Albert stava cercando Candy da circa mezz'ora e ormai aveva capito che lei non era in casa, poi ricordò il perché. Si rassegnò e stava per dedicarsi alla lettura quando la vide arrivare, accompagnata da Martin. Diede una voce dicendo al dottore di salire, lui gli fece capire di avere fretta, Candy salì da sola.

"Che state complottando tu e Martin?"

"Niente, perché?", ma si vedeva che nascondeva qualcosa.

"Mhmm…va beh…"

"Beh…"

"Allora? Non devi dirmi nulla?"

"?"

"Come sono andati gli esami?"

Candy fece un passo indietro, una mano a coprire la bocca, l'altra reggeva una borsa che appariva molto pesante.

"Come fai…?"

"Ho guardato nella palla di vetro", le rispose canzonandola.

"Ma tu lo sapevi già?"

"Sì! Pensavi davvero che George non me lo avrebbe detto?"

"E come hai fatto a sapere che oggi…?"

"Martin."

"Che razza di spie!"

"Mi hanno raccontato tutto, anche che sei una bella testa dura…ma sono molto orgoglioso di te."

Candy assentì con la testa, gli occhi le brillavano di gioia; Albert le prese il viso con una mano e le diede un bacio sulla fronte. Candy rimase alquanto sorpresa ma sorrise felice.

La signora Elroy, che stava cercando il nipote per discutere di alcuni affari urgenti, vide i due ragazzi sulla terrazza ed il gesto intimo e tenero che li aveva legati per un attimo.

Questa storia non può andare avanti, William è chiaramente invaghito di quella ragazza, non posso permettere che si faccia venire qualche idea strana, vanno separati, e facendo finta di essere arrivata in quel momento chiamò William.

Nel tardo pomeriggio.

"Avanti!"

"Zia Elroy, mi ha fatto chiamare?"

"Sì, vorrei parlare con te."

"…"

"Ritengo sia giunto il momento per mettere in chiaro la tua situazione…"

"Non capisco…"

"Le ragazze della tua età sono solite prendere marito, o lo hanno già fatto; sarà necessario che cominciamo a pensarci. Hai rifiutato Neal e guarda a cosa siamo giunti! ", Elroy fece finta di non vedere l'espressione sorpresa e contrariata della ragazza e proseguì, "Vi siete già compromessi a suo tempo, tu e quel nobile inglese, il figlio del Duca di Granchester e mi hanno riferito che vi siete visti ancora di recente. Vorrei sapere cosa pensi di fare? Non nego che potrebbe essere un ottimo partito, nobile e di alto lignaggio, non farebbe affatto sfigurare la famiglia Andrew, anzi potrebbe essere un'ottima alleanza politica e sociale, anche se il ragazzo attualmente fa l'attore. Inoltre ritengo che questa assurda storia di diventare un medico debba finire, William è stato troppo indulgente con te nel permetterti di fare ciò che vuoi."

Candy fremeva di rabbia e dolore, come si permetteva di farle un discorso del genere!?

"Non credo che i miei sentimenti debbano essere argomento di discussione!", fu l'unica cosa che riuscì a dire. Guardava l'anziana donna attraverso le lacrime che sfocavano le immagini, tremava dalla testa ai piedi e non riusciva a dire altro: sentire nominare Terence le faceva perdere la capacità di pensare, il dolore dell'addio era ancora troppo vivido e la situazione di incertezza in cui si trovava in quel momento non la aiutava di certo ad essere lucida. E poi cosa ne sapeva lei di Terence? Chi gliene aveva parlato? Archie o Stear? Impossibile! Albert?? Iriza? Iriza!

La signora Elroy proseguì: "Io credo che sia necessario parlarne invece, con Neal abbiamo sbagliato molto, non vorrei che si ripetessero situazioni spiacevoli anche con questo ragazzo, che mi dicono essere alquanto irruento, una testa calda a quanto pare…", la voce era pacata, la donna fissava Candy negli occhi ignorando le reazioni della ragazza.

Candy rispose con rabbia: "Terence non è un vigliacco come Neal, non farebbe mai una cosa del genere, come si permette! Albert…lui...lui…sa di quel che mi sta dicendo?"

"No, glielo farò sapere a tempo debito e dovrà darmi ascolto questa volta."

"Non ho intenzione di restare un minuto di più!"

"Cosa sta accadendo qui?", Albert aveva udito la voce alterata di Candy ma non aveva compreso le parole: era entrato, la porta era socchiusa; si vedeva chiaramente che le due donne avevano avuto un alterco.

Candy rispose in fretta, non voleva far preoccupare Albert, "Nulla, nulla, davvero…scendo in giardino, con permesso" ed uscì quasi di corsa, tremando dalla rabbia.

