Tonks contemplò la strana stanza in cui era chiusa ormai da ore, chiedendosi nuovamente come avesse potuto raggiungerla.
L'unica cosa che sapeva era che era passata tre volte lungo quel corridoio - desiderando ardentemente di trovare un posto dove potersi sfogare in santa pace senza essere raggiunta da stupidi Grifondoro dall'aria gentile - e che all'improvviso una porta era apparsa dal nulla.
La ragazza pensò che quella sarebbe diventata ben presto la sua stanza preferita.
Ovunque guardasse, infatti, vedeva peluche giganti che le sorridevano beati, morbidi pouf intorno a graziosi tavolini a prova di qualunque urto, fazzoletti sempre pronti, ed una grande foto di Remus Lupin da usare come bersaglio per un rilassante tiro a segno.
Sospirò di contentezza.
Avrebbe potuto rimanere lì dentro per tutta la vita...
Non doveva nemmeno preoccuparsi di come ottenere ciò che desiderava: le bastava pensare a quello che le serviva e Puff!, eccola accontentata.
Anche se non tutto ciò che desiderava poteva essere ottenuto in quel modo...
Ripensò alla scena cui aveva assistito quella mattina, e i capelli tornarono ad assumere un violento colore temporalesco.
Prese una freccetta e la tirò a casaccio sulla foto, colpendo il malcapitato ragazzo sul naso.
La foto obiettò, ottenendo in cambio una seconda freccetta in zone decisamente più delicate.
"Sì. - Pensò la ragazza. - Questa è davvero la stanza dei miei sogni".
Un bussare leggero la distrasse dai suoi pensieri.
«Chi è?» chiese, avvicinandosi alla porta.
«Remus».
Tonks arretrò, desiderando di non aver risposto affatto.
«Che vuoi?» chiese, cercando di non lasciar trasparire i propri sentimenti feriti.
«Cosa hai chiesto per poter entrare?» domandò la voce del Grifondoro.
Tonks aggrottò le sopracciglia, confusa.
Che razza di domanda era?
«Che cosa?».
«Quella è la Stanza delle Necessità. Tu passi per il corridoio tre volte pensando a quello che vuoi, e la stanza ti accontenta» spiegò Remus, paziente.
Questo spiegava molte cose, si disse Tonks.
«Ho chiesto un posto privo di Grifondoro idioti, dove potermi sfogare in santa pace» mormorò.
Dopo qualche istante di silenzio, Remus entrò, chiudendosi la porta alle spalle.
«Davvero... carino» disse, guardandosi intorno.
«Che vuoi?» ripeté la ragazza, incrociando le braccia al petto.
Il licantropo la guardò.
«Parlarti. È tutto il giorno che ti cerco».
«Ma davvero? Cos'è, tutte quelle ochette lì fuori non bastano all'irreprensibile Lunastorta? Merlino, mi chiedo come possa la tua ragazza sopportarlo!» esclamò, dandogli le spalle.
Remus dovette trattenere un sorriso.
«Di nuovo: non ho mai detto di star uscendo con questa ragazza; solo di essere interessato a lei» le fece notare.
Tonks scrollò le spalle, non volendo ammettere il proprio errore.
«Beh, comunque..» tentò, prima di zittirsi e iniziare a giocherellare con una freccetta.
Remus si mosse a disagio.
«Hai intenzione di usarmi come bersaglio così come hai fatto con quella foto?» chiese, cauto.
Tonks lo fissò brevemente.
«Potrei. Perciò stai attento» lo minacciò, puntandogli contro la freccetta.
Poi si sedette su una poltroncina rosa shocking.
«Carino da parte tua invitarmi a vedere quello spettacolo» sbottò, di malumore.
Remus sgranò gli occhi.
«Invitarti? Io non ho fatto proprio un bel niente!» rispose, in fretta.
Tonks lasciò cadere la freccetta, tornando ad incrociare le braccia.
«Non ci casco, Lupin. James, Sirius e Peter mi hanno riferito della sorpresa che volevi farmi nell'ingresso»
«Ti giuro che non avevo alcuna intenzione di farti sorprese, o cose del genere. Tantomeno nell'ingresso» le assicurò.
Tonks lo fissò di sottecchi, sospettosa.
«Vuoi farmi credere che sia stata tutta uno scherzo di quei tre?»
«Non mi stupirei troppo, fossi in te...».
Tonks scrollò le spalle.
«Beh, poco importa. Ho comunque avuto una bella sorpresa, no?» disse, amaramente.
Remus si sedette - un po' riluttante - su una poltroncina di fronte alla ragazza.
«Ascolta, Tonks... L'hai detto anche tu, in fondo: siamo sempre circondati da ragazze. Ma ciò non significa che siamo interessati veramente a loro».
Si corrucciò.
«Beh, all'inizio Sirius e James non la pensavano esattamente così, ma... Quello che intendo dire è che per me queste ragazze non contano. Perché dovrebbe interessarmi una Pamela Socksome, o una Mioko Chang? Voglio dire... Le hai viste? Non ho certo il fascino di Sirius o la popolarità di James, ma ehi! Non sono ancora così disperato!» esclamò, nel tentativo di farla ridere.
Sembrò esserci riuscito, perché a Tonks sfuggì un piccolo sorriso.
«Hai detto di dovermi parlare» disse dopo un po'.
«Infatti» confermò Remus.
«Parla, allora»
«Volevo chiederti se avevi intenzione di venire alla festa con me, stasera».
Tonks lo fissò sbigottita.
«Cosa?!»
«Ti va di venire alla festa con me, Tonks?» chiese nuovamente il licantropo, sorridendo.
La ragazza sembrò confusa.
«E quelle…?»
«Quelle lasciamole sole con la loro invidia anche per stasera» le rispose, strizzandole l'occhio.
Tonks si sentì volare sulla sua personalissima nuvoletta rosa.
"Forse - si disse - Remus Lupin è almeno un po' interessato a me, in fondo".
