Capitolo 21: Silenzio
Titolo del capitolo ispirato a: "Hush" di Angie Aparo. Ascoltatela nella seconda parte, è sexy!
Novembre 2011
Settembre e ottobre trascorsero senza drammi. Il resto del Glee Club fu lieto di vedere Brittany e Santana di nuovo felici e tranquille, anche se non ne conoscevano il motivo. Grazie ad una complicata serie di regole, Brittany e Santana riuscirono a mantenere segreta la loro relazione: avevano ideato un complesso schema per stabilire quanto spesso dovessero sedersi vicine, vere e proprie linee guida sul tenersi per mano e sugli abbracci, e soprattutto una rigida politica 'niente baci in pubblico', ad eccezione degli sgabuzzini, degli spogliatoi vuoti e dietro gli scaffali in biblioteca. Divenne un gioco: Brittany cercava di capire fino a dove potesse spingersi e Santana la stuzzicava con messaggi spinti e gonne corte. Il costante flirtare le rendeva insaziabili quando finalmente riuscivano a nascondersi dietro porte chiuse.
I corridoi erano vuoti mentre Santana si dirigeva a passo svelto verso il suo armadietto, fregandosene che la seconda ora fosse già iniziata e che fosse in ritardo per la lezione di spagnolo. Era più che convinta che il signor Schue avrebbe scusato il suo ritardo dato che il suo spagnolo era, beh, perfetto. Aprì l'armadietto per infilarci dentro un libro quando qualcuno la sorprese mettendole le braccia intorno alla vita.
"Ehilà, ragazza segreta..." le sussurrò Brittany nell'orecchio.
Santana diede un'occhiata in corridoio per controllare che non ci fosse nessuno. Richiuse l'armadietto e si voltò sorridendo.
"Ehi," mormorò avvolgendo le sue braccia intorno a Brittany. Scandagliò il corridoio ancora una volta prima di posarle un bacio sulle labbra.
"Nel corridoio!" Sussurrò Brittany sorpresa. "E' contro le regole!" La riprese con un sorriso scherzoso.
"Mmm... non posso farci niente se la mia ragazza è sexy da morire e mi fa venir voglia di strapparle i vestiti," sussurrò Santana accarezzandole i fianchi.
Brittany li fece oscillare verso Santana, spingendola contro gli armadietti. Il battito cardiaco di Santana accelerò immediatamente. Guardò di nuovo a destra e sinistra lungo il corridoio e afferrò Brittany per il polso. "Sgabuzzino. Adesso," le ordinò.
Brittany fece una risatina e trotterellò dietro a Santana che si precipitò nell'atrio a cento all'ora. Santana spalancò la porta dello sgabuzzino, trascinandola dentro e sbattendo l'uscio alle sue spalle. Poi accese la luce.
"Dio, quanto sei sexy," ansimò Santana dandole un'occhiata per poi gettarsi avidamente sulle sue labbra.
Brittany ricambiò con intensità il bacio, premendo i fianchi contro Santana e accarezzandole il sedere. Santana afferrò il seno di Brittany, troppo eccitata per rendere sensuali i suoi movimenti. Aveva appena infilato la coscia fra le gambe di Brittany quando la porta si aprì. Si udirono tre diversi tipi di urla e Santana si allontanò con un balzo il più velocemente possibile. Brittany barcollò per via del movimento improvviso e si pulì la bocca con la manica.
"Oh santo cielo!" balbettò l'intruso in preda allo shock.
Le due ragazze guardarono in fretta verso la porta aperta, e vi scorsero un paio di enormi e sbalorditi occhi marroni. Il cuore di Santana batteva all'impazzata.
"Cercavo dei detergenti!" balbettò la signorina Pillsbury per spiegare la sua intrusione.
Nessuno si mosse.
"Quale vuole?" chiese Brittany dopo un momento di tensione.
"La candeggina," ansimò Emma, con occhi ancora spalancati.
Brittany si voltò verso lo scaffale, raccolse una bottiglia di candeggina e la porse a Emma, che la afferrò senza accennare a muoversi.
