PdV di Raffaello. Prima persona.

"Michelangelo… - sussurra Leo accanto a me mentre sta osservando col cannocchiale - M…mikey, c'è Mikey!"

Cos'ha detto? Mikey? Cosa diavolo sta farneticando Senzapaura? Gli strappo il cannocchiale dalle mani e guardo anch'io, mentre lui e Donnie sembrano completamente inebetiti.

Dio Santissimo. Diavoli dell'inferno. Se il mio cervello mi sta giocando uno scherzo giuro che mi ammazzo.

Non è possibile. Dio Dio Dio non è possibile. Quello è Mikey. Quello è mio fratello! Quello è mio fratello!

Non mi posso sbagliare. E' lui. E' in mezzo a quella rivoltante feccia. Sembra incolume.

Getto a terra il binocolo. Uno sguardo rapido ai miei fratelli. Donnie sussurra: "Mikey, Mikey, Mikey…" con gli occhi sbarrati; Leo si mette una mano sulla fronte.

Io non ho un attimo di esitazione.

So che siamo sotto gli ordini di Leonardo. So che devo aspettare che lui decida il da farsi.

Ma non me ne frega niente. Leo può sputarmi in faccia. Sensei può cacciarmi di casa a calci. Ma io sto andando a riprendermi il mio fratellino.

Balzo in piedi, incurante di farmi individuare. Balzo sul tetto di fronte, rapido come la morte, corro veloce e faccio un altro balzo che mi porta a schiantarmi con un grido selvaggio tra i ninja bot. La mia gola brucia, ma continuo a gridare. Forse Leo mi ha chiamato, forse ha tentato di fermarmi. Non mi importa. Mi importa solo affondare i miei sai su questi corpi meccanici.

Sono una furia. I miei movimenti non mi appartengono più, sono tutti della mia rabbia. Dove finiscono le mie braccia e dove iniziano le mie armi? Non lo so. Colpisco, colpisco, distruggo. Vengo ferito di striscio da qualche colpo? Neanche questo so, neanche di questo mi importa. Solo dopo aver distrutto sei o sette schifosi robot mi accorgo che Leo o Donnie sono al mio fianco e che una decina di altri bot giacciono distrutti intorno a loro.

Ansimo. Davanti a me, Mikey e Karai.

"Vieni, Mikey" dice Leo.

Ma Michelangelo non si muove. Adesso gli altri bot sono tutti fermi, aspettando un ordine di Karai. Quella schifosa cagna è vicina a Mikey, troppo vicina. E ci sorride.

"Corri testa di legno, che aspetti?" ringhio.

Qualcosa non va. Mi accorgo solo adesso che Mikey ha una maschera nera. Ha delle fasce nere. Ha le insegne del Piede. Perché cavolo mio fratello porta le insegne del Piede?

Mi giro verso Leo. Vedo la stessa espressione interrogativa nei suoi occhi.

"Dai vieni, Mikey. Che succede?" fa ancora Leo. E perché diavolo sei vestito come ad Halloween, vorrei aggiungere.

La voce del mio fratellino ci arriva dura. E' la sua, è giovane, melodica; ma non è la sua, è dura, glaciale.

"Mi chiamo Yami, vigliacco."

Non ci capisco più niente. Mikey, che dici? Che stai facendo?

Quella serpe della figlia di Shredder sembra divertita, che l'inferno se la prenda. "Ciao, Leonardo."

Mio fratello accanto a me non risponde, si limita a fissarla con disprezzo.

Il vento è freddo su questa terrazza. La scena è irreale. In lontananza, i rumori della città che non dorme mai. Vedo le strisce della maschera nera che indossa Michelangelo svolazzare di fianco alla sua testa. Vedo il suo sguardo. E ne ho paura. Sono gli occhi di un estraneo, di un nemico. Grandi e luminose luci azzurre piene di odio. Perché mio fratello ci guarda così?

Karai si rivolge a Mikey : "Queste sono i mutanti che ti hanno ferito. Sono creature subdole e senza onore. Uccidili Yami!"

A questo punto, penso che forse sto sognando. Non ci può essere una sola ragione logica per quello che sta avvenendo davanti ai miei occhi. Deve essere uno dei miei incubi; adesso mi sveglio e mi ritroverò nel mio letto, a fissare i poster sulle arti marziali appesi nella mia stanza.

