Distintivi e Pistole

Capitolo 21

Li portarono al e fecero tutte le visite del caso. Anche lui era in osservazione, aveva preso un forte colpo in testa e aveva delle contusioni all' addome. Dopo esser stato medicato, Flynn voleva vedere Sharon. Entrò nella stanza dove stava riposando.

"Tesoro, come ti senti?"

"Sto meglio. La tua ferita?"

"Un paio di punti, sull'arco sopraciliare, nulla di che."

"Ti ha fatto male, vero Andy?"

"Un po'. Ma ora va meglio, sei sana e salva. Conta solo quello."

"Dovrei avvisare i miei genitori e i ragazzi. Saranno in pensiero." Disse lei.

"Li chiameremo dopo. Ora sei più tranquilla?"

"Sono ancora spaventata Andy. Ho ancora l'immagine di lui che ti punta la pistola alla testa! Non mi ascolti, tenente! Ti avevo ordinato di stare al tuo posto! Non ubbidisci agli ordini!"

"Solo perché ti amo da impazzire. Non ti avrei mai lasciata da sola con lui. Sarei venuto lo stesso a tentare di liberarti!"

"Vieni qui, abbracciami. Ho avuto paura di perderti." Lui l'abbracciò.

Entrò il dottore che disse loro che se volevano, potevano tornare a casa e di stare a riposo qualche giorno. Provenza li accompagnò a casa di Flynn. Durante il tragitto lei non disse nulla, lui avvisò i ragazzi e la famiglia che sarebbero andati a casa sua e che lei li avrebbe chiamati il giorno seguente.

Arrivati davanti alla porta di casa di Flynn, Provenza disse: "Andy, mi raccomando il capitano. Ci sentiamo domani." Scosse la testa, era veramente preoccupato per lei.

"Grazie Louie." Mormorò Andy.

Andy chiuse la porta, lei era dietro di lui, quando si girò lei lo schiaffeggiò.

"Non farlo mai più! Hai capito!" Urlò lei.

"Ma Sharon…" Lui rimase stupefatto.

"Non provare mai più a farti sparare davanti ai miei occhi! Andy non posso sopportarlo ancora!"

Lui tentò di abbracciarla, per calmarla. "Lasciami! Lasciami Andy, so difendermi! Poteva ucciderti!"

"Sharon calmati!" Lei lo allontanò con le braccia, scoppiò a piangere, il suo corpo iniziò a tremare tra i singhiozzi e l'onda del dolore la travolse. Si accasciò a terra, lui l'abbracciò e la prese in braccio. La portò sul divano, aspettando che si calmasse.

"Tesoro, stai tranquilla. Va tutto bene."

"No Andy, non va bene! Non va bene! Lasciami! Ho bisogno di stare da sola." Si alzò e andò in bagno. Lui la seguì e attese fuori dalla porta, sentiva l'acqua scorrere e sentiva lei che piangeva.

Si tolse tutti i vestiti e entrò anche lui in doccia con lei. L'abbracciò e lei pianse ancora tra le sue braccia. Quando lei si calmò, si asciugarono e andarono a letto. Lei era agitata, non riusciva a riposare e lui era preoccupato. Dopo qualche ora lui si addormentò, stremato. Lei non riusciva a dormire, si alzò e andò sul divano. Erano le prime ore del mattino. Dopo un po' lui si svegliò e non trovandola accanto a sé, andò a vedere dov'era. Si sedette anche lui sul divano. Silenzio.

"Sei ancora arrabbiata?" Silenzio.

"Scusa se ti ho svegliato. Non riuscivo a dormire." Appoggiò la testa alla sua spalla e si accovacciò. Lui l'abbracciò. Il mattino li trovò abbracciati sul divano.

Lei si svegliò e decise di andare in ufficio, rilasciare le ultime dichiarazioni e chiudere il caso. "Sharon non è necessario, possiamo andare domani in Centrale. Perché non stiamo qui un po' tranquilli?" Le disse.

"Sto bene. Voglio chiudere questo caso. Rilascerò le mie dichiarazioni e poi tornerò a casa. Se vuoi, puoi accompagnarmi, in ogni caso, io andrò in Centrale."

"Certo. Ti accompagno. Mi vesto." Disse lui sconsolato.

"Ho chiamato i ragazzi, ho detto loro che stiamo bene. Stasera ceneremo insieme e poi Ricky ripartirà e anche Emily. Passiamo da me, mi vesto e andiamo in Centrale."

