Capitolo 21
Andy era finalmente a casa con la raccomandazione del medico di riposo assoluto. "Assoluto in ogni senso" aveva ripetuto più volte.
Ora poteva dedicarsi completamente al caso. Si era ripromessa di non lasciare che la sua vita privata interferisse con il lavoro ma quando si trattava di Andy non ci riusciva.
Nelle ultime settimane non avevano fatto molti progressi. Phillip Altamann era riuscito, grazie al medico di famiglia, a non deporre ma oggi finalmente potevano interrogarlo.
"Tenente Provenza, Phillip Altamann è in sala interrogatori con il suo avvocato?" chiese appoggiandosi alla scrivania del suo secondo in comando.
"Si capitano ed a questo proposito volevo dirle che forse è meglio se ad interrogarlo procediamo Amy ed io".
"Perché?" chiese guardandolo da sopra gli occhiali .
"Perché il suo avvocato è … Jack".
Sharon non disse nulla, le ci volle un po' per metabolizzare la notizia. Tao cercò di intervenire ma lei, ripresasi, lo bloccò "Va bene, forse è meglio se ne Mike ne io siamo presenti. Ok tenente proceda pure. Noi saremo in sala intercettazioni".
Davanti al monitor pensava solo all'arroganza del suo ex ma era tipico di Jack comportarsi in quel modo, fregarsene della legge, fregarsene di tutti e di tutto pur di avere un tornaconto. La legge era al suo servizio non lui al servizio della legge.
Prima aveva difeso la donna che aveva sparato ad Andy ed ora questo …. Si il suo ex era proprio un gran bastardo.
Fu riportata alla realtà dalla voce arrogante di Jack.
"Mi sembra di constatare che contro il mio cliente non avete nulla, solo qualche foto postata su internet che non è sufficiente come prova" disse con tono sprezzante guardando verso la telecamera, sapeva che Sharon lo stava guardando.
Sharon non staccava gli occhi dal monitor, non doveva raccogliere nessuna provocazione.
"Jack – rispose Provenza - il tuo cliente ed i suoi amici hanno violentato due ragazze e da quello che sappiamo molte altre vantandosene poi su internet, una fragola per ogni ragazza".
"Ah ah – rise ironico Jack – le ragazze erano consenzienti. Sappiamo tutti cosa succede alle feste delle confraternite, le ragazze bevono, fanno sesso ed il giorno dopo pentendosene accusano il poveretto di turno, in questo caso il mio cliente".
Se l'interrogatorio continuava così non avrebbe portato a nulla.
Il cellulare di Tao squillò "Ok, va bene falla salire". Sharon si girò verso di lui attendendo delucidazioni.
"Capitano sta salendo Emma Brooke, vuole rilasciare una dichiarazione in merito al caso". "Andiamo" disse Sharon, forse era quello che stavano aspettando.
"Con quello che ci ha riferito Emma ed il filmato che ci ha consegnato, il carcere ad Altamann ed ai suoi amici non glielo toglie nessuno" disse Mike soddisfatto guardando le immagini del monitor.
Sharon sorrise, forse potevano chiudere il caso. Fece cenno a Buzz. "Tenente Provenza può raggiungerci in sala intercettazioni" gli disse Buzz all'auricolare.
L'uomo si alzò dalla sedia ed uscì dalla sala interrogatori. "Cosa c'è capitano, stavamo per …" disse aprendo la porta ed entrando nella stanza.
"Abbiamo appena finito di raccogliere la deposizione della signorina Emma Brooke. La ragazza accusa Altamann ed i suoi amici di stupro".
"Capitano non basta un'accusa, abbiamo bisogno di prove".
"Lo so tenente ma Emma ha lasciato anche un video dove si vedono chiaramente Phillp ed i suoi amici che si incitano a vicenda mentre lei chiede tra le lacrime di smetterla e questo per il vice procuratore è una prova" rispose Sharon.
"Ma le riprese sono legali?" era buffo che a chiederlo fosse lui quando aveva di fronte il libro delle regole.
"Si tutto legale, lo sa tenente che seguo sempre le regole ed ora se volete comunicarlo all'avvocato della difesa ed al signor Altamann" finì Sharon soddisfatta mentre usciva dalla stanza.
Non aveva voglia di parlare con Jack perché sicuramente per lui non sarebbe finita li. Entrò nel suo ufficio, chiuse la porta e si appoggiò con la schiena ad essa. Lo sentì urlare ma Julio e Provenza riuscirono ad allontanarlo.
