Capitolo 20

La sensazione di pace che provava tra le sue braccia era un qualcosa che non riusciva a spiegare, molte volte si era ritrovata a cercare le parole giuste per descrivere cosa provasse nel sentire le sue braccia stringerla in un abbraccio, ma ogni volta, ogni singola parola sembrava non riuscire a racchiudere tutte le sensazioni che le riscaldavano il cuore.

Proprio come in quel momento: il calore di quelle braccia avevano la capacità di farle tremare le gambe, le regalavano una sicurezza che niente e nessuno le aveva mai dato.

Avvertì il palmo delle sue mani aprirsi sul suo ventre, stringendola forte, facendole aderire il petto alla schiena; la testa nascondersi nei suoi capelli fino a sfiorarle la pelle del collo con le labbra.

-Sei bellissima-

La sua voce era sempre così sensuale, riusciva a farla sentire desiderabile con parole semplici e banali. Aveva la capacità di farla sentire come se fosse l'unica donna al mondo.

Chiuse gli occhi quando avvertì le labbra di Haruka schiudersi per poi impossessarsi di un lembo di pelle, succhiare delicatamente e sfiorarla con la punta della lingua, accendendole dentro un fuoco, facendola gemere ed ansimare.

Aveva un modo di toccarla con possessività e padronanza, senza però farla sentire violata o oltraggiata. Allungò la mano per afferrarle i capelli, voltò il viso verso destra per incontrare le sue labbra in un bacio appassionato. Come al solito la bionda prese subito il controllo, invadendola con la lingua, mentre con le mani le palpò il seno, giocando con i suoi capezzoli.

Senza dire nulla le afferrò i fianchi, facendola voltare per poi schiacciarla al muro dietro alle sue spalle: si muoveva con un'urgenza che non le apparteneva, sembrava cercare di rivendicare qualcosa attraverso le sue carezze.

Accolse le labbra della bionda che con prepotenza s'impossessarono delle sue, facendola gemere quando sbatté la testa alla parete.

Le afferrò il viso con entrambe le mani per cercare di allontanarla, di placare quell'assalto che non aveva nulla della sua caratteristica passione, riuscendo solo a spostarla dalla sua bocca al suo collo. Percepì le dita di Haruka vagare per il suo fianco fino a intrufolarsi sotto la gonna, accarezzandole delicatamente la pelle nuda, facendo riaffiorare in lei quel desiderio incontrollabile. Sospirò di beatitudine quando le dita le sfiorarono gli slip, indugiando sul suo punto più sensibile, senza però liberarsi della barriera dell'intimo. Inarcò la schiena, muovendo il bacino per cercare maggior attrito in quel contatto.

Avvolte dal completo silenzio e dall'oscurità, percepiva solo il corpo della bionda appiccicato al suo e le sue dita giocare con la sua intimità, accendendola e rendendola vogliosa. Affondò le dita nei capelli biondi dell'altra, stringendoli forti quando le spostò gli slip, toccando la sua pelle bollente.

-Non mi deludi mai- la sentì ansimare mentre con calma e delicatezza la penetrava, rubandole un gemito di soddisfazione e gratitudine. Sapeva sempre dove toccarla, come darle piacere; sapeva cosa il suo corpo chiedeva e a lei non le restava che arrendersi a quelle dita.

-È così che ti piace, giusto? -

Sentì il sangue gelarsi nelle vene nell'udire quelle parole, le appoggiò le mani sulle spalle per allontanarla, ma la bionda continuava a schiacciarla con il suo corpo, mentre le dita sembravano aver perso la loro magia.

-F-fermati- bisbigliò, mentre una strana sensazione di terrore iniziò a prendere vita, sensazione che non aveva mai provato tra le sue braccia.

-Ti piace farlo in un altro modo?-

La sua voce…

Il suo tono…

Non era lei…

Non era la sua Haruka…

Afferrò il polso della mano che aveva tra le gambe nel vano tentativo di fermare quella persona che la stava toccando.

-Fermati ti prego- mormorò con la voce rotta dalle lacrime.

