The truth behind the smile

3 giorni prima dell'esecuzione

Il loro arrivo fu tranquillo, vennero accolti al cancello solo da Ukitake e Rukia. Mentre camminavano verso la tredicesima divisione, dove avrebbero alloggiato per la durata della loro visita alla Soul Society, Rukia gli raccontò tutto ciò che era successo e tutto quello che stava per succedere. Ascoltarono attentamente, con sempre più tristezza nel cuore a ogni nuovo dettaglio. Non fu una sorpresa quindi quando Inoue Orihime, riconoscendo vagamente la zona che stavano attraversando, disse improvvisamente, "Penso che andrò a trovare Hitsugaya-kun, le decima divisione è qui intorno vero?"

"Si." Disse Ukitake. "Gli edifici sono alla fine di quella strada." Disse indicando la strada alla loro sinistra.

"Vuoi che ti accompagni?" offrì Ichigo.

"No, non c'è problema." Disse Orihime gesticolando. "Ci vediamo dopo." E si avviò verso la decima divisione.

Quando arrivò trovò Hitsugaya seduto sul divano dove Matsumoto era solita dormire. Era da solo, Hinamore era stata costretta a ritornare alla sua divisione per mettere a posto un po' di cose. Stava lì immobile fissando il muro opposto. Non reagì quando entrò nella stanza né tantomeno riconobbe la sua presenza quando si sedette vicino a lui. Si era completamente rinchiuso nella sua mente. Orihime senza dire una parola lo tirò a sé e poggiò la sua faccia contro il suo petto e fu solo allora che Hitsugaya cominciò a riprendere coscienza del mondo che gli stava intorno. Inizialmente Hitsugaya ebbe un momento di felice confusione in cui pensò che il suo Luogotenente fosse viva e lì con lui, ma subito dopo si ritrovò di fronte la verità. No, questo non era l'ampio seno del suo leale Luogotenente, la prima cosa che aveva notato quel giorno, il giorno che l'aveva incontrata per la prima volta. Il giorno che l'aveva difeso quando il negoziante l'aveva trattato male. Questo non era il seno di Matsumoto Rangiku, ma era soffice, era caldo e fu abbastanza per scongelare le sue lacrime. Se non altro perché gli ricordò che Matsumoto gli offriva sempre il suo petto come conforto. "Piangi quanto vuoi sul mio petto." Matsumoto lo diceva sempre e in quel momento Hitsugaya potè giurare di aver sentito la sua voce pronunciare quelle parole.

Pian piano ccominciò a singhiozzare. "Piangi quanto vuoi sul mio petto." Disse Orihime. "Me lo disse una volta. La prima notte che avete passato da me. Pansi contro il suo petto finchè non mi restarono lacrime da piangere. Mi sentii meglio dopo. Piangi, Hitsugaya-kun, piangi e magari, quando le lacrime saranno finite, ti sentirai un po' meglio." Sussurrò.

Hinamori guardò la scena dalla porta, era appena tornata e quella vista la riempì di gelosia, per non parlare dell'immensa sensazione di inadeguatezza. Non che pensasse che tra Hitsugaya e Inoue Orihime ci fosse qualcosa. No, solo che Orihime, una ragazza umana che conosceva Hitsugaya da meno di due anni, era riuscita dove lei aveva fallito. Era riuscita a fargli esprimere il suo dolore solo dopo pochi monuti che era arrivata alla Soul Society. Cos'è che non va in me? Si chiese Hinamori. Perchè non sono in grado di far nulla? Cos'è che il Capitano Aizen aveva visto in me? Perchè qualcosa aveva visto. Ne sono sicura.


Circa a metà pomeriggio, Zaraki Kenpachi si diresse verso il Sougou Kyuugo Tsumesho e non si sorprese di trovare il Capitano Unohana seduta in giardino a sorseggiare del the, come faceva spesso. Lei invece trovò il suo arrivo molto sorprendente. "Questa non è l'ora del suo riposino pomeridiano, Kenpachi?" Gli chiese mentre le si sedeva accanto.

"Non riesco a dormire." Grugnì.

"Cosa la tiene sveglio?" chiese Unohana.

"Colpa." Rispose semplicemente Kenpachi.

"Colpa?" ripetè Unohana sorpresa.

"Se." Sospirò Kenpachi. "Yachiru mi ha fatto controfirmare la richiesta di adozione per I figli di Ichimaru. Kyoraku li vuole adottare. Ho firmato senza pensarci due volte. Ma quando stavo cercando di dormire ho cominciato a pensare che Kira sarà ancora più depresso dopo tutto questo. Mi sento un po' in colpa e mi sento stupido perché mi sento in colpa. Non è che non penso che Kyoraku sarà una buona influenza per i bambini."

