Distintivi e Pistole
Capitolo 25
Nella sala della Centrale, Provenza andò vicino a Flynn: "Forza, preparati, andiamo a casa a riposare. Julio, Mike, Emy ci vediamo qui tra 4 ore."
"Non ho voglia di tornare a casa, cosa dico a Rusty?" Disse senza mascherare la sua frustrazione. "Devo anche chiamare Ricky e Emily, cosa dico loro Provenza?!"
"Andiamo, hai bisogno di riposare un po' e di fare una doccia. Poi torniamo qui. Muoviti e non farmi incazzare, perché lo sono già abbastanza!" Disse Provenza rude.
Flynn prese la giacca e si avvicinò all'uscita. Provenza era dietro di lui. Durante il tragitto non dissero neanche una parola. Quando arrivarono al condominio di Sharon, trovarono Buzz insieme e Rusty. Quando entrarono, Rusty andò incontro a Andy: "L'avete trovata?" Lui fece cenno di no con il capo. "Allora cosa fai qui?! Torna a cercarla!" Urlò Rusty. Provenza disse senza ammettere replica: "Rusty, abbiamo bisogno di riposare un po'. Altrimenti non capiamo più niente. Ci cambiamo, facciamo una doccia e riposiamo qualche ora. Non rendere tutto complicato di quanto non lo sia già. Ok?!" Rusty annuì e andò nella sua camera.
"Buzz ha mangiato il ragazzo?" Chiese Andy.
"Poco e niente. E' distrutto. Avete novità?"
"Nulla per ora." Disse Provenza. Ci puoi lasciare da soli, per favore? Grazie." Buzz andò in camera da Rusty. Andy era in piedi, davanti alla cucina. "Andy vai a farti una doccia e riposa un paio di ore. Poi passiamo da me per un cambio e torniamo in centrale. Ok?!"
"Ok." Andy andò in bagno a lavarsi. Provenza si era seduto sul divano, era stravolto dagli ultimi eventi. Cercava di gestire ogni cosa, ma stava diventando molto difficile. Mandò un messaggio a Patrice, per dirle che sarebbe rientrato per un cambio veloce più tardi. Poi cercò di rilassarsi qualche minuto e si addormentò.
Quando Andy uscì dalla doccia era in camera per vestirsi, vide dal suo cellulare, che il cellulare di Sharon era tornato on line. Provò a chiamarla, era agitato, il cellulare suonava libero. Mentre si vestiva chiamò Tao e gli disse del cellulare del capitano e gli chiese di tracciarlo. Poi chiamò Provenza che si svegliò di colpo, gli disse del cellulare e che Tao lo stava tracciando. Dopo dieci minuti Tao lo chiamò e gli diede l'indirizzo di dove si trovava il cellulare. Entrambi corsero alla macchina. Intanto anche i rinforzi si stavano recando all'indirizzo indicato. Era un luogo solitario ed abbandonato ad un'ora scarsa dalla città.
Arrivarono prima delle altre unità, scesero dalla macchina e con pistola alla mano si diressero verso l'entrata di una serie di magazzini abbandonati. Andy provò a telefonare e sentirono in lontananza la suoneria, ne seguirono il suono. Lo trovarono nel mezzo di un magazzino completamente vuoto. Andy prese il cellulare poi iniziò a gridare: "SHARON! SHARON!" Silenzio. Provò di nuovo muovendosi verso la fine del magazzino. "SHARON! SHARON!" Silenzio. Poi sentirono una voce in lontananza: "Sono qui!" Andy corse verso la fine del magazzino, poi vide in terra una botola. "Qui, solleviamola! Sharon dove sei!"
"Andy sono qui! Sono qui!" Urlò lei con tutto il fiato che aveva in gola.
"Sharon! Sharon!" Gridò lui.
Scese le scale come un pazzo e la vide. Le corse incontro. Lei era legata ad una sedia, sembrava ancora più piccola e indifesa. L'abbracciò e la baciò, lei piangeva.
Arrivò anche Provenza, che li vide e riprese fiato. Anche questa volta era andata bene. Si avvicinò lentamente e li vide abbracciati. Il capitano era provato, ma viva.
