Dopoché Santana ebbe aiutato suo padre a scegliere una perfetta collana – una semplice catena d'argento con un pendente rotondo, d'argento, con unico diamante non centrato, incastonato nella parte alta sulla destra – entrambi si diressero verso una sorpresa che Antony aveva organizzato. Di norma Santana non amava le sorprese, ma non era certo avvilita dalla prospettiva di un massaggio ed un trattamento viso gratis. A quanto pare, era un regalo di Natale da parte della sua adorabile madre, che avrebbe desiderato di essere con la figlia. Aspettate che proprio lei venisse a sapere che Santana era stata via per un mese ed era tornata con una fidanzata.

Quando il suo momento di relax fu terminato, era ormai troppo tardi per passare un po' di tempo con Brittany. La famiglia Pierce aveva deciso di fare una cena di famiglia tutti insieme prima che le festività natalizie prendessero il sopravvento. Santana aveva cercato Quinn, ma l'aveva avvistata a cena con Sam ed aveva pensato di lasciarli da soli prima che la scorgessero. Si sentiva in parte responsabile per aver rubato a Sam il suo tempo tête-à-tête con la sua bionda precedente, quindi non voleva farlo di nuovo. In particolare dopo che Sam era stato così buono con lei e Brittany. Quindi, invece, Santana passò la serata a terminare il regalo di Brittany e a scrivere un poco, il tutto ascoltando il canale natalizio di Music Choice, benché non l'avrebbe mai confessato. Dato che suo padre aveva invitato Christine fuori per un appuntamento, lei ordinò il servizio in camera e la sua serata in solitaria passò velocemente. Prima di rendersene conto, si svegliò ed era la vigilia di Natale.

"Santana!" Un forte bussare alla porta la riscosse dal suo sonno poco profondo. Sì svegliò di colpo e lentamente si abituò alla luce che entrava dalla finestra. Andò alla porta e intanto la voce di Brittany non si era mai interrotta.

"Buona vigilia di Natale!" L'accolse un'allegra Brittany. Indossava leggins neri, un maglione rosso ed un adorabile berretto da Babbo Natale.

"Buona vigilia di Natale," rispose ridacchiando Santana mentre si faceva abbracciare stretta. Non appena si separarono, Brittany le calcò sui capelli mossi un berretto natalizio identico.

"Ehi," Santana cercò di tirarsi indietro. Non era altrettanto adorabile su di lei. Brittany però mise il broncio e Santana dovette cedere. Brittany lo rimise a posto e sorrise.

"Santana Claus," scherzò. Santana alzò gli occhi al cielo, ma non riuscì a non sorridere: Brittany era troppo adorabile.

"Che ne dici di un po' di coccole mattutine?" propose Santana.

"Non c'è tempo," rispose Brittany sorridendo. "È la vigilia! Abbiamo cose da fare! Cambiati!" Santana simulò un grugnito scocciato e tornò in camera.

"Ho tempo per la doccia?"

"Veloce," Brittany annuì.

"Mi fai compagnia?" suggerì Santana allusivamente. Brittany arrossì subito, ma resistette.

"Santana," disse lentamente.

"Va bene, va bene, la prossima volta," rispose Santana, prima di dirigersi velocemente verso la doccia.

Quando sparì, Brittany accese la tv e notò che Music Choice Holiday era l'ultimo canale che Santana aveva guardato.

"San!" Canticchiò sulle note della classica "Do They Know It's Christmas?" che aleggiava nella stanza.

"Sì?" gridò lei in risposta, a voce alta a sufficienza da essere udibile. Fortunatamente la pressione dell'acqua non era troppo forte da coprire del tutto la sua voce.

"Hai ascoltato musica natalizia per conto tuo?" chiese Brittany sorridendo. Il modo in cui lo disse era più un'affermazione che una domanda: sapeva già la risposta e Santana lo capì. Anche con l'acqua calda che le scorreva sulla schiena, Santana avvertiva le proprie guance ancora più calde. Fece finta di non averla sentita, ma non aveva importanza, dato che era stata già scoperta.