Le sue parole però non servirono a nulla: con uno strattone si liberò della sua presa, continuando a penetrarla senza però donarle piacere. Con la bocca continuava a baciarle la pelle del collo, impedendole di vedere il suo volto, mentre le lacrime continuavano a bagnarle il viso incontrollate. Si sentiva completamente impotente, aprì la bocca per urlare, per chiedere aiuto, ma la voce sembrava non voler uscire dalle sue labbra.

Si lasciò fuggire un urlo di terrore quando quel corpo a lei ormai sconosciuto, si schiacciò al suo, facendole sentire qualcosa sulle sue gambe.

Spalancò gli occhi quando capì di cosa si trattava: il cuore sembrò fermarsi nel petto, mentre la paura di quello che stava per succedere divenne ingestibile.

Toy

Quella consapevolezza la paralizzò sul posto, impedendole di ribellarsi anche quando con occhi di ghiaccio si slacciò i pantaloni, le alzò la gonna, si avvicinò con le labbra al suo orecchio.

-Mi fai schifo- ansimò, mentre con una spinta decisa la penetrò.

-Fermati!-

Aprì gli occhi di scatto…

Il cuore batteva forte nel petto, tanto da farle male…

Si guardò intorno ma era completamente avvolta dal buio. Si portò le mani al petto cercando di controllare quella paura che la faceva respirare con difficoltà.

S'irrigidì quando avvertì una mano appoggiarsi sul suo braccio e senza dare il tempo alla sua mente di elaborare chi fosse, si spostò con un gemito di dolore.

-Non toccarmi- bisbigliò, pentendosene subito dopo quando la sua mente riuscì ad uscire da quel torpore dell'incubo.

-Ehi, sono io-

La voce della bionda ancora assonnata, ebbe la capacità di far tranquillizzare il suo cuore

-Stai bene? - le chiese, alzandosi per mettersi seduta -ti sei agita e hai urlato…- continuò allungandosi per accendere la luce sul comodino accanto al suo lato del letto.

-Hai avuto un incubo? - le domandò, voltandosi per guardarla negli occhi -Ma tu stai piangendo? -

Stava piangendo?

Si portò le dita tremanti al viso, accorgendosi solo in quel momento delle sue guance bagnate.

-Mi dici cosa ti è successo? -

Si asciugò le lacrime con movimenti febbrili, evitando di rispondere a quella domanda. Sapeva che era preoccupata ma non era pronta a parlarne con lei, non quando il ricordo di quell'incubo continuava ancora a tormentarla, facendola tremare.

-Hai freddo? -

-No, sto sudando- rispose, cercando di usare un tono sicuro, che non tradisse la sua vulnerabilità.

-Togliti quel coso, devi asciugarti rischi di ammalarti- affermò la bionda, scendendo dal letto per dirigersi in bagno per poi tornare con un asciugamano.

-Ho bisogno di qualcosa per coprirmi-

-Sei nuda? -

-Ho almeno bisogno di una maglietta-

-Ti do una mia maglia o preferisci che ti vada a prendere qualcosa in camera? -

-Una tua camicia andrà bene-

Vide la bionda avvicinarsi al suo armadio e afferrare una delle sue magliette. Era preoccupata per lei, lo capiva da come non aveva insistito per avere una risposta alla sua domanda, lo vedeva nello sguardo che le stava rivolgendo mentre si avvicinava al letto.

-Non ti tocco, voglio solo aiutarti- la sentì bisbigliare facendola sentire in colpa.

-Ti racconterò tutto Haruka, dammi solo tempo-

La bionda non le rispose nulla, si limitò ad annuire con il capo, mentre aspettava paziente che si liberasse dell'accappatoio.

Avvolte dal silenzio e da una strana energia, si spogliò e lasciò che l'altra l'asciugasse, continuando a restare in silenzio. Chiuse gli occhi lasciandosi cullare dai tocchi delicati della bionda che ebbero la capacità di far calmare il suo cuore e il suo corpo, spazzando pian piano la paura che quell'incubo le aveva lasciato.

-Fatto, puoi vestirti ora- mormorò la bionda, allontanandosi per dirigersi in bagno -vuoi una tisana? - le chiese, fermandosi sull'uscio del bagno.

-No- rispose, infilando la testa nello scollo della maglia, venendo subito invasa dal profumo che usava Haruka. Senza accorgersene si portò il tessuto al volto, respirando profondamente quell'odore.