"Abbiamo bisogno che qualcuno stacchi queste maledette manette!" Disse Andy, intanto si stava togliendo la giacca. Avvolse Sharon nella sua giacca.
"Capitano sta bene?" Le chiese gentilmente Provenza.
"Grazie Tenente, ora va bene, scusi se sto piangendo." Disse lei con la voce rotta dalle lacrime.
"E' tutto a posto. Tranquilla, chiamo gli altri." Prese il cellulare "Tao! Porta delle cesoie! Presto!" Iniziò ad avviarsi verso la porta.
"Adesso va tutto bene, ti amo!" Lui l'accarezzava.
"Oh Andy!" Lui l'abbracciò, lei pianse ancora. Tutta la tensione e l'adrenalina che l'aveva sostenuta, ora si sciolse in un pianto a dirotto.
Dopo una decina di minuti arrivò Tao con le cesoie: "Eccomi, Capitano come sta? Ora la libero!" Si mise ad armeggiare con la cesoia e ruppe le manette.
"Ecco Sharon, ora sei libera! Quando vuoi andiamo via. Ti porto in ospedale, ok!"
"Portami a casa Andy, voglio andare a casa." Mormorò tra le sue braccia.
"Mike, mi avvisi quando arriva l'ambulanza? Grazie. Stai calma, tesoro, andrà tutto bene." Mike andò verso la porta e incontrò Provenza che gli fece cenno di uscire. Lui si avvicinò al capitano e disse: "Capitano, l'ambulanza è arrivata. La portiamo fuori di qui!"
"Ti prendo in braccio, ti porto io." Andy la raccolse e lei si accoccolò a lui. Lei aveva il viso contro il suo petto e coperta dalla sua giacca sentiva il profumo della sua acqua di colonia. Si sentiva al sicuro. Flynn salì le scale e la portò dentro l'ambulanza. C'era tutta la squadra e anche il capo Taylor e Howard. Erano arrivati anche gli altri dell'FBI. Lui salì sull'ambulanza, i paramedici le attaccarono una flebo e poi lui le tenne la mano. Le parlava dolcemente, lei sorrideva, aveva un'aria sconvolta. Quando arrivarono al S. Leo la portarono via per visitarla, Andy rimase in sala d'aspetto. Intanto era anche già arrivato Rusty e Buzz. Andy andò incontro a Rusty: "Sta bene, sta bene. Ora la stanno visitando." Rusty fece un mezzo sorriso ad Andy, poi si allontanò per piangere da solo.
Uscì il dottore e andò da Andy e gli disse che poteva andare da Sharon. Lui entrò nella camera:
"Tesoro, come ti senti?"
"Sto meglio, grazie. Rusty dov'è?"
"E' in sala di attesa, vado a chiamarlo. Stai tranquilla." Uscì e dopo qualche secondo rientrò con Rusty.
"Rusty!"
"Sharon!" Si abbracciarono. "Ora sto bene, sto bene."
"Ci hai fatto spaventare. Ho avuto paura di perderti." Disse il ragazzo.
"Stai tranquillo, ora sono qui." Disse lei rassicurandolo. "Ora sto bene. Senti ora voglio parlare con Andy, ci vediamo dopo Rusty, ok?"
"Ok, allora a dopo, sono in sala d'attesa." Disse Rusty uscendo.
"Possiamo fare dopo, cerca di riposare." Disse Flynn.
"Mi ha detto perché ha ucciso quelle persone, il movente e i luoghi." Silenzio. "Ron è vivo?"
"Sì, sta bene…quell'idiota!"
"Andy, sapeva che Ron era dell'FBI! Sapeva che ero della polizia! Maledizione! Ha giocato con me, come il gatto con il topo. Sapeva di te! Ci è sfuggito tutto di mano!" Disse singhiozzando.
"Stai tranquilla, sei al sicuro ora." Disse lui abbracciandola.
"Andy lui mi ha tolto i vestiti." Silenzio. Lui divenne scuro in volto. "Ti ha toccata quel bastardo!"