Alcuni minuti dopo, Santana riapparve nella stanza, coperta unicamente da un piccolo asciugamano bianco. Brittany quasi si strozzò. Santana le indirizzò un sorrisetto. Brittany era sdraiata supina sul letto e, prima che potesse tirarsi su, Santana stava già abbassando il proprio corpo su di lei. Tenne fermo l'asciugamano, mentre Brittany iniziò a balbettare.

"Do-dobbiamo rag-giungere gli altri d-di sotto." Fece del suo meglio per tenere gli occhi fissi su quelli di Santana, ma anche quello la stava facendo eccitare troppo. Non poteva lasciarsi andare: aveva promesso ai suoi genitori che ci avrebbe messo solo pochi istanti.

"Sono sicura che abbiamo qualche minuto libero," disse Santana senza incertezze, mentre poggiava le labbra delicatamente sul suo collo.

"S-san," disse Brittany, volendo sgridarla, ma quello che le uscì fu più un gemito. Santana fece cadere l'asciugamano e si spostò via.

"Hai ragione," scrollò le spalle mentre lentamente rimuoveva il corpo da sopra Brittany, il cui sguardo le era incollato addosso. "Farò meglio a vestirmi." Brittany spalancò la bocca. E nemmeno poco: le cadde la mandibola in pieno stile cartone animato. Provò ad allungare le mani verso di lei per riportarla sopra di sé, per baciarla, toccarla, ma i suoi muscoli erano paralizzati. Non riusciva a respirare né a muoversi. Santana attese di essere girata dall'altra parte, per lanciarle un sorriso scaltro. Sapeva che gli occhi di Brittany erano già scesi sul suo sedere. Andò alla cassettiera e indossò slip e reggiseno neri. Infilò dei leggins neri e un maglione oversize color crema chiaro.

"No-non dimenticarti il berretto," gracchiò Brittany.

"Devo proprio?" si lamentò Santana. Però sapeva che doveva portarlo. Brittany le rispose con uno sguardo e Santana infilò il berretto sopra ai capelli bagnati. Il corpo di Brittany aveva finalmente ripreso a collaborare a sufficienza da permetterle di alzarsi in piedi, così si avvicinò a Santana. Le avvolse le braccia attorno al collo e si accostò ad un suo orecchio.

"Non hai idea di quanto sia difficile non saltarti addosso in questo preciso istante," sussurrò.

"Non c'è nulla che te lo impedisca," replicò lei.

"Eccetto le nostre famiglie che ci attendono nella hall," le rammentò Brittany.

"Urgh, va bene," grugnì Santana.

"Ti prometto," aggiunse Brittany con voce dolce. "Avremo tempo. Ti devo ancora ripagare per, capisci," fece scorrere la lingua lungo le labbra e sollevò allusivamente le sopracciglia. Lo stomaco di Santana si strinse al solo pensiero. "Andiamo," Brittany la baciò dolcemente, sorridendo. Santana era ancora un po' stordita dalla sua allusione di praticarle il sesso orale e faticò a muovere le labbra.

"Preparati per un tipico Natale della famiglia Pierce," disse Brittany con un gran sorriso. Strinse forte la mano di Santana e la trascinò, pronta ad introdurla a tutta la magia che il Natale poteva offrire.


"Era ora!" scherzò il signor Pierce alzandosi dal divano della hall. Lincoln stava arrivando insieme a sua madre e con un vassoio di cioccolate calde in mano, pertanto Brittany dedusse di non averci veramente messo troppo tempo. Si sentì comunque in dovere di rispondere: "Scusaci, Santana ha fatto una doccia veloce."

"Certo, certo, nessun problema," rispose subito Robert. Non voleva che Santana pensasse di averli fatti ritardare.

