Orgoglio
"Tra pochi mesi, se Dio vorrà, nascerà mio nipote!" – Esclamò sottovoce il Generale rimasto solo nello studio, battendo con rabbia, le mani sui braccioli della poltrona dove era seduto. Infervorato si alzò di scatto, spostandola all' indietro, guardò la pipa sul tavolo, l'afferrò con rabbia e la strinse con forza. Un passo e ancora un altro, si avvicinò alla finestra, assorto dai ricordi, di fronte a lui l'enorme giardino, lo sguardo irrequieto cadde sulla fontana che sgorgava rumorosamente. Chiuse gli occhi un istante per poi riaprirli. I ricordi lo riportarono indietro nel tempo: le voci infantili gioiose, le corse, i duelli ... gli sembrava di vedere Oscar e Andrè bambini. Sguardo assorto nel vuoto … tanti ricordi …..
"Su Andrè fatti sotto! ... Tanto lo sai che ti batto anche questa volta … "
"Non è giusto Oscar, sei leggera e imprevedibile, i tuoi movimenti sono troppo veloci …"
"Ah, ah, Vediamo Andrè se sei capace prendimi …"
"Aspetta Oscar … non scappare … se ti prendo …"
Le lacrime bagnarono il suo viso!
"Oscar ….."
7 Agosto 1789
"Mamma …"
"Sei di nuovo qui, Anne! Tuo padre e Gilbert sono ancora nei campi?" "No mamma, hanno finito di lavorare da un pezzo, dovevano darsi una ripulita prima di venire qui con gli altri contadini per versare le imposte ai nuovi padroni!" "Ascolta Anne, Joland è impegnata con il bucato e visto che sei qui, dammi una mano."
"Cosa vuoi che faccia?"
"Vai nell'orto, portami le verdure per la padrona."
"Va bene mamma, vado subito!"
Anne a passo veloce s'incamminò verso l'orto, prima di addentrarsi, guardò attentamente dove camminare per non calpestare il seminato, un passo maldestro la ragazza scivolò, trovandosi con le mani e i vestiti sporchi di terra. La scena non sfuggì ad Alain.
"Oh no! Questa proprio non ci voleva! ... Mi sono sporcata il vestito …" – Disse Anne a voce alta mentre tentava di ripulirsi.
" Ih ih ih ..."
"Si può sapere cosa avete da ridere signore?! Per caso Voi non siete mai scivolato?"
"In questo modo mai, Madamigella Anne …"
"Vi credevo un gentiluomo Alain, invece Vi prendete gioco di me!"
"Non credo di essere mai stato un gentiluomo ma vi assicuro che non era mia intenzione offendervi e per dimostrarvelo, vi aiuterò! ... Ditemi Anne in che modo posso aiutarvi?"
"Devo raccogliere le verdure per la padrona!" "Su, lasciate fare me, ma ditemi quale Vi servono?!"
"Quelle in fondo alla staccionata."
" ... Eccole qua, tenete! Queste possono bastare?"
"Credo di si, signore Alain, grazie!"
"Di Signore credo di non avere proprio nulla! ... E come mi avete fatto notare prima madamigella Anne, sono piuttosto insolente!"
"Lo avevo capito subito, che siete insolente e maleducato ma vi ringrazio comunque Signore Alain."
"Ih ih ih prego Madamigella! Ih ih ..."
Mani incrociate dietro la nuca, sdraiati all'ombra di una quercia secolare, Andrè e Oscar contemplavano il tramonto, mentre uno stormo di rondine si allontanava all'orizzonte.
"Ti ricordi Andrè, le splendide albe che abbiamo visto da ragazzi?! Se qualcuno me l'avesse detto allora, che un giorno sarei stata qui con te come … come cosa Andrè? Perché sai, non so ancora cosa sono io per te!"
Andrè l'adagiò delicatamente sul prato, l'abbracciò, occhi negli occhi, sguardi dolci e appassionati, un sussurrò: "Sorella, amica, moglie …e la mia meravigliosa amante …"
"Andrè ..."
"Ti amo Oscar ..."
André si avventò sulla sua bocca, perdendosi in un bacio lungo e appassionato ...
"Oscar … ti amo ... ti desidero ... mi manchi …"- Respiri affannati, dolci carezze, mani che accarezzavano il suo corpo.
"Andrè la tua ferita …"
"Credo che ormai sia guarita, non sono più messo tanto male, sai!"
"Ne sei sicuro?"
"Sicurissimo … è passato troppo tempo dall'ultima volta che sei stata mia!... Mi sembra quasi di impazzire dal desiderio di averti!"
Ancora un bacio e un altro ancora ...
Su, dai Andrè, si è fatto tardi, dobbiamo andare via!"
"Sei mia prigioniera, non ti lascio andare ..."
"Andrè, basta, mi fai il solletico ah ah ah!"
Una figura minuta si avvicinava frettolosamente nella loro direzione, una voce spezzò l'incanto.
"Andrè … Oscar …"
I loro sguardi carichi di desiderio, respiri ansimanti, affannati ...
André si allontanò appena da lei, disse: "E' la nonna Oscar! A quanto sembra, possiede il dono di arrivare sempre nei momenti meno opportuni."
"Dai Andrè, se è venuta fin qui a cercarci, deve essere importante! ...Nonna … siamo qui!"
"Finalmente vi ho trovati!"
" Cosa succede nonna?"
"Alla tenuta, sono arrivati i contadini, hanno chiesto di parlare con i padroni."
"Vogliono parlare con noi? Cosa vogliono nonna?"
"Sono venuti per versare i tributi."