-È pulita-

Avvertì le guance andare a fuoco per l'imbarazzo, staccò lentamente il viso dalla maglietta e vide la bionda immobile a fissarla con aria interrogativa.

-Mi piace il tuo profumo- si limitò a rispondere, sistemandosi la maglietta per poi sdraiarsi sul letto, mentre il cuore le batteva forte per l'imbarazzo.

-Non dire nulla- l'ammonì, quando vide la bionda aprire la bocca per dire qualcosa, per prenderla in giro, ne era sicura, lo aveva capito da come la guardava.

-Ma io…-

-Vieni a letto e basta- affermò, appoggiando la testa sul cuscino, vedendo un sorriso dipingersi sul suo volto.

La vide sedersi sul letto per poi sdraiarsi al suo fianco, trattenendo a stento un sorriso: tutta la preoccupazione che le aveva letto negli occhi fino a un attimo prima stava lentamente svanendo, facendola sentire più leggera.

-Posso spegnere? -

-Certo- rispose, dandole la schiena -e puoi anche stringermi- bisbigliò, quando la sentì stendersi al buio al suo fianco, senza però sfiorarla.

Chiuse gli occhi quando avvertì il calore del corpo di Haruka avvolgerla mentre la stringeva attirandola a sé, facendo aderire i loro corpi. Sentiva il respiro della bionda tra i capelli e non poté fare a meno di sorridere, perché nonostante tutto quello che era successo solo poche ore prima, la vicinanza di Haruka le dava felicità, le permetteva di sentirsi finalmente completa e questo era l'unica cosa che in quel momento le interessava.

Non sapeva dire da quanto tempo erano in quella posizione.

Non riusciva a quantificare i minuti di quell'assurdo silenzio.

Riusciva solo a capire che come lei, anche Michiru, pur continuando a restare immobile, era sveglia. Affondò il viso nei suoi capelli, inspirando profondamente, proprio come aveva fatto l'altra con la sua maglietta, consapevole che se ne sarebbe accorta.

-Anche a me piace il tuo profumo- ammise, facendo scivolare una gamba tra quelle dell'altra, avvicinandosi ancora di più al suo corpo.

-L'avevo capito- sussurrò, appoggiando la mano su quella di Haruka che non aveva mai abbandonato il suo ventre.

-Non riesci a dormire-

-Neanche tu-

-Sento il rumore dei tuoi pensieri-

Non rispose a quelle parole, perché non sapeva cosa dirle, si limitò ad accarezzarle lentamente il dorso della mano, godendo di quel momento.

-Vuoi parlarne? -

Si era ripromessa di non insistere, di rispettare i suoi tempi, ma era difficile rimanere in silenzio quando lei sembrava così preoccupata.

Voleva aiutarla, ma per farlo aveva bisogno di sapere esattamente cosa fosse successo. Che quel bastardo le avesse fatto qualcosa lo aveva capito, le era bastato vederla all'uscita di quel bagno per farsi un'idea di quello che era successo. La sua mente aveva fatto mille congetture e tutte avevano lo stesso terribile finale.

Quel finale che ogni volta la portava ad immaginare il suo pugno schiacciato sul naso di quel bastardo.

Quando ormai aveva perso la speranza, la voce di Michiru ruppe il silenzio.

-Quando l'ho incontrato la prima volta ho subito notato la sua calma e la sua gentilezza- iniziò con voce pacata, continuando ad accarezzarla. Sembrava volesse tenere a bada qualsiasi sua reazione.

-Aveva un modo di parlare, di sorridere che ti metteva a tuo agio. E questo non è cambiato. Anche con il passare del tempo mi ha sempre trattato con gentilezza. Non ha mai preteso nulla da me-

Restò ad ascoltarla in silenzio, consapevole di dove tutte quelle parole avrebbero portato il suo discorso, e anche se non le piaceva sentirla parlare di lui in quel modo, s'impose di restare in silenzio per darle il coraggio di dirle tutto.

-Sai anche quando abbiamo fatto l'amore è stata una mia idea. Lui, anche se era eccitato, anche se lo voleva molto più di me, mi ha chiesto più di una volta se ne fossi sicura-

S'irrigidì al suono di quelle parole, lottando contro la voglia di fermala, di dirle che sentirla parlare della sua prima volta con un altro non era proprio piacevole, e lei lo aveva capito perché le sue carezze erano diventate più insistenti, fino a far intrecciare per un attimo le loro dita, per poi continuare di nuove a muovere la mano in carezze lente e circolari.