Albert si girò verso la zia con un sopracciglio alzato a domandare il motivo di quella discussione.

"Io credo sia giunto il momento che Candy si sposi, alla sua età la maggior parte delle ragazze sono già fidanzate o sposate e tu sei troppo protettivo ed indulgente allo stesso tempo: le fai fare tutto ciò che le passa per la testa! E anche questa storia dell'università! Non è un posto adatto ad una signorina di buona famiglia, men che mai la facoltà di medicina! È scandaloso!"

Albert provò una fitta al cuore alle parole della zia ma ribatté sarcastico: "Immagino avrà già pensato al partito migliore."

Lei si girò verso la finestra e prese a guardare il lago, "Mi pare che Candy si sia già compromessa da sola, con il Duca di Granchester…"

"Vada avanti…"

"Credo che questo matrimonio vada concluso il prima possibile, i due si sono visti anche durante la tua convalescenza in ospedale…"

"Capisco…"

"Non hai altro da dire?", le sembrò strano che il nipote fosse così arrendevole.

"Che avranno la mia benedizione, conosco molto bene Terence Granchester e ha la mia stima. Decideranno loro quando e dove, non sarò certo io ad imporgli qualcosa e non voglio nemmeno che lo faccia lei, zia. In quanto al discorso degli studi non intendo affrontare l'argomento un'altra volta, Candy finirà l'università, se questo è il suo desiderio, e nessuno si deve più permettere di dirle una parola in merito…a meno che non sia di apprezzamento…", terminò la frase con accento ironico ma Elroy sapeva benissimo che non era il caso di ribattere: aveva vinto su un punto, avrebbe vinto anche sull'altro, prima o poi.

Era sorpresa che William conoscesse il ragazzo ma era comunque soddisfatta di quello che aveva saputo, era stato decisamente casuale che le cose tra i due giovani fossero andate in quella direzione ma questo giocava a favore di un allontanamento di Candy da William, la cosa che le premeva di più.

Candy si era rifugiata in giardino, le parole della zia Elroy le avevano riaperto la ferita dell'addio a Terence ed Albert la confondeva: il gesto affettuoso che lui aveva avuto nei suoi confronti quella mattina era decisamente dissonante con l'atteggiamento rigido che aveva tenuto fino a quel momento e con la collera del giorno prima, non riusciva a capirci niente.

Sentì che la chiamava.

"Sono qui", una voce fra le rose.

"Candy, tutto bene?"

"Sì, sì."

"La zia sa essere davvero irritante a volte."

"Già", gli sorrise mentre lui si sedeva sulla panchina di pietra accanto a lei, sperava non vedesse gli occhi rossi per il pianto.

Il sole era già sceso, il giardino era avvolto da una piacevole frescura dopo il calore della giornata. Una brezza lieve e profumata faceva stormire gli alti alberi vicino alla villa e passava delicata tra i fiori.

Candy ed Albert rimasero a lungo in silenzio a godersi quel momento magico del pomeriggio, ognuno immerso nei suoi pensieri. In un altro momento lui le avrebbe passato un braccio intorno alle spalle, ora invece rimasero separati. Più volte Candy sbirciò in direzione del viso di Albert ma lui sembrava non vedere niente, fissava un punto inesistente sulla ghiaia davanti a sé.

"Sappi che qualunque cosa tua abbia intenzione di fare d'ora in avanti avrai la mia benedizione e non badare a cosa ti dice la zia", disse ad un tratto, senza guardarla. Stava iniziando a sperare che lei partisse il prima possibile: era una tortura averla così vicina e non poterla nemmeno toccare.

"Grazie ma…", Candy non capiva il motivo per cui Albert le stesse dicendo quello; prima di riuscire a chiedergli il perché lui si era alzato e si era avviato lungo il vialetto che conduceva alle stalle.

"Andiamo a cavallo, vuoi?"

"Non puoi andare a cavallo!"

Sbuffò contrariato, "Ci sarà qualcosa che posso fare?"

"Leggere", gli rispose ridendo Candy, "riposare e dormire, al limite passeggiare, vieni...", gli si avvicinò con l'intenzione di prenderlo a braccetto, voleva condurlo a fare una passeggiata lungo il lago ma lo vide irrigidirsi nuovamente quando capì cosa lei voleva fare.

"Sarà meglio che rientriamo, tra poco ci sarà la cena" e senza aspettarla si diresse verso la veranda.

Candy rimase male, la barriera che sembrava essere caduta un attimo quella mattina era di nuovo lì. Se quello era il nuovo Albert non le piaceva affatto, nemmeno come amico, e si chiedeva come un viaggio poteva averlo cambiato così tanto.

"Gli passerà prima o poi", le disse Stear quella sera.

Puppe venne a sfregare il musetto peloso su quel nasino pieno di lentiggini per consolarla.