-Dai Haruka, smettila!-

Erano in quelle condizioni da quasi un'ora, non che la cosa le dispiacesse, ma se i suoi capelli si fossero asciugati ancora un altro po', sarebbe stato tutto inutile averli lavati.

Non direi inutile! Le aveva risposto la bionda, quando le aveva fatto notare che se asciugati senza il phon, i suoi capelli perdevano volume e luminosità.

Considerando i tuoi occhi e il tuo sorriso appagato, credo non sia stato del tutto inutile! La stuzzicò, continuando a sfiorarle il seno, nonostante fosse ormai vestita.

-La smetti di toccare?- la rimproverò, voltandole le spalle e iniziando a pettinarsi i capelli, ormai asciutti alla radice.

-Oh non erano queste le parole che ansimavi prima!-

-Davvero?- fece finta di non ricordare.

-Oh Sì!- ansimò a pochi centimetri dal suo orecchio, imitando i suoi gemiti.

-Continua…non fermarti!- continuava ancora a ripetere le parole che l'altra le aveva sussurrato, mentre la prendeva nella doccia. Mentre la penetrava, facendole inarcare la schiena e costringendola ad appoggiarsi alle piastrelle della doccia.

-Non credevo fossi così…-

-No, questo non lo hai detto!- la interruppe, avvicinandosi sempre di più al suo corpo, fino a quando la pancia non le impedì di andare oltre.

Facendo appello a tutte le sue forze, si staccò dal suo corpo e si armò con il phon.

-Posso asciugarteli io?-

-No, tu saresti capace di usarlo in un altro modo, questo coso!-

Haruka la fissò fintamente offesa.

-Non mi sembra che la critichi così tanto la mia fantasia quando ti faccio urlare dal piacere!-

Michiru fece finta di non ascoltarla, schiacciò il pulsante "on" del phon, iniziando ad asciugarsi i capelli, e sorridendo appena, nel vedere, attraverso lo specchio, l'espressione delusa dell'altra.

Aveva già fatto l'errore di accettare di fare la doccia insieme, ora non poteva rischiare di ripetere quell'errore. No, quando erano in un ritardo pazzesco. Tra meno di due ore, Hikari sarebbe tornata da scuola e doveva ancora pulire la casa, per non parlare della stanza da letto.

Abbandonato il bagno, si diresse il salone, afferrò il telefonino e compose il numero di Michael: doveva avvisarlo che era tornata a casa. Appoggiò il telefono all'orecchio e aspettò di sentirlo dall'altro lato della cornetta. Faceva quel numero dopo tantissimo tempo e, nonostante si fossero già chiariti, si sentiva lo stesso agitata.

-Pronto?-

Non era la voce di Michael che invase le sue orecchie.

-Posso parlare con Michael?- non aveva trovato niente di meglio da dire, non aveva neanche minimamente pensato che avrebbe risposto lei.

-Sta dormendo!- dal tono di voce che aveva usato, capì che l'aveva riconosciuta.

-Volevo semplicemente dirgli che sono tornata a casa-

-Glielo dirò!-

Sia Jennifer sia Haruka non sapevano cosa dire, quella conversazione era così strana, carica di parole non dette ma che prepotenti aleggiavano intorno.

-Come sta il bambino?-

-B-bene, grazie- rispose, titubante non si aspettava una domanda del genere da Jennifer.

-Bene, mi fa piacere, ora devo…-

-Aspetta non riattaccare, io ho bisogno di parlarti!-

Ecco l'ho detto!

-Ti chiedo solo di ascoltarmi poi potrai fare come meglio credi-

Jennifer era combattuta: da un lato non voleva ascoltarla; dall'altro le parole di Michael, ma soprattutto il tono che aveva usato, la incitavano a sentirla.

-Ti chiedo scusa!-

Jennifer non riusciva a credere alle proprie orecchie.

Haruka Tenou che mi sta chiedendo scusa!

-Mi sono comportata davvero male con te, ti ho detto cose orribili-

Quando Michael era tornato, aveva capito dalla sua espressione, che qualcosa non andava. Di sicuro avevano litigato e ora toccava a lei cercare di tranquillizzarlo. Con molta calma si avvicinò e, senza fargli pressione, cercò di capire cosa fosse successo. A nulla era servito respirare fino a dieci, a nulla era servito cercare di darsi una regolata, le parole di Michael ebbero l'effetto di una doppia dose di adrenalina. Come una furia, ignorando le parole dello stesso Michael, uscì di casa per dirigersi dalla bionda.

Nessuno mai aveva osato definirla in quel modo e di sicuro non poteva farlo lei: una bastarda traditrice!

Non si aspettava di sicuro che Haruka stesse aspettando proprio l'occasione giusta per sfogare tutta la sua rabbia e il suo rancore con qualcuno che non fosse la sua immagine riflessa allo specchio.

-Cosa vuoi?- fu con quella domanda che accolse Jennifer, quando aprì la porta del suo appartamento.

-Sei una stronza bastarda!-

La bionda rise per poi rispondere: -Detto da un'approfittatrice come te, posso anche prenderlo come un complimento!-

-Bastarda! Sei solo una lurida bastarda!-

-Quella che sta per mettere al mondo un bambino da una relazione non legittima, non sono certo io!-

Vide gli occhi di Jennifer spalancarsi dallo stupore, non sapeva come rispondere a quell'attacco.

-Dimmi, come hai fatto a incastrarlo così? La paura di perderlo è stata così forte che sei dovuta ricorrere a questo stratagemma, vecchio anni luce?-

Sentiva la rabbia ribollire nelle sue vene, non era sua intenzione incastrare Michael, avevano sempre usato le dovute precauzioni, ma evidentemente qualcosa era andato storto.

-Non ho bisogno di questi meccanismi per tenerlo stretto a me!-

-Se lo dici tu!-

-Io per lo meno ottengo quello che voglio, tu invece non sei neanche capace di nascondere un tradimento!-

-Questi non sono affari tuoi!- urlò Haruka, punta sul vivo.