"Va bene." Disse lui.

Quando entrarono in Centrale, Provenza li guardò con aria stupita.

"Cosa ci fate qui?!" Chiese lui sorpreso.

"Tenente Provenza, dopo aver rilasciato le mie dichiarazioni alla Disciplinare, vorrei parlare con lei, da sola. Grazie." Si recò al piano degli Affari Interni.

"Cosa è successo Flynn?" Chiese Provenza.

"Non ho potuto dire di no, voleva a tutti i costi venire qui stamattina. Maledizione!"

"Dai, siediti qui. Anche tu devi andare alla Disciplinare?"

"Sì. Andrò dopo. Sto aspettando che il dr. Joe mi dia il permesso di riprendere il lavoro operativo."

"Puoi tornare al lavoro, ho parlato con il dr. Joe. E' tutto a posto!"

"Grazie al cielo, una buona notizia! Speriamo di chiudere la giornata bene."

"Di cosa vuole parlarmi il capitano?"

"Non lo so Provenza. Mi ha fatto impazzire tutta la notte. Mi ha rimproverato perchè non rispetto gli ordini, non seguo le regole, Miller mi poteva uccidere…non ci capisco più nulla!"

"Allora prevedo solo guai …." Silenzio. "Senti, inizia a salire alla Disciplinare, poi vedremo."

"Ok, vado."

Dopo un'ora ritornò il capitano. Fece un cenno a Provenza di andare nel suo ufficio. Provenza entrò e lei chiuse la porta.

"Capitano posso chiederle perché è venuta oggi in Centrale, ce la saremmo cavati …."

"Tenente Provenza, le avevo chiesto di tenere d'occhio Andy. Volevo che lei gli impedisse di fare qualche stupidata e lei cosa fa? Lascia che lui si offra volontario per salvare un ostaggio. Quando do un ordine, mi aspetto che venga rispettato, invece sembra che l'opinione personale conti di più!"

"Ma capitano…"

"Non mi interrompa tenente! Lei sapeva che Miller era pericoloso, eppure ha lasciato che Andy facesse quello che fa sempre: disobbedire agli ordini!" Silenzio. "D'ora in poi non transigerò più, pretendo che i miei ordini vengano eseguiti, sono stata chiara?!"

"Molto chiara capitano."

"Bene. Ora può andare. Grazie tenente Provenza."

"Grazie a lei capitano." Si alzò e uscì sbattendo la porta.

Lei si lasciò cadere sulla sedia, esausta. Rimase nel suo ufficio a leggere gli ultimi rapporti, compreso quello del dr. Joe, che dichiarava che Flynn poteva riprendere il servizio attivo.

Dopo un'ora rientrò anche Flynn. Con la Disciplinare aveva chiarito ogni sua posizione e gli avevano restituito distintivo e pistola. Lei lo vide, si avvicinò alla porta e l'aprì.

"Tenente Flynn, nel mio ufficio, grazie!" Disse lei risoluta.

"Guai in vista…" Mormorò Provenza.

"Sì capitano, eccomi." Entrò e chiuse la porta. Lei chiuse anche gli scuri.

"Come è andata con la Disciplinare?"

"Tutto a posto, posso riprendere il servizio."

"Senti Andy, voglio chiarire questa cosa una volta per tutte. Se ti do un ordine, voglio, anzi pretendo che tu lo esegua!"

Lui si avvicinò a lei. "Sharon sai benissimo che non ti avrei mai lasciato in mano a Miller."

"Andy so badare a me stessa! Sono un ufficiale di polizia!" Disse lei arrabbiata.

"Non potevo lasciarti nelle sue mani, lo sai. Piuttosto sarei morto!" Lui tentò di abbracciarla, ma lei lo respinse.

"Era quello che stava succedendo! Ti rendi conto, che poteva ucciderti sotto i miei occhi e che non avrei potuto fare nulla per fermarlo! Ti sei messo in pericolo inutilmente! Non è stato logico quello che hai fatto, poteva finire male! Lo capisci!" Ora la sua voce stava per essere rotta dalle lacrime.

