Loyalties:
Mass Effect Trilogy è un gioco Bioware. Per qualsiasi riferimento al gioco ufficiale Tutti i diritti sono di proprietà di Bioware. La Fan Fiction "Mass Effect At Dawn Again" è il frutto della mia immaginazione e del mio lavoro, è un libero tributo, appassionato e personale a un grande videogioco. È vietato qualsiasi utilizzo parziale o totale a scopo di lucro e non.
Capitolo 20
Vecchie cicatrici
… Liara è appena uscita, Aethyta si alza in fretta, spegnendo il comunicatore. Cerca la mano di Karin e mentre la stringe, attira Karin dolcemente a se, dicendole...
A: Oh, vieni qui, Zucchero! Ho bisogno di abbracciarti subito!
Karin si alza sorridendo. Prende Aethyta tra le sue braccia, rimanendo in silenzio per alcuni minuti, accarezzandola con tenerezza, mentre la stringe più vicino. Infine, inizia a parlarle a bassa voce, in tono amorevole...
K: I racconti di Liara sono molto coinvolgenti! Per caso il buon vecchio Wrex, ti ha ricordato tuo padre?
Aethyta sospira, mentre un velo di nostalgia cattura i suoi occhi e una punta di amarezza si può facilmente intuire nel tono della sua voce...
A: Beh si! Sai, a dire il vero Wrex assomiglia parecchio a papà! Anche se... ah ah, mio padre era molto più sporcaccione di lui! Nel senso di parolacce intendo. Si, ma... oh, merda! È una storia strappalacrime, Zucchero, che non credo dovresti conoscere!
La risposta di Karin balza fuori dal suo cuore, tanto dolce quanto immediata...
K: Lo sai, Thyta... A volte mi chiedo come faccio ad amarti così tanto! Come posso sentirti così incredibilmente vicina e profondamente in sintonia... pur conoscendo così poco di Te!
Aethyta ha bisogno di ritrovare il respiro, mentre raccoglie il viso di Karin tra le sue mani e le accarezza i capelli e le guance, guardandola intensamente. Il suo sguardo trafigge Karin intimamente, attraversandola con l'irresistibile fascino della notte blu scuro in fondo ai suoi occhi. La voce di Aethyta diventa sempre più dolce, mentre parla con Karin ...
A: Ehi, Zuccherino! Sono pronta a scommettere, che sai di me tutto quello che c'è da sapere! In primo luogo, sai che mi sento intimamente legata a te e che mi riempi di gioia! Secondo, sai che mi fai provare un'ondata di emozioni di tale intensità che non affioravano in me da molto tempo.
Aethyta fa una pausa prima di aggiungere …
A: Mmh, in terzo luogo, sai di farmi sentire fottutamente viva e importante, talmente ... gasata come non mi capitava da secoli! Infine, sai che ti amo, Karin così come sei e nella mia vita, non potrebbe esserci nessun'altro che ... te! Quindi... credo che tu sappia su di me, davvero molte più cose di quante ne dovresti sapere!
Le labbra di Karin si distendono in un lieve sorriso di soddisfazione, mentre sta sfiorando la guancia di Aethyta e le dice ...
K: Oh Dolcezza!... Mi sono sempre chiesta come facesse Liara ad essere una ragazza così dolce. Beh, adesso è chiaro! Quella cara ragazza è tutta suo padre!
Aethyta sorride, cercando le labbra di Karin. Le sfiora piano con le sue, accarezzandole con tutta la tenerezza che sente esplodere selvaggiamente nel suo petto. Si baciano a lungo, con trasporto, con tutte le loro anime coinvolte. Aethyta non riesce a smettere di stringere forte Karin contro il suo seno, in silenzio, confondendo ogni battito, fondendosi a lei, con gli occhi chiusi e all'improvviso... non se ne vorrebbe andare... non più!
Karin si sente pervadere di tenerezza, un piacevole calore la avvolge completamente come un mantello. Si sente viva come non lo era mai stata prima. Il suo cuore rimbalza selvaggiamente contro quello di Aethyta. Lo stomaco di Karin sale fino in gola e all'improvviso non vorrebbe lasciarla andare ... non più! La voce di Karin è ancora palpitante, non sa nascondere quel filo di preoccupazione, l'impellente bisogno di condividere con Aethyta ogni emozione e dice...
K: Ehi, dico sul serio, mi piacerebbe davvero sapere! Penso che... se dopo quasi mille anni ti fa ancora male, forse non dovresti continuare a nasconderlo dentro di te. Qualunque cosa sia... dovresti provare a buttarla fuori e condividerla con qualcuno che ti ama e che magari... potrebbe aiutarti a guarire!
Aethyta sorride di nuovo, poi si siede di fronte a Karin, guardando avidamente dentro i suoi occhi. Le prende le mani, attirandola più vicino, intrecciandosi stretta tra le sue dita. La voce di Aethyta è bassa e toccante, la sua espressione diventa seria, quando incomincia a raccontare...