-Se anche fosse vero, non puoi certo criticarmi tu, che pur di soddisfare la tua mania di protagonismo, non hai esitato a tradire la tua donna. Dimmi Haruka, lo hai fatto perché Michiru non ti calcolava più? O avevi la necessità di sentirti ancora desiderata?-

La bionda non rispose, si limitava a osservarla, anche perché sapeva benissimo che Jennifer aveva centrato la situazione.

-Sai, giudicare in questo modo le mie azioni non ti conviene. Infondo tu hai fatto di peggio, aprire le gambe per incastrare un uomo, che forse non ti amerà mai abbastanza!-

-Stronza!-

-Questo lo hai detto già! Ti ricordo che questa stronza è capace di allontanarlo da te senza restare incinta-

Si avvicinò pericolosamente a Jennifer e con tono minaccioso le sussurrò: -Ricordati che posso riprendermelo quando voglio! È me che ama, senza figli e doveri, solo e unicamente me!-

Furono proprio quelle parole a far crescere ancora di più l'insicurezza in lei, furono quelle parole che la spinsero a porre al suo uomo quella scelta: O me o lei!

Ancora oggi continuava a temere che un giorno o l'altro lui l'avrebbe lasciata, per correre dal suo amore.

-Voglio che tu sappia che non farò mai nulla per separarvi. Lui ti ama ed io non potrei mai amarlo come lo ami tu! Sei libera di non credermi, ma sappiamo entrambe che non potrei mai ricambiarlo come fai tu-

-Senti non devi rassicurarmi-

-Aspetta Jennifer, non fraintendere le mie parole, sto solo cercando di instaurare un rapporto con te-

Non voleva diventare un motivo di preoccupazione per il suo amico, desiderava ritrovare quel legame che li aveva sempre uniti senza però, rappresentare un problema per la sua vita privata.

-Cosa vuoi esattamente?-

L'idea di averla nella sua vita non le piaceva affatto, ma dopo la sfuriata di Michael doveva almeno cercare di essere civile nei confronti della bionda.

-Nulla, sei libera di ignorarmi, di odiarmi, permetti a lui di essere mio amico. Io ti prometto che non m'intrometterò nel vostro amore-

Con mani tremanti, forse per l'agitazione di quella telefonata, appoggiò il cordless sul tavolino, lasciandosi andare sul divano con un sonoro sospiro. Quando aveva deciso di chiamare il suo amico, non aveva minimente pensato di finire col parlare con la compagna di quest'ultimo e di riuscire addirittura a chiederle scusa. In questi due anni aveva spesso pensato alla sua discussione con Jennifer, e ogni volta si era maledetta per quelle terribili accuse che le aveva rivolto. Non aveva mai pensato veramente quello che le aveva detto, in quel momento però non era riuscita a essere felice per lui. La consapevolezza di star perdendo anche lui l'aveva colta di sorpresa, tanto da indurla a dire cose di cui si vergognava.

-Con chi parlavi?-

Michiru si era avvicinata e, vedendo la sua aria così afflitta, le si era seduta accanto.

-Ho chiamato Michael!-

-Non posso lasciarti un attimo da sola che tu subito mi rimpiazzi con un Butler?- la punzecchiò, cercando di alleggerire la situazione. Ultimamente stare al suo fianco era come stare su un campo minato, non sapeva mai se aveva calpestato una mina oppure no.

-Non ti rimpiazzo con nessuno!- il suo tono era stranamente offeso.

Ecco ho calpestato una mina!

Michiru la fissò perplessa, non riuscendo a capire la reazione dell'altra.

-Cos'hai?-

-Sono stufa di questo tuo modo di punzecchiarmi!-

Questo tuo modo di punzecchiarmi?

Ma a cosa si riferisce?

-Mi guardi e mi spieghi cosa intendi dire?-

-Non fare l'ingenua, Michiru! Tu piuttosto cosa vuoi insinuare con la tua accusa?-

-Haruka, andrà sempre così tra noi?- le chiese con un tono di voce basso, accarezzandole la guancia con dolcezza.

-Non ti stavo accusando di nulla, semplicemente prima stavi parlando con Anya e ora con Michael, ecco perché ho detto quella frase-

Haruka la guardò, sbatté velocemente le palpebre non sapendo cosa risponderle.

-Capisco che le cose non potranno mai tornare come prima ma…-

Fu bloccata dalle labbra della bionda che s'impossessarono delle sue, impedendole di continuare, facendole capire di aver sbagliato.

-Scusa- ansimò, con le labbra ancora attaccate alle sue.

La violinista non rispose, chiuse gli occhi godendosi appieno la vicinanza della sua donna. Nascose il volto nel suo collo, iniziando a baciarlo con piccoli baci.

-Come è andata con Michael?- le chiese, tra un bacio e l'altro.

-Non ho parlato con lui, stava dormendo-

Michiru si staccò per guardarla negli occhi

-Hai parlato con Jennifer?-

-Sì, e non è stato per nulla semplice-

-Sai Haruka, sono molto orgogliosa di te!-

-Ma non sai nemmeno cosa le ho detto!-

-Non importa!-

-Hai un buon odore- sussurrò la bionda, sfiorandole il collo con il naso. Lo stesso odore che aveva temuto di dimenticare, lo stesso che aveva tormentato le sue notti in quei terribili mesi di lontananza.

Proprio come accadeva nel passato, non c'era bisogno di parole tra loro, per capire quando la passione aveva la meglio. Michiru si alzò per mettersi cavalcioni sulle sue gambe, le accarezzò il viso, soffermandosi volontariamente sulle labbra, strofinandole appena, mentre avvicinava il viso al suo.

-Quando torna Hikari?- le chiese, cercando di controllarsi. Poteva sembrare strano, ma da quando avevano fatto l'amore, non faceva altro che avere voglia di lei.

-Dovrebbe arrivare tra meno di un'ora!- sospirò, prima di eliminare definitivamente la distanza tra le loro labbra.