"Sai benissimo che lo rifarei. Provenza non sarebbe riuscito a fermarmi, anche se ci ha provato. Credimi, Provenza ci ha provato a fermarmi, ma io non ho potuto fare altrimenti. Non sarà logico, ma dovevo tentare in tutti i modi di salvarti. Sharon io ti amo, non potevo lasciare che ti facesse del male! Lo capisci?! Oppure capisci solo tue regole e gli ordini?! Al diavolo le regole e gli ordini, io ti amo!"

Lui si avvicinò di nuovo e l'abbracciò. La baciò con passione, lei dapprima cercò di resistere, voleva mandarlo via, ma poi cedette a quel bacio così profondo, dolce e passionale.

Quando si staccarono lei gli disse: "Come devo fare con te, tenente Flynn?! "Silenzio. "Non pensare di cavartela così, sono ancora arrabbiata con te!"

"Posso dirti che mi dispiace, ma non posso assicurarti che non lo rifarei." Disse lui con due occhi sornioni.

"Potevo gestire benissimo la situazione, avevo tutto sotto controllo!" Disse lei.

"Che tu lo voglia oppure no, le cose stanno in questo modo. Ho obbedito ai tuoi ordini e sono rimasto a casa dai tuoi e il risultato? Lui ti ha presa in ostaggio! Non è la prima volta che un bastardo mi punta la pistola alla testa!"

"Le regole servono per salvarci la vita. Sono fatte apposta per questo. Poteva finire male, Andy, tu non te ne rendi conto."

"Questo è il nostro lavoro. Se vuoi punirmi, hai tutte le ragioni, non farò alcuna obiezione." Silenzio.

"Adesso può andare tenente." Disse lei sconsolata e lui uscì dalla porta pensieroso.

"Com'è andata?" Chiese Provenza.

"Male. E' arrabbiata." Disse Flynn.

Dopo un'ora, il capitano uscì e andò alla scrivania di Provenza. "Tenente, ora rientro a casa, ci vediamo domani."

"Certo capitano." Rispose lui.

"Ehm… capitano… volevo scusarmi per ieri, l'ho lasciata da sola e i suoi ordini…" Disse Sykes.

"Le avevo chiesto io di uscire dalla camera Emy, quindi lei ha eseguito i miei ordini, contrariamente a qualcun altro. Signori se mi volete scusare, ci vediamo domani mattina." Prese la borsa e uscì.

"Ciao ragazzi!" Disse Flynn mentre si avviava all'ascensore. Raggiunse il capitano, che non lo degnò neanche di uno sguardo.

"Posso accompagnarti a casa?" Chiese lui mormorando.

"Certo Andy, che puoi." Disse lei. Il viaggio verso casa fu solo silenzio. Un pesante silenzio tra loro.

Arrivati davanti alla porta di casa lui disse: "Hai deciso di non parlarmi più?"

"Andy sono arrabbiata. Voglio solo stare un po' da sola. Tutto qui." Disse lei entrando in casa.

"Ok. Come vuoi."

La giornata passò velocemente, prepararono la cena con i ragazzi, erano già pronti con le valigie per partire dopo cena. Terminata la cena Andy accompagnò i ragazzi all'aeroporto. Lei era già a letto e lo stava aspettando. Quando tornò, lui disse: "Se vuoi vado via."

"No, non voglio che tu vada via. Non sono di molte parole."

"So che sei arrabbiata con me."

"Andy riposiamo, la giornata è stata lunga."

"Ok, buonanotte tesoro."

"Buonanotte." Andarono a riposare, anche se il sonno non arrivò per lui e neanche per lei.

Il giorno dopo, già di buon mattino erano entrambi in ufficio. La colazione era stata veloce e di poche parole. Forse in ufficio sarebbe andata meglio.

Arrivarono anche gli altri alla spicciolata e Provenza notò il suo amico alla scrivania con la faccia scura, andò nell'ufficio del capitano e la ragguagliò sugli ultimi casi che stavano seguendo.

Lei disse: "Grazie tenente Provenza. Può andare. Mi può mandare il tenente Flynn, per favore?"

"Certo capitano." Rispose Provenza uscendo.

"Flynn, vai dal capitano."

"Ok." Disse alzandosi e andando nell'ufficio del capitano, rimase in piedi davanti alla scrivania.

"Mi dica capitano."

"Tenente." Silenzio. "Per una settimana, al mattino seguirà un Corso per la Disciplina e nel pomeriggio sarà di supporto alla sezione Furti e Rapine. Comincia da oggi, il corso comincia tra quindici minuti."

