CAPITOLO 14 WHEN BITCHES COLLAPSE
Susan Berg sorseggia la sua tisana calda rileggendo la poesia sul Vietnam che le ha portato l'amica tempo addietro. Le pare ancora di sentirle recitare i versi, leggendola, proprio come quando era curva sul leggìo, quel giorno. Anche le emozioni che prova sono quelle di allora, solo più intense, si rende conto, sorridendo al pensiero di Elaine. Il suono della voce della donna, nella sua testa, la conforta, la rilassa, la fa semplicemente stare meglio. Chiude gli occhi, riposando la nuca sul bordo dello schienale del divano e lascia che Elaine le ripeta ancora una volta la composizione, con la sua voce melodiosa che ormai conosce bene.
Un suono improvviso la spaventa e nel riscuotersi dalla sua trance realizza che si è versata parte della bevanda in grembo, bagnandosi il pigiama. Il suono si ripete, delicato. C'è qualcuno alla porta, Susan controlla l'ora sull'orologio a parete, manca poco a mezzanotte. Si alza, tastandosi la parte bagnata del tessuto, si avvicina alla porta e controlla dallo spioncino. Si affretta ad aprire rabbrividendo per il freddo.
"È tardi, lo so, scusa.", la Barrish alza le mani muovendo un passo all'interno dell'appartamento. "Cos'è successo?", domanda la giornalista senza minimamente fare riferimento all'ora tarda, intuendo che la donna deve essere appena uscita dalla Casa. Ha la faccia stanca e tesa. "Hai mangiato?", le chiede d'istinto. L'altra scuote il capo, più per farla tacere che per risponderle, "Ti darò una notizia in anteprima, ma non potrai farla uscire prima della conferenza stampa di domani.", "Ok!", risponde pronta Susan, vieni, ti preparo qualcosa di caldo, le dice posandole una mano sulla schiena e guidandola verso il bancone della cucina.
Elaine si siede su uno degli sgabelli e la osserva con gratitudine, mentre le prepara una tisana calda e un sandwich al formaggio cremoso. Sospira, nel tentativo di scrollarsi di dosso ore ed ore di briefing per mettersi d'accordo su quello da dire e non dire alla stampa il giorno seguente. Vuole avere la completa attenzione dell'altra, quindi attende paziente che si prenda cura di lei.
Quando finalmente si spostano sul divano, Elaine si sente pronta. "Fred Collier è stato arrestato dai servizi segreti questa mattina, per Biarritz.", esordisce in tono serio evitando il lungo elenco di reati di cui sarà accusato. "Sei seria?", domanda incredula l'amica. "Già!", si sporge verso la sua interlocutrice. "Non saranno molti i particolari che divulgheremo, per ora. La versione ufficiale, per il momento, è che i Servizi Segreti sono risaliti a lui dopo mesi di indagini serrate e che al più presto ci sarà una direttissima.", la informa. "Non risponderemo a nessuna domanda durante la conferenza.", la Berg annuisce pronta, senza insistere.
Elaine si butta all'indietro, riposando la schiena affaticata, strofinandosi la faccia con una mano. Sul tavolino da caffè davanti a lei c'è il foglio che le ha stampato poco dopo i funerali di stato dell'equipaggio dell'Air Force One. Le sfugge un sorriso e decide che non ha voglia di tenersi per sé ciò che ha saputo quel giorno, sa che l'amica adesso è solo un'amica, una cara amica, non una giornalista.
"Quello che so, e che ancora non si può divulgare, è che si era messo in contatto con qualche gruppo terroristico in Medio Oriente, a cui ha fornito i codici per disabilitare a distanza i dispositivi di sicurezza dell'aereo, cosicché potesse essere attaccato da un drone. In cambio aveva promesso loro di ammorbidire le pene per i terroristi detenuti in suolo americano...", Susan l'ascolta attentamente, in silenzio, imitando la sua postura con fare rilassato. "Ovviamente il Presidente degli Stati Uniti non ha potere sulle leggi, ma ha potere di nomina sui giudici della Corte Suprema, ed anche se è una carica a vita, sappiamo bene quanto Diane intendesse ritirarsi, di recente.", prosegue nel dettaglio. "Avrebbe nominato un nuovo giudice di sua fiducia...", conclude cedendo la tazza ormai vuota all'amica, mentre chiude gli occhi, esausta.
