eccoci alla conclusione! di questa storia si può dire che avevo chiaro l'inizio e la fine, spero solo di averlo reso al meglio... forse qualcuno non ne sarà soddisfatto e me ne dispiaccio... ma ditemi comunque cosa ne pensate, ne sarei molto felice!
questa storia si è ispirata, non credo di averlo detto, a molte persone che grazie a Rizzoli&Isles ho incontrato virtualmente, i loro racconti più o meno diretti delle loro vite hanno creato questa storia nella mia testolina... spero che vi sia piaciuta, a loro mando un grazie ed un bacio comunque e nonostante tutto ^_*
Buona Lettura xxx
La porta si chiuse sbattendo forte e Jane ci era stata sbattuta contro, e non c'era niente di più perfetto adesso.
I baci di Maura erano frenetici, assecondavano perfettamente l'impazienza di Jane che aiutata da Maura tolse la giacca, lasciandola cadere a terra. La maglia invece salì mostrando l'addome scolpito, Maura si lecco le lebbra.
Non fu chiaro come avvenne, ricordi vaghi di mani ovunque e frasi sconce con promesse eccitanti, ma Maura si ritrovò il vestito alzato in vita e le gambe strette intorno ai fianchi di Jane che la portava su per le scale tenendola saldamene per il sedere.
Caddero sul letto strette e ancora troppo vestite.
Maura strisciò da sopra Jane via dal letto, si alzò in piedi, Jane la guardò in quella sensuale e candita bellezza che solo Maura aveva. La bruna freneticamente cominciò a sbottonarsi i pantaloni, mentre si sfilava le scarpe spingendole via con i piedi. Caddero rumorose sul pavimento.
Maura sorrise.
Adesso Jane aveva sfilato i pantaloni, Maura aveva fatto cadere ai suoi piedi il vestito "non toglierti altro per adesso" intimò con tono afoso Jane, che si tolse la maglia "tu togliti tutto invece"
pochi secondi e Jane fece volare via i pochi indumenti che ancora indossava, mentre Maura rimase in piedi con il seno nudo e sodo, perizoma, calze petrolio, con quel filo di ricamo bianco che a spirale avvolgeva tutta la gamba e tacchi... alti... sexy! Jane la fissò affamata.
"siediti sul bordo del letto" Jane era affascinata del modo sensuale e avvolgente con cui le parlava e fece come richiesto, senza esitare. La bionda seminuda prese un piccolo cuscino da sopra una sedia e lo mise hai piedi di Jane.
Facile capire cosa avvenne, è il come che fa sempre la differenza.
Maura appoggiò le mani sulle ginocchia di Jane, che sedeva sul bordo del letto con i gomiti appoggiati sul materasso e la testa a guardare ogni movimento sinuoso della donna che amava.
Le mani fecero pressione sulle ginocchia e le gambe si spalancarono, entrambe sospirarono.
Maura si inginocchio ed il resto fu magia.
Magia per Jane che aspettava quel momento da tutta la sera, da quando aveva visto Maura splendidamente vestita, e adesso seminuda magicamente le dava gloria e piacere.
Magia per Maura che in ginocchio tra le gambe di Jane sentiva tutta la sua eccitazione, sentiva quanto desiderosa fosse, ne assaporava la magica essenza.
Fragori, grida, spasmi e sospiri riempirono la stanza quella notte, o almeno gran parte della notte.
Jane venne con Maura inginocchiata tra le sue gambe due volte, grazie ad una inarrestabile dottoressa a alle sue cure.
Prima solo con le carezze della lingua, per appagare quel clitoride stimolato per troppo tempo senza essere soddisfatto, dandole un rapido e forte piacere, poi appagata anche da tre magiche dita che la penetrarono completamente e lungamente, mentre la lingua setosa di Maura le faceva perdere la parola e anche il respiro poco prima del massimo piacere.
Le lenzuola erano già un ammasso grinzoso quando Jane chiese a Maura di girarsi. La bionda non esitò " alza il tuo splendido culo amore, appoggiati con le spalle ed il petto al letto"
Maura ubbidì eccitata, sapeva che quando Jane aveva quell'atteggiamento deciso la notte sarebbe stata impareggiabile.