Mentre le tre si scambiarono occhiate per qualche altro secondo, era come se l'intero corpo di Santana le stesse gridando silenziosamente di andarsene e chiudere la porta.
Infine Emma fece un respiro profondo e si ricompose, "La mia porta è sempre aperta se volete fare due chiacchiere."
"Grazie, signorina Pillsbury," balbettò Brittany gettando una rapida un'occhiata a Santana.
Emma forzò un sorriso, "Signorine," si congedò annuendo e facendo un passo indietro.
Brittany afferrò la maniglia e chiuse la porta dietro di lei. Quindi udirono il suono dei tacchi di Emma allontanarsi lungo il corridoio.
"Oh. Mio. Dio," esordì Santana, mettendosi una mano davanti al viso. Non poteva credere che fossero appena state beccate. Come aveva potuto essere così imprudente? "Non dirà niente, vero?" chiese in preda al panico.
Brittany scosse il capo. "No. Mantenere segreti è il suo lavoro."
Santana sperò che Brittany avesse ragione. Rimase in ascolto fino a quando non riuscì più a sentire il rumore dei tacchi di Emma. "Dovremmo... credo che dovremmo tornare in classe," balbettò poi riaprendo la porta. "Ci vediamo al Glee Club."
Era un venerdì sera di inizio dicembre. Santana era seduta sul divano intenta a leggere un libro illuminata soltanto dalla luce del camino, quando Sentì dei tacchi a spillo ticchettare sul pavimento in legno dietro le sue spalle, così alzò lo sguardo allarmata. Brittany sfoggiava un largo sorriso e si stava avvicinando.
"Cavolo," ansimò Santana mettendosi una mano sul petto per placare il suo battito cardiaco. "Non ti ho sentita entrare."
Brittany rimase in silenzio, il rumore dei tacchi fu attutito dal tappeto mentre si avvicinava al divano. Poi strappò il libro dalle mani di Santana e lo gettò sul pavimento, salì sul divano e le si mise a cavalcioni. "I tuoi sono fuori," sussurrò.
"Sono andati al party di Natale dell'uff-"
Le labbra di Brittany la interruppero e i suoi fianchi strofinarono contro di lei, mentre appoggiava il torace sul suo. Santana respirò col naso, presa alla sprovvista ma accogliendo di buon grado la sensazione della lingua di Brittany sulla sua. Fece scivolare le braccia intorno alla sua vita, assaporando le curve che amava così tanto. Brittany spostò le mani di Santana, spingendo le sue spalle contro il divano.
"Mi hai provocata tutto il giorno," disse Brittany a bassa voce. "Non mi è piaciuto affatto."
"Davvero?" mormorò Santana timidamente. "Perché mi è sembrato il contrario." Poi si avvicinò a lei per baciarla.
Brittany la respinse di nuovo. "E' stato molto cattivo."
"Non ti sei mai lamentata prima," la prese in giro Santana, sporgendo le labbra per baciarla.
Brittany la fermò mettendole un dito sulla bocca. "Basta chiacchiere," la ammonì, fissando Santana sotto di lei. Santana mordicchiò il suo palmo. "Ehi!" gridò Brittany. "Dico sul serio." La sua voce era sensuale e misteriosa. Si avvicinò lentamente al collo di Santana, col dito ancora premuto sulle sue labbra, e le sussurrò, "Stasera comando io."
Santana rabbrividì dall'eccitazione. Adorava quando Brittany prendeva il comando. Di solito Brittany era dolce e gentile, vedere il suo lato aggressivo la faceva impazzire. Mosse in alto il bacino, spingendolo contro quello di Brittany, impaziente di assistere a qualsiasi cosa l'altra avesse in mente.
"No," la ammonì, mettendole la mano sulla bocca e costringendola ad appoggiare la testa di nuovo sul cuscino del divano. Santana protestò contro la mano di Brittany, ruotando gli occhi all'indietro. Brittany iniziò a muovere i fianchi su quelli di Santana, premendo il seno contro la sua clavicola. Le tolse la mano dalla bocca e la fece scivolare fra i suoi capelli fino alla nuca, dove li afferrò in un pugno. Posò la bocca sul collo di Santana, baciandola con decisione per poi ripercorrere il sentiero lentamente con la lingua. Santana rabbrividì.
