Prima di lasciarvi alla lettura del nuovo capitolo, siccome questo inizia nel punto esatto dove è finito l'altro, ho pensato di riscrivere le ultime righe. Eravamo al ritorno dalla sera con le ragazze e Haruka e Michiru discutono sulla reazione che hanno avuto nell'appurare la loro storia

Dal capitolo precedente:

-Sai facendo così non concludi nulla, perché non mi dici come ti senti al riguardo? -

-Cosa vuoi che ti dica? -

-Haruka? -

-Per te è andata bene per me è stato un disastro-

-Un disastro? -

-Erano tutte a disagio-

-Hanno bisogno di tempo. Usagi però sembra averla presa bene-

-Lei è diversa… lei ama l'amore…-

-Haruka non obbligarmi a chiedertelo…-

-Non mi ha fatto piacere quello che ha detto…ma è la verità-

-Mi dispiace…io…-

-Tu limitati a lasciarlo… poi nessuno dovrà sapere…-

-Cosa? -

-Tuo padre non la prenderà bene, e l'unica cosa che otterremmo sarà quella di soffrire e io sono stanca. Io voglio solo viverti-

-Ma…-

-Ci ho pensato Michiru, tuo padre non accetterà mai…-

-Quindi per te va bene se non diciamo niente ai miei? -

-Più che bene-

-Da quando sei diventata così tenera? Una volta avresti risolto la situazione in un altro modo-
-Si cambia Michiru. Se parlo così, è perché so quanto tieni a tuo padre- rispose, guardandola negli occhi.

-Perché adesso? -

-Perché ho messo l'orgoglio da parte per dare spazio a un sentimento maggiore- affermò con convinzione, accarezzandole la schiena.

Avvertì il cuore sussultare nel suo petto, le afferrò il viso con entrambe le mani, avvicinò il viso a quello della bionda e, con voce tremante, bisbigliò -Ti amo Haruka Tenou-

Capitolo 13

-Ti amo Haruka Tenou-

E come ogni volta, al suono di quelle semplici ma potenti parole, il suo cuore iniziò a battere impazzito. Non aveva mai creduto alle cosiddette farfalle nello stomaco, non era mai stato da lei credere in una cosa del genere, questo fino a quando la donna che aveva tra le braccia non aveva pronunciato quelle parole.

Era come sentirla sulla sua pelle, senza però toccarla.

Un'emozione impossibile da etichettare, da spiegare…

-Mi piace quando lo dici- mormorò, con le labbra ancora attaccate a quelle di Michiru, continuando ad accarezzarle la schiena.

-Davvero? -

-Molto-

-Beh a me piace dirtelo- rispose Michiru, sfiorandole le labbra con le sue.

Chiuse gli occhi lasciandosi trasportare da quella scarica di emozioni che aveva imparato ad amare. Ricambiò il movimento delle labbra di Michiru, intente a baciarla con amore, dolcemente.

Avvertì le dita afferrarle la camicia per dedicarsi ai suoi bottini, aprendoli uno ad uno, lentamente. La lasciò fare: era la prima volta che Michiru prendeva l'iniziativa e, anche se le piaceva da morire toccarla e vederla frantumarsi sotto le sue mani, le piaceva anche sentire le sue mani su di sé.

Le dita di Michiru s'intrufolarono nella camicia, facendogliela cadere lungo le braccia, liberandola completamente, continuando a sfiorarle la pelle con dita calde e delicate. Aprì gli occhi specchiandosi in quelli azzurri dell'altra, offuscati dal desiderio e dal piacere. Le mani di Michiru continuarono a vagare lungo le sue braccia, spostandosi lentamente sul suo petto, proprio sopra al suo cuore, fermandosi, avvicinò le labbra al suo orecchio e le sussurrò -Ti amo, Haruka-

E quelle famose farfalle iniziarono di nuovo a svolazzare impazzite, facendo battere il suo cuore.

-Sembra impazzito- mormorò, affondando il viso nel suo collo, continuando a restare con il palmo della mano sul suo cuore.

-Che fai? - sussurrò, cercando di sovrastare il rumore assordante del suo cuore.