Appoggiò la guancia sulle morbide lenzuola, così come le sue spalle, fino al seno, il sedere in alto.
Ansimò alle prime carezze dolci di Jane.
Le mani carezzavano la schiena dolcemente fino ai glutei poi giù alle cosce, girando e risalendo verso il pube, la pancia piatta, i seni "Dio Jane ti prego" le mani ritornarono sulla schiena "come lo vuoi donna, dolce e passionale o duro e passionale" "voglio tutto Jane, prendi tutto e dammi tutto"
"mi uccidi donna! Lo rifaremo con il dildo nuovo molto presto, ma non stasera, stasera solo io ti posso toccare!" "fallo amore fallo sto impazzendo!"
Le mani di Jane scesero sui fianchi, afferrarono il piccolo perizoma e dura e passionale lo strappò con un grugnito animale. Maura rispose con un vocalizzo eccitato di approvazione, adorava quando Jane diventava così primitiva, era sempre intensa e appassionata, in un modo travolgente.
Poi dolce e passionale ,Jane, baciò i glutei sodi ed esposti, li afferrò e li aprì mentre con la lingua leccava ogni intima parte di Maura, che fremeva, afferrando i cuscini poco sopra la sua testa.
La lingua affamata di Jane massaggiò il clitoride, assaporò l'umida cavità salendo lentamente ininterrotta fino alla schiena, dove umidi baci riempirono la pelle candida di Maura di brividi.
Il percorso venne fatto a ritroso, e Maura era sempre più impaziente, ma Jane la voleva proprio così.
La bionda la pregò ancora "non so Maur sei così bella che non smetterei di guardarti ed assaggiarti, degustarti come un buon vino" "Jaaneee!" piagnucolò "voglio che tu me lo chieda adesso!" Maura afferrò le lenzuola, alzò ancora di più il sedere ed assecondò nuovamente e con piacere la sua Jane "voglio che mi scopi Jane adesso, ti voglio sentire dentro di me" "ohoo donna siii!"
due dita entrarono con impeto e senza troppo attrito cominciando subito il loro sapiente lavoro, pompavano forte e duro, mentre l'altra mano dolcemente vagava sulla pelle, carezzando la schiena, cercando i seni, il clitoride.
Maura era ancora una volta un accumulo di piacere che fremeva e mugolava. Jane, come promesso, la stava amando con passione dolce e dura, forte ed intensa.
Jane usava il suo corpo come perno, per dare il colpo per le spinte che penetravano Maura, sempre più dentro di lei, il letto sbatteva nel muro.
Il suono attenuato dai feltrini sapientemente nascosti dietro la sponda di legno.
"Dio farei questo tutto il giorno, sei uno spettacolo amore" Maura non riusciva a rispondere se non con i suoi gemiti, Jane sentiva il corpo di Maura smaniare, lo sentiva rispondere ai suoi movimenti, al suo toccarla, penetrarla. Stretta forte alle lenzuola godeva delle attenzioni di Jane.
Se Maura sapeva come controllare il suo corpo per prolungare il suo piacere, in quei mesi Jane aveva imparato come far sciogliere la sua amante, darle un piacere incontrollato, farla venire senza resistenze.
Ed incontrollata gridò forte, tra gli spasmi, mentre veniva sotto le amorevoli cure di Jane, Maura era sempre incredula di quanto riuscisse a star bene grazie alla donna che amava.
Come le dita lasciarono il vuoto dentro di lei, Maura si lasciò andare sul letto, tra le cosce quella dolce sensazione lasciata dai sapienti colpi di Jane. La bruna la seguì sdraiandosi sul letto.
Adesso l'una tra le braccia dell'altra sudate dolcemente si baciavano, accarezzandosi, in quella amorevole dolcezza post orgasmo che stampava sui loro visi, sorrisi sfacciati di soddisfazione.
