21. Parigi, Parigi e ancora Parigi.
Nel pomeriggio andammo a fare un giro al centro pompideau, lì prendemmo dei pensierini per i nostri nipoti.
"Amore, ho un'idea!" esclamò Derek mentre leggevo la trama di un libro.
"Che idea?" domandai alzando lo sguardo.
"Dato che abbiamo una settimana libera prima di iniziare, perché non andiamo in Italia da Giuseppe e poi torniamo a New York?" propose la sua idea. Era come se avesse partecipato alla conversazione fatta con mio fratello.
"Sì, lo chiamo subito." Risposi posando il libro.
Uscimmo dal negozio e composi il numero di casa di mio fratello e rispose la mia nipotina Melissa.
"Pronto!" esclamò.
"Ciao Mely, sono zia…"
"Zia Addison!" m'interruppe entusiasta nel sentirmi. Come con suo padre,avevo anche con lei un rapporto molto stretto. anche se c'era molta differenza di età,Melissa mi aveva sempre confessato che per lei ero sua sorella mai avuta,la sua migliore amica con cui confidarsi. certo aveva molti amici,tra i quali c'erano il suo migliore amico e la sua migliore amica,ma mi aveva sempre confessato che con loro, sebbene il grande rapporto,non si era mai aperta del tutto come faceva con me.
"Come stai?" domandai mettendomi sottobraccio a Derek.
"Bene, tu?"
"Benissimo, sei sola in casa?"
"No, papà sta per uscire."
"Puoi passarmelo?"
Attesi qualche secondo al telefono…
"Addison?" domandò Giuseppe.
"Fratellone… che fai?"
"Stavo andando ad aprire la scuola guida."
"Senti, volevo dirti che io e Derek siamo a Parigi… e che abbiamo una settimana libera. Se per voi non è problema vorremo venirvi a salutare!"
"Ne sarei felicissimo, ho voglia di vedervi e soprattutto a te!"
"Ok, allora ci vediamo lunedì!" esclamai entusiasta.
"Va bene! Ciao!" esclamò chiudendo la chiamata.
Dopo il centro pompideau decidemmo di andare al Louvre. C'erano varie opere ma ci soffermammo davanti alla "Gioconda".
"Sai perché sembra che ti segue con lo sguardo?" domandò Derek.
"No!" esclamai con lo sguardo rivolto al grande quadro.
"Il suo creatore cioè Leonardo Da Vinci ha disegnato il suo volto rivolto a un lato, lo sguardo a un altro lato e le spalle anche." Spiegò la mia guida personale.
Annuì solamente e passammo al quadro successivo. A ogni quadro mi spiegava la caratteristica che li rendeva unici a parte il loro creatore. Uscimmo dal museo ed era diventato buio. Andammo in albergo e posammo le nostre compere. Ci rinfrescammo e andammo ancora in giro. Il giorno seguente la stessa storia, passeggiate, compere, foto e tenere coccole. Il week- end a Parigi trascorse velocemente e non vedevo l'ora di arrivare a Roma per salutare il mio fratellone e la sua famiglia.
