20. LA GABBIA

- C'è nessuno?-

Sigyn scrutò all'esterno della sua cella cercando segni di vita, inquieta come un lupo percorse nuovamente il perimetro circolare della sua gabbia cercando di trovare un punto debole da sforzare. Essere chiusa da qualche parte non le era mai piaciuto e quando era successo aveva sempre trovato un modo per violare la sua prigionia. Quella però era diversa da tutte le prigioni e le stanze in cui era stata rinchiusa con pareti trasparenti composte da una lastra di vetro blindato spessa parecchi centimetri.

Innervosita la giovane tornò a sedersi su una specie di materasso sistemato contro un bordo della cella e guardò torva all'esterno pensando ad un modo per evadere.

Alzando lo sguardo la ragazza vide semi nascosto nell'oscurità un uomo guardarla serio: era alto, quasi quanto Loki e la sua carnagione era scura, il volto era stanco e sul lato sinistro correva una cicatrice che giungeva fino l'occhio coperto da una benda nera.

Sigyn lo guardò per alcuni istanti in silenzio cercando di decifrare le sue intenzioni, conosceva quel volto e sapeva di non potersi aspettare niente di buono da quell'uomo.

- Chi siete?-

L'uomo si avvicinò entrando nel cerchio di luce bianca dei neon della cella.

- Il mio nome non ha importanza.- la sua voce era ferma e autoritaria – Sei tu Sigyn?-

- Sì.-

- Nome interessante.-

La ragazza si avvicinò al perimetro della gabbia guardando con fermezza l'uomo.

- Vorrei poter dire lo stesso del vostro.-

L'uomo sorrise divertito dall'arguzia della giovane.

- Vieni da Asgard?-

Sigyn annuì.

- È forse un crimine?-

- Abbiamo già avuto a che fare con gente del tuo popolo. Alcuni sono diventati nostri alleati, altri invece si sono dimostrati ostili nei nostri confronti. Tu cosa sei? Un'alleata o una nemica?-

Sigyn non rispose cercando di capire lo scopo di quell'interrogatorio di cui era già stanca.

- In un modo o nell'altro scopriamo quello che vogliamo sapere, siamo bravi in questo.- l'uomo si portò una mano alla fondina mostrando a Sigyn la pistola – E non ci fermeremo sicuramente davanti a te perché sei una donna.-

- Mi avete messo in gabbia come una bestia feroce.-

- Dobbiamo prendere le nostre precauzioni.-

- No. Voi avete già deciso che per voi sono una nemica, una minaccia malgrado non abbia fatto niente.-

- 'Niente'?- l'uomo si avvicinò ancora di più alle pareti della cella – Hai rotto il naso ad una delle mie migliori agenti, per non parlare di come hai ridotto l'agente Barton a furia di calci contro gli stinchi. E questo lo reputi 'niente'?-

- Mi hanno attaccata e mi sono difesa.-

- Dov'è Loki? Sappiamo che sei legata a lui.-

Sigyn abbassò lo sguardo sfuggendo allo sguardo serio dell'uomo.

- È per questo che mi avete portato qui? Credete davvero che ve lo dirò?-

- Ognuno di noi ha giurato fedeltà a qualcosa, Sigyn. Tu a Loki e io alla mia nazione e così come tu sei disposta a tutto per difendere colui che ami, io farò tutto quello che è in mio potere per difendere la Terra. Mi sono spiegato?-

Sigyn guardò con fermezza l'uomo.

- Non so dove si trovi e se anche lo sapessi pregherei il cielo e le stelle di farmelo dimenticare.-

L'uomo scosse il capo poco convinto dalla risposta della ragazza e si voltò verso il corridoio da cui era giunto.

- Fossi in te rinuncerei all'idea di scappare da quella gabbia. Un graffio a quel vetro e brucerai prima ancora che tu possa uscire.-

Sigyn guardò la cella cercando di capire dove si trovassero i meccanismi che innescavano la combustione, ma non trovandoli decise di tornare a sdraiarsi voltando le spalle a tutto quello che la circondava. Non aveva paura, ma la tristezza le trafiggeva il cuore come una corona di spine di ghaccio: aveva appena ritrovato Loki e i ricordi di una vita ed ora era nuovamente sola, come quando si era svegliata nella stanza di Sarah.