"sei la cosa più eccitante al mondo lo sai vero?" Maura sorrise "tu continua a ripetermelo" e la baciò, "comincio a pensare che questa sia la tua posizione preferita quando guidi il gioco" "mhmm -rifletté la bruna- non l'abbiamo fatta poi così tante volte, perché dici così?" "perché hai un'energia diversa" "oh davvero?! È un male?" "assolutamente no! Adoro quell'energia" disse sensualmente, Jane sospirò mugolando un po' e quello per Maura fu un segnale, che Jane non sapeva nemmeno di dare.
Ormai si conoscevano, anche se c'era sempre una nuova scoperta, una nuova sensazione, sempre più forte e bella, si capivano con uno sguardo, sopratutto nell'intimità, così Maura si spostò dall'abbraccio e si sdraiò sopra Jane
"scommetto che là sotto sei tutta bagnata" "donna attenta a cosa mi dici!" "mhmm allora ho ragione" "non hai idea di cosa ho provato facendo l'amore così!" "non hai idea tu, di cosa io ho provato facendo l'amore così!" le rispose a fior di labbra e la baciò ancora, profondamente.
Maura cominciò a muovere il suo corpo sopra quello di Jane che la teneva e accarezzava, i seni si sfregavano, la coscia di Maura, poteva ora sentire l'umidità già copiosa aumentare, Jane ricominciò ad ansimare.
Maura spostò la gamba di Jane sopra la sua spalla, i clitoridi a contatto, Jane boccheggiava eccitata "quanto ti piace?" "oddio tanto!" rispose Jane trafelata "e questa è la posizione che preferisci quando sono io sopra!" " e la tua?" "oh questa mi piace molto, vedo quanto godi e vedo il tuo corpo favoloso" "Tu sei bellissima"
Maura cominciò un lento movimento che accese subito Jane, Maura poteva vedere i muscoli tonici contrarsi dal piacere "adesso sarò io a scoparti" "mhmm cazzo si!"
Maura aumentò il ritmo sopra Jane, che la teneva per i fianchi aiutandola nello splendido sfregamento.
"voglio che veniamo insieme amore" disse Jane spostando le mani verso i seni della bionda "ohoo si sii!"
Jane amava quel contatto, uno dei loro primi contatti che avevano avuto nell'intimità, si sentiva unita a Maura, due corpi che diventavano uno, legati ,intrecciati, sudati, eccitati. Godendo insieme.
Ci vollero solo pochi minuti: il corpo nudo di Maura come una visione, le mani di Jane che toccavano la sua amante dove era più sensibile, le intimità sfregate allo stremo, fino al piacere massimo.
Maura rallentò il movimento avvinghiata alla lunga gamba di Jane, la accarezzo spostandola nuovamente in una posizione più comoda, poi si lasciò andare sopra la sua sudata amante, finalmente abbracciate nel letto e stremate.
Era orami notte fonda quando si addormentarono strette l'una all'altra. Jane aveva ancora dentro quel senso di libertà che l'aveva fatta sentire viva per tutta la sera.
Maura invece si addormentò cercando con tutte le forze di tenere la bellezza di quella serata, senza pensare alla discussione che, ne era certa, avrebbe provocato l'indomani il suo bisogno di chiarire una volta per tutte la loro relazione.
In quel momento però tutto era come doveva essere.
Maura fu la prima a svegliarsi, forse, anzi sicuramente, perché sentiva il peso di quello che le attendeva.
Era sdraiata su un fianco rivolta verso l'esterno, guardò la piccola sveglia con gli occhi semi aperti e assonnati, il display diceva che erano poco dopo le nove.
La mano di Jane era caldamente appoggiata tra il suo gluteo e la coscia, un dolce intimo contato. Maura si sfilò delicatamente dal letto e andò in bagno.
Lì aveva preparato, il giorno prima, alcuni indumenti intimi e vestiti per la giornata in casa, per se e per Jane. Si vestì.
Scese lentamente le scale. Raccolse le giacche lanciate a terra nell'impeto del loro rientro a casa, poi andò in cucina e preparò il caffè e qualche toast per Jane. Si sentiva nervosa, cercava di elaborare un discorso nella sua testa, da dove cominciare? Era meglio essere diretta o provare ad arrivare piano al centro del problema?
