N/T Per problemi personali non ho potuto aggiornare prima. Gli aggiornamenti continueranno settimanalmente.
Ma ora bando alle ciance!
Buona lettura!
Cap. 21 Gifts That Keep Giving / Regali Che Continuano a Dare.
"Ho ricevuto dei regali."
Draco venne svegliato da quella frase. Era stato più che altro il tono in cui era stata detta a destarlo. Si strofinò gli occhi mentre si tirava su e sbatté le palpebre un paio di volte in direzione di Harry.
"Uh?" disse Draco ancora confuso.
"Ho ricevuto dei regali," ripeté Harry mentre gattonava verso i piedi del letto fissando la grande varietà di pacchi incartati.
"Cosa ti aspettavi? Sacchi di letame?"
Harry tirò su il pacco in cima alla pila e se lo rigirò tra le mani. Draco si lasciò ricadere nel letto, poi si ricordò di avere undici anni. Si affrettò giù dal letto e afferrò la vestaglia, poi diresse verso la sua pila di regali. Iniziò a lanciare i suoi pacchi sul letto di Harry. Lui nel frattempo stava ancora studiando il regalo, avvolto in una spessa carta marrone, che aveva in mano. Finalmente si decise a scartarlo quando Draco ebbe gettato l'ultimo regalo sul cuscino di Harry. Prima che Draco si lanciasse anche lui sul letto di Harry questi aveva scartato il regalo.
"È un flauto," disse Draco. "Tu suoni?"
"Emm, no," disse Harry colto di sorpresa. "Che stai facendo?"
"Apro i miei regali assieme a te," annunciò Draco. "È quello che la famiglia e gli amici fanno la mattina di Natale."
A giudicare dall'espressione di Harry, questo doveva essere un concetto estraneo. Draco placò l'indignazione che l'aveva pervaso nel vedere quell'espressione. Afferrò un pacchetto sapendo che era da qualche parente e che era qualcosa di inutile. Lo scartò e come previsto era qualcosa di cui non aveva bisogno. Si ricordò di averlo ricevuto anche la prima volta.
"Che carini," mormorò Harry.
"Che cos'è?" chiese Draco bloccandosi nel suo scartare qualcosa da uno degli ultimi parenti Black che gli erano rimasti.
"È una moneta da cinquanta centesimi," rispose Harry. "I Dursley non mi hanno mai fatto un regalo prima d'ora. Perché ora?"
"Ha una forma strana," commentò Draco, mettendo temporaneamente da parte il commento sui Dursley. "Posso?"
"Puoi tenerla," disse Harry porgendogli il pezzo di metallo.
Draco non aveva mai visto dei soldi Babbani prima di allora. Era affascinante.
"La signora Weasley mi ha mandato un maglione," disse Harry all'improvviso, strappando Draco dalle sue fantasticherie sui soldi Babbani.
Harry teneva in mano un pesante maglione verde bottiglia. Sembrava fatto a mano. C'era anche una grande scatola di caramelle mou vicino al suo ginocchio. Il modo in cui era incartato fece capire a Draco che erano fatte in casa dalla signora Weasley e non comprati.
Stranamente non sentiva il bisogno di prenderla in giro. Anzi si sentiva stranamente un po' geloso.
"È stato carino da parte sua," disse Draco aprendo un altro pacco che conteneva niente poco di meno che un abito da cerimonia. Aveva veramente bisogno di così tanti vestiti?
"Perché dovrebbe farmi un maglione e mandarmi dei dolci?"
"Forse perché i gemelli le hanno parlato di te? Passi un sacco di tempo con loro," gli fece notare Draco. "Come quando io e Hermione studiamo in biblioteca."
Draco afferrò un piccolo pacchetto e aggrottò la fronte. Non si ricordava di quello. Era a forma di libro e pesava come un libro. Strappò via la strana carta (la carta da regalo dei maghi aveva gli oggetti che si muovevano, quella casta era solo rossa e brillante) per rivelare un libro.
Qualcuno gli aveva preso un libro? Guardò di nuovo la carta regalo e mise insieme i pezzi. Era della carta regalo Babbana. Tirò su la carta e notò un biglietto.