Le mani di Haruka accarezzavano con possesso la schiena della violinista, intrufolandosi nella sua maglietta, arrivando a toccare il reggiseno. Senza titubanza, lo sganciò per poi spostare le mani sul davanti per toccarle il seno. Quel seno che aveva stretto e morso nella doccia qualche minuto prima. Quel seno che continuava ad avere la stessa reazione a ogni suo tocco.

-Siamo impaziente oggi?- scherzò, guardandola negli occhi.

-Sei tu che mi stuzzichi!- ribatté la bionda.

Non sapeva se si trattava dei suoi ormoni, se del fatto di riaverla dopo tantissimo tempo, semplicemente aveva una voglia matta d sentirla, di farla sua, da non riuscire a controllarsi.

-Bella scusa questa…Oddio, Haruka fa piano- sentì le mani della violinista afferrarle il viso e avvicinarlo al suo

-Vuoi forse staccarmeli?-

Lo sguardo malizioso che le rivolse la bionda la fece rabbrividire.

-Mi hai dato una buona idea, così almeno nessuno potrà guardarli!-

-Oh ma ti assicuro che nessuno li guarda, almeno non come fai tu! Tu piuttosto, tra un po' dovrai togliere queste camicette così trasparenti- pronunciò quelle parole con tanta malizia, mentre con le mani iniziò a sbottonarle i bottoni della camicia –Non vorrei che iniziassi ad attirare su di te l'interesse maschile, oltre a quello femminile-

Haruka sorrise all'evidente gelosia della sua donna, allontanò le mani dal seno per appoggiarle sulle gambe nude –Sei gelosa? Non devi, chi si interesserebbe mai a una come me?-

Michiru la fissava dritta negli occhi, mentre con le mani continuava a sbottonarle la camicia fino a scoprire del tutto i suoi seni.

-Questo lo pensi tu, io conosco un uomo che morirebbe pur di avere un tuo bacio-

-Non toccare questo argomento!-

-Haruka tu sei così bella- sussurrò, accarezzandole la pelle sopra il bordo del reggiseno –Sei una donna così sexy- abbassò il viso fino a sfiorarle l'orecchio con le labbra –Mi fai eccitare ogni volta che ti guardo-

Iniziò a baciarle il collo per poi dirigersi verso il seno, lo afferrò tra le mani, stringendolo piano –Non ho mai fatto nulla del genere, tu mi fai letteralmente impazzire. Prima di incontrare te, per me l'amore era una cosa da fare solo in un letto. Con te invece ogni posto m'ispira- le posò un bacio alla base della gola e poi alzò il viso per guardarla negli occhi –Mi trasformi in una malata del sesso!-

Come mossa da una forza superiore, iniziò a muovere in senso circolare il bacino, facendo elettrizzare la bionda.

Avvertì le dita della bionda farsi strada tra le sue gambe, le sentì spostare l'intimo per sfiorarla. D'istinto inarcò la schiena e sospirò quando senti le dita dell'altra farsi più audaci.

-Haruka?- le afferrò il volto tra le mani, costringendola a guardarla –Guardami negli occhi e dimmi che mi ami, dimmi che…-

-Sono tua! Solo tua!-

Era la prima volta che Michiru le chiedeva una cosa del genere. Da quando erano ritornate insieme, la violinista aveva accuratamente evitato di mostrarsi debole, ora invece sembrava voler mostrarle i suoi timori. La vide sorridere ed eliminare la distanza per unirsi in un bacio appassionato, mentre iniziava a muoversi con il bacino: richiamo inconfondibile per le sue dita.

Michiru la strinse forte nell'attimo in cui l'altra la penetrò, molto lentamente.

-Michiru?- la voce scandalizzata di sua madre la paralizzò, facendole voltare immediatamente verso l'entrata, dove una piccola Hikari, con gli occhi coperti dalla mano della nonna e quest'ultima, stavano immobili a fissarle.

-Oh Cazzo!- fu l'esclamazione della bionda, sconvolta nell'essere beccata, per la seconda volta, dalla madre della sua donna, mentre la faceva sua.

Risvegliatasi dallo stupore, la donna spinse Hikari e la condusse nella sua camera, avendo la decenza di lasciarle da sole.

-Da quando tua madre ha le chiavi di casa?- le chiese, mentre l'altra si rialzava per darsi una sistemata.

-Quando eri in ospedale, gliele ho dato in caso di bisogno- rispose Michiru, guardandosi intorno come per assicurarsi che nessun'altro le stesse osservando.

-Che figura! Che cosa penserà adesso tua madre?-

-Oh Haruka, sa benissimo che facciamo l'amore. Io piuttosto mi preoccuperei di Hikari, cosa avrà visto?-

Si alzò e si avvicinò a lei, le afferrò le spalle e, attirandola a sé, disse -Hikari sa benissimo che zia Haruka fa tante coccole alla sua mamma, non devi preoccuparti!-

-Sì, ma eri mezza nuda! Che cosa penserà?-

-Facciamo che tu adesso vai da lei ed io invece parlo con tua madre?- chiese speranzosa.

-Tu cosa? No, e poi no! Tu con lei non parli! Riusciresti solo a peggiorare la situazione-

-Michiru non è la prima volta che ci vede fare l'amore-

-Non mi riferisco a questo-

Abbassò il viso, sapeva benissimo che sua madre non avrebbe di certo sprecato l'opportunità per rinfacciarle di averla tradita.

-Prima o poi deve succedere-

-Aspetta Haruka, noi abbiamo sofferto tanto per superare tutto. Ci è voluto tanto tempo. Non roviniamo tutto proprio ora-

Le sue parole sembravano una supplica, il terrore di rinfangare brutti ricordi era chiaramente espresso nei suoi occhi. Haruka odiava procurarle altre preoccupazioni ma sapeva benissimo che doveva farlo. Doveva risolvere la questione con la madre di Michiru una volta per tutte. Le mise un dito sotto il mento per alzarle il volto e guardarla negli occhi.