"Sexy da morire," sussurrò Santana.
Brittany spostò le sue labbra verso l'orecchio di Santana, sfiorandole il lobo prima di sussurrare, "Quante volte ti devo dire di non parlare?" Le morse l'orecchio e si rimise seduta ad osservare l'espressione di Santana, spostandosi le sue ciocche bionde dietro le spalle. Gli occhi di Santana erano scuri e fissi su Brittany in preda al desiderio più sfrenato. L'unico suono nella stanza era lo scoppiettare del fuoco.
Santana stava praticamente tremando dall'eccitazione quando Brittany le sussurrò, "Togliti le mutandine," alzandosi dal suo grembo.
Santana sollevò il suo abito aderente fino in vita e abbassò le mutandine, gettandole sul tappeto. Brittany si leccò le labbra e trascinò Santana più in avanti sul cuscino divaricandole le gambe.
Si inginocchiò poi sul pavimento, si sporse in avanti per mordicchiare il labbro inferiore di Santana tirandolo lentamente verso di sé. Con le mani divaricò ulteriormente le gambe di Santana, mettendo in mostra la sua intimità. Trascinò le unghie sulle sue cosce tremanti e l'accarezzò con due dita fra le gambe, ricoprendole con la sua eccitazione. Santana piagnucolò. Poi Brittany portò le dita fra le labbra e le succhiò.
"Qualcuno è pronto per me," mormorò.
Santana rabbrividì e annuì col capo, ansimando e chiudendo gli occhi mentre appoggiava la testa contro lo schienale. Alcuni istanti dopo sentì il contatto della lingua fra le sue gambe e non riuscì a trattenere un grido. Afferrò il divano quando la lingua di Brittany prese il ritmo fino a stuzzicarle voracemente il clitoride. Stava ansimando e affondando i talloni nello zoccolo del divano. Poi rilasciò lentamente la presa con una mano e la posò dietro al capo di Brittany.
"Non toccare," sussurrò lei scansando via la mano dalla testa. Poi si alzò in piedi e Santana trasalì. Quando vide che Brittany non accennava a voler riprendere, Santana allungò la mano per occuparsene da sola. Prima di poterlo fare però, ancora una volta Brittany la spinse via con forza.
"Non toccare. Faccio io," mormorò Brittany.
Santana si arrese e sentì un alito di vento sul viso quando Brittany le si mise a cavalcioni. Si aggrappò alla vita di Brittany, che questa volta glielo lasciò fare mentre era intenta a mordicchiarle il collo. Santana cercò di non gemere quando Brittany concentrò le labbra su un unico punto e succhiò la pelle nella sua bocca. Emise un grido mentre Brittany la marchiava: nonostante fosse sempre stata convinta che i segni fossero di cattivo gusto e si arrabbiava sempre quando i ragazzi ci provavano, adorava quando era Brittany a farlo. Anche se la loro storia era segreta, Santana era fiera di come riuscisse sempre ad arrendersi quando facevano l'amore. I segni le ricordavano questo.
Completato il primo succhiotto, Brittany fece scivolare la mano lungo la coscia di Santana, che cercò di respirare regolarmente quando si sentì penetrare con un dito. Si morse il labbro e iniziò ad oscillare il bacino, cercando più contatto.
Brittany continuò i suoi lenti movimenti piegandosi in avanti, posando la bocca sulla pelle morbida vicino alla clavicola di Santana. La baciò tre volte in cerchio prima di affondare nuovamente le labbra. Inspirò e succhiò la pelle, tenendola fra i denti e la lingua, marchiandola nuovamente. Santana ansimò quando Brittany allontanò la bocca sorridendo. Santana sapeva che si sarebbe goduta quel livido per giorni a venire, vedendolo ogni volta che si guardava allo specchio, quando usciva dalla doccia o si preparava per andare a letto. La sua tonalità violacea le avrebbe ricordato proprio quel momento. Brittany si rimise dritta e la guardò negli occhi penetrandola con due dita. Santana espirò e scivolò verso il basso andando incontro alla mano di Brittany.