A: OK, mio dolce Dottore! ... Circolano ancora molte stronzate sul passato dei Krogan! Nel corso del tempo, la loro cattiva reputazione è stata resa anche peggiore, a causa di un sacco di merda schifosa che quel Branco, di teste di cazzo, Sanguinario ha sparso in giro ovunque, alimentando la fantasia popolare. Ciò ha di fatto impedito ai Krogan di guadagnarsi la loro seconda occasione!
Naturalmente, in passato, molti Krogan furono davvero dei fottuti figli di puttana! Ah, ce n'è un sacco, ancora! Tuttavia, ho anche incontrato un bel po' di Salarian e Turian non meno bastardi di loro! Credo che, la verità sia lì da qualche parte, proprio nel mezzo!
Una cosa l'ho imparata in un millennio: gli innocenti si nascondono ovunque! Non mi sorprenderebbe di trovarne qualcuno anche all'inferno! In ogni caso, ci fu un tempo in cui i Krogan si diedero molto da fare per rendersi sgraditi ovunque andassero. Collezionarono nemici, in tutti e quattro gli angoli della galassia. Tuttavia, ben pochi ricordano che conoscevano anche l'onore e la gratitudine. I Krogan erano soldati coraggiosi e fedeli che combatterono al fianco di Turians e Salarian con generosità e spirito di sacrificio e morirono a milioni. Beh, so quello che dico, credimi! Immagino di avere sempre avuto un punto di vista privilegiato su questo argomento.
Sai, quando mio padre era giovane, ha combattuto nelle guerre Rachni! Così, quando ero solo una bambina, era solito raccontarmi molto spesso le sue avventure! Io lo ascoltavo completamente eccitata per ore e ore. Oh, adoravo le sue storie, questo è poco ma sicuro! Papà diceva, che molto tempo prima della sua nascita, Tuchanka era un pianeta bellissimo, pieno di boschi e foreste e di audaci scogliere a picco sulle acque blu dell'oceano.
Tuttavia, era anche un luogo molto selvaggio! I Krogan si erano evoluti in un ambiente ostile e pericoloso, abitato da formidabili predatori. La sopravvivenza non era affatto una cosa da poco! La questione era strettamente collegata all'aggressività, alla capacità di essere letali, di uccidere per primi per evitare di essere uccisi. Su Tuchanka, diceva, la selezione naturale era spietata. Soltanto i più crudeli e aggressivi potevano sopravvivere.
Nel corso di migliaia di anni, i Krogan migliorarono la loro tecnologia, così pian piano, furono in grado di creare armi di distruzione di massa, sempre più letali! All'inizio le usarono per difendersi dai predatori, ma quando diventarono la Specie dominante di Tuchanka, combattere i predatori divenne noioso e non poteva più bastare! Ben presto, essi scoprirono che conquistare il potere era molto più eccitante.
Incominciarono a emergere i Signori della Guerra e le lotte per la supremazia divennero spietate. Talmente crudeli e implacabili, da indurre i Krogan a servirsi di armi nucleari per spazzare via i loro nemici! Oh, Athame lo sa! Quegli idioti si erano fritti il cervello! Tale comportamento scriteriato, trasformò molto in fretta Tuchanka in un cumulo di macerie fumanti! I Krogan sopravvissuti, furono vittime dell'inverno nucleare.
Quando tutto sembrava perduto, e quelli ancora in piedi, fatalmente destinati a un'inevitabile estinzione, i Salarian sbarcarono su Tuchanka a bordo di astronavi. La loro tecnologia era anni luce più avanzata. Così, quei viscidi serpenti del cazzo elevarono i Krogan, insegnando loro come creare e utilizzare tecnologia all'avanguardia, carpendo la loro amicizia, estorcendo la loro lealtà con l'inganno. Non per altruismo, nessun senso di civiltà, ma con l'unico subdolo scopo di ottenere la loro gratitudine. Quei luridi bastardi, tramavano di schierare l'esercito Krogan in qualche sporca guerra, come carne da cannone, per salvare i loro culi puzzolenti in caso di necessità! Cosi, quando i Rachni invasero la Galassia i Salarian sfruttarono le proverbiali abilità militari dei Krogan e la loro furia sanguinaria in battaglia.
Ah, che cazzo! Athame lo può giurare! Se fossi stata Shepard, quella Dalatrass starebbe ancora volando nel vuoto, con l'impronta della mia scarpa ben impressa nel culo! In ogni caso, a quel tempo, mio padre era un giovane e temerario Krogan, fiero di essere ancora vivo, nonostante il miasma radioattivo di Tuchanka. Tanto stupido quanto smanioso di sdebitarsi con i Salarian per il loro prezioso aiuto! Ma soprattutto con l'impellente desiderio di dimostrare tutto il suo valore. Così, senza pensarci due volte, si unì agli eserciti Krogan che si dirigevano contro le interminabili orde di soldati Rachni. Papà, non vedeva l'ora di mettersi in mostra, affamato di gloria e di grandezza, assetato di grandi avventure!