-Non riesci neanche a chiamarlo con il suo nome- sospirò con rammarico –Se non lo affronteremo, questo tradimento, perché così si chiama, tradimento, continuerà a tormentarci-

Non sapeva dove stava trovando tutta quella forza e determinazione, ma dentro di sé sentiva che era giunto il momento di prendere la situazione in mano e dare una svolta alla sua vita.

-Haruka io…- si sentiva così insicura, odiava quella parola, l'aveva così tante volte ripetuta durante il periodo di lontananza, procurandosi tanto dolore, che ora avrebbe voluto cancellarla dal vocabolario.

-Andrà tutto bene, oltre a odiarmi non potrà succedere nulla-

-Vorrei essere ottimista come te!-

-Michiru, tu prima mi hai chiesto di guardarti negli occhi e di dirti che ti amo; ora sono io a chiederti di guardarmi negli occhi e di dirmi che hai fiducia in me e nel mio amore-

-Sei l'unica persona a cui affiderei tutta me stessa-

Era quasi mezzogiorno, aveva pensato di uscire ma dopo la telefonata di Haruka non aveva fatto altro che pensare a lei e a Michael, al rapporto che li univa e che lei non avrebbe mai potuto spezzare. In cuor suo sapeva di sbagliare, sapeva che Haruka non avrebbe mai potuto ricambiare quell'amore, ma il solo sapere di non essere l'unica donna importante per lui, la faceva soffrire. Si fermò un attimo a guardare i suoi bambini nei passeggini, intenti a fissare i rami degli alberi mossi dal lieve vento che soffiava. Si ritrovò a pensare che quei due bambini erano la cosa più importante di tutta la sua vita, che in qualunque momento Michael l'avesse lasciata, sarebbe stata comunque contenta di aver trascorso parte della sua vita con lui e di aver dato vita a quei due bellissimi bambini.

-Ehi è quasi mezzogiorno, perché non mi hai svegliato prima?- la voce di Michael arrivò all'improvviso, distogliendola dai suoi pensieri. Lo vide avvicinarsi ai bambini, accarezzarli e baciarli e il suo cuore si colmò di gioia: era sempre così affettuoso con i piccoli e con lei. Michael si alzò e si diresse verso di lei, si sedette al suo fianco, proprio come se non fosse successo nulla.

-Ti ha cercato Haruka!- con gli occhi cercò di carpire la sua reazione e, con sollievo, notò che la sua espressione non era cambiata.

-Cosa voleva?-

-Dirti che è tornata a casa-

-Ha telefonato sul cellulare?-

-Ho risposto perché credevo che fosse l'ospedale- cercò di giustificarsi.

-Non devi giustificarti, sei libera di usare il mio telefono come vuoi. Non ho nulla da nasconderti!-

Era vero, non era certo la prima volta che lei rispondeva al suo telefono. Succedeva spesso quando lui dormiva ma voleva comunque restare reperibile.

-Lo so, tu però me lo hai chiesto!-

-Mi sembrava solo strano visto che il numero di casa non glielo dato-

Continuava a non guardarlo negli occhi, aveva paura di leggere ancora quella delusione che aveva letto prima e che l'aveva ferita nel profondo. Lo sentì avvicinarsi e posarle un bacio sulla guancia, indugiando su quel contatto.

-Scusami!- le sussurrò a pochi centimetri dall'orecchio.

Jennifer voltò di scatto il viso trovandosi a pochi centimetri dal suo.

-Non avrei dovuto usare quel tono. Non con te!-

Stupida! Sono una stupida!

Come potrebbe farmi del male?

-Nessuno riesce a comprendere i miei sentimenti per lei e, sapere che anche tu continui a credere che io provi ancora amore per lei, mi fa arrabbiare-

Nascose il viso nell'incavo del collo, inspirando a fondo il suo odore

-Non potrei mai farti del male, non all'unica persona che è riuscita ad aiutarmi-

Sentì la voce di Michael incrinarsi leggermente dall'emozione, sentì il suo cuore battere forte, la sua pelle essere percorsa da brividi che non riusciva a controllare.

-Non devi essere tu a scusarti- mormorò, poggiandogli l'indice sulle labbra per impedirgli di continuare. Si specchiò in quegli occhi così sinceri e non riuscì a trattenersi, gli afferrò la nuca e lo baciò con passione.

-Non riesco a farne almeno. Il legame che ti lega a lei mi spaventa. So benissimo che non potrà mai esserci nella, ma…- sorrise tristemente -…so anche che lui continua a battere, se lei è in giro- sussurrò, appoggiandogli la mano sul cuore.

-Lui batte anche quando ci sei tu!- rispose, afferrandole la mano.

-Batte anche quando vedo i nostri bambini, quando vedo mia sorella-

Sospirò, appoggiando la fronte su quella di lei.

-Jenny, non posso cancellarla dalla mia vita, come non posso cancellare mia sorella, o qualsiasi altra persona che è stata, ed è importante per me-

-Lo so- si limitò a rispondergli, mentre con tutto il suo cuore sperava di riuscire a sopportare tutto questo. Voleva avere la forza di riuscire a sopportare la presenza di Haruka nella sua vita.

Michael le accarezzò piano la guancia, spostandole i capelli che le incorniciavano il viso.

-Devi lavorare?- gli chiese, nel tentativo di cambiare discorso. Non era ancora pronta ad affermare di poter accettare la presenza della bionda nella loro vita.

-No, il mio turno inizierà domani mattina!-

-Devi andare da…lei?-

-Oggi sono tutto tuo!- rispose, sorridendo per poi baciarla con passione.

