Epilogo

Santana camminava nei tortuosi e caotici corridoi della Big Beiste Productions nella speranza di non essersi persa nei meandri dell'edificio. Sperava ancor di più di non imbattersi in Rachel.

Era la prima volta che faceva visita alla sua ragazza sul posto di lavoro, nonostante Brittany lavorasse sul set già da alcuni mesi, quindi temeva di compiere qualche passo falso. Dopo aver domandato dove si trovasse il reparto costumi ad alcuni signori dall'espressione scorbutica intenti a spostare un enorme impianto di luci, raggiunse finalmente la sua meta ed arrivò di fronte ad una piccola struttura di set vicino alla quale presumeva stessero girando il film. Bussò delicatamente alla porta e sentì un frettoloso 'Avanti,' filtrare dall'interno.

Aprì con cautela la porta, per poi ritrovarsi davanti Brittany impegnata su un tavolo da disegno, da sola e circondata da un'infinita serie di abiti. Era un po' sorprendente perché, dal modo in cui aveva descritto le sue giornate, Santana aveva sempre immaginato che ci fossero dozzine di altre persone a collaborare con lei.

Si schiarì la voce, così Brittany si voltò, ma si accorse immediatamente che non si trattava di lei.

"Felicia? Credevo fosse Brittany a lavorare."

La bionda fece un ampio sorriso, "Sai, una delle cose che amo di più di te è che riesci a distinguerci all'istante," commentò togliendosi gli occhiali e appoggiandoli sul tavolo.

Fu in quel momento che Santana notò una ferita dall'aspetto orribile sul suo polso. Così non poté fare a meno di ansimare e correre al suo fianco, "Cos'è successo?"

Felicia aggrottò la fronte e abbassò lo sguardo sul polso, "Oh, facevo due chiacchiere con Tina al trucco, è fantastica con gli effetti speciali," aggiunse con una risatina.

Con un sospiro di sollievo, Santana si sedette sulla sedia in precedenza occupata da Felicia, "Va bene, ho appena avuto due terribili shock nell'arco di un minuto, è questo che significa fare film?" chiese sorridendo.

"E' davvero così scioccante vedermi?" chiese Felicia facendo il broncio.

"No, è solo che Brittany mi ha detto molto chiaramente che ama il suo lavoro, ed ero preoccupata che fosse successo qualcosa che ti avesse costretta ad uscire… non è andata così, vero?"

Felicia scosse il capo e si appoggiò al bordo del tavolo, "Stiamo realizzando delle uniformi per circa trecento attori di svariate età, quindi sto facendo il calcolo di quanto tessuto abbiamo bisogno."

Santana sembrò sorpresa, "E te l'ha chiesto Brittany? Ti ha lasciato il posto di proposito?"

Afferrando un fazzoletto, Felicia iniziò a pulire la ferita posticcia dal suo polso, "Non proprio. Cioè, diciamo che me l'ha chiesto, ma non sapeva come far sì che mi facessi avanti. Come sai non è che ami davvero la matematica, ma poi lei si è addormentata cercando di calcolare quanto scamosciato ordinare, quindi ho deciso di concederle una pausa."

"A proposito di pause, presumo di essere arrivata in perfetto orario per la tua pausa pranzo."

Felicia fece un sorriso, "Esatto, il che significa che hai l'onore di portarmi a pranzo. Ci sono un bel po' di posticini qui intorno."

Con un po' di esitazione, Santana si alzò in piedi, "A dire il vero avrei voluto portare a pranzo sia te che Brittany."

Inclinando la testa di lato, l'altra la guardò corrucciata per un attimo prima di abbassare lo sguardo a terra, "Avrei voluto parlartene a pranzo, ma credo che dovremo farlo qui," disse Felicia. Santana avvertì un'ondata di paura e si rimise seduta.

"Parlare di cosa?"

Senza rispondere, Felicia prese una sedia da qualche parte in mezzo alle montagne di vestiti e la posizionò proprio davanti alla sua, così vicino che le loro ginocchia quasi si toccavano. Santana si irrigidì, Felicia non aveva mai iniziato un discorso serio prima d'ora, cosa che le suggerì che si trattava di un argomento davvero molto importante.

"Sai che abbiamo incontrato Shane qualche settimana fa, no?" le chiese.

Santana ne era al corrente. A quanto le risultava, le loro ultime sedute erano state focalizzate principalmente sul rapporto di Brittany e Felicia con i loro genitori.

"Sì," rispose nervosamente.

"C'è stato un importante punto di svolta con Lori. Anche se ancora non me la sento di chiamarla mamma, sono riuscita a capire che, in fondo in fondo, non la odio." Santana sorrise debolmente alla notizia, felice per quanto fosse successo ma incerta sul perché una buona notizia dovesse essere data come se fosse cattiva, "Questo è successo circa un mese fa."

Santana aggrottò le sopracciglia, "Brittany non mi ha detto niente."

"Le ho chiesto io di non farlo, perché ho perdonato quella donna ma avevo bisogno di un po' di tempo per metabolizzare quei sentimenti prima che qualcun altro ne fosse informato. Quello su cui ci siamo concentrati nell'ultimo periodo dopo di allora siamo state noi," spiegò accentuando la parola noi per indicare tutte e tre.

"Cosa c'è che non va?"

"Io e Brittany abbiamo dovuto discutere di alcuni cambiamenti, e uno di questi è su come stare con te. Ora come ora, se vuoi dire qualcosa a tutte e due, lo dici a Brittany nella speranza che il messaggio arrivi anche a me. Non parli mai direttamente con me per le decisioni importanti. Come quando hai proposto di trasferirci da te, l'hai chiesto a lei. Avete valutato tutti i pro e i contro e, certo, alla fine l'ultima parola l'hai lasciata a me, ma come diavolo avrei potuto dire di no a quel punto? Brittany era entusiasta come non mai ed era evidente che anche tu lo desiderassi allo stesso modo-"

"Non volevi trasferirti da me?" chiese Santana preoccupata.