-Quando poi ho capito di aver commesso un errore e mi sono allontanata da lui, non ha mai insistito per… anzi mi ha chiesto scusa per non aver avuto la lucidità di capire che in realtà non era quello che volevo-

Rimase in silenzio per qualche istante, come se stesse pensando bene le parole successive da dire.

-Ho capito subito che c'era qualcosa che non andava. Quando ci siamo lasciate e sono andata a cercarlo, ho capito subito che sapeva. L'ho trovato al bar con un drink tra le mani. Sai lui non beve mai, soprattutto se deve guidare-

La sentì deglutire pesantemente per poi prendere un gran respiro e capì che stava per raccontarle quello che le era successo.

-Quando mi sono avvicinata a lui ha iniziato a fare insinuazioni che mi hanno subito portata ad avere conferma dei miei timori. L'ho trascinato via credendo di evitare una scenata… sono stata una stupida-

Restò in silenzio aspettando che riprendesse il discorso morendo dalla voglia di sapere cosa le aveva fatto.

-Ha iniziato con semplici battutine sul come mi piaceva farlo, su come lui si fosse sempre chiesto dove avesse sbagliato, poi… la sua voce, i suoi occhi…quando mi sono resa conto realmente di quello che poteva accadere, non ho avuto la forza per…-

-Cosa ti ha fatto? - non riuscì a trattenersi dal chiederle quando sentì la sua voce incrinarsi tra le sue parole.

-Toy è una brava persona, non è da lui comportarsi in quel modo. Era ubriaco-

-Cosa ti ha fatto, Michiru? -

La sentì inspirare profondamente, per poi lasciar andare l'aria lentamente.

-Mi ha schiacciata al muro, impossessandosi delle mie labbra. Ha iniziato a baciarmi come non aveva mai fatto. Le sue mai…- s'interruppe, non sapendo come continuare: più ci ripensava e più la sua mente non riusciva a credere a quello che era successo in quel corridoio.

La fece voltare per guardarla negli occhi, lottando contro la voglia di alzarsi da quel letto per raggiungerlo e riempirlo di botte.

Quando incrociò gli occhi di Michiru sentì come una morsa stringerle il cuore tanto forte da farle male. Le sfiorò delicatamente il viso fino a far scivolare le dita tra i suoi capelli, per poi attirarla a sé, facendole nascondere il viso nel suo petto. Le faceva male vederla così e si ripromise che lui avrebbe pagato, per tutto.

-L'ho sentito sulla mia gamba, era eccitato- la sentì mormorare contro la stoffa della sua maglietta, provocandole un sussulto nel comprendere cosa significassero realmente quelle parole -Non sono riuscita a… ogni volta che ci ripenso non faccio altro che arrabbiarmi con me stessa perché in quel momento, mentre lui mi toccava, mi baciava, in quel momento non riuscivo ad avercela con lui- affondò ancora di più il viso nel suo petto, stringendosi a lei come in cerca di conforto -la mia mente mi gridava di reagire, di fermarlo, ero perfettamente consapevole che mi sarebbe bastato urlare per farlo smettere, ma al tempo stesso sapevo che era solo per colpa mia se lui…-

-Tu non hai nessuna colpa- mormorò, ingoiando il nodo che le serrava la gola nel sentirla pronunciare quelle parole.

-Non credo lui la pensi così. Avresti dovuto vedere con che disgusto mi ha guardata. Quando ha visto il segno sul seno, si è allontanato da me, mi ha fissata come e fossi una cosa disgustosa e mi ha gridato quanto gli faccio schifo-

La strinse forte mentre il rancore verso quell'uomo rischiava di travolgerla: era riuscito a trasformare il loro amore in qualcosa di sporco e disgustoso.

-È solo un bastardo, quando lo avrò tra e mani…-

-Era ubriaco, Haruka- staccò il viso dalla sua maglietta, guardandola finalmente negli occhi -non voleva… non era in sé-

-Non difenderlo- l'ammonì -nulla può giustificare questo- affermò, accarezzandole il viso, fermandosi accanto all'occhio che iniziava a diventare sempre più livido.

