Seduta sul divano ascoltava musica dal suo mp3. Era completamente sola in casa: Michiru aveva lavorato tutta la mattina, poi nel pomeriggio aveva accompagnato Hikari a una festa e non erano ancora ritornate. Era trascorsa già una settimana da quando Hiroshi era partito, e la situazione tra le due sembrava essersi fermata a un punto morto. Infatti, tra gli impegni di entrambe e la presenza della bambina, non avevano avuto un attimo per chiarirsi. Stufa ormai di restare sul divano decise di andare a fare una doccia. L'acqua calda che cadeva sul suo corpo, la aiutò a rilassarsi. Le continue chiamate di Christine le mettevano una certa agitazione. La maggior parte delle volte, infatti, parlava solo del loro imminente matrimonio. Chiuse l'acqua e aspettò qualche minuto, godendo del silenzio che la circondava. Con estrema lentezza iniziò ad asciugarsi, indossò l'intimo, quando il silenzio fu rotto dallo squillo del telefono.
Con l'idea che potesse essere Michiru, si precipitò in salone per rispondere.
-Pronto?-
-Chi parla?- chiese una donna con tono incerto
-Mi scusi ma lei chi è?-
-Io sono la madre di Michiru, tu chi sei?-
-Oh! Io sono Haruka, la sorella di Hiroshi!- rispose d'impulso.
-Non sapevo che avesse una sorella! C'è Michiru?-
-E' uscita con la bambina! Non so quando tornano!- rispose guardando l'orologio. Erano quasi le venti.
-Puoi dire a mia figlia di chiamarmi?-
-Certo, non si preoccupi!-
Quando riattaccò la porta d'ingresso, si aprì. Michiru e la bambina entrarono trovandola solo con l'intimo. La bambina si precipitò verso sua zia, fissandola curiosa.
-Zia ma che stai facendo?-
Imbarazzatissima, iniziò ad arrossire visibilmente. Desiderava sprofondare, cosa pensava adesso sua nipote?
-Tesoro va in camera a cambiarti, vengo subito!- disse la violinista, senza staccare gli occhi da quel corpo.
La bambina annuì e fece come le disse la mamma.
-Ti sembra questo il modo di girare per casa?- scherzò Michiru, mentre l'altra era sempre più imbarazzata.
-Stavo facendo una doccia, poi il telefono…pensavo fossi tu e così…- Si guardava intorno in cerca di qualcosa per coprirsi.
Vederla così imbarazzata, era così divertente, tanto che non riuscì a fermarsi.
-Cosa ci trovi da ridere? Hai visto la sua faccia? Mi avrà presa per una pervertita!- si lamentò la bionda.
-Scusa, scusa! Ora per il bene di entrambe vai a vestirti!-
Sì, per il bene di entrambe. Quando l'aveva vista con quel completo nero, la sua mente era andata in tilt. Il suo corpo era ancora come lo ricordava. Aveva rischiato di mandare all'aria tutti i suoi sforzi. Nell'ultima settimana si era assicurata di non rimanere da sola con lei. Dopo averla praticamente implorata di non lasciarla, aveva paura di cadere di nuovo in tentazione. Di sicuro non poteva continuare così. Non poteva rischiare un infarto ogni volta che vedeva il suo corpo, oppure quando, per caso, si sfioravano. Doveva prendere una decisione e subito.
Quando ritornò in salone, la trovò seduta sul divano, mentre fissava un punto impreciso, davanti a sé. Sembrava preoccupata per qualcosa.
-Cos'hai, sei ancora turbata?- la sua voce la portò alla realtà
Alzò di scatto la testa per trovarsi a faccia a faccia con la bionda. Era così bella e quello sguardo malizioso le donava un certo fascino. Si alzò dal divano e si diresse in cucina, per prendere un bicchiere d'acqua. Era ferma vicino al lavandino, quando sentì il suo corpo spinto in avanti, bloccandola. Avvertì l'alito caldo sfiorarle il collo e dita sottili cingerle la vita.
-Ti sei eccitata?- le sussurrò, mentre l'altra rabbrividiva.
-Sei davvero presuntuosa!- scherzò abbandonandosi a quel contatto.
-Michiru perché mi stai evitando? Prima mi chiedi di non lasciarti e poi sei tu a lasciare me!- le sue dita avevano iniziato un viaggio verso l'alto, fermandosi sui seni. Nonostante l'ostacolo degli abiti e dell'intimo, il corpo della violinista reagì immediatamente.
-Proprio per questo motivo!- ansimò stringendo la mano che la bionda teneva sul seno.