Mentre mi teneva sulle sue ginocchia, dondolandomi affettuosamente tra le sue possenti braccia, era solito dire di aver combattuto molte battaglie, e mi raccontava di tutte le cicatrici che si era procurato: ognuna delle quali aveva il nome di una missione! Oh, se tu sapessi quanto ne andava fiero! Non si stancava mai di mostrarle a tutti.
La mia storia preferita era di quella volta che papà atterrò su un Pianeta tossico, dove si era imbattuto in una regina Rachni. Era da solo, con una scorta limitata di armi e munizioni. Fu costretto ad usare tutto il suo cervello. Così, sfiancò la Regina a lungo, usando i suoi poteri biotici. Finalmente, riusci a farla arretrare verso un dirupo.
Quando fu abbastanza vicina all'orlo, mio padre attivò la sua potente barriera biotica e iniziò a correre sparando all'impazzata, in preda all'ira sanguinaria. La Regina sparò il suo veleno, ma mio padre scartò di lato, evitando il colpo. Poi la colpì con il lanciamissili, facendola precipitare nel baratro! Naturalmente, per un tale scontro, aveva la sua cicatrice migliore da farmi vedere!
In ogni caso, come si sa, alla fine i Rachni furono sconfitti, proprio grazie ai Krogan. Quando la guerra finì, i Krogan divennero gli eroi della galassia, per un po'! Molti di loro vollero lasciare le dure condizioni del loro Pianeta natale e iniziarono a espandersi in tutti i Sistemi. I Krogan furono lasciati liberi di diffondersi senza alcun controllo, per decenni. Questo fu il grave errore!
Grazie alla loro notevole fertilità, vissero una esplosione demografica senza precedenti. Tuchanka divenne ben presto troppo piccolo e sottodimensionato, così molti altri Krogan iniziarono a colonizzare i Pianeti vicini, anche se erano già abitati.
I Signori della Guerra, spinsero i loro Guerrieri veterani a conquistare nuovi habitat, sfruttando la gratitudine delle specie del Consiglio per il ruolo che avevano ricoperto durante la guerra. Trascorsero alcuni secoli e i Krogan occuparono numerosi Pianeti, mettendo a dura prova la tolleranza e la pazienza del Consiglio.
Nel frattempo, mio padre era diventato un Soldato formidabile forgiato dal fuoco di mille battaglie. Era entrato a far parte della Guardia d'Elite del Guerriero Supremo Kredak... un grande onore riservato soltanto a pochi eletti!
I Krogan, erano all'apice della loro potenza. Diventarono ben presto la razza più forte e temuta dell'intera Galassia e dominavano ogni Sistema. Le altre Specie, si lasciarono sfuggire la situazione di mano e persero il controllo. Rapidamente l'intera democrazia galattica fu pesantemente minacciata, perché i Krogan, erano accecati dalla loro forza e le loro menti inebriate dal loro stesso potere. Così, continuarono a ignorare sistematicamente ogni richiesta di restituire i Pianeti occupati ai loro legittimi abitanti.
Beh, fu quello il preludio della ribellione dei Krogan! La minaccia purtroppo era tristemente reale, il Consiglio si sentiva prevaricato e impotente e istituirono gli "Spettri". Furono proprio loro ad aprire le ostilità, con attacchi mirati contro bersagli Krogan di natura strategica. Gli Spettri iniziarono a compiere svariate missioni di sabotaggio, con i loro tipici assalti mirati, contro obbiettivi Krogan di carattere strategico. Intere Colonie vennero tagliate fuori dal resto della Galassia. Ben presto, i principali Q.G Krogan si trasformarono in cumuli di macerie.
Tuttavia, questo genere di guerriglia, non pagò a lungo, servì soltanto a ritardare l'inevitabile. Il Consiglio sarebbe certamente capitolato, insieme a tutti gli altri, se i Turians non fossero venuti in aiuto. Risposero alle minacce dei Krogan, schierando in battaglia il loro potente Esercito. Naturalmente i Krogan reagirono selvaggiamente, facendo precipitare intere Stazioni Spaziali o Asteroidi su povere Colonie Turian indifese!
Nonostante l'innegabile potenza dell'Esercito Turian, i Krogan non solo resistevano, ma continuavano a infliggere gravi perdite al nemico. Nemmeno i Turian avrebbero avuto scampo, senza l'intervento dei Salarian. Quegli stessi Salarian che avevano elevato i Krogan, svilupparono un'arma biologica mostruosa, tanto crudele quanto scriteriata! Proprio di questo genere di merda si trattava! Naturalmente sto parlando della "genofagia". Una fottutissima infezione genetica del cazzo, con la quale colpirono l'intera Razza Krogan! Colpevoli e innocenti, buoni e cattivi, soldati e agricoltori, ogni singolo adulto e bambino!