-Sto cercando di capire cosa si prova a sentirselo dire…-

-Michiru…io…-

-Shhh. Non dire nulla- disse, lasciandole un bacio sul collo -non serve…- continuò, spostandosi per guardarla negli occhi -lo sento…ti sento-

Rimase a fissare quegli occhi che avevano la capacità di invaderle un amore incondizionato, che in quel momento la stavano fissando per farle capire che non stava mentendo, che riusciva a comprendere i suoi sentimenti anche se non riusciva ad esternarli con le parole. Fece scivolare lentamente la mano lungo la schiena, fino ad afferrarle la nuca, rimase per un attimo in sospeso, ad ammirare ancora una volta i suoi splendidi occhi, poi l'attirò vero di sé, fino ad impossessarsi delle sue labbra.

Non sapeva cosa la frenasse… forse era la presenza di Toy, forse inconsciamente non voleva esporsi sapendola ancora legata a lui

O semplicemente non era in grado di pronunciare quelle parole…

L'unica cosa certa era che i sentimenti che la legavano a Michiru erano forti, le facevano battere il cuore come non le era mai successo, portandola a mettere da parte il suo orgoglio, pur di poterla stringere tra le braccia.

Schiuse le labbra, lasciandola prendere il controllo sul bacio, accettando la sua lingua che molto lentamente sfiorò la sua, stuzzicandola e facendola gemere. Il corpo di Michiru era schiacciato al suo e poteva avvertirne il calore, poteva avvertire il suo petto alzarsi e abbassarsi velocemente, sfiorandola, mandandole scariche elettriche lungo la schiena. La mano che era rimasta ferma sul suo cuore, iniziò a muoversi fino ad afferrarle il seno, delicatamente, facendola gemere nella sua bocca. Strinse forte le dita tra i suoi capelli quando le sfiorò il capezzolo con il pollice, stuzzicandolo lentamente, molto lentamente.

Sembrava che ogni suo movimento fosse fatto al rallentatore, mentre le sensazioni provate sembravano amplificate alla massima potenza. Le afferrò il labbro inferiore tra i denti, rabbrividendo quando sentì un gemito di dolore uscire dalle sue labbra, senza però scostare le dita dal suo seno.

Fissò lo sguardo nei suoi occhi e vi lesse la sua stessa brama e la curiosità di vedere fin dove si sarebbe spinta, la portò ad aprire la bocca, liberandole il labro e a staccare le mani dai suoi capelli.

Dopo un attimo di esitazione, la vide abbassare il viso per nasconderlo nell'incavo del suo collo e lasciarle baci piccoli, spostandosi lentamente sulla spalla per poi andare sempre più giù. Aveva un modo tutto suo di baciarla: con passione e desiderio, continuando tuttavia a rimanere calma, sembrava quasi indifferente alla tensione che lei invece avvertiva prepotente. Tremò quando le labbra calde e morbide si posarono appena sopra il seno, facendole desiderare di sentirla ancora di più. La sentì spostarsi sulle sue gambe, per trovare una posizione più comoda e poi quelle labbra calde e bagnate si impossessarono del suo seno, lambendolo con la lingua, succhiando con decisione. Si lasciò andare con la schiena allo schienale, reclinando indietro la testa. Era la prima volta che Michiru la baciava in quel modo ed era molto meglio di ogni suo sogno avuto negli anni. Inarcò la schiena, stringendo forte le dita in un pugno nel tentativo di domare il desiderio di afferrarle la nuca e stringerla a sé, per avere di più. Avvertì il desiderio concentrarsi lì, dove le labbra di Michiru la stavano baciando, portandola ad inarcarsi per rincorrere quella lingua che molto diligentemente la stava venerando.

Lasciò uscire un gemito di frustrazione quando le labbra di Michiru si staccarono dal suo seno per tornare ad occuparsi delle sue labbra. Rispose a quel bacio con forza sospirando quando le dita di Michiru si spostarono sul bottone dei suoi pantaloni.

-Dicevi sul serio quando hai detto che quello che è tuo è anche mio? - la sentì mormorare come un eco lontano, troppo impegnata a percepire quelle dita che, dopo aver sbottonato i pantaloni si apprestavano a dedicarsi alla zip, facendo vibrare il suo corpo di un desiderio che a fatica aveva tenuto a freno qualche ora prima mentre ballavano.

