Capitolo 14

Erano tutti alle loro scrivanie quando li videro arrivare, ma cosa cavolo volevano quelli del FID. Gli ultimi casi si erano risolti senza problemi. L'unica cosa certa era che il loro arrivo significava solo guai.

Il sergente Elliot ed uno nuovo si diressero all'ufficio del capitano. Bussarono, Sharon li fece entrare.

Dal vetro potevano vedere il capitano annuire più volte ma quando lei scattò sulla sedia si guardarono tutti.

Adesso Sharon era alla porta "Quali prove avete che quest'uomo dica la verità" adesso il mal di testa era esploso, si massaggiò le tempie. "Quale motivo avrebbe di mentire non conosce nemmeno il tenente".

Oddio poteva immaginare un milione di motivi per cui stesse mentendo ma se fosse stata ancora al FID anche lei si sarebbe comportata allo stesso modo, sapeva che dovevano indagare. Si chiese se Taylor ne fosse già a conoscenza.

"Ah capitano vorremmo parlare con lui da solo". Sharon lo fulminò da sopra gli occhiali "Sono il suo superiore ed è mio diritto assistere all'interrogatorio".

"Come vuole capitano, non sono d'accordo ma non posso impedirglielo".

Sharon uscì dalla stanza. Intorno a lei era calato il silenzio "Tenente Flynn in sala interrogatori". Provenza guardò l'amico cercando di capire cosa stesse accadendo.

Andy si alzò sconvolto "Capitano cosa è…" strinse i pugni per non esplodere. "Le spiegheremo tutto Tenente, ora ci segua" rispose Elliot dirigendosi lungo il corridoio.

Sharon cercò gli occhi di Andy ma lui era già dietro il sergente. Provenza guardò il capitano "Cosa sta succedendo ora".

Sharon scosse la testa "Non ora, poi ne parliamo la prego tenente" e si allontanò.

Quello che stava sentendo era assurdo, non conosceva nemmeno questo tizio che lo stava accusando di essere corrotto, di aver intimidito un testimone e di aver falsificato le prove in un caso di omicidio. Adesso si ricordava quel caso, ma era stato fatto tutto secondo le regole, le prove erano schiaccianti, il DNA non mentiva. Ed ora spuntava questo testimone che diceva che le prove erano state contraffate e che lui era stato pagato per farlo. Oh mio Dio doveva essere un incubo.

Guardò Sharon lei era rimasta in silenzio da quando il sergente Elliot aveva iniziato a parlare. Doveva restare calmo, doveva riflettere.

"Sergente Elliot – disse infine – non so per quale motivo questo Alfred Chase stia mentendo ma vi posso giurare che non so nemmeno chi sia" strinse il pugno.

Sharon avrebbe voluto andare da lui ma non poteva, mise le mani in tasca e chiuse gli occhi, poteva sentire la sofferenza nella voce di Andy.

"Tenente Flynn il signor Chase è stato l'ultimo compagno di Anderson prima della sua morte. E' da lui che dice di aver ricevuto queste confidenze e lei sa che dobbiamo indagare, quindi ci aspettiamo tutta la sua collaborazione e – si girò verso Sharon - capitano sappiamo quali sono i vostri rapporti, confidiamo che non interferiranno nell'inchiesta".

Sharon era basita "Ma come si permette sergente le ricordo che sono sempre un suo superiore e non deve aver dubbi nessuno di noi e dico nessuno ostacolerà la vostra inchiesta, adesso immagino che la nostra conversazione sia finita qui e che possiamo tutti ritornare al nostro lavoro".

"Certo capitano mi scusi, ma tenente Flynn lei resti a disposizione avremmo altre domande da porle, arrivederci".

Andy voleva parlarle ma lei era già fuori verso la sala omicidi, la seguì in silenzio.