Ho pensato che potesse essere utile. Buon Natale.
Con affetto,
Hermione.
Ma certo. Hermione gli avrebbe certo dato un libro utile. Guardò il titolo.
"Smascherare il Senza Volto" mormorò, aveva come l'impressione di aver già sentito questo titolo da qualche altra parte. Sfogliò il libro e si accorse di non averlo mai letto. Eppure, come arrivò al centro del libro, capì perché Hermione aveva pensato che potesse essere utile. "Quella ragazza è un maledetto genio."
"Uh?" chiese Harry, alzando lo sguardo da uno strano oggetto a forma di uovo arancione.
"Questo libro," disse Draco sfogliandolo un altro po'. "È esattamente quello di cui avevamo bisogno!"
"C'è Flamel?"
"No. No, parla di… spiriti e …" lasciò la frase in sospeso. "Come ha trovato questo libro? Ha dodici anni?"
"Davvero? Quand'è il suo compleanno?" chiese Harry.
Draco si morse il labbro. "Non mi ricordo. Poco dopo l'inizio della scuola, mi pare."
"Non le ho regalato niente," disse Harry preso dal panico. "E le ho solo preso dei Jelly Beans per Natale!"
"Calmati. Chiederemo agli Elfi Domestici di farle una torta per quando torna. Lo festeggeremo in ritardo," lo rassicurò Draco. "Ma, guarda! Qui c'è una pozione per costringere uno spirito che vive dentro un essere umano ad uscire fuori!"
Harry si alzò di scatto sulle ginocchia*. "Possiamo darla a Raptor!"
Man mano che leggeva Draco sentiva l'eccitazione scemare. "È complicata."
Anche da diciassettenne non si sarebbe sentito molto sicuro di tentare questa pozione. Inoltre richiedeva un sacco di ingredienti a cui un primino non avrebbe mai avuto accesso.
"Cosa?"
"Be, ci sono un sacco di ingredienti. Ci vuole anche un sacco di tempo," ammise Draco.
"E quindi? Dovremmo comunque provarla, no?"
Draco alzò lo sguardo. Ci pensò velocemente. Poteva provare la pozione o poteva aspettare che Harry andasse alla ricerca di qualunque cosa ci fosse nella botola, perché era certo che lo avrebbe fatto. E sarebbe sicuramente stato più pericoloso che preparare una pozione.
"In che anno sono i gemelli?"
"Terzo anno? Perché?"
"Perfetto. Possiamo iniziarla ora," disse Draco osservando il libro. "Gli ingredienti che ci servono per iniziare li possiamo ottenere dalle scorte per gli studenti. Possiamo chiedere il resto ai gemelli perché a loro è permesso andare a Hogsmeade."
Harry annuì e si rimise seduto. Draco mise da parte il libro e decise che doveva finire di aprire i regali. Aprì un pacchetto da Atlanta. Era più grande di quello che ricordava. Strappò via la carta.
"Discman?*"
"Ti ha preso un Discman?" chiese Harry spalancando gli occhi. "Mi ha dato un coso a forma di uovo arancione che non si apre neppure!"
"Che cos'è?" chiese Draco, girandosi la scatola tra le mani. Era di un blu brillante e aveva immagini di un oggetto nero che sembrava contenere dei dischi scintillanti. Harry saltò sul letto di fianco a Draco e iniziò a spiegargli entusiasta cosa fosse un Discman. Draco aprì la scatola e tirò fuori l'oggetto che era avvolto in una strana cosa bianca e leggera che Harry aveva chiamato polistirolo. Studiò la cosa mentre Harry prendeva la cosa nera e iniziava a premere i pulsanti.
"Ti ha preso anche dei CD?"
Draco scosse le spalle. Cercò in giro e trovò un altro regalo da Atlanta. Lo aprì e vi trovò uno strano quadrato che aveva in copertina un Babbano vestito in modo strano e coi capelli lunghi.