-C…certo- mormorò, mentre in silenzio la pregava di muoversi perché stava impazzendo.

-Sicura? -

Sicura?

Era sicura solo di una cosa: le sue dita che ora accarezzavano distrattamente l'orlo dei suoi slip, facendola rabbrividire e ansimare.

-Haruka? -

-Vuoi parlarne proprio adesso? -

-Dai rispondimi-

-C…certo- ansimò, alzando impercettibilmente il bacino, sperando di spingerla ad andare oltre.

Era davvero sul punto di afferrarle quella mano e di posizionarla lei stessa là dove il suo corpo la reclamava. Dopo quel ballo, ora era al culmine e non sapeva fin dove poteva aspettare.

-Quello che è mio è tuo…ma tu cerca di muovere quelle dita-

Chiuse gli occhi gemendo, quando finalmente quelle dita s'intrufolarono negli slip per appoggiarsi sulla sua pelle bollente. Era impaziente, non poteva aspettare oltre, aveva bisogno di far esplodere quel piacere che per tutta la serata era stato su una scia crescente, senza però trovare mai il punto di arrivo. Ondeggiò con il bacino, seguendo le carezze circolari di Michiru.

-Tutto tutto? -

-Non funziona… ci hai provato ma non funziona-

-Nemmeno se faccio così? -

-Dannazione! - imprecò, quando con una spinta decisa, l'altra la penetrò, cogliendola totalmente di sorpresa.

-Allora Haruka? -

Non rispose, non quando le dita di Michiru le stavano dando finalmente quello che aveva agognato per l'intera serata.

Tutto quell'andare lento, quell'essere gentile e delicata l'aveva accesa talmente tanto che era sicura di essere già al limite.

Quella sensazione di sentirla spingere con decisione

Sentire il peso del suo corpo…

Il calore del suo respiro…

La sua bocca che continuava a baciarla…

La sua lingua che la invadeva con lo stesso ritmo delle sue dita…

Mosse freneticamente il bacino, rincorrendo quel piacere che prepotente cresceva.

-Dio…Michiru…-

Si aggrappò con forza ai suoi fianchi quando successe: il piacere esplose in lei sprigionandosi in tutto il suo corpo, facendola gemere e ansimare.

-Ho… cambiato… idea- borbottò, ancora scossa dagli spasmi di piacere.

-Mi farai guidare la tua moto? -

-Non… mi riferivo a quello…- rispose, lasciandole un bacio a fior di labbra -voglio dirlo a tutti-

-Come? -

-Se dirlo ad Usagi e alle altre ti ha portato a farmi questo… sono curiosa di sapere cosa mi farai se lo diciamo agli altri-

-E pensa a cosa potrei farti se accettassi di farmi guidare la tua moto -

Rimase per un attimo a fissare i suoi occhi, un misto di speranza e malizia, prima di scoppiare a ridere di cuore.

-Oh mi stai quasi convincendo- ammise, continuando a ridere della sua espressione.

-Mi stai dicendo che ti è piaciuto? - mormorò, facendo scivolare la mano fuori dai suoi pantaloni.

-Non nego che impari in fretta-

-Forse perché ho un'ottima insegnante- ammiccò, sfiorandole le labbra con le stesse dita che poco prima erano dentro di lei.

-Da me o da te? -

-Haruka? -

-Haruka, svegliati! -

Sentiva la voce di Michiru che la chiamava ma non aveva nessuna voglia di svegliarsi. Era stanca e aveva bisogno di dormire ancora. Cercò di dire qualcosa per indurla a lasciarla dormire ma le parole sembravano non voler collaborare: le sembrava di dire qualcosa ma non riusciva comunque a sentire la sua voce. Avevano fatto l'amore ed erano rimaste a parlare fino a tardi e ora aveva davvero bisogno di riprendersi.

-Dai Haruka! -

Aprì con sforzo gli occhi quando dal suo tono percepì un certo nervosismo: l'immagine del viso di Michiru era sfocata, la luce che arrivava dalla finestra le impediva di vedere con chiarezza il suo viso, non potendo quindi capire se era stata la sua immaginazione oppure era davvero arrabbiata

-Ehi, non riesci proprio a stare senza di me? - borbottò, per sondare la sua reazione.