-Lo so, però tu promettimi…-

-No! - sbottò, impedendole di continuare la frase -non chiedermi di prometterti nulla, perché lo giuro su quello che ho di più caro, appena me lo ritrovo tra i piedi, gli restituirò il colpo-

-Lo hai già fatto-

-Non era lucido, la prossima volta dovrà essere sobrio per sentire tutto il dolore che sarò capace di infliggergli-

-Haruka è stato un incidente, mi ha chiesto se i miei lo sapessero. Mi sono spaventata e ho cercato di fermarlo quando stava per allontanarsi. È stato per liberarsi dalla mia presa che mi ha colpita, non lo ha fatto di proposito-

-Perché lo stai giustificando? -

-Credo solo che abbiamo un problema più grande di cui occuparci. Lo dirà ai miei-

-Quando tornano i tuoi? -

-Credo domani sera, sul tardi-

-Bene, allora il giorno dopo andremo da loro e gli diremo tutto insieme-

-Davvero? -

-Non faranno di sicuro i salti di gioia, ma è meglio che lo sappiano da noi- bisbigliò, sospirando di sollievo quando vide la paura scomparire dagli occhi di Michiru.

-Ti amo Haruka-

-Anche io- mormorò, appoggiando la fronte su quella dell'altra con gli occhi chiusi, reprimendo la voglia di baciarla -ora però cerca di dormire-

Non era riuscita a chiudere occhio, dopo quello che le aveva detto Michiru la sua mente non aveva fatto altro che mandarle immagini di lei che prendeva a pugni la faccia di Toy, intimandogli di non osare mai più sfiorarla nemmeno con lo sguardo. Era rimasta a rimuginare su tutto quello che era successo mentre Michiru al suo fianco sembrava aver ritrovato di nuovo la serenità. Rimase a fissarla fino a quando il suo corpo cedette alla stanchezza, abbandonandosi a un sonno agitato.

Si svegliò con la sensazione di essere ancora più stanca di prima, si guardò intorno, sorridendo quando posò lo sguardo sul corpo di Michiru, sulle gambe nude che la sua maglietta non era riuscita a coprire. Indugiò lo sguardo sull'occhio che era diventato ancora più viola mentre la rabbia tornava di nuovo a invaderla: la stessa rabbia che l'aveva tenuta sveglia per ore a rimuginare su come avrebbe affrontato Toy. Le sfiorò delicatamente il viso, sembrava così indifesa in quel momento, avvicinò il viso al suo per posarle un lieve bacio tra i capelli.

Andò in cucina e iniziò a preparare il caffè, afferrò il telefono e ordinò la colazione al bar all'angolo, muovendosi silenziosamente per non svegliarla, quando la suoneria del suo telefono la fece sussultare, spingendola a correre in camera per prendere il telefono. Veloce afferrò il telefono e accettò la chiamata, senza nemmeno controllare chi fosse, continuando a fissare Michiru per controllare se si fosse svegliata.

-Pronto? - rispose con un sussurrò, quando capì che l'altra continuava a dormire.

-Ciao Haruka, sono Amy-

-Amy? - chiese confusa, uscendo dalla camera per tornare in cucina.

-Stavi dormendo? -

-È successo qualcosa? - entrò in cucina e guardò l'ora sul microonde, contemplando che la colazione doveva già essere arrivata. Si avvicinò ai fornelli e spense il fuoco, togliendo la moka e appoggiandola sul ripiano.

-Volevo solo sapere come andava-

-Bene- rispose, stropicciandosi gli occhi -bene, credo-

Era a disagio, non aveva nessuna intenzione di parlare con lei ma non poteva trattarla male, erano amiche da tanto tempo e poi conosceva Amy e sapeva che non era per curiosità o per spettegolare se l'aveva chiamata.

-Non volevo essere invadente, ero solo preoccupata. Michiru ieri mi è sembrata molto provata. Scusami se ho esagerato-

-Tranquilla, va tutto bene- mormorò, avvicinandosi alla finestra per intercettare il ragazzo del bar, sorridendo quando lo vide avvicinarsi alla porta.