Era solo sicura che non voleva più rimandare, voleva definitivamente risolvere la questione. Si sentiva risoluta.
Rimase lì seduta sull'isola di cucina un tempo indefinito, la tazza in mano che occasionalmente sorseggiava, la mente che vagava nei vari e possibili scenari di discussione. Sospirò.
" 'Giorno bellissima" Maura sussultò "oh buon giorno Jane?" "scusa ti ho spaventato?" disse ridacchiando "un po' ero sovrappensiero" "l'ho notato, tutto bene?" "si, ecco -si alzò- ti ho preparato qualcosa hai fame?" "decisamente! È tanto che sei sveglia?" "non so che ore sono?" "quasi le dieci" "no, forse una mezz'oretta" le mise il piatto con i toast ed il formaggio al suo abituale posto, dove la bruna si sedette, poi la tazza del caffè "grazie!" le sorrise.
Jane mangiò e sorseggiò il suo caffè mentre Maura tentava di prendere tempo sistemando un po' la cucina, ma quando Jane finì la sua colazione, fu lei a decidere di rompere gli indugi.
"Maur che succede?" la bionda si girò con il viso teso "perché me lo chiedi?" "cavolo perché siamo in silenzio da quando ho iniziato a mangiare, sembri agitata, qualcosa non va?" Maura si appoggiò con la schiena al lavandino dietro di lei, era il momento. Il cuore le batteva forte. Un'angoscia, così mai provata, la stava assalendo.
"Ieri sera è stato bello non è vero? Tutto quanto intendo" "si certo, una serata indimenticabile, è per questo che non capisco! Ho fatto qualcosa?" "è quello che non fai il problema Jane!"
Jane fece un gesto stizzito, spostò lo sgabello su cui era seduta e spinse via la tazza del caffè quasi vuota.
" veramente Maura? Ma non mi dai pace con 'sta storia!" "ieri è stato bello non è vero? La libertà di essere se stessi" "E' Di Questo Che Si Trattava? UNA TRPPOLA?" " no gridare ti prego! No nessuna trappola, ma.." "Ma cosa Maura! che scusa hai?" chiese sfidandola sfrontatamente, Jane odiava così tanto essere messa alle strette.
"no ho bisogno di trovare scuse, volevo solo stare con te senza dovermi nascondere e dimostrarti quanto è bello e lo hai detto anche tu che ti sentivi libera!" "questo è un colpo basso, un Fottuto Colpo Basso!" "Jane ti prego!" "Abbiamo Passato una serata Splendida una notte Fantastica e tu rovini tutto Così? Con 'sta Storia? Era tutto preparato Non è Vero?"
"io... io, non sono io che rovino tutto!" disse con il nodo in gola ma con sguardo deciso "non ce la faccio più a nascondermi" "ti ho detto che mi ci vuole tempo, devo trovare il momento giusto!" disse esasperata "Sono Passati più di Sei Mesi" "Dio non Capisci! -cominciò a gesticolare- Devo dire a mia madre che sono Lesbica, che tutti i suoi sogni di me con un Marito, Figli ed un grande Matrimonio sono andati! È Cattolica Maur, so che per te non vuol dire niente, ma per lei sarà uno shock e..." "Cazzate!" Jane rimase incredula, senza parole "chi ci ama non avrà shock nel dirgli che stiamo insieme, e tua madre è cattolica ma non bigotta, non ottusa, e ci ama e sono certa sarà felice per noi! Credi che non se lo aspetti?" "Voglio dirlo alle Persone con i Miei Tempi perché non puoi Accettarlo?" Jane non riusciva a calmare la sua voce, la sua ira
"i tuoi tempi, certo! Ieri hai detto ad una perfetta sconosciuta che sono 'la tua ragazza' che abbiamo un rapporto esclusivo! Ad una Sconosciuta JANE!" anche Maura era la limite
"Infatti Maura una Sconosciuta, non me ne frega un Cazzo di cosa pensa quella o tutto il fottuto locale! Ma quello che pensa la mia Famiglia Si!" "e Quello che Penso Io?" "Dio ancora! -disse esasperata- Certo che è importante, Tu sei Importante..." "Davvero?" adesso era Maura che la sfidava "che razza di domanda è?" "cosa provi per me? Mi chiami amore ma non hai mai detto di amarmi!" "ma che cav.. Nemmeno Tu!" rispose dura "Vero! Questa è la dimostrazione del punto in cui siamo!"