-So stare benissimo senza di te! - ribatté stizzita, allontanandosi dal letto -c'è qualcun'altra che non riesce a starti lontano- continuò, afferrando i suoi abiti e lanciandoli sul letto.

-Ma cos'hai? Sei arrabbiata? - chiese, mettendosi seduta spostando lo sguardo sui vestiti sul letto. Gli stessi vestiti che la sera prima proprio lei le aveva sfilato, baciandola e gemendo ai suoi di baci -Michiru? - la richiamò non avendo alcuna risposta.

-Vestiti che hai visite- rispose, dandole le spalle.

Senza pensarci si alzò dal letto e la raggiunse, abbracciandola da dietro e affondando il viso tra i suoi capelli.

-Non essere gelosa, sicuramente è venuta a salutarmi-

-Come fai a sapere di chi sto parlando? - chiese, voltandosi, guardandola scettica.

Sorrise di fronte a quello sguardo, le sfiorò la pelle morbida del viso e sussurrò: - Ricordati che io ti conosco bene, so perfettamente che sei gelosa…-

-Se mi conosci così bene- ringhiò, scostandole con stizza la mano dal viso -sbarazzati di lei- continuò, impedendole di dire altro -Subito! -

Era sempre appagante vederla così gelosa, forse era stupido ma le piaceva vederla reagire in quel modo, le sembrava di sentirsi finalmente importante per qualcuno, sapeva che Michiru le aveva fatto capire di esserlo in mille altri modi, ma era più forte di lei, le piaceva vederla in quello stato. Senza dire niente, si avvicinò all'armadio, afferrò un pantalone e una maglietta e iniziò a vestirsi.

-Non indossi le mutande? -

-Credo di averla fatta aspettare già tanto e poi…- fece qualche passo per avvicinarsi a lei -non lo saprà…sarà il nostro segreto- mormorò, con le labbra a pochi centimetri dalle sue.

Quando arrivò in salone, Sabri era seduta sul divano, occupata a rigirarsi tra le mani la sua borsa. Sembrava nervosa.

Fece qualche passo per avvinarsi quando lei alzò il viso.

-Haruka? -

-Ciao, scusa se ti ho fatto aspettare- disse, avvicinandosi a lei, bloccandosi per lo stupore quando la vide alzarsi e tuffarsi tra le sue braccia per poi darle un bacio sulla guancia.

Erano amiche ma non erano mai state così espansive, anzi lei non era espansiva con nessuno in particolare, fatta eccezione per Usagi, forse, ma solo perché sapeva benissimo di metterla in imbarazzo.

-Stai bene? - le chiese, cercando di staccarsi da lei con discrezione, lanciando uno sguardo verso la sua stanza per assicurarsi che non ci fosse Michiru nei paraggi.

-Ho bisogno di parlarti, Haruka-

-Okay- disse, guardandosi di nuovo intorno -dimmi che succede -

-Non possiamo andare in camera tua? -

-In camera mia? - chiese con curiosità.

-Non voglio essere disturbata-

Mai come in quel momento vide quello che Michiru aveva sempre cercato di farle capire ma che lei ostinatamente non aveva visto.

-Che ne dici se ti offro la colazione? -

Non poteva portarla in camera sua…

-Torno subito- disse, senza darle nemmeno il tempo di rispondere alla sua domanda. Si diresse in camera sua, con la consapevolezza di dover ammettere che Michiru aveva avuto sempre ragione.

-Dove vai? -

La voce di Michiru che era appena uscita dal bagno la fece sussultare.

-Porto Sabri a fare colazione- disse, entrando in camera, cercando di mostrarsi il più tranquilla possibile.

-Perché? - il suo tono era strano, turbato e lei non sapeva davvero cosa dirle. Sapeva che confermarle che i suoi sospetti erano fondati non avrebbe fatto altro che alimentare la sua gelosia.

-Ha bisogno di parlarmi- affermò, aprendo il cassetto della biancheria: stava quasi dimenticando di indossarla.