Oh Athame, ma tu, che cazzo stavi facendo quel giorno?! La capacità riproduttiva dei Krogan venne annientata! Diventarono una Razza senza futuro, in lento declino, senza alcuna identità, ridotta all'impotenza. La rivolta si concluse, ma con più sangue del previsto, e il dopoguerra fu un maledetto casino! Alcuni Signori della guerra rifiutarono di arrendersi, alcuni altri, invece, andarono a nascondersi nei sistemi di frontiera, per darsi alla pirateria.
Fu in quel periodo che mio padre, rimase gravemente ferito! Dopo la morte di Kredax, papà si era unito al Signore della guerra Mowrek, continuando a combattere, ottenendo onore in battaglia. Tuttavia, a causa della genofagia, i Turian piegavano sempre di più la resistenza dei Krogan, che alla fine iniziarono a disperdersi!
I Krogan avevano fondato anche alcune Colonie su Pianeti disabitati nei sistemi Terminus. Così, molti civili cacciati dallo spazio interno del Consiglio evacuarono laggiù, in cerca di salvezza. Un giorno gli Squadroni della morte Turian, stavano rastrellando questa Colonia di Anhur nella Nebulosa dell'Aquila. Il Signore della guerra Mowrek cercava di difenderla con tutti i soldati rimasti. Quei culi santi dei Turians attaccarono dall'alto con le loro Squadriglie di Caccia, bombardando i pochi superstiti Krogan senza pietà!
Ben presto, anche Mowrek fu costretto a ripiegare. Beh, mio padre fu raggiunto di striscio da un colpo di cannone, mentre stava coprendo la ritirata di Mowrek! Pensò di essere morto, invece, chissà come, si risvegliò di nuovo su Tuchanka! Trascorsero molti mesi, prima che le sue condizioni migliorassero. All'ospedale, c'era questa "bellissima infermiera" … eh, eh, beh, si fa per dire, trattandosi di una "gnocca Krogan!" Comunque, si prese cura di lui con grande dedizione. Così, finirono per innamorarsi!
Una volta guarito, mio padre decise di averne avuto abbastanza di guerra, morte e distruzione. Voleva mettere su famiglia, vivere in pace. Così papà lasciò l'Esercito, trovò il posto più adatto a vivere e si sposò. Qualche tempo dopo, sua moglie gli disse che stavano per avere un bambino e mio padre impazzì di gioia! Tuttavia, c'era un solo uovo fecondato... allora, forse era tutto vero! Naturalmente, avevano già sentito alcune storie terribili e avevano visto quello che stava accadendo ai bambini. Molti di loro erano nati morti oppure morivano inspiegabilmente, poco dopo aver visto la luce, a causa di un male oscuro chiamato genofagia.
Tuttavia, mio padre si rifiutava di credere che questa cosa sarebbe successa anche a suo figlio! Così, lui e sua moglie aspettarono la nascita, giorno dopo giorno, con gioia, con grande emozione. Entrambi erano pieni di speranza, sognavano che fosse un maschietto. Di sicuro, sarebbe diventato un grande guerriero come suo padre. Oppure una bambina! In realtà, non aveva molta importanza! L'unica cosa importante era che il piccolo fosse sano e forte, come un vero Krogan!
Infine, venne il giorno, ma... purtroppo la schiusa fu drammatica! Nacque una bambina, era piccolissima e capirono subito che soffriva. La chiamarono... Aethyta! Visse soltanto pochi giorni, nessuno fu in grado di fare nulla per lei! Morì tra le braccia di mio padre, che ne uscì distrutto! Vedere quella piccola creatura innocente, il risultato di nient'altro che amore, morire a causa di una colpa che non le apparteneva... fu devastante per lui! Ma il peggio doveva ancora venire!
Qualche giorno dopo, rientrando a casa, papà, trovò sua moglie in un lago di sangue! Quella poverina, non aveva retto alla disperazione! L'idea che non avrebbe mai potuto dargli dei figli era troppo devastante per lei, così... si tolse la vita! Mio padre diceva sempre che quello, fu il giorno più brutto di tutta la sua vita!
La genofagia gli aveva strappato via in un lampo, tutto ciò che di più caro aveva mai avuto. Così, in preda alla disperazione più feroce, lui ... beh, fece un giuramento Krogan! Giurò, che avrebbe ucciso con le sue mani qualunque creatura della Galassia, coinvolta nella creazione della genofagia o che avesse contribuito a diffonderla, da quel momento in poi e per il resto della sua vita!