Che lei ricordasse, non si era mai sentita così agitata come in quel momento. Eppure di argomenti difficili con la sua bambina ne aveva già affrontati. Forse non era questo ad agitarla, ma la presenza di sua madre. Era così strano considerarla come un pericolo, eppure sapeva che, nel momento in cui avrebbe avuto l'opportunità di restare sola con Haruka, non avrebbe esitato ad accusarla d'infedeltà. Tirò un grosso sospiro e, con mani tremanti, aprì la porta della camera: Hikari era seduta sul letto, mentre la madre sembrava piuttosto agitata, lo capiva da come cercava inutilmente di mettere a posto gli abiti della piccola.

-Mamma!- strillò la piccola quando si accorse di lei, saltando giù dal letto per avvicinarsi a lei.

Michiru si abbassò per abbracciarla forte, le era mancata molto, non era più abituata a starle lontano.

-Ciao amore, sei arrivata presto!-

La piccola ricambiò con affetto l'abbraccio della madre, rimanendo il più possibile stretta alla sua mamma.

-La maestra non c'era e quindi siamo usciti prima-

Michiru cercò con gli occhi lo sguardo della madre che disse: -C'era l'avviso sul diario, ma tu non lo hai letto!-

Ecco che inizia con le sue accuse!

-Mamma posso vedere zia Haruka?-

Sembrava aver percepito la tensione tra la nonna e la madre, ecco perché Michiru le rivolse un sorriso per ringraziarla in silenzio.

-Dopo amore, prima vorrei parlarti un attimo- si alzò per fronteggiare la madre.

-E' per quello che sei tornata con lei? Non riuscivi a trovare di meglio?-

-Da quando sei diventata così pudica? Quest'espressione scandalizzata non ti si addice!-

-Oh beh, neanche a te si addice questa spavalderia, quando poco prima eri tutt'altro che spavalda-

Combatté con tutte le sue forze per non rispondere a quella provocazione, visto che quello che avrebbe voluto rispondere non poteva essere detto alla presenza di una bambina.

-Ricordati di Hikari!-

-Io mi sono sempre ricordata di lei!-

E siamo a due!

-Senti mamma sono stufa, ora ti prego di lasciarmi da sola con mia figlia!-

Non replicò, si limitò a voltarle le spalle e ad abbandonare la stanza. Michiru si voltò verso la sua bambina e sospirò pesantemente, pronta ad affrontare una conversazione molto complicata.

-Amore vieni, dobbiamo parlare di quello che hai visto-

La vide abbassare il volto e avvicinarsi a lei con titubanza. Sentiva l'agitazione farsi strada dentro di sé, conosceva la sua bambina e sapeva che era molto sveglia per la sua età. Di sicuro aveva già capito tutto, ecco perché era terrorizzata da quello che avrebbe potuto chiederle.

-Cosa hai visto quando sei entrata?-

La bambina continuava a non guardarla mentre si torturava le mani, segno evidente del suo imbarazzo.

-Non devi vergognarti, sono qui per rispondere a tutte le tue domande!-

La bambina sembrava intenzionata a non volerla guardare, così Michiru le appoggiò la mano sulle sue, fermando quel tic che aveva preso dal padre.

-Mi dici cosa hai visto?-

-Stavi facendo le coccole con zia Haruka!-

-Amore dimmi cosa hai visto!-

-Nulla, la nonna mi ha coperto subito gli occhi-

-Sicura?-

Hikari annuì

-Allora perché non mi guardi negli occhi?-

-Tu la baci come baciavi papà!- sussurrò la piccola, continuando ad avere il viso abbassato.

-E questo ti da fastidio?-

-Anche zia Haruka bacia così l'altra donna?-

L'altra donna?

-Di chi parli?-

-Yumi mi ha detto che tu e zia avete litigato perché zia Haruka vuole bene a un'altra donna!-

Yumi?

Ha ragione Haruka, la devo allontanare da te!

-Allora mamma, è vero? Bacia così anche quell'altra?-

E adesso? Cosa devo risponderti?

Aveva così accuratamente evitato di farle scoprire la verità, non voleva assolutamente che Hikari scoprisse la verità. Era così piccola, non doveva soffrire per questioni che riguardavano la sua vita privata. Aveva già sofferto tanto sia per Hiroshi sia per non poter avere un fratellino, ora non voleva darle altro dolore. Non voleva che temesse di essere abbandonata da Haruka.

-No amore, zia bacia solo me come io bacio solo lei-

-Allora perché avete litigato? Perché non riesci più a essere contenta quando siamo insieme?-

Aveva alzato lo sguardo, sfidandola a rispondere a quelle domande.

-Perché zia è stata via per tutto quel tempo? Perché?-

Michiru le accarezzò i capelli nel tentativo di tranquillizzarla. Non aveva capito che Hikari avesse risentito di quel distacco, anche perché aveva fatto in modo che le due si incontrassero ogni volta che volevano.

-Non devi preoccuparti, io e zia Haruka abbiamo avuto qualche problema ma ora è tutto superato-

-Zia vuole bene a qualcun altro?-

-No, vuole bene solo a noi!-

-Lo giuri?-

-Lo giuro!- rispose, poggiandosi una mano sul cuore.

La piccola sorrise e abbracciò la madre, scese dal letto e iniziò a giocare con le sue bambole.

-Io vado un attimo a vedere dove è finita la nonna!- disse, dirigendosi alla porta.

-Mamma?-

-Sì?-

-Cosa stava facendo zia Haruka con le mani sotto la tua gonna?-

Oddio! Ma non avevi detto di non aver visto nulla?

Gli occhi di Michiru divennero enormi, mentre le sue guance si tinsero di rosso porpora.

-Stai bene mamma?-

Ne sono sempre più convinta, questa bambina è diabolica come sua zia!