"Tenente Tao, detective Sanchez– disse passandosi una mano sulla fronte – voglio tutte le informazioni che potete avere su Alfred Chase, tutto quello che ha fatto quando era in carcere e quando è uscito, con chi legava dentro, chi frequentava prima di entrare in carcere e con chi si vede ora che è uscito, tenente Provenza con Saykes ricontrollate il fascicolo Anderson".

Andy era rimasto in silenzio Sharon lo conosceva troppo bene per non sapere che stava per esplodere "Ok al lavoro, Andy nel mio ufficio" lui la seguì.

Chiuse la porta ed abbassò le persiane. "Sharon non so cosa stia succedendo ma devi credermi io …".

"Ti credo Andy e non perché ti amo e perché sei mio marito ma perché ti conosco e so che non potresti mai fare quello di cui ti accusano, ma quello che credo io non importa". Lui le si avvicinò e le prese le mani "Lo so ci vogliono le prove, dimmi quello che devo fare".

Sharon lo strinse a se "Tu non farai niente, starai calmo e tranquillo me lo prometti?". Andy le sollevò il mento "Ok ma tu mi prometti che non rischierai il tuo lavoro per me". La strinse forte, Sharon si abbandonò nel suo abbraccio.

Andy ritornò alla sua scrivania, si fermò un attimo, si passò un mano tra i capelli "Sentite so che vi state chiedendo cosa stia succedendo, so che vi state chiedendo di quale indagine si tratti, si bloccò – be questo Chase, non so nemmeno chi sia, mi ha rivolto delle accuse ed ora il FID ha aperto un fascicolo e …. "

"Tenente non ci deve nessuna spiegazione, il capitano ci ha dato degli ordini e sono sicuro che si risolverà tutto" disse Sanchez, Provenza annuì guardando Andy. "Grazie Julio, come ben immaginate io sono fuori, mi dispiace ragazzi". Si sedette.

Venne ora di pranzo senza che avessero trovato ancora qualcosa su Chase. Provenza ed Amy avevano spulciato il fascicolo Anderson, quell'uomo aveva ucciso la vicina di casa dopo averla stuprata e massacrata di botte. Il suo DNA lo collegava sulla scena del crimine, ne erano state trovate tracce sulla biancheria della vittima. Questo e le testimonianze di alcuni vicini che avevano visto fuggire un uomo la cui descrizione corrispondeva ad Anderson lo inchiodarono. Dal fascicolo se ne deduceva che il lavoro della polizia, era stato ineccepibile.

"Capitano abbiamo letto e riletto il fascicolo ma non c'è nulla che possa far credere che le prove siano state costruite, forse è il caso di risentire i vicini – poi rivolto al collega – Flynn il marito della vittima all'epoca era indagato per degli ammanchi nella banca dove lavorava …".

"So quello che stai pensando Louie, all'epoca avevo indagato sulla sua situazione finanziaria, ed era emerso che aveva debiti di gioco, ma al momento dell'omicidio gli aveva saldati, e non c'erano prove che c'entrasse con la morte della moglie. Poi il riscontro del DNA ed i vicini … tutto portava ad Anderson".

"Va bene – intervenne Sharon – e sul fronte Chase, tenente Tao?".

"E' stato l'ultimo compagno di cella di Anderson, quello che ha raccolto le sue confidenze. Da quando è uscito pare faccia una vita tranquilla. Era stato beccato per ricettazione e piccoli furtarelli, niente di serio. Si vociferava che fosse legato al mondo della prostituzione ma non si è mai riusciti ad incastrarlo per questo".

Sharon si passò una mano tra i capelli, potevano notare che era stanca e preoccupata "Ok, proporrei una pausa, Julio perché con Andy non andate a prendere la pizza per tutti" prese il portafoglio ma Andy le fece cenno di lasciar stare ed uscirono.

"Capitano, posso parlare in privato" Provenza le si era avvicinato. "Prego tenente" si diressero nel suo ufficio.

"Capitano adesso siamo io e lei, quanto è grave la situazione?".