Jane fisso Maura, il cuore le batteva così forte
"che vuol dire Maura?" disse cautamente, adesso aveva paura, il tono di Maura, il suo sguardo, aveva paura
"io aspettavo quel momento Jane, il momento in cui mi avresti detto che lo avremmo detto a tutti e lì io -sospirò- poi ho pensato ok, vuole tempo allora se lei me lo dirà, lo dirò anche io!" disse tristemente
"uno non dovrebbe trattenere quello che prova!" la sfidò ancora con un tono duro, ma senza alzare la voce "è quello che ho pensato! Così mi sono detta che allora non mi amavi!"
Jane era pietrificata, amava Maura eccome, ma cosa stava succedendo? Come erano arrivate a questo punto? Come non averlo visto arrivare?
"No Non...Maura sto perdendo il filo" "hai ragione sai!?" gli occhi erano ormai lucidi "pienamente ragione, il tuo silenzio le nostre attese ci hanno fatto perdere il filo, ed io sono stanca Jane, -Maura sentiva la rabbia salire con le sue parole- stanca di attendere che tu trovi 'il momento giusto' questo è il momento giusto ADESSO! Parla con tua madre o con uno dei tuoi fratelli, o con Korsak, non Importa, comincia a dirlo a Qualcuno" "No! Non puoi obbligarmi è la mia Vita!" Jane era ormai nel panico, non riusciva a fermare il treno che la stava per investire "già! -disse sconfitta- La tua vita, forse hai ragione, se è la tua e non la nostra allora...Vattene" "Cosa?" il treno l'aveva colpita in pieno e senza rallentare.
orami entrambe avevano gli occhi lucidi Jane era in piedi in mezzo alla stanza carica di una strana rabbia che improvvisamente era diventata terrore e smarrimento alle parole di Maura
"merito una persona che mi ami più delle sue paure, me lo hai insegnato tu! E se non vuoi amarmi così... allora... è finita Jane! Esci da casa mia, perché adesso non posso... non posso. Avrai modo di prendere le tue cose poi"
le lacrime solcavano i volti sconvolti di entrambe, Maura non aveva previsto questo scenario, ma la risolutezza, l'incapacità di Jane di smuoversi l'aveva lacerata e le parole erano uscite senza freno.
"non puoi dire seriamente" Jane era sconvolta, disperata "voglio un rapporto vero che tu non vuoi darmi, sono certa che saremo professionali abbastanza, almeno con il tempo, adesso vattene!" disse aggrappandosi all'ultimo filo di compostezza rimasta ma sempre con voce piangente "NO!" gridò nel pianto, aggressiva, disperata "Come puoi dire che non ti ho Dato un Rapporto VERO! Ti ho dato tutto TUTTO, tutto quello che avevo!" "senza l'Onestà!" Jane fece cadere a terra uno sgabello, in preda alla rabbia "E Tu sei una Grande Egoista" disse senza freni.
Jane era un muro che Maura non sapeva come abbattere, era così arrabbiata ed esasperata e non riuscì a trattenersi "E' FINITA JANE, VATTENE DA CASA MIA!" urlare sembrò l'unico modo per attenuare il grande dolore
Maura si voltò sconvolta afferrando uno sgabello dietro di lei, singhiozzando.
La porta sul retro si aprì, Angela. Nessuno però la notò.
"NOOO" Jane corse verso Maura e la strinse da dietro, afferrandola stretta, distrutta, piangente, tremante. Doveva tenerla, non farla scappare, sentire il suo calore, non poteva perderla.
"ti amo Maura perdonami" le sussurrò piangendo "ti amo ti prego rimedierò" Maura non rispose scuoteva solo la testa in preda ad un pianto convulso "ti amo non posso perderti" la strinse più forte "perdona le mie Stupide parole, ho perso la testa perdonami"
"ragazze che succede?" chiese Angela sconvolta dalla scena, le donne sussultarono.