"No, amore, non mi stai ascoltando, certo che lo volevo. Sono molto felice di stare con te, quello che sto dicendo è che ogni volta che succede qualcosa lo discutete fra voi e a me lasciate il peso della decisione finale solo dopo che avete snocciolato ogni dettaglio."

"Ma… potresti fare delle proposte anche tu."

L'altra scosse il capo, "Difficile. Io e Brittany camminiamo sul filo del rasoio per ogni minima cosa che facciamo, se scoprisse che ho cambiato i patti si scatenerebbe un casino. E non voglio affrontare un dramma per qualche dettaglio minore."

"E cos'è che vorresti cambiare?"

"Niente," rispose Felicia esasperata, "Non c'è niente che voglio cambiare. Non si tratta di questo, si tratta del fatto che io ho dovuto starmene a guardare mentre voi due progettavate il futuro e subentrare solo quando mi avete chiesto 'Oh, a proposito, per te va bene Felicia?'."

"Non era mia intenzione, pensavo… pensavo che ti andasse bene," rispose triste Santana, desiderando di essersene accorta sul momento per poter rimediare.

"Non sono arrabbiata, né ti dò la colpa, per quanto ne sapevi io ero d'accordo. Ma voi due litigate e poi fate sesso riappacificatore prima che io abbia il tempo di dire che ho superato quanto è successo. Non ti sto dicendo che non ti ho perdonata per qualcosa, ti sto dicendo che il fatto che i miei sentimenti non vengano mai presi in considerazione è stato un problema."

Santana non aveva idea di cosa fare, e desiderava ardentemente di sapere quale fosse la cosa giusta da dire, "Ti chiedo scusa," disse, perché era l'unica cosa che le veniva in mente.

Felicia sorrise e scosse il capo, "Non scusarti, come ho detto non potevi saperlo, e nemmeno Brittany. E' di questo che abbiamo parlato con Shane… quello e un po' di altre cose, ma un problema alla volta. Non esiste una soluzione semplice che non mi faccia sentire come se voleste accontentarmi, e so che sei una fidanzata meravigliosa e che faresti tutto quanto è umanamente possibile per evitare che succeda. Quindi abbiamo concluso che, quando è possibile, e ammesso che io ne discuta prima con Brittany, sarò io quella che proporrà i grandi cambiamenti nel nostro rapporto. Ed è più o meno quello che intendo fare adesso, non per la terapia, ma perché è stata una mia idea."

"E di cosa si tratta?"

"Vorrei parlare di matrimonio."

Gli occhi di Santana si spalancarono, "Matrimonio," ripeté domandandosi se avesse sentito bene.

"Voglio sposarti. Lo vogliamo entrambe e so che tu ne vorresti parlare prima con Brittany, voglio dire, abbiamo fatto tanta strada ma questo è un passo enorme. So che di solito procediamo a piccoli passi, ma volevo farti sapere che è quello che mi frulla qui dentro da un po'," concluse picchiettandosi la fronte.

"E lo desidera anche Brittany?"

"Sono autorizzata a dirti che è interessata, ma non il suo grado di interesse," rispose Felicia ridacchiando.

"Devo confessare che anch'io sono interessata," ammise Santana. Era molto più che interessata, ma anche sbalordita e un po' agitata.

Un sorriso si dipinse sul viso di Felicia, "Perfetto! Allora siamo tutte interessate. Cioè, so che dobbiamo ancora conoscere i rispettivi genitori e capire come organizzare un matrimonio con tre spose… o se fare due cerimonie separate. Per non parlare del fatto che quando avremo stabilito tutti i dettagli penso di farti una proposta formale che comprende un anello con diamante di dimensioni enormi e tutto il resto."

All'improvviso Santana fu colpita da un pensiero doloroso che non poté fare a meno di esprimere ad alta voce, "Ma l'obiettivo della terapia è ancora quello di rendere te e Brittany un'unica persona, giusto?"

Il suo sorriso svanì e abbassò lo sguardo a terra, "Sì."

"E' c'è sempre la possibilità che, se questo succede, Brittany potrebbe non voler più stare con me, per qualsiasi motivo."

"Vero anche questo."

"Quindi non ti sembra che… Non credo che riuscirei ad affrontare un divorzio da lei oltre a tutto quel cambiamento."

"Ma è solo una possibilità, e non è nemmeno una probabile, inoltre c'è ancora tantissima strada che dobbiamo fare con Shane prima di arrivare a quello. Infine, il divorzio è possibile solo per i matrimoni legali."

"Felicia-"

"Voglio sposarti," disse con voce ricolma di tale emozione che Santana sentì il suo cuore spezzarsi per la donna davanti a lei, "Santana, non so cosa sono, davvero. Forse sono solo una specie di folle frammento dell'immaginazione di Brittany, forse sono un'anima intrappolata in un corpo con lei. Sono metà di lei ma non capisco come. Per tutta la mia vita sono stata sola nella sua testa a lottare per avere un po' di libertà e sforzandomi di rimanere nascosta, eppure tutto quello che sono riuscita ad ottenere è stato incasinaci entrambe. Prima di conoscerti non avevo mai preso in considerazione l'amore o l'idea del matrimonio, e quando ti ho incontrata avevo appena iniziato a imparare cosa significasse essere responsabile. Ma ora ti voglio per davvero, non mi basta averti conosciuta e poi sparire ed essere stata nient'altro che una parentesi temporanea nella tua relazione con lei."

"Non lo sei."

"Lo sarò. Sarò la donna che ti mancherà: ciò che resterà di me in Brittany ti farà sorridere e mi ricorderai con affetto, ma non voglio essere quello. Non voglio essere ricordata come un effetto collaterale di una malattia mentale, voglio far parte della tua vita, anche se dovesse durare solo per un po'."