"Bene capitano. Posso andare adesso?" Disse lui con voce triste.

"Può andare, tenente." Disse lei senza neanche guardarlo, con le lacrime agli occhi. Lui uscì e disse a Provenza quello che doveva fare. Prese la giacca e si diresse verso l'ascensore. Provenza guardò verso il capitano e scosse la testa, arrabbiato.

Dopo una mezz'ora, Provenza portò dei documenti al capitano da firmare. Quando fu davanti alla sua scrivania, lui disse: "Non ce ne era bisogno, capitano. Andy ha capito benissimo la lezione, solo che è follemente innamorato di lei, rischierebbe la sua vita mille volte, pur di salvarla! Ecco, l'ho detto!"

"Questo lo so benissimo! Vorrei solo non vedere un criminale puntare la pistola alla testa di Andy e non poter fare nulla. Sto chiedendo troppo, tenente?!" Silenzio.

"Non c'era bisogno di punirlo in quel modo, capitano. Comunque anch'io non ho eseguito gli ordini."

"Lo avevo affidato a lei, tenente! Doveva tenerlo al sicuro! Maledizione, cosa devo fare perché si rispettino i miei ordini?!"

"Capitano ma…"

"E' tutto tenente, può andare. Grazie."

"Capitano." Disse uscendo dalla porta.

Flynn terminò il primo giorno di Corso per la Disciplina, poi dopo aver mangiato velocemente era andato alla sezione Furti e Rapine. Lo avevano messo alla scrivania a sbrigare una serie di scartoffie arretrate. Il lavoro fu questo per altri cinque giorni. Dopo una quarta giornata tremenda, Flynn prese la giacca e si recò al parcheggio, per tornare a casa. Certo a casa non si aspettava il benvenuto, le ultime serate erano state tristi e pesanti. Solo poche parole, qualche sguardo e poi il silenzio. Non voleva forzarla, sapeva che era arrabbiata e stava aspettando, che lei si facesse avanti per riavvicinarsi tra loro. Quella sera dopo cena, lei disse: "Com'è andato il corso?"

"Pensavo non me lo chiedessi più. E' andato bene, molto interessante."

"Alla sezione Furti e Rapine mi hanno detto che sei un gran lavoratore, diligente e preciso. So che ti hanno riempito di scartoffie."

"Vedo che sei ben informata. Sì, mi hanno riempito di carta."

"Hanno apprezzato il tuo supporto."

"Devo chiedere il trasferimento alla Furti e Rapine?"

"No, non voglio che tu vada via." Silenzio.

"E' la giusta punizione, per uno come me."

"La vera punizione è non averti con me. Mi sei mancato. Volevo vederti dalla mia scrivania e invece c'era solo la tua sedia vuota. Il tuo amico Provenza mi ha dato il tormento tutto il tempo e credo che non smetterà per un po'. E' arrabbiato perché ho mandato solo te al corso."

"Non è arrabbiato con te, sa che ti ha deluso, quindi è ancora più arrabbiato."

"Ti avevo affidato a lui, doveva proteggerti. Non l'ha fatto, Andy potevi morire sotto i miei occhi e non me lo sarei mai perdonato."

"Tu avresti fatto la stessa cosa, se fossi stata al mio posto."

"Questo non ti giustifica. Non riesco a togliermi dagli occhi l'immagine di te con una pistola alla testa."

"Mi dispiace, Sharon. Ma non ho rimpianti per quello che ho fatto. Aspetta. Non voglio litigare con te. Dico solo che anche rispettando le regole, a volte le cose vanno in un modo che non ci aspettiamo. So che non ho ubbidito ai tuoi ordini, oltretutto davanti alla squadra, mi dispiace solo di questo. Non volevo mettere in discussione la tua autorità, al lavoro, lo sai il boss sei tu, ma per il resto: è tutto da discutere."

"Non voglio più discutere, né litigare."

"Posso abbracciarti?" Chiese lui.

"Certo che puoi." Lui non se lo fece ripetere e l'abbracciò come se non fossero visti per anni.

"Posso baciarti?" Chiese lui con occhi sornioni.

"Andy …." Lui la baciò con passione e lei rispose al suo bacio. Quando si staccarono lui disse: "Parlerò con Provenza, così la smetterà di darti il tormento."

"Grazie. Gli farò le mie scuse e forse manderò anche lui al Corso per la Disciplina." Disse lei sorridendo.

Continua…