"Tieni, 'ntana," borbottò Lincoln porgendole il primo bicchiere di cioccolata calda. Erano bicchieri neri da asporto.

"Grazie piccolo," lei gli sorrise in risposta. Il suo sorriso sembrò avere lo stesso effetto che aveva su Brittany anche sul bambino, perché le sue guance arrossirono immediatamente. Si girò subito dall'altra parte e diede una cioccolata anche a Brittany, mentre la signora Pierce accolse Santana con un caldo abbraccio.

"Sono davvero felice che tu abbia potuto unirti a noi!" affermò.

"Oh," riuscì a mormorare a stento Santana, evidentemente presa alla sprovvista da tale gesto affettuoso. "Grazie a voi per avere accolto me. E mio padre," rispose sorridendo.

"Il piacere è nostro!" sorrise lei di rimando.

"A proposito," interruppe il signor Pierce. "Antony e Christine ci stanno aspettando."

I Pierce si incamminarono nell'atrio e Lincoln li seguì da vicino. Prima che Santana alzasse lo sguardo verso di lei, la mano di Brittany stava già accarezzando le sue dita. Santana riuscì ad avvertire quanto stesse esitando, prima ancora di guardarla negli occhi. Quando infine Brittany alzò lo sguardo, Santana sorrise e lasciò che le loro dita si intrecciassero. Ogni giorno si sorprendeva di se stessa.

Camminarono tenendosi per mano dietro alla famiglia di Brittany, con brividi che correvano lungo le loro braccia.

"Uhm, dove stiamo andando?" Santana aggrottò le sopracciglia quando vide che i Pierce stavano entrando in quella che era certa fosse la cucina del ristorante dell'hotel.

"In cucina," rispose con semplicità Brittany, come se non fosse per niente bizzarro.

"E noi ce ne entriamo nella cucina del ristorante come se niente fosse?"

"M-mh," mormorò Brittany allegramente, chiaramente non cogliendo lo stupore di Santana. Lei rimase in silenzio e si fece tirare dalla mano di Brittany dentro alla cucina. Ogni cosa in sua compagnia era un'avventura, perché oggi sarebbe dovuto essere diverso? Tutto l'ambiente, per quanto riusciva a scorgere, era in acciaio. Svoltarono ad un angolo e lei rimase scioccata nel vedere suo padre e Christine lì in piedi da soli. Dov'erano tutti quelli che ci lavoravano?

Antony aveva un braccio attorno alla vita di Christine ed erano girati dal lato opposto: lei aveva le mani immerse in una grande terrina argentata.

"Disgustosi," mormorò Santana.

"Ehi, sono carini," la rimproverò ridacchiando Brittany dandole un colpetto con la spalla.

"No," rispose Santana scuotendo la testa. "Noi siamo carine. Loro sono vecchi." Brittany rise e la trascinò dall'altra parte della cucina. I suoi genitori avevano preparato alcune postazioni differenti. In questo modo Brittany e Santana, Antony e Christine, Lincoln e loro potevano tutti avere un loro spazio.

"Che tipo vuoi fare?" chiese Brittany porgendo a Santana un grembiule bianco. Lei lo guardò male.

"Che tipo di che cosa?"

"Biscotti, stupidina! Che cos'altro dovremmo fare per Natale?"

"Non ne ho idea, altro cibo?" Santana alzò le spalle.

Brittany ridacchiò. "Wow, sei proprio una pivella del Natale!" Santana roteò gli occhi e Brittany le allacciò il grembiule dietro al collo e in vita, poi diede uno sguardo al resto della stanza.

"A quanto pare tuo padre sta già facendo i biscotti con le gocce di cioccolato. Ehi mamma," chiamò. "Che tipo state preparando?"

"Quelli con lo zucchero!" strillò Lincoln prima che sua madre facesse in tempo a rispondere.