"Non sapevo che li avrebbe adottati il Capitano Kyoraku." Disse Unohana. "Ma ha ragione, sarà una buona influenza per loro, e loro per lui. È" sospirò, "davvero una sfortunaa che Kira ne soffrirà. Ma non si può far altro e spero si troverà un modo per cui Kira potrà restare nelle loro vite. Penso che gli farebbe piacere. Ma…" non volendo parlar male di nessuno, Unohana non finì la frase.

"Ise Nanao neh?" disse Kenpachi. "Yachiru stava blaterando qualcosa su quanto a 'Nana' non piace 'Foxy' e come sia ingiusto verso 'Foxy' e 'Izurun'. Ma non è che questo la fermi dall'aiutare 'Nana'". Unohana si limitò ad annuire. Dopo un attimo Kenpachi sospirò ancora. "Sarebbe bello se tutto fosse facile quanto fare a fette qualcuno."

"E io vorrei che fosse facile curare le ferite psicologiche quanto quelle fisiche." Rispose Unohana. Cadde il silenzio ma subito dopo vennero distratti entrambi da un rumore di shunpo lì vicino.

Kenpachi sforzò le sue limitate abilità di percezione prima di dire, "Iba e Abarai, ricordami di dargli una lezione su cosa succede a Luogotenente impiccioni che origliano le conversazioni dei capitani." Disse mentre la sua faccia si illuminava alla prospettiva di combattere con quei due. Soprattutto con Abarai, che aveva raggiunto il bankai. Unohana sorrise e ritornò al suo the, preparandosi mentalmente a curare sia Abarai Renji che Iba Tetsuzaemon.


"Kira!" urlò Renji sbattendo la porta del suo ufficio. "Prendi qualunque cosa tu abbia preparato per l'adozione dei figli di Matsumoto e vieni in fretta!"

Kira sbattè le palpebre. "Cosa? Che succeede?"

"Ti spiegheremo per strada ma dobbiamo andare subito dal Comandante Yamamoto!" disse Renji mentre Iba annuiva agitatamente dietro di lui.


Quando Ise Nanao giunse alla decima divisione, le lacrime di Hitsugaya erano terminate e anche se i suoi occhi rimanevano rossi era migliorato al punto di riuscire a parlare di Rangiku con Hinamori e Orihime. "Ogni volta che si svegliava mi chiedeva che ci facevo nella sua stanza." Disse. "non ricordava mai che questo era l'ufficio e il divano non era il suo letto. Mi domandavo spesso come facesse. Non aveva un divano in camera e il suo letto è enorme."

"Magari sognava di essere nella sua stanza." Offrì Orihime. "A volte sogno di essere un robot subito prima di svegliarmi e quando poi mi sveglio mi chiedo dove sono i miei bracci meccanici!"

Hitsugaya sorrise, Hinamori invece sembrava confusa. Nanao si schiarì la gola. "Mi perdoni Capitano Hitsugaya ma mi chiedevo se posso avere qualche minuto del suo tempo."

"È per l'adozione?" chiese Hitsugaya, immediatamente a disposizione. "Cosa devo fare?"

"Dovrebbe solo controfirmare quessto modulo." Disse Nanao presentando la richiesta a Hitsugaya. "Ma prima è giusto che sappia che non sono io ad adottare i bambini, Capitano. Lo farà il Capitano Kyoraku."

Hitsugaya ne fu stupito ma fu Hinamori a parlare. "Il Capitano Kyoraku? Cosa c'entra lui con i figli di quel serpente di…"

"Hinamori!" la rimproverò Hitsugaya. "Sono i figli di Matsumoto e sono felice che il Capitano Kyoraku abbia deciso di adottarli. Sarà un ottimo padre e lei si assicurerà che abbiano una madre, vero?" chiese a Nanao.

Nanao sorrise. "Naturalmente e farò in modo che sappiano tutto della madre che avrebbero dovuto avere." Lo rassicurò. "E poi, avranno anche lei e tutti gli amici di Rangiku." Disse guardando prima Hinamori e poi Orihime.

A Hinamori non è che piacesse tanto l'idea di passare del tempo con i bambini. Orihime d'altro canto disse con un sorriso allegro, "Cucinerò per loro! Cioè," aggiunse esitante, "a molti la mia cucina non piace ma Rangiku-san la adorava! Sono sicura che lo faranno anche i suoi bambini!"

Nanao sorrise. "Finchè non comincerà a piacergli il the verde in polvere non ci saranno problemi."

Hitsugaya firmò le carte. "Fatto." Disse. "Quando andrete dal Comandante?" chiese.

"Il Capitano Kyoraku è già lì. Lo raggiungerò subito." Spiegò nanao.

"Verrò anch'io." Disse Hitsugaya alzandosi.

Anche Orihime si also. "Dove sono I bambini? Vorrei vederli."