Felicia si asciugò le lacrime che minacciavano di uscire e Santana si ritrovò a dover fare lo stesso, "Non so se riuscirò ad ottenere due licenze matrimoniali diverse per te e Brittany."

Alzando le spalle, Felicia si asciugò gli occhi, "Me ne farò procurare una falsa da Puck. Mi importa solo di come ricorderai me, non lo stato geografico della licenza."

"Mi ricorderò di te, e non solo come una persona che conoscevo e che non c'è più. Amerò sempre te e Brittany con tutto il mio cuore." Le parole successive rappresentavano una delle sue paure più radicate, che le strinsero la gola mentre si sforzò di dirle, "Anche se un giorno smetterete di amarmi."

Santana era abituata a essere quella che offriva conforto quando le cose si facevano difficili, ma quando le prime lacrime caddero sul suo viso, l'altra donna la prese fra le sue braccia.

"Ho il permesso di dirti che siamo entrambe preoccupate per quello che può succederci in futuro. Ma tutto ciò che so è che voglio sposarti, perché non voglio che quello che abbiamo scompaia senza lasciare traccia, e Brittany prova lo stesso. Ha le stesse mie paure di perdere se stessa nella transizione."

Era doloroso sentire che Felicia si sentisse così semplice da dimenticare, "Lo capisco, e di certo ne voglio riparlare sia con te che con Brittany," disse sperando che l'altra donna non sentisse la necessità di regalare un anello per essere ricordata.

Sorridendo, Felicia si sporse in avanti e la baciò appassionatamente, un bacio che partì dalle labbra di Santana per poi spostarsi sul suo collo, dove sentì che l'altra donna la stava marchiando. Si domandò se fosse una cosa inconscia oppure un accordo preventivo che Felicia le lasciasse segni sulla parte destra e Brittany di solito sulla sinistra. Se lo stava domandando quando Felicia succhiò talmente forte la sua vena del collo che le provocò una sensazione incredibile fra le gambe. All'improvviso ogni bacio ed ogni tocco si caricarono di desiderio.

"Oh!"

Entrambe si fermarono e si voltarono verso la porta, dove una donna asiatica se ne stava impalata con aria sconvolta, "S-scusate, s-stavo cercando, ehm… ciao," disse precipitandosi fuori dalla porta e chiudendola alle sue spalle.

"Eeee quella era Tina," commentò Felicia con una risata facendo un passo indietro.

"Dobbiamo averla davvero scioccata, non sa di noi?"

"Sa che Brittany non parla molto di te. Tina è così. Quando il regista va su tutte le furie per qualcosa, iniziano entrambe a balbettare. Ti giuro, è la cosa più adorabile del mondo. Non riesce nemmeno ad arrabbiarsi con loro."

"Buono a sapersi."

"E comunque mi ricorda," proseguì baciando il livido che Santana sapeva si stava formando sul suo collo, "Che c'è un'altra cosa che stiamo affrontando con Shane."

"Ehm, Felicia, devo ancora parlare con Brittany di questo, non credo di essere pronta per un altro discorso sentimentalmente importante per il momento," disse con tutta onestà. Il suo cuore stava ancora cercando di riprendersi dal pensiero di sposare Felicia e Brittany per poi magari svegliarsi una mattina e scoprire di averle perse entrambe.

"Non è così importante. Beh, sì, lo è, ma non è una cosa troppo sentimentale."

"Okay," disse con cautela.

"Sesso. Dobbiamo cambiare un po' il sesso."

Santana la guardò confusa, "In che modo?"

"Fa parte delle cose che io e Brittany dobbiamo fare per provare ad assomigliarci di più. Il sesso è una di queste. Il nostro approccio al sesso è completamente opposto, come ben sai, quindi io devo andare un po' più piano, mentre Brittany deve imparare ad accelerare il passo."

"Ma questo non significa invertire i ruoli? Io vi amo entrambe esattamente come siete."

"Ehi, non sto dicendo di rinunciare a quello che sappiamo fare meglio, dobbiamo solo imparare a fare entrambe le cose. Non posso dirti cosa spera di ottenere lei, ma posso dirti che io voglio un po' di quello che ha lei con te. Voglio conoscere meglio il tuo corpo, quello che ti fa scattare," spiegò Felicia tracciando lentamente col dito la sua mandibola e il suo collo.

Non poteva far finta che l'idea di Felicia desiderosa di conoscere tutte le sue zone erogene non le facesse drizzare la peluria sul collo.

"Non siete costrette a farlo."

"Lo sappiamo, ma vogliamo farlo. Io sono davvero un po' troppo precipitosa," ammise con un sorrisetto, e Santana sapeva che stava ricordando la conversazione che aveva avuto con Brittany mesi prima.

"Lo sai che non mi stavo lamentando di te o di come ti comporti, vero?"

"So bene di essere una dea del sesso," gli occhi di Felicia brillarono e la baciò di nuovo, "ma dopo che hai detto quelle parole, ho iniziato a desiderare di più del sesso bollente e delle scopate. Comunque, e Brittany mi ha chiesto di domandarti anche questo, dovrai essere tu a guidarci lungo il percorso, perché si tratta di territorio inesplorato."

Ora stava pensando a come insegnare a Brittany ad essere più aggressiva e a Felicia più tenera, "Quanto ti manca per finire il lavoro?"

Felicia fece una risatina e le diede un rapido bacio sulle labbra, "Rallenta tigre, mancano ancora quattro ore e poi stasera abbiamo la campagna."

"Possiamo saltarla."

"Posso inventarmi qualcosa, ma non possiamo saltarla del tutto, Sam ci rimarrebbe malissimo."