Senza aspettare che suonasse si precipitò ad aprirgli, cogliendolo di sorpresa.

-Buon…buongiorno- balbettò il ragazzo, fissandola con occhi spalancati.

-Michiru come sta? Voglio dire Tetsu mi ha raccontato…-

-Puoi aspettare un minuto? - la interruppe, mentre faceva segno al ragazzo di aspettare. Appoggiò il sacchetto sul tavolo della cucina, afferrò il portafoglio e pagò il ragazzo che non disse una sola parola, limitandosi a fissarla con occhi sbarrati per poi voltarsi e andarsene.

-Stavi dicendo? - chiuse la porta e si diresse in cucina avvicinandosi alla credenza per prendere una tazza.

-Ti ho chiesto Michiru come sta? Tetsu mi ha raccontato…-

-Sta bene- affermò con decisione interrompendo qualsiasi cosa stesse dicendo: non aveva nessuna intenzione di discutere con lei della situazione.

-Bene, se avete bisogno di qualcosa… ora devo andare-

Non attese la sua risposta, riattaccò facendole comprendere di aver esagerato. Rimase a fissare per un attimo il telefono per poi appoggiarlo sul banco, dandosi della stupida per aver reagito in quel modo.

-Con chi parlavi? -

Sobbalzò nell'udire la sua voce, si voltò e la vide ferma accanto allo stipite, con addosso ancora la sua maglietta.

-Ti sei svegliata? -

-Ho sentito il tuo telefono- mormorò, facendo qualche passo verso la bionda -chi era? -

-Amy- rispose, voltandosi per riempire la sua tazza di caffè.

-Amy- ripeté Michiru, appoggiandosi al tavolo -e cosa voleva? -

-Sapere come andava- si limitò a risponderle la bionda, versando il caffè, sentendosi inspiegabilmente a disagio. Non sapeva come comportarsi.

Rimase in silenzio non sapendo come interpretare il comportamento della bionda, appoggiò le mani al tavolo e facendosi leva si sedette su di esso, continuando a fissare l'altra.

-Va tutto bene? -

-Dovrei essere io a chiederti come stai- si voltò e si avvicinò a lei, tenendo stretto tra le mani la tazza con il caffè.

-Io sto bene, Haruka sei tu quella strana-

-Non ho dormito- si giustificò, allungandole la tazza con il caffè.

-Non ti chiedo il perché- mormorò, mentre il suo sguardo fu catturato dal sacchetto appoggiato sul tavolo -cosa c'è qui dentro? - chiese, indicandolo con gli occhi.

-La colazione, volevo portartela a letto-

-Mi volevi portare la colazione a letto? - mormorò, afferrando la tazza dalle mani dell'altra e appoggiandola sul tavolo.

-Perché sembri così sorpresa? - chiese, fingendosi offesa dalle sue parole.

-Haruka? -

-Cosa? -

-Avvicinati- sussurrò, allungando una mano per afferrarla, facendola adagiare tra le sue gambe -non mi hai ancora baciata- continuò, allacciandole le mani al collo, guardandola fissa negli occhi.

-Stavo rispettando i tuoi spazi- affermò la bionda, avvicinando il viso a quello di Michiru, appoggiando le mani sul tavolo, ai lati del suo corpo senza sfiorarla.

-Ho abbastanza spazio per entrambe- mormorò, avvicinando le labbra a quelle della bionda.

-Volevo dire…-

-Lo so cosa volevi dire e non mi interessa, voglio che tu mi baci-

E lo fece: colmò la distanza tra le loro labbra, sfiorandola delicatamente, continuando a tenere le mani ben salde sul tavolo. Si lasciò trasportare dalla morbidezza di quelle labbra che ebbero il potere di spazzare via ogni suo dubbio e preoccupazione. Schiuse le labbra quando avvertì la lingua di Michiru lambirle il labbro inferiore, accogliendola e rispondendo con calma. Un bacio carico d'amore, diverso dalle altre volte, un bacio dettato dal bisogno che avevano l'una dell'altra.

-Ora va molto meglio, non trovi? - ansimò, con gli occhi chiusi e la fronte appoggiata sul mento della bionda. Aveva avvertito l'esigenza di sentirla, di capire che tutto quello che le era successo non avesse intaccato il loro rapporto. Si era svegliata con la sensazione di un vuoto e con l'esigenza di colmarlo con lei.