"Immagino quelli con lo zucchero," ripeté lei ridendo.

"Okay," rise anche Brittany. "Dunque quali vuoi fare tu?" si rivolse a Santana.

"Quali altri ci sono?"

"Ma fai sul serio?" Brittany spalancò un po' gli occhi, poi fece una risatina. "Santana, ci sono migliaia di tipi di biscotti. Che succede, non ne hai mai sentiti nominare altri al di fuori dei biscotti con le gocce di cioccolato?"

"Ma certo," rispose lei scrollando le spalle. "È solo che non li faccio." Brittany sorrise e la ignorò.

"Allora, quali vuoi che prepariamo?"

"Non lo so, quali sono i tuoi preferiti?" chiese Santana.

"Beh, quali sono i tuoi?"

"Mi piacciono tutti i biscotti," ammise. "Quali sono i più divertenti da fare?"

"Oh, gli snickerdoodles sono divertenti!"

"Snicker-cosa?"

"Snickerdoodle," Brittany rise. Era sicura di non aver mai incontrato nessuno più dolce di Santana. "Sono quelli con cannella e zucchero, hai presente?"

"Ah," rispose lei. "Li adoro!"

"Perfetto!" Brittany fece un gran sorriso e la sua lingua apparve per un breve istante in mezzo ai denti, rubando interamente l'attenzione di Santana. Si accorse che gli occhi di Santana erano incollati alla sua bocca e nascose le labbra in dentro velocemente. "Possiamo usare l'impasto per i biscotti con lo zucchero," aggiunse subito, cambiando argomento. "Aspettami." Si diresse verso sua madre. Santana la guardò svolazzare via e scambiare due parole prima che tornasse con la terrina coi loro ingredienti.

"Guarda cos'ho trovato," Brittany sorrise, alzando e abbassando le sopracciglia.

"Ma non era la loro?" domandò Santana.

"Sì, ma hanno detto che ne avrebbero preparata un'altra. Avevo solo chiesto quali ingredienti avrei dovuto mettere nella terrina e sapevo che non avrebbero voluto che io facessi errori. Gli snickerdoodle sono i preferiti di mia mamma," spiegò. Che genio, pensò Santana. Nessuno avrebbe mai pensato che Brittany fosse in grado di manipolare qualcuno e forse l'aveva fatto nel modo più innocente possibile, ma, ad ogni modo, era andata da loro con l'intenzione di farsi dare la loro terrina e l'aveva ottenuta.

"Ecco qua," disse Brittany, passando a Santana lo sbattitore ad immersione.

"Che roba è?" chiese Santana d'istinto. Sapeva che era un mixer.

"Non è ancora impastato," Brittany fece un cenno verso la terrina. Santana annuì e infilò le fruste nell'impasto. Premette il pulsante e strillò. Mezzo istante dopo sentì strillare anche Brittany, alle sue spalle. Col pollice schiacciò immediatamente il pulsante, ma era già troppo tardi – l'impasto era già schizzato ovunque. Si voltò verso Brittany, che aveva gli occhi strizzati. Sulle palpebre aveva qualche goccia di impasto. Santana ridacchiò e le ripulì gentilmente con le dita.

"Scusami," sussurrò. Il corpo di Brittany reagì sentendo il fiato di Santana sulla sua pelle. Non si era accorta di quanto fossero vicine.

"Fa lo stesso," disse sottovoce, schiudendo gli occhi. Sorrise nel vedere una chiazza gialla farinosa sulla guancia di Santana. Ridacchiò quando lei la guardò più seriamente. "Hai ancora roba su…" E indicò la guancia. Santana alzò la mano e strofinò la guancia, ma non riuscì a pulirla del tutto.