-E non può farlo qui? -

Non le rispose, iniziò a sbarazzarsi dei pantaloni per indossare gli slip, notando come gli occhi dell'altra si erano soffermati sul suo corpo. Lo stesso corpo che la sera prima aveva toccato e fatto vibrare. Se solo si fermava a pensare a come l'aveva fatta sciogliere, ancora entrambe vestite, sul divano del salotto…

lo stesso divano dove aveva lasciato Sabri…

-Michiru…- iniziò, alzandosi i pantaloni e chiudendoli -sappiamo entrambe che non sarebbe una buona idea- sospirò, dirigendosi di nuovo verso l'armadio per prendere una maglietta.

-Perché? Forse perché non devo sapere cosa vuole dirti? -

-Non essere ridicola-

-Ridicola? - ringhiò, facendole capire di aver esagerato -Tu sai perfettamente cosa vuole dirti ed è proprio per questo che la porti via- continuò, avvicinandosi a lei -hai paura che io possa fare qualcosa-

Si voltò per guardarla e lo sguardo furioso che vide nei suoi occhi la colpì.

-Ma sai che ti dico Haruka? Fa come ti pare, non me ne frega un…-

D'istinto le catturò le labbra in un bacio, bloccando la raffica di parole che con rabbia stava riversando su di lei.

-Sei bellissima quando fai la gelosa- mormorò, con le labbra a pochi centimetri da quelle di Michiru.

-Non sono gelosa- bisbigliò, sembrava che tutta la rabbia di poco prima fosse sparita -e non sono ridicola, quella ridicola sei tu che ti ostini a non vedere la realtà- disse, facendo un passo indietro, allontanandosi da lei -ma continua pure così…-

E ora quello che lesse nei suoi occhi non le piacque: tutta la rabbia che accendeva i suoi occhi azzurri di una luce splendente era stata sostituita da qualcosa che aveva l'effetto contrario.

-Michiru? - l'afferrò per un braccio, impedendole di andare via -dopo quello che è successo questa notte non puoi pensare che… guardami Michiru- sussurrò, mettendo l'indice sotto il mento per alzarle il viso -non devi preoccuparti di niente e di nessuno-

-Giurami che non provi nulla per lei-

-Non ho mai pensato a lei in quel modo- affermò, chinandosi per lasciarle baci sul collo -credimi-

-Sei sleale, così-

-Sleale? - chiese, portando la testa leggermente indietro per guardarla.

-Non riesco a riflettere con la tua bocca sulla pelle-

-Non hai bisogno di riflettere- ribatté, ritornando a dedicarsi al suo collo.

-Lo so- ansimò, inclinando leggermente la testa per permetterle di approfondire i baci.

-Haruka? -

-Mmmm-

-Ricordati di indossare il reggiseno! –

Sedute ad un tavolino in un angolo abbastanza appartato del bar, non riusciva a trovare una qualsiasi cosa da dire per spezzare quel silenzio e Sabri non sembrava intenzionata a farlo per lei. Strinse forte le dita intorno alla tazza di caffè, non sapendo cosa dire.

La verità era che aveva una tremenda paura di sentire cosa aveva da dirle, perché se era come immaginava, stava per dover mettere fine alla loro amicizia.

-Come vanno le cose con lei? -

Era strano però quella domanda la colse di sorpresa, o meglio il fastidio che provò nel sentirla fu strano, perché con Sabri aveva sempre parlato di quello che provava per Michiru, ma adesso era diverso.

-Perché lo chiedi? -

-Mi è sembrata molto infastidita quando mi ha vista- disse, continuando a mescolare il caffè con movimenti lenti e distratti.

-Di cosa volevi parlare? - chiese senza mascherare la sua irritazione, perché il tono che stava usando non le piaceva. Anche se provava dei sentimenti per lei questo non le dava nessun diritto di parlare di Michiru con quel tono.

-Ci sei andata a letto? -

-Cosa? - mormorò, con occhi spalancati per lo stupore.

-Scusa…non volevo…- la sentì mormorare, mentre continuava ancora a fissare il suo caffè.

-Io me ne vado…- dichiarò, alzandosi senza aggiungere altro.