Jane si voltò senza lasciare la presa su Maura.
Angela vide le due donne con il viso rosso solcato dalle lacrime "io la amo mamma!"
Maura si girò verso le due Rizzoli, Angela rimase immobile "mi dispiace mamma, mi dispiace di averti deluso" disse piangente e fece un passo verso sua madre tenendo però, finché riuscì, una mano sul braccio di Maura " ma io amo Maura come non ho mai amato nessuno, mi dispiace che lo scopri così, mi dispiace- scoppiò in singhiozzi- che il mio essere omosessuale ti faccia vergognare, ma la Amo" si girò verso Maura che aveva una mano davanti alla bocca, come per fermare il pianto "Io Ti AMO!"
Angela fece due passi, afferrò il viso di sua figlia "mi hai deluso Jane" il cuore del detective stava andando in frantumi, Maura sussultò, come poteva averlo detto?
"Il tuo silenzio mi ha deluso! Ho aspettato pazientemente. Cosa sono ormai più di sei mesi? tra voi tutto è cambiato da quella grandissima nevicata, era ora che tu lo dicessi!" il viso di Jane era sconvolto "e poi come puoi credere di me queste cose? Come puoi credere che mi deluda vederti felice ed innamorata, come puoi credere che non tenga alla tua felicità sopra ogni altra cosa? Non so Maura come ha fatto con tutti questi mesi di silenzio" "ma mamma!" disse Jane con il viso schiacciato nella morsa delle mani di Angela
La matriarca si rivolse a Maura, lasciando così la presa sulle guance della figlia "è una testona, sembra coraggiosa, e lo è accidenti a lei, se riguarda gli altri o il lavoro, ma per i sentimenti uff è un disastro" "già!" disse la bionda tra una lacrima ed una risata "ma mamma!" "Niente Ma Mamma- si voltò verso la figlia- è mesi che aspetto che tu ti confidi con me ma NIENTE! Sei Lesbica? E chi se ne frega, poi guarda la scoperta! Ora se sta santa donna di Maura decide di tenerti è un miracolo!- agitò le braccia- ridicolo, nessuno secondo te si è accorto di come vi guardate?! Adesso Rimedia! Che una così quando la ritrovi" aprì la porta sul retro "MammAAA" la donna più anziana si girò "mi, mi dispiace!" Angela le sorrise ed annuì "matrimonio e figli e sarà tutto dimenticato!" "che ne dici se cominciamo con un pranzo domenicale in famiglia, se- si voltò un attimo verso Maura- se riesco a rimediare a tutto questo casino?" Angela guardò Maura che fece un lieve cenno di approvazione con un sorriso ancora tirato e gli occhi lucidi "bene tesoro, dirò che domani si mangia tutti insieme, il resto credo spetti a te, buona giornata, ci vediamo domani"
la porta si chiuse ed un silenzio avvolse la stanza, Jane sospirò, Maura tirò su con il naso e si asciugò gli occhi.
Jane si spinse via i capelli dal viso e sospirò ancora "ho fatto un bel casino eh?!" Maura non rispose, non sapeva che rispondere, "mia madre aveva capito... tu.. tu me lo avevi detto! Ma io..." Jane si girò, doveva rimediare " avrei dovuto ascoltarti, non ripeterò più quest'errore, e domani lo dirò agli altri, so che adesso potrei sembrare ripetitiva ma mi dispiace davvero tanto e..." "perché! Perché siamo dovute arrivare a questo? Perché ferirci così? Perché non hai ascoltato? Perché?" chiese ancora con tono angosciato
Jane esausta si sedette sullo sgabello, abbasso lo sguardo "ho lasciato che la paura prendesse il sopravvento, credo.. credo di aver rimandato così tanto da non saper più come fare!" "non è stato giusto" "No! Assolutamente no! Ne per te, ne per me, e a quanto pare nemmeno nei confronti di mia madre o della mia famiglia! Non so volevo solo stare con te, forse ho solo sperato che si risolvesse da se... che sciocca! speravo che il nostro amore bastasse" "non nascondendoci, non a queste condizioni" "l'ho ben chiaro adesso!"
