«Stai bene? Che è successo?»
Emma si rialzò con l'aiuto di Lily, massaggiandosi la schiena dolorante.
«Non lo so... magia, credo.» rispose. Si riavvicinò cauta al punto da cui era stata scagliata via. Tastò l'aria con una mano, fino ad incontrare una pericolosa scarica di potere. Ritrasse la mano. «Merda...»
«Che succede?» ripetè ancora l'amica.
Emma sospirò voltandosi a guardarla.
«C'è una barriera. Non possiamo entrare, e Regina è troppo lontana, anche se urlassi, dubito mi sentirebbe...»
«Quindi adesso che facciamo? Dove si trova mia madre?»
«Già! Tua madre!» esclamò Emma sorridendo «Sei un genio Lily! Maleficaaaa!» urlò con tutto il fiato che aveva in corpo.
Mal sentì la voce di Emma chiamarla, da molto lontano. Il drago era già in volo, in cerca di prede. Virò, battendo le enormi ali nel vento, raggiungendo la principessa in pochi minuti. C'era un'altra ragazza con lei, e una barriera intorno al castello di Regina. E non c'era spazio per atterrare. Scese in picchiata su di loro, trasformandosi in umana qualche attimo prima di toccare terra. Posò i piedi sul terreno quasi senza fare rumore.
La ragazza la guardava a bocca aperta.
Emma le sorrise.
«È lei.» disse soltanto prima di fare un passo indietro.
Malefica tornò a guardare la ragazza. Si avvicinò a lei, sorridendo.
«Lilith...» disse con la voce tremante, gli occhi pieni di lacrime. «... sei proprio tu?»
Lily guardò sua madre, sorrise appena. Fece un passo in avanti.
«Mamma?» chiese con voce tremante.
Senza più pensarci il drago abbracciò la figlia, lasciando libero sfogo alle lacrime.
«Oh, Lilith... ti ho cercata per così tanto tempo...»
La ragazza si lasciò stringere e, dopo un iniziale smarrimento, la strinse a sua volta.
«Anch'io ti ho cercata..» riuscì a dire infine.
«Lo so, piccola mia, lo so...» Mal la strinse più forte. «Sono tornata ora dal Paese delle Meraviglie, dove ho scoperto che eri qui...»
«E io sono venuta qui perchè sapevo che eri qui!» esclamò la giovane, stringendola a sua volta.
Malefica rise, le lacrime che ancora scendevano dagli occhi azzurri. Si staccò da lei per guardarla. Le accarezzò il viso.
«Sei così grande...»
Lily rise con lei.
«Lo so...» disse asciugandosi le lacrime.
«Abbiamo così tanto tempo da recuperare...» Malefica si voltò verso Emma, o almeno così credeva, per ringraziarla. Ma la ragazza non era più lì.
Emma osservò le due con un sorriso sul volto. Fece qualche silenzioso passo indietro poi, lasciandole sole. Aggirò un poco la barriera, lasciando alle due donne il tempo e lo spazio necessari. Si avvicinò di nuovo al muro di magia, percependone le vibrazioni sulla pelle.
«Regina...» sussurrò. Guardò il castello con malinconia, sperando di scorgerla, da qualche parte. Sentiva la sua magia attraverso la barriera. Le mancava terribilmente.
«Emma…»
La principessa si voltò di scatto, interrompendo il contatto con la barriera. Arrossì appena di fronte allo sguardo di Lily.
«Perchè ha creato la barriera?» chiese a Malefica, guardandola triste.
La strega guardò negli occhi della ragazza.
«Vuole stare da sola. Non accetta neanche la mia presenza...» spiegò con amarezza.
Lily si girò verso sua madre.
«Siete amiche?» le chiese con stupore.
Mal guardò con imbarazzo la figlia.
«Sì... più o meno.» rispose a mezza voce.
Emma annuì, lanciando un'occhiata verso il castello.
«Mi dispiace...» disse, abbassando lo sguardo. «Non volevo metterti in mezzo...»
«Che significa?» si intromise di nuovo Lilith. Le sembrava che le stessero nascondendo qualcosa. «C'è qualcosa che non so?»
Malefica guardò la figlia, sorridendo imbarazzata.
«Io e Regina siamo amanti da molti anni... » confessò, spaventata dalla sua reazione. «... Ma ora è tutto finito.»
Lo sguardo di Emma restò a terra.
«Se io sparissi... non sarei più un ostacolo. Per nessuno...» mormorò.
Lilith spalancò gli occhi.
«Cosa? Tu e Regina?» guardò poi Emma «Tu sei innamorata di una donna che è stata con mia madre?»
Emma spalancò gli occhi alle parole di Lily.
«Ehm...»
Malefica guardò la principessa.
«Se tu sparissi, Regina non sopravvivrebbe.» disse per poi guardare sua figlia. «Lo so, è complicato... » sospirò.
