Distintivi e Pistole
Capitolo 14
Andarono a casa di Andy, nonostante le proteste di Flynn, Provenza si sarebbe fermato a dormire sul divano di Andy. In realtà Andy era contento di essere in compagnia di Provenza, anche se continuava a lamentarsi. Provenza era preoccupato per Andy, aveva paura che lui avesse un crollo, proprio come quella sera di tanti anni fa.
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Lo aveva cercato per ore e ricordava che era stato in pensiero per lui e ne aveva tutte le ragioni. Quando alla fine aveva deciso di andare a casa di Flynn, gli aveva aperto la porta la parte oscura di quello che considerava il suo amico.
Quella sera di 18 anni fa, Provenza aveva bussato alla porta di Flynn, sperando di trovarlo lì. Lo aveva cercato per ore e lo aveva chiamato più volte al cellulare, ma lui non aveva mai risposto. Temeva in qualche colpo di testa da parte sua. Flynn stava passando un momento difficile, il divorzio, la moglie che lo incolpava di non curarsi dei figli, al lavoro erano più le volte che era dalla disciplinare che a prendere i cattivi. Beveva forte all'epoca e tutta la sua famiglia gli aveva voltato le spalle. Certo lui aveva un carattere di merda, sempre strafottente e spavaldo. Ma quella sera non era più lui, tutta la sua strafottenza, la spavalderia era svanite e lui era rimasto un uomo solo.
In casa c'era una forte odore di birra, c'erano bottiglie rotte ovunque e birra rovesciata sul tavolo, sui mobili. Aveva lanciato le bottiglie contro i mobili, il televisore e i muri. Le sue mani erano ferite e sporche di sangue, aveva preso a pugni il mobiletto della cucina, che ora era distrutto a pezzi per terra. La camicia sgualcita che indossava da giorni era sporca di sangue e di birra. Lui aveva gli occhi fuori dalle orbite, sembrava l'ombra di sè stesso. Quando Flynn vide che era lui, lasciò la porta aperta e andò a sedersi sul divano. C'era puzza di chiuso e di birra, Provenza aprì un poco la finestra per far cambiare aria. "Non si respira qui dentro."
"Cosa sei venuto a fare?" Chiese Flynn rude.
"Sono tuo amico. Voglio sapere come stai."
"Sto di merda."
"Perché non ti dai una ripulita e disinfetti quelle mani. Cosa ti sei fatto?
"Ho preso a pugni il mobiletto. Ho lanciato la birra contro i muri e il televisore e mi sento di merda. Però per il resto è tutto ok! Sei contento Provenza!?"
"Quanto hai finito di fare lo stronzo, me lo dici. Comunque se non ti dai una ripulita, come pensi di presentarti al lavoro?"
"Non so se verrò ancora al lavoro …."
"Senti Andy, adesso tu la finisci di ubriacarti e commiserarti per la tua vita di merda!"
"Cazzo vuoi Provenza?" Flynn si alzò e si mise davanti a Provenza.
"Quando ti ci metti, mi fai proprio incazzare…" Provenza gli diede uno schiaffo, che fece cadere Flynn per terra.
"Ehi, ma che ti prende?!" Urlò mettendosi una mano sulla guancia.
"Non lo capisci!? Ne vuoi un altro?!" Provenza prese Flynn per un braccio e lo trascinò in bagno, lanciandolo dentro la doccia, poi aprì l'acqua.
"AAAAHHHHH…" Urlò Flynn sotto l'acqua fredda.
"Adesso ti dai una ripulita, io intanto ti preparo un caffè e vedi di non farmi incazzare, perché ti prendo a calci in culo!" Urlò Provenza mentre tornava in cucina.
Andy lo guardò allibito, mentre l'acqua scorreva su di lui. Era completamente bagnato, si tolse i vestiti e si fece una doccia, calda. Poi si sbarbò e si cambiò i vestiti. Rientrò in cucina, sentiva il profumo del caffè, che Provenza aveva preparato.
"Prendi delle buste e mettici il vetro rotto e poi ripulisci tutto il luridume che hai lasciato in giro. Sembra un letamaio questo posto, cerca di tenere pulito!" Lo sgridò Provenza.
"Ma chi sei mia madre?!" Gli gridò contro Flynn.
"Andy stai zitto! Fatti un favore, credimi." Disse Provenza con fermezza. Intanto Provenza stava asciugando la birra che era sparpagliata per tutta la casa. Aveva vuotato le bottiglie semivuote e quelle che aveva trovato nel lavandino e stava riordinando.