Era la verità, quella sera avrebbero iniziato una nuova campagna e per la prima volta Mercedes si sarebbe unita a loro, insieme a Sugar, per un bizzarro caso del destino. Infatti, quando la donna aveva scoperto che Santana conosceva 'quella' Mercedes Jones, aveva iniziato ad insistere per incontrarla. Ragion per cui il suo interesse per Santana ebbe un aumento del 10.000%, in particolare dopo aver appreso che la diva acclamata in tutto il mondo avrebbe aperto le porte di casa sua per un gioco di ruolo. Certo, Sugar non era un'amica, e nemmeno una conoscente, ma dato che conosceva Santana immaginò che potesse andare bene lo stesso.

Quindi, dopo essere saltata sul suo jet privato ed aver volato da New York a Los Angeles, l'amica di vecchia data di Santana era tornata in città e l'avrebbe incontrata quella sera. Santana si era domandata spesso cos'avrebbe detto se avesse saputo che conosceva anche Rachel Berry, ma non sapeva se quel vecchio accordo di non divulgazione comprendesse una clausola a lungo termine. Quindi se lo tenne per sé.

Un profondo sospiro le sfuggì dalle labbra e posò la fronte sulla spalla di Felicia, "Allora lascia che ti porti a pranzo, solo io e te, poi dopo il lavoro porterò Brittany a cena. Che ne dici?"

"Mi sembra perfetto."


C'era un piccolo bar ristorante poco lontano dal set dove Santana aveva comprato un paio di panini che stavano mangiando fuori dall'edificio, godendosi il sole di mezzogiorno.

Santana osservò Felicia mangiare con un sorriso compiaciuto sul viso, "Che c'è di così divertente?" le chiese, quasi ridendo a sua volta per l'allegria dell'altra.

"Niente, sono solo felice."

"Davvero?" le chiese seria, sperando che la donna non si stesse sforzando di fingere per il suo bene.

"Lo sono davvero. Cioè, posso anche pensare a tutte le cose brutte che possono succedere, ma non risolverebbe niente e servirebbe solo a rovinare quanto sia felice che tu sia con me adesso."

Annuì comprendendo i suoi sentimenti, "Credo che dovrei fare lo stesso. E' difficile non pensare a cosa potrebbe succedere invece di godersi il presente."

"Quando sono preoccupata per il futuro penso a te e a quando ti sei avvicinata a me davanti alla finestra," spiegò con un debole sorriso, "Pensavo davvero che mi stessero mandando a morire, poi sei arrivata tu e mi hai tenuta stretta e mi hai fatta sentire una persona reale. Non solo un incidente nato dalla paura, ma una persona pura e semplice che significava qualcosa per qualcuno. Non credo tu sappia quanto abbia voluto dire per me, avere qualcuno che sapesse chi e cosa fossi e che continuasse a volermi bene. Mi ha fatto essere forte quando incontravo Shane, anche se per lungo tempo l'ho considerato come il mio carnefice. Quindi, anche se l'averti conosciuta mi porterà a scomparire, resterà sempre quello: ci sarà sempre quel momento in cui sapevo che qualcuno teneva a me, e qualunque cosa succeda ne varrà la pena perché mi ha portata a farmi sentire in questo modo."

Santana giocherellò col suo panino, un po' in imbarazzo di fronte a tanta onestà, "Non posso essere l'unica. Sono certa che mancheresti anche a Puck."

"Non lo conosci. Non saprebbe niente di quello che è successo a meno che non glielo dicessi tu, e se gli spiegassi che io ero una personalità alternativa di Brittany probabilmente si limiterebbe a rispondere 'Wow, allucinante' e poi continuerebbe a parlare della sua giornata."

"Se passassi più tempo con Sam e gli altri anche loro si affezionerebbero molto a te. Ora ti conoscono solo come l'altra metà di Brittany, ma quando vedranno quello che vedo io non sarà più così."

"E tu cosa vedi?" le chiese dando un morso al panino.

Santana dovette pensarci su, c'era qualcosa sia in Brittany che in Felicia che aveva colto la sua attenzione, e non era sicura di come spiegarlo a parole.

"Qualcosa di unico," rispose semplicemente.

Felicia fece una smorfia, "Ovvio."

"Oltre alla personalità multipla. Siete entrambe assolutamente uniche in modo affascinante."

Annuendo per dimostrare di aver capito, Felicia finì il suo pasto e gettò il piatto in un cestino poco lontano, "La pausa pranzo finisce fra un'ora," disse aspettando che Santana finisse il suo panino e gettasse via il piatto a sua volta.

"Ci vogliono cinque minuti a piedi per rientrare," si lamentò Santana osservando il piatto volare nel cestino.

Felicia fece un sorrisetto e Santana ebbe un vago sospetto sul motivo per cui la donna volesse rientrare prima. Ne ebbe la conferma appena rientrate nel piccolo edificio, in quanto si ritrovò intrappolata contro una parete.

Si baciarono appassionatamente per un po' prima che Felicia provasse a sollevarle la gonna in vita.

Con gentilezza, Santana fermò la sua mano e le diede qualche bacetto, "Forse potrebbe essere un buon momento per la prima lezione."

"Sul posto di lavoro di Brittany durante la pausa pranzo? No, credo sia meglio iniziare più tardi, questa è la classica situazione da sveltina," rispose continuando a tirare la gonna di Santana, che comunque tenne ben salda al suo posto.

"Ci vorrà meno di un'ora, e ti piacerà da pazzi, te l'assicuro."

Controvoglia, Felicia lasciò la presa sul tessuto e permise a Santana di baciarla di nuovo, questa volta ancora più lentamente. Con la bocca esplorò senza fretta la pelle di Felicia, meravigliandosi per come le piccole cose che facevano impazzire Brittany non avessero lo stesso effetto sul suo alter ego. Eppure scoprì nuovi modi per appagarla, come baciare la pelle morbida dietro l'orecchio la facesse rabbrividire, o come passare coi denti sulla stessa zona provocasse un suono che non aveva mai sentito lasciare le labbra di Felicia.