"Aspetta," mormorò Brittany velocemente, disinteressandosi momentaneamente che i loro genitori fossero nella stanza. Era un semplice bacio sulla guancia, pensò mentre si abbassava verso la pelle di Santana. Schiuse un po' le labbra posando baci attorno al punto. Leccò via l'impasto e si allontanò velocemente prima che sfociasse in quello che in realtà avrebbe desiderato.

"Grazie," disse Santana, arrossendo.

"Riproviamo," Brittany fece una risatina prendendo di nuovo in mano lo sbattitore.

"La tua risata è la più adorabile del mondo," si lasciò scappare Santana. Il cuore le si arrestò per un istante quando si rese conto di ciò che aveva detto. Le era uscito di bocca senza che nemmeno si accorgesse di averlo pensato.

"Ti ringrazio," rispose Brittany, che arrossì e si morse il labbro. "Tieni," disse porgendo di nuovo lo sbattitore a Santana. Mantenne le mani sopra a quelle di lei e la aiutò ad impugnare l'utensile. "Devi accertarti che le fruste siano del tutto immerse nell'impasto prima di accenderlo," spiegò. Santana annuì. Di norma si sarebbe sentita un po' sciocca a non saperlo, ma sentire il corpo dell'altra ragazza appoggiato al suo fianco le stava rendendo difficile sentirsi altro oltre che eccitata. Le mani forti di Brittany sulle sue la guidarono nell'accensione dello sbattitore.

"Vado matta per l'impasto dei biscotti," disse Brittany mentre muovevano le fruste all'interno della terrina.

"È il mio preferito," concordò Santana.

"Quindi non hai mai fatto i biscotti, ma hai mangiato l'impasto?"

"Si possono guardare le persone che fanno biscotti," rispose Santana.

Quando l'impasto raggiunse la consistenza giusta, Brittany si allontanò, per tornare con una vaschetta più piccola, in vetro. Santana la osservò versarci dentro un po' di cannella e zucchero e mescolare.

"Fai delle palline con l'impasto," istruì Santana. Lei ne prese un po' in mano ed iniziò a fare delle piccole palline.

"Così?" chiese lei quando ne ebbe preparata una. Brittany annuì. "Ma quindi fate tutto questo ogni Natale?"

"M-mh," mormorò Brittany annuendo e allo stesso tempo allungando una mano nell'impasto per prenderne un po'. "Biscotti per Babbo Natale," aggiunse con un'alzata di spalle.

"Lasciate veramente dei biscotti per lui?" Santana non voleva essere rude o altro, ma era sinceramente sorpresa. Non conosceva altre oltre i 4 anni che lo facessero davvero.

"Bisogna," rispose Brittany con tono serio.

"Poi cos'altro fate a Natale?" domandò Santana, desiderando sapere di più sulla festività che nei precedenti 14 anni aveva ignorato.

"Passa la pallina in questo," disse Brittany spingendo il mix di cannella e zucchero verso di lei. Santana annuì e rotolò la pallina di impasto nella vaschetta, poi, copiando Brittany, la posò sulla carta da forno. "Beh," continuò lei. "Ci procuriamo l'albero e lo decoriamo."

"Vi procurate un albero qui? Nella camera? L'hotel ve lo consente?"

"Certamente," rispose Brittany sorridendo. "I miei genitori adorano questo posto, ma non credo che ci verrebbero a Natale se non fossero sicuri che potremmo mantenere tutte le nostre tradizioni. Non vorrebbero mai rovinare il Natale a Lincoln o a me. Il personale è super-accomodante durante le vacanze," spiegò. "Questa cucina ad esempio," aggiunse indicando la stanza. "Non credo che ce la affitterebbero per cuocere biscotti a giugno." Santana continuò a fare palline d'impasto con le mani, osservando Brittany fare lo stesso. "Perciò usciamo insieme, tagliamo un albero e-"

"Lo tagliate?" Santana sbarrò gli occhi.