"Grazie Louie." Mormorò Andy mentre raccoglieva il vetro sparso per casa.
"Dai vieni qui un attimo, ti disinfetto le mani, prima che ti prendi qualche infezione." Flynn si avvicinò titubante e gli porse le mani.
"Cazzo Flynn, guarda come le hai ridotte!" Disse mentre passava delicatamente il cotone imbevuto di disinfettante sulle mani martoriate. "Speriamo che non ti sia rotto nulla, fa male?"
"Sì, brucia…"
"Bene, meglio se ti fa male. Così ti ricorderai di non fare certe stronzate!" Poi prese delle garze e fasciò entrambe le mani.
"Bevi un po' di caffè. Tieni." Disse porgendo una tazza fumante di caffè a Andy. "Hai mangiato?"
"No."
"Vado a comprare qualcosa da mangiare, mentre tu finisci di pulire."
"Non devi farlo, se non …."
"Ho detto che vado a comprare qualcosa da mangiare, mangeremo insieme e poi vedremo." Disse Provenza uscendo. "Aspetta, dammi una chiave del tuo appartamento, Andy!"
"Perché?"
"Dammi una chiave e non fare domande idiote …."
"Ecco, tieni. Se proprio vuoi…" Prese un'altra chiave tirandola fuori da un cassetto.
"Ci vediamo dopo e vedi di ripulire tutto!" Disse Provenza uscendo.
"Sì Provenza, agli ordini!" Flynn guardò Provenza uscire e ringraziò il cielo di avere ancora un amico che lo prendesse a calci in culo ogni volta che faceva una cavolata. Riprese a sistemare il suo appartamento, cercando di renderlo più vivibile.
Nei giorni successivi, Provenza rimase con Flynn anche dopo il lavoro e lo aveva accompagnato agli incontri AA. Se non fosse stato per lui, Flynn non si sarebbe rimesso in pista. Anche al lavoro era diventato più professionale e diligente e aveva smesso di passare continuamente dalla disciplinare.
Provenza ripensò a quella notte, guardando la sua birra e il suo amico seduto accanto a lui sul divano, che beveva una soda.
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"Tutto ok, Provenza? Sembrava fossi lontano anni luce."
"Tutto ok, Flynn. Vedrai che sistemeremo tutto." Disse bevendo la sua birra.
Il giorno seguente Flynn e Provenza avevano deciso che Provenza avrebbe fatto un salto a casa per un cambio di vestiti, mentre Andy avrebbe fatto un salto veloce per vedere come stava Sharon e poi entrambi si sarebbero trovati in ufficio. Andy arrivò in ospedale e bussò alla camera di Sharon. Entrò titubante, lei era sdraiata, sembrava stesse dormendo. Le prese la mano e lei si girò aprendo gli occhi.
"Ti ho svegliata?"
"No, ti stavo aspettando. Come stai?"
"Provenza mi ha rimproverato tutto il tempo, quando torni a casa da me?"
"Spero di tornare a casa presto. Nel frattempo voglio che ti chiarisci con Rusty e fai pace con Provenza."
"Certo, farò il bravo con tutti. E con te cosa devo fare?"
"Devi darmi un bacio."
"Ora? Ma non so se posso…" Lei lo tirò per la mano e lui la baciò con passione e con amore. Rimasero fronte contro fronte per un po'.
"Ho avuto paura di perderti. Perdonami." Disse lui.
"Anche io ho avuto paura di perderti, sei perdonato tenente, ma non farlo mai più!"
"Cercherò di non farlo mai più, amore mio. Ora vado in ufficio, ci vediamo più tardi, così tu riposi un poco."
"Ok, ci vediamo dopo."
"A dopo tesoro." La baciò e uscì, sapendo di aver mentito. In un'altra situazione lui avrebbe rifatto la stessa cosa, sapeva di essere nel giusto, ma ora non era più sicuro.
Salì in macchina e andò in Centrale, parcheggiò la macchina e attese l'arrivo di Provenza, che arrivò poco dopo. "Mi stavi aspettando? Come sta il capitano?"
"Il capitano sta meglio".
"Hai una faccia strana, cosa è successo?"
"Le ho mentito, Provenza. Le ho detto, che non rifarò più quello che ho fatto…"
"E allora?"
Andy disse: "Ho sbagliato."
"Se ti può consolare non sarà la tua ultima volta."
"Sei di consolazione Provenza. Volevo solo dire che, dovevo fare quello che ho fatto." Rispose piccato Flynn.