La bionda localizzò velocemente la zona dietro il ginocchio di Santana che le faceva tremare le gambe, ma questa conoscenza l'aveva presa da Brittany, e non significava che sapesse come farla funzionare a dovere. Comunque i suoi sforzi da principiante raggiunsero il loro scopo e ben presto Santana non riuscì più a resistere, così Felicia la spinse sopra ad un tavolo ricoperto di tessuti e costumi incompleti. Sollevò Santana con agilità e la mise sul tavolo salendo sopra di lei.

Quando Santana si appoggiò sulla pila di tessuto, non poté fare a meno di chiedere, "Sei sicura che non sia un problema?"

"Li farò lavare," rispose evasiva Felicia prima di iniziare a baciare il collo di Santana.

"Lì, il punto che hai baciato prima."

Senza bisogno di ulteriori direttive, Felicia trovò il livido che aveva fatto, vi attaccò sopra le labbra e succhiò così forte che Santana dovette inarcare la schiena e trattenere un lamento, bagnando conseguentemente la sua biancheria. Notando la sua reazione, Felicia ripeté l'azione e trovò il punto esatto dietro al ginocchio, concludendo l'operazione con una ferma pressione sul clitoride, facendola venire sul tavolo completamente vestita.

"Avevi ragione, mi piace davvero," commentò con quel suo familiare sguardo predatore.

"Hai barato. Hai ancora molto da imparare, signorina, si può fare anche senza arrivare fra le gambe," rispose Santana invertendo la posizione con Felicia e togliendole la maglietta.

Riprese la sua esplorazione, testando la sensibilità di quel corpo familiare, trovando sempre meno somiglianze con quello di Brittany. Brittany adorava il seno, toccarlo e farsi accarezzare il proprio, ma Felicia era più o meno sensibile come la maggior parte delle donne. Tuttavia, fece una bizzarra scoperta: infatti scoprì che baciando o mordicchiando le ascelle o la pelle circostante poteva farle raggiungere l'orgasmo, e così fece, diverse volte, fino a che Felicia dovette spingerla via dal suo nuovo parco giochi.

"Possiamo passare al sesso vero per favore? Perché mi sto rovinando i pantaloni," ansimò con desiderio e amore nei suoi occhi.

Santana annuì e si tolse i vestiti, facendo una risatina quando Felicia si liberò dei suoi in quattro e quattro otto. Così si ritrovarono nude e i loro corpi si incontrarono di nuovo, eppure Santana non permise che Felicia procedesse al suo solito ritmo. La baciò di nuovo, costringendola a calmarsi, le prese la mano e si limitò a muovere il bacino lentamente contro il suo. L'istinto naturale di Felicia la spinse a muovere il bacino verso l'alto, ma Santana appoggiò una mano sul suo fianco e la guidò in un pigro e delicato ritmo che aumentava lentamente.

Felicia stava ansimando pesantemente con la chiara intenzione di prendere il controllo, ma Santana aveva una salda presa su di lei. Persino quando si sporse in avanti e morsicò la morbida pelle dietro l'orecchio, facendo agitare Felicia sotto di lei e gemere sonoramente.

"Voglio sposarti," disse sottovoce fra un morso e l'altro sulla pelle sensibile, "Voglio che noi tre ne discutiamo e organizziamo le cose, ma devi sapere che non ti dimenticherò mai." Un morso leggermente più forte fece roteare i suoi occhi azzurri all'indietro per il piacere, "Sei importante per me, e non solo, sei una persona che amo da impazzire. E devi sapere che non potrei mai dimenticare cosa provo per te."

Un debole gemito lasciò le labbra di Felicia un attimo prima che venisse e, in quel momento, si attaccò al grandioso livido sul collo di Santana costringendola a nascondere un grido di piacere nella pila di tessuti e vestiti.

Senza fiato, rimasero sdraiate l'una a fianco dell'altra, poi Felicia si avvicinò per baciarla un'ultima volta e per concederle un sorriso esausto, "Ti amo anch'io," le disse accoccolandosi contro al suo collo.

Santana ricambiò il bacio prima di dire, "Sono certa che manchi ancora un po' di tempo alla fine della tua pausa, ma è meglio che vada prima che tu recuperi le energie per ricominciare. Hai un sacco di cose da scrivere."

Felicia si mise seduta e fece una risata, "Mi conosci troppo bene."


Brittany era seduta al tavolo di un ristorante raffinato intenta a leggere il romanzo che le aveva lasciato Felicia.

Evidentemente c'erano un sacco di cose da dire e, per la maggior parte di queste, era felice che l'altra sua metà avesse affrontato certi argomenti per conto suo, perché era impossibile che lei sarebbe sopravvissuta all'argomento matrimonio senza avere un attacco di panico alla prima parola. Leggere che Santana fosse aperta all'idea portò via gran parte della sua ansia, che fece ritorno quando lesse la parte in cui Felicia aveva ammesso la loro paura di scomparire.

Se n'era proprio dimenticata. Aveva volutamente ignorato quella possibilità, perché il dottor Tinsley aveva detto che era improbabile, ma restava comunque una preoccupazione reale. Continuò a leggere della loro giornata, delle richieste del regista e che Tina le aveva beccate in una posizione compromettente. L'ultima parte la fece arrossire, come l'idea che Santana fosse così favorevole all'idea di fare l'insegnante del sesso tanto da iniziare con la prima lezione proprio nella pausa pranzo.

Sollevò lo sguardo e vide Santana mordicchiare un grissino mentre era intenta a leggere qualcosa sul suo telefono.