-Non ti piace?- la stuzzicò intensificando le carezze
L'altra chiuse gli occhi per cercare di darsi un certo controllo. Come faceva quella donna a farle perdere completamente la testa?
-Non è questo! E' solo che io non…-
Haruka interruppe subito quel contatto, sapeva benissimo cosa stesse per dire e la cosa la infastidiva molto. Uscirne ogni volta con quella stupidaggine!
-Non dire ancora la cazzata che non vuoi tradirlo. Tu lo tradisci ogni volta che mi guardi. Ogni volta che pensi a me! Non serve che facciamo l'amore per tradirlo. Quindi non aggrapparti a questa scusa! Dì piuttosto che non vuoi lasciarlo!-
-Haruka forse tu lo dimentichi, ma io ho una bambina! Tu lo conosci, cosa credi che farebbe se lo lasciassi per te?-
-Ti ha ricattata?- era sconvolta non credeva che potesse arrivare a questo.
-Tu lo conosci, non farebbe mai una cosa del genere- ironizzò Michiru. Era la verità. Non aveva mai detto nulla a tal proposito, ma a volte alcune sue frasi, dette così per caso, sembravano mirate a farle capire qualcosa.
-Dammi tempo Haruka- sospirò abbassando lo sguardo.
La bionda si voltò e stava per andarsene quando le disse:
-Ha chiamato tua madre, devi richiamarla!-

Un'ora dopo era rinchiusa in camera, mentre pensava a quello che era successo poco prima. Aveva la certezza che Michiru voleva lei, ma la paura della reazione del marito, la bloccava.
-Posso entrare?- chiese dopo aver bussato alla porta.
-Entra!-
Era sdraiata sul letto, con le braccia alzate sul viso. Entrò e si sedette sul letto accanto a lei.
-Scusami-
-Per cosa ti stai scusando?- continuava ancora a nascondere il viso.
-Sembra che io non faccia altro che farti soffrire. Credimi non lo faccio apposta, sto male anche io-
Si alzò all'improvviso per sedersi accanto a lei, le prese la mano e iniziò a intrecciare le dita con le sue.
-Mi capita spesso di desiderare di averti incontrata prima di lui- sospirò la bionda fissando i piedi.
Michiru guardava incantata il suo profilo e pensò che, quella donna, fosse davvero straordinaria
-Lascialo e vieni con me! Qualunque cosa faccia la supereremo insieme. Non possiamo arrenderci per colpa sua!-
-Dici sul serio? Davvero vogliamo sfidarlo?-
-Se continuiamo così soffriranno tante persone-
-E secondo te, se molliamo tutti, non soffriranno lo stesso?-
-Sì, però almeno noi saremo felici!- le disse sfoggiando un sorriso che la fece arrossire.
-Se solo tu avessi pensato così anche allora, ora…- sussurrò abbassando il viso
-Michiru ….- aveva ragione, ma allora era così confusa e arrabbiata.
-Scusa non volevo. Lui arriverà tra due settimane. Ora pensiamo solo a divertirci!-
-Wow cosa vuoi propormi?- le chiese maliziosa
-Una settimana al mare!-
-Solo tu ed io?- chiese mentre s'illuminavano il viso, all'idea di trascorrere un intera settimana con lei.
Michiru annuì e poi disse
-Io, tu, la bambina e mia madre!-
-Tua madre? E dove sarebbe il divertimento?- aveva il broncio proprio come un bambino.
Alzò la mano e le accarezzò i capelli, come faceva con la sua bambina quando faceva i capricci.
-Su dai, la "mamma" ti promette che la prossima volta ti divertirai!- scherzò Michiru.
Haruka ricambiò il suo sorriso, le accarezzò la guancia e avvicinò il viso al suo. Le loro labbra erano a pochi centimetri di lontananza.
-Mamma sei qui! Ti ho cercata per tutta la casa!- esclamò la bambina entrando in camera di Haruka. Le due subito si staccarono e Michiru si alzò.
-Eccomi amore, cosa vuoi?- il cuore le batteva forte per lo spavento.
-Sono pronta facciamo il bagno?-
Emanò un sospiro di sollievo e disse
-Adesso arrivo, inizia ad andare!-
Felice la bambina salutò la zia e si diresse in bagno.
-Il mio dovere mi chiama- la guardò con uno sguardo che le diceva "mi dispiace".
Arrivata alla porta, si fermò e senza voltarsi le chiese:
-Se io accetto di seguirti, cosa ne sarà della mia bambina?-
-Diverrà anche mia!- rispose, senza pensarci neanche un attimo.
Quella risposta la colpì dritta al cuore. Non avrebbe mai abbandonato la sua bambina, anche al costo di rinunciare alla proprio felicità.