"Tenente questa volta Andy è in un grosso guaio, Chase lo accusa di essere corrotto, di aver falsificato le prove e di aver intimidito un testimone e pare che il FID dia molto peso alle sue parole".

"Oddio non crederà a quel bastardo" ringhiò Provenza. "Quello che credo io non importa a nessuno, anzi se vuole saperlo sono stata invitata molto educatamente a non interferire con l'indagine visto i miei rapporti con Andy" si tolse gli occhiali … Dio la testa le scoppiava.

"Certo immagino, Andy come sta?".

"Lo conosce, fa finta che tutto vada bene, ma sappiamo che sta per esplodere ed io .. mi deve aiutare tenente ho paura che vada a cercare Chase e che …".

Provenza le si avvicinò e le prese la mano, aveva lo stesso timore.

La giornata fu improduttiva. Quando a sera, Sharon uscì dal suo ufficio Andy era ancora alla scrivania, gli mise una mano sulla spalla "Andiamo a casa".

Lui si girò, poteva vedere i segni della stanchezza sul suo viso. Prese la giacca e si diressero al parcheggio.

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Rusty spense il cellulare e raggiunse Ricky ed Emily in soggiorno "Era Sharon, non rientra stasera si ferma da Andy".

"Mmm seratina" sghignazzò Emily. "Non so, aveva una strana voce, mi è sembrata preoccupata e tanto stanca, chiamo Nicole".

"Metti il viva voce" disse Ricky preoccupato.

"Ciao Nicole scusa l'ora ma …." Non sapeva nemmeno lui cosa chiedere alla giovane donna. "Rusty tutto bene? È successo qualcosa?".

"Uhm no è solo che … hai sentito Andy oggi?" sapeva che questo l'avrebbe messa in allerta. "No non lo sento da prima della cena con i colleghi, Rusty ora mi stai preoccupando"

"No Nicole – intervenne Ricky – è solo che la mamma ha chiamato, si ferma da lui ma sembrava strana".

Nicole rise "Se non ve ne siete accorti è un po' che i nostri genitori sono strani ragazzi".

"Si ma sembrava preoccupata – Emily si intrufolò nella conversazione – e dopo quello che è successo, Nicole prova a chiamare Andy".

"Ok lo farò, ma sono sicura che ci stiamo preoccupando per niente, ora devo scappare i bambini, notte un bacione".

Quando chiusero la telefonata non erano più tranquilli. Non era da Sharon avvisare all'ultimo momento che non sarebbero venuti a cena. Doveva essere successo qualcosa. "Oddio non avranno litigato" disse Emily con ansia. "Nah sarebbe qua e non da lui per tutta la notte, deve essere successo qualcosa al lavoro – rispose Ricky – mah non so voi ma a me è passata la fame e ciliegina sulla torta domani ho promesso che pranzo con papà, vuole farmi vedere il suo nuovo ufficio".

"Uhm non ti invidio, sono messo male io con mia madre ma anche voi con Jack … non scherzate".

"Grazie fratellino, lo sappiamo da noi che padre abbiamo - rispose Emily acidamente – io vado a dormire".

Quando si allontanò "Non volevo è che …" si scusò Rusty. "Non preoccuparti tra lei è papà non c'è un buon rapporto e poi adora Andy lo sai, vieni anche se non ho fame dobbiamo mettere sotto i denti qualcosa e poi così ci teniamo occupati, chiama Emily, quella testona non può saltare la cena".

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Sharon era sdraiata sul letto, la testa le stava scoppiando, aveva bisogno solo di dormire. Sentiva Andy in soggiorno, stava riordinando, sapeva che era nervoso. Chiuse gli occhi, se solo fosse passata l'emicrania.

Si era appisolata quando si accorse che Andy era steso vicino a lei, si raggomitolò contro di lui e subito lui le fece spazio tra le braccia. Sharon appoggiò la testa sul suo torace ed il braccio sul suo addome.