"Santana," la chiamò sottovoce.

L'altra spense il telefono, deglutì il grissino e diede a Brittany tutta la sua attenzione, "Sì?"

"Felicia… ti ha detto che anch'io mi sento allo stesso modo? Sulla possibilità di sparire?"

"Sì, me l'ha detto."

"Beh, vorrei dirtelo io stessa, ti amo e non importa quel che succederà, la me di adesso ti amerà sempre. Qualsiasi casino possa succedere al mio cervello in futuro, ti amo da morire. Ma se questo è troppo, se sposarmi è un rischio troppo grande, non dobbiamo avere una cerimonia ufficiale, almeno non fra di noi. E' Felicia quella spaventata all'idea di non lasciare nessuna traccia e di essere dimenticata, io sono solo preoccupata di quello che possa succederti dopo, perché so quanto mi ami e so quanto ti spezzerebbe il cuore."

"Britt, è solo una possibilità, magari fra anni a venire come dice il dottor Tinsley, quindi non dovremmo dirci addio. Ho intenzione di far parte della tua vita per sempre, non sono pronta a prepararmi ad una fine imminente. Non lo sarò mai. Voglio che il nostro rapporto duri il più possibile. Ti ho già detto che non voglio che cambiamo il nostro modo di essere perché magari, un giorno, qualcosa potrà andare storto."

Brittany posò la pila di fogli nella sua tracolla e si ricordò della volta in cui Santana era passata al suo appartamento per restituirla. Passò le dita lentamente sui bordi pensando anche a tutti i giorni che aveva trascorso semplicemente sognando di avere una conversazione col suo capo. Ed ora erano lì, a progettare la loro vita insieme.

Finita la cena, e dopo che Santana pagò il conto, si misero in auto e si diressero verso casa di Mercedes discutendo di come sarebbe stata divertente la serata. Quando svoltarono nel vialetto già pieno di auto, Brittany attese un attimo prima di aprire la portiera, voltandosi verso Santana impaziente di chiederle cosa le passasse per la testa.

"Perché sei così perfetta con me?" le chiese con una risatina.

"Perché so quanto sono fortunata ad averti. Ho già incasinato le cose una volta."

"Non è vero. Nessuna di noi era preparata per quanto stava succedendo."

"Quando ti ho detto quel che sapevo, ho sbagliato, e non voglio mai più vederti così devastata e ferita," disse accarezzandole i capelli e la solita costellazione di lentiggini sulla guancia.

Brittany sorrise e si spostò più vicina per dare a Santana un bacio che avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di più se un fragoroso bussare al finestrino non le avesse interrotte.

"Due volte in un giorno!" sbottò Santana quando si voltò verso l'intruso.

Questa volta era Sugar che si trovava fuori dall'auto, e faceva gesti con la mano affinché abbassasse il finestrino.

Lamentandosi, Santana abbassò la barriera di vetro, "Che c'è?"

"Dovete entrare con me o sembrerà strano. Aspetta, Mercedes è già arrivata?"

Santana sospirò stringendosi il setto nasale "Siamo appena arrivate e stavamo avendo una conversazione privata. Comunque sì, presumo che sia già qui dato che è casa sua."

"Beh, muoviti, devo entrare."

Brittany sapeva che Santana era ben più che irritata, ma dopo aver scoperto che la donnina aveva giocato un ruolo fondamentale nella loro riconciliazione, era sempre stata favorevole ad aiutarla se necessario. Era stata lei a convincere Santana a permettere a Sugar di unirsi a loro, così uscì dall'auto facendo in modo che Santana la seguisse.

"Quindi a Mercedes piacciono davvero queste cazzate o posso fare finta?" chiese Sugar a Santana mentre Brittany bussava alla porta.

"Se fai finta di avere l'Asperger, di essere una cantante e di avere un'anima, non capisco perché non dovresti fingere questo."

"A parte il tuo onnipresente sarcasmo hai ragione, sono una professionista."

La porta si aprì e si ritrovarono davanti Rory con un largo sorriso stampato in faccia, i suoi occhi scandagliarono le nuove arrivate e, nell'istante in cui si posarono su Sugar, si accesero.

"Ma buonasera," disse suadente appoggiandosi allo stipite della porta.

"Fuori dai piedi, spilungone," disse Santana oltrepassandolo e portandosi dietro Brittany.

Brittany fece una risatina per lo sguardo che Sugar stava lanciando a Rory mentre lui continuava a provarci con lei sulla porta. La sua ragazza la scortò in soggiorno dove tutti gli altri erano già seduti ad aspettare. Salutarono il gruppo mentre Brittany si sedeva sul divano fra Santana ed una Mercedes leggermente contrariata.

"Quindi ti ha finalmente convinta a partecipare."

"L'ha organizzata nel mio soggiorno, non vedo come potessi evitarlo."

"Sei stata tu a non volere che i paparazzi ti beccassero in un negozio di fumetti," intervenne Sam con una risata.

In quel momento fece il suo ingresso Sugar con aria irritata, espressione che svanì non appena vide Mercedes. Il suo atteggiamento si trasformò in cordiale ed educato e si sedette dall'altro lato della cantante.

Il suo abbagliante sorriso diminuì quando Rory si appoggiò al bracciolo del divano di fianco a lei, cosa che comunque non le impedì di presentarsi, "Salve, sono Sugar Motta, la migliore amica della maleducatissima Santana Lopez che non mi ha nemmeno presentata."

"Mercedes Jones," rispose l'altra tendendo la mano.

Sugar la prese entusiasta, "Oh, so esattamente chi è lei," rispose gesticolando ampiamente.

"Cominciamo," intervenne Santana interrompendo qualsiasi altra cosa Sugar potesse dire.