Le afferrò il viso con entrambe le mani, sollevandolo per poterla guardare negli occhi -Non sapevo come… non volevo metterti in difficoltà- bisbigliò, accarezzandole lentamente il viso con i pollici.

-È di te che ho bisogno, Haruka-

Non rispose nulla, si limitò ad appoggiare di nuovo le labbra su quelle di Michiru, baciandola con passione.

-Che ne dici di fare colazione? - le chiese con le labbra ancora attaccate alle sue -Ho preso le ciambelle che ti piacciono-

-Vuoi sedurmi con le ciambelle? -

-Ci sto riuscendo? - afferrò il sacchetto e glielo porse, invitandola a prendere una ciambella.

-Sei uscita? -

-No, servizio a domicilio-

-Oh e hai aperto conciata in questo modo? -

Abbassò il viso per guardarsi per poi tornare a posare lo sguardo in quello di Michiru -Cos'ho che non va? -

-Non hai nulla che non vada- affermò, lasciando vagare lo sguardo lungo il corpo dell'altra -anzi, sono sicurissima che chiunque abbia consegnato quelle ciambelle abbia avuto davvero una bella visione attraverso questa canottiera praticamente trasparente- lasciò scivolare la mano tra i suoi seni, fermandosi sull'elastico dei pantaloncini -senza dimenticare questi pantaloncini che lasciano scoperte le tue magnifiche gambe-

-Stai esagerando-

-Sai Haruka- appoggiò le mani sui suoi fianchi e l'attirò di nuovo a sé -il fatto che tu non sia attratta dagli uomini non significa che loro non lo siano da te-

La guardò fissa negli occhi senza dire nulla mentre una sensazione di calore le riscaldò il cuore -Sei gelosa- constatò, sogghignando mentre appoggiava il sacchetto sul tavolo, per poi circondale le spalle con le braccia.

-Non solo gelosa fino a quando saranno gli altri a guardare te e non viceversa-

-Ho occhi solo per te-

-Sì, come no- la spinse per farla allontanare per poi scendere dal tavolo.

-Cos'era quel tono? -

-Facciamo colazione, Haruka-

Spostò la sedia per sedersi, afferrando il sacchetto per afferrare una ciambella.

-Ehi? Vieni qua! - l'afferrò per un braccio e l'attirò a sé, stringendola forte tra le braccia -Non mi credi? -

Erano in piedi l'una tra le braccia dell'altra e si fissavano negli occhi.

-Certo che ti credo-

-Non sai realmente cosa provo solo ad averti così tra le mie braccia- mormorò, appoggiandole la mano sul viso.

-Lo so, come so che i tuoi occhi fissano altre donne e, anche se anche io posso fermarmi ad ammirare un'altra persona, non posso negare che la cosa mi dia fastidio-

-Quindi tu guardi altre persone? -

-Hai capito solo questo di quello che ti ho detto? -

-Ho capito che ti da fastidio se guardo altre donna anche se lo fai anche tu-

-Per precisare io non guardo altre donne-

-Uomini? -

-Non sono attratta dalle donne-

-Ora quella che sta dimenticando che sono una donna non sono io-

-Tu non sei una donna, sei LA DONNA. La mia donna-

Rimase a fissarla non trovando le parole adatte per rispondere a quella dichiarazione, non riuscendo a descrivere il calore e l'amore che stava provando il quell'istante. Lentamente avvicinò il viso a quello di Michiru fino ad appoggiare le labbra sulle sue.

-Sai Haruka, stavo pensando una cosa-

Entrambe sdraiate sul divano, o meglio Haruka era sdraiata sul divano e lei sul suo corpo, avevano deciso di trascorrere la giornata in completo relax.

-Cosa? - le chiese distrattamente, impegnata a guardare la tv, mentre continuava ad accarezzarle i capelli.