"Mi ha tolto tutto, il vestito lo ha spedito a te e l'intimo lo ha tenuto per sé." Disse lei singhiozzando.
"Quel figlio di puttana, vorrei averlo tra le mani!"
"Ho chiesto al dottore di farmi un kit antistupro, perchè io non ricordo niente. So che mi ha iniettato qualcosa per farmi dormire, però non ho ricordi di lui ….. che mi mette le mani addosso …." Lui l'abbracciò. "Stai tranquilla tesoro, ora è tutto finito." Disse lui cercando di consolarla. Lei pianse tra le sue braccia.
"Mi dispiace. Mi dispiace Andy." Disse lei tra le lacrime.
"Di cosa ti devi dispiacere. Stai tranquilla, stai tranquilla." Disse lui accarezzandola.
Entrò il dottore. "Sharon, abbiamo fatto tutti gli esami e ho i risultati. Il test del kit antistupro ha dato esito negativo, può stare tranquilla, non le ha fatto nulla."
"Grazie dottore…" Disse con la voce spezzata dalle lacrime. Andy l'abbracciò. Lei si mise a piangere. Era ancora scossa.
"Dagli esami risulta che ci sono tracce di una droga che le stata iniettata, faremo delle flebo per facilitare l'espulsione di questa tossina. Le daremo anche degli antibiotici a largo spettro e poi rifaremo tutti gli esami." Tirò fuori una siringa, lei appena la vide si fece prendere dal panico.
"No…aspetta…no, non voglio… per favore…no!" Tra le lacrime si accovacciò addosso ad Andy che la teneva tra le braccia e cercava di tranquillizzarla.
"Tranquilla, la metto nella flebo, non le faccio del male." Disse il dottore. "Ecco l'inserisco nella flebo. Andrà tutto bene."
"…. Vedere la siringa… mi ha ricordato…" Gli occhi le si caricarono di lacrime.
"Va tutto bene. Adesso dovrebbe riposare. Ripasserò più tardi a vedere come sta." Disse il dottore, controllò la flebo e poi uscì.
"Grazie dottore." Disse Flynn. "Stai tranquilla, tesoro, non ti ha fatto nulla quel bastardo!"
"Sapeva già tutto Andy, sapeva di noi."
"Ora non può più farti del male, amore mio, stai tranquilla e cerca di riposare. Hai bisogno di riposo." Lei si addormentò lentamente, lui rimase vicino a lei, intrecciando le dita con le sue.
Lei passò una notte abbastanza tranquilla, ogni tanto si agitava nel sonno. Il giorno dopo si svegliò e vide Andy con la testa appoggiata al letto, vicino alle sue mani. Lui non l'aveva lasciata, ma era crollato per la tensione e l'ansia. Accarezzò i suoi capelli, così morbidi e argentati. Lui si svegliò, aveva un'aria stravolta.
"Devo essermi addormentato. Come stai tesoro?"
"Meglio. Ora va meglio. Portami a casa Andy. Voglio tornare a casa."
"Parlerò con il dottore e vediamo se ti lasciano venire a casa." Uscì dalla camera, dopo qualche minuto rientrò con il dottore.
"Sharon, come si sente questa mattina?"
"Mi sento meglio, grazie."
"Bene. Allora la dimetto ora, però dovrà fare ancora due o tre flebo e stare a riposo, per almeno qualche giorno. Poi vorrei ripetere gli esami per controllare che tutto è tornato alla normalità. Vado a preparare i documenti per la dimissione."
"Va bene dottore. Grazie." Il dottore uscì dalla camera.
"Sei contenta, ora ti porto a casa. Poi chiederò a Patrice se ci può aiutare con le flebo."
"Ok. Non sono entusiasta di dover fare ancora altre flebo, però …."
"Vedrai, andrà tutto bene. Avviso Rusty, così sa che torniamo a casa."
Uscirono dall'ospedale e tornarono a casa, sperando di lasciarsi alle spalle ogni cattivo pensiero.