Si tolse gli occhiali e chiuse gli occhi …. La lista dell'astio di Jack nei suoi confronti e di riflesso su Andy si sarebbe allungata. Poco importa, pensò tra se, degli stupratori erano stati arrestati e con l'accordo che il procuratore avrebbe fatto sarebbero rimasti in carcere per molti anni. Il consigliere probabilmente si sarebbe dimesso tra il clamore del caso. Era per momenti come questo che amava il suo lavoro ed era felice di non aver fatto Legge.
Era tardi quando rientrò a casa. Si tolse le scarpe e lasciò cadere la borsa. La luce, in camera, era ancora accesa, sorrise, sapeva che Andy l'avrebbe aspettata.
"Ciao" disse aprendo piano la porta. "Ciao amore – rispose Andy sollevando gli occhi dal libro – giornata pesante?" sapeva che avevano chiuso il caso, Provenza gli aveva telefonato.
"Si ma adesso non importa, l'unica cosa che voglio e che tu mi stringa forte".
Andy sorrise, allargò le braccia e lei si accoccolò sul suo torace, socchiuse gli occhi … ora tutto era nuovamente perfetto.
"Tesoro, so che sei stanca ma …. Dobbiamo parlare di tua madre" le disse accarezzandole dolcemente la schiena con movimenti lenti e circolari
"Mmm" bofonchiò Sharon aspettandosi già il perché. "Amore, lo sai che adoro tua madre ma …. – fece un respiro profondo – ma non sono un invalido, non posso fare niente. A pranzo ha voluto che mangiassi a letto e nel pomeriggio ho dovuto quasi discutere per poter alzarmi e vedere la partita sul divano. Sharon non so se ….".
Sharon alzò il viso verso di lui e gli accarezzò il mento "Ok, ho capito. Domani le parlo". Andy le baciò la fronte "Grazie, notte amore mio". "Notte amore" rispose lei, chiuse gli occhi e si lasciarono trasportare nelle braccia di Morfeo.
Le piaceva alzarsi presto, un'abitudine che aveva preso quando Emily e Ricky erano piccoli. Aveva poco tempo per lei e quel momento da sola con la casa ancora silenziosa era diventato il "Suo momento".
Si alzò piano per non svegliare Andy, scivolò fuori dal letto, aprì delicatamente la porta ed uscì. Tutto era avvolto nel silenzio. Si diresse verso la cucina …. La sua prima tazza di the …. Amava questo momento … tutto suo.
"Mamma" disse piccata quando vide la donna seduta al tavolo. Ecco il suo momento era sfumato.
"Oh tesoro, scusa ma non riuscivo più a stare a letto, tuo padre russa come un vecchio trombone ed io ….".
Sharon sospirò, le piaceva avere la famiglia riunita ma adesso con Andy che stava decisamente meglio e che per giunta era arrivato al limite di sopportazione forse sarebbe stato il caso di dire a sua madre che potevano lasciare. Perfetto, le ci sarebbe voluta tutta la diplomazia di cui era capace ….
"Che ne dici se ci prendiamo un the?" era meglio prenderla alla larga. Marion annuì.
"Mamma – disse mentre preparava il bollitore – ieri Andy ha sentito il medico, tra qualche giorno può ritornare la lavoro. Sta decisamente meglio e per fortuna nessun strascico della ferita. So che ….".
Marion sorrise, tanto la sua ragazza era brava sul lavoro tanto era impacciata con i suoi affetti "Cara, non preoccuparti tuo padre ed io avevamo già pensato di partire domani. Lo so tesoro a volte sono un po' ….".
"Oh mamma, tu sei la persona più buona e generosa che conosca ma vedi Andy è come me, abbiamo bisogno di non sentirci dipendenti".
"Lo so tesoro ma una mamma non smette mai di essere mamma anche quando i figli crescono, anche quando sembra che non abbiano più bisogno di lei. Forse è proprio li che si preoccupa di più" baciò la figlia sulla fronte per rassicurarla.
Sharon sorrise "Vado a vedere se quel dormiglione si è già svegliato" disse baciandola sulla guancia.
"Mmm amore non vedo l'ora che questo riposo forzato finisca" disse attirandola contro il suo torace.
"Andy, piano il dottore ha detto ….". Lui sorrise stringendola ancora più forte "Lo so quello che ha detto ma Sharon mi manchi, mi mancano i nostri momenti".