"I Beatles. Forte," disse Harry afferrando l'oggetto, che era avvolto in un qualche tipo di materiale trasparente. Draco lo riprese appena Harry lo lasciò e iniziò a studiarlo. Era trasparente, ma non sembrava permeabile. "Rubber Soul. Non lo conosco. Ecco. Dovrebbe funzionare senza batterie. C'era dentro un biglietto di Atlanta che diceva che funziona con la magia. Toccalo con la bacchetta."
Draco lo colpì con la bacchetta.
Non successe niente.
"Mettiti queste nelle orecchie."
"Perché dovrei mettermi delle cuffie?"
Harry sorrise. "Fidati."
Corrucciato, Draco prese le cuffie da Harry e le indossò. Quasi gridò quando la musica iniziò a uscire dalle cuffie. Non conosceva la canzone, ma era okay. Era diversa. Draco iniziò ad ascoltare le parole, come al solito Atlanta stava cercando di dirgli qualcosa con i testi delle strane canzoni che le piacevano. Draco stava per arrendersi quando notò che Harry stava tenendo in mano un pacco e che stava aggrottando la fronte. Lentamente Harry scartò il pacco e assunse un'espressione stupita.
Draco sussultò-
"Mi stai prendendo in giro," annunciò a voce alta tirando via le cuffie.
Draco stava fissando qualcosa di fluido e argentato che era scivolato sul pavimento. Le pieghe luccicavano alla debole luce invernale.
"Cosa?" chiese Harry tirando su l'oggetto.
Draco non riusciva a parlare.
Questo era il motivo per cui Potter c'era riuscito. Questo era come Potter fosse in grado di cavarsela, essere in posti in cui non doveva e sapere cose che nessun'altro sapeva. Questo era come Potter aveva TIRATO FANGO A DRACO AL TERZO ANNO QUANDO POTTER NON POTEVA ANDARE A HOGSMEADE.
"Draco, amico, stai bene? Stai diventando rosso."
"Scusa. Sono… È un Mantello dell'Invisibilità."
"Un cosa?"
"Un Mantello dell'Invisibilità," ripeté Draco. "Sono molto rari e veramente preziosi. C'era un biglietto? Chi te l'ha mandato?"
"Mantello dell'Invisibilità?" chiese Harry mettendosi il Mantello sulle spalle.
Di fatto Harry svanì completamente dal collo in giù. Harry sussultò, attraversando la stanza di corsa fino al bagno. Si fissò allo specchio.
"Whoa," esalò Harry.
Draco si sporse in avanti, notando il biglietto sul pavimento. Lo prese lentamente e notò la stretta calligrafia con molte curve. Si sentiva come se avesse dovuto conoscere quella grafia.
Tuo padre me l'ha lasciato prima di morire. È tempo che ti sia restituito.
Fanne buon uso.
Tanti auguri di Buon Natale.
Non era per niente utile.
"Harry?"
"Harry era sparito." Draco sospirò.
"C'è un biglietto."
Harry riapparve per magia proprio di fronte a Draco. Mise da parte il Mantello e agguantò il biglietto. Mentre lo leggeva aggrottò le sopracciglia. Alzò lo sguardo verso Draco.
"Chi me lo darebbe? L'unica altra persona che so essere stato un amico di mio padre è Remus," disse Harry. "E l'avrebbe firmato. E mi ha mandato questo."
Harry prese un libro sulle Creature Oscure. Lo poggiò e allungò il braccio per accarezzare il Mantello.
Draco lo lasciò in pace, in quando immaginava che quello fosse la prima cosa tangibile dei suoi genitori che Harry avesse mai ricevuto. Draco finì di scartare l'ultimo dei suoi regali (un nuovo paio di guanti in pelle da suo padre) quando la porta del dormitorio si spalancò di colpo. Harry ficcò il mantello sotto le coperte e alzò lo sguardo. Draco si girò e trovò i gemelli sulla porta.
"Buon Natale!" esclamarono assieme.
"Ehi, guarda, uno di voi ha ricevuto un maglione alla Weasley!" disse uno dei gemelli, quello con un maglione con una grande F.
Attraversò la stanza e afferrò il maglione. Lo studio per un momento, poi aggrottò la fronte.
"Questo maglione è di qualità migliore dei nostri," disse mostrandolo al gemello con la G nel maglione. (Draco non era così ingenuo da credere che stessero indossando i maglioni che concordavano col loro nome.)