"Hai fatto quello che dovevi fare. Questo il nostro lavoro, lo sai e a volte va così."
"Poteva morire, Louie, non me lo sarei mai perdonato."
"Poteva capitare a te di prenderti una pallottola, hai pensato a questa possibilità?"
"Sì, lo so." Disse sconsolato Flynn "Però ora, non so se ne vale la pena."
"La risposta la sai solo tu, Andy." Silenzio. "Adesso andiamo." Si recarono in ufficio.
Dopo un po' anche gli altri della squadra erano arrivati, la mattina sembrò tranquilla, Flynn sperava di liberarsi presto, per poter andare in pausa pranzo in ospedale da Sharon, voleva parlare ancora con lei.
"Flynn ci sono dei signori che vogliono parlare con te. Prego da questa parte" Disse Mike.
"Buongiorno, sono il tenente Flynn, in cosa posso esservi utile?"
"Sono Robert Clackson. Lei ha già fatto tanto e di questo la ringraziamo." L'uomo abbracciò Flynn, che rimase stupito e immobile. "Lei ha salvato la vita della mia bambina e per questo le sarò grato per sempre. Lei è mia moglie Jennifer."
"Piacere signora" La donna abbracciò Flynn commossa. "Grazie per quello che ha fatto!"
"Ho fatto il mio dovere …."
"Siamo venuti ieri in ospedale, ci avevano detto, che lei era in osservazione. C'era una gran confusione e non siamo riusciti a ringraziarla. Allora oggi Margot ci teneva a conoscerla. Vieni Margot. Ecco il signore che cercavi."
"Ciao piccola, mi chiamo Andy e tu?" Disse Andy accovacciandosi.
"Cosa devi dire al tenente Flynn?" Disse il padre.
"Mi chiamo Margot."
"Ciao Margot. Sai che hai un vestito bellissimo." Disse Flynn.
La bambina diede una bambola a Flynn: "Hai salvato Trudy e lei ora vuole stare con te!"
"Grazie tesoro. Sei sicura che Trudy voglia rimanere con me?"
"Sì." Abbracciò Andy e poi corse dietro le gambe della mamma.
"Allora Trudy rimarrà con me, grazie piccola!" Disse Flynn sorridendo.
"Grazie ancora tenente Flynn." Disse il sig. Clarkson stringendo la mano a Flynn. "Andiamo ragazze." Tutti e tre uscirono dalla divisione.
"Arrivederci." Flynn li guardò andare via e poi guardò la bambola di pezza che aveva in mano, sorrise. Forse ne valeva la pena… Pensò tra sé.
"Hai infranto un altro cuore, Flynn!" Disse Mike.
"Cadono tutte ai tuoi piedi tenente …." Disse Julio
"Bene, Flynn. Allora, il nostro rubacuori può tornare tra noi comuni mortali per finire il lavoro?" Disse Provenza divertito.
"Certo, Provenza. Certo." Rispose Flynn sorridendo e appoggiando la bambola sulla sua scrivania.
Finalmente arrivò l'ora di pranzo, Flynn uscì per andare da lei. Era più sereno, la visita della famiglia Clarkson l'aveva tranquillizzato e voleva raccontare tutto a Sharon.
Arrivò in ospedale e stava per entrare nella camera di Sharon, quando vide uscire Rusty e allora si fermò, aspettando. Rusty lo vide e gli si avvicinò lentamente.
"Ciao Andy. Volevo scusarmi, per averti colpito l'altro giorno." Disse Rusty.
"Ciao Rusty, non fa niente. E' tutto passato, non ti devi scusare di nulla. Anzi, hai un bel gancio."
"Invece mi devo scusare. Avrei voluto ammazzarti con le mie mani, ero accecato dalla rabbia …. scusami." Disse Abbracciando Andy. "Ora devo andare, ci vediamo."
"Ciao Rusty." Guardò Rusty andare via. "Posso entrare?" Disse titubante Andy entrando nella camera di Sharon.
"Vieni. Ti aspettavo." Disse lei allungando la mano verso di lui.
"Mi sei mancata." Disse lui, baciando la sua mano.
"Sono contenta di vedere che stai meglio. Sei più tranquillo."
"Ho incontrato Rusty qui fuori, abbiamo chiarito tutto."
"Bene. Allora hai fatto il bravo."
"Come sempre, capitano."
"Lascialo dire a me, tenente."
"Quando torni a casa?"
"Tra qualche giorno, se gli esami sono ok, mi lasceranno andare. Hai mangiato?"