Si guardava intorno in quella casa e non poteva fare altro che chiedersi se non avesse sbagliato per tutto quel tempo. Intorno a sé avvertiva soltanto tanto amore, in ogni angolo c'erano foto di loro tre felici e insieme. Non sapeva dire se fossero state scattate prima o dopo la separazione, ma sapeva benissimo che un amore profondo e grande, come quello che sua figlia provava per quella bionda, di certo non sarebbe svanito così da un giorno all'altro, come invece era successo a lei con suo marito. Si fermò a fissare una foto di Haruka e Hikari, sedute al piano con una luce negli occhi che le scaldò il cuore. Il suo sguardo poi fu catturato da una foto di sua figlia con la bionda, afferrò la cornice e rimase ferma a fissare gli occhi di Michiru: erano di un azzurro che non aveva mai notato nello sguardo di sua figlia. In quella foto gli occhi di Michiru risplendevano di una luce diversa. Gli occhi di Michiru, che si specchiavano in quelli di Haruka, assumevano un colore nuovo, avevano un'intensità unica. Intensità che non aveva mai visto in sua figlia, neanche quando si era sposata, neanche quando nacque Hikari.

-Quella è la mia preferita!-

La madre di Michiru sussultò nell'udire la voce di Haruka provenire alle sue spalle.

-Stavo solo curiosando- si giustificò, rimettendola a posto.

-E' la prima foto che abbiamo scattato quando lei mi ha perdonato-

Haruka si avvicinò e la prese tra le mani.

-A dire la verità non so se lei è riuscita a perdonarmi completamente, però quando guardo questa foto e vedo i suoi occhi, capisco che lei mi ama almeno quanto io amo lei-

-Oh lo capisci guardando questa foto? Allora quando te la scopi cosa capisci?-

Haruka la fissò sorpresa, sapeva che non aveva accettato la situazione ma non si era aspettata tutto questo astio.

-Io non me la scopo! Io faccio l'amore con la mia donna!- precisò, rimettendo la foto dove era prima.

-Sì, ho visto come lo fai!-

-Non mi dica che le ha dato fastidio? Se non sbaglio quando è successo l'altra volta non la pensava così!-

-Quando è successo la prima volta ti ho anche chiesto di non farla soffrire e, se non sbaglio, non è stato così!-

Colpita!

-Mi vuole spiegare qual è il suo problema?-

-Tu sei il mio problema! Tu e l'ascendente che hai su mia figlia!-

Il tono della madre di Michiru era carico di odio, odio per quella donna che aveva completamente distrutto la vita di sua figlia.

Ascendente?

Haruka sorrise all'opinione sbagliata che quella donna aveva di sua figlia. Michiru non era certo donna da poter plasmare a proprio piacimento. Michiru era quella che aveva completamente soggiogato lei e il suo dannatissimo cuore, spingendola addirittura a fare del male alla persona più importante di tutta la sua vita. Certo lei non poteva sapere cosa avesse fatto al suo cuore, come l'aveva trasformata in una persona completamente persa per l'altra.

-Mi creda, se sua figlia è ritornata con me non è stato certo merito mio. Lei lo ha fatto perché è quello che voleva. Michiru è una donna forte, non mi avrebbe mai permesso di plagiarla-

-Lei è tornata con te perché non riesce a starti lontana!-

-Lei è tornata con me perché mi ama, perché il nostro amore è più forte di tutto e di tutti!-

-Parole! Sono solo parole! Dov'era tutto questo amore quando l'hai tradita? Dov'era quando hai fatto sesso con quell'altra?-

Ma cosa diavolo stava succedendo? Tutte le persone che aveva al fianco non riuscivano a superare quello che in realtà, solo una persona avrebbe dovuto rinfacciarle!

Haruka non sapeva trovare una spiegazione a tutto questo. Non potè far almeno di chiedersi se infondo anche Michiru continuasse a porsi le stesse domande.

-Era qui nel mio cuore, ricoperto da tanto, tantissimo orgoglio e astio contro sua figlia, contro la sua incapacità di mostrarmi amore, la sua freddezza, che non faceva altro che alimentare, giorno dopo giorno, il mio astio nei suoi confronti. Freddezza che lei ha sempre avuto ma che io in quel periodo non riuscivo ad accettare- si spostò di poco per non farle comprendere come quel discorso suscitava in lei ancora brutte sensazioni. Discorso che non aveva mai affrontato con nessuno.

-E andando con un'altra credevi di migliorare la situazione?-

-Io non credevo proprio nulla! Ho provato a spiegarle come mi sentivo, ma evidentemente non ci sono riuscita-

-Lei ha sofferto, Haruka-

-Lei ha sofferto perché nessuno è stato capace di aiutarla. Nessuno l'ha spinta a chiedermi spiegazioni. Non avete fatto altro che cercare di allontanarla, senza capire che così facendo lei soffriva di più!-

-No, lei ha sofferto perché tu l'hai tradita! Tu l'hai ferita. Lei per te ha stravolto la sua vita e tu cosa hai fatto? Ti sei consolata tra le braccia di un'altra! Tu forse non riesci a capirlo, ma questo tradimento l'ha cambiata. Michiru era una donna forte e indipendente, capace comunque di dare fiducia alle persone. Ora invece sembra diffidare di chiunque le giri intorno. Ora preferisce circondarsi di persone sconosciute, solo per evitare di soffrire ancora!-

Aveva visto la figlia allontanare tutti, l'aveva vista chiudersi in se stessa, proprio come quando era una ragazzina e aveva scoperto il tradimento del padre. Anche allora, come ora, si era trasformata in una persona diffidente e schiva nei confronti di chiunque cercasse di avvicinarsi a lei. Allora non aveva avuto le forze per aiutarla, allora era stato Hiroshi a risollevarla e a darle tutto l'amore di cui aveva bisogno. Ora invece non sapeva chi avrebbe potuto aiutarla se a ferirla era stata proprio l'amore della sua vita. Nella sua mente era sempre più convinta che restare al fianco di quella donna, significava per la figlia cadere sempre più in basso.

