capitolo 21 – Progetti
«Avevi ragione, infine».
Pitch è compostamente seduto su una sedia della cucina di Katherine (o meglio, della nonna di Katherine). Il sole è ormai alto e illumina l'intero locale ma, stranamente, lui non ne è affatto infastidito. Al contrario, il chiarore sulla sua pelle gli provoca un curioso quanto piacevole formicolio.
«Ah sì? Su cosa?» chiede Katherine, impegnata a pasticciare con il suo pancake.
Lui solleva la forchetta; sembra, in parte, assorto in qualche riflessione, certamente complicata. Ma scuote la testa e torna a darle attenzione.
«Sai cucinare piuttosto bene».
Katherine arrossisce violentemente perché, diamine, quello è il primo complimento ricevuto da Pitch. Dentro di sé, nel suo piccolo cuore, si sente assurdamente orgogliosa. Così, per dimostrarlo, spara uno dei suoi sorrisi abbaglianti e fisicamente inconcepibili, e salta dalla sedia, rapida come una cavalletta, fa il giro del tavolo e si catapulta letteralmente contro Pitch. Il quale ringrazia di essere ancora uno spirito o, a quel punto, avrebbe dovuto fare i conti con qualche osso rotto.
«Ma grazie!» esclama Katherine, incurante del frontale disastroso e delle possibili conseguenze.
Lui si agita sulla sedia, imbarazzato, schiarendosi inutilmente la voce e distogliendo lo sguardo per puntarlo sul paesaggio esterno. Infine, dato che lei non dà l'impressione di voler tornare con i piedi per terra, sospira e batte gentilmente una mano sulla sua spalla.
«Ehm, d'accordo… Io, mh, penso possa bastare» tenta, sperando che lei si tranquillizzi e decida di mollarlo.
Katherine deve aver percepito nel suo tono tutto il disagio che sta provando. Così, per quanto contro voglia, allenta gradualmente la presa sul suo collo e si scosta un po', senza smettere di sorridere. Invece sospira, con una bizzarra espressione sognante, e poi ridacchia dello sguardo perplesso di Pitch.
«Sai, fino a oggi solo la nonna mi faceva i complimenti per come cucino. Ora ci sei anche tu, e sono così felice» esclama deliziata.
Pitch sbuffa una mezza risata, prima di riaccompagnarla delicatamente a terra, così da permetterle di tornare alla sua colazione.
«L'ho notato» commenta ironico.
«Davvero?» si meraviglia Katherine. «Pensavo che potevi sentire solo la paura».
Lui ghigna divertito. «Pensi sul serio che mi servano capacità medianiche per notare i tuoi stati d'animo? A questo punto scommetto mi sarebbe sufficiente misurare l'ampiezza dei tuoi sorrisi per capire quanto sei contenta» scherza, divertendosi non poco a prenderla in giro senza nessuna cattiveria, tanto per cambiare.
«Pff!» sbuffa Katherine. «Sei molto divertente. Forse è tutto quel cioccolato» ribatte con sarcasmo. «Sai, devi stare attento però: la nonna dice che ti vengono i brufoli» ridacchia.
Pitch la fissa, un'espressione teatralmente oltraggiata dipinta in volto, poi scoppia a ridere.
Katherine rimane incantata a guardarlo, gli occhi spalancati per lo stupore. Quella dev'essere la mattina delle prime volte, riflette fra sé, esaltata dalla piacevole piega che sta prendendo la giornata.
Quando Pitch si ricompone con un sospiro soddisfatto, la nota nuovamente intenta a fissarlo con un sorriso e non ne comprende appieno il motivo, fino a quando è lei stessa a offrirglielo con le successive parole.
«Mi piace quando ridi: i tuoi occhi brillano come il sole» rivela senza remore.
Lui la guarda, interdetto, e aggrotta le sopracciglia.
«Sul serio?» domanda dubbioso.
Lei si limita ad annuire e a riprendere a mangiare.
«Mh… Credo tu sia la prima in assoluto ad aver notato una cosa simile» ipotizza Pitch, ancora piuttosto perplesso.
«Beh, se tu vai in giro tutto serio e arrabbiato non ti aspetti mica complimenti sul tuo sorriso, no?» pondera Katherine.
Lui sembra rifletterci su e infine annuisce incerto. «Immagino tu possa avere ragione» azzarda.
«Io non posso. Ce l'ho e basta» obbietta Katherine. «Quindi…» si ferma un momento, riflettendo.
«Quindi?» si informa lui.
«Penso che dobbiamo trovare il modo per farti felice» risponde Katherine, lasciando Pitch senza parole.
"Il riso è il sole che scaccia l'inverno dal volto umano."(Victor Hugo)
"I tre grandi elementi essenziali alla felicità in questa vita sono qualcosa da fare, qualcosa da amare, e qualcosa da sperare." (Joseph Addison)
