Capitolo 21 - Tears & Anger
Lì poco avanti c'erano Kaname e Sara Shirabuki.
E si stavano baciando.
Zero non era sicuro di cosa stesse provando, anzi era sicuro che il suo cervello avesse smesso di funzionare. Gli sembrava di essersi staccato dalla realtà mentre quell'immagine si imprimeva nella sua retina. Era anche sicuro di non star respirando. Gli sembrava di morire. Come se gli avessero strappato la stessa regione di vita
-K-Kaname?- La sua voce uscì come un flebile sussurrò che andò a perdersi nella fredda aria di quella notte che per tutti era una festa, mentre per lui era la fine.
Vide Sara Shirabuki staccarsi da Kaname e guardarlo con un sorriso compiaciuto e soddisfatto, poi si portò una mano alla bocca e con finto stupore ebbe il coraggio di dirlo
-Oh, eri qui?- Quanto odiava quella voce.
Ma ciò che più gli faceva male era Kaname; non si girò a guardarlo e non cercò di giustificarsi, non disse niente, non si mosse di un millimetro.
Avrebbe voluto piangere, gridare, urlare, ma non ne aveva le forze. Voleva solo andare via. Scappare da quella vista, da quella realtà che faceva male, dannatamente male. E quello fu ciò che fece, si girò e prese a correre più veloce che poté. In un attimo fu al di fuori dell'edificio. Continuò a correre finché ebbe fiato in gola. Non seppe dire di quanti chilometri si fosse allontanato, ma più lontano era, meglio era.
E lì, da solo, nel bosco si lasciò andare.
Gridò come non aveva mai fatto in vita sua. Gridava contro l'ingiustizia che sembrava rincorrerlo da sempre. Contro quel fato crudele che gli aveva portato via i genitori, il suo amato fratello e ora l'unica persona che aveva amato; amato così tanto da rischiare la vita per poter stare con lei, che aveva amato più se stesso.
Quella persona che ora gli aveva voltato le spalle, lo aveva tradito nel peggiore dei modi. Prima lo aveva convinto di essere tutto il suo mondo e poi lo lasciava da parte come un giocattolo che lo aveva stancato. Si sentiva così stupido, così ingenuo per aver preso per vero tutte quelle promesse, tutto il tempo passato insieme, tutto ciò che ormai era diventato il suo universo. E che in pochi, strazianti secondi era finito in mille pezzi.
La sua furia alimentò quei poteri che ancora non sapeva controllare e che impazzirono completamente. Sfogò la sua rabbia, la sua frustrazione su ciò che lo circondava. Albero dopo albero intorno a lui si andò a formare uno spiazzo ogni secondo più grande; un completo spettacolo di distruzione.
Di caos.
Dove niente aveva più senso. Dove Kaname non lo amava più. O forse non lo aveva mai amato.
Quel pensiero invece che infiammare la sua rabbia come benzina sul fuoco, lo lasciò privo di forze con il fiato corto per lo sforzo appena compiuto e un vuoto al posto del cuore. Perché era così che si sentiva, come se gli avessero strappato il cuore dal petto. I suoi occhi tornarono al loro naturale lilla e ogni emozione sparì dal suo viso.
Le gambe non ressero più il suo peso e all'improvviso si ritrovò in ginocchio. Avrebbe voluto appoggiarsi a qualcosa ma non era rimasto nulla in piedi. Così a fatica si alzò e senza pensare a niente cercò di allontanandosi ancora di più, sperando di andare nella direzione giusta. Dopo non sapeva quanto tempo arrivò al limite della zona che aveva distrutto e si accasciò addosso al primo albero; la schiena premuta contro la ruvida corteccia, lo sguardo perso nel vuoto e la vista annebbiata.
Sara guardò divertita la figura di Zero sparire oltre la soglia della terrazza. Spostò lo sguardo verso Kaname
-Ci è rimasto male, poverino. Peccato che tu non possa andargli dietro. Ma forse è meglio così, non trovi? Altrimenti potrebbe morire nel sonno, magari per insufficienza respiratoria- Disse e poi scoppiò in una fragorosa risata
Kaname impotente rimase lì impossibilito a muoversi mentre sentiva il legame con Zero affievolirsi secondo dopo secondo
"Ti prego, Zero. Ti prego, credi del nostro amore"
Shizuka aveva capito subito che qualcosa non andava. La disperazione di Zero era irradiata con tale forza che era riuscita a percepirla a distanza senza bisogno di entrare in contatto con lui. Lo aveva anche sentito allontanarsi a grande velocità ed era corsa nella sua direzione.