-E' proprio per non farla più soffrire che ho deciso di rispettare ogni suo desiderio, anche il più piccolo. Ho accettato di non imporle la mia presenza, sono stata a ogni suo capriccio. Io amo sua figlia più di qualsiasi altra cosa al mondo, non so cosa mi abbia spinto quella maledettissima notte a cedere a quelle braccia. Se solo ripenso ai suoi occhi quando ha scoperto tutto, il mio cuore torna a frantumarsi in tanti piccolissimi pezzettini. Non posso certo chiederle di capirmi o di perdonarmi, le sto semplicemente chiedendo di non ostacolarla più-

Sentiva un nodo stringerle la gola, non comprendeva il perché stesse parlando così apertamente con quella donna, ma sentiva di doverlo fare.

-Non le chiedo di accertarmi ancora nella sua vita, le ricordo solo che Michiru è sua figlia e ha bisogno di lei. Ha bisogno che sua madre la sostenga in ogni sua scelta. Se davvero ci tiene alla serenità di sua figlia, la smetta di comportarsi in questo modo e ritorni a essere quella di una volta, almeno con sua figlia-

Le parole di Haruka la sorpresero, si era aspettata che cercasse di giustificarsi, che tentasse di convincerla di essere pentita di quello che aveva fatto, che cercasse di ricevere il suo perdono. Invece le stava semplicemente chiedendo di accettare le scelte che la figlia aveva fatto.

-Ora basta mamma! Hai fatto abbastanza, ora vai via!-

Non aveva ascoltato niente della conversazione tra le due donne ma, le era bastato guardare gli occhi della bionda, per capire che non stavano certo conversando amabilmente.

-Stavi ascoltando?- le chiese Haruka, voltandosi verso di lei.

-No, ma i tuoi occhi mi dicono abbastanza-

-Non ti preoccupare che non le faccio nulla!-

-Lei è incinta mamma! Ha rischiato di perdere il bambino! Ho rischiato di perderla, scusa tanto se ora ti voglio lontano da lei!-

-Chi cerchi di proteggere così, te o lei?-

Michiru fissava la madre non riuscendo a capire cosa volesse dire. L'unica cosa che avrebbe voluto era quella di essere lasciata libera di scegliere cosa era giusto per lei, senza dover sentire le sue opinioni.

-Io la amo, ho scelto di restare con lei, quindi fattene una ragione!-

-Michiru calmati- la bionda non sapeva cosa fare, il suo intento era quello di cercare di aggiustare la situazione e invece stava solo peggiorando le cose.

-Haruka tu stanne fuori, questa è una questione che riguarda me e mia madre! Ti prego lasciaci sole!- la bionda la fissava, cercando di decidere se lasciarle da sole oppure restare. Lo sguardo di Michiru però non ammetteva repliche, così non le restò che andarsene, sperando in cuor suo che la situazione non sarebbe peggiorata.

- Ora tu mi dici perché non riesci ad accettare la mia scelta!- disse, voltandosi verso la madre.

-Perché tu non sai bene quello che stai facendo! Tu non puoi accettare così, senza reagire!-

-Oh mamma credimi so bene quello che faccio. So bene che mi ha tradito. Che è andata a letto con un'altra donna. So bene che ha infilato le sue dita in un'altra. So anche che la amo più di me stessa, so che morirei se non l'avessi al mio fianco, come so che lei pur di non perdermi non mi ha sfiorato con un dito per quasi due dannatissimi anni. Quindi scusa tanto se ti ho delusa nel volerla ancora una volta al mio fianco, ma credimi è molto più facile accettare di essere stata tradita che saperla lontana da me!-

-Non mi hai delusa! Hai già sofferto abbastanza, Michiru. Non voglio che tu soffra ancora-

-Chi ti dice che io debba ancora soffrire?-

-Non prendiamoci in giro, lei ha tradito e continuerà a farlo-

Credi che non l'abbia pensato anche io?

Ho trascorso notti intere a rimuginare su quest'argomento!

Da quando aveva capito che non poteva starle lontano, che sarebbe stata molto più dura vederla al fianco di qualcun'altra che accettare il suo tradimento, non aveva fatto altro che tormentarsi con quella paura. Paura che alla fine si era imposta di allontanare dalla sua mente e dal suo cuore.

-Anche io ho tradito- cercò di mostrarsi sicura, anche se temeva di non esserci riuscita del tutto.

-Tu hai tradito per amore-

Bella attenuante!

Tradito per amore.

Chissà se Hiroshi la pensava allo stesso modo.

-Mamma io sto cercando di ricostruire il nostro rapporto un po' alla volta. Ci stiamo impegnando con tutte noi stesse per ritrovare la complicità di una volta. Ho faticato molto a ridarle tutta la fiducia che, erroneamente, le ho dato in passato, per questo ti chiedo di non interferire più nella mia relazione con Haruka. Se sarà destino che debba soffrire di nuovo per colpa sua, allora lo affronterò e lo supererò. Ora però voglio ritrovare la mai famiglia, voglio finalmente essere libera di amarla senza che nessuno interferisca. Nessuno!-

-Michiru…-

-No, mamma! Lascia che affrontiamo da sole i nostri problemi, per favore-

La madre si avvicinò, la strinse forte tra le braccia e piano le sussurrò: -Ti auguro di riuscire a ritrovare la vostra serenità. Ricordati che io per te ci sarò sempre e comunque!-

Ritornare in quella casa non era stata una buona idea, anche perché gli ultimi giorni che aveva trascorso tra quelle mura, erano stati i più difficili e ora aveva paura di sentirsi di nuovo in quel modo. Era stato davvero difficile riuscire ad accettare di essersi comportata in un modo a dir poco vergognoso. Cedere alla passione per qualcuno, sapendo perfettamente che quel qualcuno fosse già impegnato, era stato un errore difficile da accettare. Se poi pensava di aver ferito anche quella che riteneva un'amica, si sentiva ancora peggio.

Rimase immobile a fissare quel letto e non riusciva a fare almeno di ripensare a quella notte: a quando il suo desiderio aveva distrutto la felicità di un'altra persona, persona che lei conosceva e che aveva imparato a volere bene.