... Karin rimane a lungo in silenzio. Stringe le mani di Aethyta, le accarezza il viso, cercando di confortare le sue lacrime, con il cuore pesante, condividendo lo stesso dolore. Essendo un medico, Karin conosce molto bene l'impatto e gli effetti della genofagia. Ha sempre pensato, che fosse un modo barbaro e brutale di porre fine alla ribellione dei Krogan. Continua a pensare, che crudeltà e malvagità siano tra le poche cose della galassia, che camminano sempre insieme, condivise equamente tra tutte le Specie, in modo uniforme.
Per questo motivo, non è affatto sorpresa dal racconto di Aethyta. Tuttavia, Karin si rende conto, di quanto Aethyta sia stata toccata da vicino dall'antica tragedia e questo le fa sanguinare il cuore nel petto. Non può fare a meno di pensare al padre di Aethyta, a quanto deve aver sofferto, a quanto questi eventi, così lontani nel tempo, siano capaci di farle del male anche adesso.
Karin sente un brivido, correre lungo la schiena, mentre si chiede per quanto tempo "il passato" terrà le loro vite in ostaggio. Cosa accadrà se un giorno "il passato" avrà la forza di tornare, per reclamare indietro il loro futuro un'altra volta?! Karin contempla Aethyta e tutto a un tratto le sembra così fragile. La sente sempre più vicina. Tutto quello che vuole è alleviare il suo dolore, consolarla, farla sentire meglio. Si alza, e dolcemente le dice ...
K: Oh Dolcezza, vieni qui! Mi dispiace... oh, Amore mio... mi dispiace tanto!
Aethyta ricambia l'abbraccio con trasporto. Si sente legata a Karin, ogni istante di più. La sua presenza, l'amore di Karin, a poco a poco la trascinano via da quel tormento, dissolvendo ogni lacrima...
A: Oh, lo so. Oh, piccolo Zuccherino, lo so! Non preoccuparti, sto bene! Tutta questa merda non puzza quasi più! Basta soltanto che tu resti qui, perché ... la parte peggiore deve ancora venire!
Karin sfiora le labbra di Aethyta con un bacio morbido, poi raccoglie il suo volto tra le mani, guardandola con amore. La voce decisa di Karin, riesce sempre a rassicurare la Matriarca...
K: Coraggio, Dolcezza... ti amo e... qualunque cosa sia, non me ne andrò!
A: Dopo quello che era successo, mio padre non poteva più rimanere su Tuchanka! Dopo il rituale di sepoltura, indossò di nuovo la sua corazza da battaglia e partì. Era accecato dalla rabbia, la furia pulsava, scorrendo all'interno delle sue vene. La sua anima gridava vendetta, in modo implacabile. Divenne un mercenario! Ogni guerra, qualunque cazzo di battaglia, andava bene, pur di stordirsi, pur di non pensare, pur di ottenere la sua fottutissima vendetta!
Accettava soltanto contratti, dove l'obbiettivo fosse Turian o Salarian. Più il tempo passava, più diventava spietato, perché nessuna rivalsa riusciva a lenire il suo dolore! Combatteva con furore, selvaggiamente, avventandosi contro ogni nemico in preda all'ira sanguinaria... sperando ogni volta di farla finita!
Tuttavia, il suo destino era quello di continuare a sopravvivere! Si trascinò in quel delirio per più di 400 anni. Finché, un giorno, mentre si trovava sulla Cittadella per rifornirsi di armi e munizioni, uscendo distrattamente da un negozio si scontrò con una Asari. Entrambi finirono a terra, travolti da una montagna di fucili e di caricatori.
Era la matriarca Shialana, mia madre, che stava passando di lì per caso. Quando papà la vide rimontare abilmente un Claymore andato in pezzi... eh, eh, mio padre rimase folgorato all'istante! Oh beh, la mamma era bellissima, oltre che intelligente, intrepida e dannatamente cazzuta! Sai Karin, più che a me, o a Benezia, Liara somiglia moltissimo a Lei!
Per molti secoli era stata un Commando. I soldati, i guerrieri, avevano sempre esercitato un grande fascino su di Lei. Quel Krogan, grosso come una montagna, coperto di cicatrici e armato fino ai denti, non poteva che accendere la sua curiosità. Così, gli chiese come diavolo si fosse procurato tutte quelle ferite. Mio padre, glielo raccontò volentieri, con dovizia di particolari, mentre le offriva da bere in un bar.
Era da moltissimo tempo che papà non parlava con qualcuno di se stesso. Tuttavia, quella Asari era talmente gentile e affascinante. Così, le parlò della guerra dei Rachni, della Guardia d'Elite del grande Kredak, della ribellione dei Krogan. Papà aprì il suo cuore a mia madre. Le raccontò di quando versava in fin di vita, di sua moglie, della piccola Aethyta, della genofagia e del suo giuramento.
Le disse ogni cosa e mia madre, rimase profondamente colpita dalla sua storia! Si videro molte volte e pian piano, si innamorò di quel grande guerriero così forte, eppure così incredibilmente gentile. Si sposarono in fretta, senza perdere tempo e andarono a vivere su Thessia, dove la mamma aveva una tenuta. Si amavano, erano felici, così iniziarono a desiderare una figlia... e saltai fuori io!
