25 New York

Arrivammo a New York e tornò quel peso sullo stomaco. Un brutto presentimento, qualcosa sarebbe successo, ma cosa? Arrivammo davanti casa con il taxi e c'era qualcuno seduto sui gradini di casa. Ci avvicinammo e notammo che era Meredith.

"Cosa ci fa qui?" domandai guardando Derek.

"Non lo so." Rispose alzando le spalle.

Arrivammo di fronte a lei e non le diedi tempo di parlare.

"Cosa ci fai qui?" domandai con tono alterato.

"Sono venuta per parlare con Derek." Rispose abbassando lo sguardo.

"Tu sola con Derek … mai!" dissi.

"Addison calmati … vai dentro vengo subito." Disse calmo Derek.

Se mi ripeteva sempre che con Meredith era finita perché doveva parlarci?

Meredith si alzò e notai qualcosa di insolito: era incinta.

Rimasi a guardarla senza parole, lanciai un'occhiataccia a Derek ed entrai in casa.

Da dietro la finestra cercavo di spiare e capire cosa si dicevano ma ero troppo nervosa per capire. La mia mente cominciò a viaggiare. Non poteva essere di Derek quel bambino. Adesso che tutto andava bene tra noi era tornata. Iniziai a camminare avanti e dietro per il salotto, per il nervoso iniziai a mordicchiare le unghia. Per ingannare l'attesa che Derek rientrasse stappai una bottiglia di vino rosso. Riempii un bicchiere di quelli grandi e iniziai a sorseggiare. Lui ancora non rientrava e il bicchiere si svuotava e riempiva velocemente. Tornai dietro la finestra ed erano ancora a parlare, Derek gesticolava ma non riuscivo a capire di cosa parlavano. La bottiglia di vino ormai era vuota e decisi di aprirne un'altra. La testa cominciava a girare ma non volevo mollare il mio caro amico bicchiere. Mi sedetti vicino al tavolo con il bicchiere di fronte, non sapevo il motivo ma le lacrime iniziarono a rigare il mio viso. Tornai alla finestra e Derek era solo, seduto sui gradini e aveva la testa fra le mani. Aspettai che rientrava ma non vidi aprire quella porta. Andai nella stanza da letto e infilai il pigiama, tornai nel salotto e Derek ancora non rientrava. Stavo mettendo a posto le bottiglie vuote e la testa continuava a girare quando sentii la porta aprirsi. Lo guardai con un sopracciglio inarcato e mi appoggiai al muro con la speranza che la casa smettesse di girare.

"Addison… io ti amo e ti amerò per sempre, ma non posso lasciare che Meredith cresca il nostro bambino da sola." Disse fra le lacrime.

La casa continuava a girare ma ero lucida con la mente.

"Posa le chiavi sul tavolo e va via." Dissi fra le lacrime.

La dodicenne era venuta a prendersi il suo caro amato, non potevo competere con questo, lei gli stava dando la cosa che desiderava: un piccolo Shepherd, cosa che io non potevo dargli. Posò pian piano le chiavi sul tavolo e fra le lacrime si avvicinava a me.

"Quale parte non hai capito? Il vai via?" domandai staccandomi dal muro.

"Addison un ultimo bacio, ti prego." Aggiunse camminando pian piano verso di me.

"No!" esclamai con tono alto.

Arrivò vicino a me e con forza che non sapevo neanche io di possedere lo spinsi lontano da me. Aprì la porta e mi lasciò sola in quella casa immensa.