-Sicura di voler restare qui? Puoi sempre stare a casa mia-

Rina l'aveva invitata ad alloggiare a casa sua, almeno fino a quando non avesse trovato qualcosa di meglio, ma lei si era rifiutata, adducendo che era pronta ad affrontare il passato. Ora però tutta quella sicurezza sembrava essere sparita, per fare spazio a quel fastidioso senso di colpa che prepotente si stava risvegliando.

-Miko ascolta, sono passati due anni ormai, non puoi continuare a tormentarti in questo modo-

Rina si era avvicinata e le aveva appoggiato una mano sulla spalla. La sua amica era cambiata, lo capiva dai suoi occhi e dal suo viso: non erano più luminosi come li ricordava. Aveva creduto che allontanandola da quel posto, sarebbe stato più facile per lei superare quella storia. Evidentemente si sbagliava. Forse non era riuscita a comprendere i veri sentimenti che provava per quella bionda. Aveva cercato di contattarla, aveva continuato a frequentare il Bluemoon, anche dopo la partenza di Miko, solo per incontrarla e dirgliene quattro, ma di quella bionda nessuna notizia. Avrebbe tanto voluto urlarle in faccia che si era comportata davvero male con Miko, che la sua amica non si meritava certo di essere trattata così. Ricordava benissimo quando le aveva confessato tutto, quando i suoi occhi si erano bagnati di lacrime per quella donna.

-Miko, cosa è successo? Perché stai piangendo?- era nel suo ufficio a studiare una pratica, quando Miko era entrata un po' esitante.

-Rina ho fatto una cosa orribile- aveva pronunciato quelle parole con voce strozzata, per poi coprirsi il viso con le mani.

-Cosa hai fatto?- le chiese, alzandosi per avvicinarsi a lei.

-Sono andata a letto con Haruka!-

Haruka?

Oh, la bionda!

-E cosa c'è di così terribile?-

-Lei è impegnata!- quasi urlò dalla disperazione.

Rina sospirò, poi molto gentilmente la spinse in avanti incitandola a sedersi sulla poltrona.

-Miko non devi tormentarti in questo modo. Lei era consapevole di quello che faceva. Tu non hai nessuna colpa-

-Lei è innamorata della sua donna, lei mi ha usata solo per farla ingelosire. Lei non…- un singhiozzo le impedì di continuare.

Un attimo,non capisco più nulla!

Era dispiaciuta per aver ceduto a una persona impegnata o non accettava di non essere ricambiata?

Che confusione!

-Ora calmati e raccontami come sono andate realmente le cose-

All'inizio le sembrò un po' restia a raccontarle cosa fosse successo, poi però iniziò a raccontarle tutto. Le raccontò di cosa era successo nello spogliatoio, dell'effetto che le faceva quel corpo a stretto contatto con il suo; le raccontò di come in quel bagno l'aveva stretta forte a sé, di come si fosse sentita attratta da quella donna; fino a arrivare alla notte quando Haruka aveva bussato alla sua porta e di come erano finite a fare l'amore nel suo letto. La vide diventare rossa dall'imbarazzo quando le confidò di essersi sentita veramente bene fra quelle braccia.

-Sapevo perfettamente che in quel momento nel suo cuore non c'ero io, ma non sono riuscita a fermarmi- aveva gli occhi gonfi e il viso rosso.

-Ti è piaciuto?-

La domanda di Rina la colse di sorpresa.

Se mi è piaciuto?

È stato incredibile!

Sapeva benissimo che la bionda non era completamente presente, ma lei era riuscita comunque a provare sensazioni forti e indescrivibili.

-Non è questo il punto!- cercò di svincolare a quella domanda, fin troppo esplicita.

-Dai Miko, cerca di essere sincera almeno una volta!-

Chiuse gli occhi e subito le immagini di quella notte invasero la sua visuale. Ricordava le mani sul suo corpo, il respiro dell'altra solleticarle il collo, i suoi gemiti…e solo allora notò una cosa.

Haruka aveva evitato di guardarla negli occhi, più volte aveva cercato di pronunciare il suo nome e subito la bionda glielo aveva impedito. Haruka era stata fredda e distaccata e lei solo ora riusciva a comprenderlo, solo dopo aver creduto di aver condiviso con l'altra un momento unico.

-Sono un'imbecille!- si alzò di scatto, iniziando a camminare avanti e indietro per la stanza.

-Lei non era in sé, lei si è aggrappata a me solo per sfuggire ai problemi che aveva con…Oh mio dio! Come ho fatto a non capirlo subito? Lei la ama, lei ama Michiru- tornò a sedersi accanto a Rina e sospirò -…e ora Michiru odia me!-

-Michiru? La tua collega?-

-Michiru la mia collega, quella che mi ha spinto tra le sue braccia, senza sapere che…- un altro singhiozzo bloccò le sue parole.

-Miko calmati non sto capendo nulla!-

-Michiru la mia collega…La sua donna!-

Fu allora che comprese il tormento della sua amica: lei che aveva sempre considerato il tradimento come una mancanza di rispetto, lei che era stata tradita, si era ritrovata a essere l'altra, a essere la causa della sofferenza di una persona a lei cara.

-Sai, di quella notte ricordo pochissimo- si voltò verso l'amica, cercando di sorriderle. Un sorriso forzato, mal riuscito.

-Ma non riesco a cancellare i suoi occhi quando ha scoperto tutto! Michiru mi guardava con disgusto ed io non sono riuscita a dire e fare nulla!-

Ecco il nuovo capitolo, vi piace? Sembra che le cose stiano pian piano tornando alla normalità.

Scrivendo la parte finale di questo capitolo, quella che riguarda Miko, mi è sorto un dubbio: preferite che approfondisca la notte d'amore che ha avuto con Haruka?

Mi spiego meglio: la mia scelta è stata quella di non soffermarmi tanto, proprio perché per la bionda non ha avuto importanza, poi però riprendendo il personaggio di Miko mi è venuto il dubbio che qualcuno potesse voler leggere cosa abbia provato lei.

Aspetto di sapere cosa desiderate. Un bacio.