Seduta al tavolo Jane guardava ammirata i Vendicatori spiandoli furtiva da sopra i quaderni e i libri che aveva aperto.-

- Signorina Foster, benvenuta.-

Nick Fury si avvicinò alla giovane prendendole la mano.

- Grazie.-

Jane si passò nervosa una mano tra i capelli sorridendo imbarazzata, aveva già avuto a che fare con lo S.H.I.E.L.D in passato ma non era mai stata chiamata per consulenze in una delle loro basi e questo la eccitava tantissimo.

- Il capitano Rogers e Stark dovrebbero arrivare a momenti.- l'uomo si accomodò intorno al grande tavolo circolare su cui campeggiava il simbolo della sua agenzia, un'aquila nera ad ali spiegate, e toccò alcuni tasti facendo apparire delle cartelle con file, video ed immagini dei Vendicatori e della battaglia di New York.

- La ragazza? Ha detto niente?-

Fury alzò lo sguardo su Jane che lo fissava con un misto di preoccupazione.

- No e temo non parlerà per molto tempo.-

- È spaventata si capisce.- un giovane uomo era entrato nella sala e senza attendere gli ordini di Fury si era accomodato al tavolo accanto a Jane – Non sa dove si trova, è sola e disarmata. Penso che l'agente Romanov debba solo ringraziare di essersela cavata con il naso rotto. Un guerriero ferito e messo alle strette è pericoloso come un leone e quella ragazza è una guerriera ferita.-

- La state forse giustificando, capitano?- Fury guardò interessato Steve.

- Assolutamente, ma dovete fare attenzione. L'ultima volta che avete messo in gabbia un asgardiano abbiamo avuto diversi problemi per riprenderlo.-

- Un esaltato, capitano.- Stark entrò allegro nella stanza salutando i presenti rapidamente – E poi ci siamo divertiti, non è così?-

Fury e Steve si scambiarono un'occhiata d'intesa scuotendo il capo, malgrado conoscessero Tony Stark non riuscivano ancora a sopportare la sua arroganza e la superficialità con cui affrontava le minacce.

Tony si lasciò cadere su una sedia contando i presenti.

- Dove sono il semi dio e Hulk?-

- Il dottor Banner è nei nostri laboratori. Thor è su Asgard e la signorina Jane Foster sta studiando un modo per metterci in contatto con lui.-

- Ancora vi ostinate a tenere in gabbia il mostro.-

Tony si voltò verso la ragazza porgendole la mano.

- Signorina Foster, è un onore per me conoscerla.-

- Il piacere è tutto mio.-

- Lei è il tipo di mente brillante che farebbe comodo alle mie industrie. Quando questa questione sarà finita passi da me a New York, potrei avere del lavoro per lei.-

- Sì, ecco …- Jane tornò a sedersi e prese nervosa i suoi appunti cominciando a sfogliarli – Io sono un topo di campagna, le grandi città non mi piacciono.-

- Peccato.- Tony prese posto al tavolo guardando i presenti con nonchalance – Quindi il piccolo cervo è tornato?-

- Questo non lo sappiamo. La signorina Foster sta ipotizzando di poter creare un portale per Asgard in modo da poter mettersi in contatto con Thor e avere notizie di suo fratello.-

- E la ragazza?-

- Sigyn si rifiuta di collaborare.-

- Deve essere una cosa di famiglia, anche Loki non era molto propenso alla collaborazione.-

- Perché Sigyn è stata bandita?- Jane si intromise nella conversazione sperando di poterla deviare da Thor.

- E chi lo sa? Avrà dimenticato miliardesimo compleanno di Odino.- Tony cominciò a ridere di gusto – Sono persone irascibili gli asgardiani.-

- Io vorrei parlarle.-

I tre uomini si voltarono verso Jane guardandola stupiti.