si guardarono, adesso, per la prima volta dopo il tornado che era appena passato, e come dopo un tornado la sensazione di disastro e disperazione era forte nell'aria
"Non voglio andarmene, non voglio che mi lasci, dimmi come rimediare, io ho bisogno di te Maura -la guardò seria- sei la cosa migliore della mia vita, tutto con te è migliore, non ho più senso se non posso averti nella mia vita, ti amo Maura ti amo, voglio te per sempre" le lacrime solcavano piano il volto olivastro
"ti amo anch'io Jane, così tanto" tre passi e un abbraccio, forte avvolgente infinito. Ancora lacrime ma dolci, di pace, di gioia, d'amore.
Nessuna delle due sembrava voler lasciare le braccia dell'altra, Jane temeva di vederla scappare, che ci ripensasse, che la lasciasse ancora, per sempre.
Maura nonostante quello che aveva detto, il gridarle di andarsene, il dirle che era finita, aveva sentito il cuore spezzarsi, voleva ripararlo in quell'abbraccio, tra quelle braccia, in quell'amore.
"mi hai ferito così tanto" "mi dispiace amore, non accadrà mai più" "ero così disperata" "non accadrà più!" ripeté in un sussurro
"ricominciamo da zero ok?" propose Maura ancora stordita dagli eventi "no! Non voglio ricominciare da zero" Maura si irrigidì "ti amo Maura, non voglio cancellare tutto per colpa di un mio errore, ti prego, andiamo avanti, c'è tanto di buono in quello che abbiamo costruito fino a qui, lascia che venga a vivere con te, lasciamo al passato le mie insicurezze, i nostri sciocchi silenzi, ma non azzeriamo tutto, ricominciamo da oggi con tutto quello che c'è: sincerità amore rispetto e... sesso!" Maura rise, Jane era felice di esserci riuscita "non farmi ricominciare da capo con il sesso che.." "oh no con il sesso continuiamo da qui!"
risero, riuscendo ad alleggerire quel dolore che finalmente stava scivolando via, risero, tenendosi in un abbraccio, guardandosi negli occhi ancora rossi ma nuovamente luminosi di gioia. Di nuovo complici.
Risero e si baciarono e da lì ricominciarono a camminare insieme, mano nella mano.
Ricominciarono da lì, sedute strette sul divano, con birra e vino e la tv accesa la sera. Ricominciarono da lì, con le domeniche in famiglia, la loro famiglia, che prese in giro Jane per mesi per quello sciocco silenzio.
Ricominciarono da lì, con la professionalità sul lavoro, che non le impediva di arrivare sulla scena in macchina insieme o di darsi un piccolo bacio prima di separarsi per analizzare ognuna, a modo loro, il crimine commesso.
Ricominciarono da lì, da un trasloco fatto in fretta e velocemente, tanto il più era già dove doveva essere.
Ricominciarono da lì, sedute ed imbarazzate al tavolo di cucina, con Angela che le informava che si sarebbe trasferita nell'appartamento di Jane, perché stanca di evitare la casa la sera per non doverle sentire... amarsi, con quel fragore che, confessò, nessuno le aveva mai fatto provare.
Ricominciarono da lì, dalla lezione imparata, non nascondendosi più niente, che non impedisce di soffrire o litigare, ma permette di affrontare problemi e paure e a continuare a camminare insieme.
Ricominciarono da lì, da quello che avevano, che non era certo poco e da lì continuarono a costruire il loro futuro, insieme e senza paure.
Perché ricominciare da zero se qualcosa di buono nella vita lo hai fatto, ecco loro ricominciarono da lì ed il resto è storia che solo la vita può scrivere.
allora? che ne pensate? spero di non avervi deluso... si c'è un chiaro riferimento sul finale al film di Troisi ricomincio da tre! mi è uscito spontaneo, anche perché ha un bel significato!
Grazie per esserci stati tutti fino a qui...alla prossima xxx