Quando questa aumentò il ritmo, Santana sentì aprirsi la mandibola, segno che si stava avvicinando al culmine.
"Ci sei quasi," mormorò Brittany.
Santana annuì e aggrottò le sopracciglia mentre Brittany intensificava i movimenti, variandone il ritmo per mantenere Santana in un costante stato di tormento.
"Vuoi che ti faccia venire?" le sussurrò Brittany nell'orecchio.
Santana annuì, piagnucolando.
Brittany aggiunse un terzo dito e Santana sollevò in alto le sopracciglia inspirando freneticamente.
"Chi è che ti fa stare così bene?" la stuzzicò Brittany nell'orecchio.
"Tu," ansimò Santana tremando.
"Chi?" la schernì di nuovo.
"Brittany!" Piagnucolò Santana.
Brittany incurvò le dita e premette il pollice all'esterno.
Santana strillò, stritolando le dita di Brittany e inarcando la schiena sul divano, gettando la testa indietro in estasi. Brittany le baciò il collo mentre si scuoteva dalla testa ai piedi. Quando il suo corpo iniziò a rilassarsi, Brittany fermò la mano e mormorò sulla sua pelle. Santana avvolse le braccia intorno al suo collo mentre Brittany tolse la mano facendola rabbrividire.
Brittany raccolse il corpo esanime di Santana e la posò sul tappeto, mettendole un cuscino sotto la testa. Scansò una ciocca di capelli dal suo viso, osservando la luce del fuoco danzare sulle sue palpebre abbassate. Si limitò ad guardarla per alcuni minuti mentre il petto di Santana si alzava e abbassava.
Ad un certo punto Santana riacquistò l'uso della parola. "Adoro quando fai così, Britt," gemette esausta. Aprì gli occhi in una fessura, guardando il viso di Brittany sopra di lei. "Mi eccita da morire."
Brittany sbatté le ciglia osservando Santana, distesa sul pavimento con l'abito arricciato intorno alla vita. "Ti piace quando ti tendo gli agguati sessuali?" le sorrise.
Santana annuì e rabbrividì. Brittany stese una coperta su di loro e si accoccolò al fianco di Santana, mise un braccio intorno a lei e la tenne stretta. Santana chiuse di nuovo gli occhi, assaporando il profumo della sua pelle.
"Posso darti il tuo regalo di Natale adesso?" le chiese Brittany con tono dolce e delicato.
"Non era questo?" le sorrise Santana facendo un paio di respiri profondi.
Brittany ridacchiò. "Una parte."
"Se l'altra parte assomiglia anche solo lontanamente a questa... credo di aver bisogno di riprendermi un attimo," rispose Santana ancora ad occhi chiusi.
Brittany fece una risatina. "No, è qualcosa che puoi scartare," la rassicurò.
"Non dovevi comprarmi niente, Britt..." sospirò Santana ancora stordita.
"Mi andava di farlo," rispose Brittany.
Santana sorrise e non disse altro. La osservò allontanarsi e recuperare un pacchetto dalla sua borsa. Poi ritornò al suo posto posandolo sulla pancia di Santana. Con grande sforzo, Santana si alzò dal cuscino e iniziò a scartarlo. All'interno c'era una collana: una catenella d'argento con una chiave di violino come ciondolo. Santana sentì gonfiarsi il cuore.
"Lo puoi mettere al posto della collanina da cheerleader dato che non lo siamo più," spiegò Brittany.
"E' perfetta, Britt," la ringraziò Santana sporgendosi in avanti per baciarla. Poi Brittany gliela prese dalle mani e l'aiutò a infilarla.
Brittany la allacciò intorno al collo e la osservò per vedere come stava. "A quanto pare dovrai tenere i capelli sciolti questa settimana," sorrise allontanando la mano dal collo di Santana.
Santana posò la mano sul punto in cui sapeva esserci un livido e sorrise, "Tanto a te piace quando li tengo sciolti," commentò con una risatina.