"Sono all'ottava divisione." Disse Nanao. "Il Capitano Soi Fon è con loro. Quando me ne sono andata c'erano anche Urahara Kisuke e Shihoin Yoruichi. Se vuoi, puoi andare anche adesso."

Orihime sorrise. "Penso che è proprio quello che farò." Si rivolse a Hinamori. "Vuoi venire anche tu, Hinamori-san?"

"No grazie." Disse Hinamori, in un tono gelido. "Devo lavorare." Orihime sorrise e si voltò. Hitsugaya e Nanao erano troppo occupati per notare il suo tono di voce, il che servì solo a rendere Hinamori ancora più arrabbiata.


"Hisagi-san ha bevuto così tanto che è svenuto." Spiegò Renji mentre si avvicinavano alla prima divisione. "Ma visto che è da ieri sera che beve ininterrottamente, io e Iba-san abbiam pensato che avesse superato il limite di alcool che regge e l'abbiam portato alla quarta divisione per precauzione. Abbiam fatto bene. Se fossero passati ancora dieci minuti Hisagi-san avrebbe rischiato la vita."

"Il che ha portato a una bella strigliata da parte del Capitano Unohana." Interruppe Iba. "Ci ha chiesto che razza di amici siamo per aver lasciato che si riducesse in quello stato."

"Comunque. Siamo rimasti con Hisagi-san."disse Renji. "Circa mezz'ora fa, siamo andati a prendere da mangiare e abbiam deciso di mangiare in giardino. A quel punto abbiamo sentito i Capitano Zaraki e Unohana parlare. Il Capitano Zaraki ha detto che Yachiru gli aveva fatto controfirmare la richiesta di adozione per i bambini di Rangiku-san."

"Ma sapevamo già che sarebbe successo." Disse Kira. "Perché questa fretta improvvisa?"

"Pensavamo che tu fossi contro Ise Nanao." rispose Iba. "Non è così. Sarà il Capitano Kyoraku ad adottarli. La tua sola speranza ora è implorare il Comandante e sperare che gli importi più che il Capitano Kyoraku è un ubriacone donnaiolo del fatto che appartiene a una delle quattro grandi famiglie nobili. Ma soprattutto il Capitano Kyoraku è come un figlio per il Comandante."

"Devo ammetterlo, Kira." Disse Renji. "Non riesco a pensare a nulla che tu possa dire o fare per convincere il Comandante Yamamoto. Ma so che ti odieresti se non ci provassi."

"Devo farcela." Disse Kira sembrando disperato. "Devo e basta!"

Però, quando arrivarono furono accolti da uno soddisfatto Hitsugaya fuori dalla porta dell'ufficio del Comandante Yamamoto. "È troppo tardi." Informò Kira. "Tutto è già stato deciso. Il Comandante non ha avuto obiezioni, soprattutto quando ha visto la richiesta di adozione firmata da quasi tutti i capitani."

Kira stava annaspando. "Perché?" sussurrò. "Perchè non me, Capitano Hitsugaya? Perchè ha supportato lui e non me?"

"Perchè tu avresti lasciato… no tu avresti insistito che avessero il suo nome. La piccola Rangiku sarebbe stata Ichimaru Rangiku. Avresti probabilmente chiamato il bambino Gin! Ichimaru Gin… quel bambino non avrà mai quel nome disgustoso finchè avrò vita." Dichiarò Hitsugaya.

"Matsumoto-san voleva chiamarlo Gin!" urlò kira. "Il Capitano non gliel'ha lasciato fare. Io gli avrei dato il nome… il nome che voleva il Capitano."

"E qual è il nome che Ichimaru avrebbe dato a suo figlio?" chiese Hitsugaya. Kira mormorò qualcosa. "Non ho sentito."

"Sosuke." Sussurrò Kira un po' più forte di prima.

Iba scosse la testa e Renji lanciò uno sguardo dispiaciuto al suo vecchio amico. Hitsugaya guardò Kira con puro disgusto. "Non lascerò mai che la macchia di qual traditore tocchi quei bambini." Informò Kira. "Avrebbe ucciso Hinamori se matsumoto non fosse arrivata in tempo. È una cosa che non potrò mai perdonare. E soprattutto, devo molto a Matsumoto ma soprattutto le devo la vita di una delle persone che ho più care al mondo. Non lascerò che i suoi figli soffrano per colpa sua. Non metterti in mezzo, Kira." Lo avvertì Hitsugaya. "Fallo e ti ucciderò io stesso."

"Capitano Hitsugaya!" urlò Renji in protesta ma Iba lo fermò con una mano sulla spalla. Hitsugaya gli lanciò uno sgaurdo riprovevole e si voltò per andarsene.

"Calmati Abarai." Disse Iba. "Entra e vai a parlare col Comandante comunque, kira. Hai detto che avresti provato anche se tutto era contro di te. E allora provaci." Aggiunse quando Hitsugaya fu troppo lontano per sentirli.