Arrivati a casa, Rusty li stava aspettando. Sharon andò a farsi una doccia. Poi si mise sul divano a riposare, mentre Andy si era messo a preparare per il pranzo. Aveva preso la giornata libera per stare con lei, l'aveva vista turbata da tutta quell'esperienza. Lei si era addormentata, tranquilla tra le mura di casa. Verso mezzogiorno Andy l'aveva svegliata per il pranzo, ma lei non aveva voglia di mangiare nulla, sembrava assente e depressa. Patrice sarebbe arrivata nel pomeriggio, Andy sperava che un occhio più professionale l'avrebbe aiutata a stare meglio. Sharon dormiva in camera da letto.
"Sharon, tesoro svegliati. E' arrivata Patrice."
"Ciao Sharon, come ti senti?"
"Patrice, ciao. Mi sento a pezzi, sono stanca. Non capisco cosa mi stia succedendo."
"Adesso ti prendo tutti i parametri e poi facciamo la flebo, ok."
"Devo fare per forza la flebo?" Chiese Sharon.
"Sarebbe meglio, credo che la tossina che hai in circolo, il tuo fisico non l'abbia ancora completamente espulsa. Comunque vedrai, poi ti sentirai meglio. Anche l'antibiotico che ti hanno dato, ti butta giù parecchio. Andy se mi puoi aiutare."
"Certo, Sharon, vieni."
"No, non voglio farlo." Disse lei.
"Non ti farà male, stai tranquilla. Vieni qui vicino a me." Lui la prese e la fece sedere vicino a lui. L'abbracciò e la sentì tremare lungo tutto il corpo. "Non avere paura, sono qui vicino a te."
"Andy ti prego, no. Non voglio."
"Patrice, per favore ci puoi dare qualche minuto. Ti chiamo quando saremo pronti."
"Certo." Disse Patrice e uscì.
"Cosa ti spaventa così tanto?"
"Non voglio."
"Perché?"
"Ho paura."
"Dopo la flebo starai meglio. Sono qui vicino a te. Non ti farà male."
"Ho paura ad addormentarmi, ho paura che lui tocchi il mio corpo."
"Sharon, non ti può fare più nulla, sei al sicuro." Silenzio. "Cosa ti turba?" Chiese lui. Silenzio.
"Ho paura che poi tu non mi vorrai più. Non mi hai neanche baciato, da quando siamo tornati dall'ospedale. Tu non mi vuoi più, vero Andy?!" Lei scoppiò a piangere. Lui l'abbracciò e cercò di calmarla.
"Tesoro, sono qui con te. Non piangere. Stai tranquilla." Lui le tirò su il viso, le asciugò le lacrime e poi prese il suo viso e la baciò intensamente. Lei rispose al suo bacio e lui la sentì tranquillizzarsi e rilassarsi. Rimasero fronte a fronte, sentirono i loro respiri.
"Ti amo." Disse lui.
"Ti amo anch'io." Disse lei. "Amami Andy, ti voglio."
"Prima devi stare meglio. Adesso facciamo la flebo, poi ti rilassi e stasera saremo noi due da soli.
"Promesso?" Chiese lei.
"Promesso." Disse lui. "Adesso andiamo di là sul divano da Patrice, ok." Lei annuì e uscirono entrambi dalla camera da letto.
"Adesso siamo pronti." Lui si sedette sul divano e prese Sharon tra le sue braccia, così lei poteva appoggiarsi e stare rilassata. Diede il braccio a Patrice, lui la sentì tesa, rigida e il suo volto dentro la sua spalla. Mentre Patrice introduceva l'ago, sentì le sue lacrime scendere copiose dal suo volto.
"Vai benissimo, Sharon, stai tranquilla. Ecco, ho terminato." Disse Patrice. "Sei stata bravissima." Attaccò la flebo in alto, sull'attaccapanni e controllò che funzionasse bene. "Vedrai che starai meglio. Sistemo le mie cose e vado."
"Aspettami qui Sharon, accompagno Patrice alla porta e torno." Lei annuì. Quando furono davanti alla porta Andy chiese preoccupato: "Patrice, come sta veramente?"
"E' ancora sotto shock, dalle un po' di tempo. Deve riposare, tra l'antibiotico e le flebo è un po' provata. Ci vorrà un po', ma vedrai che guarirà." Disse Patrice.
