Passarono alcuni giorni. Era notte, stava piovigginando con piccole scariche di fulmine. I parenti di Anthony e i Lost si stavano dirigendo al cimitero di Los Santos, per eseguire il funerale del deceduto Anthony Enochiani.
Si avvicinarono dunque alla tomba, tutti vestiti eleganti. La famiglia di Anthony sembrava essere ricca dagli abiti marcati che indossavano.
- Oggi siamo qui riuniti per ricordare il giovane Anthony. Ci è stata data notizia del suo decesso solo pochi giorni fa. Il ragazzo è morto davvero brutalmente. Non si meritava di certo questo, età giovane o meno. Nessun uomo se lo merita.
La mamma del ragazzo, indossante un cappello di paglia, si asciugò una lacrima. Era evidentemente giovane, aveva sulla trentina di anni.
- Anthony Enochiani... Morto all'età di 19 anni... È stato ammazzato in seguito ad affari con la banda criminale "Lost Motorcycle Club", erro?
Chiese l'ufficiale di stato civile, guardando i due Lost vestiti in giacca e cravatta.
- Sì. Purtroppo ultimamente abbiamo avuto numerosi problemi. Anthony era consapevole dei rischi, e ha deciso ad ogni modo e ad ogni condizione di restare con noi.
Rispose Ronaldo, con le mani unite in segno di rispetto.
- Gliel'avevo sempre detto di non immischiarsi con la criminalità. I soldi li aveva, non aveva bisogno di... Questo.
Disse il padre del deceduto ragazzo, vestito con abito elegante grigio.
- Avete qualche parola, voi due componenti della banda criminale Lost MC, in segno di rispetto alla famiglia Enochiani?
Chiese l'ufficiale di stato civile.
- Sì. Vi chiedo scusa, ultimamente abbiamo tirato un po' troppo la corda con le persone sbagliate. Pensate un po', oltre ad Anthony ci hanno lasciati molti altri fratelli. Abbiamo cercato di salvarlo, ma una volta portato via il suo cuore aveva già cessato di battere.
Spiegò Steven, ancora demoralizzato.
Improvvisamente entrarono qualche trentina di uomini armati nel cimitero, a passo lento. Raggiunsero la lapide di Anthony. Davanti a questa massa di uomini c'era il killer, il colpevole di tutto questo dolore. Gektor.
- Sono in ritardo?
Chiese il mafioso. Tutta l'attenzione dei presenti si spostò su di lui.
- Vaffanculo, Gektor. Ti farò il culo più tardi... Domani... Dopodomani... Ma non ora.
Disse Steven guardandolo con aria incazzata e facendo capire la sua furia anche nel suo tono calmo e determinato.
- Non c'è tempo per più tardi. Sai, io sono quel tipo di persona, Steven Millant... Al quale piace portare a termine i lavori conclusi a metà.
Disse alzando la pistola ad una mano e cominciando a sparare alle vittime del funerale.
Ronaldo e Steven corsero in due direzioni diverse, i familiari per la poca agilità vennero purtroppo colpiti. L'ufficiale di stato civile invece corse a passo davvero lesto, e si affrettò a chiamare la polizia.
- Ora hai superato ogni limite.
Il vice-capitano dei Lost sparò tre colpi di pistola su tre dei suoi uomini, mentre questi si dividevano e scambiavano tempeste di proiettili.
- OGNI CAZZO DI LIMITE!!
Si spostò dietro una lapide all'altra continuando a sparare.
- Moriranno tutti oggi, fratello. Merda, ma i genitori di Anthony non si alzano?
Si chiese Ronaldo continuando a scambiarsi proiettili con i mafiosi russi.
- Hanno seccato anche loro. È l'ora di vendicarci. Lost MC! Lost MC! Per sempre!!
Eliminarono i russi molto velocemente. Avevano perfezionato la mira, con l'esperienza. Dopo qualche minuto, il cimitero era pieno di cadaveri fuori dalle tombe. Solo un mafioso russo mancava all'appello.
- Dov'è Gektor?!
I due corsero intorno al cimitero. Improvvisamente un auto sfrecciò via dal parcheggio, rilasciando un sonoro suono di sgommata.
- Porca puttana!
I due corsero al carro funebre. Poco prima che lo potessero raggiungere però, questo esplose. Il telefono di Ronaldo squillò. Il russo lo stava chiamando. Rispose velocemente alla chiamata.
- Farò tutto ciò che è in mio potere per uccidere te e il tuo amico. Questa è guerra, caro mio. Non uscirai vivo da quel cimitero. Stanno arrivando miei uomini da ogni lato.
Staccò successivamente senza dare tempo al capo della banda di rispondere.
- È una specie di imboscata, fratello. Stanno arrivando russi da ogni lato. Dobbiamo rubare un veicolo, alla vecchia maniera.
Esclamò Ronaldo correndo verso la strada. Una volta arrivati vicini ad un auto, spararono al pilota e cacciarono fuori dal veicolo l'autista.
- Io non me la sento di scappare.
Disse Steven indeciso se entrare in auto o no. I russi stavano arrivando.
- Fai ciò che senti, fratello. Io penso a Gektor, tu sfogati pure su quegli idioti. Conto su di te.
Gli rispose sorridendogli. Steven era uno di quelli nella banda con più esperienza con le armi da fuoco.
- Bene, li faccio tutti secchi. Se sarò ancora in piedi, ci rivedremo alla clubhouse. A presto, fratello!!
Il vice-capitano corse dunque nuovamente nel cimitero, pronto a riprendere la sparatoria. Ronaldo sfrecciò via, aveva rubato un SUV.
Luis' P.O.V
Il dominicano stava riposando sul letto di casa sua. Una chiamata lo svegliò.
- Chi cazzo è...
Prese il telefono e rispose mezzo intontito.
- Luis Lopez, sono il tuo ex datore di lavoro. Quello con cui recentemente sei uscito insieme alla banda di bikers.
Disse il mafioso russo.
- I debiti di Tony sono stati ripagati con quella rapina, ricordi?
Rispose il buttafuori del Maisonette 9.
- Sarebbe così se quella banda di drogati non avesse sgarrato. Io ho provveduto ad uccidere uno della loro banda, ma adesso si sono divisi. Tutto ciò che devi fare è andare da me a prendere il pick-up fuori casa mia, guidarlo, raggiungere il cimitero di Los Santos, trovare il vicecapo dei Lost Steven, stordirlo, legarlo al pick-up per un piede e farti un bel giro. Avviserò ai miei uomini di non sparare una puttana dominicana da quelle parti.
Gli illustrò Gektor parlando velocemente.
- Porca puttana. Va bene, ma questo è il mio ultimo lavoro per te.
Successivamente staccò e andò a vestirsi. Chiamò un taxi e si fece accompagnare vicino alla villa del russo. Uscì da questo ed entrò nel furgone con le chiavi appoggiate sul motore. Quindi cominciò a guidare verso il cimitero.
- Ogni giorno con Tony è fantascienza. Vedi un po' tu se un buttafuori deve fare tutta 'sta merda.
Si sfogò tra sé e sé.