"Certo," rispose Brittany sorridendo. "Perché andare in un negozio e comprarne uno quando possiamo semplicemente uscire a piedi da qui e prenderne uno," spiegò scrollando le spalle. "Dopo lo decoriamo. Non possiamo portare con noi tutte le decorazioni ogni anno, dato che, come sai, non riusciamo a farcele stare nel nostro volo aereo. Quindi prima di partire, passiamo in rassegna tutte le scatole e selezioniamo quelle che vogliamo usare quest'anno."

"Come le scegliete?" domandò Santana. Brittany era raggiante: le piaceva da morire che Santana fosse interessata al punto di porre persino domande semplici. Nessuno le aveva mai prestato un'attenzione così autentica.

"I miei genitori scelgono in base ai ricordi, tipo chi gliele ha date, quando le hanno avute, i ricordi associati."

"E tu?" A Santana interessavano di più i motivi di Brittany rispetto ai suoi genitori. Non aveva mai incontrato qualcuno così altruista.

"Sinceramente? Di solito scelgo le più carine."

"Sei proprio adorabile," Santana ridacchiò fra sé e sé. Ogni volta che era con Brittany, i pensieri le scappavano fuori prima che riuscisse a filtrarli. Era una sensazione rinfrescante.

Prima che Santana sollevasse lo sguardo, le labbra di Brittany erano già sulle sue. Il cuore le si fermò per la sorpresa, fino a quando non si rilassò nel bacio. Brittany si scostò, gli occhi incollati a quelli di Santana.

"Mi rendi così felice," sospirò. Prima che Santana potesse replicare, Brittany stava già cambiando argomento. "E dopo mangiamo i biscotti e guardiamo il Grinch!" L'eccitazione nella sua voce era troppa per Santana da gestire. Sorrise.

"Il cartone animato?" Ricordava di averlo visto una volta da piccola.

"No, il film con Jim Carrey."

"Mai visto," rispose, scrollando le spalle. Brittany quasi rovesciò a terra la ciotola di cannella e zucchero che aveva in mano. Non era tanto sorpresa, quanto entusiasta di condividere il suo film preferito con la sua ragazza.

"Preparati a una meraviglia," disse sorridendo, il più possibile calma.


"Questo è da parte del mio padrino," spiegò Brittany, sollevando uno splendido fiocco di neve color argento. "Me ne prende uno ogni anno. Questo però è il mio preferito in assoluto." Si alzò in punta di piedi per appendere la decorazione al loro nuovissimo e verde abete.

Santana era colpita dall'allestimento. I Pierce avevano affittato l'attico per i successivi 3 giorni per celebrare il Natale in modo appropriato. C'erano un sacco di stanze, camere da letto, una cucina, una sala da pranzo, un salotto, una jacuzzi. L'abete, che il signor Pierce aveva magistralmente abbattuto e trasportato (con un po' di aiuto da parte di Antony), stava perfettamente nell'angolo del salotto. Alcuni divani erano disposti attorno al caminetto, sopra cui era appesa una tv a schermo piatto. Inoltre tutto l'ambiente era stato addobbato con luci natalizie, secondo la richiesta dei Pierce. Era proprio come se da quelle parti loro fossero una famiglia reale.

"E questo?" domandò Santana sollevando una decorazione rossa con Bianco Natale scritto in bianco con una grafia infantile.

"Oh," Brittany sorrise, prendendo in mano l'ornamento. "La mia maestra alla scuola materna voleva che scrivessimo quello che desideravamo sulle decorazioni natalizie."

Santana sorrise. "E non volevi una Barbie nuova o qualcosa del genere?" Brittany alzò le spalle.

"Mi ricordavo soltanto che per tutto l'inverno mia madre aveva continuato a dire che tutto ciò che desiderava era un bianco Natale. Non sapevo nemmeno che cosa significasse," spiegò con una gentile risata. "Però sapevo che lo desiderava veramente, così il mio desiderio era stato quello."