"Lo spero."
"Passerò domani. Ciao Andy."
"Grazie Patrice."
Ritornò da lei sedendosi sul divano, lei era rannicchiata, con la testa appoggiata alle ginocchia. Sembrava ancora più fragile.
"Andy?"
"Sono qui amore."
"Vieni qui, vicino a me."
"Ok." Si accovacciò vicino a lei, cercando di lasciare il braccio con la flebo il più libero possibile. "Non sapevo che avevi paura degli aghi." Disse lui dolcemente.
"Un po' sì. Non mi piacciono tanto."
"Hai visto che è andato tutto bene, dopo la flebo starai meglio."
"Ho avuto paura di non rivederti più." Disse lei con voce tremante.
"Anch'io ho avuto paura di perderti, però ora sei qui al sicuro."
"Mi ami Andy?"
"Certo, adesso voglio che riposi un po'. Poi avremo tutta la serata per noi, come ti avevo promesso."
"Va bene. Rimani con me, mentre mi addormento?"
"Certo tesoro, stai tranquilla." Lei chiuse gli occhi e il suo respiro divenne più regolare, finchè si addormentò. Lui guardò la flebo, era quasi finita, mancava poco. Attese il termine della flebo, tolse l'ago, disinfettò e mise un cerotto sul braccio di Sharon. La lasciò riposare, le mise sopra una coperta e andò in camera a cambiarsi e a mettersi in maglietta e tuta. Poi andò in cucina per preparare qualcosa per la cena. Rusty lo aveva chiamato dicendo che sarebbe arrivato a breve a casa.
Mentre stava finendo di preparare la zuppa per cena, sentì che lei si stava agitando. Andò da lei, aveva un incubo, si stava agitando, gemendo e lamentandosi.
"Sharon svegliati, stai sognando." La toccò leggermente. Lei si svegliò di colpo, ansimando e gridando: "No, non mi toccare! Lasciami!"
"Stai sognando, tesoro svegliati! Svegliati!" Disse lui abbracciandola.
"Nooo!"
"Guardami Sharon, sono io! Sono Andy!" Lei lo guardò confusa, poi realizzò che era stato un incubo. Si mise a singhiozzare e scoppiò a piangere tra le braccia di Andy. "Mi dispiace. Mi dispiace tanto Andy. Non volevo, non volevo che succedesse."
"Stai tranquilla tesoro, va tutto bene." Disse lui accarezzandola. "Sei al sicuro." Silenzio. "Tra poco rientrerà Rusty, vuoi che mangiamo insieme? Ho preparato della zuppa, vedrai che poi ti sentirai meglio."
"Non dire niente a Rusty, non voglio che si preoccupi."
"Stai tranquilla non gli dirò nulla. Adesso vieni a tavola, lui arriverà tra poco." L'accompagnò al tavolo e lei si sedette.
"Grazie Andy."
"Per cosa?" Sentirono aprire la porta di casa, era Rusty che rientrava.
"Ciao Sharon, come stai?" Si avvicinò e lei e l'abbracciò.
"Ora va meglio." Disse lei con voce ancora provata. "Ceni insieme a noi Rusty?"
"Certo. Mi vedo dopo con Gus. Mi metto un po' più comodo e arrivo." Rusty sparì nella sua camera.
"Ho preparato la zuppa di cereali, quella che ti piace." Disse Andy.
"Non ho neanche ringraziato Patrice."
"Non ti preoccupare, lei capirà." Intanto Rusty era rientrato in cucina.
"Bene, allora come è andata la tua giornata?" Chiese lei a Rusty.
"Oh è andata bene…" Disse lui. Rusty raccontò loro dei suoi studi e dei progetti che aveva in mente. Cenarono insieme e si rilassarono. Rusty dopo cena andò da Gus e la lasciò seduta sul divano.
"Andy vieni qui vicino a me." Disse lei.
"Arrivo, eccomi." Lui si sedette e l'abbracciò. Silenzio.
"Mi vuoi ancora Andy?"
"Non ti ha toccata Sharon. Ora sei al sicuro e io ti voglio, ti voglio sempre." La baciò. Poi la prese per mano e la portò in bagno. Aprì l'acqua e la lasciò scorrere.