-Allora preparati a diventare presto genitore!-

Era quasi mezzogiorno quando arrivarono alla casa al mare di Michiru. Ogni anno, d'estate si trasferiva per qualche settimana lì con la sua bambina e con sua madre. Trascorreva la maggior parte del tempo a rilassarsi e a dipingere, mentre la madre si occupava della bambina. Quest'anno sarebbe stato diverso con Haruka al suo fianco. Ora che aveva deciso di seguire il suo cuore, doveva solo aspettare il ritorno di Hiroshi e sperare che tutto sarebbe andato per il meglio.
Furono accolti dalla madre di Michiru che abbracciò prima la nipotina e poi la figlia. Quando poi vide Haruka, i suoi occhi si spalancarono
-E lui chi è?- guardò dietro alla bionda e riprese –E tua cognata dov'è?-
Haruka osservava perplessa quella donna, non assomigliava per niente a Michiru.
La violinista sorrise, poi disse
-Mamma non essere scortese, lei è Haruka!-
La mamma di Michiru avvicinò il viso a quello della bionda, per poi spostare lo sguardo al seno.
-Oh! Sei una donna!- esclamò, facendo sorridere la figlia e arrossire la bionda
-Ma perché vai vestita come un uomo? Eppure ora che ti osservo bene, sei anche carina!-
Il viso di Haruka andò in fiamme. Quella donna era davvero sfacciata.
Dopo il primo impatto, Haruka e la madre di Michiru trovarono una certa affinità. La bionda con sua sorpresa, scoprì che alla signora non piaceva molto il fratello. Non era riuscita a capirne il motivo, ma da come ne parlava, sembrava che non lo avesse mai accettato nella sua famiglia. Da quello che poteva capire, Michiru e sua madre erano molto legate, si capiva da come la mamma la fissava in ogni gesto che faceva. In molte occasioni l'aveva sorpresa a fissare anche lei, come se avesse già intuito qualcosa.

-Quindi tu sei sua sorella?- le chiese all'improvviso, mentre stavano cenando. Erano sedute tutte e tre in terrazza, mentre la piccola stanca per il viaggio, stava già dormendo.
-Già siamo fratelli, anche se siamo stati separati per tantissimo tempo.-
-Come mai io non sapevo niente della sua esistenza?- chiese rivolta alla figlia
-Bè vedi la storia è lunga e complicata! Sono questioni di famiglia mamma-
La madre continuava a fissarle, alternando lo sguardo dalla figlia alla bionda. Michiru sembrava non farci caso, mentre Haruka si sentiva a disagio. Era sicurissima che avrebbe capito tutto.
-Da quanto vi conoscete, voi due? Sembra che andate molto d'accordo!- chiese all'improvviso.
-Ehi ma che ti prende? Perché ti stai interessando così tanto alla mia vita?- chiese la violinista con tono sospetto.
-Scusa se ti ho infastidito! Vi lascio da sole- si alzò e si ritirò in camera sua.
-L'hai offesa!-
-Oh non ti preoccupare, domani avrà dimenticato tutto!-
Haruka si alzò tendendole la mano. Con esitazione la afferrò, rabbrividendo al contatto con le sue dita. Si diressero sulla sedia a dondolo, dove la bionda si accomodò per far sedere la violinista sulle sue gambe.
Michiru la fissò negli occhi poi le accarezzò il labbro inferiore con il pollice e sussurrò
-Abbiamo un discorso da finire noi due!- aveva uno sguardo malizioso che le piaceva molto.
-Oh! Di cosa stavamo parlando, non ricordo!- la provocò la bionda
-Bè eravamo proprio così!- disse avvicinando la labbra a pochi centimetri dalle sue –Quando qualcuno ci ha interrotte-
-Ah sì! Mi sembra di ricordare qualcosa!- scherzò
-Davvero? Bene! Che ne dici di continuare a parlarne?-
Non ci fu risposta a quella domanda retorica. La bionda annullò qualsiasi distanza tra le loro labbra, baciandola con passione. Le afferrò la nuca, spingendola a sé, come per colmare un vuoto che era ormai insopportabile. I loro corpi si toccavano e le lingue iniziarono un lento e sensuale ballo. Si staccarono per riprendere fiato. La violinista iniziò a baciarla sul collo.