Senza pensare alla presenza di suo padre che appendeva decorazioni proprio accanto a lei, Santana si allungò e diede a Brittany un bacio delicato. Lo stomaco di Brittany sussultò quando lei si scostò, con un dolce sorriso.

"Sei dolcissima," fu tutto ciò che Santana disse. Anche la Brittany di 4 anni la incantava.

"Tieni," le disse Brittany sorridendo imbarazzata e porgendole un'altra decorazione da appendere. Santana sorrise, guardando una piccola cornice con una foto di Lincoln e Brittany in braccio a Babbo Natale.

"Bella," ridacchiò, appendendola al ramo più vicino.

"Ehi ragazze," il signor Lopez interruppe il loro divertimento.

"Sì?" rispose Santana senza alzare lo sguardo.

"Ho una cosa per voi," disse lui con voce morbida. Santana sbarrò gli occhi, improvvisamente terrorizzata a ipotizzare che cosa lui potesse avere, e gli scagliò uno sguardo di avvertimento.

"No," le fece cenno suo padre. "Tutto a posto." Fece un paio di passi per avvicinarsi mentre Brittany lo guardava con sguardo curioso.

"Brittany," iniziò a dire con un sorriso. "Non posso ringraziarti a sufficienza per aver tenuto questa qua fuori dai guai nelle ultime settimane." Santana gli diede uno spintone scherzosamente; stava già arrossendo intensamente, sapeva che suo padre stava per diventare melenso. "Ma seriamente, ti ringrazio per aver reso la mia bambina così felice. Non riesco a pensare a nessuno con cui preferirei vederla. E Santana," aggiunse sorridendo a sua figlia, che stava impegnandosi a guardarlo male per averla messa in imbarazzo, ma che non poteva negare quanto fosse stato dolce. "Grazie per essere rimasta fuori dai guai," ribadì suo padre ridendo. "Sei stata davvero matura in questo periodo e sono stato felice di vedere che ti stavi divertendo." Santana sapeva che cosa intendesse con matura – che non si era presa gioco del cuore di Brittany, come aveva fatto con tutte le altre ragazze in passato. E con lo starsi divertendo si riferiva a quanto da innamorata si fosse comportata.

"Grazie," riuscì a rispondergli lei.

"Pertanto volevo regalarvi una cosa per farvi ricordare il momento in cui, cioè-", si bloccò prima di dire in cui vi siete innamorate ed al suo posto disse "vi siete incontrate. E con tutte le celebrazioni natalizie in corso, ho pensato che questo fosse particolarmente adatto." Consegnò alle due ragazze una scatolina e Santana la scartò con cautela. Ne uscì uno splendido ornamento sottile, d'argento, appeso ad un gancio. Al centro c'era iscritto:

Il primo Natale di Santana e Brittany

Blue Creek Lodge 2012

Il tutto era circondato da un sottile cuore.

"Papà," mormorò Santana. Prima che alzasse lo sguardo, però, Brittany aveva già gettato le braccia attorno al collo di Antony.

"Grazie mille," disse sottovoce.

"Grazie a te," le rispose lui. "Per averla resa molto felice," aggiunse a voce troppo bassa perché Santana potesse udirlo. Non appena si separarono, anche Santana lo abbracciò.

"Ti voglio bene," era tutto ciò che riuscì a dirgli. Le veniva quasi da piangere. Non si era mai sentita così felice così come durante quel viaggio, che era merito di suo padre. Di colpo le parve che il divorzio dei suoi genitori fosse la cosa migliore che le fosse mai accaduta.

"Ti voglio bene anch'io, mija," le rispose suo padre, sorridendo. Dopodiché si allontanò, per lasciarle condividere il momento in solitudine.

"È un padre splendido," disse delicatamente Brittany. Santana le porse la decorazione.