Fu chiaro fin dai primi minuti che per le due nuove giocatrici non sarebbe stata una serata facile. Mercedes aveva difficoltà a distinguere il dialogo del gioco dalla normale conversazione, ragion per cui Mike era stato sul punto di prendersi uno schiaffo per aver fatto con il suo mago un commento spiacevole sull'elfa oscura di lei. Sugar invece se la cavava bene coi dialoghi, ma sembrava avere problemi nel capire come mai il suo personaggio non potesse comprarsi un'armatura migliore: l'idea che lei o il personaggio che controllava potessero essere poveri proprio non le entrava in testa.

Tuttavia, più tardi, dopo che Mercedes ebbe ucciso un malvagio signore della guerra e Sugar ebbe fatto un po' di denaro rubandolo a Rory, tutto iniziò ad andare meglio.

Brittany era felice solo di poter condividere il suo hobby preferito con Santana e Sam allo stesso tempo. Non si stancava mai, perché ricordava ancora la donna che era, quella che aveva paura persino a dire che facesse quel genere di giochi. Per un po' rimase seduta in silenzio, intervenendo solo quando era il suo turno, eppure non era in grado di immedesimarsi completamente nel gioco perché stava ancora pensando al futuro. Si domandò se il disinteresse di Felicia per il mondo del fantasy e dei fumetti avrebbe cambiato il suo amore per essi, e se questo avrebbe potuto cambiare le cose fra lei e Sam. Certo, lui sarebbe sempre rimasto suo amico, ma avevano costruito un legame speciale attraverso quell'interesse comune. Si preoccupò per Rattoppo e di cosa avrebbe potuto fargli una nuova e riorganizzata versione di se stessa, come gettarlo nell'immondizia o nasconderlo in una scatola.

All'improvviso non andava più tutto bene. Il futuro non aveva buone prospettive, era terrificante. Rimettendosi seduta composta, cercò di fare finta di niente e di pensare ad un motivo per scusarsi e allontanarsi dal gioco, ma Santana era sempre un passo avanti a lei. Il suo braccio avvolse la vita di Brittany avvicinando a lei il suo corpo, posando discretamente le labbra vicino al suo orecchio per sussurrarle le parole che le aveva detto mesi prima.

"Andrà tutto bene."

Brittany era ancora tesa ma annuì leggermente, "Leggi nel pensiero?" le domandò con una risata triste.

Santana scosse il capo, "Ti stai agitando sempre di più da qualche minuto a questa parte. Dovresti divertirti e invece sei chiaramente tesa," rispose con voce così bassa in modo che solo Brittany potesse sentirla.

"Non c'è modo di sapere che andrà tutto bene," mormorò.

"E' vero, ma io so che sarà così."

Santana prese la sua mano e intrecciò le dita alle sue, mettendo il braccio di Brittany intorno a lei.

Artie sembrò notare il loro momento privato e stava per commentare quando Sugar intervenne strillando un "Fine tempo!".

Tutti smisero di parlare e lei infilò la mano nella borsa per estrarre un mazzo di banconote da cento dollari, "Se vi dò questi posso cambiare i miei valori? Si fa troppa fatica a sgobbare per migliorarli."

Sam diede un'occhiata al denaro, poi ai suoi appunti, "Mi sembra ragionevole," rispose prendendo le banconote.

La bocca di Artie si spalancò mostrando un'espressione scandalizzata, "Ma non puoi permetterglielo! E tutti gli altri?"

Sam si fece vento con la sua nuova ricchezza, "Dammi un paio di testoni e avrai un livello in più anche tu."

"Ma non c'è nemmeno un motivo nella storia perché abbia acquisito tutto quel potere al primo livello!"

"Una fatina magica appare davanti al gruppo e benedice Sugar con il potere di cambiare i valori."

"Stronzate!"

"Ehi, Artie, calmati e mostra un po' di rispetto per la signora," intervenne Rory dal suo trespolo.

Sugar sembrò impassibile mentre era intenta a cancellare i suoi vecchi valori e scriverne di nuovi. Mercedes iniziò a fare lo stesso costringendo Sam ad alzarsi dallo schienale della sua sedia.

"Ehi! 'Cedes non barare!"

"Se lo fa Sugar lo faccio anch'io."

"Ma lei mi ha pagato!" protestò lui.

"Che ne dici di questo: o mi lasci cambiare i numeri o faccio lo sciopero del sesso."

"Procedi," rispose appoggiandosi di nuovo alla sedia.

"Oh, ma che cazzo!" sbottò Artie.

Sam sollevò le spalle, "Anche tu potresti minacciarmi con lo sciopero del sesso, ma credo che avresti più successo con la tattica di Sugar."

"Ma chi è questa tipa? Chi è che l'ha invitata?" domandò Artie infuriato lanciando occhiatacce a chi aveva infranto le regole.

"Ho detto lasciala in pace," disse di nuovo Rory con fare stizzito e apparentemente già pronto a litigare.

"Non c'è bisogno di scaldarsi, non le cambio così tanto," intervenne Sugar.

"E' una questione di principio, Artie non sa come trattare una donna della tua levatura," commentò Rory posandole una mano sulla spalla.

Sugar guardò la mano e poi lui prima di raccogliere la sua matita e spingerla via.

"Senti," iniziò, e Brittany sapeva già che le cose stavano per precipitare, così come Santana perché stava ridacchiando, "Ronald, giusto?"

"Rory."

"Non mi importa. Ci stai provando con me fin da quando sono entrata dalla porta, ma vorrei mettere in chiaro che sono ben oltre la tua portata. Un bel po' oltre. Infatti, se dalle tue parti ci fosse un'esplosione non sentirei il suono per almeno tre o quattro giorni. Quindi, ti prego, falla finita."

Mercedes scoppiò a ridere e si voltò verso Santana, "Ora capisco perché andate d'accordo."

Brittany pensò che la parte più divertente fosse che Rory non sembrava minimamente turbato.