Maglione G prese il maglione. "Suppongo che ci metta più cura se non sei della famiglia."
Maglione G guardò i ragazzini e decise che il maglione era di Harry glielo infilò dalla testa. Maglione F riuscì a far passare le braccia di Harry nelle maniche mentre lo stesso protestava e cercava di allontanarsi. Harry riuscì a liberarsi, ma i suoi capelli sembravano più pazzi del solito e aveva un'espressione contrariata.
"Nel tuo maglione non c'è una lettera," osservò Maglione G.
"Suppongo che lei creda che tu sappia come ti chiami. Ma noi non siamo stupidi. Sappiamo come ci chiamiamo. Lui è Gred e io sono Forge."
Draco rise. George sghignazzò come un pazzo, sapendo che Draco aveva capito che avevano indossato l'uno il maglione dell'altro.
"Cos'è questo baccano?"
Il Prefetto Weasley stava sulla porta, annoiato per il rumore che stavano causando i gemelli. Aveva in braccio un maglione che Fred (anche noto come Gred) agguantò.
"P! Per Prefetto!" urlò. "Su, indossalo Percy. Ce l'abbiamo tutti. Anche Harry sta indossando il suo."
"Harry?" iniziò Percy, poi si fermò perché Fred stava cercando di infilargli il maglione a forza.
Il Prefetto Percy aveva il vantaggio dell'altezza, ma perse velocemente la battaglia quando si aggiunse George. Insieme, i gemelli gli fecero passare il maglione per la testa, facendogli finire storti gli occhiali e bloccandogli le braccia lungo i fianchi. Una volta indossato il maglione, i gemelli iniziarono a cantare a squarciagola canti di Natale e costrinsero Percy fuori dalla stanza.
Harry e Draco si scambiarono un'occhiata e scoppiarono a ridere.
Dopo essersi imbottiti di cibo e essersi tirati addosso palle di neve per ore, Draco era pronto per andare nel coma della notte di Natale. Quando entrò nel dormitorio trovò Harry che accarezzava pensoso il Mantello dell'Invisibilità, e seppe che non sarebbe riuscito a dormire tanto presto.
"Dove stai andando?"
Harry sussultò, voltandosi e trovando Draco dietro di lui.
"Emm- da nessuna parte," mentì malamente. Con la sua faccia Draco gli comunicò che sapeve che stava mentendo. "Va bene, non lo so. È solo… fanne buon uso? E, ecco, è notte, il castello è quasi vuoto e… l'intera Hogwarts mi aspetta! Non mi può vedere nessuno. Ed era di mio padre. E Remus ha detto che era un combinaguai, come i gemelli. Non mi ha mai detto che usavano questo, ma ha senso. Pensaci. Lo usava per sgattaiolare per la scuola. Per andare nelle cucine. Per pianificare i loro scherzi."
Harry sembrava quasi Bellatrix quando parlava dell'Oscuro Signore o quando Piton parlava di Pozioni o delle Arti Oscure.
"Be, cosa vuoi fare? Dovresti avere una missione quando lo usi," gli fece notare Draco.
Harry diede un'occhiata al suo letto che era ancora pieno di regali. Draco non aveva spostato i suoi da lì, né Harry aveva messo via i propri. Il pavimento era coperto di carta da regali. Draco aggrottò la fronte vedendo il pavimento chiedendosi come mai gli Elfi Domestici non l'avessero già pulito.
Quando Draco alzò lo sguardo, Harry aveva il suo sorriso pestifero mentre teneva in mano il libro che gli aveva dato Hermione. Quanto più Draco sentiva a proposito di James tanto più quel sorriso iniziava ad avere senso. Se James Potter era stato come i gemelli, Harry aveva nel sangue quel suo cacciarsi nei guai e amare gli scherzi.
"Oh," espirò Draco capendo cosa volesse fare Harry. "Lì sotto ci stiamo in due?"
"Penso che sia abbastanza grande," rispose Harry.
Aveva uno sguardo che Draco non capiva, ma aveva la sensazione che Harry volesse andare da solo sotto il mantello che una volta era appartenuto al padre.