Sharon sorrise accarezzandogli la mascella "Oh amore non immagini cosa ho in programma – rise – appena il dottore ci darà l'ok tu sarai tutto mio" lo baciò dolcemente.
Il bacio si fece più inteso, Andy la invitò a dischiudere le labbra e in un attimo si impadronì della sua bocca. Le lingue si intrecciarono in una danza, il bacio si fece più duro. Andy le fu sopra mentre con la mano le abbassò la spallina della camicia da notte. Sharon si aggrappò a lui rispondendo al bacio ed al contatto della mano sulla sua pelle nuda. Era come se una scia di fuoco percorresse la sua pelle, non sapeva resistere al suo tocco …. ai suoi baci.
Il bussare alla porta li riportò alla realtà .
"Andy – sospirò ancora inebriata dal bacio e dalle carezze – non possiamo …". Andy posò un ultimo bacio sulle labbra morbide "Va bene, dammi solo cinque minuti". Sharon rise immaginandosi il perché. Domani avrebbero avuto nuovamente la casa per loro …..
"Si pronto" disse portando il cellulare all'orecchio. "Ciao Amore, è un brutto momento?" chiese Andy.
"No, se continua così stasera riesco ad arrivare a casa presto ma …. ci sono problemi?" chiese titubante.
"Umm non proprio ma sono appena arrivati Thomas e Lizzy …. No stai calma hanno prenotato in albergo e pare che per questa sera tua sorella abbia un appuntamento".
Sharon guardò verso Julio, si era detta che non erano affari suoi …. Ma quando c'era di mezzo Lizzy ah tutto diventava anche affare suo.
"Perfetto, pensavo di avere ancora un giorno ma … va beh – vide Provenza appoggiare la cornetta del telefono e grattarsi la fronte pensieroso …. Guai in vista – Andy scusami ma …". "A dopo amore" le mandò un bacio.
Si alzò dalla sedia ed uscì dall'ufficio, si diresse verso il suo primo tenente, dall'espressione dipinta sul viso dell'uomo non traspariva nulla di buono.
"Capitano – disse l'uomo sollevando lo sguardo verso di lei – mi ha appena chiamato Oderno, chiede il nostro aiuto".
Oderno … era stato con loro quando Julio era nel programma gestione della rabbia ma ora era ritornato alla divisione persone scomparse …. "Tenente mi aggiorni" disse ed il resto della divisione si mise in ascolto.
"Due fratellini, Karl di 5 anni e Matteo di 6 anni non sono rientrati dopo aver passato il weekend con il padre. La madre ha cercato di rintracciarlo ma lui non ha risposto. Ha chiamato gli ex suoceri ma il suocero è stato vago, lei teme che sappiamo qualcosa ma …"riferì Provenza sapendo che questo caso era quello che nessuno di loro avrebbe voluto.
"Cosa sappiamo della famiglia?" chiese Sharon preoccupata, quando erano coinvolti dei bambini era tutto più difficile, era una corsa contro il tempo.
"Charles e Rosa Colemann, rispettivamente di 40 e 37 anni, sono divorziati da un anno. Un divorzio difficile per l'affidamento dei figli. I bambini sono stati affidati alla mamma ma il padre ha il diritto di visita e due weekend al mese" rispose Provenza.
Sharon si passò una mano sulla fronte, era chiaro che il padre fosse coinvolto nella sparizione dei bambini ma quello che la preoccupava erano le intenzione dell'adulto, era una fuga o ….. all'alternativa non voleva nemmeno pensarci.
Sharon guardò verso la scrivania di Andy, quello era uno di quei momenti nei quali averlo vicino le avrebbe dato la forza ed il coraggio per affrontare il caso.
"Capitano – disse Provenza vedendo la donna assorta- devo richiamare Oderno e dirgli che rileviamo noi il caso?".
"Adesso è un caso da Crimini Maggiori. Tao – disse riacquistando immediatamente il comando – convochi la signora Colemann. Amy cerchi informazioni su Charles Colemann , lavoro hobby amici, voglio sapere tutto su di lui. Bene chiamatemi quando arriva Rosa Colemann" e si diresse nel suo ufficio. Doveva avvisare Andy, avrebbe fatto tardi anche stasera.
Julio prese il cellulare … la sua serata era sfumata.
Continua
(Mi scuso per gli errori. Grazie come sempre a chi trova il tempo per leggere)