-Portami dentro!- le sussurrò seducente all'orecchio
-Non credo sia la cosa giusta da fare. C'è tua madre, che già mi guarda con sospetto!-
Sorrise a quell'affermazione
-L'ho detto che avrebbe capito!-
Si alzò per sedersi cavalcioni. Iniziò ad accarezzarle le braccia, regalandole brividi di piacere
-Sai di solito quando vengo qua, lei mi lascia sempre da sola. Si prende cura di Hikari e mi da del tempo per rilassarmi. Lo fa per tenermi un po' lontana da lui. Dice che a volte riesce a influenzare il mio modo di pensare- il suo tono era sensuale, proprio come le carezze che le stava regalando.
-Tua madre mi piace sempre di più!-
-Se domani porterà la bambina con sé, mi aiuterai a rilassarmi?- le chiese seducente
Haruka le appoggiò le mani sulle gambe nude, e salendo sempre più su sussurrò
-Se prometti di non urlare, posso aiutarti anche ora!-
-Lo prometto-
Quelle furono le ultime parole che riuscì a pronunciare. Le mani della bionda avevano continuato il loro viaggio, per fermarsi a destinazione. Iniziò a massaggiarla dolcemente, mentre la violinista ondeggiava i fianchi per accompagnare le mani dell'altra.
-Ti stai rilassando?-
-Oh mio dio, Haruka!- Abbassò il viso, per appoggiarlo sulla spalla della bionda, mentre iniziava ad ansimare.
-Haruka per favore!Di più Haruka, di più!-
Quella richiesta le fece capire la sua urgenza di sentirla e la cosa la riempì di gioia.
-Non così in fretta! Non essere frettolosa!-
La violinista alzò il viso per guardarla negli occhi.
-Sono cinque anni che ti aspetto e tu hai il coraggio di accusarmi di essere frettolosa?- chiese con finto broncio.
La bionda le catturò le labbra in un bacio mentre intensificava le carezze, provocando gemiti della violinista, che morivano nella sua bocca.
-Haruka…- sospirò sull'orlo di esplodere.
-Ok ho capito!-
Facendo una leggera pressione sulle ginocchia, alzò leggermente il bacino, per permettere all'altra di penetrarla. Con movimenti lenti e delicati, spostò l'intimo di lato e la penetrò. La violinista trattenne il respiro, per la forte emozione regalatale da quelle dita dentro di sé. Si lasciò cadere sul corpo dell'altra, assaporando le mille sensazioni che solo lei le sapeva regalare. Presa alla sprovvista, iniziò a gemere forte, mentre muoveva i fianchi per accompagnare le spinte dell'altra. Con la mano libera, la bionda le spostò i capelli, che le erano caduti davanti al viso, per osservarla.
-Sei bellissima!- le disse, mentre la violinista le sorrise. Quel sorriso che amava tanto, le suscitò un calore tanto grande, che quasi le faceva male il cuore. Le sue spinte divennero sempre più veloci fino a quando avvertì il piacere dell'altra esplodere. La violinista lasciò uscire un gemito di soddisfazione e si lasciò cadere su di lei, mentre il suo corpo iniziava a tremare. La bionda l'avvolse in un abbraccio, che subito fu ricambiato.
-Sei unica! Solo tu riesci a farmi provare queste sensazioni- le disse la violinista, con il viso nascosto nel suo petto. Poteva sentire il cuore della bionda battere all'impazzata, dopo aver sentito quelle parole.
-Sarà meglio andare a letto- le disse, mentre le accarezzava i capelli.
-Ma tu?- la guardò curiosa
-Se ci vede tua madre mi ammazza!-
-Come fa a vederci?- con le dita stava iniziando a sbottonarle la camicia.
Bloccò le sue mani, stringendole tra le sue.
-Se tu non riesci a trattenerti, ci scoprirà di sicuro!-
Avvampò visibilmente, vergognandosi di non essere riuscita a rispettare la sua promessa
-Non preoccuparti, tenerti stretta tra le mie braccia e sentirti gemere sotto il mio tocco, può bastare per ora!- la rassicurò accarezzandole il viso.
-Smettila!-
-Ehi io non sto scherzando! E' la verità, devi credermi!- Le prese il viso tra le mani e lo avvicinò al suo.
-Io ti amo Michiru. Ti amo davvero tanto!-
Le s'illuminarono gli occhi, nel vedere il suo sguardo così sincero mentre le diceva di amarla.
-E io amo te!-

Ritornata in camera sua, si sdraiò accanto alla sua bambina e le accarezzò il viso. Il suo cuore batteva forte nel ripensare a quello che era successo poco prima. Ma soprattutto non riusciva a cancellare dalla sua mente le parole della bionda.