«Non ci credo, quella donna è un mostro!» sbraitò la guardia, guardandola come se fossero pazze.
«Lily, te l'assicuro, non è così. Non dar retta a quello che ti hanno detto a palazzo. Non sanno di cosa parlano.» ribatté tristemente Emma, guardando poi Malefica. «Io non credo.» indicò il castello. «Non vuole più vedermi.»
«Lily, tesoro, Regina non è un mostro! Snow e James lo sono, e Stephan!» disse il drago, guardando poi Emma, esasperata. «Senti, non ho intenzione di insistere tanto per salvare la vita della figlia dei miei nemici!» sbottò.
«Ha ucciso decine di persone, ti ha catturata!» obiettò sconvolta Lily rivolgendosi ad Emma. «Ti ha torturato!»
Emma sorrise, malinconica.
«Io non direi…»
«Sei accecata da quella donna... ma che ha di cosi speciale?»
«Tutto...» mormorò, abbassando di nuovo lo sguardo. Lily strinse i pugni, arrabbiata, ma rimase in silenzio. «Quanto... Non c'è proprio modo di contattarla, in qualche modo?» chiese quindi a Malefica.
«Non so... Puoi tentare ad urlare, dall'altro lato, che è più vicino. Ma non so se ti sentirà.» le rispose svogliatamente la donna. Notò poi lo stato d'animo della figlia, e le passò un braccio intorno alle spalle. «Vuoi vedere casa tua?» le chiese sorridendo.
Lily abbassò lo sguardo.
«Va bene.» disse, lanciando poi un'occhiata ad Emma. «Vieni con noi...»
Emma alzò lo sguardo su Lilith, sorpresa. Guardò poi Malefica.
«No...» sorrise, intimorita. «Tua madre mi mangerebbe…»
Mal rise alle sue parole.
«Sì, lo farei…»
«Lei non ti vuole, vieni con noi!» la supplicò l'amica.
Emma si avvicinò a Lilith, guardandola negli occhi.
«Lily... tu sei la mia migliore amica. E ci rivedremo, te lo prometto... Ma ora devi stare con tua madre. Avete così tanto da dirvi...»
La ragazza sospirò.
«Va bene…» capitolò, per poi guardare sua madre. «Possiamo andare.»
Mal sorrise alla figlia. Lanciò un'occhiataccia ad Emma, quindi si trasformò in drago, osservando la reazione di Lilith. La ragazza mostrò un po' di timore al principio, ma alla fine si rilassò.
Emma sorrise alla coetanea, notando la sua espressione.
«Sali.» la incitò, osservandole con le braccia incrociate sotto al petto.
Lily le sorrise e riuscì a salire velocemente in groppa al drago, che si arrampicò su un albero e da lì spiccò il volo verso il suo castello.
Emma le osservò volare via per qualche istante. Guardò poi il castello. Provò ad andare nel luogo indicatole da Malefica. Il castello era più vicino, sì, ma era comunque lontano. Tentò, comunque.
«Regina!» urlò mettendo le mani a coppa davanti alla bocca.
Continuò ad urlare a ripetizione il suo nome, anche quando iniziò a farle male la gola, e i polmoni si lamentarono dolendole.
Regina si tappò le orecchie. Non voleva sentire la sua voce. Non voleva più vederla. Non voleva vedere più nessuno. Sua madre sarebbe stata orgogliosa di lei. Finalmente aveva chiuso il suo cuore ai sentimenti. La voce di Emma arrivava dolce alle suo orecchie, ma non poteva lasciare che quella ragazzina la distruggesse del tutto. La rabbia montò dentro di lei finché non esplose, causando un terremoto che fece tremare il castello. Odiava quella donna, odiava lei e Malefica.
Emma sorrise vedendo il castello tremare. L'aveva sentita. Si mise una mano sulla gola dolorante. Attese, ma Regina non si fece vedere. Provò di nuovo ad urlare il suo nome, ma non uscì alcun suono dalle sue labbra. Sbuffò e scosse la testa, mettendosi le mani sui fianchi. Spalancò gli occhi di colpo quando un'idea balenò nella sua mente.
Appoggiò le mani sulla barriera, sprigionando luce bianca dai palmi. Non voleva abbatterla, solo mandare un messaggio. Contrastò il potere di Regina, sperando che se ne accorgesse. Chiuse gli occhi per concentrarsi. Piegò la barriera, senza spezzarla, avanzando di qualche passo verso il castello. Piegò ancora la barriera cambiandone la forma, finché, con enorme sforzo, riuscì ad arrivare a qualche passo dalla finestra di Regina. Lì si fermò, sudata ed ansimante, dando stabilità alla barriera.