"Ti voglio." Disse lei.
"Ti voglio anch'io." Disse lui con occhi pieni di desiderio. Accarezzò dolcemente il suo viso, poi cominciò a baciarla. Lentamente e dolcemente le tolse la maglietta, baciò le sue spalle e scese fino al seno. Lei fremeva ad ogni suo bacio. Scese con i suoi baci fino all'ombelico, le accarezzò i fianchi e con le mani le sfilò i leggings. Rimase solo con le mutandine di pizzo nero. Gliele sfilò e lei rimase nuda.
"Sei bellissima!" Mormorò lui. "Non mi stancherò mai di desiderarti!"
"Ti amo Andy!" Disse lei mentre gli sfilava la maglietta e i pantaloni. Lui si tolse i boxer.
"Ti amo anch'io Sharon!" Disse lui. "Vieni tesoro!" Entrarono entrambi nella doccia e si baciarono sotto l'acqua. Lui poi le lavò i capelli e la lavò delicatamente. Lei si fece baciare e abbracciare, si fece lavare da lui, sperando che anche l'ansia e il tormento scivolassero via dai loro corpi. Poi lei lo insaponò e lo risciacquò. Lui l'accarezzava e la baciava, si coccolarono sotto l'acqua ancora per un poco, poi lui si infilò l'accappatoio e l'asciugò. La prese in braccio e la portò sul letto. Sharon era rilassata e tranquilla. Si misero sotto le coperte e si coccolarono ancora. Lei si rilassò e si addormentò tra le sue braccia. Lui non voleva forzarla, voleva che fosse lei a cercarlo. Rimase a guardarla riposare e fu felice di non averla persa. Dopo un poco si addormentò anche lui. Verso le prime ore del mattino, lei si svegliò tra le braccia di Andy. Lui la stava guardando con i suoi occhi marroni.
"Da quanto tempo sei sveglio?"
"Da un po'. Mi piace guardarti riposare. Sei così bella." Silenzio. "Pensavo di averti perso. Ho avuto paura di perdermi anch'io. Era come se mi mancasse l'aria, la vita, la direzione da seguire. Ho avuto paura di rimanere da solo. Non so cosa avrei fatto senza di te. Ho sentito un grande vuoto. Ma ho sperato tanto di trovarti amore mio. Provenza mi ha aiutato, mi è stato vicino e mi ha dato la forza per reagire e trovarti." Disse lui.
"Ho avuto paura di non vederti più, di non avere ancora il tempo da trascorrere con te. Ho avuto paura che quell'uomo prendesse la mia parte migliore. Sapeva così tante cose di me, di te, di noi. Si è divertito a giocare con le mie paure più profonde, ho dovuto mostrare di essere forte e risoluta, ma dentro di me, Andy avevo solo paura di non vedere mai più te, Rusty, Ricky e Emily. Ho lottato solo per non finire nell'orrore che quell'uomo voleva che provassi e ora sono ancora spaventata di perdere tutto, in un solo attimo." Disse lei con voce provata.
"Non ti perderai più amore, sono qui con te, per sempre."
"Non mi perderai più Andy."
"Promettimi che non mi lascerai mai da solo." Disse lui.
"Te lo prometto amore. Ti amo Andy e ti voglio …. " Mormorò lei. "Grazie per avermi aspettato."
"Sono sempre qui per te amore, ti aspetterei anche tutta la vita." Sussurrò lui.
"Ti amo!"
"Ti amo anch'io!"
Si baciarono, assaporandosi con le lingue che si intrecciavano in una danza vorticosa. Lei lo voleva e lui ne era felice, l'abbracciò e le baciò le spalle e i seni. Lei fremette ad ogni suo bacio. Poi lui entrò dentro di lei e cominciò a muoversi lentamente e aumentando sempre di più il ritmo. Vennero insieme e sudati e ansimanti sorrisero tutti e due di piacere. Rilassati e felici tornarono a riposare ancora per un po', il mattino li avrebbe trovati l'uno tra le braccia dell'altro.
Continua…