Sì sì, deve essere così. Perché non ci può essere nessun'altra dannata ragione, se non un maledetto incubo, per cui io debba vedere il mio fratellino, quello a cui a Natale ho regalato Tomb Raider, quello con cui da piccolo dividevo il vasino, estrarre un kusarigama e lanciarsi con ferocia contro di noi.

La scena mi appare al rallentatore.

Mikey ruota il suo kusarigama e lancia il falcetto verso di noi. Dobbiamo saltare tutti e tre per non essere tagliati nel centro del piastrone.

Quindi fa un veloce giro su sé stesso e con un altro lancio cerca di colpire quello che era rimasto più vicino a lui, Leonardo.

"Mikey fermati, che stai facendo?" La voce di Leo è angosciata mentre ferma la catena del kusarigama con la lama della sua katana.

Sicuramente i miei fratelli, come me, si stanno ancora riprendendo dallo shock. Dobbiamo combattere? Dobbiamo combattere contro Mikey?

Karai non si è ancora mossa, né, fortunatamente, ha ordinato ai suoi bot di attaccarci. Sembra che voglia valutare le situazione, o semplicemente vuole godersi la scena, la strega.

Con uno strattone, approfittando dello stordimento di Leo, Mikey tira la catena del kusarigama e disarma il mio fratello mascherato in blu di una delle sue katana, che finisce con un freddo rumore di metallo contro il pavimento del terrazzo.

Quello che so, l'unica cosa che capisco, è che non devo farmi colpire. Ma anche che non posso in nessun modo far del male a Mikey. Combattere in difesa non è mai stato il mio forte.

Mikey è rapido come un proiettile. Conosco i suoi movimenti, è una vita che ci alleniamo insieme tutti i santi giorni. Ma non l'avevo mai visto così determinato. E' veloce, dannatamente veloce. Realizzo con sgomento che questo Mikey non è lo svampito che combina guai dalla mattina alla sera; questo Mikey può farmi a pezzi. Sensei ha sempre detto che lui possiede più talento grezzo di tutti noi. Solo non avrei mai immaginato di dover vedere usare il suo talento proprio contro di me.

Ha già lanciato nuovamente la falce, questa volta nella mia direzione. Io la blocco col mio sai, e Donnie veloce ferma la catena inchiodandola per terra col suo bo. Leo approfitta della situazione e con un salto mortale balza addosso a Mikey, atterrando sul suo guscio, e cercando di bloccargli le braccia stringendolo da dietro. Penso che sia una mossa inutile, forse Leo non sa bene come fermare il fratello senza ferirlo, fatto sta che Mikey si divincola veloce come un fulmine, e con un forte pugno al mento di Leo lo fa volare all'indietro. Leonardo atterra sul guscio ancora non perfettamente guarito emettendo un leggero gemito.

"Fermati dannazione Mikey, basta!" grido mentre lui ha ritirato il suo falcetto e con lo stesso movimento ha colpito Donnie nel petto con il peso di acciaio nero dall'altra parte della sua arma.

Donnie cade all'indietro e perde il suo bo, ma si rialza subito con uno slancio delle gambe; mentre io e Leo stiamo avvicinandoci a Mikey dai suoi fianchi, Donnie è proprio di fronte a lui.

"Mikey, non so perche ti comporti così, ma ti prego di fermarti – il mio fratello genio tende le mani davanti a lui, i grandi occhi nocciola imploranti, la voce acuta, quasi in lacrime – siamo i tuoi fratelli, non ci riconosci?"

La risposta di Michelangelo mi si è impressa nella mente come un marchio a fuoco. Perché non avrei mai immaginato che la sua voce potesse contenere tanto odio.

"Ho detto che IL MIO NOME E' YAMI!"

Ruota il kusarigama sopra la sua testa, io e Leo ci abbassiamo una frazione di secondo prima di essere decapitati dal falcetto, che poi Mikey lancia in avanti, contro Donnie.

Valuto con orrore che Donnie è troppo vicino. Si sposta di lato ma non può evitare il colpo.

Ci sono momenti della vita che ti segnano per sempre. Momenti che si imprimono nella retina, poi nel cervello, ed infine nell'anima. E lì restano in eterno, a tormentarti negli anni quando esplodono improvvisi come mine nel campo dei ricordi.

Ne avevo viste tante, vero. Guerre tra bande ninja sopra i tetti del Bronx, alieni, mutanti, DNA che si mescola come carte da poker fino a che non puoi dire cosa sia umano e cosa no.

Ma quello che sto vedendo adesso fa dimenticare tutto il resto.

Fratello davanti a fratello. Una lama che vola. Ed uno spruzzo vermiglio.