«Regina! Non voglio costringerti a fare niente voglio solo che tu sappia una cosa!» disse con la poca voce che le era rimasta. «Non devi rispondere, ma ti prego, fammi solo sapere se mi hai sentito. Io ti amo, Regina. Non mi importa di cosa hai fatto, non mi importa di Lilith e di Malefica. Voglio te, a qualunque costo!»
Regina percepì la sua vicinanza. La sua magia era forte, ed era molto vicina. Si alzò dal letto e andò vicino alla finestra. Sentì Emma, le sue parole. Scosse la testa digrignando i denti. «Bugiarda.» sussurrò «Sei una bugiarda...» ripeté facendo esplodere la finestra.
Emma arretrò istintivamente, coprendosi la testa con le mani dalle schegge di vetro. L'aveva sentita. Sorrise.
«Tu puoi anche non credermi, ma è la verità. E non cambierà mai.»
Regina si mostrò a lei, finalmente. La guardò con odio.
«Tu devi andare via dal mio castello. Non ti voglio, sei solo una ragazzina viziata, una principessina che vuole fare il cavaliere. Ma non sei niente.»
Emma aggrottò la fronte.
«Io non voglio fare il cavaliere!» ribatté con tono leggermente troppo acuto «Voglio solo starti accanto!»
«E io non ti voglio.» la regina la scrutò con disprezzo «Non ti ho mai voluto.»
«Stai mentendo!» le urlò contro Emma con rabbia. «Io ti conosco meglio di chiunque altro, Regina! E non ti farei mai del male!»
Regina sorrise con cattiveria.
«Solo perché ti ho concesso il privilegio di soddisfare i miei bisogni, non vuol dire che tu mi conosca…»
«Dimentichi che non conosco solo questa parte di te, ma anche la parte che gli altri non hanno mai visto! Non puoi più ingannarmi, Regina! So che mi ami, o non sarei viva! Non vuoi più vedermi? Allora uccidimi qui e ora, e facciamola finita!» urlò la bionda, piena di rabbia, rossa in viso.
La sovrana rise freddamente.
«E perchè dovrei porre fine ai tuoi tormenti...» considerò guardandola «Mi piace vederti soffrire.»
«Ah sì? Allora mettimi in cella e torturami davvero! Tutti ti accusano di averlo fatto! Fallo!»
«Mi hai annoiata.» Regina si allontanò lentamente da lei. «Ho altri giocattoli adesso e non ho tempo da perdere con te.»
«Vedi? Non hai le palle di farlo!» urlò Emma, fuori di sé.
«Pensa ciò che vuoi.» replicò seccamente la more, voltandole le spalle. «Adesso, se non ti dispiace, ho una nuova preda da addestrare...»
Emma sentì una fitta di gelosia trapassarle il cuore, ma non si arrese.
«Bene! Fallo, non voglio toglierti niente! Scopati anche Malefica, o chi diavolo vuoi! A me basta vederti felice!»
«Non nominarmi quella traditrice!» esclamò Regina alzando la voce. «Una delusione, proprio come te!»
«Perchè vuoi tenermi lontana, Regina?» chiese la bionda, addolcendo il tono «Di cosa hai paura? Ti sto offrendo tutta me stessa, tutta la mia vita! Ti sto dicendo di fare quello che vuoi, anche di me! Che altro devo fare per dimostrarti che ti amo?»
«Nulla.» sussurrò la sovrana. «Non voglio nulla. Non ti ho mai voluta, lasciami in pace! Ero felice senza di te!»
Emma la guardò in silenzio per qualche secondo, col fiato corto.
«Allora non dirmi di non farmi ammazzare.» disse, voltandosi per andarsene.
«Tu mi hai resa debole.» ammise Regina per poi girarsi con l'intenzione di tornare dentro la sua stanza.
Emma rallentò un attimo a quelle parole, ma poi cammina veloce verso il castello di George.
Regina si voltò a guardarla.
«Dove vai?» le chiese. Emma non la sentì, già lontana. Regina serrò i pugni, sbuffando, quindi apparve davanti alla principessa, impedendole di proseguire.
«Dove stai andando?»
Emma la guardò con rabbia.
«Ad esaudire il vostro desiderio, Maestà.. » ringhiò, sorpassandola. «Non mi vedrete più.»
Regina le bloccò il braccio con la mano.
«Non andrai da nessuna parte.»
La bionda si divincolò da lei, fulminandola con lo sguardo.
«Appendimi nelle segrete se vuoi fermarmi, è l'unico modo.»
«Come desideri.» disse cupamente la mora. Svanì con lei in una nuvola viola e riapparvero entrambe nelle prigioni. Emma si guardò intorno, spiazzata. L'aveva fatto davvero. Posò lo sguardo stupito su di lei.
«Mi hai costretta, non guardarmi cosi.» disse la regina con una leggera scrollata di spalle.
«Non ti ho costretta...» sorrise la bionda.
«Sì. L'hai fatto.» replicò la donna sparendo in una nuvola viola.