-Dopo tutto quello che è successo non abbiamo capito una cosa- rimase un attimo in silenzio, aspettando una sua domanda, ma nulla. Alzò il viso scoprendo che l'attenzione della bionda era tutta rivolta al film che stava guardando. Si voltò, aggiustandosi sul corpo dell'altra per guardarla in viso -Haruka? Mi ascolti? -

-Certo-

-Guardami, per favore-

-Dimmi-

-Vuoi essere la mia ragazza, Haruka? -

-Cosa? -

-Toy ormai sa tutto, siamo libere di amarci-

-Credevo che mi amassi già- mormorò, sfiorandole il viso delicatamente.

-Ed è così, solo che ora sarà diverso-

-E in cosa? -

-Tanto per cominciare dovresti spostare le tue cose in camera mia, potrei spostare i miei abiti da sera in camera tua, così avresti più spazio e poi le scarpe, posso…-

-Hai proprio pensato a tutto- la interruppe, sorridendo di fronte al suo sguardo, all'eccitazione che illuminava i suoi occhi, al calore che quelle parole le avevano acceso nel profondo del cuore. Per anni aveva sognato di poter dividere con Michiru la quotidianità dell'essere una coppia, e ora che il suo sogno poteva finalmente diventare realtà era stata distratta da altro.

-Voglio solo dare un senso a tutto questo- mormorò, sfiorandosi con dita tremanti l'occhio.

Se si fermava anche solo un attimo a pensare, non faceva altro che chiedersi come fossero arrivate a questo punto, come poteva il loro amore sbocciare in qualcosa di doloroso.

E negli occhi di Haruka poteva leggervi le stesse domande e le stesse preoccupazioni.

Si specchiarono negli occhi senza dire nulla, chiuse gli occhi quando vide il viso della bionda avvicinarsi sempre di più al suo. Avvertì le sue dita circondarle il viso per poi appoggiare le labbra sulle sue, lasciandole un bacio lungo e delicato. Un semplice sfiorarsi di labbra che ebbe la potenza di scaldarle il cuore, di trasmetterle tutto il coraggio e l'amore di cui sentiva disperatamente bisogno.

-Dai andiamo- mormorò, con la fronte appoggiata alla sua e con le mani ancora a stringerle il viso.

-Adesso? -

-Certo- le lasciò andare il viso -Hai bisogno di un senso e io voglio dartelo il prima possibile-

-Ma…-

-Tu hai dato a me un senso, ora devo essere io a darti il tuo-

-Io ho fatto cosa? -

-Sei tu il mio senso, Michiru-

Avvertì le lacrime inondarle gli occhi e questa volta non fece nulla per fermarle. Le lasciò libere di bagnarle la pelle del viso, sorridendo difronte allo sguardo confuso della bionda.

-Cosa hai adesso? -

-Non rovinarmi il momento-

-Michiru dai basta piangere, ora. Non ne hai motivo- le sussurrò, asciugandole le lacrime, sfiorandole il naso con il suo -e poi non mi piace vederti piangere-

Le afferrò le mani e la fece alzare, trascinandola con sé in camera da letto.

-Tu occupati dell'armadio, io mi occupo dei cassetti- disse, avvicinandosi ai cassetti e aprendone il primo. Iniziò a raccogliere la sua biancheria, chiedendosi se tutta quella roba ci sarebbe mai entrata in uno dei cassetti di Michiru.

Si voltò per chiederle quanti cassetti avesse intenzione di liberarle ma si bloccò quando la vide immobile davanti al suo armadio, con le ante aperte.

-Che succede? -

-Mi sono appena resa conto di non aver mai… è la prima volta che metto le mani tra le tue cose-

-Quindi? -

-In tutti quei mesi ti avevo così vicina- chiuse gli occhi e inspirò profondamente -c'è il tuo odore-

Le si avvicinò e le circondò la vita, stringendola a sé -ora puoi annusarmi ogni volta che lo desideri- sussurrò, affondandole il volto nel collo -non hai bisogno del mio armadio-

Si voltò tra le sue braccia e le circondò il collo -oggi sei proprio una romanticona- bisbigliò, sfiorandole i capelli in una carezza lenta.

-Se lo dici tu, ora che ne dici di cominciare? -

Era arrossita!

La stessa donna che la sera prima non aveva esitato a prendere a pugni un uomo per lei.

Non le disse nulla, si limitò ad annuire per poi staccarsi da lei, continuando a fissarla perché era davvero adorabile quando s'imbarazzava.

-Haruka? -

-Sì? -

-Ti amo-