Lo sentì sospirare "Andy, domani faccio portare Chase in sala interrogatori e voglio sentire cosa ha da dirci, voglio vederlo in faccia quel …"la voce strascicata dal male.

"Va bene amore, ma adesso prova a dormire così il mal di testa ti passa" prese a massaggiarla dietro la nuca.

Era delizioso, Sharon cominciò a rilassarsi e lentamente il suo respiro si fece più lento fino a che si addormentò.

Andy non riusciva a prender sonno. Continuava a pensare a Chase e ad Anderson. Che senso aveva, ora, la sua confessione. Era ancora all'omicidi quando, si era occupato del caso. Non se ne ricordava nemmeno fino a stamattina, e poi non era stato lui ad incriminare Anderson, lui aveva raccolto solo le prove era stato il procuratore e poi la giuria a fare il resto. Ripensò se per caso poteva esserci un figlio che volesse vendicarsi ma anche questo era assurdo dopo tutti questi anni. Chi cavolo voleva incastrarlo e cosa ci guadagnava Chase in tutto questo, su questo dovevano partire … sorrise … quelli del FID sicuramente non si erano poste tutte queste domande.

Sentì Sharon muoversi, aveva il sonno agitato, sapeva che era preoccupata, la cullò dolcemente fino a che non la sentì rilassarsi nuovamente contro il suo corpo. Oddio se non avesse lei sarebbe perduto.

Per un attimo aveva temuto che non gli credesse, d'altronde non poteva negare che il suo passato si prestava alle accuse formulate. In quel periodo beveva ed era sempre a corto di soldi, sia perché il divorzio gli aveva tolto tutto sia per la vita che faceva. Non avrebbe potuto condannarla se avesse avuto qualche dubbio.

Ma lei non ne aveva, non aveva voluto nessuna spiegazione, gli credeva e basta e non perché lo amava ma perché si fidava di lui. Come aveva fatto senza di lei sino ad ora. Le baciò la fronte. Si addormentò.

La luce del sole filtrava dalle persiane. Sharon era già sveglia ma non aveva voglia di alzarsi. "Ey da quanto sei qui che mi guardi" disse Andy con voce assonnata. "Da un po' sei così carino quando dormi, sembri un bambino" ridacchiò. "Ah si, sembro un bambino .. – la rotolò sulla schiena – anche adesso tesoro" disse con voce roca. "Mmm adesso sei pericoloso" rise lei.

La baciò, erano così morbide le sue labbra, Sharon rispose al bacio. Ne Avevano bisogno, avevano bisogno del contatto. Fu tenero e dolce, ogni volta la faceva sentire come la donna più desiderata al mondo. Ogni volta era come la prima volta. Fecero l'amore con calma assaporando l'uno dell'altro, godendo di ogni istante.

Adesso erano abbracciati, i loro respiri affannosi ed i loro battiti ancora accelerati "Ti amo Andy, non posso vivere senza di te" gli disse accarezzando il torace. Lui le sollevò il mento e la guardò, era serio il suo sguardo era profondo "Sharon ogni giorno che passa ti amo sempre di più, prometti che qualsiasi cosa accada tu non mi lascerai mai, ho bisogno di te" la strinse forte.

Sharon si sentì sopraffatta "Non ti lascerò mai tu sei la mia vita".

Se non si davano una mossa sarebbero stati terribilmente in ritardo. Fecero colazione al volo con un caffè, non c'era tempo per altro.

Quando Sharon entrò nel suo ufficio trovò Taylor. Non fu un bell'inizio di giornata, naturalmente dava il suo appoggio ma ribadiva che la vita privata doveva restare privata. Sharon si era aspettata questo ritornello, lo rassicurò, e quando se ne andò sprofondò nella sua poltrona e chiuse gli occhi. Il bussare alla porta la riportò alla realtà "Avanti" sapeva chi fosse, riconosceva il tocco, ma si stupì quando vide anche Provenza.