-No Haruka, aspetta- l'afferrò per il braccio facendola fermare -non essere arrabbiata, mi dispiace… non avrei dovuto…-

-Non sono affari tuoi e… non mi piace il tono che usi quando parli di lei…-

-La ami davvero…-

-Non mi sembra di aver mai detto il contrario-

-Siediti per favore-

Rimase incerta: non voleva restare perché sapeva esattamente cosa sarebbe successo. Restò a fissarla e quello che lesse nei suoi occhi la spinse a fare un passo indietro e tornare a sedersi su quella sedia, con un nodo in gola per la consapevolezza di doverle dire addio.

-Grazie- la sentì bisbigliare.

-Sabri dimmi quello che devi dirmi-

-Quando ho deciso di venirti a trovare, l'ho fatto perché volevo sapere come era andata a finire con lei. Speravo davvero che fossi riuscita a conquistarla, però poi… vederti con lei…-

-Non continuare Sabri- quasi la implorò perché non voleva ascoltare oltre.

-Non era mia intenzione Haruka, credimi…non farei mai qualcosa per farti soffrire ma…-

-Non so cosa dirti- ammise, con lo sguardo basso, non avendo il coraggio di guardarla negli occhi -non credevo che… non ho mai pensato che tu…-

-Ci siamo baciate-

-Lo so ma… -

-Ma cosa Haruka? Non è significato niente per te? -

-Non usare quel bacio contro di me. Ero ubriaca e poi… anche tu hai detto che non era nulla-

-Ubriaca? Davvero usi la carta dell'alcool? -

-Ma perché vuoi trasformare un bacio in qualcosa che in realtà non c'è? Se provi dei sentimenti per me cerca di superarli senza renderti ridicola- sbottò irritata perché era già abbastanza difficile affrontare quell'argomento, non c'era bisogno di ingigantire le cose, rinvangando episodi del tutto insignificanti.

-Non è stato solo un bacio e tu lo sai- affermò decisa, sfidandola con gli occhi -Vuoi raccontarti questa bugia per non sentirti in difetto, ma sai benissimo che io ho ragione. Tu quella sera mi desideravi e se io non ti avessi fermata, avresti fatto l'amore con me-

Avvertì un fastidio al petto perché lei aveva ragione…

Lo aveva dimenticato…

Aveva giurato a Michiru di non aver mai pensato a Sabri in quel modo e invece…

-Non sarebbe mai successo- cercò di ribattere -io non l'avrei mai…-

E invece ora ricordava quel desiderio improvviso di sentirla sulla sua pelle…

-Perché fai così? È per lei? -

Rimasero a fissarsi fino a quando lo sguardo di Sabri non si fece improvvisamente serio -Vai a letto con lei- affermò decisa -tradisce Toy con te! -

-Lei non tradisce proprio nessuno- esplose, stringendo le mani a pugno.

-Si sono lasciati? -

Rimase in silenzio, per la seconda volta la realtà della loro situazione divenne insopportabile, proprio come era successo con Usagi e il suo "siete amanti".

-E dimmi come funziona? Una notte con lui e una con te? -

-Non parlare di lei in questo modo- scattò in piedi -Non sai un cazzo della nostra storia e non hai nessun diritto di parlare in questo modo. Avrò pure desiderato di scoparti ma non sarai mai all'altezza di Michiru- ringhiò, sfidandola con gli occhi -Ti do un consiglio stammi lontana, Sabri-

Lasciò il locale con un fastidiosissimo senso di colpa, che la rese irrequieta e ansiosa. Aveva dimenticato cosa fosse successo realmente quella notte. Aveva ricordato di averla baciata, ma tutte le emozioni e le sensazioni provate erano state cancellate dal troppo alcool che aveva ingerito per dimenticare. Ricordava che il mattino seguente si era svegliata con un terribile mal di testa, con il ricordo della voce di Toy che rispondeva al suo telefono e quello delle labbra di Sabri sulle sue e basta.

Aveva completamente dimenticato di aver desiderato di perdersi tra le sue braccia.