Riuscirono a finire la campagna in una discreta pace e, al termine della stessa, Sugar e Mercedes erano già amiche su Facebook e Rory aveva ottenuto il numero di Sugar. Non da Sugar, ovviamente, glielo aveva dato Santana dicendo che la sua amica se lo meritava per 'quello scherzetto su Lucile'. Di quale scherzetto si trattasse, Brittany non lo sapeva, ma sicuramente doveva essere stato pessimo.

Erano quasi le due del mattino quando salirono in auto per tornare a casa. Brittany era stanca e pronta per andare a dormire, ma Santana ruppe il silenzio e la sua voce la fece ritornare sveglia.

"Durante il nostro terzo appuntamento credo… credo sia stato quello il momento in cui mi sono innamorata di te. E' difficile individuare il momento esatto, ma credo sia quello."

Quella frase la prese alla sprovvista e le fece aggrottare la fronte sforzandosi di rimettere insieme i pezzi di quella serata. Durante il terzo appuntamento non ricordava di essere stata particolarmente affascinante, ricordava invece di essere stata certa che Santana avrebbe rotto con lei, quindi era stata relativamente rilassata e si era goduta i loro ultimi momenti insieme. A fine serata, quando le aveva chiesto di uscire di nuovo, era rimasta scioccata ma aveva accettato prontamente.

"Ma quello è stato prima che ci mettessimo insieme."

"Lo so. Stavo ancora cercando di capire chi fosse Felicia, e pensavo che quello che sentivo fosse solo semplice curiosità sul fatto che poteste essere la stessa persona. Guardandomi indietro, credo che sia stato quello il momento in cui è iniziato tutto."

"Mi fa piacere essere riuscita ad ammaliarti," ridacchiò.

Anche Santana si mise a ridere, "Quello che intendo dire con tutto questo è che è per quello che sono certa che andrà tutto bene."

"Per via del nostro terzo appuntamento?" le chiese.

Era evidente che Santana si stesse sforzando di spiegarsi meglio "Quando stavamo passeggiando sul molo, tu eri rilassata e te stessa ed eri bellissima. E non intendo solo fisicamente parlando, era come se irradiassi qualcosa di meraviglioso che mi ha spinto a chiederti di uscire di nuovo."

"Non saprei," rispose arrossendo, "Dentro sono un completo disastro."

"E' quello che è successo nella tua vita, non chi sei tu. Tu sei una persona speciale, anche divisa a metà sei comunque splendida e non riesco a immaginare, nemmeno nei miei sogni più sfrenati, come due parti di qualcuno così eccezionale possano non essere altrettanto una volta riunite."

"Sai che odio essere pessimista, ma non possiamo ignorare l'eventualità negativa," rispose triste Brittany.

Santana rimase in silenzio fino a che non giunsero ad un semaforo rosso, allora si voltò per guardarla, "Non lo sto ignorando, ti sto solo dicendo che non vedo come due persone che mi amano così tanto possano trasformarsi in una che non mi ama. Forse sarò irrealista, ma non mi importa, quella donna sul molo è la stessa che è con me adesso e so che se non vorrà perdermi, non mi perderà."

"Forse hai ragione, sembra molto più probabile dell'idea che un giorno possa scordarmi i miei sentimenti. Sai, nonostante tutti i discorsi fatti col dottor Tinsley, lui non l'ha mai spiegata in questo modo."

"Non è tutto merito mio. E' stata Felicia a farmici riflettere, ha trovato qualcosa di noi che non rimpiangerà mai, a prescindere da quanto è successo, ed io ho fatto lo stesso. Innamorarmi di te è una cosa che non rimpiangerò mai. Ed il modo in cui è accaduto, ciò che ho provato quel giorno, ciò che provo ogni volta che ti vedo, deve per forza significare qualcosa. So che l'amore non può impedire alle cose brutte di succedere, ma credo che questa volta lo farà."

"Fai pratica di cose dolci da dire quando non ci sono?"

"Ogni tanto," rispose Santana, baciandola proprio mentre nel semaforo scattava la luce verde.

Santana riprese in mano il volante e guidò fino a casa. Nell'auto calò il silenzio, ma si trattava di un silenzio piacevole, uno di quelli speranzosi e confortanti.

Quando arrivarono a casa, si prepararono per andare a letto nello stesso silenzio, godendosi entrambe la presenza dell'altra. Prima di infilarsi sotto le coperte, Santana spostò Rattoppo dal suo posto fra i cuscini al comò, in mezzo agli altri animali di peluche, proprio a fianco del papero salvadanaio, mettendo un braccio intorno ad esso. Quella vista fece sorridere Brittany ampiamente e Santana non poté fare a meno di fare lo stesso.

Una volta spente le luci, Brittany si accoccolò comodamente al fianco della donna che amava, concedendosi finalmente di credere davvero alle parole che le aveva ripetuto Santana fin da quando si erano rimesse insieme.

E cioè che sarebbe andato tutto bene, per molto, molto tempo.

Fine.


Nota del Team: E così giunte al termine di questa meravigliosa avventura. Questa storia non è molto conosciuta nel panorama Brittana, ma resta una di quelle che per me hanno significato di più e che ricordo con più emozione. Speriamo che sia stato lo stesso anche per voi. Lasciatemi ringraziare tutte le persone che mi hanno assistito in questa dura opera di traduzione, nello specifico tutte le beta che si sono susseguite e che hanno avuto la pazienza di leggere, correggere i miei errori e suggerirmi i loro miglioramenti: eli, the old phib, pando, eugenia, ilaria e blondie… GRAZIE di cuore!

I commenti e le recensioni sono sempre graditissime, non abbiate paura di lasciarle. Vogliamo sapere cosa ne pensate di questa storia, e del finale!

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Alla prossima avventura!

- Evey