Quella notte non riusciva a dormire, la sua mente riviveva quel momento di amore che aveva condiviso con la donna della sua vita. Sentirla gemere era stata la cosa più appagante degli ultimi cinque anni. L'aver fatto l'amore con lei significava che aveva accettato la sua proposta di lasciare tutto e tutti, per seguire il loro cuore. Ormai esausta dal fatto di non riuscire a dormire, si alzò e andò in terrazza per prendere una boccata d'aria. Quel posto era meraviglioso, si sentiva l'odore del mare. Ora capiva perché Michiru ci veniva.
-Cosa succede fra te e mia figlia?-
Haruka saltò dallo spavento, non aveva visto la madre di Michiru seduta, proprio sulla sedia accanto a quella dove, poche ore prima, avevano fatto l'amore.
-Mi ha spaventata!- disse, mentre metteva una mano sul suo cuore, per fermarlo.
-Cosa succede fra te e mia figlia?- ripeté senza guardarla negli occhi.
Il cuore di Haruka ricominciò a battere forte.
Non avendo risposta dalla bionda la donna continuò
-Tu forse non lo sai, ma la mia camera si trova proprio sopra questa terrazza- disse indicando la finestra sopra di loro.
Oh mio dio! Ci ha sentite!
Il viso della bionda divenne rosso come un peperone. Non aveva scampo, doveva raccontarle tutto, forse avrebbe capito.
-Ecco vede io…-
-Eri tu la persona con cui lo ha tradito? Era per te che era pronta ad abbandonare tutto?-
Dunque le ha raccontato di noi!
-E' stata Michiru a dirglielo?-
-Quando era incinta di quasi quattro mesi, abbiamo trascorso del tempo insieme in questa casa. Una sera, non so per quale motivo, è scoppiata a piangere tra le mie braccia e mi ha confidato di essere innamorata di un'altra persona. Mi ha detto di averle fatto capire di non voler rinunciare, ma è stato tutto inutile. Io non sapevo cosa dirle e come aiutarla. Due giorni dopo è venuto quel bastardo di tuo fratello e mi ha chiesto di convincerla a sposarlo- la donna si fermò per guardarla negli occhi e continuò
-Stai attenta, secondo me lui sa tutto!-
-Perché pensa questo?-
-Lui sapeva benissimo, la mia storia. Ha cercato di far leva sul mio risentimento verso mio marito, per indurmi a convincere mia figlia di aver sbagliato nel tradirlo-
-Lei cosa ha fatto?-le chiese titubante. Aveva paura di conoscere la risposta.
La donna sorrise, poi abbassando lo sguardo rispose.
-Io conosco mia figlia, se lo ha tradito con te, significa che prova davvero un forte sentimento per te. E questa sera ne ho avuta la conferma!-
L'ultima frase la fece arrossire di nuovo, suscitando un sorriso nell'altra.
-Non devi vergognarti e poi non ho sentito tutto. Sai sono una persona discreta, quando ho capito cosa stava succedendo, ho cambiato stanza. Anche se devo ammetterlo, non sono proprio riuscita a chiudere occhio dopo-
Era vero, quella donna era ancora scioccata nello scoprire che, la persona che aveva stregato il cuore della figlia, fosse una donna. Ma per lei la felicità di sua figlia veniva sopra ogni cosa.
Dopo un attimo di silenzio, Haruka parlò.
-Michiru lo sa? Di Hiroshi?-
-No, anche perché io l'ho mandato a quel paese, dicendogli che avrei accettato qualsiasi cosa mia figlia avrebbe scelto! Credimi non le avrei mai permesso di sposarlo, ma è andata così!-
Scese un silenzio imbarazzante tra le due, la bionda stava riordinando le idee. Forse ora capiva il perché non accettasse suo fratello.
-Sai non la vedevo così da tanto tempo. Ha trascorso gli ultimi cinque anni dedicandosi completamente alla sua bambina e alla musica. Se tu puoi renderla felice, fallo!-
La donna si alzò e si avvicinò a lei, poi guardandola negli occhi disse:
-Tu la ami?-
Haruka annuì
-Non farla soffrire!- si voltò e rientrò in casa.
Haruka restò fuori non credendo alle sue orecchie. La madre di Michiru aveva accettato il loro amore. Spostò lo sguardo verso il dondolo e sorrise, ripensando ai suoi gemiti
Mi ha completamente stregato! Pensò, mentre si andava a sedere su quella sedia

Salve a tutti, ecco un nuovo capitolo, con una piccola novità. Spero vi piaccia.
Prima di tutto ringrazio Celesten per la foto: è tutta opera sua. Grazie.
Ora ringrazio tutti coloro che mi resenciscone e anche quelli che leggono senza recensire. Grazie di cuore!
Aspetto di sapere cosa pensate di questo capitolo.
A presto.