Mia madre, giurava di aver visto mio padre asciugarsi le lacrime di nascosto, mentre mi teneva teneramente in braccio per la prima volta. Eh, eh... già! Papà, naturalmente negava nella maniera più assoluta che fosse vero! Sai Zuccherino, fu la mamma a decidere di chiamarmi Aethyta, in ricordo di quella piccina Krogan, così ingiustamente strappata alla vita, a causa della genofagia.
Trascorsi un'infanzia e una giovinezza molto serene assieme alla mia famiglia. I miei genitori si amavano molto e in casa nostra regnava l'armonia. Beh, a dire il vero... quando mia madre indossava la sua vecchia uniforme per le notti "speciali" con mio padre, avrei voluto sprofondare nel pavimento per la vergogna! Oh, Athame lo sa! Erano capaci di restare chiusi in camera per giorni e giorni e... porca puttana! Era una questione leggermente imbarazzante!
Tuttavia, il tempo passava, e divenni Dama. Beh, ero così giovane! Avevo fame di emozioni, ero in cerca di avventura, proprio come mio padre! Non vedevo l'ora di trovare la mia strada! Così, lasciai la mia casa. Tuttavia, ero al verde e come molte giovani della mia Specie, mi mantenevo facendo la ballerina...
Karin non riesce a trattenere un sorrisetto malizioso, mentre immagina la giovane Aethyta, in abiti sexy molto succinti, ballare su un cubo, tra gli sguardi golosi degli avventori.
A: Ehi, non ridere... guarda che ero brava!
K: mmh, non lo metto in dubbio, Dolcezza e... forse più tardi, dovrai ballare per me!
A: beh... dovrai meritartelo prima, ma... vedremo!
Poi, il sorriso lascia lo sguardo di Aethyta, mentre il suo volto si fa di nuovo serio.
A: Comunque sia, un maledetto giorno, mio padre scoprì per caso, che mia madre aveva combattuto nella rivolta dei Krogan! Come ti avevo accennato, da giovane la mamma era un Commando. Le sue missioni erano sempre state le solite stronzate per Commando! Pattugliamenti, sabotaggi, qualche Krogan fatto fuori in attacchi a sorpresa e poco altro. Tuttavia, l'ultima missione di mia madre fu completamente diversa! Grazie ai suoi eccezionali poteri biotici, la mamma venne assegnata su Tuchanka, insieme ad altre biotiche potenti. Avevano il compito di erigere una barriera, mentre le Squadre Turian e Salarian utilizzavano il Velo per... diffondere la genofagia!
Lei non sapeva di cosa si trattasse veramente, stava solo eseguendo i suoi ordini, come sempre. Le avevano detto soltanto, che intendevano usare un'arma non mortale, che avrebbe fermato i Krogan senza sterminarli e posto fine alla guerra. Quando si rese conto di aver contribuito a diffondere la genofagia, ne fu sconvolta!...
Mia madre lasciò l'esercito e tornò su Thessia, in preda a un profondo rammarico. Dovette combattere contro la depressione per decenni, per superare il suo senso di colpa incurabile. Divenne Ambasciatrice per redimersi. La mamma si impegnò per secoli con tutte le sue forze, nel tentativo di riabilitare la reputazione dei Krogan nella Galassia. Cercò crediti per il finanziamento di qualsiasi studio o progetto che fosse in grado, un giorno, di sintetizzare una cura.
Mamma e papà si incontrarono secoli dopo che Turians e Salarian si erano sporcati le mani con quella merda! Papà aveva quasi mille anni quel fottuto giorno, in cui scoprì la verità! Per Athame! Era furibondo, non riusciva a credere di essere stato ingannato dalla persona che contava di più nella sua vita!
La mamma, gli ripeteva tra le lacrime, che non avrebbe mai preso parte a quella missione, se avesse saputo quali erano le vere intenzioni dei Turian. Lei gli disse che lo amava, e molte volte era stata sul punto di raccontargli tutto, di chiedergli perdono, ma... non aveva mai trovato il coraggio per farlo! Papà non sentiva ragioni! Un giuramento Krogan non può essere infranto, vincola colui che lo pronuncia per tutta la vita!
Perciò, i miei genitori vennero a cercarmi, avevo meno di un secolo e mi dimenavo in un sudicio locale. Mi dissero, che avrebbero regolato i conti, costringendomi a promettere, che avrei continuato ad amare chi di loro fosse sopravvissuto! Rimasi scioccata! Non potevo credere che i miei genitori stessero per ammazzarsi a vicenda, in una battaglia all'ultimo sangue!