"Sharon penso che dobbiamo scoprire cosa ci guadagna Chase in tutto questo. Mi sembra così strano dopo tanti anni che fioriscano queste accuse" si girò verso Louie. "La penso come Flynn capitano, penso che sia arrivato il momento di parlare con questo Chase".

"Si tenente ho già chiesto di andare a prenderlo e vorrei che ad interrogarlo foste lei e Sanchez, io preferirei restarne fuori".

"Certamente capo" oddio era la seconda volta che la chiamava cosi. Sharon sorrise si era accorta dell'imbarazzo, fece finta di nulla "Va bene tenente può andare" con lo sguardo trattenne Andy.

Erano rimasti soli, sapeva dello sforzo che stava facendo per non esplodere, avrebbe voluto abbracciarlo ma le persiane erano aperte "Andy ti va di venire nella sala registrazioni".

Lui sorrise, si stava esponendo, certo che avrebbe voluto esserci "Solo se posso" disse invece. Sharon si alzò, ora l'uno di fronte all'altro "E' il tuo capitano che te lo chiede, andiamo" gli prese la mano ed uscirono.

Chase ripose alle domande di Provenza con arroganza ma ripeté pari pari la sua versione. Sanchez stava perdendo la pazienza, ma Provenza gli lanciò un occhiata che lo calmò subito.

Mentre i colleghi lo stavano interrogando Tao stava facendo una ricerca sul suo conto corrente e su quello della madre, l'uomo risultava domiciliato da lei. "Capitano" disse tutto eccitato. Sharon si avvicinò e quando lesse i movimenti bancari della donna "Tenente Provenza – gli sussurrò nell'auricolare – sospenda un attimo l'interrogatorio e ci raggiunga".

Provenza uscì e raggiunse gli altri nella sala registrazioni.

Sul conto della madre risultavano depositati 5 giorni prima, 25.000 dollari, una somma notevole se si pensa che la donna viveva di una piccola pensione e che il figlio dopo essere uscito di prigione non aveva ancora trovato lavoro. Da dove venivano quei soldi? Purtroppo risultavano versati dallo stesso Chase sul conto della madre. Questo complicava le cose.

"Tenente non voglio mettergli pressione, voglio che si senta sicuro, sospendiamo qui l'interrogatorio".

La guadarono allibiti "Capitano, non sono d'accordo, penso sia il caso di spremerlo fino a che non ci dirà chi glieli ha dati per fregare Flynn". Gli altri annuirono concordi.

Andy era rimasto in silenzio. Era d'accordo con Louie ma aveva imparato a fidarsi dell'intuito di Sharon e poi aveva dato un ordine.

Sharon si passò la mano tra i capelli, sperava fosse la scelta giusta, doveva essere la scelta giusta. Si girò verso Andy "E se ha ragione Provenza".

"Sharon, se fosse per me lo avrei spremuto fino ad ottenere una confessione, ma va bene così, mi fido di te". Si diressero verso la sala omicidi. Andy la trattene per il braccio "Tesoro, stasera ho bisogno di andare ad una riunione, ho bisogno di .." Sharon gli mise un dito sulle labbra "Vuoi che venga con te" era la prima volta che glielo chiedeva. "No amore stasera ho bisogno di andarci solo, mi dispiace".

"Ti amo" gli sussurrò sulle labbra.

Continua

Ringrazio tutti quelli che leggono la storia nonostante la difficoltà della traduzione di Google. Spero che la lettura sia piacevole come per me è piacevole e divertente la scrittura. Devo confessare che scrivere questa fanfic mi ha portato a cercare informazioni in internet sulla città di Los Angeles che non conosco, quindi chiedo scusa se non scendo mai nei particolari sulla descrizione dei luoghi. Mi sono cercata anche l'organigramma del LAPD e di alcune leggi in vigore in California.

Ancora grazie