kate poggiò le mani sul notebook sperando che Rick capisse senza ulteriori parole
"oh… ok Beckett io…" avrebbe voluto parlare con lei, la vedeva turbata, voleva rassicurarla, ma alla parta riapparve l'infermiera di prima "Signor Castle, le ho concesso cinque minuti in più ora la prego si faccia riportare in stanza" Rick capì che non era quello il momento per ulteriori discorsi, sorrise a Kate e fece un cenno di saluto agli altri poi si rivolse alla donna che aveva già agguantato le maniglie della carrozzina "Ok… ok, non le farò perdere il posto, andiamo. A presto ragazzi… e non fatele fare sciocchezze, tipo uscire di soppiatto dall'ospedale per cercare Nolan e ucciderlo a mani nude…" il tono era leggero, ma lo sguardo che diresse a lei era di assoluta preoccupazione
"Stai tranquillo Castle, ci avevamo già pensato, avrete una scorta, tutti e due!"
Kate fulminò con lo sguardo Esposito che aggiunse con fermezza "ordini del capitano"
"Capito Beckett, quindi niente giretti notturni! Peccato, però, il fanciullino che è in me sperava nella favola della buona notte…"
"nei tuoi sogni Castle, e comunque vale anche per te… niente colpi di testa!"
"e dove vuoi che vada… mi guardano a vista" lanciò un'occhiata all'infermiera che ormai mostrava assuefazione alle continue battute di Castle
Non avrebbe mai ammesso d'aver fatto una colossale cavolata, si sentiva come se avesse corso una maratona con uno zaino sulle spalle, per un quarto d'ora seduto su una sedia a rotelle, dannato veleno che gli aveva sconvolto il metabolismo e dannata ferita che tirava senza sosta.
Se non si fosse sentito così male sarebbe ritornato da Kate, voleva solo abbracciarla, farla stare bene, aveva visto tutte le sfumature dell'inquietudine dipingersi sul suo volto e il suo continuo tentativo di non mostrarlo a lui. Di nuovo quella sensazione d'impotenza, di voler fare di più, acutizzata dalla certezza d'avere un pazzo lì fuori che faceva piani folli su di lei.
La porta della stanza si aprì lentamente, Rick sorrise nella penombra, la sagoma di Kate scivolò dentro, il suo profumo per qualche secondo nascose l'odore dei disinfettanti di cui era intrisa la stanza, la seguì con lo sguardo mentre si sedeva accanto a lui, sul letto "sono venuta per la favola della sera, mai lasciare i bambini senza"