Provai in tutti i modi a dissuadere mio padre. Lo implorai tra le lacrime di perdonare la mamma! Poi, fui accecata dalla rabbia. Lo picchiai anche, mentre gli gridavo che era un pazzo, che avevo bisogno di entrambi. Gli dissi che non poteva distruggere la nostra famiglia in quel modo! Tuttavia, mio padre era molto forte e miei poteri biotici ancora troppo acerbi, per essere in grado di trattenerlo a lungo. Era un Krogan, fiero e cazzuto, forte e leale... del fottuto tipo che non sente ragioni!
Prima di andarsene, mi disse che mi voleva molto bene, che era sempre stato molto orgoglioso di me, che non avrebbe potuto desiderare una figlia migliore e bla, bla, bla! Per la merda di Athame! Mi chiese di stare vicino alla mamma, fin quando non si fosse completamente ripresa. Disse di tornare a casa, su Thessia insieme a lei e restarci per un po'. Io non ci capivo un cazzo, mi sembrava un fottuto casino!
Mia madre, mi disse che dovevo essere forte, che mi amava più della sua vita e che non avrebbe mai voluto che finisse così! Era sicura che sarebbe morta, perché conosceva il talento di grande guerriero di mio padre. Mi disse, che lo perdonava e che dovevo farlo anch'io! Mi fece promettere di non lasciarlo solo e poi... Oh, merda! Poi, non riuscì più a trattenere le lacrime, mi strinse forte tra le sue braccia e fuggì di corsa!
Alla fine scelsero il dannato luogo dello scontro. Un ampio spiazzo isolato, circondato da numerosi ripari. Entrambi indossavano la loro vecchia armatura battaglia.
Mia madre si nascose subito dietro a una copertura, mentre mio padre correva verso di lei a tutta velocità, come un pipistrello scappato dall'inferno, in preda all'ira sanguinaria! Lei sapeva bene, che se mio padre l'avesse raggiunta, sarebbe stata la fine! Perciò, al momento opportuno, compì un salto biotico, prendendolo alle spalle. Sparò subito con il suo Disciple, poi un secondo rapido colpo, quasi a bruciapelo, prima di rendersi conto, che mio padre aveva spento i suoi scudi, non stava usando la sua potente barriera biotica e il suo Claymore non aveva clip termiche!
Ci fu un silenzio interminabile, durante il quale il mio cuore si fermo! Fu congelato, poi bruciato e infine fatto a pezzi. Nessuna voce nel mio respiro. Ogni parola rimase sospesa, come soffocata in fondo alla gola. Nei miei occhi, nient'altro che oscurità e l'inferno, poi soltanto la notte più buia. Il grande Krodex, cadde sulle ginocchia colpito a morte, senza nemmeno un gemito, nessuna parola. Il suo cuore senza vita, congelato nel silenzio per l'eternità!
Non appena mia madre si rese conto, si gettò su papà, completamente fuori di se per il dolore! Raccolse il suo grosso muso sulle sue ginocchia, mentre continuava a ripetere tra le lacrime: - "Perché, stupido testone di un krogan... perché lo hai fatto?! … Oh, perché, perché, perché?!" -
Mio padre, non poteva infrangere il suo giuramento, ma... amava troppo la mamma, non avrebbe mai potuto farle del male! Perciò, quello fu l'unico stramaledetto e fottutissimo modo, che il suo dannato cervello Krogan era riuscito a trovare!
Tornai su Thessia con la mamma, per la sepoltura. Lei era... in frantumi! Lo sguardo spento, perennemente fisso nel vuoto. Lei era così lontana, sempre più prigioniera di se stessa ... isolata in un ostinato silenzio. Così, pochi giorni dopo ... trovai mia madre senza vita, sulla tomba di mio padre! Stringeva in mano un biglietto, era per me... soltanto poche parole... "Aethyta, ti amo, devi essere forte ti prego... io non potevo!"
Oh, Karin! Merda! Quello fu un giorno orribile nella mia giovane vita! I miei genitori erano le persone che amavo di più al mondo! Entrambi se n'erano andati in un modo così assurdo, talmente allucinante! Ero disperata e furiosa con i miei. Non riuscivo a ragionare... capivo soltanto che ero da sola con il mio dolore! Ero poco più che una bambina per la mia Specie! Loro, mi avevano bruscamente lasciata da sola e completamente svuotata! Improvvisamente, mi ritrovai con più nessuno scopo ne' aspirazione, in preda a un dolore troppo intenso per poterlo soffocare. Ero prigioniera della mia disperazione, congelata nel mio tormento, senza via di fuga. Mi sentivo in trappola, condannata dentro a un incubo agghiacciante, dal quale non avevo la forza per potermi svegliare!
… Karin è sconvolta dal terribile racconto di Aethyta. Non avrebbe mai immaginato che una tale tragedia avesse distrutto la sua vita quando era ancora così giovane. Farebbe qualunque cosa per riuscire a consolarla, per cancellare dal suo cuore quei ricordi terribili, per alleviare l'angoscia, lenire il suo dolore una volta per tutte. Tuttavia, nessuna parola, nessuna frase, sembra a Karin abbastanza profonda per esprimere ad Aethyta tutto il suo sostegno, tutto l'amore senza limiti che prova per lei...