Brittany osservò il soffitto per un attimo e strinse le labbra annuendo.
"Il tuo regalo è di sopra," disse Santana. Si lasciò sfuggire un grugnito mentre si alzava in ginocchio per mettersi a posto il vestito e darsi una sistemata ai capelli. Non appena si mise in piedi si spalancò la porta d'ingresso facendo entrare una bufera di fiocchi di neve insieme ai suoi genitori.
Tutto il suo corpo si irrigidì dalla paura ed il suo cuore prese a battere all'impazzata. Cosa sarebbe successo se fossero tornati anche solo cinque minuti prima?
"Ciao, mamma!" esclamò Santana in preda al panico. "Ciao, papà," aggiunse con meno enfasi. Con la coda dell'occhio vide la mano di Brittany muoversi velocemente per afferrare qualcosa e nasconderlo sotto la coperta. "Com'è stato il party di Natale dell'ufficio?" domandò.
Dolores la guardò confusa. "E' stato piacevole. Un sacco di brava gente e un sacco di vino."
"Salve, dottor e signora Lopez," disse Brittany seduta sul tappeto facendo un cenno con la mano. Brittany era molto più brava a mantenere la calma.
"Ciao, Brittany," rispose Antonio.
"Io e Britt stavamo per farci una cioccolata e andare a fare i compiti. Di sopra," li informò.
"Va bene, cara," rispose Dolores incamminandosi lungo l'ingresso.
Antonio appese i cappotti nell'armadio. "Divertitevi, ragazze," si congedò seguendo sua moglie in cucina.
Santana abbassò lo sguardo verso Brittany, con gli occhi spalancati e il sangue gelato nelle vene. Brittany scostò la coperta con un sorrisetto, mostrando le mutandine di Santana, alla quale venne la nausea e inorridì al pensiero di quanto sarebbe potuto succedere. Con una mano raccolse la biancheria intima e la coperta , afferrando Brittany per il gomito con l'altra. "Di sopra," sibilò.
Una volta salite le scale, Santana spinse Brittany dentro alla sua stanza e chiuse la porta. Vi si appoggiò contro facendo un sospiro di sollievo, poi gettò coperta e mutandine nell'angolo. "Oddio, Britt, c'è mancato un pelo," ansimò.
"Scusa..." mormorò Brittany sollevando le spalle.
"Non è colpa tua... a-avrei dovuto stare più attenta," balbettò Santana, tenendosi il petto con una mano e avvertendo il suo cuore battere ancora all'impazzata. "Credo che stia per venirmi un infarto."
"Non credi che potrebbero essere d'accordo?" le chiese Brittany.
Santana la guardò come se fosse impazzita. "No," sbuffò innervosita. "E sicuramente non se lo scoprissero in quel modo." Non riusciva a riprendere fiato. Fece qualche passo fino al letto e vi si sedette. Brittany si sedette accanto a lei.
"Sta' tranquilla, piccola... non hanno visto," sussurrò Brittany accarezzandole la schiena. "D'ora in poi staremo più attente."
Santana si rilassò un po' al calore della mano di Brittany che sembrava placare i suoi nervi. "Decisamente più attente," concordò.
Dopo un paio di minuti, il cuore di Santana rallentò e il suo respiro tornò alla normalità. Guardò Brittany e le parve nervosa, come se avesse paura che Santana sarebbe scappata via. Così volle rassicurarla. "Voglio ancora che mi scopi allo sfinimento," mormorò Santana. "Solo... sai, magari in un rifugio antiatomico o su un'isola deserta."
Brittany sorrise. "Suona davvero sexy," rispose. "Potrei farti gridare fortissimo."
Santana fece una risatina e la baciò sulla guancia, cercando di buttarsi l'incidente alle spalle. "E' ora di darti il tuo regalo."
Brittany cercò di contenere la sua impazienza mentre Santana si alzò e prese a rovistare nel cassetto dei calzini, da dove raccolse una scatolina rossa di velluto. "Buon Natale, amore," le disse senza riuscire a contenere un sorriso orgoglioso mentre le porgeva il regalo con gesto plateale. Brittany spalancò gli occhi quando lo aprì e vide che al suo interno c'era un anello d'argento con un piccolo rubino incastonato.