"No," le disse Brittany scuotendo la testa. "Lo appendiamo insieme." Santana sorrise e prese in mano l'altra metà dell'oggetto. Alzarono le braccia insieme, lentamente, e lo appesero al centro dell'albero già pieno. Prima di lasciare la presa, Brittany volse lo sguardo verso Santana.

"Questo è il mio nuovo preferito," le disse. "Lo porterò ogni anno," promise. Entrambe capirono che dietro a quella promessa vi era molto di più della semplice decorazione. Il significato che stava fra le righe era che Brittany voleva che durasse per sempre. Le loro labbra erano come calamite che si attraevano lentamente a vicenda e più si avvicinavano, più difficile era allontanarsi. Quando si incontrarono, fu impossibile separarsi. Alla fine fu Santana a discostarsi, trattenendo le lacrime.

"Stai bene?" le chiese sussurrando Brittany, col cuore che galoppava.

"Io-" iniziò a rispondere Santana, sapendo perfettamente che cosa voleva dire e sapendo anche che era decisamente il momento sbagliato per farlo.

"Ahia!" Uno strillo di Lincoln interruppe il loro momento. Il bambino si stringeva la testa dopo aver sbattuto contro un tavolino.

"Sto più che bene," rispose infine Santana.

"Ottimo," disse Brittany sorridendole.

In quel momento, qualcuno bussò alla porta e il signor Pierce annunciò che la cena era arrivata. Parecchi vassoi di cibo furono fatti entrare: alcuni con filetto e purè di patate, altri con verdure miste, alcuni ancora con i biscotti fatti in giornata dalla famiglia.

"Accaparratevi un posto!" richiamò il signor Pierce. Brittany agguantò Santana per mano e si lanciò per la stanza verso il divano a due posti appena a sinistra della tv. Lincoln si sedette sul divano centrale e il signor Pierce aiutò i camerieri a portare i piatti alle due ragazze e a Lincoln. Ben presto, l'intero gruppetto fu seduto davanti alla tv con i piatti posati su vassoi. Il signor Pierce accese la televisione e sorrise a tutti.

"Ed ora, grazie alla Grande Tradizione Familiare dei Pierce, con orgoglio vi presento "Il Grinch"!" Tutti, ma in particolare Brittany e Lincoln, applaudirono all'inizio del film.

Durante i primi 20 minuti di film, terminarono di mangiare. Poi il sig. Pierce portò via i piatti e tornò con i biscotti e un vassoio di bicchieri di latte.

"Grazie," Santana gli sorrise ricevendo un piattino di biscotti. Lui appoggiò due bicchieri di latte sul loro vassoio e si spostò a servire gli altri.

"Avvicinati," le indicò Brittany. Allungò le mani e Santana le passò il piatto. Poi Brittany allargò il braccio e Santana le si accoccolò contro il fianco. Immediatamente si sentì a suo agio per il tepore. Ogni volta che si toccavano, era come se non si fosse mai resa conto prima di quanto fosse gelida. Brittany prese una coperta che era vicino a lei e la aprì a coprire entrambe in qualche modo. Santana si sistemò e lasciò cadere la testa contro il petto dell'altra ragazza.

Brittany la osservò ridacchiare quando Jim Carrey si provava vari abiti strampalati. Adorava che Santana si stesse divertendo.

"È piacevole," disse Brittany, ma Santana capì che si aspettava una risposta, una specie di conferma.

"È perfetto," mormorò, alzando lo sguardo verso Brittany. Si sollevò di un paio di centimetri per congiungere le loro labbra e non appena lo fecero la stanza si riempì di "aww" e "oooh!". Santana si allontanò immediatamente, arrossendo vivamente. Brittany ridacchiò imbarazzata e fissò lo sguardo verso il suo grembo.

"Silenzio," intimò Santana scherzosamente. Tutta la stanza stava ridendo, tutti erano accoccolati vicino a qualcun altro, mangiando biscotti tiepidi e un film di Natale.

Dunque è così che è, pensò Santana. Una famiglia.