Qualcosa era andato storto, lo sapeva, lo sentiva. Non aveva idea di dove fosse Kaname ma qualcosa era successo tra i due, per forza. Quando percepì la furia e l'onda di energia emanata da Zero accelerò il passo. Quando arrivò nella spazio creato dalla sua rabbia, però, non vide il ragazzo. Riuscì a sentire la sua presenza più avanti, ma aveva quella brutta impressione che la sua aura si stesse affievolendo.
Non se lo sarebbe mai perdonato de gli fosse successo qualcosa mentre non era stata in grado di rimanere affianco a lui e proteggerlo. Quella Shirabuki doveva aver fatto un incantesimo illusorio per farla allontanare da Zero. Alla fine lo trovò seduto contro un albero, gli occhi erano rivolti verso il basso e tutta la sua postura era fiacca, come una marionetta senza fili a sostenerla
-Zero- Disse ma il suono sembrò perdersi e il ragazzo non fece cenno si averla sentita. Decise allora di avvicinarsi e si sedette accanto a lui. Gli mise una mano sulla spalla e in pochi secondi le passò davanti agli occhi tutto ciò che gli era successo in quelle ultime ore -Oh, Zero- Le lacrime presero a scendere dai suoi occhi verdi e di slanciò lo abbraccio
-Nee-san?- Quel gesto lo aveva un attimo scosso dal suo torpore
-Sì, sono qui Zero. Non ti lascio, non ti abbandono. Te l'ho promesso- Sentì il suo respiro farsi affannato
-N-Ne-san- La voce uscì rotta dai singhiozzi che non riusciva più a trattenere. Lì nelle braccia dell'unica persona di cui si fidava davvero, che non lo avrebbe mai abbandonato, si lasciò andare ad un pianto liberatorio -Non mi ama. Non mi ama più!-
-Stai tranquillo, sfogati. Ti farà bene-
-No. È tutto finito. Non ce la faccio, non un'altra volta. Perché, perché dove sempre capitare tutto a me?! Cosa ho fatto di male!-
-Te l'ho già detto la prima volta che ci siamo incontrati. Tu non hai nessuna colpa, tu non hai fatto niente, tesoro. La vita è solamente così crudele. Ma vedrai ce la caveremo. Usciremo da questa situazione insieme, nii-chan-
Nel silenzio della notte si sentivano solo frasi sconnesse interrotte da singhiozzi e le sue parole di conforto
-Ho bisogno di te, Shizuka-
-Lo so, Zero. Vedrai andrà tutto bene. Andrà tutto bene- Ma in quel momento, a dispetto delle sue stesse parole, anche lei aveva paura. C'era qualcosa di strano che, però, non riusciva a spiegarsi. E in realtà non era per niente sicura che sarebbe andato tutto bene. Ma doveva essere forte, Zero stava avendo un collasso emotivo. Aveva bisogno del suo appoggio, era tutto ciò che gli era rimasto.
-Shizuka- La voce di Hayato le diede forza. Strinse a se il corpo ormai esausto del suo fratellino mentre sentiva la presenza costante del suo ragazzo accanto a lei. Era rimasto in disparte ma sapeva che era arrivato praticamente insieme a lei. Voltò la testa per guardarlo e senza dire niente fu convinta che le cose si sarebbero sistemate. Lo vedeva nei suoi occhi, nel modo dolce ma fiero in cui la guardavano -Torniamo a casa-
Shizuka annuì. Hayato le si avvicinò e lasciò che fosse lui a portare il corpo esanime di Zero fino alla loro casa. Insieme si incamminarono, lei stretta accanto a lui con una mano che stringeva quella del fratello.
Erano passati due giorni e le condizioni di Zero non facevano altro che peggiorare. Passava gran parte del tempo a letto, dormiva molto, aveva spesso febbre e respiro affannato, cose strane visto che era una sangue puro e non sarebbe dovuto stare male fisicamente. Shizuka aveva il sospetto che questo malessere fosse causato dal blood bond che rischiava di venir spezzato.
Quando una delle due parti perdeva per qualche ragione provava sentimenti negativi molto forti e la fiducia veniva a mancare era possibile che il legame formatosi si potesse spezzare. Più forte era, più devastanti saranno le conseguenze per entrambe le parti.
Ciò che era successo era grave abbastanza per giustificare le condizioni del ragazzo. Se non facevano qualcosa Zero rischiava davvero di morire. L'unica cosa che non le era chiaro era la rapidità con cui l'aura di Zero si stava affievolendo. Era troppo veloce, se andava avanti così non sarebbe sopravvissuto neanche fino alla fine della settimana.