"Non ancora. Mangerò prima di tornare in Centrale."
"Hai fatto pace con Provenza?"
"Mi sta attaccato come una babysitter… non mi dà respiro…"
"E' il tuo migliore amico. E' solo preoccupato per te."
"Sì lo so e di questo gliene sono grato, però mi sta troppo addosso, vorrei che…" Disse lui allontanandosi.
"Che cosa vorresti, Andy?" Chiese lei dolcemente.
"Non ho bevuto, ok!" Disse arrabbiato. "Ho solo comprato delle birre, ma non ho bevuto, ok!" Lui si era allontanato e le rivolgeva le spalle, aveva i pugni serrati, la rabbia scorreva nelle sue vene.
"Andy, vieni qui. Calmati." Lui si girò, si avvicinò a lei e le prese la mano.
"Scusa, ma dovevo dirtelo. Avrei voluto bere l'altra notte, ma non l'ho fatto. Ho vagato per un po', sono entrato in un negozio e ho comprato delle birre. Non sapevo cosa fare e allora sono tornato a casa e ho trovato Provenza. Lui mi ha calmato, mi ha fatto ragionare e poi ha vuotato le birre nel lavandino. Ha detto anche che se mi azzardo a comprare dei liquori senza prima avvertirlo, finisco male, mi sa che mi prende a calci nel culo. Poi mi sono cambiato e siamo venuti da te." Silenzio.
"Sei più tranquillo, adesso?"
"Pensavo di averti perso, poi Rusty mi aveva mandato via in quel modo, mi sentivo …" Mormorò lui.
"Abbracciami!" Silenzio. Lui si sedette vicino a lei e le prese le mani.
"Stamattina sono venuti in centrale i genitori e la bimba della rapina, sai quando …."
"Sì, mi ricordo …." Il pensiero faceva ancora male.
"Sono venuti a ringraziarmi per aver salvato Margot, così si chiama la bimba e mi ha regalato Trudy una bambola di pezza, perché l'ho salvata. Dovevi vedere i suoi occhi, Sharon." Disse lui sorridendo.
"Ti hanno stregato quegli occhi, tenente?"
"Non ho potuto dire di no e quando mi ha regalato la bambola …bè ho accettato… "
"Cosa mi vuoi dire?" Silenzio. "Andy …."
"Mi dispiace di averti mentito Sharon. Lo sai, rifarei ancora quello che ho fatto, anche se mi sento in colpa perché tu ti sei presa una pallottola che spettava a me!"
"Non dire così…" Disse lei con le lacrime agli occhi.
"Rusty aveva ragione, quella pallottola la dovevo prendere io, non tu! Ci dovevo essere io in questo letto!" Silenzio. "Mi dispiace tanto." Disse lui con le lacrime agli occhi, abbassò la testa, baciò le sue mani.
"Cosa devo fare con te, tenente Andrew Flynn?" Disse lei con la voce rotta dall'emozione.
"Non lo so." Disse lui con voce smarrita.
"Spero solo che d'ora in poi cercheremo di fare attenzione ad evitare le pallottole, che ne dici?"
"Cercherò di impegnarmi, promesso." Disse lui senza alzare gli occhi. "Sei arrabbiata?"
"Andy ….. guardami, non sono arrabbiata con te, ok? Voglio solo che stai al sicuro. Lo so che questo è il nostro lavoro e a volte può capitare che qualcosa ci sfugga di mano …."
"Ti amo Sharon!"
"Ti amo, tesoro!" Rimasero abbracciati per un po'.
Qualcuno bussò alla porta della camera del capitano, era il tenente Provenza, che sapeva di averli colti in un momento di intimità. "Ripasso in un altro momento …."
"Venga pure, tenente." Disse Sharon con un sorriso.
"Come sta oggi capitano? Spero meglio." Chiese Provenza.
"Oggi va molto meglio, forse tra qualche giorno mi dimettono."
"Questa è una bella notizia."
"Come mai sei passato Provenza, non avevi da fare in Centrale?" Chiese Flynn infastidito.
"Volevo vedere di persona come stava il capitano, tutto qui. Poi voleva aggiornarla su alcuni fatti, credo che le farà piacere."
"Certo tenente, venga qui vicino."
"Va bene, io vado a prendere un caffè, lo vuoi anche tu Provenza?"
"Certo che sì. Vai Flynn, vai."
Andy uscì quasi scocciato, però era contento che Provenza fosse così gentile con Sharon. Chi l'avrebbe detto, che si sarebbe preoccupato per lei….
Continua…