-Pensi ancora a lei? -

Alzò lo sguardo dal suo drink per posarlo sulla figura di Sabri: da quando si era confidata con lei, senza nemmeno sapere bene il perché lo stesse facendo, Sabri sembrava abbastanza coinvolta tanto da ascoltare ogni suo lamento. In più di un'occasione si era dilettata in consigli ed opinioni, sempre però senza diventare invadente. Forse aveva intuito la sua incapacità di confidarsi con gli altri.

-Nessuna conquista? - chiese, con l'intento di cambiare argomento, perché non aveva proprio voglia di parlarne. Erano trascorsi ben tre mesi da quando era partita, tre mesi che aspettava una sua chiamata e stava diventando tutto così difficile da gestire.

E quella sera non era dell'umore giusto.

-Nessuna chiamata? - continuò imperterrita, sedendosi sullo sgabello alla sua destra, facendo segno al barista di servirla.

Tornò a fissare davanti a sé, afferrando il bicchiere ancora pieno, senza risponderle, sperando di indurla così a lasciarla sola.

-Sai stavo pensando una cosa…- affermò, voltandosi con tutto il corpo verso di lei, richiamando la sua attenzione.

Sabri era una donna molto sicura di sé, e quella sera era davvero fantastica con quel vestitino aderente che lasciava poco spazio all'immaginazione, ma che non la faceva apparire volgare.

La vide spostarsi i lunghi capelli neri dietro l'orecchio provocandole uno strano interesse.

-Hai detto di averle chiaramente detto di chiamarti- continuò, voltando per un attimo il viso per sorridere al ragazzo che le aveva appena servito da bere, facendo ritornare quella strana sensazione di poco prima. Voltò lo sguardo posandolo sul suo drink, domandandosi se non ci fosse qualcosa nel suo drink.

-Questo però non ti impedisce di fare tu quella chiamata- dichiarò, afferrando il bicchiere e portandoselo alle labbra.

Si ritrovò a fissarle le bocca come ipnotizzata dal semplice movimento di appoggiare le labbra al bicchiere

-Allora? Che mi dici? -

-Non ho il cellulare- rispose, distogliendo con uno scatto il volto, sconvolta dal suo stesso comportamento. Forse aveva esagerato con i drink, forse era meglio tornarsene a casa.

-Tieni usa il mio-

Guardò per un attimo il telefono di Sabri chiedendosi se fosse una buona mossa chiamarla. Aveva atteso per tutto questo tempo con l'unica convinzione di darle del tempo per riflettere e fare ora quella telefonata avrebbe significato essere di nuovo lei quella a cedere.

-Non puoi continuare così. Tu la ami e allora metti da parte l'orgoglio e prenditi quello che vuoi-

E lei lo aveva fatto: aveva messo da parte l'orgoglio per vederselo poi calpestare miseramente al suono della sua voce che rispondeva alla sua chiamata.

Non le aveva detto nulla, si era limitata a ridarle il telefono e a rifornirsi di alcol perché l'unica cosa di cui aveva bisogno per quella sera era dimenticare.

-Dai Haruka ora basta, hai bevuto abbastanza-

-Non sono ubriaca- cercò di protestare, guardandola con la coda degli occhi.

-No? Allora mi spieghi questo? - ribatte la mora, indicando la mano di Haruka sulla sua coscia -mi stai toccando-

Si voltò per avvicinare il viso a quello di Sabri, fissandola negli occhi -Non c'è nulla da spiegare, sei bella e ho voglia di toccarti-

-Haruka…- l'ammonì, facendola sorridere compiaciuta quando vide la reazione a quelle parole. Senza riflettere oltre si impossessò delle sue labbra, con bramosia, invadendola con la lingua.

Non sapeva esattamente cosa stesse facendo, sapeva solo che aveva bisogno di staccare la spina, di smettere di pensare a Michiru, soprattutto se ripensava a quella telefonata.

-Okay…- ansimò Sabri, appoggiando entrambe le mani sulle sue spalle e spingendola per farla allontanare -ora mi dici cosa ti prende? Cosa ti ha detto a telefono? -

-Non ti è piaciuto? -

-Non cambiare argomento! -

-Perché non possiamo semplicemente divertirci per questa notte? -

-Perché domani te ne pentiresti-

Peccato che lei il giorno dopo non ricordava proprio nulla, solo di averla baciata e di aver bevuto parecchio.