- Forse con una donna si sentirà a suo agio e parlerà.-

- Cosa ne pensa, Fury?-

Steve si voltò verso il superiore che si passò una mano sulla testa calva pensieroso.

- Le darò un'ora, ma se dovesse fallire allora passeremo alle maniere forti. Sono stato chiaro?-

Jane avanzò incerta verso la cella di Sigyn che la studiava attentamente rimanendo in silenzio.

- Ciao.-

Jane cominciò a guardare intorno nervosa tormentandosi le dita come quando era imbarazzata o inquieta.

- Tu sei Sigyn, non è vero?-

Sigyn non rispose e si limitò a guardarla di sottecchi.

- Io sono Jane.-

- Sì, ti conosco.- Sigyn si alzò e si avvicinò alla parete trasparente portandosi a poca distanza da Jane – Thor mi ha parlato molto di te.-

Jane si sentì mancare il respiro e cominciò a gesticolare irrequieta.

- Ti ha parlato di me? Sta bene? Cosa ti ha detto? Gli manco?- la ragazza si sedette su una sedia prendendosi il capo tra le mani – Scusa, sono tante domande.-

- Non ti preoccupare.- Sigyn si accovacciò a terra sorridendole, dopo Sarah Jane era l'unica terrestre per cui nutrisse simpatia e la sua presenza la metteva a suo agio.

- Thor sta bene, sente la tua mancanza e ogni volta che può chiede ad Heimdall di cercarti e di raccontargli cosa fai.-

Jane sorrise e si asciugò gli occhi con la manica del cardigan.

- Perdonami, io solitamente non piango davanti agli sconosciuti.-

Sigyn le sorrise dolcemente.

- Thor mi ha raccontato tutto del suo soggiorno sulla Terra. Ti deve molto, tu e i suoi amici gli avete salvato la vita e, come abitante di Asgard, ti ringrazio per aver salvato il mio principe.-

- No. È stato Thor a salvarci. Quando Loki ha mandato il Distruttore, Thor si è sacrificato per salvarci da quel mostro di suo fratello.-

Sigyn abbassò triste lo sguardo ripensando alle cattiverie fatte da Loki in passato.

- Scusa, non volevo rattristarti.- Jane si avvicinò alla cella fino a toccarne la parete di vetro – So che sei molto legata a Loki.-

- Ha commesso degli errori in passato, ma ora è cambiato. Jane, tu non sai cosa ha fatto per me.-

- Fury teme che Loki sia in cerca di vendetta. I Vendicatori lo uccideranno se lo troveranno.-

- No, la vendetta è lontana dal suo cuore in questo momento. Loki è sulla Terra questo è vero, ma è qui per me.-

Le due ragazze rimasero in silenzio inseguendo ognuna i pensieri del proprio cuore.

- Devi dirmi dove si trova. Se davvero è come dici tu e non vuole nuocere alla Terra lo lasceranno in pace e non gli faranno niente.-

Sigyn guardò sospettosa la giovane.

- Tu lo faresti? Se i Vendicatori minacciassero di morte Thor, tu gli diresti dove si trova?-

Jane abbassò lo sguardo sconfitta. No, non lo avrebbe fatto. Fury e lo S.H.I.E.L.D lavoravano per il bene della Terra, ma Jane non condivideva i loro metodi quando questi comprendevano la tortura e la violenza e sapeva che la parola di una spia valeva poco e niente.

- Fury vuole sapere dove si trova Loki e farà di tutto per estorcerti questa informazione- Jane guardò allarmata Sigyn sperando che capisse la gravità della sua posizione – Queste persone sanno essere senza cuore quando vogliono raggiungere un obbiettivo e tu sei sola ed indifesa.-

Sigyn si alzò e sconsolata tornò a sedersi sul letto guardando oltre le pareti della cella.

- Non ho paura di loro.- Sigyn sorrise serena a Jane guardandola con dolcezza – Grazie, mi ha fatto molto piacere vederti.-

CONTINUA …