Shizuka voleva fare qualcosa, qualsiasi cosa per salvarlo. Si conoscevano da così poco ma in quel breve lasso di tempo aveva condiviso così tanto, che le sembrava si conoscessero da molto più tempo, forse da sempre. Le sembrava che Zero fosse davvero suo fratello e non solo perché ora condivideva lo stesso sangue.
Quando aveva visto ciò che era successo dalle emozioni di Zero per la prima volta aveva creduto che le sue capacità avessero sbagliato. Le sembrava impossibile che Kaname avesse tradito Zero. La sapeva, l'aveva sentito l'amore che il suo amico d'infanzia provava per il suo fratellino era più che autentico e anche molto forte.
Come aveva già sospettato c'era qualcosa sotto ed era quasi certa, anzi più che certa, che centrasse Sara Shirabuki. Non l'aveva mai incontrata prima della festa di natale e quell'incontro l'aveva asciata scossa. Non aveva mai visto una persona che potesse essere così diversa al'esterno e all'interno. Aveva un autocontrollo sulle sue azioni da far paura e una mente tanto geniale quanto sadica che avrebbe messo in ombra le più grandi menti criminali del mondo. Una combinazione decisamente letale.
E loro erano diventati burattini nelle sue mani. Era sicura che tutto andasse secondo i suoi piani. Ma non poteva permettere che lei giocasse con le loro vite, soprattutto di quelle due persone che erano così importanti per lei. Doveva fare qualcosa in prima persona e doveva farlo ora
-Hayato- L'uomo si girò a guardarla. Erano seduti sul divano abbracciati mentre Zero dormiva come ormai suo solito in una delle stanze al piano di sopra
-Sì, Shizuka?- Lei lo guardò negli occhi
-Devo andare da Kaname. Sono sicura che Shirabuki ha qualcosa in mente e sta facendo del male a entrambi. Devo capire cos'ha in mente e cosa sta succedendo. Dove andare- La sua voce risoluta non ammetteva obiezioni
-Lo so. Fai attenzione, però, potrebbe quasi certamente essere una trappola-
-Già, ma non mi posso fermare. Altrimenti Zero morirà. Resta qui tu con lui-
-Okay- Le diede un bacio sulla tempia prima di lasciarla andare
Quando arrivò alla villa nessuno la ostacolò, nemmeno quando chiese di poter incontrare Kaname. Non seppe dire se questo la sorprendeva o no. Fu accolta e accompagnata in una stanza che al momento era vuota. Le fu detto di aspettare l'arrivo dei signori, come se fossero già sposati. Questo la fece infuriare ma doveva mantenere il controllo altrimenti non avrebbe mai vinto contro quella donna.
La porta alle sua spalle si aprì e quando si girò per guardare vide Kaname tenere braccetto Sara Shirabuki come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Ma c'era qualcosa che non andava, lo sentiva nell'aria. A prima vista Kaname sembrava in perfetta forma ma ad una più attenta osservazione poteva vedere che respirava in modi più affannato anche se lo mascherava bene e la sua pelle era decisamente troppo chiara anche per un vampiro.
Ma in linea di massima se la stava cavando meglio di Zero, molto meglio. Perché Kaname non stava male quanto lui?
-Che piacere averla qui Ikurumi-san. Cosa la porta a farci visita?-
-Sono qui per poter parlare con Kaname, possibilmente da sola-
-Oh, ma noi non abbiamo segreti. Di qualsiasi cosa vogliate potete farlo anche con me qui- Il suo sorriso era così odioso, avrebbe voluto colpirla con tutte le sua forze, ma si trattenne. Se voleva giocar sporco lo avrebbe fatto anche lei.
*Owari Cap. 21*
-Eccoci di nuovo qui! Felici di vederci così presto?- ndRan
-Spero proprio di sì!- ndJane
-Non vogliamo tirarla per le lunghe. Abbiamo solo qualche dubbio su questo capitolo. Era già pronto lunedì scorso, ma ogni volta che lo rileggiamo non ci convince. Dopo rifacimenti vari abbiamo deciso di pubblicarlo così, ma non siamo ancora pienamente soddisfatte. Per il prossimo aggiornamento non credo dovrete aspettare molto, il 22° capitolo è già in fase di scrittura- ndRan
-Siamo stanche quindi la finiamo qui oggi- ndJane
-Alla prossima!- ndRan
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