"I tributi! ... Andrè con tutto quello che è successo, non ci abbiamo più pensato! ... Su dai sbrighiamoci!"
"Forse tu ma non io! Devi sapere che nei giorni scorsi, prima che Bernard partisse per Parigi, ne ho parlato con lui: abbiamo rivisto i conti e stabilito le quote da far pagare ai contadini."
"A quanto ammonta il tributo da versare?" "Esattamente un terzo di quello che versavano a tuo padre! Ti assicuro, che comunque rimane una cifra sufficiente per sostenere tutte le spese di gestione!"
"Andrè, devi parlargli!"
I tre entrarono nell' atrio della casa, dove li attendevano i contadini. Le loro figure, erano le medesime di sempre: la miseria era evidente. Appena li videro, salutarono i nuovi padroni con il dovuto rispetto.
"Buongiorno signori …" – Disse Andrè
Il primo a porgere il sacchetto delle monete fu Sugean.
"Ecco abbiamo portato il denaro, tenete, questa è la mia quota." Andrè e Oscar si guardarono, quest'ultima disse: "Su Andrè devi parlare con loro."
"Ascoltate, io e mia … moglie non abbiamo avuto il tempo necessario per i informarvi della questione relativa ai contributi ma come avrete già capito, le cose al villaggio cambieranno …"
Gli uomini rimasero perplessi, si scrutandosi gli uni con gli altri.
Andrè aggiunse: " Tornate alle vostre case, a breve vi faremo sapere l'ammontare della cifra che dovrete versare. Sappiate comunque, che sarà circa un terzo di quella che avete da sempre remunerato."
Uno dei contadini, commosso, fece un passo in avanti e timidamente, disse: "Non ci saremmo certo aspettati tanta generosità da parte vostra, non sappiamo come ringraziarvi …"
"Non è il caso di aggiungere altro, è giusto che sia così!" – Esclamò Oscar.
Scese la sera, Andrè ed Oscar erano in camera loro, stretti l'uno all'altra, lui disse: "Abbiamo un certo discorso in sospeso noi due, mia Signora!." –
"Si può sapere a quale discorso ti riferisci Andrè?"
"Naturalmente a quello di stamattina, ricordi?"
"Hai detto un mucchio di cose, non so a cosa ti riferisca."
"Aspetta, comincio da qui ...
Un bacio e ancora un altro.
"Andrè ... in tutti questi giorni, mi hai evitata e adesso invece ... ho avuto l'impressione che avessi, quasi paura di me ..."
"No … se mai avevo paura di me stesso. Sei stata davvero male ed io con te!…. Credo che sia giunto il momento che te lo chieda …"
"Chiedermi cosa Andrè?"
Lui si sciolse dalle sue braccia, infilò la mano in tasca e tirò fuori un piccolo sacchettino azzurro allacciato da un nastro dello stesso colore, lo apri, prese il palmo della sua mano e ci riversò due cerchietti d'oro. Occhi negli occhi.
" Erano dei miei genitori, desidero con tutto il mio amore che adesso diventino nostre! … Non molto tempo, fa sei stata tu a chiedermelo, adesso tocca a me! ... Vuoi sposarmi?
"André ... André caro, è tutto ciò che desidero al mondo!"
Si strinse a lui, con tutto l'amore che sentiva.
"Andrè perdonami …"
"Perdonarti per cosa Oscar!?
"Ti averti fatto soffrire, di non averti amato prima, di essere stata sorda e cieca al tuo amore! ... Tu non lo sai ma spesso mi assalgono i sensi di colpa per averti inflitto tanta sofferenza …"
"No basta Oscar, non dire altro e abbracciami ... stringimi! ... Questi momenti, mi ripagano di tutti momenti tristi della mia vita! .. Non dobbiamo più pensare a ciò che è stato, quello che conta adesso, è il nostro futuro!"
"Andrè la mia vita è con te e nessun altro … io ti amo … Andrè!"
Le mani si intrecciavano con passione e desiderio.
"Ti ho amata anche contro la mia volontà, ti ho amata sopra ogni cosa e soprattutto, ti ho amata contro la tua volontà … Scoprirti così dolce e sensuale, ha fatto in modo, che io ti desiderassi ancora di più, sapevo che dietro a quella apparente freddezza nascondevi un grande fuoco, mai avrei pensato che un giorno avremmo bruciato insieme …"
Un ultima frase prima di portarla sul letto "
Ti desidero … voglio averti adesso ... per tutta la notte!"
8 Agosto
Era appena scesa la sera, Margherite era nella sua stanza, indaffarata con i preparativi per la partenza, quando vide la porta della sua stanza spalancarsi, una voce grave disse: "Hai preso tutto il necessario?"
"Dovresti far preparare anche il tuo bagaglio e andare da tua figlia!"
"E' sufficiente che ci vada tu! ... Mi hai detto che domani verrà visitata nuovamente da quell'altro medico …" –
"Si! ... Prego Dio affinché la malattia continui a regredire." "Se ci fosse bisogno di un altro consulto non esitare a …"
"Nostra figlia non ha bisogno di un altro medico ma di suo padre che le stia vicina e che le dimostri il suo affetto!"
"Va pure tranquilla mia cara, pensa a lei e … portami sue notizie."
"Come vuoi Augustin ma rammenta, il tuo stupido orgoglio non ti porterà da nessuna parte. Rimarrai solo e disperato!"
L'affondo di Margherite lo ferirono terribilmente, non riuscì più a sopportare il colloquio inquisitorio di sua moglie. Augustin uscì in tutta fretta dalla stanza sbattendo dietro di se la porta, cercando di ricacciare giù le lacrime che prepotentemente salivano.