"Non devo andare per forza. Puoi andare da solo. Io, emm, ti scriverò dove potrebbero essere dentro l'armadietto."
Velocemente Draco si diresse al suo baule e tirò fuori un pezzo di pergamena.
"Saranno tutti nell'armadietto?"
Draco aprì il libro e lesse la lista degli ingredienti. Ne notò alcuni che erano necessari per la prima fase che non sarebbero stati lì, ma nelle scorte private di Piton.
"Posso insegnarti l'incantesimo per aprire le porte," gli offrì Draco.
Invece di rispondere, Harry gli lanciò il Mantello sopra la testa. Harry fece un passo verso di lui e disse, "Ci stiamo entrambi. Forse c'è anche posto per una terza persona."
"È enorme," commentò Draco. Ora che ne era sotto c'era ancora spazio per altre due persone.
Harry sogghignò di nuovo. "Vediamo se riusciamo a camminarci."
Andarono avanti e indietro per il dormitorio un paio di volte prima di decidere che andava abbastanza bene per sgattaiolare per i corridoi dopo il coprifuoco. Le scale della Sala Comune si rivelarono difficoltose, ma riuscirono ad arrivare giù e fuori dal buco del ritratto.
"Chi c'è?" squittì la Signora Grassa.
Draco diede uno strattone a Harry e si diressero verso le scale e giù fino ai sotterranei. Ci
volle un'eternità. Schivarono innumerevoli volte Mrs Purrs. Con quei suoi strani occhi non li poteva vedere, ma li poteva sentire con l'olfatto. Quando raggiunsero la classe di Pozioni Draco aveva i nervi a fior di pelle. La porta era chiusa a chiave, ma Draco la aprì facilmente.
"Ci muoveremo meglio senza il Mantello," bisbigliò Draco, porgendo il libro a Harry. "I primi cinque ingredienti saranno nell'armadietto. Io prendo il resto."
Harry annuì, tirando via il mantello e ficcandolo nella sua tasca. Draco si diresse alla porta del magazzino privato. Durante le lezioni la stanza era quasi sempre aperta, ma Draco immaginava che fosse chiusa a chiave e protetta quando Piton non era in giro. Fece alcuni incantesimi per vedere in cosa consistessero le barriere magiche, ma non ne trovò nessuna particolarmente complicata. Tuttavia erano tutte collegate a Piton quindi, quando Draco le avesse rotte, Piton sarebbe stato avvertito. Guardò Harry e attese che avesse quasi finito prima di rompere le barriere e sbloccare la porta. Si fiondò all'interno, i suoi occhi scrutarono velocemente intorno alla ricerca di quello che gli serviva. Era fortunato che Piton fosse così precisino per l'organizzazione. Era tutto in ordine alfabetico. Velocemente afferrò quello che gli occorreva, misurandolo con delle fiale di vetro e rimettendo le giare dove le aveva trovate. Finì in un minuto e tornò fuori prima che Harry avesse finito di chiudere lo sportello dell'armadietto delle scorte degli studenti.
Draco non perse tempo a rimettere le barriere quindi chiuse la porta con un complicato incantesimo che aveva imparato per i suoi M.A.G.O che non aveva mai sostenuto.
"Andiamo. Saprà che c'era qualcuno qui," disse Draco.
Harry si impanicò e velocemente gettò il mantello sopra loro due. Non appena furono svaniti sotto il Mantello, la porta di aprì di colpo e Piton si fiondò nella stanza, con gli occhi che cercavano chiunque avesse rotto le sue barriere. Draco sollecitò Harry a spostarsi a sinistra. Si mossero appena in tempo per non essere colpiti da Piton che si affrettava verso il magazzino. Si portarono velocemente fuori dalla stanza. Draco era grato che Piton si fosse dimenticato di chiudere la porta della classe. Una volta fuori nel corridoio, continuarono fino a quando Draco non riuscì a trovare una classe con la porta aperta. La aprì e sgusciarono all'interno.