La giornalista non ha voglia di lavare le ultime stoviglie e le abbandona incurante nel lavello, tornando verso il divano ha il dubbio che la donna si sia addormentata, la guarda a lungo, i movimenti regolari del suo torace che si alza e si abbassa. Si dirige verso la propria camera e prende un cuscino e due coperte dall'armadio, ed anche se è sicura che l'amica protesterà, non è disposta a discutere.
Adagia in silenzio il cuscino ad un lato del divano e le sfiora delicatamente un braccio, lei socchiude a malapena un occhio. "Coraggio... stenditi un po'.", le sussurra guidandola dolcemente in posizione orizzontale. Per un attimo la Barrish pensa che deve alzarsi e tornare a casa, ma è troppo stanca e le cure dell'amica sembrano qualcosa di irrinunciabile, così l'asseconda chiudendo gli occhi e riposando su un fianco, mentre viene coperta premurosamente.
Susan è contenta e sorpresa che non abbia fatto obiezioni. Le liscia le coperte addosso. "Notte.", le sussurra, ma Elaine sta già dormendo.
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Dopo qualche attimo di indecisione, Susan decide che deve alzarsi e svegliare l'amica, dovrà andare a casa a cambiarsi, prima di iniziare la sua giornata e lei non vuole che faccia tardi. Affacciandosi nel salone con l'irrazionale timore che nel corso della notte se ne sia andata, è sollevata nel vederla riposare con espressione serena. Decide di concederle altri cinque minuti, mentre prepara il caffè più silenziosamente che può.
Con una tazza fumante si siede sul tavolino basso indecisa. L'aroma della bevanda fa il suo effetto e la donna fa qualche movimento prima di aprire gli occhi, confusa, si tira su a sedere, guardandosi il vestito stropicciato. "Buongiorno.", biascica cercando di lisciarsi le pieghe sulla camicetta. "Buongiorno a te!", risponde la Berg porgendole la tazza. "Grazie.", sussurra l'altra riconoscente. "La colazione è quasi pronta.", annuncia la giovane tornando in cucina e mettendosi all'opera con efficienza.
"Ti ho messo asciugamani puliti e uno spazzolino nuovo sul mobile del bagno.", l'avverte mentre versa le uova in padella. "Poi ti accompagno a casa, così potrai cambiarti prima di andare a lavoro.", la tranquillizza adocchiando la donna avvicinarsi. "Hai proprio pensato a tutto, eh?", scherza il politico con voce rauca. "Beh, se avessi saputo che avevi intenzione di collassare sul mio divano, ti avrei procurato un pigiama della tua taglia!", le risponde pronta facendo la linguaccia. "Ah ah, divertente!", replica Elaine rubando una fetta di pancetta abbrustolita dalla teglia, non riesce ad evitare lo schiaffetto che la colpisce sul dorso della mano e scoppia a ridere, seguita a ruota dall'amica.
Nonostante abbia dormito poco e su un divano, che certo non è comodo come il suo letto, il Segretario di sente sorprendentemente rigenerata. E una colazione decente le ci voleva davvero. Guarda distratta la strada che le scorre davanti, mentre la Berg guida in silenzio. "La conferenza stampa è fissata per le dieci.", le ricorda il politico mentre svoltano un'ultima volta prima di accostare. "Grazie Sue.", le dice posandole un bacio frettoloso sulla guancia. "Non ringraziarmi, mi casa es tu casa!", ribatte Susan con un sorriso.
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"Dove diamine sei stata?", l'assale la madre vedendola rientrare. Elaine non ha voglia di discutere, "A lavoro, mamma.", taglia corto. "Tutta la notte?", domanda l'anziana osservando le grinze sul vestito. "Grazie al cielo no!", risponde distratta. "E quindi? Dove sei stata?", insiste la matriarca posandosi le mani sui fianchi. "Ho camminato! Non avevo voglia di guidare!", improvvisa per divertimento mentre si avvia verso la propria camera. Alza gli occhi al cielo percependo i passi della madre dietro i suoi.
"Ero da Susan, mamma, ci siamo addormentate. Ho fretta, mi aspettano all'Ovale.", la liquida chiudendosi in bagno. "Perché hai dormito da Susan? Non hai mai dormito da Susan!", prosegue mamma Barrish allargando le braccia confusa. "Ho fatto male, ma'! Ogni tanto serve prendere le distanze da questo manicomio!", urla lei da dentro il bagno, mentre sorridente apre il rubinetto della doccia. La madre finalmente si allontana con aria confusa scuotendo il capo.