"Santana!" ansimò Brittany. "E' vero?"
"Già," rispose Santana con un sorriso ancora più largo.
"Ma deve esserti costato una fortuna!" protestò Brittany.
"Non così tanto," rispose Santana con espressione che diventava più compiaciuta ogni secondo. "E' il tuo primo regalo di Natale da quando sei la mia ragazza, volevo che fosse speciale."
"E' un rubino?" sussurrò Brittany.
"Uno piccolo, sì," annuì Santana. "I rubini hanno un significato speciale."
"Che cosa significano?" chiese Brittany ancora meravigliata rimbalzando freneticamente con lo sguardo fra l'anello e il viso di Santana.
"Significano amore, integrità, passione e promessa," spiegò Santana a bassa voce ammorbidendo il sorriso. "Tutte le cose che ho con te."
Con viso raggiante, Brittany porse la mano a Santana. Santana prese l'anello dalla scatola e glielo infilò al dito, ammirandone l'aspetto sul suo dito aggraziato e affusolato.
Brittany le sorrise. "Lo indosserò anche se non saremo in un rifugio antiatomico o su un'isola deserta."
Le provinciali giunsero e passarono senza problemi. Dopodiché le regionali sembrarono arrivare altrettanto velocemente. Le Nuove Direzioni vinsero senza troppi sforzi, grazie ai solidi assoli dei senior e all'energico sottofondo vocale degli altri membri più giovani. Brittany e Santana furono scelte dal signor Schue per interpretare la parte clou della loro performance: un vivace duetto da City of Angels chiamato "What You Don't Know About Women." L'ironia non passò inosservata a Brittany e Santana, e ancor meno a Kurt, che era riuscito a malapena a contenere una risata quando il signor Schue glielo aveva assegnato. La loro vittoria alle regionali era così scontata che non si emozionarono nemmeno più di tanto: la vera sfida sarebbe stata alle nazionali qualche mese dopo.
Santana canticchiava le note del loro duetto durante il viaggio di ritorno a Lima con ancora addosso i loro vestiti da gara. Prese distrattamente il mignolo di Brittany col suo, come ai vecchi tempi. Brittany osservò le loro mani, intenta a studiarle.
"Fare le cose di nascosto è stato divertente per un po'," commentò Brittany come se non avesse pensato ad altro per tutto il viaggio.
Santana smise di canticchiare e rimase in silenzio per un attimo.
"Ma hai sempre paura che ci scoprano. Inizia ad essere pesante."
Santana sapeva dove voleva arrivare Brittany: voleva dirlo in giro. Ma Santana non era pronta. "Lo sai che lo faremo prima o poi, B," sussurrò cercando di chiudere il discorso.
"Quando, S?" chiese Brittany, improvvisamente impaziente. "Siamo già in febbraio." Poi fece una pausa, con tono triste e ancora più sommesso. "Sembra che ti vergogni o roba simile."
Santana la guardò in viso e vide che Brittany stava guardando fuori dal finestrino, cercando di nascondere l'espressione imbronciata. Era il suo broncio sincero e autentico, non quello che usava per ottenere quello che voleva.
"Piccola..." sussurrò Santana, col cuore in pezzi consapevole di essere la causa di quella tristezza. Strinse il mignolo di Brittany fra il suo. "Non potrei mai vergognarmi di te." Avrebbe voluto farle una promessa, assicurarle che le cose sarebbero cambiate. Ma allo stesso tempo non voleva nemmeno fare una promessa che non avrebbe potuto mantenere, o una promessa che l'avrebbe terrorizzata. "Facciamo passare il trimestre e le domande per il college, poi ne riparliamo."
"Me lo prometti?" chiese Brittany osservando il suo anello.
"Te lo prometto," rispose Santana sollevando lo sguardo sulla strada. Era una tortura sapere di renderla infelice. Parte di lei sperava che Brittany avrebbe dimenticato la promessa che le aveva appena fatto. Ma sapeva che non sarebbe mai successo.