"Aspetteremo qui fino a quando non avrà finito. Non riusciremo a uscire abbastanza veloc-"
Draco smise di parlare. Poterono sentire una porta aprirsi di scatto, Piton imprecare numerose volte e un'altra porta che sbatteva. Poco dopo sentirono i passi di Piton che si dirigevano verso il luogo da cui lui era venuto. Fortunatamente era la direzione opposta a quella della classe in cui si erano nascosti Harry e Draco. Draco guardò Harry che stava respirando affannosamente ed era pallido.
"È sicuro?"
"Penso di sì. Dovremo muoverci molto lentamente," aggiunse Draco. "Se conosci qualche scorciatoia, sono le benvenute."
Harry annuì. Draco fece un passo in avanti, ma sentì il Mantello che gli scivolava di dosso. Si fermò, girandosi per vedere come mai Harry non si stesse muovendo.
"Quello è sempre stato qui?" chiese Harry guardando lo specchio poggiato in un angolo della classe.
Lo specchio era piuttosto decorato. Era dorato ed era l'unica cosa in quella stanza non utilizzata che non fosse coperta di polvere. Harry uscì da sotto al Mantello e gli si avvicinò. Draco lo seguì lentamente, sentendo come se ci fosse qualcosa di strano in quello specchio dai piedi a forma di artiglio, oltre al fatto che non era coperto da strati di polvere come tutto il resto delle cose nella stanza. Il pavimento era molto polveroso. L'unico elemento di disturbo nella polvere erano le impronte lasciate da Draco e Harry.
Harry stette fermo di fronte allo specchio per un momento prima di tapparsi la bocca con una mano, voltandosi di scatto per guardare dietro di sé. I suoi occhi verdi erano molto spalancati. Draco si guardò intorno chiedendosi cosa avesse visto Harry. Harry si girò di nuovo verso lo specchio e vi si avvicinò.
"Harry?"
"Ci sono delle persone lì," disse lievemente.
Harry reclinò la testa da un lato, studiando con attenzione qualsiasi cosa stesse vedendo nello specchio. Rimase immobile a lungo, guardando qualunque cosa fosse riflessa nello specchio.
"Mamma? Papà?"
Draco gelò. Lo specchio rifletteva la gente morta? Draco si avvicinò un poco per studiare lo specchio. Fece attenzione a non venire riflesso nello specchio per non disturbare qualunque cosa Harry stesse vedendo o per non vedere gente morta. Lungo la parte superiore della cornice dorata c'erano incise delle parole: Eruoc li amotlov li ottelfirnon.
Che razza di lingua era?
Draco fissò Harry che aveva uno strano sguardo sul viso. Stava premendo le mani sullo specchio e sembrava che volesse tuffarcisi dentro e dentro l'immagine che stava vedendo. Draco si spaventò.
"Harry?" chiese Draco. Quando non ottenne risposta lo tirò per la manica. "Andiamo."
"Cosa?"
"Andiamo. Quello specchio è inquietante."
Harry rise nasalmente. "Hai detto inquietante!"
"Cosa?"
"Hai appena detto cosa invece di scusami!"
Draco fumò dalla rabbia per un momento. Non aveva bisogno di lezioni di linguaggio da Harry Potter.
"Be, cercherò di non parlare come te. Andiamo. Dobbiamo andare a letto," insistette Draco, tirando di nuovo Harry per la manica. "Piton se n'è andato da un pezzo."
"Va bene, va bene," disse Harry. "Hai guardato nello specchio?"
"No. Tu cosa hai visto?"
"La mia famiglia. Mi stavo chiedendo se tu li avessi visti," disse Harry piano, tirando su il Mantello da dove era caduto. Scosse via la polvere prima di gettarlo nuovamente sopra le loro teste. "Possiamo tornare domani così li potrai vedere. La mia mamma era carina. Aveva i capelli rossi e gli occhi veramente verdi. E mio papà è proprio uguale a me!"
Draco non disse niente, spinse solo Harry verso la porta.
*sulle ginocchia. Nel senso che prima era seduto a terra a gambe incrociate. Spero si capisca. In caso negativo, le note sono qui per questo xD
* Discman: un lettore CD portatile. Discman è il nome che ha scritto sopra, per questo ho deciso di non tradurlo.