K: Oh, Thyta, io... non credo, che riuscirò mai a trovare le parole giuste, per dirti quanto mi dispiace... quanto ti sono vicina!
Aethyta è a malapena in grado di parlare. Si sente confusa da questi ricordi così lontani nel tempo, eppure ancora capaci di essere così strazianti. Prende le mani di Karin in silenzio, stringendole forte tra le sue. Posa entrambi i dorsi sulle proprie guance, li accarezza con amore, coprendoli di baci. Poi, si avvolge le mani di Karin attorno ai fianchi, legandosele addosso con trasporto, avvincendo Karin, con slancio nell'abbraccio più struggente che ha. Le lacrime brillano negli occhi di Aethyta, in equilibrio sulla sua espressione tormentata. Ha lo sguardo triste, la voce rotta, mentre si sforza di non piangere...
A: Allora... prova a dirmelo... senza parlare!
Il cuore di Karin scoppia ...
K: Oh vieni qui... ti amo, ti amo... ti amo!
A: Ti amo anch'io, Karin!... Ti prego, stringimi... sfiorami l'Anima... prenditi cura del mio dolore. Voglio averti nella mia mente, per tutta la notte! Ho bisogno che mi tocchi, Amore mio... dalla pelle al cuore!
... Quando Aethyta apre gli occhi è già mattina. È ancora stretta tra le braccia di Karin e ha la netta sensazione di avere dormito per moltissimo tempo. Si sente tranquilla e riposata, profondamente soddisfatta e felice a tal punto, da non riuscire nemmeno a crederci. La mano di Karin è così dolce, mentre accarezza amorevolmente la sua spalla, chissà da quanto tempo. Aethyta si sente di nuovo forte e sicura di se. In una sola parola, rigenerata. Ben presto, Karin si accorge che è sveglia e la sua voce mette Aethyta sempre più di buon umore...
K: Ehi, buongiorno dormigliona... bentornata tra noi! Ti senti meglio stamattina?
Aethyta si stringe in quell'abbraccio sfiorando le labbra di Karin, accostandole alle sue, sempre più intimamente e fondendole in un bacio dolce. Sorride di nuovo mentre risponde...
A: Assolutamente si! Perché, tu non sei un dottore, Zucchero! Sei ... una fantastica medicina!
Karin scoppia a ridere, e dice ...
K: ah, ah, adulatrice!
Tuttavia, Aethyta sembra non scherzare affatto. Il suo tono è chiaro e convincente ...
A: Per niente! Sono maledettamente seria! Avevo sepolto questo enorme dispiacere molto profondamente dentro di me. Non saltava fuori da secoli! Se tu non fossi qui, se non ti prendessi cura di me con tanto amore, non avrei mai saputo rispedirlo indietro a calci in culo, nel fottuto buco dove si nascondeva, così in fretta! Grazie Zucchero, per essermi stata così vicino e ... oh Bambola, per questa notte di libidine esagerata da "strappa mutande"! Ti amo, Karin e sei sempre più importante per me!
La voce di Karin è davvero sexy e convicente, mentre risponde...
K: Oh, Dolcezza, TU sei stata esagerata stanotte! A dire il vero ... è stato assolutamente da "strappa mutande" anche per me!
Karin esita un istante, abbracciando di nuovo Aethyta. Il suo smisurato istinto di protezione, prende il sopravvento, scatenandole una sensazione di intenso malessere proprio in mezzo allo stomaco, mentre aggiunge...
K: Senti, Tesoro... tra poco Liara sarà qui. Sicuramente ricorderà una delle missioni più intense, emozionanti e traboccanti di pathos, che abbiamo mai affrontato! Quella in cui il dottor Solus curò la genofagia e grazie a quello scontro da brividi, stabilimmo una solida alleanza con Turian e Krogan. Tuttavia, potrebbe essere molto doloroso per te, perciò... ti posso capire se non vuoi restare!
Aethyta ricambia le affettuose coccole di Karin, facendo scivolare delicatamente le dita sul suo volto, giocando con le sue labbra e i capelli. La sua voce è molto tranquilla e sicura, mentre risponde...
A: Grazie Karin ma, curare la genofagia era il sogno di mia madre e la ragione del giuramento di mio padre. Devo restare per loro! Ho bisogno di trovare finalmente un senso, per un sacrificio completamente insensato! Non preoccuparti Zuccherino! Andrà tutto bene, finché tu sarai qui, proprio accanto a me!
Karin prende la mano di Aethyta e la stringe nelle sue. Avvolge le sue dita, incrociandole con tenerezza intorno alle dita di Aethyta, poi con voce orgogliosa le dice...
K: Sono qui, Amore mio e... non me ne andrò!
Continua ...
